{"id":133843,"date":"2019-05-20T12:00:01","date_gmt":"2019-05-20T11:00:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=133843"},"modified":"2019-05-18T11:07:08","modified_gmt":"2019-05-18T10:07:08","slug":"italiano-india-invisibile-un-mondo-da-conoscere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2019\/05\/italiano-india-invisibile-un-mondo-da-conoscere\/","title":{"rendered":"(Italiano) \u2018India invisibile\u2019: un mondo da conoscere!"},"content":{"rendered":"<p><em>Le pi\u00f9 grandi elezioni del mondo<\/em><\/p>\n<p><em>14 Maggio 2019 &#8211; <\/em>Dell\u2019India non si parla molto. Pochi sono al corrente del fatto che in questo periodo sono in corso le elezioni: si stanno esprimendo 900 milioni di elettori, che si stanno recando alle urne a scaglioni, \u00a0in sei date,\u00a0 dall\u201911 aprile al 19 maggio. Lo spoglio avverr\u00e0 il 23 maggio.<\/p>\n<p>I potenziali elettori in India rappresentano pi\u00f9 del 10% della popolazione mondiale: essi prenderanno parte al pi\u00f9\u00a0 grande esercizio di democrazia della storia.\u00a0 Le prime elezioni si erano svolte nel 1951-2, dopo l\u2019indipendenza conseguita nel 1947. Nelle elezioni del 2014, gli aventi diritto al voto erano 830 milioni, e i votanti furono 550 milioni. Chiunque vinca, si trover\u00e0 a governare un paese la cui popolazione \u2013 attualmente\u00a0 circa un miliardo e 340\u00a0 milioni di persone \u2013 superer\u00e0 presto quella della Cina<\/p>\n<p><strong><em>Un boom economico pieno di falle<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Nonostante il boom economico degli ultimi decenni, l\u2019India ha visto moltiplicarsi i conflitti sociali, causati dalla crescente disparit\u00e0 nella distribuzione della ricchezza<\/p>\n<p>Il primo ministro uscente, Narendra Modi, a capo del Bharatiya Janata Party, il partito nazionalista ind\u00f9, in questi anni ha sostenuto e incoraggiato scelte politiche neoliberiste in cui l\u2019alleanza del governo con grandi imprese multinazionali ha favorito l\u2019espansione dell\u2019economia estrattiva. Inoltre \u00a0ha esasperato i conflitti latenti tra i membri delle due principali religioni, e ha favorito l\u2019esclusione delle minoranze etniche o religiose, sempre pi\u00f9 spesso trattate come una popolazione di seconda classe. \u00a0Ciononostante, le previsioni e i sondaggi \u00a0lo danno ancora vittorioso, grazie al sostegno della fascia benestante (numerosa quanto l\u2019intero elettorato USA\u2026) e dei grandi detentori di ricchezza, ormai strettamente in affari con l\u2019\u00e9lite finanziaria mondiale che detiene il potere nel mondo globalizzato. .<\/p>\n<p><strong><em>Inquietudini <\/em><\/strong><\/p>\n<p>Chi vive in India o la visita di frequente percepisce la crescente inquietudine che investe il Paese, e osserva con apprensione la scomparsa di quell\u2019India rurale \u2013 800.000 villaggi \u2013 che secondo Gandhi avrebbe potuto soddisfare i bisogni primari di tutti, in una prospettiva di giustizia sociale e sostenibilit\u00e0 ambientale. Di fianco al rapido processo di inurbamento, che ha visto milioni di indiani assumere stili di vita all\u2019occidentale (gli \u2018<em>onnivori<\/em>\u2019, come li definiscono Gadgil e Guha<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2019\/05\/14\/india-invisibile-un-mondo-da-conoscere-elena-camino\/#_ftn1\" >[1]<\/a>) si assiste alla distruzione della natura: campagne, foreste, fiumi, montagne, che offrivano alle comunit\u00e0 rurali e indigene ambienti di vita essenziali e dignitosi, sono \u2018consumate\u2019 dallo sviluppo. La rapida industrializzazione del Paese occupa, cementifica e inquina i luoghi di vita del \u2018<em>popolo dell\u2019ecosistema<\/em>\u2019, e in molte circostanze obbliga addirittura all\u2019allontanamento forzato centinaia di migliaia di persone, che vengono costrette ad abbandonare le loro case, le terre, gli animali, \u00a0i templi\u2026 Sono i \u2018<em>rifugiati ecologici\u2019<\/em> \u2013 la terza categoria in cui i due studiosi Indiani classificano la popolazione indiana oggi.<\/p>\n<p><strong><em>E il cambiamento climatico?