{"id":106343,"date":"2018-02-12T12:00:55","date_gmt":"2018-02-12T12:00:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=106343"},"modified":"2018-02-10T16:21:49","modified_gmt":"2018-02-10T16:21:49","slug":"italiano-sulla-spiritualita-di-nanni-salio-morte-violenza-nonviolenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2018\/02\/italiano-sulla-spiritualita-di-nanni-salio-morte-violenza-nonviolenza\/","title":{"rendered":"(Italiano) Sulla spiritualit\u00e0 di Nanni Salio. Morte, violenza, nonviolenza"},"content":{"rendered":"<blockquote><p><em>Spiritualit\u00e0 \/ Di fronte alla morte \/ Morte, violenza, nonviolenza: modi di morire<br \/>\nLa nonviolenza sfida la morte \/ La morte rivela e compie la vita<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/20091112nanni-salio-300x199.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-105198\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/20091112nanni-salio-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" \/><\/a><strong>Spiritualit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p><em>5 febbraio 2018 &#8211;<\/em>Nel secondo anniversario della morte, ricordiamo Nanni Salio, tornando in vari modi\u00a0sul suo lavoro, sulla sua ricerca, sulla sua vita, sul senso che ha dato alla sua vita. Qui tento di scoprire qualcosa della sua spiritualit\u00e0. Ho gi\u00e0 cercato, dopo la sua morte, come in un commiato, di leggere la sua vita come una \u201cvita per gli altri\u201d. Questa \u00e8, ne sono intimamente convinto, una forma di vita che la morte non annulla. (Vedi <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2016\/02\/06\/con-nanni-salio-gandhi-in-mezzo-alla-morte-persiste-la-vita-enrico-peyretti\/\" >http:\/\/serenoregis.org\/2016\/02\/06\/con-nanni-salio-gandhi-in-mezzo-alla-morte-persiste-la-vita-enrico-peyretti\/<\/a> ).<\/p>\n<p>Che cosa \u00e8 la spiritualit\u00e0 di una persona? Direi, con semplicit\u00e0, che \u00e8 quel nucleo di valori, persuasioni e sostegni, obiettivi di vita, che in una persona orientano la sensibilit\u00e0 e le scelte. \u00c8 la vita intima e profonda di una persona, la sua capacit\u00e0 di sentire e rispondere ad appelli della vita. Una spiritualit\u00e0 pu\u00f2 attingere a lunghe tradizioni spirituali e sapienziali, plasmate ora pi\u00f9 ora meno in forme personali. Ci sono spiritualit\u00e0 religiose, pi\u00f9 o meno strutturate, e ci sono spiritualit\u00e0 che non si riconoscono in tradizioni religiose, anche se da tutto sanno ricevere alimento alla vita profonda.<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2018\/02\/05\/sulla-spiritualita-di-nanni-salio-morte-violenza-nonviolenza-enrico-peyretti\/#sdfootnote1sym\" >1<\/a> La spiritualit\u00e0 significa qualcosa che non \u00e8 il livello intellettuale n\u00e9 l\u2019emotivo, non \u00e8 una religione, non \u00e8 una filosofia, ed \u00e8 anche qualcosa di queste. \u00c8 ci\u00f2 che \u201cispira\u201d dal profondo, dall\u2019intimo, il pensare e l\u2019agire di una persona. \u00c8 il mistero di una persona, che un po\u2019 traspare e molto resta inverificabile e assolutamente inviolabile, di quella persona, e solo in parte si pu\u00f2 cogliere e descrivere, senza pretesa di definirlo.<\/p>\n<p>Riusciamo a vedere qualche carattere della vita spirituale di Nanni? Non \u00e8 tentativo che uno possa affrontare da solo: gli amici, gli eventuali lettori che hanno conosciuto Nanni, potranno integrare. Io lo ricordo severo ed esigente con le religioni istituzionalizzate, specialmente nel nostro Occidente, ma non sordo, e tanto meno sprezzante, verso la sensibilit\u00e0 delle persone religiose. La laicit\u00e0 di Nanni era lontana, per quanto ne ho capito, da una freddezza che a volte si constata, verso la dimensione spirituale dell\u2019umano. Riconosceva i maggiori profeti e i santi della giustizia e della pace nelle diverse tradizioni