{"id":105580,"date":"2018-01-29T12:01:16","date_gmt":"2018-01-29T12:01:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=105580"},"modified":"2018-01-28T15:46:35","modified_gmt":"2018-01-28T15:46:35","slug":"italiano-la-macchina-dellapocalisse","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2018\/01\/italiano-la-macchina-dellapocalisse\/","title":{"rendered":"(Italiano) La macchina dell\u2019apocalisse"},"content":{"rendered":"<p><strong>Pensare l\u2019inimmaginabile\u2026 <\/strong><\/p>\n<p><em>22 gennaio 2018 &#8211; <\/em>Si sta verificando una frattura crescente tra la realt\u00e0 percepita dai singoli individui e la realt\u00e0 concreta che sta prendendo forma entro i pi\u00f9 vasti scenari globali della Terra. Una pioggia pi\u00f9 intensa del solito, un\u2019estate fastidiosamente calda, i bambini con una tosse persistente\u2026 Per distrarsi da questi fastidi si continuano a fare le cose di sempre: lo shopping, la vacanza, un antibiotico, qualche chiacchiera sui social. Un po\u2019 pi\u00f9 lontano, all\u2019orizzonte, si intravedono masse indistinte di persone in movimento, in fuga o alla ricerca di qualcosa, non sappiamo. Ancora pi\u00f9 in l\u00e0 un\u2019alluvione, una moria di pesci, un ghiacciaio che scompare\u2026 I grandi ecosistemi si stanno trasformando, i cicli bio-geo-chimici cambiano ritmi, il nostro pianeta sta abbandonando le caratteristiche di stabilit\u00e0 che hanno accompagnato tutta la vita dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p>In questa situazione di crescente rischio e incertezza, invece di unire intelligenze e capacit\u00e0 tecnologiche in un vasto progetto di solidariet\u00e0 globale che consenta all\u2019umanit\u00e0 di ridurre gli impatti negativi prodotti sulla natura e di mettere in pratica nuovi modelli di sviluppo, si continua a \u2018litigare\u2019: un termine quanto mai improprio per descrivere la situazione di caos in cui si trovano vaste aree del pianeta, dove l\u2019unica modalit\u00e0 per affrontare i conflitti \u00e8 la stessa di sempre, la guerra. La guerra \u00e8 l\u2019attivit\u00e0 umana che ha registrato finora il maggiore successo, sia in termini numerici che tecno-scientifici. Occupa le pagine di storia e le menti delle persone. Sono stati costruiti e vengono impiegati mezzi sempre pi\u00f9 potenti per ottenere sempre lo stesso risultato: uccidere.<\/p>\n<p>Ispirandosi alle nuove macchine da guerra l\u2019intrattenimento del mondo virtuale propone scenari apocalittici, e nessuno si chiede se potrebbero verificarsi davvero. Realt\u00e0 e fantasia si confondono pericolosamente nella mente della gente, soprattutto dei bambini e dei giovani. Nonostante la vasta e approfondita documentazione sui possibili e concreti scenari di un mondo devastato dall\u2019esplosione di ordigni atomici, sembra che molte persone continuino a pensare all\u2019uso dell\u2019arma atomica come a una opzione praticabile. E tra queste persone c\u2019\u00e8 lo staff del nuovo Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Alla confusione collettiva tra virtuale e reale si aggiunge la perdita di senso morale.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Albert-Einstein-copia-300x200.png\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-105581 alignright\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Albert-Einstein-copia-300x200.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/a><strong>1952 \u2013 Idee e opinioni di Albert Einstein<\/strong><\/p>\n<p>Per Einstein doveva sussistere un profondo legame tra il progresso scientifico e il progresso morale e sociale dell\u2019umanit\u00e0, e fino agli ultimi anni della vita cerc\u00f2 di promuovere iniziative collettive contro la guerra.