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>In vista delle elezioni i media \u2013 in India e a livello internazionale \u2013 sono focalizzati\u00a0 sulle questioni politiche ed economiche, e trascurano un altro aspetto preoccupante: il \u00a0governo di Narendra Modi in questi anni ha messo in atto un sistematico indebolimento delle leggi a difesa dell\u2019ambiente , e una riduzione dell\u2019indipendenza degli organi deputati alla protezione dell\u2019ambiente e delle comunit\u00e0 che dipendono dai sistemi naturali.\u00a0 Ci\u00f2 ha favorito l\u2019espandersi di attivit\u00e0 industriali devastanti, dallo scavo di nuove miniere all\u2019abbattimento di vaste aree forestali;\u00a0 la cementificazione di preziosi terreni agricoli, la ripresa di lavori sulle grandi dighe. Queste scelte di scarsa sensibilit\u00e0 e attenzione verso l\u2019ambiente non solo hanno \u00a0contribuito a peggiorare le condizioni delle classi sociali pi\u00f9 deboli ed emarginate, ma sono un segnale inquietante per la comunit\u00e0 internazionale.\u00a0 Per essere efficaci, gli sforzi per ridurre l\u2019impatto delle attivit\u00e0 umane sul pianeta e contrastare il cambiamento climatico dovrebbero includere l\u2019impegno concreto dell\u2019India e della\u00a0 sua numerosissima popolazione.<\/p>\n<p><strong><em>Avvicinarsi all\u2019\u2019India invisibile\u2019<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Da alcuni mesi \u00e8 stata offerta \u00a0a Torino la possibilit\u00e0 di entrare in contatto \u2013 attraverso fotografie, film e incontri \u2013 con un mondo assai poco conosciuto: l\u2019India delle periferie rurali e indigene, dove il boom economico non solo non \u00e8 arrivato ma \u2013 al contrario \u2013 ha causato una crescente instabilit\u00e0, sommando degrado ambientale e disparit\u00e0 sociale.<\/p>\n<div id=\"attachment_133852\" style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/india-Sardar-Sarovar-Dam-flood.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-133852\" class=\"wp-image-133852\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/india-Sardar-Sarovar-Dam-flood.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" srcset=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/india-Sardar-Sarovar-Dam-flood.jpg 750w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/india-Sardar-Sarovar-Dam-flood-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-133852\" class=\"wp-caption-text\">A woman bathes and prays next to the half submerged temple at Khoteswar,a village on the banks of the Narmada River. The temple was in use until last year but has since been submerged due to a rise in the water level, a direct result of the building of and raising the height of the Sardar Sarovar Dam, India.<br \/>August 1999. \u00a9Karen Robinson<\/p><\/div>\n<p><strong>Behind the indian boom \u2013 Disuguaglianza e povert\u00e0 nell\u2019India del boom<\/strong> <strong>economico<\/strong> \u2013 \u00e8 un viaggio nelle pi\u00f9 remote regioni dell\u2019India, per fotografare le condizioni delle sue comunit\u00e0 pi\u00f9 svantaggiate \u2013 quelle dei <em>dalit<\/em> e degli <em>adivasi<\/em> \u2013 storicamente stigmatizzate come \u201cintoccabili\u201d e \u201cselvagge\u201d: per documentare il ruolo che esse svolgono all\u2019interno dell\u2019economia indiana e pi\u00f9 in generale a livello globale. Nonostante il boom economico dell\u2019India, queste comunit\u00e0 tribali o appartenenti alle minoranze <em>adivasi<\/em> e <em>dalit<\/em> hanno tratto vantaggi minimi dalla crescita in India:\u00a0 anzi,\u00a0 per milioni di loro la crescita economica \u00e8 stata causa di enormi perdite \u2013 come emerge dal progetto di ricerca sviluppato nell\u2019arco del triennio 2014\/2017 dai Dipartimenti di Antropologia all\u2019interno della <em>London School of Economics and Political Sciences (LSE)<\/em> e della <em>School of Oriental and Asian Studies ( SOAS)<\/em> di Londra, rispettivamente guidati dai Prof. Alpa Shah e Jens Lerche.