{"id":107499,"date":"2018-03-19T12:02:12","date_gmt":"2018-03-19T12:02:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=107499"},"modified":"2018-06-18T09:50:00","modified_gmt":"2018-06-18T08:50:00","slug":"italiano-non-guerra-al-terrorismo-ma-dialogo-per-delle-soluzioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2018\/03\/italiano-non-guerra-al-terrorismo-ma-dialogo-per-delle-soluzioni\/","title":{"rendered":"(Italiano) Non guerra al terrorismo ma dialogo per delle soluzioni"},"content":{"rendered":"<p><em>9 marzo 2018 &#8211; <\/em>Sono seduto a un tavolo da qualche parte in Afghanistan. Al tavolo ci sono tre taliban; pashtun come la gran parte dei taliban. La mia domanda iniziale \u00e8 quella standard: \u201cCome sarebbe l\u2019Afghanistan dove vi piacerebbe vivere?\u201d, con domande successive altrettanto standard: \u201cChe cos\u2019\u00e8 il peggio che vi \u00e8 capitato?\u201d e \u201cC\u2019\u00e8 stato un periodo buono in passato?\u201d<\/p>\n<p>Ed essi parlano, parlano, parlano; sembra che mai nessun occidentale gli abbia rivolto domande su come la pensano. Per loto le risposte erano ovvie, e ci tenevano molto a spiegare quell\u2019ovvio:<\/p>\n<ul>\n<li>Il peggio che gli sia capitato fu la linea Durand (sir Mortimer) nel 1893, il confine di 2.250 km fra l\u2019Afghanistan e l\u2019allora Impero Britannico, oggi Pakistan, che taglia(va) in due le nazioni pashtun e baluci. Oggi i pashtun, 50 milioni, sono la nazione maggiore al mondo senza un proprio stato, sicch\u00e9 la loro assoluta priorit\u00e0 \u00e8 disfare quella linea che li definisce contrabbandieri, \u201cterroristi\u201d che fuggono verso la salvezza \u201csull\u2019altro versante\u201d.<\/li>\n<li>Poi il vezzo occidentale d\u2019invaderli, il Regno Unito tre volte, l\u2019URSS una volta, adesso gli USA e la \u201ccoalizione dei volonterosi\u201d- che prosegue tuttora<\/li>\n<li>E come dovrebbe essere? Afghanistan-Pakistan senza confine.<\/li>\n<\/ul>\n<p>E poi: l\u2019Afghanistan non \u00e8 uno stato unitario occidentale con capitale Kabul, quella \u00e8 un\u2019illusione occidentale. L\u2019Afghanistan \u00e8 una coabitazione di 8 nazioni \u2013 7 delle quali anche nei paesi vicini \u2013 e 25.000 villaggi, molto poveri, molto autonomi. Ed \u00e8 invincibile: non c\u2019\u00e8 un punto centrale dal quale un invasore possa conquistare l\u2019intero paese. Magari una lasca federazione con i villaggi come unit\u00e0 base e una piccola capitale; magari una comunit\u00e0 con i vicini di spirito \u2013 l\u2019islam e la lingua; di cui la priorit\u00e0 economica sia l\u2019aspetto positivo, non punitivo, della shari\u2019a, le necessit\u00e0 essenziali per tutti, tutte le nazioni, ambo i generi.<\/p>\n<p>E l\u00ec abbiamo fatto errori terribili, imparando adesso da fratelli e sorelle pi\u00f9 avanzati di paesi musulmani. Stiamo migliorando. Siamo molto violenti sicch\u00e9 abbiamo bisogno di un qualche peacekeeping da parte dei nostri paesi fratelli e sorelle pi\u00f9 progrediti, Tunisia, Turchia, Indonesia. E poi, Occidente di qualunque tipo, vorreste smettere d\u2019invaderci! Nessuno ci ha difeso, ma ci \u00e8 costato milioni di vite.<\/p>\n<p>S\u00ec c\u2019\u00e8 stato di meglio prima della linea Durand e nei periodi fra le invasioni. Quanto ci serve ora \u00e8 un governo di coalizione, una blanda federazione, una comunit\u00e0 coi vicini, precedenza alle necessit\u00e0 basilari per tutti, peacekeeping da fratelli e sorelle. Ecco l\u2019Afghanistan che vogliamo.