{"id":11001,"date":"2011-03-28T00:00:19","date_gmt":"2011-03-27T22:00:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=11001"},"modified":"2011-03-22T01:54:41","modified_gmt":"2011-03-22T00:54:41","slug":"italian-le-rivoluzioni-nonviolente-arabe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2011\/03\/italian-le-rivoluzioni-nonviolente-arabe\/","title":{"rendered":"(Italian) Le Rivoluzioni Nonviolente Arabe"},"content":{"rendered":"<p>Per meglio comprenderle, partiamo dalle rivoluzioni nonviolente che pi\u00f9 hanno (cambiato e) impressionato il mondo, quelle del 1989.<\/p>\n<p>Esse sono scoppiate all\u2019improvviso (bench\u00e9 precedute da quasi dieci anni di lotta nonviolenta di Solidarnosc davanti ad un sistema di potere ritenuto da quasi tutti inamovibile). Nel 1989 dal maggio in Cina al novembre in Germania est sono intercorsi sei soli mesi durante i quali \u00e8 cambiato il mondo politico internazionale solidificato in una contrapposzione irriducibile durata quarant\u2019anni. Nel mondo la sorpresa \u00e8 stata colossale.<\/p>\n<p>Il modello di sviluppo verde che si era manifestato alla grande con la lotta nonviolenta per la liberazione coloniale dell\u2019India (e che si era riproposto in una serie di rivoluzioni, nonviolente nel mondo, lasciate da parte dai sapientoni politici come fenomeni laterali alla politica mondiale: Cecoslovacchia 1968, Iran 1979, Filippine 1986) di fatto nel 1989 \u00e8 entrato nella storia come attore politico paritario ai due attori che si erano spartiti il mondo e che si contrapponevano con la pazzia di una ecatombe nucleare.<\/p>\n<p>Ma se c\u2019era qualcuno a cui questa nuova comparsa non stava bene questi doveva avere il tempo di intervenire. Cosicch\u00e9, mentre i piccoli Paesi baltici, irraggiungibili dall\u2019esterno, venivano lasciati lottare nonviolentemente fino alla completa liberazione (1992), gia nel 1990 \u00e8 stata creata la situazione che poteva ribaltare la tendenza del nuovo modello di sviluppo di diventare il protagonista della successiva storia mondiale. Inopinatamente il Vaticano e la Germania si sono precipitati a riconoscere la Slovenia, prima che la UE potesse prendere una sua decisione (Papa Woytila ha riconosciuto l\u2019errore in una lettera al segr. ONU, riportata dai giornali).<\/p>\n<p>Allora quel luogo di incrocio di razze, etnie, lingue, religioni che \u00e8 la Jugoslavia, che pure sapeva ben lottare nonviolentemente (il Kosovo aveva iniziato per primo a chiedere l\u2019indipendenza con mezzi pacifici e con un suo autorevole leader nonviolento), ha iniziato una lotta armata di liberazione che \u00e8 stata la pi\u00f9 atroce e pazza del secolo.<\/p>\n<p>La politica dell\u2019ultima superpotenza rimasta, gli USA, col passare del tempo \u00e8 apparsa sempre pi\u00f9 chiara: per non contrastare le speranze mondiali, ha prima accettato che l\u2019ONU, ben fiaccato dal voluto ritardo degli ingenti pagamenti USA, cercasse di tamponare la guerra; ma imponendogli di farlo con neanche un terzo della forza che il segr. ONU chiedeva (36.000 uomini). Arrivati al prevedibilissimo \u201cfallimento dell\u2019ONU\u201d, i bombardamenti quasi indiscriminati dall\u2019alto (l\u2019unica strategia che gli USA si possono permettere senza utilizzare massicciamente <em>contractors<\/em>, cio\u00e8 mercenari <em>tout court<\/em>) hanno imposto la separazione a coltello della popolazione racchiusa entro confini autoritari. Il Kosovo, che con la sua lotta nonviolenta era rimasto in sospeso perch\u00e9 ovviamente non permetteva bombardamenti, fu \u201cmaturato\u201d con la nascita improvvisa dell\u2019UCK, il suo riconoscimento come interlocutore invece di Rugova ai colloqui di Rambouillet, e con la imposizione della guerra alla Serbia. Di nuovo bombardamenti e di nuovo una soluzione tagliata col coltello, da superpotenza su popoli coloniali (la costituzione della enorme base di Bronstedt ne \u00e8 il segno evidente).