<\/p>\n<p>L\u2019edizione italiana \u00e8 stata realizzata a cura dell\u2019Universit\u00e0 di Torino e della giornalista Daniela Bezzi, che ha coordinato i lavori con Londra e la riedizione italiana della mostra fotografica. <em>\u00a0<\/em>Hanno offerto la loro collaborazione anche il Centro Studi Sereno Regis, Cittadinanze, l\u2019ITCILO e l\u2019associazione onlus Jarom.<\/p>\n<p>Un sito (<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.indiainvisibile.it\/\" >http:\/\/www.indiainvisibile.it\/<\/a>) \u00e8 stato appositamente creato per presentare al pubblico torinese \u00a0le molteplici proposte culturali associate a questo progetto. Le parole che introducono a questo sito sono \u2018<em>vedere, ascoltare, capire\u2019<\/em>. E proprio grazie alle diverse modalit\u00e0 comunicative \u2013 le fotografie, i documenti, i filmati \u2013 il pubblico finisce per imbattersi in \u00a0alcuni dei nodi pi\u00f9 drammatici del nostro vivere attuale, a intuire le connessioni che ci legano a quel mondo apparentemente lontano, e con esse le responsabilit\u00e0, le connivenze, ma anche le possibili azioni da compiere per combattere l\u2019ingiustizia e per contribuire a ridurre (almeno) le violenze contro gli ambienti naturali che ci hanno portato a modificare, in modo significativo e con esiti ignoti,\u00a0 la complessa rete di relazioni che per tanto tempo ha assicurato a tutti i viventi\u00a0 una condizione di stabilit\u00e0\u00a0 sul nostro pianeta.<\/p>\n<p><strong><em>Un caso studio \u2013 la diga di Polavaram<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Una delle fotografie presenti nella mostra illustra\u00a0 uno dei tanti conflitti presenti in India intorno alla costruzione di grandi dighe: in questo caso si tratta del Progetto di Polavaram, un insieme di sbarramenti in costruzione sul fiume Godavari, in Andhra Pradesh.<\/p>\n<p>Sul caso della diga di Polavaram una regista indiana, Saraswati Kavula, ha realizzato alcuni anni fa\u00a0 un film \u2013\u00a0 Dam\u2019ned \u2013 che fa parte della cinerassegna associata alla mostra.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/india.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-133853\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/india.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" srcset=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/india.jpg 750w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/india-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il film documenta la condizione delle popolazioni sfollate per il progetto della diga di Polavaram, uno dei progetti idrici pi\u00f9 controversi dell\u2019India ma che, a differenza di altri analoghi progetti, ha avuto poco rilievo nei media sia indiani sia internazionali.<\/p>\n<p>La diga, situata al confine fra Andhra Pradesh, Chhattisgarh e Odisha, dovrebbe fornire acqua potabile e per irrigazione in quattro distretti dell\u2019Andhra Pradesh. Il costo di tutto ci\u00f2 ricade prevalentemente su popolazioni adivasi Koya e Konda Reddy, oltre a molti gruppi dalit e appartenenti a caste svantaggiate, prevedendo lo sfollamento di circa 200.000 persone e situazioni di crescente povert\u00e0 ad almeno altrettante.<\/p>\n<p>Il film si snoda attraverso interviste mettendo in luce il legame fra la popolazione, il suolo, la foresta, la biodiversit\u00e0 e il fiume che il progetto della diga prevede di spezzare, mettendo a repentaglio le condizioni economiche, le relazioni sociali e la sopravvivenza culturale di queste popolazioni.<\/p>\n<p>Dal 2013, anno di produzione del film, fino ad oggi si sono susseguite iniziative sempre pi\u00f9 distruttive, ed \u00e8 ormai quasi completata la costruzione dello sbarramento principale: iniziative realizzate senza autorizzazioni del governo centrale e degli Enti proposti a fornire le valutazioni di impatto sociale e ambientale. Restano questioni irrisolte di distribuzione dei costi e dell\u2019uso dell\u2019acqua da parte dei tre \u00a0Stati coinvolti; inoltre, in conseguenza dell\u2019enorme aumento delle spese (il 500% in pi\u00f9 rispetto alle previsioni) non ci sono pi\u00f9 soldi per provvedere a compensazioni \u2013 almeno monetarie \u2013 alle popolazioni dislocate.