{"id":133110,"date":"2019-05-13T12:00:21","date_gmt":"2019-05-13T11:00:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=133110"},"modified":"2019-05-07T11:49:59","modified_gmt":"2019-05-07T10:49:59","slug":"italiano-leffimera-aspettativa-di-vita-delle-democrazie-autocratiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2019\/05\/italiano-leffimera-aspettativa-di-vita-delle-democrazie-autocratiche\/","title":{"rendered":"(Italiano) L\u2019effimera aspettativa di vita delle democrazie autocratiche"},"content":{"rendered":"<p><em>Guardando all\u2019indietro<\/em><\/p>\n<p>Nell\u2019era della Guerra Fredda c\u2019era un acuto contrasto polemico fra l\u2019Occidente \u2018<em>liberal<\/em>\u2019 e il resto del mondo, considerate o comunista o autoritario, indipendentemente dall\u2019essere la sua costituzione formulata in linguaggio democratico o meno. E <em>liberal<\/em> in Occidente era usato per significare il primate dell\u2019individuo cittadino nonch\u00e9 le politiche e le pratiche che riflettessero un impegno a tutto campo per un economia centrata nel settore privato, bench\u00e9 difformemente modificata da varie misure di protezione sociale. Nelle ultime fasi della Guerra Fredda, lo sforzo occidentale di mantenersi a livello morale e politico superiore nella lotta ideologica enfatizzava la libert\u00e0 rispetto al totalitarismo. Quando l\u2019Unione Sovietica cedette e poi croll\u00f2, il risultato fu ampiamente celebrato in Occidente come una vittoria per \u2018il mondo libero\u2019, e per ci\u00f2 che rappresentava.<\/p>\n<p>Eppure la libert\u00e0 negli Stati Uniti e altrove coabitava da lungo tempo con varie forme di classismo e d\u2019irriducibile razzismo, per non parlare delle eredit\u00e0 di schiavismo, pulizia etnica, e l\u2019annientamento dei popoli indigeni. Quel che dava una certa misura di plausibilit\u00e0 alla \u2018libert\u00e0\u2019 era l\u2019accettazione delle modalit\u00e0 capitaliste di organizzare l\u2019economia e i diritti civili e politici goduti dalle etnie dominanti, ivi comprese libere elezioni. Al termine della Guerra Fredda era comune per i pensatori <em>mainstream<\/em> in Occidente parlare di \u2018costituzionalismo orientate al mercato\u2019 per chiarire che la sua concezione di libert\u00e0 comportava i diritti di propriet\u00e0 tanto quanto le protezioni politiche contro uno stato abusivo.<\/p>\n<p>Questa prospettiva produsse predizioni stravaganti di \u2018una fine della storia\u2019 perch\u00e9 si sperava e addirittura credeva che il trionfo dell\u2019Occidente sarebbe stato presto universalizzato nel Sud post-coloniale come pure in tutto l\u2019impero sovietico caduto. Quest\u2019impostazione globale emergente produsse anche pi\u00f9 realisticamente proiezioni caute, perfino negative, come nello \u2018scontro di civillt\u00e0\u2019 di Huntington e \u2018l\u2019anarchia ventura\u2019 di Kaplan. Nel paesaggio politico degli anni 1990 a guida <em>americana<\/em> fin\u00ec per dominare un ritratto pi\u00f9 moderato del futuro.<\/p>\n<p>George H.W. Bush che rifiutava \u2018quella cosa della visione\u2019 e Clinton che si batteva soprattutto per la globalizzazione neoliberista, con un\u2019enfasi secondaria per l\u2019\u2018ampliamento\u2019 (il rafforzamento della pace mediante la diffusione della democrazia a sempre pi\u00f9 paesi). Sembrava a molti che fosse l\u2019onda del futuro, con i maggiori attori politici del Sud via via allineantisi, con in testa la Cina che si volgeva a un \u2018socialismo orientate al mercato\u2019 e i governi latinoamericani ci cerca della massima partecipazione alla globalizzazione, essenzialmente accettando le strutture e operando nell\u2019ambito del \u2018Consenso di Washington\u2019 e accettando la disciplina delle istituzioni di Bretton Woods.