<\/p>\n<blockquote><p>\u201c<em>Finch\u00e9 [\u2026] le nazioni non si decideranno ad abolire la guerra attraverso un\u2019azione e a risolvere i loro conflitti e a proteggere i loro interessi attraverso pacifiche decisioni su una base giuridica, esse si sentiranno costrette a prepararsi alla guerra. Esse si sentono obbligate ad apprestare tutti i mezzi possibili, anche i pi\u00f9 odiosi, pur di non rimanere indietro nella generale corsa agli armamenti. Questa strada porta necessariamente alla guerra, una guerra che nella presente situazione significa l\u2019universale distruzione.<\/em><\/p>\n<p><em>In queste circostanze la lotta contro i mezzi non ha probabilit\u00e0 di successo. Solo la radicale abolizione della guerra e della minaccia della guerra possono esserci d\u2019aiuto. E\u2019 per questo fine che noi dobbiamo lavorare. [\u2026]<\/em><\/p>\n<p><em>Gandhi, il pi\u00f9 grande genio politico del nostro tempo, ha indicato la strada. Egli ha mostrato di quali sacrifici siano capaci gli uomini una volta che abbiano trovato la strada giusta. La sua opera per la liberazione dell\u2019India \u00e8 una vivente testimonianza che una volont\u00e0 sorretta da una ferma convinzione pu\u00f2 pi\u00f9 di una forza materiale apparentemente invincibile<\/em>\u201d<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2018\/01\/22\/la-macchina-dellapocalisse-elena-camino\/#sdfootnote1sym\" ><sup>1<\/sup><\/a>.<\/p><\/blockquote>\n<p><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/trump-nuclear-720x464-300x193.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-105582\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/trump-nuclear-720x464-300x193.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"193\" \/><\/a><strong>2018 \u2013 Bombe moderne, leggere, utilizzabili\u2026<\/strong><\/p>\n<p>In un articolo pubblicato pochi giorni fa (<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2018\/01\/trump-aggrava-irresponsabilmente-la-minaccia-delle-armi-nucleari\/\" >Trump aggrava irresponsabilmente la minaccia delle armi nucleari<\/a>, 15.01.2018) Angelo Baracca \u2013 uno studioso specializzato nelle tematiche legate al nucleare civile e militare \u2013 sostiene che Trump sta irresponsabilmente alzando la posta per quanto riguarda le armi e la minaccia nucleari, come \u00e8 confermato dalle indiscrezioni che sono trapelate sulla <em>Nuclear Posture Review<\/em> che la sua amministrazione adotter\u00e0 a fine mese. La <em>Nuclear Posture Review<\/em> (NPR) \u00e8 un documento che definisce la \u201cpostura\u201d, ossia la strategia nucleare che ogni amministrazione statunitense stabilisce all\u2019inizio del proprio mandato. Trump ci riporta indietro di tre decenni, quando per\u00f2 i demenziali arsenali nucleari con 70.000 testate erano per cos\u00ec dire \u201cmotivati\u201d con l\u2019intenzione della deterrenza per la minaccia della \u201cDistruzione mutua assicurata\u201d, mentre <em>oggi le armi nucleari vengono sviluppate dichiaratamente per potere essere usate!<\/em><\/p>\n<p>Per quanto riguarda la NPR di Trump, secondo il Prof. Baracca gli aspetti cruciali si possono cos\u00ec riassumere: gli Usa svilupperanno nuove testate nucleari di piccola potenza \u2013 \u201cpi\u00f9 utilizzabili\u201d (more usable) \u2013, e amplieranno le circostanze in cui potranno fare ricorso a queste armi.<\/p>\n<p>Ma fare affidamento a testate di piccola potenza \u00e8 estremamente pericoloso perch\u00e9 alimenta l\u2019illusione, e quindi la tentazione, che esse possano venire realmente utilizzate, e quindi abbassa pericolosamente la soglia per una guerra nucleare.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/The-Doomsday-Machine-Ellsberg-198x300.