<\/p>\n<p>La pi\u00f9 recente colata di cemento \u2013 dei primi mesi del 2019 \u2013 ha vinto un Guinness per la quantit\u00e0 e velocit\u00e0 con cui \u00e8 stata portata a termine, e sui siti web sono presenti numerosi brevi video che documentano (in toni trionfalistici) la devastazione compiuta su territori e paesaggi che ospitavano fino a qualche anno fa\u00a0 centinaia di villaggi, terreni coltivati, foreste.<\/p>\n<div id=\"attachment_133854\" style=\"width: 645px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/mappa-diga-di-Polavaram-india.png\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-133854\" class=\"size-full wp-image-133854\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/mappa-diga-di-Polavaram-india.png\" alt=\"\" width=\"635\" height=\"287\" srcset=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/mappa-diga-di-Polavaram-india.png 635w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/mappa-diga-di-Polavaram-india-300x136.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 635px) 100vw, 635px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-133854\" class=\"wp-caption-text\">La diga di Polavaram fa parte di un sistema complesso di gestione delle acque: un canale dovrebbe \u2018spostare\u2019 parte delle abbondanti acque del\u00a0 fiume Godaviri verso il fiume Krishna, pi\u00f9 a sud,\u00a0 che ha spesso\u00a0 una portata scarsa.<\/p><\/div>\n<p><em>\u00a0 \u00a0<\/em><\/p>\n<div id=\"attachment_133855\" style=\"width: 553px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/diga-di-Polavaram-india.png\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-133855\" class=\"size-full wp-image-133855\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/diga-di-Polavaram-india.png\" alt=\"\" width=\"543\" height=\"358\" srcset=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/diga-di-Polavaram-india.png 543w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/diga-di-Polavaram-india-300x198.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 543px) 100vw, 543px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-133855\" class=\"wp-caption-text\">La diga \u00e8 dotata di 48 chiuse, ed \u00e8 lunga 1,2 km. I lavori di costruzione degli sbarramenti e dei canali sul fiume Godaviri\u00a0 hanno gi\u00e0 prodotto sbancamenti e distruzione di vaste aree agricole e forestate.<\/p><\/div>\n<p>La costruzione di grandi dighe in India ha dato luogo a un dramma che \u2013 nonostante la sempre pi\u00f9 vasta e dettagliata documentazione degli effetti perversi di queste \u2018grandi opere\u2019 sulle popolazioni e sull\u2019ambiente<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2019\/05\/14\/india-invisibile-un-mondo-da-conoscere-elena-camino\/#_ftn2\" >[2]<\/a> \u2013 ha ormai coinvolto pi\u00f9 di 50 milioni di persone, soprattutto tra le popolazioni indigene e le comunit\u00e0 pi\u00f9 povere ed emarginate. E\u2019 un dramma che \u00e8 destinato a peggiorare, se in queste votazioni\u00a0 si riafferma l\u2019attuale governo. \u00a0Come scriveva gi\u00e0 nel settembre 2014 Ashish Kothari<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2019\/05\/14\/india-invisibile-un-mondo-da-conoscere-elena-camino\/#_ftn3\" >[3]<\/a> , <em>\u2018siamo 100 giorni pi\u00f9 vicini al suicidio ecologico e sociale<\/em>\u2019. Kothari si riferiva ai primi 100 giorni di attivit\u00e0 del governo di Narendra Modi, un premier che, come si \u00e8 gi\u00e0 accennato \u2013\u00a0 si \u00e8 distinto fin dall\u2019inizio del suo mandato per l\u2019attacco su larga scala che ha sferrato alle regole, leggi, istituzioni intese a proteggere l\u2019ambiente. Le peggiori previsioni di Kothari si stanno avverando: \u00e8 arrivata rapidamente l\u2019autorizzazione ambientale a procedere per alcuni progetti di dighe che da anni erano bloccati per irregolarit\u00e0, o per la mancata accettazione delle comunit\u00e0 locali, e per la vastit\u00e0 di conseguenze ambientali previste. In qiuesti anni L\u2019India \u00e8 scesa da 155\u00b0 al 177\u00b0 posto nell\u2019Environmental Performance Index (su 180 Stati!). 15 delle 20 citt\u00e0 pi\u00f9 inquinate del mondo si trovano in India.