{"id":102584,"date":"2017-11-27T12:00:38","date_gmt":"2017-11-27T12:00:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=102584"},"modified":"2017-11-26T21:30:38","modified_gmt":"2017-11-26T21:30:38","slug":"italiano-finirla-con-il-monopolio-maschile-sulla-pace-alle-donne-ci-vogliono-altri-posti-al-tavolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2017\/11\/italiano-finirla-con-il-monopolio-maschile-sulla-pace-alle-donne-ci-vogliono-altri-posti-al-tavolo\/","title":{"rendered":"(Italiano) Finirla con il monopolio maschile sulla pace: alle donne ci vogliono altri posti al tavolo"},"content":{"rendered":"<p><em>17 novembre 2017 &#8211; <\/em>Che siano prese di mira da autori di violenza sessuale, oppresse da estremismi ideologici, o unicamente minacciate dal bombardamento di unit\u00e0 operative nelle maternit\u00e0 ospedaliere, le donne sopportano sovente l\u2019impronta greve dei conflitti. Eppure, quando si tratta poi di negoziati di pace, troppo spesso le donne non hanno un posto al tavolo. La realt\u00e0 perdurante che gli uomini, in particolare gli uomini in armi, godano di un ruolo pressoch\u00e9 esclusivo nei processi di pace non teme n\u00e9 la logica n\u00e9 l\u2019evidenza.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Oxfam-photo_-629x419-300x200.png\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-102585\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Oxfam-photo_-629x419-300x200.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/a>Sono ormai 17 anni dacch\u00e9 fu adottata la risoluzione ONU 1325 \u2013 la prima risoluzione del Consiglio di Sicurezza a stabilire la cosiddetta agenda donne-pace-sicurezza, che mira a far valere i dirittti delle donne in guerra e i loro ruoli in stato di pace.<\/p>\n<p>Prima del Dibattito Aperto su Pace e Sicurezza all\u2019ONU, \u00e8 ora di riflettere e tornare in ricognizione di quali promesse siano rimaste inadempiute, come pure di quale progresso si sia fatto \u2013 ci sono esempi di tutt\u2019e due.<\/p>\n<p>Ci sono stati alcuni segni positivi di avanzamento in quanto sette successive risoluzioni del consiglio di Sicurezza ONU hanno contribuito a rafforzare politiche e norme a livello mondiale nello scorso decennio. Quasi 70 paesi hanno piani d\u2019azione nazionali per mettere in pratica i fini riguardanti donne-pace-sicurezza.<\/p>\n<p>Quest\u2019anno, i mandati rinnovati per il <em>peacekeeping<\/em> e l\u2019imposizione della pace per il Sahara Occidentale, il Sudan e la Somalia comprendevano un nuovo linguaggio sull\u2019importanza della partecipazione femminile. Si spera che tale tendenza continui con il rinnovo imminente del mandato di <em>peacekeeping<\/em> per il Sud Sudan.<\/p>\n<p>E appena qualche settimana fa, il Congresso USA ha approvato la legge Donne-Pace-Sicurezza, che fra altri fini, rende politica USA promuovere la significativa partecipazione delle donne nei tentativi di affrontare i conflitti oltremare. Ma restano crepe cruciali \u2013 non minima, l\u2019esclusione per routine delle donne dai processi di pace.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 questo ha importanza? Perch\u00e9 l\u2019assenza di donne dai colloqui di pace vuol dire che i leader mondiali perdono occasioni di risparmiare innumerevoli vite e di stabilizzare un mondo sempre pi\u00f9 fratturato.<\/p>\n<p>L\u2019analisi di vari conflitti e processi di pace nel mondo mostra che quando ci siano donne in grado di apportare prospettive ed esperienze cruciali della societ\u00e0 civile e di comunit\u00e0 locali, aumentano notevolmente le <em>chance<\/em> di raggiungere e sostenere accordi di pace.<\/p>\n<p>A livello mondiale, le donne hanno gi\u00e0 ruoli cruciali nella risoluzione di dispute nelle proprie famiglie e comunit\u00e0, e nell\u2019identificare sfide e soluzioni influenti sulla coesione e stabilit\u00e0 sociali. Attingere a tale esperienza e perizia, una pace che riflette bisogni ed aspirazioni di tutta la popolazione, va a beneficio di tutti, maschi e femmine, ed \u00e8 pi\u00f9 probabile che duri.<\/p>\n<p>Tale semplice logica dovrebbe indurre un mutamento di paradigma nella diplomazia internazionale per prevenire e risolvere i conflitti. Le guerre non solo costano e devastano vite. Si stima che il costo monetario totale della violenza e della conflittualit\u00e0 in tutto il mondo nel 2015 fosse 13,6 trilioni di dollari.