<\/p>\n<p>Mi ricordo durante la mia prima visita in Afghanistan nel gennaio 1968, a farmi la mia domanda standard: che cosa mi rammenta questo paese? La risposta era ovviamente la Svizzera; non 8 nazioni ma 4 (solo una svizzera); non 25.000 villaggi, ma 2.300 comunit\u00e0 locali, una federazione con nessuna nazione a gestire il paese da sola, un governo di coalizione permanente, la neutralit\u00e0 dato che prendere posizione a favore dell\u2019uno o l\u2019altro vicino farebbe a pezzi la Svizzera. Un modello svizzero?<\/p>\n<p>Stavo nell\u2019ufficio di David Kucinich prima che siano riusciti ad escludere dal Congress USA i maggiori fautori della pace manipolandone le circoscrizioni elettorali, con 8 suoi colleghi deputati: \u201cIl professor Galtung qui presente \u00e8 di ritorno dall\u2019Afghanistan e da colloqui coi taliban; ne \u00e8 emersa un\u2019eventuale soluzione\u201d.<\/p>\n<p>Quale reazione nel maggior paese \u201cterrorista di stato\u201d al mondo? \u201cMolto interessante. Ma noi siamo rappresentanti eletti del popolo USA, non interessato a delle soluzioni. Ci hanno eletto per quello: V come vittoria, allora gli diremo noi quale sia la soluzione.\u201d<\/p>\n<p>Ho detto che la vittoria avrebbe eluso gli USA data la dedizione loro [della controparte] e la prospettiva temporale illimitata rispetto a quella di una \u201camministrazione\u201d o due; che una ritirata onorevole lasciando un regime che garbi agli USA gli sfuggirebbe pure; perch\u00e9 non contribuire con una costituzione federale e una Comunit\u00e0 CentrAsiatica, diventandogli amici? Risposta: non \u00e8 nostro mandato. Io: allora andate dritti verso qualcosa di peggio che la sconfitta o la ritirata. Loro: Che mai? Io: Diventare irrilevanti. La palla \u00e8 in altri cortili.<\/p>\n<p>Sono al Dipartimento di Stato [USA] a fare la domanda standard: \u201cCom\u2019\u00e8 l\u2019Afghanistan che vi piacerebbe vedere?\u201d\u00a0E la risposta, prevedibile in quanto politica mindiale USA: \u201ccon la democrazia nel senso di elezioni multi-partito eque e libere, e un libero mercato\u201d. E un Afghanistan che non pu\u00f2 attaccarci \u2013 [tipo] 11 settembre (2001).<\/p>\n<ul>\n<li>Io: Ma la democrazia di quello stile presuppone una cultura dell\u2019io, dell\u2019individuo come decisore di s\u00e9 stesso\/a. L\u2019Afghanistan \u00e8 musulmano al 98%, pi\u00f9 cultore del noi, per loro votare recide qualcosa di organico nei vincitori come negli sconfitti, per loro ha pi\u00f9 senso il dialogo per un consenso. Nessuna risposta.<\/li>\n<li>Io: E il libero mercato porta a una maggiore disuguaglianza; non \u00e8 un problema per l\u2019islam, ma lo \u00e8 la miseria degli ultimi, le necessit\u00e0 essenziali non soddisfatte. Come lo trattereste? Risposta: Per sgocciolamento [dai privilegiati]. Io: Sembrerebbe pi\u00f9 forte un pompaggio attivo. Risata: Problema irrisolto.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Io da qualche parte in Asia sud-orientale, con davanti degli Al Qaeda. Io: \u201cCom\u2019\u00e8 il mondo che vi piacerebbe vedere?\u201d<\/p>\n<ul>\n<li>Loro: \u201cUn mondo che rispetti l\u2019islam, non lo calpesti.\u201d<\/li>\n<li>Io: Ma voi non calpestate le donne? E il quarto stadio del jihad \u2013 esercitarvi per la fede \u2013 \u00e8 molto violento.