{"id":10528,"date":"2011-03-07T00:00:10","date_gmt":"2011-03-06T23:00:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=10528"},"modified":"2011-03-04T18:49:38","modified_gmt":"2011-03-04T17:49:38","slug":"italian-unicredit-finmeccanica-i-capitali-libici-e-le-armi-italiane-a-gheddafi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2011\/03\/italian-unicredit-finmeccanica-i-capitali-libici-e-le-armi-italiane-a-gheddafi\/","title":{"rendered":"(Italian) UniCredit, Finmeccanica, i capitali libici e le armi italiane a Gheddafi"},"content":{"rendered":"<p>Pare si sia <a href=\"http:\/\/www.agi.it\/economia\/notizie\/201103021956-ipp-rt10234-unicredit_ristabiliti_contatti_con_libico_bengdara\"  target=\"_blank\">risolto il mistero della scomparsa del vicepresidente di UniCredit<\/a>, il libico <a href=\"http:\/\/www.unicreditgroup.eu\/it\/Governance\/Farhat_Omar_Bengdara.htm\"  target=\"_blank\">Farhat Omar Bengdara<\/a>, governatore della Central Bank of Libya che nei giorni scorsi era stato dato dai vertici della banca come <a href=\"http:\/\/www.asca.it\/news-LIBIA__RAMPL_%28UNICREDIT%29__ANCORA_NESSUN_CONTATTO_CON_BENGDARA-993695-ORA-.html\"  target=\"_blank\">non ritracciabile<\/a>. La <strong>Central Bank of Libya<\/strong> rappresenta oggi un partner strategico per l\u2019istituto di credito di Piazza Cordusio: ha in portafoglio, infatti, il 4,99% dell&#8217;azionariato di UniCredit e insieme alla <strong>Libyan Investment Authority<\/strong> (<a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Libyan_Investment_Authority\"  target=\"_blank\">LIA<\/a>) &#8211; che <a href=\"http:\/\/www.agi.it\/news\/notizie\/201102211804-cro-rt10251-libia_da_unicredit_a_finmeccanica_tripoli_in_italia\"  target=\"_blank\">detiene il 2,59%<\/a> di Finmeccanica di cui \u00e8 il secondo azionista &#8211; ha <a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/finanza-e-mercati\/2010-09-17\/fondo-sovrano-libico-muove-082906.shtml\"  target=\"_blank\">raggiunto il 7,58% del capitale di UniCredit<\/a>.<\/p>\n<p><strong>Che effetti ha avuto la partecipazione libica nella maggiore banca italiana (UniCredit) e nella principale holding del settore militare italiano (Finmeccanca<\/strong>)? Per capirlo \u00e8 utile considerare <strong>tre elementi<\/strong>: 1) la recente modifica delle direttive di UniCredit riguardo al settore degli armamenti; 2) l&#8217;incremento delle esportazioni militari di Finmeccanica verso la Libia tanto da fare dell&#8217;Italia il primo fornitore europeo di armi al regime Gheddafi; 3) la scomparsa, con l&#8217;insediamento dell&#8217;attuale governo Berlusconi, dalla Relazione della Presidenza del Consiglio sull&#8217;export di armamenti del dettagliato elenco delle singole operazioni svolte dagli Istituti di credito riguardo ai servizi e ai finanziamenti per l&#8217;esportazione di armamenti.<\/p>\n<p><strong>UNICREDIT, I FONDI LIBICI E LE POLICY ARMAMENTI<\/strong><\/p>\n<p>Il progressivo incremento della quota della banca libica, insieme a quella del fondo sovrano libico LIA, offre una chiave di lettura delle modiche che UniCredit ha apportato alla propria policy sugli armamenti. A partire dal 2007 (acquisizione di Capitalia) UniCredit ha, infatti, progressivamente <strong>modificato in modo radicale la propria policy sugli armamenti: <\/strong>la banca \u00e8 passata dal \u201cdisimpegno\u201d dal settore annunciato nel 2000 al riconoscimento che \u201calcuni tipi di armi sono necessarie al perseguimento di obiettivi legittimi, accettati dalla comunit\u00e0 internazionale\u201d. L\u2019ultima e pi\u00f9 recente dichiarazione \u00e8 arrivata pochi mesi fa, a fine dicembre, quando UniCredit (in cui i fondi libici erano saliti al 7,58%) ha reso nota la nuova \u201cposizione\u201d per il settore della difesa. Ma andiamo con ordine.