{"id":101721,"date":"2017-11-13T12:01:31","date_gmt":"2017-11-13T12:01:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=101721"},"modified":"2017-11-11T11:33:20","modified_gmt":"2017-11-11T11:33:20","slug":"italiano-divide-et-impera-a-chi-giova-gli-usa-e-lex-jugoslavia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2017\/11\/italiano-divide-et-impera-a-chi-giova-gli-usa-e-lex-jugoslavia\/","title":{"rendered":"(Italiano) Divide et impera, a chi giova? \u2013 Gli USA e l\u2019ex Jugoslavia"},"content":{"rendered":"<p><em>3 novembre 2017 &#8211; <\/em>L\u2019uomo \u00e8 un animale sociale e la sua sopravvivenza dipende dalla cooperazione con i suoi simili e dal mutuo sostegno. Solo in un\u2019atmosfera in cui si percepiscono scarsit\u00e0, minacce e conflitti irrisolti le persone si dividono e demonizzano \u201cl\u2019altro\u201d. Il comune denominatore nelle situazioni <em>divide et impera<\/em> \u00e8 la crescente concentrazione della ricchezza e del controllo economico nelle mani di una minoranza avida a scapito delle famiglie povere e dei lavoratori.<\/p>\n<p>Per impedire che le divisioni si approfondiscano e portino alla violenza, dobbiamo cercare chi potrebbe avere motivo di creare tale atmosfera e favorire queste divisioni. Si potrebbe avere la tentazione di puntare il dito contro questo o contro quello, dimenticando per\u00f2 di considerare chi, stando in agguato nell\u2019oscurit\u00e0, trae vantaggio dai contrasti e rimane impunito per la sua complicit\u00e0 nel problema. In altre parole, ricordiamoci di osservare chi ci guadagna e di non lasciarlo fuori dal gioco.<\/p>\n<p>Durante le primarie presidenziali americane del 2016, molti commentatori etichettarono Bernie Sanders come un \u201ccandidato populista di sinistra\u201d e il pi\u00f9 noto concorrente repubblicano come un \u201ccandidato populista di destra\u201d, considerando il populismo come una semplice tattica per attrarre voti in due modi diversi. Per maggiore correttezza, occorre distinguere fra un <em>populismo inclusivo<\/em>, che si batte per il benessere di tutti, e un <em>populismo divisivo<\/em>, che serve un programma di <em>\u201cdivide et impera\u201d<\/em> a beneficio dei ricchi e dei potenti.<\/p>\n<p>Il populismo divisivo, sposato dal candidato che ora \u00e8 il presidente degli Usa, ha portato alla rinascita della supremazia bianca e alla violenza con motivazioni razziali, traducendosi in lauti guadagni per l\u2019industria delle armi e della sicurezza. Il populismo inclusivo di Sanders, invece, volto a garantire assistenza sanitaria, salario minimo e istruzione gratuita per tutti, \u00e8 di per s\u00e9 al servizio di <em>tutti<\/em>.<\/p>\n<p>Il populismo inclusivo di Tito nell\u2019ex Jugoslavia era ricordato con nostalgia da molte persone che ho incontrato in quella zona durante una visita quest\u2019estate, in cerca di indizi sulla divisione del paese e su chi ne abbia beneficiato. In Bosnia \u2013 patria di musulmani, serbi, croati e altre minoranze \u2013 la nostra guida locale, un umanista cordiale che si era sempre considerato in primo luogo jugoslavo, lodava la politica di Tito di uguali diritti, uguale trattamento ed ugual valore per tutti i cittadini. Anche se non fu sempre realizzata alla perfezione, questa politica pose le basi per la coesistenza pacifica in una societ\u00e0 assai multiculturale, con una storia di periodici scontri etnici.<\/p>\n<p>La Jugoslavia di Tito era una felice via di mezzo fra le dure restrizioni del blocco sovietico e il capitalismo occidentale a ruota libera, con alcuni vincitori e molti perdenti. Il suo sistema socialista scoraggiava ulteriormente le divisioni, poich\u00e9 dava la priorit\u00e0 alla casa, all\u2019istruzione, alla sanit\u00e0, all\u2019occupazione e all\u2019arricchimento culturale per tutti, e allo stesso tempo consentiva libert\u00e0 di viaggiare e apertura al dialogo politico e alla cooperazione economica con l\u2019Occidente.<\/p>\n<p>Che cosa accadde allora negli anni \u201990? Come pot\u00e9 crollare tutto? Numerosi giornalisti e studiosi indipendenti hanno fornito analisi penetranti, sorprendentemente diverse dalla narrativa ufficiale occidentale, spesso ripetuta, che le differenze etniche scatenarono spontaneamente una violenta guerra 25 anni fa <strong>[i].<\/strong><\/p>\n<div id=\"attachment_101722\" style=\"width: 410px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Regalo-di-bambini-a-Tito-750x594-yugoslavia-jugoslavija.