{"id":121709,"date":"2018-11-12T12:01:40","date_gmt":"2018-11-12T12:01:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=121709"},"modified":"2018-11-07T10:59:58","modified_gmt":"2018-11-07T10:59:58","slug":"italiano-trascendere-le-regressioni-nellordine-mondiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2018\/11\/italiano-trascendere-le-regressioni-nellordine-mondiale\/","title":{"rendered":"(Italiano) Trascendere le regressioni nell\u2019ordine mondiale"},"content":{"rendered":"<p><em>31 ottobre 2018 &#8211; <\/em>Non molto tempo fa ho riletto un meraviglioso saggio scritto dal mio amico Marc Nerfin oltre 35 anni fa, pubblicato con l\u2019enigmatico titolo \u201c<em>N\u00e9 principe n\u00e9 mercante \u2013 cittadino: introduzione al Terzo Sistema, 1981<\/em>\u201d. La posizione essenziale presa da Nerfin \u00e8 che n\u00e9 lo stato sovrano n\u00e9 l\u2019ordine economico sono orientati a un future umano e sostenibile, bench\u00e9 entrambi tali nodi di potere restino necessari per l\u2019organizzazione della vita [umana] sul pianeta. Per Nerfin ci\u00f2 che solo pu\u00f2 produrre una politica emancipatrice \u00e8 l\u2019ulteriore mobilitazione di quel che definisce, come segue, \u2018il terzo sistema\u2019:<\/p>\n<blockquote><p><em>\u201cIn contrasto con i poteri governativo ed economico \u2014 del Principe e del Mercante \u2014 c\u2019\u00e8 un potere immediato e autonomo, talora evidente, talaltra latente: quello della gente. Alcuni ne sviluppano consapevolezza, si associano e agiscono con altri, divenendo cos\u00ec davvero cittadini. Essi e le loro associazioni, quando non cerchino il potere governativo o quello economico, costituiscono il Terzo Sistema\u201d.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>E\u2019 suggestive che Nerfin definisca un cittadino per quel che qualcuno fa, agendo singolarmente o in gruppo, anzich\u00e9 per uno status formale conferito da un decreto dello stato. Nerfin osserva inoltre che far parte del Terzo Sistema comporta rinunciare a qualunque ambizione d\u2019esercitare un potere statale o di partecipare all\u2019ordine economico globale. In alter parole, la cittadinanza implica autonomia d\u2019azione e d\u2019aspirazione, ma non si reduce all\u2019ideologia dell\u2019individualismo liberale che sospinge i diritti umani internazionali in direzioni attinenti alla civilt\u00e0 occidentale, il che ne indebolisce le pretese universaliste.<\/p>\n<p>Quest\u2019orientamento ha definiti collegamenti ideatorii con il movimento dei <em>commoner<\/em>, concettualizzato negli scritti di David Bollier [si veda per esempio <em>A Short Introduction to the life of the Commons <\/em>(2014) (Pensare come un <em>Commoner: <\/em>breve introduzione alla vita delle <em>Comunanze<\/em> \u2013 ndt] che prevede un positivo futuro umano sulla base di azioni congiunte di singoli, gruppi e comunit\u00e0 che cercano vite e sostentamenti indipendenti dallo stato o del mercato, puntando a una impennata d\u2019imprese cooperative secondo tali linee in tutto il mondo. Analogamente, la mia valutazione della globalizzazione neoliberista \u00e8 negativa in quanto \u2018globalizzazione-dall\u2019alto\u2019 e ripone la sua speranza nella potenziale mobilitazione transnazionale dei movimenti nello spirito di una globalizzazione altra ossia \u2018dal basso\u2019. E\u2019 una prospettiva che insiste anche che \u00e8 la creativit\u00e0 della gente, non i progetti dello stato e del mercato, che possiede un potenziale emancipatore date le nostre circostanze storiche. [V. <em>Predatory Globalization: A Critique<\/em> (1999)]<\/p>\n<p>Nerfin fa anche rilevare apologeticamente che la cittadinanza \u00e8 alla radice un\u2019esperienza di partecipazione prettamente occidentale nel plasmare la vita collettiva, e che alter civilt\u00e0 debbano avere pienamente le proprie modalit\u00e0 di affermare la partecipazione come base di un\u2019esperienza di appartenenza positiva a una collettivit\u00e0 umana pi\u00f9 ampia. A parte queste sottigliezze, l\u2019affermazione centrale \u00e8 che solo i popoli del mondo, agendo spontaneamente e risolutamente, possano conseguire le specie di trasformazioni da cui dipendono la sopravvivenza umana e la \u00a0sostenibilit\u00e0 ecologica. E\u2019 questa chiarificazione di Nerfin che stablisce affinit\u00e0 illuminanti con l\u2019opera e gli impegni etici di Bollier, Johan Galtung, Robert Cox, Stephen Gill e molti altri pensatori che si sono liberati dalle percezioni con paraocchi delle tematiche globali e dell\u2019ordine mondiale quali esposte dalla <em>mainstream<\/em> \u2018realista\u2019, cio\u00e8 da coloro senza contatto con la <em>realt\u00e0<\/em>, propriamente e umanamente concepita.