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-105583\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/The-Doomsday-Machine-Ellsberg-198x300.jpg\" alt=\"\" width=\"180\" height=\"273\" \/><\/a><strong>Le confessioni di un pianificatore di guerra nucleare<\/strong><\/p>\n<p>In dicembre 2017 \u00e8 stato pubblicato negli USA un libro, <strong>The Doomsday Machine: Confessions of a Nuclear War Planner <\/strong>(La macchina dell\u2019apocalisse: confessioni di un pianificatore della guerra nucleare) il cui Autore, Daniel Ellsberg,<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2018\/01\/22\/la-macchina-dellapocalisse-elena-camino\/#sdendnote1sym\" ><sup>i<\/sup><\/a> \u00e8 stato uno dei consulenti della Casa Bianca e della Difesa USA in anni cruciali \u2013 guerra fredda, deterrenza, Vietnam\u2026. In questo libro egli ripercorre \u2013 per averle vissute personalmente \u2013 alcune tappe della drammatica storia dell\u2019escalation nucleare degli Stati Uniti. Tra le molte recensioni gi\u00e0 pubblicate sul suo libro vi proponiamo la traduzione di <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.slate.com\/articles\/arts\/books\/2017\/12\/the_doomsday_machine_daniel_ellsberg_s_sobering_new_memoir_about_life_as.html\" >alcuni brani<\/a> di quella scritta da Fred Kaplan, giornalista e scrittore.<\/p>\n<blockquote><p><em>Daniel Ellsberg ha conquistato la notoriet\u00e0 nei primi anni 1970 per aver reso pubblici quelli che furono chiamati i \u2018Pentagon Papers\u2019, cio\u00e8 i documenti segreti del Ministero della Difesa sulla Guerra in Vietnam, e per avere poi apertamente criticato quella guerra e la segretezza con cui era stata condotta. Ma pochissime persone, allora e anche adesso, sono al corrente del fatto che egli trascorse molto del decennio precedente a contatto con studi super-segreti riguardanti la macchina da guerra nucleare degli USA: come funziona, chi pu\u00f2 lanciare un attacco, quanta devastazione pu\u00f2 derivare se qualcuno mai premesse quel bottone\u2026<\/em><\/p>\n<p><em>Questo nuovo libro di Ellsberg \u00e8 una memoria, lungamente preparata, di quei tempi: \u00e8 uno dei migliori libri scritti su questo argomento, ed \u00e8 certamente il racconto pi\u00f9 onesto e rivelatore, visto che \u00e8 scritto da uno che si tuff\u00f2 in profondit\u00e0 nella folle logica della preparazione di una guerra nucleare, per poi prenderne le distanze. <\/em><\/p>\n<p><em>Una delle pi\u00f9 grandi sorprese del libro si incontra gi\u00e0 nel primo capitolo: nel 1969\u201370, quando Ellsberg trascorreva le notti a fotocopiare i Pentagon Papers, stava anche (e qui lo rivela per la prima volta) fotocopiando tutto, inclusi i documenti segreti collegati ai suoi studi sul nucleare. Aveva intenzione di rendere pubblici anche quelli, dopo le informazioni sul Vietnam, e li diede a suo fratello perch\u00e9 li custodisse in un posto sicuro. Il fratello li seppell\u00ec nel giardino di casa, ma poco dopo un\u2019alluvione port\u00f2 via tutto. A posteriori fu una benedizione, per Daniel: se avesse fatto circolare in pubblico quei documenti \u2013 come lui stesso ora ammette \u2013 avrebbe rischiato di finire in prigione per anni. [\u2026]<\/em><\/p>\n<p><em>Ma evidentemente Ellsberg aveva preso appunti su quel materiale, perch\u00e9 buona parte di questo ultimo libro riassume il contenuto di quei documenti, descrive l\u2019impatto che ebbero sulla sua vita, e spiega perch\u00e9 dovrebbe essere importante riprendere il discorso anche per tutti noi, soprattutto adesso. <\/em><\/p>\n<p><em>Ellsberg ammette francamente che verso la fine degli anni 1950, quando entr\u00f2 nei ranghi dell\u2019\u00e9lite degli strateghi nucleari alla RAND (l\u2019Associazione cultural-politica fondata dall\u2019Air Force) egli era un convinto sostenitore della politica della Guerra Fredda, convinto che l\u2019Unione Sovietica rappresentasse una minaccia imminente e che la cosa migliore da fare per fronteggiare la sua aggressivit\u00e0 era di minacciare \u2013 per ritorsione in caso di attacco \u2013 l\u2019uccisione di almeno 20 milioni di cittadini.