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-101722\" class=\"wp-image-101722\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Regalo-di-bambini-a-Tito-750x594-yugoslavia-jugoslavija.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"317\" srcset=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Regalo-di-bambini-a-Tito-750x594-yugoslavia-jugoslavija.jpg 750w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Regalo-di-bambini-a-Tito-750x594-yugoslavia-jugoslavija-300x238.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-101722\" class=\"wp-caption-text\">Regalo di bambini a Tito, in mostra al Museo di Storia Jugoslava di Belgrado.<\/p><\/div>\n<p>L\u2019indebolimento della Federazione Jugoslava poteva essere inevitabile dopo la morte del capo carismatico nel 1980, seguita da una complessa formula di condivisione del governo. Tuttavia si sarebbero potuti evitare molti spargimenti di sangue, sofferenze e distruzioni, se le potenze occidentali non avessero intenzionalmente soffiato sul fuoco del nazionalismo e del populismo divisivo. Insistenti richieste di restituzione dei prestiti del FMI crearono una situazione di scarsit\u00e0 e furono seguite dal riconoscimento prematuro e illegale degli stati secessionisti da parte dell\u2019Occidente, senza dare ai popoli jugoslavi il tempo e lo spazio sufficienti per risolvere i conflitti interni su federalismo, autodeterminazione e confini. Mentre nel 1992 Maastricht cercava di unificare le nazioni europee, gli USA e la Germania miravano a frammentare la Jugoslavia: appoggiarono certi gruppi di nazionalisti estremisti e ne demonizzarono solo uno, permisero abusi e incitarono alla rappresaglia; il tutto culmin\u00f2 con i massicci ed illegittimi bombardamenti USA\/NATO. Come in tutte le situazioni di guerra, l\u2019industria degli armamenti prosper\u00f2.<\/p>\n<p>Diana Johnstone avanz\u00f2 delle ipotesi sui motivi che inducevano gli USA a provocare la scomparsa della Jugoslavia:<\/p>\n<blockquote><p>\u201c\u2026 <em>La Jugoslavia era diventata un nemico sia come un \u2018bene\u2019 scartato sia come una potenziale alternativa. Quando croll\u00f2 il blocco sovietico, la Jugoslavia non allineata perse il suo valore per l\u2019Occidente come \u2018bene\u2019 strategico. Come paese nominalmente socialista e con notevoli relazioni nel Terzo Mondo, grazie al suo ruolo nel Movimento dei Non Allineati, la Jugoslavia poteva essere considerata come un potenziale modello alternativo. Se il paese fosse rimasto unito, avrebbe potuto ostacolare i piani occidentali per la regione \u2026\u201d <strong>[ii]<\/strong><\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Ora, 25 anni dopo, ho visto come molti di questi \u201cpiani occidentali\u201d sono stati realizzati. In Slovenia, Croazia e Bosnia, enormi e moderni centri commerciali, che ospitano catene di grandi magazzini e negozi di marche internazionali, hanno preso piede ai margini dei centri urbani e allettano gli abitanti a spendere i loro magri salari, facendo s\u00ec che notevoli profitti lascino il paese e finiscano nelle tasche di ricchi azionisti. La nostra guida croata notava che, nonostante l\u2019apparente ricchezza delle localit\u00e0 turistiche della costa dalmata, c\u2019\u00e8 ancora molta disoccupazione e scarsit\u00e0 di alloggi.<\/p>\n<div id=\"attachment_101723\" style=\"width: 146px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Manifesto-donato-da-Pablo-Picasso-per-il-film-Jugoslavo-del-1969-La-battaglia-della-Neretva.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-101723\" class=\"wp-image-101723 size-medium\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Manifesto-donato-da-Pablo-Picasso-per-il-film-Jugoslavo-del-1969-La-battaglia-della-Neretva-136x300.jpg\" alt=\"\" width=\"136\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Manifesto-donato-da-Pablo-Picasso-per-il-film-Jugoslavo-del-1969-La-battaglia-della-Neretva-136x300.jpg 136w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Manifesto-donato-da-Pablo-Picasso-per-il-film-Jugoslavo-del-1969-La-battaglia-della-Neretva.jpg 226w\" sizes=\"auto, (max-width: 136px) 100vw, 136px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-101723\" class=\"wp-caption-text\">Manifesto donato da Pablo Picasso per il film Jugoslavo del 1969 \u201cLa battaglia della Neretva\u201d<\/p><\/div>\n<p>La leggendaria \u201cCitt\u00e0 del Cinema\u201d di Belgrado, commemorata nel premiato documentario \u201cCinema Komunisto\u201d, ospitava