{"id":13413,"date":"2011-07-11T12:00:22","date_gmt":"2011-07-11T11:00:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=13413"},"modified":"2011-07-08T19:12:18","modified_gmt":"2011-07-08T18:12:18","slug":"italian-caro-gandhi-no-tav-e-adesso-cosa-dobbiamo-fare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2011\/07\/italian-caro-gandhi-no-tav-e-adesso-cosa-dobbiamo-fare\/","title":{"rendered":"(Italian) Caro Gandhi NO TAV, e Adesso Cosa Dobbiamo Fare?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\">\u201cAvrei voluto fare resistenza nonviolenta gandhiana, ma mi chiedo: Gandhi cosa avrebbe fatto davanti ai lacrimogeni <em>CS? <\/em>Si sarebbe alzato e sarebbe scappato o sarebbe rimasto a soffocare come i topi?<em>\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Con questo interrogativo, Davide Bono, consigliere regionale per la lista 5 stelle in Piemonte, conclude una breve intervista riportata nel <em>Manifesto<\/em> (5 luglio 2011, contenuto anche in una sua testimonianza pi\u00f9 ampia: <span style=\"text-decoration: underline;\"><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/crisis.blogosfere.it\/2011\/07\/gli-scontri-in-val-di-susa-la-testimonianza-di-chi-cera3.html\" >http:\/\/crisis.blogosfere.it\/2011\/07\/gli-scontri-in-val-di-susa-la-testimonianza-di-chi-cera3.html<\/a><\/span> ). Anche altri e altre chiamano in causa il buon Gandhi e pi\u00f9 in generale la nonviolenza. E allora non resta che chiedere direttamente a lui: caro Gandhi che cosa risponderesti? Ascoltiamo cosa, presumibilmente, ci potrebbe dire.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La prima cosa che vi direi, carissimi amici e amiche, \u00e8 che bisogna distinguere un \u201cevento\u201d da un \u201cprocesso\u201d: porre una domanda relativa a un singolo evento senza dire cosa \u00e8 successo prima non \u00e8 di grande aiuto. Quali forme di lotta nonviolenta avete organizzato e quali si sono dimostrate pi\u00f9 efficaci? Quali erano gli obiettivi? Quale l\u2019organizzazione? Quale la vostra preparazione?<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La tragica esperienza della manifestazione di Genova del 20 luglio 2001 contro il G8, di cui ho sentito parlare, avrebbe dovuto insegnarvi che un \u201cassedio\u201d, e a maggior ragione un \u201cassalto\u201d, sono operazioni rischiose e possono facilmente sfociare in reazioni violente da entrambe le parti, a meno di essere preparati, addestrati anche a sostenere le pi\u00f9 brutali violenze da parte della polizia ed essere organizzati per impedire infiltrazioni, provocazioni, azioni violente da parte di singoli o di gruppi che non condividono pienamente l\u2019approccio nonviolento.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">A questo proposito, voglio ricordarvi un episodio che \u00e8 stato reso particolarmente famoso dal film che Richard Attenborough ha realizzato su di me: l\u2019assalto ai depositi di sale noto come <em>Dharasana Satyagraha <\/em>(per approfondire, vedi: <span style=\"text-decoration: underline;\"><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Dharasana_Satyagraha\" >http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Dharasana_Satyagraha<\/a><\/span> ) e che Yogesh Chadha ha ampiamente ricostruito in un suo libro.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Il 4 maggio 1930, qualche mese dopo la famosa \u201cmarcia del sale\u201d, venni arrestato e<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u201c\u2026 la guida del movimento pass\u00f2 alla poetessa Sarojini Naidu, che alla testa di 2500 membri del Congress si diresse verso le saline di Dharasana, duecentoquaranta chilometri a nord di Bombay; Sarojini ammon\u00ec i volontari: \u2018Non dovete alzare neppure una mano per proteggervi dai colpi\u2019. Con Manilal, secondogenito del Mahatma, in prima linea, i <em>satyagrahi <\/em>si avvicinarono ai bacini saliferi circondati da un fossato e difesi da quattrocento poliziotti indiani, al comando di sei ufficiali britannici. Una colonna scelta di dimostranti si fece avanti, guad\u00f2 il canale e si appress\u00f2 allo steccato avvolto dal filo spinato: gli ufficiali di polizia ordinarono loro di disperdersi, ma essi ignorarono in silenzio quell\u2019avvertimento, e continuarono a procedere lentamente. Il noto corrispondente della United Press, Webb Miller, che era riuscito a essere presente alla scena, cos\u00ec descrisse gli eventi:<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">All\u2019improvviso, a