<\/li>\n<li>Loro: La violenza sulle donne non \u00e8 coranica bens\u00ec tradizioni tribali non ancora superate. E il quarto stadio del jihad \u00e8 l\u2019autodifesa, legittima per il diritto internazionale.Contro le crociate, contro il sionismo, adesso anche contro l\u2019invasione dell\u2019Afghanistan\u201d.<\/li>\n<li>Io: Ma c\u2019\u00e8 molto jihadismo dichiarato illegittimamente, o no?<\/li>\n<li>Loro: \u00c8 un problema. Ma la rappresaglia moderata \u00e8 islamica.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Sono a Madrid a una conferenza sul Dialogo delle Civilt\u00e0; davanti a me Hamas con una registrazione di Bush che dice che l\u2019ha scelto Dio per portare la democrazia in Medio Oriente. Bush? Una blasfemia.<\/p>\n<ul>\n<li>Io: C\u2019\u00e8 un Israele che potete riconoscere? Loro: Ovviamente. Io: Come al 4 giugno 1967?<\/li>\n<li>Loro: S\u00ec, con qualche modifica, ve lo diremo a suo tempo quando ci siano veri negoziati.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Sono in una <em>d\u00e9pendance<\/em> del Pentagono con un generale a due stellette, fascinoso e ben informato: gli costa 10 dollari fabbricare un IED, una bomba [improvvisata] \u2013 possono andare avanti per sempre. Il nostro problema: nessun piano B. Gli \u00e8 stato proibito dai superiori di parlare oltre con me.<\/p>\n<p>Una conferenza a un <em>think tank<\/em> a Washington. Una relazione eccellente di un consulente del Dipartimento di Stato sulla storia dei colloqui Israele-Palestina-USA. Domanda del moderatore: \u201cE la soluzione?\u201d \u201cNessuna idea.\u201d Vengo allora invitato a presentare il piano Transcend 1-2-6-20 \u2013 Palestina riconosciuta anche da Israele, con qualche cantone israeliano in Cisgiordania e qualche cantone palestinese nel nord-ovest d\u2019Israele; cooperazione fra i due; entro una comunit\u00e0 a 6 stati d\u2019Israele con suoi 5 vicini arabi; circondata da un\u2019Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Asia Occidentale costiutita pure dai vicini degli immediati vicini e qualche altro dell\u2019area, circa 20. Silenzio. Nessun Piano B alternativo. Intervengono due esperti del Dipartimento di Stato, il cui compito \u00e8 diffondere rispettivamente la democrazia in stile USA e una federazione. Il primo ha colto la risposta sulla cultura dell\u2019Io \/ del Noi e inoltre che ci pu\u00f2 essere bisogno prima di una federazione e quindi di democrazia in ogni sua parte per evitare che le nazioni pi\u00f9 numerose dominino tutte. E, in quanto al secondo: Per una federazione devono anche identificare qualcosa che le leghi assieme, non solo che le divida. Magari vogliono l\u2019indipendenza, glielo si chieda.<\/p>\n<p>Prima conclusione.\u00a0Quel che dicono i \u201cterroristi\u201d non \u00e8 irragionevole; lo \u00e8 invece non sapere che cosa dicano. Non conosco casi dove non ci sia una base per una soluzione ragionevole \u2013 accettta, sostenibile. I \u201cterroristi di stato\u201d a Washington sembrano cos\u00ec dediti alla programmazione ed attuazione militare da aver poco tempo o personale residuo per un qualunque piano di ripiego; o proprio nulla o non frutto di riflessione. \u00c8 notevole l\u2019insensibilit\u00e0 ai fattori culturali e strutturali.<\/p>\n<p>Seconda conclusione.\u00a0Ci\u00f2 deve cambiare a beneficio di tutti i coinvolti. E bastano dialoghi, preferibilmente pubblici, con tutte le parti in causa.