storiche religiose. Vedeva che, dove le religioni cercano e acquistano un potere nella societ\u00e0, offuscano la loro luce e non aiutano il cammino della pace fondata negli animi. Oggi, anche il pacifico buddhismo, a cui Nanni era vicino, in alcune societ\u00e0 in cui prevale, come il Myanmar, ha dato luogo a fatti di discriminazioni violente, dolorose per tutti noi. Dove invece le religioni \u201cdicono la verit\u00e0 al potere\u201d (espressione attribuita a Gandhi), esse contribuiscono alla vita giusta. Nanni coltivava la riflessione razionale e scientifica per la costruzione della pace, ma, come discepolo di Gandhi e di Capitini, profondamente religiosi, non poteva non sentire le vibrazioni interiori e gli orizzonti di questi maestri sul mistero che ci avvolge e ci chiama, nella storia, verso la vita giusta.<\/p>\n<p>Nel cattolicesimo italiano Nanni sapeva vedere gli impegni per la pace, ma sempre con vigile esigenza. Per esempio, ricordo che, sul famoso giudizio dato dal papa Benedetto XV, il 1\u00b0 agosto 1917, sulla guerra mondiale allora in corso, \u00abInutile strage\u00bb, Nanni diceva con amara ironia: \u00abCome se potesse esserci una strage utile\u2026.\u00bb. L\u2019opera per la pace, precedente e seguente, di quel papa non ascoltato, \u00e8 ben pi\u00f9 ampia e approfondita di quella sola frase.<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2018\/02\/05\/sulla-spiritualita-di-nanni-salio-morte-violenza-nonviolenza-enrico-peyretti\/#sdfootnote2sym\" >2<\/a> Ma Nanni aveva ragione perch\u00e9 la Chiesa, fino al Concilio 1962-65, non mise in discussione la teoria antica della \u201cguerra giusta\u201d, o meglio \u201cgiustificata\u201d a ben determinate condizioni. Di questa dottrina era facile abusare da parte degli interessi di potenza, a cui si piegava la morale ufficiale: i cappellani militari insegnavano che uccidere in guerra per obbedienza, senza odio personale, non era peccato, ma dovere del buon suddito.<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2018\/02\/05\/sulla-spiritualita-di-nanni-salio-morte-violenza-nonviolenza-enrico-peyretti\/#sdfootnote3sym\" >3<\/a> Furono pochi gli obiettori di coscienza per motivo cristiano fino dalla prima guerra mondiale e crebbero di numero dopo il Concilio, insieme ad una crescente teologia della pace.<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2018\/02\/05\/sulla-spiritualita-di-nanni-salio-morte-violenza-nonviolenza-enrico-peyretti\/#sdfootnote4sym\" >4<\/a> La severit\u00e0 esigente verso le religioni, come quella di Nanni Salio, \u00e8 sintomo di bella sensibilit\u00e0 spirituale, di attesa di un bene operante. Le religioni devono far tesoro di chi, stimolandole e criticandole, le aiuta nel loro compito di sviluppare lo spirito umano.<\/p>\n<p><strong>Di fronte alla morte<\/strong><\/p>\n<p>Ogni spiritualit\u00e0 si misura sul senso positivo che riesce a dare alla vita, e perci\u00f2 anche si confronta con ci\u00f2 che colpisce e riduce la vita: la violenza e la morte; l\u2019offesa e il dolore; il tempo che limita e taglia le aspirazioni umane. Una spiritualit\u00e0 che riconosce valore alla vita, che ama la vita, resiste e si oppone a tutto ci\u00f2 che violenta la vita. Nanni amava la vita, le vite, le persone, la natura, pur parlando spesso, con il buddhismo, di \u201cimpermanenza\u201d nostra e di tutto. Il \u201cnon permanere\u201d in questa via, io penso che non significhi unicamente finire nel nulla, ma possa significare anche passare in altre forme di vita. La fragilit\u00e0, la precariet\u00e0 e provvisoriet\u00e0, non riduce il valore e la bellezza, il dovere di difendere la vita dalla violenza. Non \u00e8 la forza materiale che d\u00e0 consistenza e valore a ci\u00f2 che vive.