{"id":14860,"date":"2011-10-03T12:00:28","date_gmt":"2011-10-03T11:00:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=14860"},"modified":"2011-09-30T20:27:36","modified_gmt":"2011-09-30T19:27:36","slug":"italian-religioni-spiritualita-e-crisi-ecologica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2011\/10\/italian-religioni-spiritualita-e-crisi-ecologica\/","title":{"rendered":"(Italian) Religioni, Spiritualit\u00e0 e Crisi Ecologica"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\">Le radici della nostra crisi ecologica affondano lontano nel tempo. Molti allarmi sono stati lanciati da numerosi autori (scienziati, filosofi, ecologisti) nel corso degli anni, ma ben presto dimenticati e passati sotto silenzio.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Se si prova a chiedere quale sia la percezione della crisi, si hanno le risposte pi\u00f9 diverse, ma poche sono quelle che ne colgono l\u2019essenza. La maggior parte delle persone si sofferma su aspetti secondari e non riesce a scorgere la drammaticit\u00e0 e problematicit\u00e0 del momento che l\u2019umanit\u00e0 sta vivendo.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Uno degli studi pi\u00f9 importanti fu pubblicato nel 1972 dal Club di Roma con il titolo \u201cI limiti della crescita\u201d, tradotto malamente in italiano in: \u201cI limiti dello sviluppo\u201d (Mondadori, Milano 1972). Gli autori prevedevano che nei primi decenni del XXI secolo si sarebbe verificata una crisi globale innescata dalla continua crescita economica non compatibile con i limiti dell\u2019ecosistema terrestre. Il sistema economico dominante reag\u00ec con asprezza criticando le conclusioni di questo studio e ignorandole.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Dopo quarant\u2019anni, trascorsi nel delirio della crescita illimitata, ci troviamo nel pieno di una crisi sistemica: climatico-ambientale, energetica, economico-finanziaria, sociale-esistenziale, alimentare.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Ma prima ancora degli studi di carattere tecno-scientifico, fu Gandhi a mettere in evidenza, in un famoso pamphlet del 1909, <em>Hind Swaraj <\/em>(riproposto un secolo dopo con il titolo: <em>Vi spiego i mali della civilt\u00e0 moderna<\/em>. Hind Swaraj<em>, <\/em>Gandhi Edizioni, Pisa 2009) che \u201cquesta civilt\u00e0 \u00e8 tale che con un po\u2019 di pazienza si distrugger\u00e0 da sola.\u201d Per Gandhi, la nostra civilt\u00e0 (e a maggior ragione anche le scelte compiute oggi dai governanti dell\u2019India) \u00e8 immorale e ha smarrito il senso autentico dello scopo di vivere, il <em>dharma<\/em>. Secondo questa opinione, si tratterebbe dunque di una profonda crisi spirituale e religiosa. Mezzo secolo dopo, Lynn White Jr. pubblic\u00f2 un breve saggio su \u201cLe radici storico-culturali della nostra crisi ecologica\u201d (1967, <em>Science<\/em> 155, traduzione italiana: Il Mulino, marzo-aprile 1973) nel quale conferm\u00f2 l\u2019analisi svolta da Gandhi individuando tre principali radici: una metodologica dovuta al riduttivismo scientifico-culturale; una antropologica caratterizzata dall\u2019idea di dominio degli esseri umani sulla natura e la perdita del suo carattere di sacralit\u00e0; e infine una economica basata sull\u2019illusione della crescita illimitata.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Lasciando momentaneamente da parte l\u2019aspetto della crisi antropologica, tutt\u2019altro che secondaria, concentriamoci sugli aspetti pi\u00f9 strettamente di ecologica economica, cominciando da un famoso modello interpretativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Impatto ambientale, sostenibilit\u00e0 e impronta ecologica<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Nel 1973, Barry Commoner, Paul Ehlrich e John Holdren proposero un modello a tre variabili: I = P x A x T, noto come modello IPAT, per tentare di analizzare i problemi ambientali globali. Non sono semplici moltiplicazioni, ma relazioni non lineari che non conosciamo in modo rigoroso: I \u00e8 l\u2019impatto ambientale, P la popolazione, A<strong> <\/strong>sta per affluence e<strong> <\/strong>corrisponde al livello di consumi e di benessere pro capite e T \u00e8 il fattore tecnologico. Si capisce immediatamente che al crescere di P e di A aumenta l\u2019impatto. Il fattore tecnologico T pu\u00f2 mitigare tale impatto, se si utilizzano tecnologie pi\u00f9 efficienti.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">L\u2019impatto pu\u00f2 essere valutato mediante specifici indicatori ambientali. Uno dei pi\u00f9 importanti \u00e8 l\u2019impronta ecologica, definita come \u201cuno strumento di calcolo che ci permette di stimare il consumo di risorse e la richiesta di assimilazione di rifiuti da parte di una determinata popolazione umana o di una certa economia e di esprimere queste grandezze in termini di superficie di territorio produttivo corrispondente\u201d (Mathis Wackernagel e William E. Rees, <em>L\u2019impronta ecologica<\/em>, Edizioni Ambiente, Milano 2000, pag.3). Si stima che l\u2019attuale impronta ecologica totale dell\u2019umanit\u00e0 superi di almeno il 20% quella realmente disponibile: l\u2019impronta pro capite media mondiale \u00e8 di 2,2 ettari e quella disponibile di soli 1,8 ettari. Stiamo quindi intaccando il capitale naturale non rinnovabile e stando alle previsioni questa tendenza potrebbe culminare nel 2050 con un\u2019impronta che superer\u00e0 di quattro volte quella totalmente disponibile. In altre parole, a quella data occorrerebbero quattro pianeti per far fronte alle esigenze dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Un secondo indicatore importante \u00e8 la quantit\u00e0 d CO<sub>2<\/sub> emessa in seguito alle attivit\u00e0 antropiche, che ha alterato la composizione chimica dell\u2019atmosfera. Dall\u2019inizio della rivoluzione industriale si \u00e8 passati da 280 ppm (parti per milione) di CO<sub>2<\/sub> in atmosfera a 360 ppm. Gran parte di queste emissioni sono state prodotte, in passato, dai paesi ricchi e ancora oggi gli USA emettono circa 20 tonnellate pro capite all\u2019anno, contro una media che, per essere sostenibile, non dovrebbe superare 1 tonnellata\/anno.