<\/p>\n<p>Scenderei adesso in maggiori dettagli riguardo ad Afghanistan-Pakistan-USA. Washington, Fondazione Carnegie, 18 aprile 2012: Signore e signori,grazie in primo luogoalla Fondazione dell\u2019Associazione Musulmana Americana per aver organizzato un forum su questo tema controverso nel cuore di Washington!<\/p>\n<p>Mi avete dato la prospettiva globale su questo pannello, considerando spazio e tempo in quantit\u00e0: piuttosto einsteiniano. Vedendo il mondo dall\u2019alto percepisco cinque mega-tendenze sullo sfondo, a mo\u2019 di contesto del tema: la caduta dell\u2019impero USA; il de sviluppo dell\u2019Occidente; il declino del sistema statuale a nazionalismi dal basso e regionalismi dall\u2019alto; il sorgere del Resto del mondo; e della Cina.<\/p>\n<p>E poi, planando verso terra, si vedono quei tre attori e innumerevoli sub-attori in abbracci mortali, cos\u00ec ben descritti da Ahmed Rashid nel suo <em>Pakistan on the Brink <\/em>[P all\u2019orlo]<em>: The Future of America, Pakistan, and Afghanistan<\/em>. Evidenziamone alcuni aspetti.<\/p>\n<p>Vediamo una ferita , un confine di 1400 miglia che divide i pashtun, oggigiorno 50 milioni, inciso nel 1893 da Durand \u2013 ministro degli esteri inglese dell\u2019 \u201cIndia britannica\u201d \u2013 fra l\u2019Impero, oggi Pakistan, e l\u2019Afghanistan. Quindi, i pashtun che attraversano quella linea non stanno entrando in un \u201crifugio sicuro\u201d ma a casa. Il \u201ctrattato\u201d era in inglese, che l\u2019emiro dell\u2019Afghanistan non capiva. Un altro firmatario fu il Balucistan sovrano, successivamente invaso e incorporato nel Pakistan. Non vi erano compresi i pashtun.<\/p>\n<p>Percepiamo la reificazione USA delle carte geografiche convenzionali degli stati del mondo, come le due citate. S\u00ec, hanno governi, pi\u00f9 o meno del popolo, da parte del e per lil popolo, non solo per l\u20191 %, e hanno pi\u00f9 o meno o anche nessuno stato fallito, presidenti o primi ministri. Ma velano le mappe pi\u00f9 importanti delle nazioni, pi\u00f9 informative oggi, dato il declino degli stati. E le mappe delle civilt\u00e0, di arabi, musulmani, cristiani, ebrei. Non solo i musulmani hanno il dilemma di chi sono io, un cittadino di uno stato laico membro del sistema statuale, o un credente di una fede, dell\u2019<em>ummah <\/em>per i musulmani.<\/p>\n<p>Percepiamo le preoccupazioni del Pakistan: divisioni interne fra le nazioni, e il conflitto con l\u2019India, soprattutto ma non solo, per il Kashmir.<\/p>\n<p>Percepiamo le preoccupazioni dell\u2019Afghanistan: altri che invadono, occupano, conquistano, da Alessandro Magno passando per i Mongoli e le tre invasioni inglesi, una sovietica, e adesso di USA-NATO in una coalizione a guida USA; con svariati pretesti. Come il dissimulare la ricerca di una base militare vicino alla Cina (Bagram), e per il petrolio dal Caspio all\u2019oceano Indiano, col pretesto dell\u201911 settembre di provenienza afghana in generale e da bin Laden in particolare; senza produrre alcuna prova pubblica di una tale asserzione.<\/p>\n<p>Percepiamo la ripetizione interminabile dello stesso errore elementare da parte USA: il nemoco del mio nemico \u00e8 mio amico; che funziona bene per certi temi, ma quell\u2019amico pu\u00f2 ben avere altri punti in agenda. Usare bin Laden per battere i sovietici, ma forse \u00e8 contrario al secolarismo in generale, non solo quello di marca sovietica? Usare il Pakistan per battere gli islamisti sul loro stesso terreno, ma forse in cima ai loro intenti per battere l\u2019India nell\u2019esercitare influenza in Afghanistan, e quindi proteggendo pashtun, taliban, e alloggiando l\u2019arcinemico bin Laden? Cos\u00ec portando a una guerra di fatto, coi servizi segreti del Pakistani, ISI, presi di sorpesa (?) dall\u2019ordine Obama di sua esecuzione extragiudiziaria da parte dei SEAL [teste di cuoio] USA in terra loro.