<\/p>\n<p>Cosicch\u00e9 la logica delle armi, che era stata gi\u00e0 ribadita nel lontano medio Oriente con la prima guerra dell\u2019Irak (ma che non and\u00f2 molto bene per la sopravvivenza fisica e politica di Saddam Hussein), \u00e8 stata stabilita nel centro dell\u2019Europa, bloccando ogni aspirazione del modello di sviluppo alternativo di farsi largo nella popolazione. La morale \u00e8 stata: il progresso delle armi ci vuole e in particolare ci vuole una superpotenza a regolare dall\u2019alto il mondo; cio\u00e8 ci vuole il modello di sviluppo (MDS) blu.<\/p>\n<p>La storia seguente la sappiamo. Nel luglio 2001 il G8 di Genova, che doveva celebrare il regno della superpotenza, si \u00e8 trasformato in uno scontro senza pari con la popolazione il quale ha lasciato una lacerazione politica profonda in Europa. Quello scontro era stato troppo forte; era difficile trovare una via di accomodamento. Pochi mesi dopo, l\u2019attacco dell11 settembre ha permesso di proporre lo scontro, ma non con le proprie popolazioni, piuttosto deviandolo sull\u2019altro MDS emergente, quello che la decennale guerra Irak-Iran, fomentata ed alimentata (anche con i gas venefici) dai Paesi del MDS blu dell\u2019Occidente, non era riuscito a bloccare e che per di pi\u00f9 si stava rafforzando economicamente (petrodollari), finanziariamente (v. famiglia di Bin laden cointeressata negli affari finanziari di Bush) e politicamente (Lega Araba).<\/p>\n<p>Allora da unica superpotenza, gli USA, massima espressione del MDS blu, si \u00e8 data l\u2019autorit\u00e0 di decidere che cosa era successo (Bush che all\u2019asilo ha aspettato mezz\u2019ora per muoversi, gi\u00e0 lo sapeva?), ridefinire \u201cterroristi\u201d gli oppositori ed identificarli con gli estremisti arabi del MDS che pi\u00f9 temeva militarmente (con il modello di sviluppo verde i conti si fanno nella economia e nelle piazze). La vendetta della \u201cguerra al terrorismo\u201d \u00e8 diventata la nuova dottrina del MDS blu, dagli USA ad Israele.<\/p>\n<p>Quest\u2019ultimo (che aveva temuto cos\u00ec tanto l\u2019ispirazione nonviolenta della prima Intifada che l\u2019ha contrastata sul nascere inviando il Mossad ad uccidere in Tunisia il suo leader, il vice di Arafat) ora si \u00e8 sentito promosso ad epicentro della lotta politica mondiale, perch\u00e9 pi\u00f9 di tutti aveva i \u201cterroristi\u201d in casa (kamikaze). Ne ha tratto tanto vantaggio da riuscire ad annullare la lotta (dell\u2019Intifada prima e seconda) dei suoi avversari politici, riducendoli ad estremisti senza diritto di dialogo; anzi, \u00e8 arrivato a costruire un vergognoso muro nazionale e a compiere l\u2019Operazione Piombo fuso (1400 morti civili) senza subire sanzioni internazionali.<\/p>\n<p>Intanto la sinistra, cio\u00e8 il MDS rosso, che nel 1989 si \u00e8 vista sfuggire la storia, cio\u00e8 la sua forza ideologica, invece di rinnovare la sua ideologia si ingegnava a fare le bucce alle rivoluzioni nonviolente, trovandole strumentalizzate dalla CIA (quelle arancioni), come se nel passato il MDS rosso non l\u2019avesse sempre fatto (vedi nella sequenza storica storia della rivoluzione russa il ruolo dei populisti e dei tolstoiani). Ma la verit\u00e0 era lampante: su 323 rivoluzioni del secolo XX le nonviolente erano state un centinaio ed essere erano state vittoriose al 53%, mentre quelle violente al 26%. E nel periodo 1975-2002 delle 47 rivoluzioni vittoriose, le 18 condotte da forze nonviolente e coese 17 avevano vinto e una sola aveva avuto una vittoria parziale.