un cenno di comando, frotte di agenti indiani si gettarono sui manifestanti che ancora avanzavano, e li coprirono di bastonate con i loro <em>lathi <\/em>dalla punta d\u2019acciaio. Non uno di loro sollev\u00f2 sia pure un braccio per schivare i colpi. Cadevano come birilli\u2026. La folla dei dimostranti aspettava, gemendo e trattenendo il respiro sotto l\u2019impressione di ogni percossa. Quelli colpiti cadevano rovinosamente, svenuti o torcendosi per le lesioni alla testa o alle spalle\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Dopo un certo tempo si cambi\u00f2 tattica: venticinque uomini avanzavano e si mettevano a sedere, mentre la polizia continuava a picchiarli alla cieca con i <em>lathi \u2026<\/em>\u201d (Yogesh Chadha, <em>Gandhi. Il rivoluzionario disarmato, <\/em>Mondadori, Milano 1988, p. 294. La descrizione continua con episodi che hanno dell\u2019incredibile per l\u2019entit\u00e0 della violenza e il coraggio e la determinazione dei <em>satyagrahi<\/em>.)<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Per completare queste riflessioni vi ricordo un altro episodio avvenuto anni prima, sempre attraverso le parole di chi ha ricostruito quegli eventi.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u201cNel marzo del 1919 prese il via a Delhi la prima grande campagna <em>satyagraha<\/em> di disobbedienza civile, che prevedeva il boicottaggio delle merci inglesi e il non-pagamento delle imposte, per protestare contro le misure restrittive che gli inglesi imponevano sulla liberta\u2019 personale degli indiani e che intendevano mantenere anche dopo la guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Gandhi oppose un movimento di disobbedienza civile che inizi\u00f2 il 6 aprile, con uno spettacolare sciopero generale della nazione con astensione di massa dal lavoro, accompagnato da preghiera e digiuno.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Gli aderenti a questa campagna furono invitati a firmare una formale dichiarazione redatta dallo stesso Gandhi, in cui si impegnavano a <em>disobbedire<\/em> nel caso in cui queste leggi venissero applicate. Poiche\u2019 Gandhi proclamo\u2019 il <em>satyagraha<\/em> un processo di auto purificazione sacra si decise di sospendere il lavoro in tutta l\u2019India per un giorno dedicando tale giornata al digiuno e alla preghiera.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Tale processo pero\u2019 non ottenne i risultati che ci si aspettava, anzi ebbe l\u2019effetto contrario.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Inizi\u00f2 la repressione degli indiani da parte degli inglesi. Gandhi fu arrestato per aver venduto copie di pubblicazioni sediziose. Scoppiarono disordini in tutta l\u2019India. Particolarmente feroce fu la repressione ad Amritsar (30 marzo) da parte del generale Edward H. Dyer, che apr\u00ec il fuoco su una folla radunata per un comizio uccidendo trecento persone e ferendone circa un migliaio.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Gandhi fece autocritica, sospendendo subito la campagna<em> satyagraha,<\/em> e ammettendo di aver commesso <strong><em>un errore di proporzioni himalayane<\/em><\/strong> avendo voluto spingere gli indiani alla disobbedienza civile, senza un\u2019adeguata educazione alla nonviolenza, al senso del dovere e del rispetto della legalita\u2019.\u201d (<span style=\"text-decoration: underline;\"><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.parlandosparlando.com\/view.php\/id_592\/lingua_0\/whoisit_1\" >http:\/\/www.parlandosparlando.com\/view.php\/id_592\/lingua_0\/whoisit_1<\/a><\/span> )<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Allora caro Gandhi, se abbiamo ben capito ci dici che la resistenza popolare nonviolenta, che tu chiamavi <em>satyagraha<\/em>, richiede coraggio, determinazione, addestramento, disciplina, scelta oculata degli obiettivi intermedi. Tutte condizioni che occorre preparare e coltivare con cura. Certo, anche tu sai bene che oggi vengono lanciati centinaia di lacrimogeni, ma forse ritieni che non siano pi\u00f9 micidiali dei colpi che ricevevate con i <em>lathi, <\/em>o dei colpi di fucile con cui gli inglesi hanno represso le manifestazioni dei centomila resistenti nonviolenti pathan guidati da Badshah Khan, noto come il Gandhi della frontiera, che si era affiancato alla tua lotta.