<\/p>\n<p>E sullo sfondo la bomba islamica di Ali Bhutto, in aggiunta alle bombe evangelicali, anglicane, cattolico-secolari, ortodosse, confuciane, giudaiche e hindu, in competizione per l\u2019onnipotenza divina; per le mire d\u2019Israele, per eliminare quella bomba, e bloccare quella in Iran, tutto ci\u00f2 diviene obiettivo degli USA. La coda che agita il cane? In parte, ma ancor pi\u00f9 importante \u00e8 come sono nati i due paesi, rilevando la terra di qualcun altro in nome della propria fede, uccidendo, cacciandone gli abitanti in esilio, o in riserve, Anche la storia ben pi\u00f9 lunga dell\u2019India si pu\u00f2 leggere in termini analoghi. Magari una base per l\u2019alleanza USA-Israele-India nell\u2019area: se uno di noi cade, tocca anche all\u2019altro, per illegittimit\u00e0? Beh, non sono i soli, guardiamo a molta parte della\u2019America Latina.<\/p>\n<p>E per quanto riguarda i rapporti USA-Pakistan? Agende che coincidono solo su alcuni punti e divergono abissalmente su altri li sospingeranno da un conflitto all\u2019altro, come avvenuto per dieci-vent\u2019anni. Ma anche l\u2019Afghanistan, e il Pakistan in generale e l\u2019ISI e l\u2019esercito in particolare, usano gli USA come vacca da mungere \u2013 il Pakistan a suon di 3 miliardi di dollari l\u2019anno o gi\u00f9 di l\u00ec.<\/p>\n<p>Questi sono gli anni della vacche magre, non grasse. Il latte si stampa, in forma di voucher, vecchi arnesi. Comunque, non un rapporto durevole, e tanto meno in un Afghanistan dove devono creare esercito e polizia per il trasferimento del latte. Non \u00e8 strano che i partner pi\u00f9 o meno <em>volonterosi<\/em> e civili USA cooperino per avere dialoghi con i taliban per uscire dal ginepraio, mentre i militari USA dicono \u201cdateci solo altri X anni e li batteremo\u201d. Con droni e teste di cuoio.<\/p>\n<p>USA e NATO si ritireranno e in suolo afghano si seppelliranno parecchie ossa dell\u2019impero USA. E forse anche della NATO. Quella partita non offre soluzione.<\/p>\n<p>Ed eccoci di nuovo alle grandi linee di tendenza dell\u2019inizio: il potere si sta spostando verso il sud e l\u2019est, gli stati stanno cedendo il passo a federazioni e regioni. Il Pakistan probabilmente pu\u00f2 sopravvivere solo come federazione con amplissima autonomia per le parti costituenti. e come parte di una comunit\u00e0 centr-asiatica con gli otto vicini musulmani ivi compreso l\u2019Afghanistan. Quanto pi\u00f9 aperti saranno i confini, tanto pi\u00f9 guarir\u00e0 la ferita Durand, non col Pakistan o l\u2019Afghanistan che cedano territorio all\u2019altro, o con un nuovo Pashtunistan. E quella regione sar\u00e0 pi\u00f9 interessata a buoni rapporti con la Cina \u2013 gi\u00e0 proprietaria di enormi risorse in Afghanistan \u2013 che con gli USA.<\/p>\n<p>E gli USA? Si spera che si ritirino prima che la guerra con il Pakistan diventi pi\u00f9 calda. Verso, anch\u2019essi, il destino dei tempi attuali: magari una regione <em>nord-americana<\/em>. O invece verso una civilt\u00e0 giudaico-cristiana USA-Israele, con tutti i problemi implicatici? Una vera federazione per WASP [bianchi protestanti d\u2019ascendenza anglo-sassone] e nazionalit\u00e0 dominate entro gli USA? Una conferenza col Pakistan per scambiarsi esperienze, confrontando annotazioni sul periodo 2001-2012?