<\/em><\/p>\n<p><em>Ellsberg era in effetti uno dei principali sostenitori della teoria della deterrenza, che illustr\u00f2 in numerosi e apprezzati saggi ( come \u201cThe Theory and Practice of Blackmail\u201d e \u201cThe Political Uses of Madness\u201d) che scrisse mentre era professore ad Harvard e che gli aprirono la strada verso la RAND. <\/em><em>[\u2026]<\/em><\/p>\n<p><em>Ma la sua prima incursione nel campo della guerra nucleare \u2013 uno studio sulle procedure di comando e controllo che gli consentiva l\u2019accesso a documenti segreti e conversazioni con i pi\u00f9 importanti uomini di potere \u2013 innesc\u00f2 una progressiva messa in crisi della sua visione del mondo. Dall\u2019esame di quelle carte emergeva che il piano per una guerra nucleare \u2013 e di piano ce n\u2019era uno solo, senza spazio per una eventuale flessibilit\u00e0 \u2013 prevedeva il rapido utilizzo dell\u2019intero arsenale nucleare americano in risposta a un attacco armato, anche una piccola scaramuccia convenzionale, con l\u2019URSS. E una volta impartito l\u2019ordine di attacco, sarebbero piovute bombe non solo sull\u2019Unione Sovietica, ma anche sulla Cina Comunista, anche se i Cinesi non erano direttamente coinvolti (l\u2019Intelligence americana a quel tempo considerava i due paesi come se fossero uno solo).<\/em><\/p>\n<p><em>Un altro shock fu scoprire che il Presidente non era l\u2019unica persona a poter premere il bottone: Eisenhower aveva deciso di delegare questa autorit\u00e0 a un gruppo ristretto di generali e ammiragli, 4 persone, tutte fuori da Washington, che potessero dare l\u2019ordine di lancio nel caso egli ne fosse impedito. Ellsberg accettava la logica che stava dietro a questa scelta: se i Russi avessero potuto disinnescare la macchina della guerra nucleare USA con un attacco a sorpresa su Washington, uccidendo l\u2019unico uomo in grado di dare il comando, sarebbero stati tentati di farlo. Ma come Ellsberg apprese dalle carte segrete, le deleghe non finivano l\u00ec: a cascata (nel caso in cui generali e ammiragli fossero uccisi) venivano date a comandanti pi\u00f9 giovani, di servizio su navi in mezzo all\u2019oceano, che avrebbero cos\u00ec avuto l\u2019autorizzazione a lanciare l\u2019attacco. Una volta che i bombardieri avessero ricevuto l\u2019ordine di partire (allora non c\u2019erano ancora i missili balistici) sarebbe stato difficilissimo richiamarli alla base. <\/em><\/p>\n<p><em>[\u2026] Proprio l\u2019anno in cui usc\u00ec sugli schermi il film \u2013 diventato poi famoso \u2013 il Dottor Stranamore, nel 1964, Ellsberg stava lavorando da tre anni come assistente del Segretario della Difesa, Robert McNamara. Proprio all\u2019inizio di questo lavoro Ellsberg invi\u00f2 un appunto (firmato da McNamara) ai Capi dello staff, chiedendo quante persone sarebbero morte se gli Stati Uniti avessero lanciato un attacco nucleare. La risposta giunse in forma di un messaggio indirizzato solo al Presidente, anche se pochi altri lo lessero, incluso Ellsberg: tra 275 milioni e 325 milioni tra USSR e Cina. \u201cQuel pezzo di carta non avrebbe dovuto esistere \u2013 cos\u00ec Ellsberg ricorda di aver pensato quando lo lesse. \u201cDescriveva il male al di l\u00e0 di ogni possibile progetto umano\u2026 Da quel giorno il mio obiettivo principale nella vita divenne uno solo: prevenire la realizzazione di quel piano\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>Ellsberg e numerosi altri dei \u2018brillanti ragazzi\u2019 dello staff di McNamara si impegnarono molto per modificare quel piano di attacco nucleare, e suggerirono ai militari di limitare l\u2019eventuale attacco alla Russia, senza puntare anche sulla Cina, e di mirare a obiettivi militari e non alle citt\u00e0. <\/em><\/p>\n<p><em>Ma \u2013 come egli stesso scopr\u00ec in seguito \u2013 il Pentagono e gli alti Comandi delle forse aeree a Omaha non presero mai sul serio quei suggerimenti fino agli anni 1970 e 1980, quando furono introdotte flessibilit\u00e0 e restrizioni ai piani di attacco nucleare.