<\/p>\n<p>In modi piuttosto profondi, quanto ha scritto Nerfin oltre 35 anni fa \u00e8 pi\u00f9 rilevante per la nostra attuale situazione che quando fu scritto. A quel tempo, bench\u00e9 il mondo fosse certamente minacciato dalla Guerra Fredda, implicante un minaccioso confronto nucleare, forme predatorie di espansione capitalista imperturbata dalla persistenza di miseria di massa o dal sanguinoso interventismo che accompagn\u00f2 le guerre d\u2019epilogo dell\u2019era coloniale, allora c\u2019erano fonti di promessa normativa, rispetto al lugubre presente, non ultime fra le quali erano il crollo del colonialismo europeo e la liberazione di centinaia di milioni di persone in precedenza prigionieri nel sud globale.<\/p>\n<p>Gli Stati Uniti offrirono una <em>leadership<\/em> parzialmente benevola negli affari mondiali, che pur fastidiosamente militarista, era ancora reattiva al bisogno condiviso di diplomazia multilaterale e legislazione globale, nonch\u00e9 incline al sostegno dell\u2019ONU per quanto consapevole dei propri limiti, cio\u00e8 che non sfidasse le manovre geopolitiche occidentali. Analogamente, il capitalismo, ancora bisognoso di conseguire vantaggi morali nella sua rivalit\u00e0 con il socialismo, cre\u00f2 sistemi di protezione sociale per molta parte della propria popolazione, che pur lungi dall\u2019essere adeguata, introduceva comunque una certa misura di empatia nella vita da cane-mangia-cane della societ\u00e0 capitalista.<\/p>\n<p>Quando consideriamo il presente, la situazione dei principi e dei mercanti pare deprimente al confronto. Gli Stati Uniti esibiscono uno stile di conduzione autoritario, demagogico e plutocratico, che ripudia il multilateralismo anche nelle pi\u00f9 impegnative sfide globali. Senza neppur cercare di offrire riassicurazioni, Trump si batte per una sovranit\u00e0 scevra di leggi sfrontatamente dedita alla massimizzazione della propria ricchezza e influenza nazionale, sostenuta dall\u2019intensificazione degli investimenti governativi esplicitamente progettati per produrre una strapotente dominazione militare con potenziale globale che duri per sempre. Tale buia visione \u00e8 stata esposta sfrontatamente da Donald Trump nel suo recente discorso all\u2019Assemblea Generale ONU, che ha fortunatamente provocato ben pi\u00f9 risate derisorie che applausi, sebbene sarebbero forse state pi\u00f9 \u00a0appropriate lacrime. Insieme alla geopolitica regressiva di Trump c\u2019\u00e8 il lancio simultaneo di guerre commerciali protezioniste e una <em>deregulation<\/em> del settore privato che incoraggia il saccheggio del pianeta, l\u2019ulteriore smantellamento delle strutture di protezione sociale nazionali, e intanto un atteggiamento negazionista o repulsivo rispetto alle gravi sfide multiple incombenti del riscaldamento globale, della lotta genocida, del massiccio spostamento umano, e delle crescenti sacche di estrema povert\u00e0.<\/p>\n<p>Tuttavia non si tratta solo di quest\u2019abbraccio populista <em>americano<\/em> a quanto pare un\u2019agenda pre-fascista a livello interno e una disastrosa ritirata dall\u2019impegno a livello internazionale, bens\u00ec di tendenze strutturali lungo linee nazionali distinte eppure globalmente convergenti. Quasi ogni grande paese \u00e8 assediato da una <em>leadership<\/em> ultra-nazionalista di destra che mobilita la propria base di sostegno trovando capri espiatori entro i propri confini per account for frustrazione e la rabbia di massa, e favorisce muri per esibire una volont\u00e0 politica escludente che incarna un insensibile rigetto dei migranti in fuga da combattimenti, dall\u2019indigenza, dalla disperazione, chiaro segno di una umanit\u00e0 fratturata. Questo schema globale manifesta squilibri strutturali che hanno portato a livelli rabbiosi di disuguaglianza che risulta in stagnazione o peggio per la moltitudine, mentre sparge ricchezza senza precedenti su minuscule \u00e9lite economiche, spesso corrotte e criminalizzate.<\/p>\n<p>Mentre Nerfin pot\u00e9 investire le sue speranze nella creativit\u00e0 e nel potenziale visionario di gente organizzata per un cambiamento sostanziale, noi abbiamo ora motivi per temere che la manipolazione delle passioni democratiche per amor d\u2019ordine e rivalsa render\u00e0 ancor peggiore un sistema penosamente inadeguato di ordine mondiale. Le recenti elezioni brasiliane sono indicative di ci\u00f2 che dobbiamo temere e contrastare: un candidato demagogico non qualificato, Jair Bolsonaro, noto per le sue espressioni di odio verso le minoranze e promesse fatte nella campagna di drenare violentemente i pantani del governo dei suoi elementi corrotti, trionfa provvisoriamente sui social-democratici tradizionali e perfino su conservatori orientati al mercato.