{"id":10706,"date":"2011-03-14T00:00:16","date_gmt":"2011-03-13T23:00:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=10706"},"modified":"2011-03-11T02:04:41","modified_gmt":"2011-03-11T01:04:41","slug":"italian-per-una-alleanza-mediterranea%e2%80%a6","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2011\/03\/italian-per-una-alleanza-mediterranea%e2%80%a6\/","title":{"rendered":"(Italian) Per una Alleanza Mediterranea\u2026"},"content":{"rendered":"<p><em>Una riflessione-proposta aperta del Movimento Nonviolento su ci\u00f2 che sta avvenendo in Tunisia, Egitto, Libia, ci pu\u00f2 aiutare a capire cosa possiamo fare noi per non essere solo spettatori passivi.<\/em><\/p>\n<p>Di l\u00e0 del canale di Sicilia, soffia il vento del cambiamento. Da alcune settimane, giovani e meno giovani sono scesi per strada in nome della libert\u00e0 che non hanno conosciuto ancora. Molti sono morti, assassinati dai difensori dello status quo, dei privilegi e della corruzione che sono la norma e la regola di dittature e dispotismi vigenti da decenni. Ma l\u2019onda \u00e8 pi\u00f9 forte della diga, e quello che sembrava impossibile si sta avverando: i vecchi detentori del potere sono costretti alla fuga e alla capitolazione.<\/p>\n<p>E\u2019 netta l\u2019impressione che il pendolo della storia stia portando un vero e profondo cambiamento nel Maghreb e nel Mashrek, anche se \u00e8 ancora troppo fresco il sangue versato per potere decifrare in modo chiaro i contorni di un nuovo ordine politico e sociale in questi paesi. E la stessa storia insegna che i privilegiati di un ordine ingiusto non mollano cos\u00ec facilmente il potere, mentre ci sono forze in agguato per riempire quello che pu\u00f2 apparire come un vuoto politico, all\u2019indomani della rivolta e della ribellione.<\/p>\n<p>Quale che sia il destino di questo movimento, \u00e8 innegabile che la sete di libert\u00e0, di giustizia e di democrazia di milioni di persone ha prevalso sulla sopraffazione in atto da troppo tempo. Il grido di rivolta corre veloce da un cellulare all\u2019altro, da facebook a twitter, nella piazza virtuale di internet che diventa piazza reale, annunciando l\u2019alba di una emancipazione rivendicata anche con la morte che mieta vittime innocenti e inermi. E\u2019 difficile pensare che tutto potrebbe tornare come prima, anche se il Mediterraneo \u00e8 la patria del pessimismo, avendo gi\u00e0 conosciuto troppe volte nella propria storia il dominio della repressione e dell\u2019ingiustizia, indifesa del potere e dei privilegi di tiranni e dittatori.<\/p>\n<p>Mentre la sponda sud del mare bianco (come gli Arabi chiamano il Mediterraneo) si libera, vediamo la stanca sponda nord preoccuparsi principalmente dei propri interessi messi in pericolo dal rovesciamento dello status quo. Per anni, la realpolitik europea e nord americana ha rafforzato senza farsi troppi scrupoli, il dominio di rais e oppressori. Il rifornimento di petrolio e di gas, la vendita di armi e il mercato del cemento sono stati i motori delle relazioni con i regimi in atto, e non ci si \u00e8 molto preoccupato della sorte di intere popolazioni costrette a subire il prezzo dell\u2019intolleranza e della repressione.<\/p>\n<p>Oggi appare in tutta la sua crudezza la mancanza di una vera politica mediterranea dell\u2019Unione Europea e dei singoli stati europei, e preoccupano non poco le affermazioni di un possibile intervento anche militare da parte degli USA e dei paesi europei per \u201cgarantire la sicurezza\u201d dei propri connazionali o per assicurare la continuit\u00e0 dell\u2019approvvigionamento energetico, tanto cruciale per il modo insostenibile di vivere delle vecchie e opulenti popolazioni del mondo \u201cricco\u201d. Invocare un intervento muscolare nei paesi del Mediterraneo meridionale evoca i recenti orrori ed errori delle guerre in Iraq e in Afghanistan. E avrebbe sicuramente come conseguenza di dirottare l\u2019insurrezione verso un ennesimo conflitto del mondo arabo contro l\u2019occidente.