<\/p>\n<p>Alla nonviolenza Nanni ha dedicato tutta la sua vita e ogni sua energia. La nonviolenza positiva \u00e8 una passione per la vita, proprio per la vita fragile e minacciata, e non vuole, strenuamente non vuole, non accetta, non sopporta che la vita sia offesa, che sia usata come strumento utile, che sia dominata e oppressa: la nonviolenza non vuole che la morte prevalga sulla vita. Eppure ogni vita \u00e8 limitata dal tempo, e muore. Come sta la nonviolenza di fronte alla morte, ad ogni forma di morte?<\/p>\n<p>\u00abDi fronte alla morte si aprono domande poco esplorate, anche da chi come noi si propone di costruire una cultura della nonviolenza\u00bb. Cos\u00ec scriveva Nanni Salio a Giuliano Pontara, l\u2019 8 novembre 2015, all\u2019indomani della morte, pochi mesi prima di lui, della propria compagna Daci.<\/p>\n<p>Nanni sentiva che la nonviolenza deve dare una risposta sul problema della morte. Sono convinto che aveva una sua bozza di risposta, anche se mi disse, anni addietro, che sperava di vivere a lungo per portare pi\u00f9 avanti il lavoro. Sul sito del Centro Studi Sereno Regis, in data 1 luglio 2010, Nanni Salio commemorava Elise Boulding, Enzo Tiezzi, Rina Gagliardi, scomparsi da poco, sotto il titolo \u201c<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2010\/07\/01\/impermanenza-compresenza-e-fragilita-nanni-salio\/\" >Impermanenza, Compresenza e Fragilit\u00e0<\/a>\u201d. Scriveva in conclusione: \u00abPur nella continua incertezza esistenziale delle nostre vite, ci \u00e8 di conforto pensare e percepire la vostra presenza nel grande oceano della compresenza capitiniana, dell\u2019inter-essere, delle onde di coscienza individuali nel quale un giorno anche noi confluiremo\u00bb. Cos\u00ec, dalla morte di alcuni maestri raccoglieva una eredit\u00e0 di pensiero e impegno, vedendo la loro impalpabile continuit\u00e0 nella nostra vita.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 poi la nostra morte personale. A questa certamente Nanni pensava molto nel tempo della sua malattia, quando rispose ad una comune amica: \u00abMi chiedi Come sto? Eh, si vede la vita in un altro modo\u00bb.<\/p>\n<p>Non mi risulta che abbia sviluppato o espresso una pi\u00f9 ampia riflessione specifica sulla nonviolenza e la morte. In ogni caso, suggerita dalla vita di Nanni, e dal medesimo impegno per la nonviolenza, questa ricerca \u00e8 compito nostro. Una vita nonviolenta combatte la morte inflitta, aggiunta, ma di fronte alla morte inevitabile che cos\u2019altro pu\u00f2 fare?<\/p>\n<p><strong>Morte, violenza, nonviolenza: modi di morire<\/strong><\/p>\n<p>Che cosa pu\u00f2 fare la nonviolenza di fronte alla morte? Che cosa sa e cosa dice la nonviolenza sulla morte? Direi che pu\u00f2 fare due cose: combattere la morte, e addomesticare la morte, riconciliarsi con essa. La morte \u00e8 sempre nemica, o pu\u00f2 essere amica?<\/p>\n<p>La violenza \u00e8 morte aggiunta, artificiale e cattiva, alla nostra morte naturale. La guerra, e le altre forme di violenza, anche strutturali e culturali, credendo di ribellarsi alla morte, la moltiplicano e la incrudeliscono. Evitare questa morte nemica \u00e8 opera di vita, \u00e8 costruzione di bene e di felicit\u00e0 possibile. \u00c8 l\u2019opera della pace giusta.<\/p>\n<p>La morte naturale pu\u00f2 essere non violenta, o addirittura amica? Spesso \u00e8 difficile, travagliata, dolorosa. Un impegno nonviolento della scienza medica e della vita sociale, pu\u00f2 ridurre il dolore della morte, umanizzarla quanto possibile assicurando la coscienza e la dignit\u00e0 di chi muore, in modo che possa essere una morte se non dolce, almeno pacifica.