<\/p>\n<p>Dove manca l\u2019amore, pu\u00f2 essere meglio la separazione; o anche il divorzio.<\/p>\n<p>* * *<\/p>\n<p>In conclusione qualche parola, forse congettura, sull\u201911 settembre 2001.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo arabo\/wahhabita era probabilmente la giustizia, giustiziando due edifici dello spazio pubblico per presunti peccati contro Alla\u2019h e mancanza di <em>rispetto <\/em>per l\u2019islam. L\u2019obiettivo USA era ed \u00e8 lo status quo, insieme al libero scambio. Oggi \u00e8 tab\u00f9 addirittura parlare di stabilire un ponte fra i due versanti.<\/p>\n<p>E tuttavia le parti chiave, chiamiamole Washington e Al Qaeda, non i 1.400 milioni di cristiani e i 1.300 milioni di musulmani, dovranno cominciare a fare proprio cos\u00ec, mediante dialoghi, segreti e pubblici. Non possono proseguire ad eliminarsi reciprocamente in cerca delle elusive \u201cradici\u201d del Male sull\u2019opposto versante, che li renderebbe vittoriosi. Persone pi\u00f9 sagge su ambo i versanti \u2013 probabilmente non nella cerchia immediata delle due figure di vertice, centro di eccessiva attenzione e molto simili, Obama e Osama \u2013 possono gi\u00e0 aver iniziato a percepire come procedere per accostarsi a un dialogo. \u201cNessun attacco agli USA in cambio del ritiro militare USA dai paesi musulmani che lo richiedano\u201d potrebbe servire da esempio per un possibile accordo. Un altro sarebbe esplorare il concetto di \u201czone esenti da globalizzazione\u201d; come una mancata penetrazione economica USA nell\u2019<em>ummah <\/em>musulmana. Ma l\u2019approccio base sarebbe la mutua esplorazione tesa a identificare gli elementi legittimi in obiettivi quali il \u201clibero scambio\u201d e il \u201crispetto\u201d.<\/p>\n<p>Una violenza culturale \u00e8 di massiccio impedimento a una pace strutturale positiva e nel caso dell\u201911 settembre 2001 addirittura a una pace diretta negativa, cio\u00e8 alla semplice assenza di violenza; nel qual caso la cultura della violenza va aldil\u00e0 del pregiudizio razziale, riportando in campo configurazioni di pensiero pre-moderne, pre-illuministiche puritane e wahhabite come l\u2019Elezione, da parte di Dio per s\u00e9 stessi, da parte di Satana per l\u2019Altro, con visioni di gloria come ricompensa divina e trauma come suo castigo, e della battaglia conclusiva, Armageddon, dove chiunque non sia con noi \u00e8 contro di noi. Magari l\u2019Illuminismo una volta o l\u2019altra penetrer\u00e0 nelle due culture. E un giorno perfino la riconciliazione.<\/p>\n<p>Nel frattempo smettiamola col termine \u201cterrorista\u201d e \u201cterrorista di stato\u201d; per cominciare li si metta fra virgolette, come citazioni. Ovviamente quei termini stanno per qualcos\u2019altro: molto spesso a colpire gente indifesa non in divisa, da terra o dall\u2019aria. Gente in divisa che si colpisce vicendevolmente \u2013 cio\u00e8 guerre inter-statali, stanno diminuendo con lo scemare del sistema statuale, e anche perch\u00e9 le guerre sono troppo rischiose per i combattenti, si preferiscono vittime inermi. Cio\u00e8 l\u2019insorgere dei \u201cterrorismi\u201d.