<\/p>\n<p>Anni fa, il re Hassan II aveva chiesto di fare entrare il Marocco nell\u2019Unione Europea. All\u2019epoca ci furono risate per questa <em>boutade<\/em> politica, ma forse sarebbe stato pi\u00f9 saggio prendere sul serio questa domanda. Oggi, la distanza fra una sponda e l\u2019altra del <em>mare nostrum<\/em> si \u00e8 ingrandita, e appare difficile un riavvicinamento in tempi brevi. Ma sarebbe intelligente cominciare almeno ad immaginare una <strong>alleanza mediterranea<\/strong>, che garantirebbe a tutti i popoli di questo mare di vivere in una grande spazio geo-politico, economico, culturale e ambientale condiviso e soprattutto in una area di pace. Gi\u00e0 oggi, migliaia e migliaia di migranti attraversano il mare da sud a nord, mentre pensionati europei volano da nord a sud per godersi la vecchiaia nel Maghreb. Ci sono dei movimenti della storia che nessuna becera politica xenofoba potr\u00e0 mai arrestare.<\/p>\n<p>Allora, invece che preoccuparsi di ondate di rifugiati o di penuria di petrolio, faremmo bene, noi europei, ad ispirarci al vento fresco del cambiamento che soffia attraverso il Mediterraneo e il mondo Arabo, per riscoprire insieme alle popolazioni rivoltose, il buon vecchio gusto della libert\u00e0, che non pu\u00f2 essere solo una parola in un testo costituzionale, ma deve essere una forza vibrante che attraversa tutta la societ\u00e0.<\/p>\n<p>Sembra una utopia? Certo che lo \u00e8! Ma ricordiamoci che il Mediterraneo \u00e8 la culla ancestrale di tante utopie che hanno cambiato il mondo.<\/p>\n<p><strong>Movimento Nonviolento \u2013 www.nonviolenti.org<\/strong><\/p>\n<p>Verona, 10 marzo 2011<\/p>\n<p>P.S. <em>Ci sembra utile riproporre, a completamento di questo nostro pensiero aperto, un articolo di Alexander Langer, scritto pi\u00f9 di quindici anni fa, che gi\u00e0 individuava i primi segnali di un risveglio del Mediterraneo. Le voci profetiche sono spesso inascoltate, ma indicano la strada che la storia percorre.<\/em><\/p>\n<p><strong><em>Fratellanza euromediterranea<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>di Alexander Langer<\/strong><\/p>\n<p>Tutti abbiamo passato alcuni anni in cui l\u2019Europa occidentale ha dovuto \u2013 non senza fatica \u2013 riscoprire la sua \u201caltra faccia della luna\u201d, cio\u00e8 i propri concittadini europei dell\u2019Est. Caduti i muri e le cortine, una reciproca amputazione durata almeno mezzo secolo si sta lentamente ed assai contraddittoriamente rimarginando. Non si sono ammazzati vitelli grassi per il fratello ritrovato, piuttosto si \u00e8 vista la penosa reazione di chi rif\u00e0 i conti di un\u2019eredit\u00e0 ritenuta gi\u00e0 assegnata in esclusiva ed ora, invece, da spartire.<\/p>\n<p>Oggi un\u2019altra fratellanza affievolita o forse dimenticata \u00e8 da riscoprire: quella euromediterranea. In anni passati in Italia si \u00e8 assistiti ad un curioso dibattito geopolitico: chi voleva \u201centrare in Europa\u201d, reclamava spesso la necessit\u00e0 di staccarsi dal Mediterraneo, \u201cdall\u2019Africa\u201d, come talvolta si diceva in senso spregiativo. Anche nel resto d\u2019Europa, l\u2019attenzione al Mediterraneo negli ultimi anni ha subito alterne vicende, e si \u00e8 ulteriormente resa precaria dalla guerra del Golfo in poi, dove si \u00e8 invece consolidata una sorta di egemonia dell\u2019asse USA-Stati petroliferi del Golfo (con l\u2019Arabia Saudita in testa), con una forte influenza nel Mediterraneo che si \u00e8 manifestata anche nella politica della spesa pubblica. Su ogni ECU investito dalla Comunit\u00e0 europea, se ne sono investiti dieci da parte degli USA ed altrettanti da parte dei petrolieri arabi. L\u2019assenza di una comune politica mediterranea la si \u00e8 vista non solo intorno alla guerra del Golfo: ancor pi\u00f9 pesante la marginalit\u00e0 dell\u2019Europa nel ritrovare la pace tra israeliani ed arabi, nel dialogo con i paesi \u201cdifficili\u201d (come Libia, Siria, ecc.), in alcune ingiustizie ormai da troppo tempo sopportate (la divisione di Cipro, per esempio), nella ricerca di un nuovo ordine post-guerra-fredda anche nel Mediterraneo. La proposta, avanzata fin dai primi anni \u201990, di organizzare per quest\u2019area una sorta di \u201cHelsinki del Mediterraneo\u201d, cio\u00e8 un quadro complessivo di accordi per la cooperazione e la sicurezza, \u00e8 stata lasciata cadere; gli stessi governi che l\u2019avevano caldeggiata (Spagna, Italia, poi anche Francia e Grecia), l\u2019hanno messa nel dimenticatoio.