<\/p>\n<p>George W. Bush estese rozzamente queste idee della presidenza Clinton mediante la difesa sfacciata della \u2018promozione della democrazia\u2019 che era una priorit\u00e0 politica estera neoconservatrice progettata per validare l\u2019obiettivo di politica grandiosa <em>americana<\/em> di riplasmare il Medio Oriente. Effettivamente, l\u2019estensione della \u2018democrazia\u2019 con interventi di cambiamento di regime \u00e8 stata ampiamente screditata in Iraq (2003), ma quel che continu\u00f2 per parecchi anni fu la credenza che la \u2018democrazia\u2019 fosse l\u2019onda del futuro, specialmente quando la sua adozione fu la conseguenza di forze politiche indigene. La Primavera Araba diede rinnovato sostegno a quest\u2019idea che i popoli del mondo, qualora ne abbiano l\u2019opportunit\u00e0, sceglierebbero la democrazia politica e un ordine economico equo, che scegliere la democrazia doveva essere situata sul versante destro della storia. Ovviamente, c\u2019erano aspetti profondamente problematici se questa tendenza alla democratizzazione, fra i quali nascondere l\u2019ingiustizia in molte forme entro una cornice di \u2018democrazia.\u2019 Ci\u00f2 comprende le inequit\u00e0 incorporate nella logica e nell\u2019esperienza operative del capitalismo come pure la tendenza euro-americana ad intervenire nelle societ\u00e0 estere, asserendo in qualche modo che tali intrusioni politiche riflettano valori illuminati (anche quando le realt\u00e0 concrete siano attentamente considerate un impedimento per la <em>governance<\/em> umana riflettendo la volont\u00e0 de la cittadinanza).<\/p>\n<p><strong>La ripercussione de-democratizzante<\/strong><\/p>\n<p>Non \u00e8 pi\u00f9 ammissibile mantenere l\u2019opinione che la storia scorra appresso a una forte corrente che si muove verso una democratizzazione. Vari sviluppi antidemocratici sono conversi per creare un periodo d\u2019incertezza, se non di pessimismo, circa l\u2019evenienza che il futuro politico globale mostri ulteriori retrocessioni dai valori democratici e da una <em>governance<\/em> umana anzich\u00e9 riprendere energia nella democratizzazione.<\/p>\n<p>La prospettiva inizialmente quanto mai speranzosa dei movimenti nazionali che hanno sostanziato la Primavera Araba ha prodotto n\u00e9 <em>empowerment<\/em> dei cittadini n\u00e9 governo umano, bens\u00ec regressione politica. Queste sollevazioni antiautoritarie hanno portato piuttosto o a una restaurazione controrivoluzionaria di regimi pi\u00f9 intensamente autoritari come in Egitto, o al caos e al subbuglio come in Siria, Yemen, e Libia. E ha condotto a un\u2019intensificata oppressione altrove, specialmente nei paesi del Golfo, e a un risultato tuttora inconcludente in Tunisia.<\/p>\n<p>Tuttavia lo shock pi\u00f9 grave per quelli che erano i capi-claque di questa prima tendenza globale di democratizzazione universale inizi\u00f2 con l\u2019essere amministrata da leader scelti dal pubblico degli elettori in paesi vari come l\u2019India, le Filippine, il Giappone, il Brasile, l\u2019Ungheria e la Polonia, senza perdere di vista gli Stati Uniti o annotare l\u2019aumento dei movimenti di estrema destra in tutto il mondo; il che d\u00e0 l\u2019impressione che la gente manchi di fiducia nell\u2019ordine stabilito per una variet\u00e0 di ragioni, e dia il proprio sostegno a figure politiche demagogiche. Ciascuna esperienza nazionale \u00e8 ovviamente distintiva, eppure sembrano esserci alcuni trepidi criteri di confronto condivisi\u2014la disuguaglianza globale nazionale, le migrazioni e la povert\u00e0 grave, la politica identitaria. Temi questi che assumono differenti configurazioni ma incolpano l\u2019ordine stabilito per i loro sentimenti di \u00a0acuta alienazione e rabbia.<\/p>\n<p>Su questo sfondo, avanzo una semplice interpretazione di queste dinamiche, basata sul credere che questi regimi apertamente in sfida delle procedure democratiche e dei diritti umani siano altamente instabili e non destinate a durare. Secondo me, mantenere nel tempo lo schema formale di democrazia senza produrre risultati soddisfacenti le esigenze ed aspettative popolari, risulter\u00e0 in un vigoroso rinnovamento di una democrazia pi\u00f9 genuina oppure nell\u2019indurre un fascismo in varie forme.