<\/p>\n<p>Comunque, pi\u00f9 basilare che le loro strategie violente di vario tipo \u00e8 qualcosa di pi\u00f9 profondo: conflitti, contraddizioni fra le parti, incompatibilit\u00e0. Si dia un nome alle parti, s\u2019identifichino i loro obiettivi, si esplorino le incompatibilit\u00e0 e le compatibilit\u00e0 dirette rispettivamente al conflitto e alla cooperazione, e si mutino le prime nelle seconde: mediante dialoghi tesi a soluzioni.<\/p>\n<p>____________________________________<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/johan-porto-2017.jpeg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-102601 size-thumbnail\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/johan-porto-2017-150x150.jpeg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><em>Johan Galtung, professore di studi sulla pace, Dr. hc mult, \u00e8 il fondatore della <\/em><em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/\" >Rete TRANSCEND per la Pace, Sviluppo e Ambiente<\/a><\/em><em> e rettore della <\/em><em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tpu\/\" >TRANSCEND Peace University-TPU<\/a><\/em><em>. Prof. Galtung ha pubblicato 1.670 articoli e capitoli di libri, pi\u00f9 di 500 editoriali per <a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/\" >TRANSCEND Media Service-TMS<\/a>, e 167 libri su temi della pace e correlate, di cui 41 sono stati tradotti in 35 lingue, per un totale di 135 traduzioni di libri, tra cui <a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tup\/index.php?book=1\" >50 Years-100 Peace and Conflict Perspectives<\/a><\/em><em>, &#8216;pubblicati dalla <a href=\"http:\/\/www.transcend.org\/tup\/\" >TRANSCEND University Press-TUP<\/a><\/em><em>.<\/em><\/p>\n<p><em>Titolo originale: <\/em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2018\/02\/not-war-on-terrorism-but-dialogue-for-solutions\/\" >Not War on Terrorism but Dialogue for Solutions<\/a> \u2013 <em>TRANSCEND Media Service<\/em><\/p>\n<p><em>Traduzione di Miki Lanza per il Centro Studi Sereno Regis<\/em><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2018\/03\/09\/non-guerra-al-terrorismo-ma-dialogo-per-delle-soluzioni-johan-galtung\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>9 marzo 2018 &#8211; Sono seduto a un tavolo da qualche parte in Afghanistan. Al tavolo ci sono tre taliban; pashtun come la gran parte dei taliban. La mia domanda iniziale \u00e8 quella standard: \u201cCome sarebbe l\u2019Afghanistan dove vi piacerebbe vivere?\u201d, con domande successive altrettanto standard: \u201cChe cos\u2019\u00e8 il peggio che vi \u00e8 capitato?\u201d e \u201cC\u2019\u00e8 stato un periodo buono in passato?\u201d<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":102601,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46],"tags":[513,504,634,119,380,70,283],"class_list":["post-107499","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-original-languages","tag-dialogue","tag-international-relations","tag-islam","tag-peace","tag-solutions","tag-usa","tag-victory"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/107499","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=107499"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/107499\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media\/102601"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=107499"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=107499"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=107499"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}