{"id":116384,"date":"2018-08-13T12:01:58","date_gmt":"2018-08-13T11:01:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=116384"},"modified":"2018-08-12T14:24:07","modified_gmt":"2018-08-12T13:24:07","slug":"italiano-le-tre-verita-di-hiroshima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2018\/08\/italiano-le-tre-verita-di-hiroshima\/","title":{"rendered":"(Italiano) Le tre verit\u00e0 di Hiroshima"},"content":{"rendered":"<blockquote><p><em>Testo che Enrico Peyretti ha letto in sintesi nella manifestazione in Piazza Carignano, Torino, la sera del 5 agosto 2018, nell&#8217;anniversario del crimine di Hiroshima.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Scriveva Ernesto Balducci (in <em>La pace, realismo di un&#8217;utopia<\/em>, Ed. Principato, 1985, pp. 4-5):<\/p>\n<p><strong>La prima verita&#8217;<\/strong> contenuta nel messaggio di Hiroshima e&#8217; che il <em>genere umano ha un destino unico di vita o di morte<\/em>. Sul momento fu una verita&#8217; intuitiva, di natura etica, ma poi, crollata l&#8217;immagine eurocentrica della storia, essa si e&#8217; dispiegata in evidenze di tipo induttivo la cui esposizione piu&#8217; recente e piu&#8217; organica e&#8217; quella del Rapporto Brandt (<em>Rapporto sullo sviluppo globale<\/em>, edito nel 1980 sotto il titolo <em>Nord\/Sud<\/em><em>).<\/em> L&#8217;unita&#8217; del genere umano e&#8217; ormai una verita&#8217; economica. Le interdipendenze che stringono il Nord e il Sud del pianeta, attentamente esaminate, svelano che non e&#8217; il Sud a dipendere dal Nord ma e&#8217; il Nord che dipende dal Sud. Innanzitutto per il fatto che la sua economia dello spreco e&#8217; resa possibile dalla metodica rapina a cui il Sud e&#8217; sottoposto e poi, piu&#8217; specificamente, perche&#8217; esiste un nesso causale tra la politica degli armamenti e il persistere, anzi l&#8217;aggravarsi, della spaventosa piaga della fame. Pesano ancora nella nostra memoria i 50 milioni di morti dell&#8217;ultima guerra, ma cominciano anche a pesarci i morti che la fame sta facendo: 50 milioni, per l&#8217;appunto, nel solo anno 1979. E piu&#8217; comincia a pesare il fatto, sempre meglio conosciuto, che la morte per fame non e&#8217; un prodotto fatale dell&#8217;avarizia della natura o dell&#8217;ignavia degli uomini, ma il prodotto della struttura economica internazionale che riversa un&#8217;immensa quota dei profitti nell&#8217;industria delle armi: 450 miliardi di dollari nel suddetto anno 1979 e cioe&#8217; 10 volte di piu&#8217; del necessario per eliminare la fame nel mondo. Questo ora si sa. Adamo ed Eva ora sanno di essere nudi. Gli uomini e le donne che, fosse pure soltanto come elettori, tengono in piedi questa struttura di violenza, non hanno piu&#8217; la coscienza tranquilla.<\/p>\n<p><strong>La seconda verita&#8217; di Hiroshima<\/strong> e&#8217; che ormai <em>l&#8217;imperativo morale della pace, ritenuta da sempre come un ideale necessario anche se irrealizzabile, e&#8217; arrivato a coincidere con l&#8217;istinto di conservazione<\/em>, il medesimo istinto che veniva indicato come radice inestirpabile dell&#8217;aggressivita&#8217; distruttiva. Fino ad oggi e&#8217; stato un punto fermo che la sfera della morale e quella dell&#8217;istinto erano tra loro separate, conciliabili solo mediante un&#8217;ardua disciplina e solo entro certi limiti: fuori di quei limiti accadeva la guerra, che la coscienza morale si limitava a deprecare come un malum necessarium. Ma le prospettive attuali della guerra tecnologica sono tali che la voce dell&#8217;istinto di conservazione (di cui la paura e&#8217; un sintomo non ignobile) e la voce della coscienza sono diventate una sola voce. Non era mai capitato. Anche per questi nuovi rapporti fra etica e biologia, la storia sta cambiando di qualita&#8217;.<\/p>\n<p><strong>La terza verita&#8217; di Hiroshima<\/strong> e&#8217; che <em>la guerra e&#8217; uscita per sempre dalla sfera della razionalita&#8217;<\/em>. Non che la guerra sia mai stata considerata, salvo in rari casi di sadismo culturale, un fatto secondo ragione, ma sempre le culture dominanti l&#8217;hanno ritenuta quanto meno come una extrema ratio, e cioe&#8217; come uno strumento limite della ragione. E difatti, nelle nostre ricostruzioni storiografiche, il progresso dei popoli si avvera attraverso le guerre. Per una specie di eterogenesi dei fini, l&#8217;accadimento funesto generava l&#8217;avvenimento fausto. Ma ora, nell&#8217;ipotesi atomica, l&#8217;accadimento non genererebbe nessun avvenimento. O meglio, l&#8217;avvenimento morirebbe per olocausto nel grembo materno dell&#8217;accadimento&#8221;.<\/p>\n<p>___________________________________________<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/enrico-peyretti.jpeg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-92303\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/enrico-peyretti.jpeg\" alt=\"\" width=\"100\" height=\"100\" \/><\/a>Submitted by Enrico Peyretti, <\/em><em>membro della <\/em><em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/\" >Rete TRANSCEND per la Pace, Sviluppo e Ambiente<\/a><\/em><em>.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Testo che Enrico Peyretti ha letto in sintesi nella manifestazione in Piazza Carignano, Torino, la sera del 5 agosto 2018, nell&#8217;anniversario del crimine di Hiroshima. 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