<\/p>\n<p>Guardiamo alcuni modi di morire. La retorica violenta ha esaltato la morte del combattente, cio\u00e8 di chi riceve la morte mentre d\u00e0 morte, coinvolto in una spirale folle e tetra. Ha celebrato la morte dell\u2019eroe violento, che ha molto ucciso; ha cantato la \u201cbella morte\u201d fascista, ha consacrato la morte del \u201cmartire\u201d \u2013 \u201ctestimone\u201d di che cosa? \u2013 sacrificatosi per uccidere. In simili esperienze, \u00e8 la violenza che regna sulla vita. Questo morire, usando la morte propria come arma contro la vita altrui \u2013 tipico il terrorista sui-omicida \u2013 \u00e8 un servire la morte disprezzando la vita, \u00e8 impersonare la violenza, \u00e8 ridurre la vita umana ad un caso biologico, senza una dimensione dello spirito.<\/p>\n<p>Ci sono altri modi di morire. Negli stessi giorni di Nanni cade l\u2019anniversario \u2013 il 30 gennaio 2018 \u00e8 il settantesimo \u2013 dell\u2019uccisione di Gandhi da parte di Godse, un fanatico ind\u00f9.<\/p>\n<p>Gandhi distingueva la nonviolenza del debole e del vile dalla nonviolenza del forte. Noi sappiamo che una volta egli si chiese: \u00abHo io in me la nonviolenza dei forti? Solo la mia morte lo mostrer\u00e0. Se qualcuno mi uccidesse e io morissi con una preghiera per il mio assassino sulle labbra, e il ricordo di Dio e la consapevolezza della sua viva presenza nel santuario del mio cuore, allora soltanto si potr\u00e0 dire che ho la nonviolenza dei forti\u00bb<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2018\/02\/05\/sulla-spiritualita-di-nanni-salio-morte-violenza-nonviolenza-enrico-peyretti\/#sdfootnote5sym\" ><sup>5<\/sup><\/a>. Jean-Marie Muller commenta cos\u00ec: \u00abGandhi \u00e8 morto esattamente come aveva intravisto. Noi sappiamo oggi quello che lui stesso ignorava: egli possedeva realmente in s\u00e9 la nonviolenza dei forti\u00bb<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2018\/02\/05\/sulla-spiritualita-di-nanni-salio-morte-violenza-nonviolenza-enrico-peyretti\/#sdfootnote6sym\" ><sup>6<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Nella morte di Gandhi ci sono due cose: da un lato l\u2019odio fanatico, il crimine dell\u2019assassino, dall\u2019altro una pienezza di vita per Gandhi. Certo, la sua azione per l\u2019unit\u00e0 e la nonviolenza dell\u2019India (ben pi\u00f9 che la liberazione dal colonialismo inglese) fu spezzata, ma l\u2019atto di morire con amore ha resa la sua azione ininterrotta e diffusa in tutti i paesi. La morte di Gandhi ha neutralizzato la violenza con cui gli \u00e8 stata inflitta, l\u2019ha rovesciata in una feconda nonviolenza. Gandhi ha transustanziato \u2013 cambiato la sostanza \u2013 dell\u2019atto che gli ha dato la morte. La Grande Anima, il Mahatma, che viveva in quel piccolo uomo seminudo e magro, un vulcano di energia spirituale, si \u00e8 diffusa in tutto il mondo, accendendo mille resistenti tenaci focolai di spirito, desiderio, ricerca, azione nonviolenta.<\/p>\n<p>La storia umana, minacciata e deturpata da tante violenze di ogni genere, sta coltivando e sperimentando anche la forza della nonviolenza, che umanizza tante situazioni di conflitto. La cultura dominante non sa ancora vederlo, ma lo vede chi si cura di esplorare la letteratura storica ormai abbondante che documenta le lotte nonviolente, specialmente da un secolo in qua. La nonviolenza non si impone, non ha una logica di vittoria, non rovescia il mondo da feroce a tutto mite, ma mantiene tenacemente aperta l\u2019alternativa operante della sapienza politica, cio\u00e8 del saper vivere insieme senza dominare o distruggersi, e questa \u00e8 realt\u00e0 che smentisce il dogma della forza violenta come regina della storia.<\/p>\n<p>La legge della vita \u00e8 la forza nonviolenta, diceva Gandhi.<\/p>\n<p>Questa forza nonviolenta sfida la morte in Gandhi, attivissimo, ucciso da una morte che non pot\u00e9 distruggerlo, e sfida la morte in tutto il movimento storico mondiale mosso dalla sua esperienza, movimento che riassume la migliore sapienza \u201cantica come le montagne\u201d, e apre il nuovo pi\u00f9 umano modo di convivere. La nonviolenza sfida le strutture, gli strumenti e le volont\u00e0 che imperano dando morte ai popoli, e sfida la morte che la violenza infligge ai pi\u00f9 coraggiosi e pi\u00f9 esposti del movimento, trasformandola in testimonianza di azione per la vita.