<\/p>\n<p>A tal riguardo, dobbiamo discutere se e come le energie del Terzo Sistema, il far comunanza e la globalizzazione dal basso, possa essere rivolto verso obiettivi emancipatori secondo modalit\u00e0 con attrattiva di massa, oppure dobbiamo guardare altrove per far fronte alle urgenti sfide di questo momento bioetico in cui la societ\u00e0 globale organizzata pare distolta da tali urgenti priorit\u00e0 politiche come il cambiamento climatico, il genocidio, e il nuclearismo.<\/p>\n<p>Per essere onesti, le prospettive di Nerfin and Bollier non si aspettano che le cittadinanze <em>mainstream<\/em> manipolate dai media procurino le energie emancipatrici richieste. Fanno pi\u00f9 affidamento sull\u2019accelerazione del distacco di persone e gruppi da questi sistemi organizzativi centrali dello stato e del mercato, trovando spazio libero per immaginare e attuare alternative in ambienti locali indifferenti o perfino ostili alle codificazioni convenzionali di nazionalit\u00e0, etnicit\u00e0, e religione. Forse tali comunit\u00e0 esplorative sono I crogioli di trasformazioni di civilt\u00e0 che introdurranno una civilt\u00e0 planetaria guidata dagli interessi umani quando si tratti di un\u2019agenda globale, e da una <em>governance <\/em>locale riguardo alla vita quotidiana delle comunit\u00e0. Se anche \u00e8 cos\u00ec, le crisi dell\u2019ordine mondiale che minacciano di catastrofe il futuro umano e non-umano pongono emergenze che non possono dipendere dai lunghi ritmi temporali della trasformazione assiale, di secoli, avendo di fronte ora sfide che bisogna gestire efficacemente entro decenni.<\/p>\n<p>Nerfin riconosceva che mentre l\u2019emancipazione [era] \u00e8 un impresa del Terzo Sistema, l\u2019organizzazione delle complessit\u00e0 globali richiede[va] ancora un\u2019azione responsabile del principe e del mercante. In proposito non c\u2019\u00e8 alternative all\u2019imperativo di rovesciare il banco al populismo di destra e al capitalismo predatorio se l specie umana deve trovare il tempo, lo spazio e le energie immaginative per compiere la visione e il potenziale dell\u2019umanesimo ecologico, l\u2019unico ethos che possa costruire speranze credibili per l\u2019ulteriore dispiegamento del ventunesimo secolo.<\/p>\n<p><em>__________________________________________<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Richard-Falk-e1506074478780.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-98630\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Richard-Falk-e1506074478780.jpg\" alt=\"\" width=\"100\" height=\"100\" \/><\/a><\/em><em>Richard Falk \u00e8 membro della <\/em><strong><em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/\" >Rete TRANSCEND<\/a><\/em><\/strong><em>, studioso di relazioni internazionali, professore emerito di diritto internazionale alla Princeton University, autore, coautore o redattore di 40 libri, e conferenziere e attivista in affair mondiali.\u00a0Nel 2008, the <\/em><strong><em><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/United_Nations_Human_Rights_Council\" >United Nations Human Rights Council<\/a><\/em><\/strong><em> (UNHRC) ha nominato Falk per sei anni <\/em><strong><em><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/United_Nations_Special_Rapporteur\" >United Nations Special Rapporteur<\/a><\/em><\/strong><em> su \u201cla situazione dei diritti umani nei<\/em> <em>territori <\/em><strong><em><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Palestinian_territories\" >Palestinesi <\/a><\/em><\/strong><em>occupati dal 1967\u201d. Dal 2002 vive a Santa Barbara, California, e insegna al campus locale di Studi Globali e Internazionali dell\u2019University of California, e dal 2005 presiede il consiglio d\u2019amministrazione della Nuclear Age Peace Foundation. Il suo libro pi\u00f9 recente \u00e8 <\/em>Achieving Human Rights<em> (2009) [Conseguire I diritti umani].<\/em><\/p>\n<p><em>Traduzione di Miki Lanza per il<\/em> Centro Studi Sereno Regis<\/p>\n<p><em><span id=\"result_box\" class=\"short_text\" lang=\"it\"><span class=\"\">Titolo Originale<\/span><\/span><\/em>: <a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2018\/10\/transcending-world-order-regressions\/\" >Transcending World Order Regressions<\/a> &#8211; <em>TRANSCEND Media Service<\/em><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2018\/10\/31\/trascendere-le-regressioni-nellordine-mondiale-richard-falk\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cIn contrasto con i poteri governativo ed economico \u2014 del Principe e del Mercante \u2014 c\u2019\u00e8 un potere immediato e autonomo, talora evidente, talaltra latente: quello della gente. 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