<\/p>\n<p><strong><em>L\u2019insostenibilit\u00e0 di certe risorse \u2018 rinnovabili\u2019<\/em><\/strong><\/p>\n<p>In tutto il corso del \u2018900 la Banca Mondiale ha sostenuto e realizzato importanti progetti di costruzione di grandi dighe, causando lo sfollamento di milioni di persone Negli ultimi anni del secolo, tuttavia, fu la Banca stessa a finanziare uno studio, commissionato alla\u00a0 World Commission on Dams (WCD), per valutare l\u2019impatto di questi grandi progetti idrici e formulare raccomandazioni per il futuro. I risultati di quello studio furono pubblicati nel 2000, e la documentazione dei danni sociali e ambientali delle grandi dighe convinse i responsabili della Banca Mondiale a ritirare il\u00a0 loro sostegno finanziario. Ma dur\u00f2 poco.\u00a0 In questi ultimi vent\u2019anni la proposta di costruire dighe sempre pi\u00f9 grandi \u00e8 stata accolta con crescente favore: le imprese multinazionali, d\u2019intesa con i governi di molti Paesi del Sud del mondo (in America Latina, in Africa, nell\u2019Asia meridionale) e con ricchi imprenditori \u2018globali\u2019, \u00a0di fronte alla necessit\u00e0 di ridurre la produzione di gas climalteranti, propongono di spostarsi dai combustibili fossili alle fonti \u2018rinnovabili\u2019, costruendo appunti enormi dighe.\u00a0 Questa prospettiva trascura completamente \u00a0l\u2019evidenza dell\u2019enorme impatto sociale e ambientale provocato \u00a0da questi progetti: nel caso delle grandi dighe la produzione di energia idroelettrica \u2013 anche se si tratta di una fonte rinnovabile \u2013 \u00e8 certamente insostenibile.<\/p>\n<p><strong><em>Dall\u2019India al mondo\u2026 <\/em><\/strong><\/p>\n<p>La mostra \u2018India invisibile\u2019 e la rassegna di film ad essa associata, \u00a0insieme alla testimonianza portata dai ricercatori e ricercatrici\u00a0 che sono stati impegnati nel progetto,\u00a0 favorisce una crescita di consapevolezza delle problematiche causate da un modello di sviluppo che non ha tenuto conto n\u00e9 dei limiti \u00a0biofisici del pianeta,\u00a0 n\u00e9 delle esigenze di giustizia sociale.<\/p>\n<p>Il caso\u00a0 delle grandi dighe\u00a0 mette chiaramente in evidenza l\u2019insostenibilit\u00e0\u00a0 di questa scelta. Nel mondo coloro che sono costretti ad abbandonare le loro case, che vengono sommerse nella formazione del lago artificiale prodotto dallo sbarramento, sono solo le vittime pi\u00f9 visibili. Ma sono altri milioni in pi\u00f9 che perdono la casa e le terre,\u00a0\u00a0 occupati da canali, sbarramenti, strade, linee elettriche, insediamenti industriali costruiti intorno alle dighe<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2019\/05\/14\/india-invisibile-un-mondo-da-conoscere-elena-camino\/#_ftn4\" >[4]<\/a>.<\/p>\n<p>E molti di pi\u00f9 ancora perdono la possibilit\u00e0 di accedere ad acqua pulita, risorse alimentari \u00a0e ambientali. Milioni di persone sono colpite da disturbi legati all\u2019acqua, soprattutto nelle aree tropicali, in cui si sviluppano insetti \u00a0portatori di malattie. Si stima che tra 400 e 800 milioni di persone \u2013 circa il 10% dell\u2019umanit\u00e0 \u2013\u00a0 abbiano subito gli effetti negativi delle grandi dighe. Alcuni esempi tra i tanti.<\/p>\n<ul>\n<li>La diga di Merowe Dam nel Nord Sudan \u00e8 uno dei progetti idroelettrici pi\u00f9 distruttivi al mondo. Costruita sulla quarta cataratta del Nilo\u00a0 tra il 2003 e il 2009, ha creato un bacino artificiale lungo\u00a0 174 km,\u00a0 e ha obbligato pi\u00f9 di 50.000 persone ad abbandonare la fertile Valle del Nilo per stanziarsi\u00a0 in zone desertiche (.https:\/\/www.internationalrivers.org\/campaigns\/merowe-dam-sudan-0)<\/li>\n<li>il riempimento del bacino idrico dietro la diga Gibe III sul fiume Omo (costruito dall\u2019impresa italiana Salini)\u00a0 sta trattenendo i flussi necessari a circa 400.000 indigeni nel sud dell\u2019Etiopia e nel nord del Kenya per sostenere la loro produzione di cibo e mezzi di sussistenza (<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.identitainsorgenti.com\/etiopia-gibe-iii-e-il-disastro-umanitario-di-una-diga-tutta-italiana\/\" >https:\/\/www.identitainsorgenti.com\/etiopia-gibe-iii-e-il-disastro-umanitario-di-una-diga-tutta-italiana\/<\/a>)<\/li>\n<li>La