<\/p>\n<p>La rivoluzione (nonviolenta) aveva girato il mondo, restava solo il mondo arabo a riservare un\u2019altra sorpresa politica colossale al sistema di potere del MDS blu. Quel mondo arabo che era sempre apparso inconsistente (cos\u00ec come ai colonialisti Inglesi quello indiano appariva fatalista, senza coraggio e senza spina dorsale) \u00e8 scoppiato con una determinazione e semplicit\u00e0 di strategia che ha spiazzato prima il dittatore della Tunisia e poi quello dell\u2019Egitto (pur finanziato con 1,3 miliardi di dollari l\u2019anno dagli USA; Israele 3 miliardi); e dietro loro i centri di potere mondiali.<\/p>\n<p>Baracik Obama forse si \u00e8 ricordato per un momento di essere Premio Nobel per la Pace: ha contribuito alla rimozione dei dittatori ed ha pronunciato discorsi solenni. Tutto bene, dunque?<\/p>\n<p>No, Netanahiu l\u2019ha detto subito. I rapporti di Israele con i Paesi arabi (primo l\u2019Egitto che ha una potenza militare confrontabile) e poi con la popolazione araba interna (quella ridotta a vivere in una prigione a cielo aperto) avrebbero avuto un rilancio politico enorme, tale da destabilizzare la stessa esistenza di Israele. Siccome la soluzione militare (uso delle 400 armi nucleari israeliane) gi\u00e0 non andava bene con l\u2019Iran agli USA (che lo hanno trattenuto per anni da questo atto di forza per non compromettere l\u2019autorit\u00e0 morale del MDS blu nel mondo), llora ha fatto da solo: ha offerto 5 miliardi $ a Gheddafi (Notizia dell\u2019autorevole giornale israeliano <em>Maarev <\/em>e ripresa da vari organi di stampa, anche <em>Il Tirreno<\/em>) a sostegno della sua guerra per restare al potere; per Israele \u00e8 l\u2019unica guida laica possibile e per di pi\u00f9 (negli ultimi anni) si \u00e8 compromessa col sistema di potere occidentale in modo da non creare problemi ad Isarele.<\/p>\n<p>Forse all\u2019inizio della rivoluzione nonviolenta libica gli Usa avevano fatto conto su una transizione guidata dalle trib\u00f9 rivali a Gheddafi e le hanno sostenute in modi non appariscenti. Per Israele questa soluzione (molto oscura nella leadership e nella ideologia) non era una garanzia abbastanza sicura per la sua sopravvivenza; ed ha deciso la sua soluzione, che d\u2019altra parte, in termini di lotta militare, appariva pi\u00f9 promettente della vittoria finale.<\/p>\n<p>I tempi degli eventi trascorsi sembrano chiaramente sostenere questa linea di interpretazione: l\u2019UE per prima cosa ha preso una decina di giorni di tempo per riunirsi e cos\u00ec non prendere una\u00a0 decisione prima che Gheddafi sperabilmente terminasse; poi il 12 ha lasciato passare altro tempo rimettendo tutto all\u2019ONU, che a sua volta ha preso altro tempo. Tutti sembravano rispettare la mossa a sorpresa da Israele aspettando la sua vittoria finale attraverso Gheddafi. Allora Gheddafi si \u00e8 sentito autorizzato (almeno da una parte del MDS blu) a schiacciare l\u2019opposizione interna nel sangue e ha dichiarato (al mondo \u00ec, ma anche a chi l\u2019aveva finanziato) che in poco tempo sraebbe tutto finito.<\/p>\n<p>Ma nella misura in cui USA e gli altri Paes i del MDS blu si sono anche irritati della mossa fuori dal coro di Israele, pur concedendogli i debiti tempi perch\u00e9 arrivasse alla sua soluzione, con il passare dei giorni, a motivo che essa non \u00e8 stata risolutiva nei tempi previsti, hanno fatto decidere l\u2019ONU (coartando la Lega Araba, che infatti subito dopo si \u00e8 pentita) per approfittare alla grande dell\u2019occasione per ottenere quell\u2019obiettivo politico che hanno aspettato da tanto tempo: <em>la ingerenza umanitaria estesa a qualsiasi violazione dei diritti umani, senza limitazione dei mezzi e senza definizione del tipo di intervento <\/em>(\u00e8 gi\u00e0 pronta la \u201clega delle democrazie del mondo, pi\u00f9 ampia della NATO, da imporre all\u2019ONU come suo braccio esecutivo; per cos\u00ec, coprendosi con l\u2019ONU, imporre il MDS blu al mondo). Con ci\u00f2 l\u2019ONU ha autorizzato una armata Brancaleone (non la NATO, si noti! Altrimenti Russia e Cina probabilmente avrebbero votato contro) a combattere Gheddafi senza chiedere nessuna garanzia politica e militare. D\u2019altra parte gli USA non impiegheranno truppe se non hanno il comando generale di cui per ora non si \u00e8 deciso chi l\u2019avr\u00e0. Mai vista una guerra cos\u00ec alla <em>sans fa\u00e7on<\/em>, arrogantemente facendo conto solo sulla superpotenza tecnologica.