<\/p>\n<p><strong>Un\u2019odissea concettuale<\/strong><\/p>\n<p>Una figura mediatica <em>mainstream<\/em>, Fareed Zakaria, ha usato l\u2019etichetta \u2018democrazie illiberali\u2019 per identificare questa tendenza all\u2019autocrazia. In effetti, indica il fatto che c\u2019\u00e8 aderenza ai rituali principale della democrazia, ossia le elezioni, i ruoli performativi legislativo e giudiziario, e i partiti politici, in presenza di uno svuotarsi di sostanza come di ostentata ostilit\u00e0 allo spirito democratico. Le idee tradizionali sulla \u2018separazione dei poteri\u2019, sui \u2018pesi e contrappesi\u2018, e sulla comunit\u00e0 politica sembrano inefficaci e incapaci di evitare che vengano manipolate e attuate politiche anti-democratiche. Invece i <em>leader<\/em> incolpano e puniscono \u2018nemici\u2019 rendendo cos\u00ec timoroso il pubblico.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che emerge in societ\u00e0 soggette a tale dinamica sono varie forme tossiche di polarizzazione. Che sostituisce l\u2019aderenza a certi valori moderativi come la verit\u00e0, la decenza, e soprattutto un qualche senso di bene comune con una politica di puro allineamento, sostituendo i dibattiti sul \u2018giusto e sbagliato\u2019 di una sana democrazia con allineamenti al \u2018vinci o perdi\u2019 di opposti partiti politici.<\/p>\n<p>Il partito con l\u2019appoggio del <em>leader <\/em>demagogico agisce come se parte di una lotta fra tutto o niente con i suoi avversari. Come tali, gli associati hanno poca scelta a parte seguire nel solco; rompere i ranghi su una questione di principio vuol dire rischiare di venir sbattuto nel buio esterno. L\u2019opposizione, che sia nel formato di partito politico o movimento, va probabilmente incontro a tattiche lubrificanti o la prigione ove la loro sfida ottenga mordente politico. In alter parole, la resistenza generer\u00e0 denuncia e reazioni illiberali.<\/p>\n<p>Tutto quanto vero, ma l\u2019idea di \u2018democrazia illiberale\u2019 \u00e8 una copertura di un ossimoro. Essere una democrazia \u00e8 incoraggiare i <em>cittadini <\/em>di coscienza piuttosto che comportarsi come <em>sudditi<\/em> intrappolati dall\u2019allineamento. Come prima ipotizzato, ogni democrazia genuina si porta appresso un bagaglio scomodo dal proprio passato. Queste caratteristiche di societ\u00e0 \u2018democratiche\u2019 rendono un miraggio la vera o effettiva democrazia, ma questa realt\u00e0 \u00e8 di solito oscurata se non negata del tutto. Le forze politiche in contesa cospirano a celare questi difetti che mettono in questione l\u2019autenticit\u00e0 della democrazia come realizzata. Le attuali minacce alle pretese democratiche sono pi\u00f9 radicali, e incapaci di razionalizzazione. Un sistema costituzionale non pu\u00f2 far convivere a lungo contraddizioni profonde di tale ampiezza.<\/p>\n<p>L\u2019esperienza <em>americana<\/em> col razzismo \u00e8 illuminante. Il movimento dei diritti civili \u00e8 riuscito a superare le pi\u00f9 smaccate contraddizioni fra credo e pratica, ma solo perch\u00e9 c\u2019era disponibilit\u00e0 da ambo i versanti dell\u2019assetto <em>mainstream<\/em> a raggiungere un consenso sociale, politico, e culturale basato sull\u2019uguaglianza di tutti. Ci furono dibattiti, ma pochi disaccordi che mettessero in forse il nucleo sociale ed etico di tale consenso. Ci\u00f2 fu simboleggiato dal martirio bipartitico di Martin Luther King, Jr., commemorato da un\u2019apposita giornata nazionale. In contrasto, sono le politiche immigratorie profondamente divisive e le nomine giudiziarie di Trump a produrre parole vacue ed erodere ancor pi\u00f9 i confini della democrazia <em>repubblicana<\/em>, intenzionalmente l\u00ec per contenere <em>leader<\/em> potenzialmente egemonici nonch\u00e9 la tirannia della maggioranza. Trump ha mobilitato la cultura politica di fascismo latente della minoranza in una situazione in cui altri fattori gli hanno permesso di ottenere una vittoria sconvolgente nell\u2019elezione presidenziale del 2016. Per sostenere la supremazia politica deve mantenere mobilitata tale base <em>destra alternativa<\/em> [<em>alt-right<\/em>: estrema destra nazionalista bianca, ndt] e polarizzato il resto della societ\u00e0, il che per proprio carattere produrr\u00e0 qualche tendenza compensativa che monti una resistenza che oltrepassi il precedente liberalismo per invocare un\u2019alternativa progressista.