<\/p>\n<p>Oggi i governi si preoccupano di certi campanelli d\u2019allarme, e tendono ad affrontarli, ma troppo spesso in modo solo repressivo: immigrazione incontrollata, tensioni sociali e \u201crivolte del pane\u201d, la crescita dell\u2019integralismo islamico, i rischi del traffico illegale di droga e di armi\u2026 insomma, i pericoli pi\u00f9 che le opportunit\u00e0. La Conferenza inter-governativa euromediterranea, indetta dall\u2019Unione europea per il prossimo novembre 1995 sotto presidenza spagnola, si prefigge \u2013 assai positivamente \u2013 un nuovo partenariato euromediterraneo, ma rischia di limitarsi a puntare al controllo di alcuni di questi fenomeni ritenuti minacciosi, attraverso accordi di cooperazione e di finanziamento, senza osare un disegno pi\u00f9 ambizioso: un partenariato che porti ad una vera e propria Comunit\u00e0 euromediterranea, a fianco ed intrecciata con l\u2019Unione europea.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte forse non si pu\u00f2 chiedere ai governi quanto dai cittadini e dalla societ\u00e0 civile non \u00e8 ancora sufficientemente sentito e condiviso.<\/p>\n<p>E\u2019 questa oggi una sfida ed una possibilit\u00e0 di grande rilievo per i cittadini ed i gruppi europei e mediterranei. Non c\u2019\u00e8 nessun\u2019altra area del mondo in cui in uno spazio cos\u00ec concentrato si trova un\u2019eredit\u00e0 cos\u00ec comune e cos\u00ec diversificata insieme: al crocevia tra i tre continenti (Europa, Asia, Africa) e le tre grandi religioni monoteiste (Ebraismo, Cristianesimo, Islam), in una cornice ambientale e monumentale con caratteristiche fortemente comuni ed oggi gravemente minacciata.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e8 riteniamo che sia tempo di affrontare anche dal basso la costruzione di una nuova fratellanza euromediterranea, e di accompagnare criticamente ed attivamente il processo che si svolge al livello delle istituzioni e dei governi. Una parte del volontariato europeo impegnato per la pace, per la cooperazione, per l\u2019ambiente, per la giustizia tra nord e sud, per uno sviluppo umano e sociale sostenibile, gi\u00e0 opera in questa dimensione. Ma se vogliamo davvero ravvivare e rinnovare il patrimonio comune che lega comunit\u00e0, popoli, cittadini, eco-sistemi, economie e societ\u00e0 mediterranee, ed intrecciarle con quell\u2019altro grande processo di integrazione che oggi faticosamente avviene tra l\u2019Occidente e l\u2019Oriente del continente europeo, bisogner\u00e0 sviluppare una nuova sensibilit\u00e0, e cogliere le molte occasioni di azione ed inter-azione.<\/p>\n<p>Bolzano\/Bozen-Bruxelles\/Brussel, Maggio 1995 \u2013 editoriale per Verdeuropa.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2011\/03\/per-una-alleanza-mediterranea\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una riflessione-proposta aperta del Movimento Nonviolento su ci\u00f2 che sta avvenendo in Tunisia, Egitto, Libia, ci pu\u00f2 aiutare a capire cosa possiamo fare noi per non essere solo spettatori passivi.<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46],"tags":[],"class_list":["post-10706","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-original-languages"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10706","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10706"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10706\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10706"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10706"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10706"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}