<\/p>\n<p>Ma (questo punto non lo spiega nessuno) Sarkozy si \u00e8 manifestamente ribellato, annunciando raids unilaterali prima delle decisioni e comunque facendoli mentre cenava assieme agli altri capi di Stato convocati per\u2026 decidere assieme! Una ragione in effetti ci pu\u00f2 essere. Nel Mediterraneo la superpotenza nucleare \u00e8 la Francia da 50 anni e passa. Ma da alcuni anni la Germania ha regalato tre sommergibili ad Israele che sono stati subito muniti di missili Cruise (caricabili anche con bombe nucleari). Dei sommergibili con base sulla costa libica, cio\u00e8 ad un tiro di Cruise)\u00a0 non \u00e8 piacevole per la Francia; ne andava tutta la supremazia indiscussa della Francia. Da qui il contrasto scandaloso con la politica degli altri Paesi del MDS blu e il silenzio di Israele nel vedersi osteggiata nl mentre si faceva una posizione al sole d\u2018Africa.<\/p>\n<p>Oggi poi l\u2019Italia, che non sa bene da parte buttarsi (Gheddafi che ci sa petrolio e gas, USA di cui siamo i pi\u00f9 fedeli alleati? Israele che incute un grosso timore, specie se si piazza a Tripoli con i missili? L\u2019ONU da raccattare col cucchiaino?) si \u00e8 litigata platealmente (quando mai una guerra di coalizione si \u00e8 fatta in questo modo?) chiedendo che entri in gioco la NATO (il che significa che l consultazioni con i 28 Paesi prenderanno una settimana, financo un mese). Probabilmente ha scelto di sostituirsi ad Obama per richiamare la Francia ad un minimo di ordine.<\/p>\n<p>Insomma un pasticcio internazionale. In cui il pi\u00f9 forte, gli USA fa mosse politicamente gravi (anche per lui) al fine di recuperare l\u2019iniziativa politica mondiale e gestire ancora dall\u2019alto di Washington i destini dei popoli del mondo, nel bene e nel male. Intanto l\u2019azione scomposta di Sarkozy mostra come anche le sotto-superpotenze del MDS blu scalpitino per riafferrare un loro ruolo, anche al costo di contrastare apertamente Israele. Il pasticcio internazionale non \u00e8 proprio basato su una bugia colossale, come la guerra Irak II (armi di distruzione di massa di Saddam Hussein), ma certo su voltafaccia improvvisi (amici di Gheddafi fino a due mesi fa, ora nemici acerrimi), prima i diritti umani della popolazione libica, poi difesa strapotente dei ribelli armati, prima <em>no fly zone <\/em>(l\u2019azione giusto prima di una guerra dichiarata) e poi bombardamenti su tutti gli obiettivi militari (anche carri armati in marcia), specie se attorno ai pozzi petroliferi. Alla fin fine, anche morti civili e soprattutto fino a 6000 morti per l\u2019uranio impoverito usato (vedi relazione del 20\/3\/2011 di Massimo Zucchetti, prof. di fascia A di Impianti nucleari al Politecnico di Torino e radioprotezionista).<\/p>\n<p>Questa ricostruzione (ovviamente compiuta senza spulciare gli archivi militari e i dispacci segreti della diplomazia) pu\u00f2 sollevare obiezioni. Ma una cosa \u00e8 evidente e stride con ogni altra interpretazione: \u00e8 stata saltata la ovvia decisione politica che si prende in questi casi e che in Sud Africa ha portato la politica internazionale a buon porto: <em>le sanzioni economiche<\/em>. Il Consiglio di Sicurezza dell\u2019ONU ha fatto carte false per passare subito (quando mai era successo?) all\u2019azione bellica. D\u2019altronde c\u2019\u00e8 troppo appetito per la enorme riserva di petrolio e di gas naturale della Libia, per rifiutare di perdere l\u2018occasione. Oggi i capi degli Stati occidentali danno uno spettacolo penoso di forza senza diplomazia, senza intelligenza e senza neanche la facile cooperazione (militare) tra i pi\u00f9 forti. Fanno come quelli del nucleare, perch\u00e9 hanno la stessa arroganza: si rovinano con le loro mani (purtroppo causando danni tremendi alle popolazioni).