{"id":14224,"date":"2011-09-05T12:00:52","date_gmt":"2011-09-05T11:00:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=14224"},"modified":"2011-09-02T21:32:15","modified_gmt":"2011-09-02T20:32:15","slug":"italian-movimento-per-la-pace-un-movimento-che-non-c%e2%80%99e%e2%80%a6-ancora","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2011\/09\/italian-movimento-per-la-pace-un-movimento-che-non-c%e2%80%99e%e2%80%a6-ancora\/","title":{"rendered":"(Italian) Movimento per la pace: un movimento che non c\u2019\u00e8\u2026 ancora!"},"content":{"rendered":"<p>La questione \u00e8 vecchia, ma si ripropone sempre quando ci troviamo di fronte a una guerra: dov\u2019\u00e8 il movimento per la pace?<\/p>\n<p>Non ritornerei su questo tema, se non fosse per rispondere alle giuste e sofferte sollecitazioni di Marinella Correggia, che ha tentato invano di richiamare l\u2019attenzione su quanto \u00e8 avvenuto e continua ad avvenire in Libia.<\/p>\n<p>Ecco alcuni spunti di riflessione che ritengo essenziali.<\/p>\n<p><em>Primo<\/em>: non esiste un movimento organizzato al quale fare riferimento direttamente, neppure un reale coordinamento, ma solo un insieme variegato di associazioni, gruppi, piccoli movimenti, che operano settorialmente e separatamente.<\/p>\n<p><em>Secondo<\/em>: le grandi oceaniche manifestazioni sono il risultato di iniziative alle quali partecipano anche altri soggetti, oltre ai movimenti di base: le Chiese, i partiti. Storicamente, in queste occasioni si \u00e8 riusciti sia a ottenere qualche parziale risultato, sia a essere presenti su scala globale (lotta contro i test nucleari in atmosfera negli anni 1950-1960; contro la guerra del Vietnam; contro gli euromissili). Ma sovente queste manifestazioni si limitano a essere dei grandi happening, come \u00e8 avvenuto il 15 febbraio 2003, in quella che \u00e8 stata definita, con troppa enfasi, la giornata della \u201cnascita della seconda superpotenza mondiale\u201d.<\/p>\n<p><em>Terzo<\/em>: le risorse a disposizione dei movimenti di base sono scarsissime, quasi nulle e non c\u2019\u00e8 un piano per modificare questo stato di cose.<\/p>\n<p><em>Quarto<\/em>: i movimenti di base non hanno un loro programma politico preciso, ma solo un insieme di proposte e di slogan generici. In altre parole, \u201cnon fanno politica\u201d. In questo momento non hanno nessun referente politico in Parlamento.<\/p>\n<p><em>Quinto<\/em>: per quanto riguarda l\u2019Italia, n\u00e9 la Chiesa cattolica, n\u00e9 tanto meno i partiti di sinistra hanno mai assunto con rigore e coerenza il tema della pace e specificamente della cultura e dell\u2019azione nonviolenta. Contribuiscono quasi solo a un pacifismo basato su dichiarazioni generiche, vaghe e impotenti.<\/p>\n<p>Di fronte a questa situazione, descritta per sommi capi, non stupisce quanto \u00e8 successo nel caso della Libia.<\/p>\n<p>Tra i partiti e le forze di sinistra c\u2019\u00e8 stato un coro quasi unanime, dalla Rossanda sul Manifesto al Presidente della Repubblica, di adesione alla falsa interpretazione dell\u2019 \u201cintervento umanitario\u201d. Era talmente evidente la montatura, che ci si chiede se sia prevalsa la stupidit\u00e0, l\u2019ignoranza, la disinformazione o semplicemente la distrazione.<\/p>\n<p>Le poche azioni di protesta sono passate sotto silenzio e non hanno avuto rilievo, n\u00e9 incisivit\u00e0. Non bastano i digiuni a staffetta, condotti quasi in incognito, n\u00e9 gli appelli che si limitino a richieste generiche.<\/p>\n<p>La protesta dev\u2019essere organizzata e condurre, gradualmente, anche alla disobbedienza civile, di cui si vedono ben pochi esempi negli ultimi tempi.