{"id":11414,"date":"2011-04-11T12:00:36","date_gmt":"2011-04-11T11:00:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=11414"},"modified":"2011-04-06T18:32:09","modified_gmt":"2011-04-06T17:32:09","slug":"italian-quando-gheddafi-piaceva-tanto-ai-generali-usa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2011\/04\/italian-quando-gheddafi-piaceva-tanto-ai-generali-usa\/","title":{"rendered":"(Italian) Quando Gheddafi Piaceva Tanto ai Generali USA"},"content":{"rendered":"<p>Cane furioso, pazzo, sanguinario, assassino. A Washington descrivono cos\u00ec il colonnello Gheddafi, ma alla vigilia della guerra contro la Libia erano tanti gli ufficiali delle forze armate USA a tessere le lodi del leader africano. Era stato persino creato un canale diretto con la famiglia del rais, tanto che il 7 febbraio 2011 &#8211; una settimana prima che scoppiasse la rivolta nel paese &#8211; il pi\u00f9 giovane rampollo di casa Gheddafi, Khamis, veniva ospitato dalla Air Force Academy del Colorado, l\u2019esclusivo centro di formazione dell\u2019aeronautica militare statunitense.<\/p>\n<p>\u201cLa visita, autorizzata dal Dipartimento di Stato, \u00e8 stata organizzata da AECOM, societ\u00e0 operante nel settore delle infrastrutture con grossi interessi in Libia\u201d, rivela l\u2019agenzia Associated Press. \u201cNel corso della sua visita, Khamis Gheddafi \u00e8 stato ricevuto dal decano dell\u2019accademia, generale Dana Born, e dal vice-intendente, colonnello Tamra Rank. Era pure prevista una tappa presso l\u2019accademia militare di West Point (New York), ma il portavoce Francis J. DiMaro Jr. ha negato che essa abbia avuto luogo\u201d.<\/p>\n<p>Rientrato in Libia, il figlio ventisettenne del rais si sarebbe distinto alla guida di una delle brigate inviate a Zawiyah, cittadina a quaranta chilometri da Tripoli, per sedare la rivolta delle forze ribelli. Per le agenzie di stampa occidentali il blitz di sarebbe concluso nel sangue con decine e decine di morti.<\/p>\n<p>Prima del tour di Khamis Gheddafi nelle scuole di guerra USA, erano stati i leader delle forze armate a stelle e strisce a recarsi in Libia ad omaggiare i capi del governo. Nel maggio 2010, ad esempio, il general maggiore William B. Garrett III, comandante al tempo di US Army Africa (la forza di terra per le operazioni nel continente nero ospitata a Vicenza), aveva raggiunto Tripoli per avviare una partnership duratura con l\u2019esercito libico. \u201cI tempi sono cambiati e devono cambiare le nostre relazioni\u201d, dichiarava per l\u2019occasione il generale che oggi guida l\u2019intervento USA in Iraq. \u201cLa buona volont\u00e0 della Libia ad aprire il dialogo con l\u2019esercito statunitense \u00e8 importante per far crescere la cooperazione regionale. Le discussioni a Tripoli di US Army Africa segnano un passo in vista di un lavoro con i militari libici. Oggi abbiamo una migliore conoscenza degli obiettivi da raggiungere e potremo lavorare insieme in vista della sicurezza, della stabilit\u00e0 e della pace in nord Africa\u2026\u201d. Meta-chiave della visita del generale Garrett, il quartier generale di North African Regional Capability (NARC), il comando della brigata per l\u2019Africa settentrionale facente parte dell\u2019African Standby Force, la forza di pronto intervento e stabilizzazione dell\u2019Unione africana. Al capo delle unit\u00e0 meccanizzate dell\u2019esercito libico, generale Ahmid Auwn, direttore esecutivo NARC, William B. Garrett prometteva l\u2019impegno di US Army Africa a trasformare la brigata nordafricana \u201cin una forza in grado di interagire con le altre forze di stabilizzazione regionale per operazioni a sostegno della pace\u201d.<\/p>\n<p>Il tour del generale USA si concludeva presso la sede del comitato nazionale per la cooperazione tecnica e l\u2019alta scuola di formazione ufficiali libica, dove \u2013 come riporta la nota emessa dal comando USA di Vicenza \u2013 \u201cci si \u00e8 soffermati sull\u2019importanza della standardizzazione delle attrezzature e degli armamenti e sull\u2019addestramento dei futuri leader militari\u201d. \u201cLa visita di Garrett \u2013 prosegue la nota \u2013 segue l\u2019incontro del comitato per la cooperazione militare che si \u00e8 tenuto a Tripoli a fine febbraio, nel quale i delegati delle forze armate di Libia e Stati Uniti d\u2019America hanno discusso temi d\u2019interesse comune e programmato i prossimi eventi, tra i quali la visita di ufficiali libici alle scuole dell\u2019esercito USA per partecipare a incontri sulla sicurezza delle frontiere e condurre attivit\u00e0 congiunte nel settore medico ed elicotteristico\u201d.