<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Anno 2000: Gruppo Unicredito Italiano: \u201cArmi: il      nostro disimpegno\u201d <\/strong><br \/>\nNel \u201c<a href=\"http:\/\/www.unicreditgroup.eu\/it\/Sustainability\/Sustainability_report.htm?sParam=2001&amp;sParam\"  target=\"_blank\">Bilancio      Sociale Ambientale 2000<\/a>\u201d il gruppo UniCredit dedicava un ampio capitolo      alla questione titolandolo <strong><em>\u201cArmi: il nostro disimpegno\u201d<\/em><\/strong> (p.      78). In una premessa la banca spiegava che tale scelta \u201capparentemente      motivate esclusivamente da istanze sociali ed etiche, possa avere una      risposta positiva dal mercato, sia da parte della clientela che da parte      degli investitori\u201d (p.76). Nello specifico la Direzione della Capogruppo      invitava le banche del gruppo \u201ca <strong>disporre la sospensione<\/strong>, con      decorrenza immediata, di ogni facolt\u00e0 delegata per interventi creditizi in      favore di <strong>aziende che si occupano di produzione e commercializzazione      di armi e prodotti connessi<\/strong>\u201d (p. 78). Il medesimo Bilancio, inoltre, a      proposito del \u201cRuolo e missione di UniCredit nella nuova Europa\u201d afferma      che \u201cla Divisione ha ritenuto necessario estendere anche alle consociate      estere la regola (gi\u00e0 applicata nel resto del Gruppo) di eliminare nel      corso del tempo l\u2019attivit\u00e0 creditizia nei confronti di soggetti <strong>direttamente      o indirettamente coinvolti nel commercio delle armi<\/strong>\u201d (pg. 143).<\/li>\n<li><strong>Anno 2007: Unicredit acquisisce Capitalia e i      fondi libici <\/strong><br \/>\nIl 20 maggio 2007 i Consigli di Amministrazione di Unicredit e Capitalia,      riunitisi a Milano e Roma rispettivamente, approvavano il progetto di      fusione per <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Capitalia\"  target=\"_blank\">incorporazione      di Capitalia<\/a> S.p.A. in UniCredito Italiano S.p.A. La fusione si \u00e8 realizzata il 1\u00ba      ottobre 2007. Il nuovo istituto bancario viene denominato Unicredit Group.      Nota: in Banca di Roma, fin dalla privatizzazione nel 1997 era presente      una quota di fondi libici (il 3%), <a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/SoleOnLine4\/Finanza%20e%20Mercati\/2008\/10\/Unicredit-Libia-Banca-Centrale.shtml?uuid=4ea04ae0-9ba7-11dd-adcf-7695700521e1&amp;DocRulesView=Libero\"  target=\"_blank\">quota      poi salita fino al 5% nel 2003 con la nascita di Capitalia<\/a>. Un posto speciale nel CdA della banca      capitolina era riservato a <strong>Ahmed Menesi, <\/strong>l\u2019allora<strong> governatore      della banca Centrale libica<\/strong>. <a href=\"http:\/\/www.cesaregeronzi.it\/it\/rassegna-stampa\/2003\/capitalia-squadra-geronzi.html\"  target=\"_blank\">Nel      2003, il presidente di Capitalia, Cesare Geronzi aveva addirittura creato      per il banchiere libico un posto ad hoc<\/a>: la figura di consigliere di \u201ccomprovata      esperienza bancaria\u201d, riconoscendo cos\u00ec \u201cun ruolo di primo piano ai libici      della Lafico, che sono un\u2019azionista importante con una quota del 3%\u201d.<\/li>\n<li><strong>Anno 2007: Primo annuncio di modifica della      policy sugli armamenti <\/strong><br \/>\nE proprio nel 2007 arriva l\u2019annuncio di una <strong>modifica della policy di      UniCredit sugli armamenti<\/strong>. Nel \u201c<a href=\"http:\/\/www.unicreditgroup.eu\/it\/Sustainability\/Sustainability_report.htm?sParam=2007&amp;sParam\"  target=\"_blank\">Bilancio      di Sostenibilit\u00e0 2007<\/a>\u201d      il gruppo UniCredit \u2013 dopo aver affermato che \u201cLa globalizzazione e la      societ\u00e0 moderna ridisegnano rapidamente i confini tra paesi, industrie e      popoli, quando addirittura non li eliminano\u201d definisce come      \u201cirresponsabile\u201d il \u201cnon riconoscere come alcuni tipi di armi siano      necessari al perseguimento di obiettivi legittimi accettati dalla comunit\u00e0      internazionale, quali le missioni di pace e la difesa nazionale (p. 65).      