<\/p>\n<p>D\u2019altro canto, si potrebbe aggiungere che di fronte a tragedie di portata ben maggiore, continuiamo a muoverci tra l\u2019indifferenza e l\u2019inefficacia: siccit\u00e0 e fame devastante nel Corno d\u2019Africa come caso specifico del pi\u00f9 ampio problema della morte per fame che ha un\u2019incidenza in termini di mortalit\u00e0 annua circa 100 volte superiore a quella di tutte le guerre; crisi sistemica globale (economica, sociale, ambientale, alimentare), migrazioni e violenze quotidiane su donne e bambini.<\/p>\n<p>Certo, il caso della Libia \u00e8 relativamente pi\u00f9 circoscritto e se esistesse un autentico movimento per la pace si sarebbe forse riusciti a contrastare la deriva verso la guerra che, come ormai \u00e8 ampiamente documentato, \u00e8 stata preparata anni prima.<\/p>\n<p>Tuttavia, non dimentichiamo che lo scenario globale \u00e8 di natura tale da richiedere un impegno ben diverso rispetto a quanto fatto finora da parte di tutti quei gruppi di base che intendano realmente costruire un\u2019alternativa.<\/p>\n<p>Non possiamo rimanere a livello di dilettanti che operano nel tempo libero, contro un complesso militare-industriale-scientifico-corporativo-mediatico di centinaia di migliaia (milioni) di professionisti a tempo pieno. Le guerre si fanno anche ad agosto, quando la maggior parte di noi pensa solo alle agognate vacanze.<\/p>\n<p>I risultati positivi dei due referendum sull\u2019acqua e sul nucleare sono ottimi esempi della capacit\u00e0 di lavorare insieme da parte di centinaia e migliaia di piccoli gruppi su proposte concrete e obiettivi raggiungibili.<\/p>\n<p>Anche la pace \u00e8 un \u201cbene comune\u201d che dev\u2019essere costruito e difeso.<\/p>\n<p>Un futuro movimento per la pace, autentico ed efficace, non ha che l\u2019imbarazzo della scelta: dalla drastica riduzione delle spese militari al potenziamento del servizio civile; dai Corpi Civili di Pace all\u2019attivazione della legge sul servizio civile per quanto riguarda esperienze di difesa popolare nonviolenta; dall\u2019educazione alla pace alla mediazione e trasformazione nonviolenta dei conflitti; dalla critica del sistema capitalista alla transizione verso societ\u00e0 e modelli di economia nonviolenta; dall\u2019attuale sistema agroalimentare che affama e uccide milioni di esseri viventi indifesi a un\u2019alimentazione vegetariana e vegana basata sull\u2019agroecologia; da una cultura mediatica e accademica che esalta la guerra e la violenza a una cultura di pace e nonviolenza seguendo le orme e gli insegnamenti dei grandi maestri: da Gandhi a Capitini, da Pontara a Galtung.<\/p>\n<p>Cara Marinella, il lavoro \u00e8 molto e gli attivisti pochi, ma non perdiamoci d\u2019animo: uniamo le forze, continuiamo a lottare, a progettare e costruire esperienze di vita ispirate alla nonviolenza.<\/p>\n<p>E\u2019 probabile che l\u2019umanit\u00e0 intera si trovi di fronte a un punto di svolta: o riusciremo a costruire una societ\u00e0 globale capace di organizzarsi secondo i principi della nonviolenza, in modo tale imprimere un salto evolutivo agli odierni imperfetti esseri umani, oppure corriamo il rischio di un collasso planetario.<\/p>\n<p>Guardiamo al futuro con la lungimiranza e la fiducia dei \u201cgiusti\u201d, dei bodhisattva, pur nella consapevolezza dei nostri limiti personali e collettivi, coltivando la compassionevolezza e la compresenza verso tutti gli esseri viventi.<\/p>\n<p>_______________________<\/p>\n<p><em>Prof. Nanni Salio \u00e8 membro della rete TRANSCEND per la Pace, Sviluppo e Ambiente.<\/em><em><\/em><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2011\/09\/movimento-per-la-pace-un-movimento-che-non-ce-ancora-nanni-salio\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La questione \u00e8 vecchia, ma si ripropone sempre quando ci troviamo di fronte a una guerra: dov\u2019\u00e8 il movimento per la pace? 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