<\/em><\/p>\n<p><em>Nel frattempo gli scienziati avevano scoperto \u2018l\u2019inverno nucleare\u2019: in conseguenza alle esplosioni, si sarebbero alzate nell\u2019atmosfera enormi e dense masse di fumi che avrebbero intercettato la luce del sole in vaste parti del pianeta, spegnendo cos\u00ec tantissime forme di vita. Quindi anche una guerra nucleare che prima si sarebbe potuta pensare come \u2018limitata\u2019 avrebbe avuto effetti planetari catastrofici. <\/em><\/p>\n<p><strong><em>Una follia istituzionalizzata<\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>In quel periodo Ellsberg conosceva molte delle persone che avevano scritto i piani di guerra e li avrebbero fatti eseguire, allo scopo di uccidere milioni di persone. \u201cNon erano persone cattive: ma erano intrappolate nella morsa di una follia istituzionalizzata\u201d. L\u2019esistenza stessa di grandi arsenali nucleari predisposti per un reciproco attacco in risposta a una improvvisa allerta, costituiva di per s\u00e9 una \u201cmacchina per l\u2019apocalisse\u201d. <\/em><\/p>\n<p><em>La logica che sta alla base di una simile \u2018macchina\u2019 \u00e8 proprio quella che crea le condizioni perch\u00e9 la catastrofe avvenga. Dato che i missili balistici possono colpire i bersagli 30 minuti dopo il lancio, la decisione di lanciarli spetta al presidente. Ma dato che il presidente potrebbe essere ucciso in un attacco a sorpresa, \u00e8 necessario individuare delle deleghe. Ma le pi\u00f9 potenti e precise armi nucleari \u2013 i missili balistici intercontinentali \u2013 sono anche le pi\u00f9 vulnerabili, e pu\u00f2 nascere la tentazione di lanciarli al primo allarme, perch\u00e9 \u201co si usano, o si perdono\u201d. Sono tutti ragionamenti logici, e tutti contengono un pizzico di quella che Ellsberg chiama \u2018follia criminale\u2019. <\/em><\/p>\n<p><em>Ellsberg vorrebbe vedere l\u2019abolizione delle armi nucleari, ma ha una mente abbastanza logica e pratica da capire che non si tratta di un traguardo vicino, dato lo stato della politica globale, della politica nazionale di molti Paesi, e di qualche componente \u2018svitata\u2019 della specie umana. Egli offre qualche suggerimento a breve termine che potrebbe facilitare qualche passo verso lo smantellamento della \u2018macchina\u2019<\/em><\/p>\n<p><em>Primo, smantellare i missili intercontinentali con basi a terra, quelli che pi\u00f9 di tutti invogliano a intraprendere azioni \u2018preventive\u2019. Secondo, abbandonare i piani che mirano ad attaccare i leaders (quelli che in gergo vengono chiamati \u201cdecapitation strikes\u201d, cio\u00e8 azioni mirate a uccidere i comandanti in capo): da un lato per evitare la catena di deleghe verso i sottoposti, e dall\u2019altro per non trovarsi senza interlocutori validi e riconosciuti, una situazione pessima se si volesse negoziare. <\/em><\/p>\n<p><em>La sua terza proposta \u2013 che suscita contrariet\u00e0 anche in molti che in termini generali condividono la sua posizione \u2013 \u00e8 dichiarare che gli Stati Uniti non useranno mai armi atomiche se non in risposta a un attacco nucleare sferrato da altri. Nessun presidente degli Stati Uniti si \u00e8 mai espresso in questo senso, anche se Barack Obama ci aveva pensato seriamente. Fin dall\u2019inizio i piani nucleari USA hanno previsto di usare per primi l\u2019arma nucleare, spesso in risposta a un attacco convenzionale da parte del nemico.