Il gruppo preannuncia quindi le linee di una nuova politica per il settore      degli armamenti fondata su \u201cdue solidi ed imprescindibili principi\u201d e      delinea chiaramente quattro \u201cprincipali criteri\u201d senza per\u00f2 fare alcun      riferimento al precedente \u201csganciamento\u201d dal settore dell\u2019esportazione di      armamenti. Infatti, pur sottolineando che l\u2019industria della difesa \u201cnon      rappresenta un settore significativo delle proprie attivit\u00e0\u201d \u2013 il Gruppo      afferma che \u201cal crescere delle nostre dimensioni, degli ambiti operativi e      delle complessit\u00e0, aumentano le probabilit\u00e0 di sviluppare rapporti di      affari con grandi conglomerati, attivi anche nel settore della difesa\u201d. Anche      quelli libici?<\/li>\n<li><strong>Anno 2008: \u201cTrattato d\u2019amicizia Italia-Libia\u201d, la      Central Bank of Lybia acquisisce il 4,23% di UniCredit che annuncia una      nuova policy armamenti <\/strong><br \/>\nNell\u2019agosto del 2008 il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e      leader libico Muammar Gheddafi firmano Bengasi il \u201cTrattato di amicizia,      partenariato e cooperazione tra Italia e Libia\u201d. Due mesi dopo, <a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/SoleOnLine4\/Finanza%20e%20Mercati\/2008\/10\/Unicredit-Libia-Banca-Centrale.shtml?uuid=4ea04ae0-9ba7-11dd-adcf-7695700521e1&amp;DocRulesView=Libero\"  target=\"_blank\"><strong>il 16 ottobre UniCredit apre a banche e fondi libici<\/strong><\/a>: la Central Bank of Libya (Cbl), la Libyan      Investment Authority (Lia) e la Libyan Foreign Bank (Lfb) annunciano di      aver acquisito sul mercato una quota ulteriore che consente loro di <strong>raggiungere      il 4,23% del capitale del gruppo UniCredit<\/strong>. La notizia \u00e8 \u201c<a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/economia\/08_ottobre_17\/unicredit_fondo_libico_a51ea426-9c0a-11dd-962f-00144f02aabc.shtml\"  target=\"_blank\">salutata      positivamente<\/a>\u201d      dai mercati tanto che il titolo della banca, che in mattinata aveva perso      il 13%, nel pomeriggio sale del 3,7%: da gennaio l\u2019istituto guidato da      Alessandro Profumo era sceso del 62% bruciando circa 48 miliardi di euro.<br \/>\nI nuovi e freschi capitali accelerano anche il processo di revisione di      UniCredit riguardo alle sue politiche in tema di difesa e armamenti nonch\u00e9      di energia nucleare, il \u201c<a href=\"http:\/\/www.unicreditgroup.eu\/it\/Sustainability\/Sustainability_report.htm?sParam=2008&amp;sParam\"  target=\"_blank\">Bilancio      di Sostenibilit\u00e0 2008<\/a>\u201d      segnalava come nel corso dell\u2019anno il Gruppo UniCredit si sia consultato      \u201ccon numerosi esperti esterni del settore, <strong>rappresentanti del mondo      imprenditoriale<\/strong> e ONG\u201d e di aver avviato \u201cuna fase di revisione e      rafforzamento\u201d di entrambe le politiche (p. 38). \u201cNel mese di gennaio \u2013      riporta il Bilancio \u2013 si \u00e8 tenuto un incontro con un gruppo internazionale      di ONG in vista dell\u2019aggiornamento della nostra politica sulla difesa e      gli armamenti\u201d. Il Gruppo, quindi, ha aperto una fase di \u201c<strong>revisione e      rafforzamento<\/strong>\u201d in vista \u201cdell\u2019aggiornamento della nostra politica      sulla difesa e gli armamenti\u201d. Tale processo \u2013 annunciava il Bilancio 2008      \u2013 si avvier\u00e0 alle consultazioni finali nel corso del 2009\u201d (p.39).