{"id":124237,"date":"2018-12-17T12:01:03","date_gmt":"2018-12-17T12:01:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=124237"},"modified":"2018-12-15T13:36:52","modified_gmt":"2018-12-15T13:36:52","slug":"italiano-i-rohingya-a-montecitorio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2018\/12\/italiano-i-rohingya-a-montecitorio\/","title":{"rendered":"(Italiano) I Rohingya a Montecitorio"},"content":{"rendered":"<blockquote><p><em>Le prove raccolte dal Tribunale Permanente dei Popoli andranno all&#8217;Aja alla Corte penale internazionale.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p><em>11 Dicembre 2018 &#8211; <\/em>Il lavoro di raccolta di informazioni, testimonianze, prove che ha portato nel settembre del 2017 il Tribunale Permanente dei Popoli (Tpp) a emettere una sentenza di genocidio e crimini di Stato perpetrati a danno di Rohingya, Kachin e altre minoranze birmane, finir\u00e0 nei faldoni della Corte penale internazionale dell\u2019Aja (Cpi). Un\u2019organizzazione della societ\u00e0 civile che per mesi ha raccolto le prove dei crimini birmani intende adesso passare alla Cpi tutti i materiali che furono presentati alla sessione internazionale di Kuala Lumpur nell\u2019autunno dell\u2019anno scorso: materiali che potrebbero integrare il lavoro dei magistrati che, da qualche mese, stanno valutando la possibile incriminazione di chi organizz\u00f2 e mise in opera una \u201cdeportazione\u201d di massa in Bangladesh che, in soli due mesi nel 2017, ha fatto fuggire dal Myanmar oltre 700mila persone. La decisione \u00e8 stata resa nota ieri a Roma durante una Conferenza organizzata dal Tpp e dalla Fondazione Basso dedicata ai Rohingya nel 70mo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell\u2019Uomo. Una carta che il Myanmar, allora Birmania, fu tra i primi Stati membri dell\u2019Onu a firmare.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/icj-tpi-cpi-un.gif\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-124238\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/icj-tpi-cpi-un.gif\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"344\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>\u201cP<\/strong>rima che italiani, birmani o rohingya\u2026 noi siamo umani\u201d. Ha appena iniziato a parlare Maung Zarni che subito strappa l\u2019applauso a una platea in gran parte di studenti di diritto che, ospiti del presidente della Camera Roberto Fico, sono venuti a Montecitorio per l\u2019incontro voluto dalla Fondazione Basso e dal Tpp sulla tragedia dei Rohingya, la minoranza musulmana senza cittadinanza cacciata dal Myanmar in Bangladesh pogrom dopo pogrom. Maung Zarni \u00e8 un birmano buddista \u2013 dunque due volte colpevole di aver preso le parti dei reietti &#8211; che al suo Paese non pu\u00f2 pi\u00f9 mettere piede. Fa parte della Free Rohingya Coalition, un\u2019organizzazione che fa campagna per il popolo ormai senza patria. In Europa, con il suo compagno Nay San Lwin, stanno facendo il giro delle capitali per convincere la Ue a prendere una posizione pi\u00f9 dura verso il Myanmar: \u201cper levare tutti i benefici commerciali\u201d a un Paese che \u2013 spiega Zarni &#8211; \u201cnon pu\u00f2 essere definito una democrazia in transizione visto che la Costituzione prevede come legale un golpe militare\u201d. Ma Zarni e Lwin non hanno nessun appuntamento istituzionale. Il governo italiano, in linea con i precedenti, ha scelto il silenzio sul dossier rohingya. Un po\u2019 come ha fatto per la giornata della Dichiarazione dei diritti dell\u2019uomo che proprio ieri celebrava settant\u2019anni. Bizzarro che a ricordarla sia solo la societ\u00e0 civile e la sensibilit\u00e0 isolata del presidente della Camera. Bizzarro, forse, ma non certo inutile.<br \/>\n<strong><br \/>\nF<\/strong>ranco Ippolito, che \u00e8 presidente della Fondazione Basso e dunque anche del Tpp che da Lelio Basso fu fondato, sottolinea l\u2019importanza di strumenti non istituzionali che alla fine riescono sempre a fare pressione sulle istituzioni. Il Tpp infatti \u00e8 solo un \u201ctribunale d\u2019opinione\u201d e, aggiunge il giurista Nello Rossi \u201cil suo lavoro \u00e8 pi\u00f9 importante per le audizioni \u2013 ossia per la raccolta delle testimonianze &#8211; che non per le sentenze\u201d. E\u2019 un tribunale che dunque continuer\u00e0 a lavorare, conclude Ippolito, \u201cproprio perch\u00e9 perda di senso un tribunale d\u2019opinione\u201d. Perch\u00e9, aggiunge Gianni Tognoni che del Tpp \u00e8 segretario generale \u201cle vittime siano dei soggetti\u201d non delle semplici comparse. Nel fare il punto sullo stato dell\u2019arte della tutela dei diritti umani, Giuseppe Palmisano e Luigi Ferrajoli, sottolineano il divario creatosi tra le promesse scaturite dopo la seconda Guerra mondiale e la realt\u00e0 dei fatti. \u201cPromesse \u2013 dice Ferrajoli \u2013 di una stagione costituente formidabile\u201d ma che ha sempre bisogno di strumenti di denuncia e di dibattiti uno dei quali, ricorda Palmisano, dovrebbe ritornare sul problema complesso \u201cdell\u2019uso della forza\u201d.<\/p>\n<p><strong>L<\/strong>a grande stanza dove aleggiano gli arazzi che richiamano la formidabile stagione costituente che partor\u00ec la Costituzione italiana \u00e8 attraversata dal brivido che solo certe parole possono evocare: genocidio, deportazione, trasferimento forzato, stupro, omicidio di massa. Ci vuole che la giurista Flavia Lattanzi, una signora coi capelli bianchi e lo spirito di una trentenne, prenda la parola dal pubblico: \u201cSe la Corte penale internazionale ha deciso, dopo molte resistenze, di avviare l\u2019indagine, si deve alla caparbiet\u00e0 e al lavoro anche di qualche giovane giurista che \u00e8 riuscito a spuntarla. Lo dico a voi \u2013 dice questa canuta giovinetta alla platea &#8211; perch\u00e9 ognuno di noi e di voi pu\u00f2 fare, nel suo piccolo, qualcosa\u201d. E lascia acceso un piccolo testimone luminoso con la certezza che qualcuno lo raccoglier\u00e0.<\/p>\n<p>________________________________________<\/p>\n<p><em>Anche su <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/la-tragedia-dei-rohingya-trova-ascolto-a-montecitorio\/\" >il manifesto<\/a><\/em><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.lettera22.it\/showart.php?id=13428&amp;rubrica=249&amp;fbclid=IwAR1m4IomPUht7YcyL2_wCVnOZ6uNOceKBPBr9VZL4Q0vm5I2cOJrOW4bv9\" >Go to Original \u2013 lettera22.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le prove raccolte dal Tribunale Permanente dei Popoli andranno all&#8217;Aja alla Corte penale internazionale.<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":124238,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46],"tags":[],"class_list":["post-124237","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-original-languages"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/124237","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=124237"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/124237\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media\/124238"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=124237"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=124237"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=124237"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}