{"id":15979,"date":"2011-11-28T12:00:31","date_gmt":"2011-11-28T12:00:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=15979"},"modified":"2011-11-25T20:04:02","modified_gmt":"2011-11-25T20:04:02","slug":"italian-eco-nomia-regola-della-casa-regola-per-vivere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2011\/11\/italian-eco-nomia-regola-della-casa-regola-per-vivere\/","title":{"rendered":"(Italian) Eco-nomia, Regola della Casa, Regola per Vivere"},"content":{"rendered":"<p>Da qualche mese dobbiamo tutti studiare economia, anche di malavoglia. L\u2019uomo \u00e8 un animale etico. S\u00ec, \u00e8 bipede, scimmia nuda, animale razionale, politico, ha miseria e grandezza, \u00e8 bestia e angelo, \u00e8 lavoratore, faber fortunae suae, \u00e8 ci\u00f2 che mangia, \u00e8 ci\u00f2 che sogna. E in tutto ci\u00f2, se non si \u00e8 preventivamente stordito, si chiede cosa \u00e8 giusto.<\/p>\n<p>Ha diritto ad avere il necessario per vivere. Ha il dovere di assicurarlo ai suoi simili. Nel dare regole alla vita della unica casa umana (eco-nomia), e all\u2019uso delle cose, si stabiliscono diritti e doveri: non rubare, non prendere ci\u00f2 che non \u00e8 dato, non frodare (tanto meno sfruttare fino a far morire). Regola d\u2019oro di tutte le civilt\u00e0 umane \u00e8 non fare ci\u00f2 che non vorresti fosse fatto a te, fai ci\u00f2 che desideri per te, perci\u00f2 considera il valore degli altri uguale al tuo.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un raggio di relazioni prossime, dove pi\u00f9 facilmente si possiede e si distribuisce senza difficolt\u00e0 a ciascuno ci\u00f2 che \u00e8 necessario e utile, secondo la regola scritta negli Atti degli apostoli e in Karl Marx: \u00abDa ciascuno secondo le sua capacit\u00e0, a ciascuno secondo i suoi bisogni\u00bb. Se tutti fanno e danno quanto possono, tutti hanno quanto occorre. \u00c8 l\u2019economia del dono senza calcolo, vigente in realt\u00e0 umane concrete, col solo limite delle risorse, del non spreco o dell\u2019inutile.<\/p>\n<p>Poi c\u2019\u00e8 una rete ampia di relazioni, estesa al popolo di appartenenza, all\u2019umanit\u00e0 intera, sempre pi\u00f9 prossima. Occorrono regole generali e astratte. Il diritto \u00e8 la tutela del terzo sconosciuto. Mentre garantisco la persona che non vedr\u00f2 mai, io sono garantito nei suoi confronti. Qui occorre pi\u00f9 calcolo mentre diminuisce la logica del dono diretto, ma guai se il calcolo eliminasse il dono. Proprio questo \u00e8 accaduto quasi totalmente nella macroeconomia contemporanea. L\u2019impero del calcolo porta facilmente alla logica della rapina.<\/p>\n<p>\u00abCrisi del debito, crisi del debito!\u00bb Chi ruba per non morire di fame non \u00e8 un ladro. Ladra \u00e8 quella societ\u00e0 che mette qualcuno in questa necessit\u00e0. Chi fa debiti per non morire e non ha poi la possibilit\u00e0 di pagarli, non \u00e8 tenuto a pagarli. La societ\u00e0 che non ha provveduto a lui \u00e8 gravemente debitrice verso di lui. Se si esige il pagamento del debito dal povero, torniamo alla prigione per debiti, al debitore venduto schiavo con la sua prole (l\u2019unica cosa che ha), per compensare il creditore.<\/p>\n<p>In una societ\u00e0 umana che sia umana, ognuno ha diritto al necessario per vivere. Come una societ\u00e0 si organizza per distribuire e bilanciare i poteri, per organizzare l\u2019economia politica e le funzioni sociali, e i mezzi di difesa, e l\u2019informazione, eccetera, altrettanto deve provvedere a che ciascuno possa vivere, anche l\u2019incapace, anche il pigro. Non c\u2019\u00e8 la pena di morte per i pigri e gli incapaci (il nazismo ci stava arrivando), ma li si condanna con l\u2019abbandono: espulsi dalla competizione per primeggiare, mangiano le briciole, come i cagnolini, se le trovano. Altrimenti muoiono sotto i ponti, sulle panchine fredde. Il merito di chi pi\u00f9 pu\u00f2 e pi\u00f9 d\u00e0 \u00e8 un bel titolo per lui, ma non pu\u00f2 stabilire una gerarchia meritocratica, una graduatoria esclusiva pi\u00f9 che inclusiva.<\/p>\n<p>Una societ\u00e0 che sia umana, in via di umanizzazione, assicura a tutti i nati un salario vitale. Con le attuali immense spese militari (inutili e pericolose), con gli sprechi dei privilegiati, ogni societ\u00e0 mediamente sviluppata pu\u00f2 assicurare facilmente un salario vitale a tutti. Certo, tolta la necessit\u00e0 personale del lavoro, si creerebbero altri problemi: non si produrrebbe pi\u00f9 il necessario? L\u2019ozio genererebbe tutti gli altri vizi (che tuttavia oggi nascono e prosperano anche dal padre super-lavoro accanito e frenetico)? Ma se il lavoro fosse espressione libera, creativa, soddisfacente, invece che necessit\u00e0 e condanna, l\u2019umanit\u00e0 potrebbe crescere in umanit\u00e0. Quei problemi si potrebbero gestire, e sarebbero meno feroci dei problemi attuali di una societ\u00e0 che frusta i cittadini come cavalli da corsa, o li usa come macchine a produrre profitti per alcuni.