<\/p>\n<p>Un primo riavvicinamento tra Washington e Tripoli dopo decenni di forti ostilit\u00e0 era avvenuto nel gennaio 2006 quando tre societ\u00e0 statunitensi, la ConocoPhillips e la Marathon Oil Corp. di Houston e la Amerada Hess Corp. di New York, avevano ottenuto dalla compagnia petrolifera statale libica l\u2019autorizzazione a riprendere la ricerca e la produzione di idrocarburi nella regione di Waha, in cambio del versamento di 1,83 miliardi di dollari. Dopo l\u2019affare fu riattivato il canale politico-diplomatico e nel settembre del 2008, l\u2019allora segretaria di Stato, Consolezza Rice, si recava a Tripoli per la prima visita ufficiale USA in Libia dopo quella del 1953 di John Foster Dulles. \u201cQuesto viaggio segna un nuovo capitolo nella storia delle relazioni tra le due nazioni\u201d, spiegava il vice segretario per gli affari in Medio oriente, David Welch. \u201cLa normalizzazione consentir\u00e0 l\u2019espansione della cooperazione bilaterale in numerose aree, come l\u2019istruzione, la cultura, il commercio, la scienza e la tecnologia, la sicurezza e i diritti umani\u201d. Poi le parole di sincero apprezzamento per l\u2019onnipotente leader della repubblica della Giamahiria. \u201cIo ho incontrate diverse volte il colonnello Gheddafi\u201d dichiarava Welch. \u201c\u00c8 un uomo di grande personalit\u00e0 ed esperienza. \u00c8 importante riconoscere che Gheddafi ha assunto alcune decisioni che hanno realmente cambiato lo stato delle cose. La Libia ha iniziato a riconoscere l\u2019isolamento impostole per il suo coinvolgimento in passato in atti di terrorismo. Ha deciso inoltre di rinunciare alle armi di distruzione di massa e ai mezzi per produrle. Ci\u00f2 \u00e8 stato verificato dagli Stati Uniti e da altri paesi\u201d.<\/p>\n<p>Tre mesi dopo la storica visita a Tripoli di Condolezza Rice, USA e Libia firmavano un memorandum of understanding per l\u2019avvio di programmi di addestramento congiunto e sviluppo dei sistemi d\u2019arma. Nel marzo 2009, ufficiali della marina militare libica venivano ospitati a bordo della portaerei a propulsione nucleare USS Eisenhower in navigazione nelle acque del Mediterraneo per assistere ai decolli e agli atterraggio dei velivoli imbarcati. Il mese successivo, era un team dell\u2019US Air Force ad essere invitato ad un meeting operativo nello scalo che ospitava gli aerei da trasporto C-130 delle forze armate libiche. Nel maggio 2009, la motovedetta Boutweel della US Coast Guard approdava nel porto di Tobruq: si trattava della prima visita in Libia di un\u2019unit\u00e0 militare statunitense dopo quarant\u2019anni. Sotto il comando delle forze navali USA in Europa e Africa (Napoli), l\u2019imbarcazione era impegnata in attivit\u00e0 di pattugliamento, interdizione e lotta alla pirateria nelle acque del Corno d\u2019Africa e del Golfo Persico. Durante la sosta a Tobruq, sulla Boutweel venivano ospitati ufficiali libici per dei breafing sulla ricerca e i salvataggi marittimi, il controllo dei sistemi di sicurezza navali e l\u2019uso dei mezzi d\u2019identificazione automatica.<\/p>\n<p>Da annoverare infine le cordiali relazioni dei militari libici con US Africom, il comando per le operazioni nel continente africano istituito dal Pentagono. Nel settembre 2009, una delegazione ad alto livello composta dai colonnelli Mustafa Washahi, Mohamed Abdelgane e Mohamed Algale veniva ricevuta nel quartier generale di Stoccarda (Germania) dal comandante in capo di Africom, generale William E. Ward, dal viceammiraglio Robert T. Moeller, responsabile per le operazioni militari, e dall\u2019ambasciatore Tonu Holmes, coordinatore delle attivit\u00e0 civili-militari. Gli ufficiali libici venivano pure invitati nella base aerea di Ramstein, sede del comando delle forze aree USA in Europa ed Africa, negli studi dell\u2019emittente radiotelevisiva delle forze armate AFN-Europe di Mannheim e nella redazione del quotidiano Stars and Stripes di Kaiserslautern.<\/p>\n<p>Il generale William E. Ward avrebbe ricambiato il viaggio di cortesia recandosi in due occasioni a Tripoli. \u201cHo avuto un incontro cordiale ed amichevole con il colonnello Gheddafi con cui ho parlato del Comando USA per l\u2019Africa\u201d, racconter\u00e0 Ward ai cronisti di Al Musallh, l\u2019organo ufficiale delle forze armate libiche. \u201cSono molto contento di aver avuto il modo di trascorrere del tempo con lui per parlare di cose importanti. Abbiamo discusso su questioni relative alla sicurezza in Africa e su come possiamo lavorare insieme per raggiungere i comuni obiettivi della pace e della stabilit\u00e0. Noi possiamo sostenere questi sforzi in settori come l\u2019addestramento militare e la fornitura limitata di equipaggiamento per far crescere le capacit\u00e0 operative libiche\u201d.<\/p>\n<p>Per il generale Ward, Tripoli potrebbe giocare un ruolo fondamentale nello sviluppo delle brigate d\u2019intervento dell\u2019Unione africana, a cui il Dipartimento di Stato e della Difesa hanno destinato un apposito programma di assistenza, affidandone la gestione ad US Africom. \u201cPenso che il Colonnello sia stato felice di ascoltarmi e che alla fine della conversazione abbia apprezzato le informazioni che gli ho fornito sugli obiettivi e le aspirazioni del nostro comando\u201d, ricordava Ward su Al Musallh. Ancora uno stregone corteggiato dall\u2019Impero.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cane furioso, pazzo, sanguinario, assassino. 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