<\/p>\n<p>Il fondamento di questa fiducia forte nella vita e di questa attiva speranza al di l\u00e0 delle forze di morte mi sembra espresso limpidamente da Gandhi stesso, che scriveva: \u00ab\u2026Vi \u00e8 una forza vivente, immutabile, che tiene tutto assieme, crea, dissolve e ricrea. Questa forza o spirito informatore \u00e8 Dio (\u2026). E questa forza \u00e8 benevola o malevola? La vedo esclusivamente benevola, perch\u00e9 vedo che in mezzo alla morte persiste la vita, in mezzo alla menzogna persiste la verit\u00e0, in mezzo alle tenebre persiste la luce\u00bb<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2018\/02\/05\/sulla-spiritualita-di-nanni-salio-morte-violenza-nonviolenza-enrico-peyretti\/#sdfootnote7sym\" ><sup>7<\/sup><\/a>. La resistenza della vita e del bene \u00e8 argomento della fede di Gandhi nella Verit\u00e0, che per lui \u00e8 l\u2019unit\u00e0 profonda di tutte le cose. Chi si impegna nella nonviolenza ha una fede, in tante forme diverse, perch\u00e9 guarda e opera un passo pi\u00f9 avanti del calcolo, dell\u2019interesse particolare, delle fazioni che dividono l\u2019umanit\u00e0, della realt\u00e0 limitata dalla morte e dalla violenza, e comincia gi\u00e0 a vivere nella \u201crealt\u00e0 liberata\u201d (Capitini) per portarla nel mondo attuale in cammino.<\/p>\n<p><strong>La nonviolenza sfida la morte<\/strong><\/p>\n<p>La nonviolenza sfida la morte, non respingendola addosso ad altri, come fa la guerra (Franco Fornari, Psicoanalisi della guerra), ma contribuendo ad addomesticarla, a renderla domestica, familiare, ad averla presente nel vivere. \u00abSi conoscono solo le cose che si addomesticano (\u2026) Se tu vuoi un amico, addomesticami\u00bb, dice la volpe, che potrebbe anche lei essere temibile, al Piccolo Principe. Riuscir\u00e0 l\u2019umanit\u00e0 a trasformare la morte da nemica a \u201csorella\u201d come la chiama profeticamente san Francesco nel Cantico delle creature?<\/p>\n<p>La morte ci \u00e8 presente non solo per l\u2019amaro spettacolo continuo delle violenze che uccidono e opprimono tante vite nel mondo, ma anche come consapevolezza della nostra fragilit\u00e0. Questa nostra morte, specialmente con l\u2019avanzare dell\u2019et\u00e0, va familiarizzata, per non esserne ossessionati, per non chiudersi in un egoistico, avaro e inutile risparmio di s\u00e9. Si pu\u00f2 addomesticare la morte con la scienza e l\u2019arte medica, con la cura della salute, con l\u2019esercizio generoso della nostra attivit\u00e0, con l\u2019amicizia, l\u2019affetto, la solidariet\u00e0 sociale, con la speranza oltre il visibile. Soprattutto si pu\u00f2 riempire di vita la morte naturale e inevitabile, vivendola come uno spendersi fino in fondo nel lavoro per la giustizia e la pace.<\/p>\n<p>Molti dei pi\u00f9 coraggiosi amici della nonviolenza hanno pagato con la vita il loro impegno, come abbiamo visto in Gandhi. Questo \u00e8 un modo di vincere la morte, di trasformarla in un atto di vita. Ma anche chi, in limiti personali modesti, lavora per qualche lotta giusta con mezzi nonviolenti, e coltiva il pensiero nonviolento, costui sta consegnando la sua vita agli altri, alla pace, a uno stadio di ulteriore evoluzione spirituale umana, e con la sua morte consegner\u00e0 un po\u2019 pi\u00f9 di vita a chi continua, come ha fatto Nanni a noi.<\/p>\n<p>Morire nel patire violenza anzich\u00e9 far violenza ad altri, morire con coraggio, con amore, senza subire passivamente la morte \u2013 cos\u00ec hanno fatto Ges\u00f9, Gandhi, M.L. King e tanti altri -, pu\u00f2 essere non morire del tutto. Pu\u00f2 essere continuare a parlare, ad essere presenti negli altri e ispirarli ancora, pu\u00f2 essere agire e vivere ancora. Lo vediamo: nessuno ci parla e ci accompagna cos\u00ec intimamente, dandoci forza per vivere, come quei morti coraggiosi.