Avala Film, di propriet\u00e0 statale, ed era la sede della fiorente industria cinematografica, alimentata dall\u2019amore di Tito per il cinema e importante bene per l\u2019economia jugoslava. Dopo la violenta divisione della Jugoslavia negli anni \u201990, le potenze occidentali si assicurarono che i nuovi governanti serbi seguissero le linee dell\u2019economia neoliberista, comprese numerose privatizzazioni a prezzo di saldo. Gli studi di Avala Film, con 73 ettari di terreno e i diritti sull\u2019intero catalogo dei film prodotti (circa 200 film e 400 documentari) furono valutati 105 milioni di euro nel 2008 dall\u2019Agenzia Serba per le Privatizzazioni, ma nel 2015 furono venduti a investitori privati per solo 8,1 milioni di euro. <strong>[iii]<\/strong><\/p>\n<p>Molti abitanti di Belgrado stanno protestando contro gli sfratti e le ristrutturazioni di lusso favoriti da funzionari eletti filo-occidentali. Da un giorno all\u2019altro centinaia di persone sono state sfrattate dalle loro vecchie abitazioni sulla riva del fiume Sava per far posto a un lussuoso progetto privato di sviluppo edilizio, finanziato dall\u2019estero, chiamato \u201cBelgrade Waterfront\u201d (\u201cLungofiume di Belgrado\u201d), che i precedenti abitanti dell\u2019area non si potranno permettere.<\/p>\n<div id=\"attachment_101724\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Cartelloni-pubblicitari-di-un-lussuoso-progetto-di-sviluppo-edilizio-a-Belgrado-300x225.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-101724\" class=\"size-medium wp-image-101724\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Cartelloni-pubblicitari-di-un-lussuoso-progetto-di-sviluppo-edilizio-a-Belgrado-300x225-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-101724\" class=\"wp-caption-text\">Cartelloni pubblicitari di un lussuoso progetto di sviluppo edilizio a Belgrado<\/p><\/div>\n<p>Ovunque ci siano potenti interessi economici, i militari non restano mai indietro nel proteggerli. In Kosovo, ricco di risorse minerarie, trasformato in protettorato NATO dopo il 1999 e apparentemente indipendente dal 2008, gli USA hanno impiantato un\u2019importante base militare, Camp Bondsteel, quartier generale delle operazioni NATO in corso. Manifestazioni di sentimenti anti-serbi sono ancora visibili in Kosovo, storicamente culla della cultura serba ma ora praticamente abbandonato dalla popolazione serba. Ironicamente, dopo aver massicciamente bombardato le infrastrutture e le istituzioni serbo-jugoslave nel 1999, unit\u00e0 militari della NATO ora proteggono dalle minacce del vandalismo nazionalistico albanese il monastero serbo ortodosso di Decani del XIV secolo, riconosciuto dall\u2019UNESCO patrimonio dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<div id=\"attachment_101725\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Militari-NATO-di-guardia-al-Monastero-di-Decani-in-Kosovo-300x198.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-101725\" class=\"size-medium wp-image-101725\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Militari-NATO-di-guardia-al-Monastero-di-Decani-in-Kosovo-300x198-300x198.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"198\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-101725\" class=\"wp-caption-text\">Militari NATO di guardia al Monastero di Decani in Kosovo<\/p><\/div>\n<p>Il Montenegro, la cui popolazione storicamente condivide una notevole affinit\u00e0 con la cultura serba, dopo le guerre rimase a far parte della Jugoslavia mutilata. Le grandi potenze, tuttavia, riuscirono a insinuare un cuneo fra Montenegro e Serbia. Il primo dichiar\u00f2 l\u2019indipendenza nel 2006, con la benedizione USA e la garanzia che fossero eletti governanti filoamericani. Per garantire la lealt\u00e0 del Montenegro verso l\u2019Occidente e allontanare l\u2019influenza russa, nel giugno 2017 gli USA accolsero nella NATO questo piccolo stato balcanico, con un esercito di soli 2.000 uomini; il vicepresidente USA Pence venne in visita in agosto per siglare l\u2019accordo. Il Kosovo e il Montenegro sono gli unici stati non appartenenti all\u2019UE cui \u00e8 stato concesso di adottare unilateralmente l\u2019euro, verosimilmente per facilitare gli investimenti e i profitti esteri.