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Care amiche e amici valsusini, ci direbbe ancora Gandhi, non pensate che sia mia intenzione darvi una \u201clezione\u201d dall\u2019alto, dall\u2019aldil\u00e0. Conosco bene le difficolt\u00e0 di ogni sorta che avete affrontato in questi oltre vent\u2019anni di lotta. Ma oggi siete giunti a un punto cruciale, che richiede da parte di tutti, anche coloro che sono solidali, ma meno direttamente coinvolti, un impegno maggiore.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Forse non sarete capaci nell\u2019immediato di comportarvi come i <em>satyagrahi<\/em>, ma alcune cose potete farle lo stesso. Per esempio, con le sue azioni \u201cestemporanee\u201d il vostro caro amico Turi Vaccaro si muove da tempo lungo gli impervi sentieri della nonviolenza attiva tanto che i media, pur con le loro pesanti distorsioni, gli hanno dedicato ampio spazio. Che cosa succederebbe se ci fossero \u201cdieci, cento, mille Turi\u201d?<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Voglio aggiungere che anche io ho conosciuto momenti di debolezza, di sconforto, addirittura di depressione. In quei frangenti ho scoperto che il digiuno pu\u00f2 essere uno strumento formidabile di auto purificazione, di riflessione interiore, di analisi dei nostri errori per valutare attentamente quali scelte compiere. Allora vi suggerisco di lanciare un digiuno che coinvolga man mano decine, centinaia, migliaia di persone che si riuniscano in un luogo pubblico significativo e importante, con l\u2019adesione delle principali personalit\u00e0 solidali con il vostro movimento. E poi vi consiglio di continuare a moltiplicare le azioni e le manifestazioni condotte in modo rigorosamente nonviolento, in luoghi diversi, per costringere i politici che non intendono vedere e dialogare ad accettare un confronto serio e non generico sulle ragioni che da tempo andate esponendo, aiutati da autorevoli personalit\u00e0 del mondo della scienza, dell\u2019economia, della tecnica.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Vi faccio notare che nel corso dei miei molteplici \u201cesperimenti con la verit\u00e0\u201d mi sono trovato anch\u2019io di fronte a un bivio:<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u201cFino al 1906 mi sono affidato esclusivamente alla ragione. Ero un riformatore molto attivo e un ottimo redattore di petizioni, in quanto avevo sempre una chiara visione dei fatti, che mi proveniva da una rigorosa osservanza della verit\u00e0. Tuttavia, quando giunse il momento critico, nel Sudafrica, dovetti scoprire che la ragione non era sufficiente. La mia gente era eccitata, e si cominciava a parlare di vendette. Mi trovai di fronte all\u2019alternativa tra aderire anch\u2019io alla violenza o trovare un altro metodo per risolvere la crisi e far cessare l\u2019ingiustizia, e allora mi venne in mente di rifiutare di obbedire alle leggi discriminatorie, affrontando per questo anche la prigione. Nacque cos\u00ec l\u2019equivalente morale della guerra\u2026 Da allora mi sono andato sempre pi\u00f9 convincendo che la ragione non \u00e8 sufficiente ad assicurare cose di fondamentale importanza per gli uomini, che devono essere conquistate attraverso la sofferenza. La sofferenza \u00e8 la legge dell\u2019umanit\u00e0, cos\u00ec come la guerra \u00e8 la legge della giungla. Ma la sofferenza \u00e8 infinitamente pi\u00f9 potente della legge della giungla, ed \u00e8 in grado di convertire l\u2019avversario e di aprire le sue orecchie, altrimenti chiuse, alla voce della ragione\u201d. (M.K.Gandhi, <em>Teoria e pratica della nonviolenza,<\/em> a cura di Giuliano Pontara, Einaudi, Torino 1973 e 1996, p. 5.) Quella di cui sto parlando \u00e8 la sofferenza che accettiamo su noi stessi, ma che non infliggiamo agli altri, come hanno fatto nel corso di tutta la storia umana i \u201cgiusti\u201d durante la shoah, i <em>bodhisattva, <\/em>i<em> satyagrahi, <\/em>Ges\u00f9 Cristo,<em> <\/em>la cui immagine sulla croce mi ha colpito e ispirato moltissimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Allora, carissimi, organizzate manifestazioni pi\u00f9 impegnative, ma con uno specifico e chiaro obiettivo, per quanto circoscritto, con gruppi che si alternano nella resistenza, qualora si venga attaccati dalla polizia, disposti a farsi arrestare in massa.