<\/em><\/p>\n<p><em>Secondo i conti fatti da Ellsberg, sia sulla base delle proprie osservazioni che dell\u2019esame della letteratura, i presidenti degli Stati Uniti hanno minacciato almeno 25 volte di usare ordigni nucleari dalla fine della seconda guerra mondiale: a suo parere questo vuol dire che davvero le armi nucleari sono state usate, nello stesso modo si \u2018usa\u2019 una pistola quando la si punta contro un\u2019altra persona. Inoltre ammette che in parecchi di quei 25 casi \u00e8 \u201cplausibile che le minacce fossero reali\u201d o almeno \u2013 ci\u00f2 che importa in questo discorso \u2013 le minacce erano considerate reali da alcuni alti ufficiali. In altre parole, non si pu\u00f2 escludere che alcune guerre avrebbero potuto scoppiare \u2013 o potrebbero scoppiare \u2013 se non fosse in atto la minaccia nucleare. D\u2019altra parte \u2013 fa notare Ellsberg \u2013 una nazione pu\u00f2 ricorrere al bluff della minaccia nucleare solo un certo numero di volte, prima che la minaccia non venga considerata un bluff. La guerra che ne deriverebbe causerebbe una devastazione di gran lunga maggiore di tutti i conflitti non nucleari evitati fino a quel momento. <\/em><\/p>\n<p><em>Se Ellsberg avesse finito di scrivere questo libro in qualsiasi momento tra la fine della guerra fredda e il 2016, avrebbe suscitato interesse negli studiosi di nucleare e in pochi altri. Ma le bravate di Donald Trump e le sue minacce contro la Corea del Nord in risposta a semplici test nucleari ha fatto riemergere delle paure che da decenni non si provavano pi\u00f9.<\/em><\/p>\n<p><em>L\u2019avvento di Trump e la pubblicazione di questo libro giungono anche in un momento in cui alcune parti dell\u2019arsenale militare USA stanno invecchiando, e il Pentagono sta chiedendo finanziamenti per un vasto programma di \u2018modernizzazione\u2019 allo scopo di procedere al ricambio di bombardieri, missili e sottomarini, per un costo di 1,2 migliaia di miliardi di dollari nei prossimi decenni. Trump si \u00e8 dichiarato entusiasta del programma, e in sede di Congresso solo pochi si sono opposti. <\/em><\/p>\n<p><em>Persino Obama, che fece scalpore invocando l\u2019eliminazione delle armi nucleari (in qualche momento in futuro\u2026) si era espresso a favore di un rinnovo, per quanto parziale, dell\u2019arsenale nucleare, almeno per assicurarne il funzionamento. Questo porta alla quarta proposta di Ellsberg: una riduzione drastica nel numero di armi nucleari: in parte per ridurre la devastazione che causerebbero in caso di una guerra, in parte perch\u00e9 le migliaia di armi di cui dispongono USA e Russia (pi\u00f9 le centinaia di Cina e Israele) sono sufficienti a uccidere ben pi\u00f9 degli abitanti della Terra. <\/em><\/p>\n<p><strong><em>Quanti morti occorrono?<\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>Dall\u2019inizio dell\u2019era nucleare gli analisti si sono chiesti quanti ordigni sono necessari per scoraggiare un nemico dal lanciare un attacco nucleare. Negli anni 1960 McNamara e i suoi giovani brillanti avanzarono un numero: 20 milioni di Russi, pi\u00f9 o meno lo stesso numero dei caduti durante la seconda guerra mondiale. Ma questo \u00e8 sempre stato un numero arbitrario, un modo per porre un freno agli appetiti dei militari. <\/em><\/p>\n<p><em>[\u2026] Molti ufficiali addetti alla sicurezza, quando lasciano il servizio, riprendono un modo di pensare pi\u00f9 umano. Ellsberg cita McGeorge Bundy (che fu addetto alla sicurezza durante la presidenza di Kennedy) il quale, anni dopo aver lasciato l\u2019incarico, afferm\u00f2 che l\u2019esplosione di 10 bombe nucleari avrebbe provocato un disastro che avrebbe fermato la storia umana. <\/em><em>Herbert York, gi\u00e0 direttore scientifico del Pentagono, aveva stimato che un numero tra 1 e 100 bombe nucleari sarebbe stato sufficiente a scoraggiare un nemico ad attaccare. Una valutazione simile viene fatta anche oggi: c\u2019\u00e8 cos\u00ec tanta gente che \u00e8 spaventata dal fatto che la Corea del Nord possiede una dozzina di testate nucleari. Che Kim Jong-un abbia o no in mente di lanciare un missile sulla California (cosa improbabile, visto che sarebbe immediatamente ripagato con migliaia di bombe), quello che \u00e8 evidente \u00e8 che basta quella dozzina di bombe per tenere a freno gli Americani dall\u2019attaccare per primi\u2026<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/nuclear-missile-alert-error-hawaii-300x178.