<\/p>\n<p>Nella mia valutazione, la democrazia illiberale \u00e8 sempre stata il vero carattere di stati cosiddetti democratici a causa del loro sistematico fallimento di essere inclusivi verso chi vive entro i propri confini sovrani essendo inoltre sfruttatori e oppressivi verso molte societ\u00e0 aldil\u00e0 dei propri limiti territoriali. Quelle che i liberali adesso chiamano \u2018democrazie illiberali\u2019 sono pi\u00f9 appropriatamente definibili come stati pre-fascisti o, pi\u00f9 speranzosamente, pre-democratici nel senso che tendano pi\u00f9 vigorosamente che nel passato a ideali democratici.<\/p>\n<p><strong>Prossimo futuro per le democrazie illiberali autocratiche<\/strong><\/p>\n<p>La mia asserzione principale \u00e8 che questo matrimonio fra autocrazia e democrazia non pu\u00f2 reggere. O diventer\u00e0 esplicitamente fascista nel carattere seppur non di nome, o esperir\u00e0 un contraccolpo progressista che sposter\u00e0 le democrazie via dagli estremi del capitalismo, dalla negazione dei diritti umani, e dalle modalit\u00e0 autocratiche di <em>governance<\/em>. In effetti, la <em>governance<\/em> autocratica delle democrazie costituzionali \u00e8 instabile e sar\u00e0 presto sostituita. In effetti, le varie democrazie autocratiche ora dominanti il paesaggio politico del mondo sono condannate in quanto forma politica, ma che cosa verr\u00e0 dopo di esse non si pu\u00f2 prevedere. Potrebbe essere un\u2019occasione di celebrazione o di disperazione, o entrambe se societ\u00e0 differenti si sposteranno in direzioni opposte, chi verso pi\u00f9 profonde democrazie, chi verso una <em>governance<\/em> fascista.<\/p>\n<p><em>__________________________________________<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/richard-falk.png\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-67759\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/richard-falk.png\" alt=\"\" width=\"123\" height=\"123\" \/><\/a><\/em><em>Richard Falk \u00e8 membro della <\/em><strong><em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/\" >Rete TRANSCEND<\/a><\/em><\/strong><em>, studioso di relazioni internazionali, professore emerito di diritto internazionale alla Princeton University, autore, coautore o redattore di 40 libri, e conferenziere e attivista in affair mondiali.\u00a0Nel 2008, the <\/em><strong><em><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/United_Nations_Human_Rights_Council\" >United Nations Human Rights Council<\/a><\/em><\/strong><em> (UNHRC) ha nominato Falk per sei anni <\/em><strong><em><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/United_Nations_Special_Rapporteur\" >United Nations Special Rapporteur<\/a><\/em><\/strong><em> su \u201cla situazione dei diritti umani nei<\/em> <em>territori <\/em><strong><em><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Palestinian_territories\" >Palestinesi <\/a><\/em><\/strong><em>occupati dal 1967\u201d. Dal 2002 vive a Santa Barbara, California, e insegna al campus locale di Studi Globali e Internazionali dell\u2019University of California, e dal 2005 presiede il consiglio d\u2019amministrazione della Nuclear Age Peace Foundation. Il suo libro pi\u00f9 recente \u00e8 <\/em>Achieving Human Rights<em> (2009) [Conseguire I diritti umani].<\/em><\/p>\n<p><em>Titolo originale:<\/em> <a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2019\/04\/the-short-lived-life-expectancy-of-autocratic-democracies\/\" >The Short-Lived Life Expectancy of Autocratic Democracies<\/a> \u2013 <em>TRANSCEND Media Service<\/em><\/p>\n<p><em>Traduzione di Miki Lanza per il Centro Studi Sereno Regis<\/em><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2019\/05\/06\/leffimera-aspettativa-di-vita-delle-democrazie-autocratiche-richard-falk\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le varie democrazie autocratiche ora dominanti il paesaggio politico del mondo sono condannate in quanto forma politica, ma che cosa verr\u00e0 dopo di esse non si pu\u00f2 prevedere. 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