<\/p>\n<p>Ma invece si sentono pretestuosit\u00e0. Ancor sempre, ad ogni occasione, membri chiave del Consiglio di Sicurezza ONU si attengono a strategie che non solo faticano a risolvere i conflitti ma offrono solo una vuota retorica sul sostegno alla partecipazione femminile. Parlano tutti a favore dei diritti delle donne e del loro ruolo nell\u2019ambito della sala riunioni del Consiglio di Sicurezza ONU, ma nelle altre occasioni [anche] governi primari priorizzano di routine altri interessi quando si tratta di diplomazia internazionale. La fotografia di gruppo di prammatica dei delegati maschi a qualunque colloquio di pace importante sulla Siria o lo Yemen ci d\u00e0 un\u2019istantanea scoraggiante di quanta strada abbiamo ancora da fare.<\/p>\n<p>Quando fu approvata la Risoluzione 2242 del Consiglio di Sicurezza ONU, che richiedeva all\u2019ONU stessa di raddoppiare la propria rappresentanza femminile di polizia e riaffermava il sostegno alle donne nella societ\u00e0 civile, ebbe un sostegno storico. Purtroppo, nel frattempo c\u2019\u00e8 state pochissima azione per sostanziarla.<\/p>\n<p>Il dibattito annuale di venerd\u00ec p.v. del Consiglio di Sicurezza sar\u00e0 un\u2019opportunit\u00e0 per riflettere sui progressi e sulle sfide emersi dall\u2019adozione della Risoluzione 2242 e affinch\u00e9 i membri rinnovino il proprio impegno per sostanziare le parole con le azioni.<\/p>\n<p>Parecchie aree chiave della riforma ONU aiuterebbero anch\u2019esse: migliorare il numero di donne in posizioni ONU dirigenziali, ivi comprese le missioni sui conflitti, rafforzare il potenziale di genere nelle missioni e nelle valutazioni di <em>peacekeeping<\/em>, e aumentare drasticamente finanziamento e altro sostegno alle organizzazioni locali di donne.<\/p>\n<p>Trattare queste specificit\u00e0 indicher\u00e0 un progresso, ma soprattutto abbiamo bisogno di un mutamento radicale di mentalit\u00e0 e priorit\u00e0 per accelerare il progresso, con sostegno alla quantit\u00e0 e qualit\u00e0 del coinvolgimento delle donne nei processi di pace e di decisione politica quale obiettivo chiave.<\/p>\n<p>In un mondo apparentemente che si logora in crescenti divisioni, con conflitti in aumento e numeri record di sfollati forzati, l\u2019incessante monopolio maschile nella risoluzione e prevenzione dei conflitti non \u00e8 solo anacronistico \u2013 \u00e8 un pericolo per tutti noi.<\/p>\n<p>______________________________________________<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><em>Shaheen Chugtai dirige la Politica di pace e sicurezza di Oxfam\u2019s Global Women<\/em><\/p>\n<p><em>Titolo originale: <\/em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2017\/10\/ending-the-male-monopoly-on-peace-women-still-need-more-seats-at-the-table\/\" >Ending the Male Monopoly on Peace: Women Still Need More Seats at the Table<\/a> \u2013 <em>TRANSCEND Media Service<\/em><\/p>\n<p><em>Traduzione di Miki Lanza per il Centro Studi Sereno Regis<\/em><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2017\/11\/17\/finirla-con-il-monopolio-maschile-sulla-pace-alle-donne-ci-vogliono-altri-posti-al-tavolo-shaheen-chughtai\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che siano prese di mira da autori di violenza sessuale, oppresse da estremismi ideologici, o unicamente minacciate dal bombardamento di unit\u00e0 operative nelle maternit\u00e0 ospedaliere, le donne sopportano sovente l\u2019impronta greve dei conflitti. 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La realt\u00e0 perdurante che gli uomini, in particolare gli uomini in armi, godano di un ruolo pressoch\u00e9 esclusivo nei processi di pace non teme n\u00e9 la logica n\u00e9 l\u2019evidenza.<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":102585,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46],"tags":[],"class_list":["post-102584","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-original-languages"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/102584","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=102584"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/102584\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media\/102585"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=102584"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=102584"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=102584"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}