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-105584\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/nuclear-missile-alert-error-hawaii-300x178.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"237\" \/><\/a><strong>Aggiornamenti dal Bollettino degli scienziati atomici<\/strong><\/p>\n<p>E\u2019 del 17 gennaio 2018 un breve articolo pubblicato da Lauren Borja e M. V. Ramana: \u201cUn promemoria dalle Hawaii\u201d (<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/thebulletin.org\/reminder-hawaii11437\" >A reminder from Hawaii)<\/a>. Gli Autori segnalano che il 13 gennaio scorso i residenti delle Hawaii hanno ricevuto un allarmante avviso telefonico \u201c<em>Segnalata minaccia di missile balistico che punta verso le Hawaii. Cercate immediatamente riparo, questa non \u00e8 una esercitazione<\/em>\u201d. Entro pochi secondi si diffuse la paura e la gente cominci\u00f2 a cercare dei rifugi. Nel frattempo un diverso tipo di panico si stava diffondendo negli uffici dell\u2019Agenzia di Gestione degli allarmi: gli impiegati si resero subito conto che non esisteva una procedura per cancellare ufficialmente un\u2019allerta che risultasse erronea. Cos\u00ec, 12 minuti dopo l\u2019allarme, gli avvisi del falso allarme furono diffusi tramite Twitter e attraverso programmi di News. Ci vollero alla fine 38 minuti perch\u00e9 l\u2019allarme venisse ufficialmente smentito. Il falso allarme diffuso alle Hawaii \u00e8 uno dei rari casi in cui il pubblico riesce a dare un\u2019occhiata nel mondo segreto delle armi nucleari. In questo mondo errori e malfunzionamenti si verificano in diversi dei sistemi connessi con l\u2019arsenale nucleare. Uno dei sistemi che risulta particolarmente delicato \u00e8 quello di allerta precoce, i cui componenti (satelliti, radar ecc.) devono accorgersi della presenza di missili diretti verso gli Stati Uniti e avvisare al pi\u00f9 presto gli addetti responsabili dei missili americani, per un eventuale ordine di lancio. Il sistema di allerta precoce \u00e8 estremamente complesso, e coinvolge migliaia di componenti, e una schiera di persone addette alla manutenzione e alle operazioni. Le componenti tecnologiche possono guastarsi, e le persone \u2013 esseri umani \u2013 possono sbagliare. Dalle informazioni ottenute grazie al Freedom of Information Act risulta che dal 1977 al 1984 sono stati segnalati in media 2.598 allarmi all\u2019anno: nessuno era stato prodotto in risposta a un lancio effettivo di missili.<\/p>\n<p>[\u2026] Gli Autori, dopo aver descritto nell\u2019articolo i dettagli di alcuni falsi allarmi gi\u00e0 avvenuti, e avendo indicato nella necessit\u00e0 di una rapidissima risposta uno degli aspetti cruciali e pi\u00f9 problematici di tutto il sistema, concludono cos\u00ec:<\/p>\n<p>\u201cMa \u00e8 giusto che qualcuno sia autorizzato \u2013 o obbligato \u2013 a prendere decisioni simili, rischiose e affrettate? E\u2019 giusto che i missili siano tenuti in una condizione di continua allerta, pronti a partire dopo un preavviso cos\u00ec breve? Dovremmo davvero rischiare la guerra nucleare, specialmente una guerra che nessuno ha intenzione di iniziare? La risposta \u2013 come dice la canzone del Premio Nobel Bob Dylan \u2013 \u2018<em>is blowing in the wind\u2019<\/em>. Ci\u00f2 che \u00e8 accaduto alle Hawaii ci rammenta che dobbiamo fare attenzione\u201d.<\/p>\n<p><strong>NOTE:<\/strong><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2018\/01\/22\/la-macchina-dellapocalisse-elena-camino\/#sdfootnote1anc\" >1<\/a> A. Einstein. Idee e opinioni. Come io vedo il mondo. Fabbri, Milano, 1958, citato da A. Guglielmi Marconi nel libro \u201cPace e pericolo atomico\u201d, Claudiana, 2011, pag. 44-45 .