<\/p>\n<p>Il giorno dopo l\u201911 settembre 2001 Papa Woytila grid\u00f2 giustamente: \u201cNon vendetta, ma giustizia\u201d.<\/p>\n<p>Sono undici anni che la vendetta continua, da bravi texani che hanno scambiato il mondo per un glorioso teatro da far-west contro i \u201cpellirosse\u201d.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 quel 20% che sfrutta l\u201980% dei beni naturali nel mondo non vuole vedere in pericolo la sua situazione di privilegio (dichiarato in tutti i Nuovi Modelli di Difesa NATO: \u201cmantenere il livello di benessere della popolazione\u201d). Il petrolio sta per finire, si tratta di vedere quale Paese nel gioco del fiammifero rester\u00e0 per primo senza automobili. E\u2019 dal 1991 che abbiamo le guerre per continuare a godere delle automobili, costi quel che costi (come in Italia ci ha insegnato Marchionne).<\/p>\n<p>\u201cDove sono i pacifisti?\u201d Quando ho sentito risuonare questa domanda credevo che a pronunciarla fosse qualche repsonabile politico che dopo vent\u2019anni si fosse rinsavito e che, avendo ormai capito qual \u00e8 stata la vera storia del 1989, andasse cercando i gruppi che prima del 1989 (e anche dopo) hanno sostenuto la soluzione politica che aveva previsto la data di quelle rivoluzioni (Galtung nel 1980, basandosi su cinque fattori sociali strutturali) e poi ha vinto. E\u2019 tempo che vengano dati i crediti della pace: finanziamenti comparabili con i 1.500 miliardi di $ che si spendono ogni anno per le armi, rappresentativit\u00e0 decisionale a tutti i livelli politici (dal quartiere all\u2019ONU), equiparazione della loro strategia a quella dei militari (cos\u00ec come ha avuto il coraggio di fare la Corte Costituzionale italiana), attuazione statale delle tante proposte di intervento non armato e nonviolento\u2026<\/p>\n<p>Ma poi ho capito che era un falso allarme.<\/p>\n<p>Quelli che pongono quella domanda non si sono resi conto che il potere della nonviolenza ce l\u2019ha insegnato un indiano, non un europeo. Oggi i pacifisti sono proprio quegli arabi che hanno fatto le rivoluzioni nonviolente in Tunisia, a Piazza Tahrir ecc. e che tuttora lottano nonviolentemente contro le altre dittature petrolifere imposte dall\u2019Occidente. Non \u00e8 bastato a quelli che pongono quella domanda il fatto che il mondo nel giro di un secolo \u00e8 stato trasformato completamente. Forse per accorgersene aspettano proprio l\u2019ultima tappa, quella che riguarder\u00e0 quella zona che finora \u00e8 rimasta senza quelle rivoluzioni: proprio l\u2019Occidente del MDS blu. Ma, si rrassicurino, i loro capi di Stato fanno moltissimo per arrivarci rapidamente.<\/p>\n<p>____________________<\/p>\n<p><em>Prof. Antonino Drago<\/em> <em>\u00e8 membro della rete TRANSCEND per la Pace, Sviluppo e Ambiente.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per meglio comprenderle, partiamo dalle rivoluzioni nonviolente che pi\u00f9 hanno (cambiato e) impressionato il mondo, quelle del 1989.<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46],"tags":[],"class_list":["post-11001","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-original-languages"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11001","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11001"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11001\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11001"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11001"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11001"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}