Malaysia-China Hydro, che ha costruito la diga di Bakun nel Sarawak, la definisce \u201cil futuro della Malesia nel settore dell\u2019energia pulita\u201d.La diga ha sfrattato migliaia di indigeni, strappandoli dalle terre e dalle sicurezze che esse fornivano loro. Le persone colpite dalla costruzione della diga di Bakun sono gli abitanti di <strong>15 villaggi, circa 20.000<\/strong> <strong>persone<\/strong> sono state forzate a lasciare le loro case e sono state ricollocate in una nuova area (<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/cycloscope.net\/dighe-borneo-baram-bakun-murum\" >https:\/\/cycloscope.net\/dighe-borneo-baram-bakun-murum<\/a>)<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong><em>Dal dramma mondiale\u2026 verso una resistenza globale<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Un recente articolo pubblicato da Daniela Del Bene et al.<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2019\/05\/14\/india-invisibile-un-mondo-da-conoscere-elena-camino\/#_ftn5\" >[5]<\/a> \u00a0presenta un\u2019analisi di 220 casi di\u00a0 conflitto collegati alla costruzione di grandi dighe,\u00a0 sottolineando \u2013 da un lato \u2013 la natura nonviolenta della maggior parte delle manifestazioni di protesta, e \u2013 dall\u2019altro \u2013 l\u2019estrema violenza delle repressioni messe in atto dai poteri forti coinvolti nel conflitto. Repressioni che spesso\u00a0 si traducono in assassinii,\u00a0 tanto pi\u00f9 numerosi quanto pi\u00f9 le comunit\u00e0 resistenti sono comunit\u00e0 indigene. Nel 2014, su 116 uccisioni documentate, 47 erano indigeni; nel 2015,\u00a0 67 su 185 erano indigeni (dati di Global Witness<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2019\/05\/14\/india-invisibile-un-mondo-da-conoscere-elena-camino\/#_ftn6\" >[6]<\/a>)<\/p>\n<div id=\"attachment_133856\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/map-Environmental-Justice-Atlas-india.png\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-133856\" class=\"wp-image-133856\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/map-Environmental-Justice-Atlas-india.png\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"324\" srcset=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/map-Environmental-Justice-Atlas-india.png 750w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/map-Environmental-Justice-Atlas-india-300x139.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-133856\" class=\"wp-caption-text\">La mappa \u2013 tratta dal sito \u2013 dell\u2019Environmental Justice Atlas (https:\/\/ejatlas.org\/type\/dams-and-water-distribution-conflicts) con l\u2019indicazione dei luoghi in cui sono situati i 220 conflitti esaminati nell\u2019articolo di Del Bene et al.<\/p><\/div>\n<p>Visitare la mostra fotografica, assistere a filmati che documentano le condizioni di profonda e crescente ingiustizia sociale e di dilagante degrado ambientale, possono demoralizzare il pubblico. Proviamo piet\u00e0 per le sofferenze e le ingiustizie patite da queste comunit\u00e0, vittime indifese che non sono riuscite a entrare nel processo di sviluppo\u2026; magari ci sentiamo corresponsabili, perch\u00e9 la nostra societ\u00e0, le nostre scelte di vita hanno sicuramente un ruolo nel produrre e riprodurre questa situazione.\u00a0 Siamo anche preoccupati, perch\u00e9 \u2013 anche se ci siamo resi conto della necessit\u00e0 di cambiare\u00a0 \u2013 ci sembra difficile agire in modo efficace per contrastare il cambiamento climatico. Ebbene, nell\u2019articolo sopra citato di Daniela del Bene et al. possiamo trovare qualche elemento di orientamento.<\/p>\n<ul>\n<li>La costruzione di grandi dighe \u2013 che viene presentata come soluzione efficace per combattere il cambiamento climatico \u2013 in realt\u00e0 si basa su un equivoco, ben orchestrato dai fautori del \u2018green washing\u2019:\u00a0 ma energie \u2018rinnovabili\u2019 NON \u00e8 sinonimo di energie \u2018sostenibili\u2019. \u00a0I disastri ambientali e sociali di queste grandi infrastrutture sono ormai chiaramente documentati, e i cittadini e i governi hanno il dovere di opporsi a questi progetti.