<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2018\/01\/22\/la-macchina-dellapocalisse-elena-camino\/#sdendnote1anc\" >i<\/a> <strong>Chi \u00e8 Daniel Ellsberg<\/strong> (dal sito personale: <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.ellsberg.net\/bio\/\" >http:\/\/www.ellsberg.net\/bio\/<\/a> ) Nato nel 1931, diplomato in Economia ad Harvard nel 1952, poi borsista al King\u2019s College di Cambridge, dal 1954 e il 1957 lavor\u00f2 nella Marina degli Stati Uniti, come comandante di una compagnia di fucilieri. Prese il dottorato in Economia ad Harvard nel 1962 con una importante tesi sui processi decisionali in condizioni di rischio (Risk, Ambiguity and Decision). Nel 1959 Ellsberg divenne analista strategico presso la RAND Corporation e consulente del Ministero della Difesa e dalla Casa Bianca, specializzandosi sulle problematiche di comando e controllo nel settore nucleare. Lavor\u00f2 quindi due anni all\u2019Ambasciata USA a Saigon dal 1965 al 1967, per tornare poi alla RAND a lavorare sui problemi del Vietnam. Nel 1969 fotocopi\u00f2 le 7.000 pagine della ricerca segreta condotta in quegli anni e le consegn\u00f2 prima al Senato (Foreign Relations Committee) poi . nel 1971, al New York Times, the Washington Post e ad altri 17 quotidiani. Processato, alla fine fu assolto per presunte scorrettezze compiute nei suoi confronti da membri del governo. Ellsberg \u00e8 autore di alcuni libri: <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.amazon.com\/Doomsday-Machine-Confessions-Nuclear-Planner\/dp\/1608196704\/ref=sr_1_1_twi_har_2?s=books&amp;ie=UTF8&amp;qid=1509775773&amp;sr=1-1&amp;keywords=the+doomsday+machine+confessions+of+a+nuclear+war+planner&amp;dpID=41SmSqJCIKL&amp;preST=_SY291_BO1,204,203,200_QL40_&amp;dpSrc=srch\" >The Doomsday Machine: Confessions of a Nuclear War Planner<\/a> (2017,), <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.amazon.com\/Secrets-Memoir-Vietnam-Pentagon-Papers\/dp\/0142003425\" >Secrets: A Memoir of Vietnam and the Pentagon Papers<\/a> (2002,)\u00a0<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.amazon.com\/Risk-Ambiguity-Decision-Studies-Philosophy\/dp\/0815340222\/ref=sr_1_1?s=books&amp;ie=UTF8&amp;qid=1509775967&amp;sr=1-1&amp;keywords=risk%2C+ambiguity+and+decision+ellsberg%5C&amp;dpID=31DH1NUFwTL&amp;preST=_SY291_BO1,204,203,200_QL40_&amp;dpSrc=srch\" >Risk, Ambiguity and Decision<\/a> (2001,) and\u00a0<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.amazon.com\/Papers-War-Daniel-Ellsberg\/dp\/1439193762\/ref=sr_1_1?s=books&amp;ie=UTF8&amp;qid=1509776057&amp;sr=1-1&amp;keywords=papers+on+the+war+ellsberg\" >Papers on the War<\/a> (1971). Nel 2006 ha ricevuto un riconoscimento internazionale, il <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.rightlivelihood.org\/daniel-ellsberg.html\" >Right Livelihood Award<\/a>, \u201c. .\u00a0<em>per aver messo in primo piano la verit\u00e0, anche a rischio personale, e aver dedicato la vita a ispirare altri a seguire il suo esempio<\/em>\u201d<\/p>\n<p>_____________________________________________<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><em>Elena Camino <\/em><em>\u00e8 membro della rete <a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/\" >TRANSCEND per la Pace, Sviluppo e Ambiente<\/a> e <\/em><em><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.assefatorino.org\" >Gruppo ASSEFA Torino<\/a><\/em><em>.<\/em><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2018\/01\/22\/la-macchina-dellapocalisse-elena-camino\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>22 gennaio 2018 &#8211; Pensare l\u2019inimmaginabile\u2026 Ispirandosi alle nuove macchine da guerra l\u2019intrattenimento del mondo virtuale propone scenari apocalittici, e nessuno si chiede se potrebbero verificarsi davvero. 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