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Mi avete detto, e lo avete gridato a tutti quanti, che la polizia user\u00e0 i lacrimogeni, illegali (sostenendo che questo \u00e8 ci\u00f2 che hanno in dotazione e scaricando la responsabilit\u00e0 su altri). Ma il rispetto dei diritti umani vale per tutti, manifestanti e forze di polizia, nessuno escluso, e la responsabilit\u00e0, come insegna da tempo il diritto internazionale, \u00e8 individuale: ribellarsi e disobbedire \u00e8 giusto. L\u2019obiezione di coscienza vale anche per i poliziotti e i carabinieri. E\u2019 dunque doveroso che dialoghiate con loro, senza incutere paura, per evitarne la disumanizzazione e favorirne la maturazione e la presa di coscienza che li aiuti a superare comportamenti di cieca obbedienza.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Sin dagli anni in cui organizzavo la lotta nonviolenta in India, avevo proposto la costituzione delle <em>Shanti Sena, <\/em>corpi civili di pace per intervenire e interporsi tra fazioni in guerra. Ora vedo con piacere che, in Italia e altrove, siete andati molto avanti su questa strada ed esiste da tempo una \u201cRete dei Corpi Civili di Pace\u201d (<span style=\"text-decoration: underline;\"><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.reteccp.org\/\" >www.reteccp.org<\/a><\/span> ) che interviene, pur con modeste forze, in situazioni di conflitto armato in varie parti del mondo (dalla Colombia alla Palestina dal Kossovo al Guatemala, ecc.) per facilitare la prevenzione e la riconciliazione e interporsi tra le parti in lotta. Ho saputo che intervengono anche all\u2019interno del vostro paese per affrontare le varie forme di illegalit\u00e0 diffusa che chiamate con il termine onnicomprensivo di \u201cmafie\u201d, una realt\u00e0 purtroppo diffusa anche nella mia amata India.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Allora vi suggerisco di chiedere ai \u201ccorpi civili di pace\u201d (ben diversi dai semplici \u201cservizi d\u2019ordine\u201d) di monitorare le manifestazioni e di rendersi disponibili per \u201cinterporsi\u201d tra forze dell\u2019ordine ed eventuali gruppi che non rispettino le tecniche e i metodi della nonviolenza come \u00e8 avvenuto, mi \u00e8 stato detto, nei casi pi\u00f9 felici, per esempio durante la \u201cMostra navale bellica\u201d a Genova nel 1989.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Tutto questo \u00e8 alla vostra portata. Chi di voi non sia pienamente persuaso di quanto vi ho suggerito, accetti almeno di seguire la nonviolenza in termini pragmatici (la nonviolenza negativa, intesa solo come astensione dalla violenza, di cui parlano sia Galtung, che ha ampiamente studiato il mio pensiero, <span style=\"text-decoration: underline;\"><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2011\/06\/nonviolenza-negativa-e-positiva-johan-galtung\/\" >http:\/\/serenoregis.org\/2011\/06\/nonviolenza-negativa-e-positiva-johan-galtung\/<\/a><\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">,<\/span> sia Gene Sharp).<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">So inoltre che la posta in gioco non \u00e8 solo quella del TAV in Val di Susa, ma una pi\u00f9 generale lotta per il cambiamento strutturale di un modello di sviluppo e di un sistema economico che stanno distruggendo gran parte degli ecosistemi e impoverendo masse crescenti di persone, come avevo scritto, ormai un secolo fa, nel mio modesto libriccino <em>Hind Swaraj.<\/em> Vi ricordo quello che dissi allora: \u201cla Terra possiede risorse sufficienti per soddisfare i bisogni fondamentali di ciascuno, ma non l\u2019avidit\u00e0 di pochi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Anche per questo, caro Gandhi, ti ringraziamo e dopo questi tuoi suggerimenti speriamo di essere all\u2019altezza del compito che ci aspetta, insieme a quella moltitudine di altri movimenti che stanno lottando per i \u201cbeni comuni\u201d e hanno saputo organizzare una straordinaria campagna referendaria su acqua e nucleare, coronata da successo.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">_________________________<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>Prof. Nanni Salio \u00e8 membro della rete TRANSCEND per la Pace, Sviluppo e Ambiente.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2011\/07\/caro-gandhi-no-tav-e-adesso-cosa-dobbiamo-fare-nanni-salio\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La prima cosa che vi direi, carissimi amici e amiche, \u00e8 che bisogna distinguere un \u201cevento\u201d da un \u201cprocesso\u201d: porre una domanda relativa a un singolo evento senza dire cosa \u00e8 successo prima non \u00e8 di grande aiuto. 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