<\/li>\n<li><strong>Anno 2009<\/strong>: <strong>Farhat Omar Bengdara nominato vicepresidente      di UniCredit che approva, ma non rivela, la nuova \u201cpolicy sugli armamenti\u201d <\/strong><br \/>\nDall\u2019ottobre del 2008, con l\u2019acquisizione della seconda quota di      maggioranza in UniCredit, la <a href=\"http:\/\/www.mondopoliticablog.com\/2008\/10\/19\/unicredit-la-libia-chiede-un-vicepresidente\/\"  target=\"_blank\">Central      Bank of Libya comincia a chiedere un posto nel consiglio d\u2019amministrazione<\/a> della banca di piazza Cordusio. Lo ottiene <a href=\"http:\/\/archiviostorico.corriere.it\/2009\/aprile\/28\/Quattro_vice_per_Unicredit_co_9_090428069.shtml\"  target=\"_blank\">nell\u2019aprile      del 2009<\/a> quando      il governatore della banca libica, <a href=\"http:\/\/www.unicreditgroup.eu\/it\/Governance\/Board_of_Directors.htm\"  target=\"_blank\">Farhat      Omar Bengdara viene nominato vicepresidente<\/a> e \u2013 si noti \u2013 \u201c<a href=\"http:\/\/www.unicreditgroup.eu\/it\/Governance\/Farhat_Omar_Bengdara.htm\"  target=\"_blank\">Membro      del Comitato Permanente Strategico<\/a>\u201d.<br \/>\nIntanto il \u201c<a href=\"http:\/\/www.unicreditgroup.eu\/it\/Sustainability\/Sustainability_report.htm?sParam=2009&amp;sParam\"  target=\"_blank\">Bilancio      di Sostenibilit\u00e0 2009<\/a>\u201d      segnala che il Gruppo ha \u201cultimato la fase di revisione\u201d delle politiche      in tema di difesa e armamenti (p. 21). Inoltre pi\u00f9 avanti, nel contesto      dell\u2019\u201cAggiornamento su prodotti e politiche in ambito di Responsible      Lending\u201d, il Bilancio riporta che \u201cnel 2009 il Comitato rischi del Gruppo      ha <strong>formalmente approvato la policy modificata<\/strong> in tema di energia      nucleare e quella relativa all\u2019industria della Difesa\/Armamenti,      distribuendole alle societ\u00e0 del Gruppo per l\u2019adozione formale\u201d che il      Gruppo provveder\u00e0 \u201ca comunicare i contenuti principali di tali politiche,      pubblicandole sul proprio sito web nel corso del 2010\u201d (p. 57).<\/li>\n<li><strong>Anno 2010: I fondi libici salgono al 7,58% di      UniCredit. Profumo se ne va e la nuova policy sugli armamenti diventa solo      una \u201cdichiarazione\u201d <\/strong><br \/>\nNel settembre del 2010 la <a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/finanza-e-mercati\/2010-09-17\/fondo-sovrano-libico-muove-082906.shtml?uuid=AY9EGfQC&amp;fromSearch\"  target=\"_blank\">Libia      prosegue nella politica di investimento in UniCredit<\/a> e la Lybian Investment Authority (LIA) acquista      sul mercato un altro mezzo punto percentuale, salendo cos\u00ec dal 2,075%      (acquistato il 3 agosto) al 2,59 per cento che \u2013 porta <strong>le banche e i      fondi del colonnello Gheddafi a <\/strong><strong><a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/economia\/10_settembre_20\/unicredit-libia_ec8e1930-c4cc-11df-be0b-00144f02aabe.shtml\"  target=\"_blank\">detenere      complessivamente il 7,58% del capitale di UniCredit<\/a><\/strong>. Sul bliz estivo <a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/finanza-e-mercati\/2010-09-01\/consob-campo-sondare-peso-094239.shtml?uuid=AY7AheLC&amp;fromSearch\"  target=\"_blank\">la      Consob afferma di voler vederci chiaro<\/a> sebbene la partecipazione sia spaccata tra due      entit\u00e0 formalmente distinte: la Banca centrale libica che detiene il 4,99%      e la Libyan Investment Authority, il fondo governativo che a inizio agosto      ha comunicato di aver superato la soglia rilevante con una partecipazione      del 2,075%. L\u2019operazione non piace agli altri investitori e il 21      settembre 2010 l\u2019amministratore delegato di UniCredit, <a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/finanza-e-mercati\/2010-09-21\/lunga-giornata-profumo-segui-104959.shtml?uuid=AY0Ae0RC\"  target=\"_blank\">Alessandro      Profumo, viene sfiduciato dal consiglio d&#8217;amministrazione<\/a> riunitosi in seduta straordinaria.