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Un terzo indicatore \u00e8 la disponibilit\u00e0 energetica pro capite. Il metabolismo di ciascun essere umano richiede una potenza energetica di circa 100 watt, come quella di una normale lampadina mantenuta sempre accesa. La rivoluzione industriale ha messo a disposizione di ciascuno di noi una potenza ben maggiore attraverso l\u2019uso intensivo di combustibili fossili, in particolare petrolio.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Un cittadino statunitense dispone di una potenza che \u00e8 100 volte il suo metabolismo. Nelle economie di sussistenza raramente la potenza pro capite raggiunge il valore di 1 kW, pari a dieci volte il metabolismo.<\/p>\n<table class=\"alignleft\" width=\"100%\" border=\"0\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"17%\"><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"36%\">\n<h4>Impronta ecologica<\/h4>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"27%\">\n<h4>Emissioni di CO<sub>2<\/sub><\/h4>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"20%\">\n<h4>Potenza pro capite<\/h4>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"17%\"><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"36%\"><em>(in ettari pro capite)<\/em><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"27%\"><em>(in tonnellate pro capite)<\/em><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"20%\"><em>in kW<\/em><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"17%\"><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"36%\"><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"27%\"><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"20%\"><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"17%\"><em>USA <\/em><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"36%\"><em>10<\/em><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"27%\"><em>20<\/em><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"20%\"><em>10<\/em><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"17%\"><em>UE<\/em><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"36%\"><em>4,5<\/em><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"27%\"><em>9<\/em><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"20%\"><em>6<\/em><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"17%\"><em>Italia<\/em><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"36%\"><em>3,8<\/em><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"27%\"><em>8,1<\/em><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"20%\"><em>05\/06\/11<\/em><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"17%\"><em>Cina<\/em><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"36%\"><em>1,8<\/em><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"27%\"><em>4,6<\/em><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"20%\"><em>1,5<\/em><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"17%\"><em>India<\/em><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"36%\"><em>0,7<\/em><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"27%\"><em>1<\/em><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"20%\"><em>0,7<\/em><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"17%\"><strong><em>Mondo<\/em><\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"36%\"><strong><em>2,2<\/em><\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"27%\"><strong><em>3,6<\/em><\/strong><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"20%\"><strong><em>2<\/em><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"17%\"><em>disponibile<\/em><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"36%\"><em>1,8<\/em><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"27%\"><em>ottimale 1<\/em><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"20%\"><em>ottimale 1<\/em><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: left;\">Un quarto indicatore, infine, \u00e8 quello della distribuzione della ricchezza. Il reddito pro capite \u00e8 estremamente diverso da paese a paese e tra il quintile pi\u00f9 ricco e quello pi\u00f9 povero la disparit\u00e0 \u00e8 di circa 60 volte, ma giunge sino a 150 volte se si prendono le fasce pi\u00f9 ricche e quelle pi\u00f9 povere all\u2019interno dei due quintili, come si vede dal grafico seguente, elaborato dalle Nazioni Unite.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Distribuzione della ricchezza su scala mondiale<\/strong> (popolazione mondiale divisa in cinque parti uguali):<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2011\/09\/religioni-spiritualita-e-crisi-ecologica-nanni-salio\/\" >SI PREGA DI CONTINUARE A LEGGERE LA VERSIONE ORIGINALE<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">________________________<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>\u00a0Prof. Nanni Salio \u00e8 membro della rete TRANSCEND per la Pace, Sviluppo e Ambiente.<\/em><em><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le radici della nostra crisi ecologica affondano lontano nel tempo. Molti allarmi sono stati lanciati da numerosi autori (scienziati, filosofi, ecologisti) nel corso degli anni, ma ben presto dimenticati e passati sotto silenzio. 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