<\/p>\n<p><strong>La morte rivela e compie la vita<\/strong><\/p>\n<p>Si pu\u00f2 e si deve parlare della morte, per dignit\u00e0 umana, non si deve farne un tab\u00f9, mettendo la testa sotto la sabbia. \u00c8 legge della vita ridurre il potere della morte.<\/p>\n<p>Ci occorre ammirare la bellezza della vita, scoprirla e coltivarla se non l\u2019abbiamo a sufficienza. Se la vita non fosse da ammirare, la morte non sarebbe da temere. Guardiamoci dall\u2019imprecare alla vita quando \u00e8 difficile, dura. Guardiamoci dall\u2019invecchiare brontoloni e ingrati. Scopriamo e liberiamo la pace della vita dietro il peso dell\u2019offesa e l\u2019ombra del dolore. Perch\u00e9 temiamo la morte? Perch\u00e9 amiamo la vita. Il vero timore, pi\u00f9 del morire, \u00e8 perdere il bene della vita.<\/p>\n<p>Dice Buddha: \u00abTutti temono la morte, tutti hanno cara la vita: mettendoti al posto degli altri, non uccidere, e non fare uccidere\u00bb (<em>Dhammapada, I versi della legge<\/em>, 10, 129-130). \u00abNon uccidere\u00bb, neppure nel pensiero, neppure con la parola dura, Dice Ges\u00f9: \u00abAvete inteso che fu detto agli antichi: non uccidere. Chi uccide \u00e8 sottoposto al giudizio. Io invece vi dico: chiunque si adira col suo fratello, o gli dice stupido, o pazzo, sar\u00e0 sottoposto al giudizio\u00bb (vangelo di Matteo 5,21-22). Il comando negativo non-uccidere \u00e8 solo il primo gradino della scala che ci porta verso il pi\u00f9 felice positivo comando: vivi e fa vivere. Invece, l\u2019 \u201cordine delle cose\u201d vigente offende ancora molto la vita. Gli stati si arrogano ancora il potere di morte, col \u201cmonopolio della violenza\u201d, con armamenti folli e suicidi, e col prevalere di relazioni di pura forza. Ha scritto papa Francesco: \u00abQuesta economia uccide\u00bb (<em>Evangelii Gaudium<\/em>, n. 53). C\u2019\u00e8 ancora uno \u00abscialo di morte\u00bb (diceva David Maria Turroldo) nel mondo umano, che grava anche sulla natura, madre di vita.<\/p>\n<p>Nanni Salio amava vivere e lavorare. Fin da piccolo inorrid\u00ec a vedere in vetrina le carni macellate degli animali, e non voleva mangiare carne, racconta la sorella Carla. Impieg\u00f2 tutta la sua capacit\u00e0 di ricerca, riflessione, organizzazione e diffusione, per la difesa e liberazione della vita dalle offese della violenza, in tutte le sue manifestazioni. Una vita come la sua non si esaurisce con la morte. Nella morte temporale ha invece un compimento, si riassume e si rivela nel suo valore. Se la morte \u00e8 l\u2019ultimo atto del donarsi, \u00e8 un atto di vita comunicata a noi. Chi \u00abattraversa la morte da vivo\u00bb (come dice il teologo Carlo Molari) col compiere la sua vita genera altra vita.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 il pensiero non \u00e8 solo registrare i fatti, ma aprire ed esplorare i confini \u2013 \u00abPensare \u00e8 varcare le frontiere\u00bb (Denken ist \u00fbberschreiten), dice Ernst Bloch, il filosofo dell\u2019utopia concreta \u2013 noi sappiamo che Nanni ha camminato con noi e con tanti altri come un esploratore di umanit\u00e0 liberata e pi\u00f9 vera, pi\u00f9 viva. La nonviolenza, cio\u00e8 lo spirito profondo di Nanni Salio, di tutta la sua vita, \u00e8 questa impresa grande, verso una viva verit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>NOTE:<\/strong><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2018\/02\/05\/sulla-spiritualita-di-nanni-salio-morte-violenza-nonviolenza-enrico-peyretti\/#sdfootnote1anc\" >1<\/a> Segnalo il libro di autori vari, curato da Matteo Soccio, <em>Convertirsi alla nonviolenza? Credenti e non credenti si interrogano su laicit\u00e0, religione, nonviolenza<\/em>. Gabrielli editori, 2003<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2018\/02\/05\/sulla-spiritualita-di-nanni-salio-morte-violenza-nonviolenza-enrico-peyretti\/#sdfootnote2anc\" >2<\/a> Ne dava ampio resoconto un saggio di Italo De Curtis, in <em>Orientamenti sociali<\/em>, nn. 6-7, 1967, di 43 pagine.