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Quasi allo scadere dell\u2019anno, il 21 dicembre, <a href=\"http:\/\/www.unicreditgroup.eu\/it\/Sustainability\/Policy_guidelines.htm\"  target=\"_blank\">UniCredit pubblica sul proprio sito<\/a> non l\u2019annunciata \u201cpolicy\u201d bens\u00ec una pi\u00f9 modesta \u201c<strong>dichiarazione<\/strong>\u201d della posizione del gruppo per il settore della difesa (<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.unicreditgroup.eu\/ucg-static\/downloads\/UniCredit_Position_Statement_On_Defence_Italian_new.pdf\"  target=\"_self\">in .pdf<\/a>). La dichiarazione ribadisce in gran parte quanto affermato dal gruppo fin dal 2007 (fusione con Capitalia e partecipazione libica), ma soprattutto si distingue <strong>per tre mancanze rispetto agli annunci precedenti<\/strong>:<\/p>\n<p>1) Mentre tra i quattro criteri presenti nel \u201c<a href=\"http:\/\/www.unicreditgroup.eu\/it\/Sustainability\/Sustainability_report.htm?sParam=2007&amp;sParam\"  target=\"_blank\">Bilancio di Sostenibilit\u00e0 2007<\/a>\u201d la banca annoverava la necessit\u00e0 di <em>\u201cevitare, a causa dell\u2019assenza di regolamentazioni internazionali, qualsiasi rapporto con <strong>controparti<\/strong> che producono, curano la manutenzione o commerciano <strong>in armi piccole o leggere<\/strong>\u201d<\/em> (p. 65) nella recente \u201cdichiarazione\u201d <strong>questo criterio \u00e8 del tutto scomparso.<\/strong><\/p>\n<p>2) Al di l\u00e0 dell\u2019<strong>esclusione<\/strong> <strong>di Paesi<\/strong> che non ottemperano ai principali <strong>Trattati<\/strong> e alle principali Convenzioni Internazionali in materia di armi (nucleari, chimiche e biologiche, convenzionali, missili, piccole armi, armi leggere e prodotti dal duplice utilizzo), del finanziamenti a <strong>societ\u00e0<\/strong> che \u201cproducono, curano la manutenzione o commerciano armi controverse o non convenzionali\u201d (nucleari, biologiche e chimiche di distruzione di massa, bombe a grappolo, mine e uranio 238e di \u201ccommercianti d\u2019armi\u201d (wholesale arms merchants) <strong>l\u2019unico criterio restrittivo<\/strong> che di fatto UniCredit pone riguarda \u201ci destinatari o utenti di armi\u201d che \u201cdevono essere governi, organizzazioni governative, societ\u00e0 statali o organizzazioni sopranazionali\u201d <strong>ad unica condizione<\/strong> che \u201cforniscano garanzie credibili sul fatto che le armi non siano trasferite a terzi o in altri paesi\u201d. Dov&#8217;\u00e8 l&#8217;annunciato &#8220;rafforzamento?&#8221;<\/p>\n<p>3) <strong>Nessun impegno nel campo della trasparenza<\/strong>. Mentre ormai i principali istituti di credito italiani (IntesaSanpaolo; Monte dei Paschi; UBI Banca, ecc.) da anni pubblicano nei loro Bilanci Sociali dettagliati resoconti delle proprie attivit\u00e0 in linea con le direttive che si sono dati riguardo al settore degli armamenti e del finanziamento all\u2019industria militare, la \u201cdichiarazione\u201d di UniCredit non dice nulla in proposito, nemmeno per quanto concerne la trasparenza e la rendicontazione sulle attivit\u00e0 svolte o in atto per l\u2019esportazione di armamenti convenzionali (ex lege 185\/1990).<\/p>\n<p>Una dichiarazione alquanto debole, riduttiva rispetto agli annunci riportati nei Bilanci sociali di UniCredit che rappresenta un\u2019ampia \u2013 ma non migliorativa \u2013 \u201crevisione\u201d degli impegni gi\u00e0 assunti dal gruppo senza manifestare alcun \u201crafforzamento\u201d in materia.<\/p>\n<p><strong>Prima conclusione: <\/strong>All\u2019aumentare dei fondi libici in UniCredit, il gruppo bancario ha allargato le maglie della propria partecipazione nell\u2019industria degli armamenti. Mera coincidenza?