<\/p>\n<p>Durante il viaggio nei paesi dell\u2019ex Jugoslavia, ci\u00f2 che mi ha dato speranza \u00e8 stato incontrare e conoscere frequentemente persone che rifiutano le divisioni nazionaliste e che incarnano gli istinti umani elementari di cooperazione e mutuo sostegno, a prescindere dall\u2019identit\u00e0 etnica. Nonostante i cattivi comportamenti intorno a noi, ci\u00f2 che \u00e8 profondamente umano continua e riaffiorare e non pu\u00f2 essere completamente soffocato.<\/p>\n<div id=\"attachment_101726\" style=\"width: 410px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Amici-in-Bosnia-diverse-origini-etniche-una-sola-umanita-750x563.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-101726\" class=\"wp-image-101726\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Amici-in-Bosnia-diverse-origini-etniche-una-sola-umanita-750x563.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Amici-in-Bosnia-diverse-origini-etniche-una-sola-umanita-750x563.jpg 750w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Amici-in-Bosnia-diverse-origini-etniche-una-sola-umanita-750x563-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-101726\" class=\"wp-caption-text\">Amici in Bosnia: diverse origini etniche, una sola umanit\u00e0.<\/p><\/div>\n<p>Se continuiamo ad attingere a quest\u2019umanit\u00e0 profonda e a respingere costantemente gli incentivi alla divisione, noi esseri umani possiamo sicuramente unire le forze per assicurare una vita decente a <em>tutti<\/em>, compresi quelli che oggi sono poveri o ricchi o una via di mezzo. In un altro editoriale nel prossimo futuro ritorner\u00f2 sull\u2019argomento di far rivivere il populismo inclusivo per raggiungere questo scopo. Restate sintonizzati.<\/p>\n<p><strong>NOTE:<\/strong><\/p>\n<p><strong>[i] <\/strong>Alcuni riferimenti:<\/p>\n<p>Diana Johnstone, <em>Fools\u2019 Crusade:\u00a0 Yugoslavia, NATO and Western Delusions<\/em> (New Monthly Review Press, New York 2002).<\/p>\n<p>Malte Olschewski, <em>Von den Karawanken bis zum Kosovo: Die geheime Geschichte der Kriege in Jugoslawien\u00a0<\/em>(Braum\u00fcller, Wien 2000)<\/p>\n<p>Cathrin Sch\u00fctz, <em>Die NATO-Intervention in Jugoslawien:\u00a0 Hintergr\u00fcnde, Nebenwirkungen und Folgen<\/em> (Braum\u00fcller, Wien 2003)<\/p>\n<p>Michael Parenti, <em>To Kill a Nation:\u00a0 The Attack on Yugoslavia<\/em> (Verso, New York 2000)<\/p>\n<p><strong>[ii]<\/strong> Johnstone, 11-12.<\/p>\n<p><strong>[iii]<\/strong> Note del produttore per il DVD \u201cCinema Komunisto\u201d<\/p>\n<p>________________________________________________<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Marilyn-Langlois-e1508246946670.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-98575\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Marilyn-Langlois-e1508246946670.jpg\" alt=\"\" width=\"100\" height=\"150\" \/><\/a><em>Marilyn Langlois \u00e8 un membro di <a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/\" >TRANSCEND<\/a><\/em><em> USA West Coast. <\/em><em>\u00c8 un\u2019organizzatrice volontaria di comunit\u00e0 e un\u2019attivista di solidariet\u00e0 internazionale, residente a Richmond, California. <\/em><em>Cofondatrice della <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.richmondprogressivealliance.net\" >Richmond Progressive Alliance<\/a><\/em><em>, membro dello <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.haitisolidarity.net\" >Haiti Action Committee<\/a> <\/em><em>e membro della direzione della <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.taskforceamericas.org\" >Task Force on the Americas<\/a><\/em><em>, \u00e8 ora in pensione dopo aver lavorato come insegnante, segretaria, amministratrice, mediatrice e sostenitrice di comunit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>Titolo originale<\/em>: <a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2017\/10\/divide-and-conquer-cui-bono-the-us-and-former-yugoslavia\/\" ><strong>Divide and Conquer, Cui Bono? \u2013 The US and Former Yugoslavia<\/strong><\/a> <em>&#8211; TRANSCEND Media Service<\/em><\/p>\n<p><em>Traduzione di Franco Malpeli per il Centro Studi Sereno Regis<\/em><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2017\/11\/03\/divide-et-impera-a-chi-giova-gli-usa-e-lex-jugoslavia-marilyn-langlois\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019uomo \u00e8 un animale sociale e la sua sopravvivenza dipende dalla cooperazione con i suoi simili e dal mutuo sostegno. Solo in un\u2019atmosfera in cui si percepiscono scarsit\u00e0, minacce e conflitti irrisolti le persone si dividono e demonizzano \u201cl\u2019altro\u201d. 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