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2018\/02\/05\/sulla-spiritualita-di-nanni-salio-morte-violenza-nonviolenza-enrico-peyretti\/#sdfootnote3anc\" >3<\/a> Cfr Francesco Piva, <em>Uccidere senza odio. Pedagogia di guerra nella storia della Giovent\u00f9 cattolica italiana, 1868-1943<\/em>, Franco Angeli editore, 2015<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2018\/02\/05\/sulla-spiritualita-di-nanni-salio-morte-violenza-nonviolenza-enrico-peyretti\/#sdfootnote4anc\" >4<\/a> Jean-Marie Muller fa il punto sui pi\u00f9 recenti passi di superamento della teoria della \u201cguerra giusta\u201d nel ibro <em>La violence juste n\u2019existe pas<\/em> (Les \u00e9ditions du Reli\u00e9, Paris 2017)<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2018\/02\/05\/sulla-spiritualita-di-nanni-salio-morte-violenza-nonviolenza-enrico-peyretti\/#sdfootnote5anc\" >5<\/a> Gandhi, <em>Antiche come le montagne<\/em>, Ed. di Comunit\u00e0 1965, pp. 95-96.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2018\/02\/05\/sulla-spiritualita-di-nanni-salio-morte-violenza-nonviolenza-enrico-peyretti\/#sdfootnote6anc\" >6<\/a> Jean-Marie Muller, <em>Il principio nonviolenza<\/em>, Pisa University Press 2004, p.250.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2018\/02\/05\/sulla-spiritualita-di-nanni-salio-morte-violenza-nonviolenza-enrico-peyretti\/#sdfootnote7anc\" >7<\/a> Gandhi, <em>Antiche come le montagne<\/em>, Edizioni di Comunit\u00e0, Milano 1965, p. 100.<\/p>\n<p>______________________________________________<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><em>Enrico Peyretti<\/em> <em>\u00e8 membro della <\/em><em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/\" >Rete TRANSCEND per la Pace, Sviluppo e Ambiente<\/a><\/em><em>.<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><em>Prof. Nanni Salio<\/em> (<em>24 dicembre 1943 \u2013 1\u00ba febbraio 2016)<\/em><em> \u00e8 stato membro della <\/em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/\" >Rete TRANSCEND per la Pace, Sviluppo e Ambiente<\/a> <em>e Direttore<\/em> <em>del <\/em><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/\" >Centro Studi Sereno Regis<\/a><em> a Torino.<\/em><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2018\/02\/05\/sulla-spiritualita-di-nanni-salio-morte-violenza-nonviolenza-enrico-peyretti\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>5 febbraio 2018 -Nel secondo anniversario della morte, ricordiamo Nanni Salio, tornando in vari modi sul suo lavoro, sulla sua ricerca, sulla sua vita, sul senso che ha dato alla sua vita. Che cosa \u00e8 la spiritualit\u00e0 di una persona? Direi, con semplicit\u00e0, che \u00e8 quel nucleo di valori, persuasioni e sostegni, obiettivi di vita, che in una persona orientano la sensibilit\u00e0 e le scelte. \u00c8 la vita intima e profonda di una persona, la sua capacit\u00e0 di sentire e rispondere ad appelli della vita.<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":105198,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46],"tags":[],"class_list":["post-106343","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-original-languages"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/106343","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=106343"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/106343\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media\/105198"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=106343"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=106343"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=106343"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}