<\/p>\n<p><strong>FINMECCANICA, I FONDI LIBICI E LE ARMI ITALIANE A GHEDDAFI <\/strong><\/p>\n<p>Nel frattempo, come Unimondo ha per primo ampiamente documentato, <a href=\"http:\/\/www.unimondo.org\/Notizie\/Italia-primo-fornitore-europeo-di-armi-alla-Libia\"  target=\"_blank\"><strong>l\u2019Italia \u00e8 diventata il primo esportatore europeo di armi al regime di Gheddafi<\/strong><\/a>: nel biennio 2008-2009 l\u2019Italia ha autorizzato alle proprie ditte l\u2019invio di armamenti alla Libia per <strong>oltre 205 milioni di euro<\/strong> che ricoprono pi\u00f9 di un terzo (il 34,5%) di tutte <a href=\"http:\/\/www.guardian.co.uk\/news\/datablog\/2011\/mar\/01\/eu-arms-exports-libya?INTCMP=ILCNETTXT3487\"  target=\"_blank\">le autorizzazioni rilasciate dall\u2019UE<\/a> (circa 595 milioni di euro). Si tratta di forniture quasi tutte riconducibili alle <strong>ditte del gruppo Finmeccanica<\/strong>: elicotteri militari dell&#8217;Agusta Westland, aeremobili dell\u2019Alenia Aeronautica, velivoli della Alenia Aermacchi, sistemi missilistici della MBDA Italia per citarne solo alcuni.<\/p>\n<p><strong>Seconda conclusione<\/strong>: All\u2019aumentare dei fondi libici in Finmeccanica sono aumentate anche le esportazioni di armamenti e di sistemi militari verso il regime del colonnello Gheddafi. Mera coincidenza?<\/p>\n<p><strong>GOVERNO BERLUSCONI E RIDUZIONE DELLE INFORMAZIONI <\/strong><\/p>\n<p>Intanto, con l&#8217;insediamento dell&#8217;attuale governo Berlusconi, dalla Relazione annuale della Presidenza del Consiglio sulle esportazioni di armamenti \u00e8 stato <a href=\"http:\/\/www.unimondo.org\/content\/view\/full\/44585\"  target=\"_blank\">sottratto il lungo e dettagliato elenco delle singole operazioni effettuate dagli istituti di credito<\/a> relativo alle esportazioni di armamenti. Si tratta di un elenco &#8211; presente fin dalle primissime relazioni &#8211; che dettagliava tutte le operazioni (valore e compensi di intermediazione) svolte dalle banche verso i singoli paesi per conto delle ditte esportatrici di armamenti loro clienti. Tutto questo ha reso impossibile verificare l\u2019attivit\u00e0 delle banche nel settore. Un fatto <a href=\"http:\/\/www.peacelink.it\/mosaico\/a\/29181.html\"  target=\"_blank\">ripetutamente denunciato dalla Campagna di pressione alle \u201cbanche armate\u201d<\/a> anche con<a href=\"http:\/\/www.saverianibrescia.com\/missione_oggi.php?centro_missionario=notizie&amp;notizia=lettera_a_silvio_berlusconi&amp;id_n=48\"  target=\"_blank\"> lettere ufficiali indirizzate alla Presidenza del Consiglio<\/a> e ai Ministeri competenti, che per\u00f2 non hanno mai avuto risposta.<\/p>\n<p><strong>Terza conclusione<\/strong>: Al rafforzarsi dell&#8217;amicizia col colonello Gheddafi, il governo Berlusconi ha ridotto la trasparenza nel settore dell&#8217;esportazione di sistemi militari. Mera coincidenza? A questo punto le coincidenze cominciano ad essere tante. Troppe.<\/p>\n<p><strong>PER APPROFONDIRE: <\/strong><\/p>\n<p>Chiara Bonaiuti e Giorgio Beretta (a cura di), <em><a href=\"http:\/\/www.edizioniplus.it\/italiano\/AspFiles\/libro.asp?codlibro=709\"  target=\"_blank\">Finanza e armamenti. Istituti di credito e industria militare tra mercato e responsabilit\u00e0 sociale<\/a><\/em>, Edizioni Plus &#8211; Pisa University Press, Pisa 2010, pp. 304, \u20ac 19,00<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.unimondo.org\/Notizie\/UniCredit-Finmeccanica-i-capitali-libici-e-le-armi-italiane-a-Gheddafi\" >Go to Original \u2013 unimondo.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pare si sia risolto il mistero della scomparsa del vicepresidente di UniCredit, il libico Farhat Omar Bengdara, governatore della Central Bank of Libya che nei giorni scorsi era stato dato dai vertici della banca come non ritracciabile. <\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46],"tags":[],"class_list":["post-10528","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-original-languages"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10528","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10528"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10528\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10528"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10528"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10528"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}