<\/li>\n<li>E\u2019 ampiamente documentato che in tutto il mondo le pi\u00f9 numerose forme di opposizione alle \u2018grandi opere\u2019 \u2013 siano essere dighe, aeroporti, grandi impianti industriali ecc. \u2013\u00a0 sono espresse in forme nonviolente, mentre la repressione del dissenso\u00a0 \u00e8 sistematicamente caratterizzata da violenza diretta fino all\u2019omicidio) e indiretta (delegittimazione, repressione, criminalizzazione\u2026), spesso\u00a0 protetta\u00a0 dall\u2019impunit\u00e0 assicurata dai governi.<\/li>\n<li>La collaborazione tra studiosi, attivisti, comunit\u00e0 di base, associazioni per i diritti, gruppi di cittadini\u00a0 ecc. pu\u00f2 dar luogo a una forza politica potente, in grado di contrastare \u00a0i progetti estrattivisti mettendone in luce l\u2019incompatibilit\u00e0 con i sistemi di riferimento economici, culturali e spirituali dei territori coinvolti.<\/li>\n<li>La transizione da un modello di sviluppo distruttivo, che oltre al\u00a0 degrado ambientale e all\u2019ingiustizia sociale sta alterando i cicli biogeochimici e sta perturbando\u00a0 i\u00a0 grandi flussi oceanici e atmosferici del pianeta,\u00a0 pu\u00f2 ricevere linfa vitale e orientamento proprio dalle popolazioni che attualmente sono le maggiori vittime di tale modello.<\/li>\n<li>Oltre a denunciare gli abusi e le ingiustizie nei loro confronti, possiamo contribuire a dare loro voce e \u2018visibilit\u00e0\u2019, e a renderli \u2018soggetti\u2019, protagonisti\u00a0 di un movimento globale che applichi l\u2019azione non violenta non solo per resistere, ma per proporre nuove visioni e nuovi modi di vivere.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>NOTE:<\/strong><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2019\/05\/14\/india-invisibile-un-mondo-da-conoscere-elena-camino\/#_ftnref1\" >[1]<\/a> Gadgil &amp; Guha. Ecology and Equity, Routledge 1995.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2019\/05\/14\/india-invisibile-un-mondo-da-conoscere-elena-camino\/#_ftnref2\" >[2]<\/a> <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.internationalrivers.org\/\" >https:\/\/www.internationalrivers.org\/<\/a><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2019\/05\/14\/india-invisibile-un-mondo-da-conoscere-elena-camino\/#_ftnref3\" >[3]<\/a> Economic and Political Weekly, 2014.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2019\/05\/14\/india-invisibile-un-mondo-da-conoscere-elena-camino\/#_ftnref4\" >[4]<\/a> <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/assets.survivalinternational.org\/documents\/375\/Rapporto_Survival_Grandi_Dighe.pdf\" >https:\/\/assets.survivalinternational.org\/documents\/375\/Rapporto_Survival_Grandi_Dighe.pdf<\/a><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2019\/05\/14\/india-invisibile-un-mondo-da-conoscere-elena-camino\/#_ftnref5\" >[5]<\/a> Daniela Del Bene, Armin Scheidel\u00a0 &amp; Leah Temper. More dams, more violence? A global \u00a0analysis of resistances and repression around conflictive dams through co-produced knowledge. Sustainability Science, 2018.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2019\/05\/14\/india-invisibile-un-mondo-da-conoscere-elena-camino\/#_ftnref6\" >[6]<\/a> <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.globalwitness.org\/it\/\" >https:\/\/www.globalwitness.org\/it\/<\/a><\/p>\n<p><em>_______________________________________________<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>Elena Camino <\/em><em>\u00e8 membro della rete <\/em><em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/\" >TRANSCEND per la Pace, Sviluppo e Ambiente<\/a><\/em><em> e <\/em><em><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.assefatorino.org\" >Gruppo ASSEFA Torino<\/a><\/em><em>.<\/em><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2019\/05\/14\/india-invisibile-un-mondo-da-conoscere-elena-camino\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>14 Maggio 2019 &#8211; Dell\u2019India non si parla molto. 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