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo di una societ\u00e0 umanizzata \u00e8 lo scambio gratuito: ti do il pane e le rose che mi chiedi non per averne un profitto, ma per rispondere al tuo bisogno e desiderio. E cos\u00ec vicendevolmente. Se questa un giorno sar\u00e0 l\u2019etica e la cultura diffusa, ci saranno furberie e violazioni, ma lo sfruttamento attuale del bisogno altrui sar\u00e0 l\u2019eccezione e non la regola. Oggi ci sono omicidi, ma non la regola degli omicidi, come c\u2019\u00e8 nel bellum omnium contra omnes.<\/p>\n<p>Quello \u00e8 un orizzonte, e non pu\u00f2 ancora essere il programma immediato o prossimo: non ci sono le condizioni spirituali, culturali, materiali. Ma ogni visione dell\u2019orizzonte, dei valori, del polo della bussola, orienta e qualifica il pi\u00f9 piccolo passo immediato. Si passa dove si pu\u00f2, ma sapendo dove si va.<\/p>\n<p>Ecco: dove intendiamo andare? Ricadere nel mito falso della crescita quantitativa dei prodotti, ora che il pianeta \u00e8 al limite dei prelievi possibili, e quella crescita \u00e8 definitivamente impossibile? Vogliamo sviluppare ci\u00f2 che abbiamo e siamo, cio\u00e8 la custodia e il piacere della natura, la distribuzione dei frutti e dei prodotti, per ridurre disparit\u00e0, conflitti, vittime?<\/p>\n<p>\u00abVivere semplicemente perch\u00e9 ognuno possa semplicemente vivere\u00bb, diceva Gandhi. Vivere e lasciar vivere \u00e8 pi\u00f9 piacevole che arraffare comunque, per paura di morire.<\/p>\n<p>La crisi generata dal \u201cmal-di-troppo\u201d (proprio come \u00e8 il cancro), del generale modello consumistico impazzito e della rapina indiscriminata da parte di alcuni, pu\u00f2 essere una opportunit\u00e0 nella storia umana. La terra grida il suo limite e le sue ferite. L\u2019accumulo dei possessi, che consegna alcuni nelle mani di altri, che degrada l\u2019umanit\u00e0 dei privilegiati, non saziati e non sviluppati, che lascia nella fame alcuni miliardi di umani, pu\u00f2 essere l\u2019occasione per un radicale ripensamento.<\/p>\n<p>Naturalmente, chi ha cultura e capacit\u00e0 di concretezza, cercher\u00e0 gli artifici giusti ed efficaci per riparare e modificare la macchina economica, locale e mondiale, se sar\u00e0 possibile mandarla avanti. Ma la macchina non ha anima e scopi, che sono quelli di chi la guida, e dei popoli che sperano di viaggiare con essa. Lavorare ad una cultura umanistica, dunque etica, dell\u2019economia, e progettare un sistema pi\u00f9 umano della economia politica classica, ha valore e necessit\u00e0 uguale al lavoro dei tecnici bravi inventori di soluzioni pratiche. \u00c8 l\u2019utopia (la realt\u00e0 che non-ha-ancora-luogo) che promuove il cammino sul terreno, perch\u00e9 il cammino da solo (muoversi per muoversi, fare per fare) non sa se va all\u2019altopiano o al burrone.<\/p>\n<p>Sale una protesta indignata, in tutto il mondo. Sembra che abbia vasto consenso (dal quale la politica democratica sempre dipende, nel bene e nel male).<\/p>\n<p>Le chiese cristiane, le religioni, l\u2019antropologia filosofica, hanno molto da dire. Un po\u2019 lo fanno, con contraddizioni. Possono farlo predicando bene, ma anche operando, col deporre privilegi, col costruire azioni e istituzioni con fine di dono solidale e non di cattura di profitti. \u00abRimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori\u00bb, non riguarda solo i peccati personali e non \u00e8 solo invocazione per la salvezza eterna, ma norma saggia (come il giubileo ebraico, l\u2019elemosina islamica, la compassione buddhista, il dovere disinteressato nell\u2019induismo) per riequilibrare sempre le nostre cattive o inevitabili diseguaglianze umilianti e offensive. Vale anche in economia la verit\u00e0 che \u00absenza perdono non c\u2019\u00e8 futuro\u00bb (Desmond Tutu). Chi pu\u00f2 pensare davvero, a mente sgombra, che rende solo il prendere e non il dare, il mietere senza di pi\u00f9 seminare?<\/p>\n<p>Se l\u2019economia non \u00e8 etica, cio\u00e8 umana, a favore della vita umana di tutti gli umani, allora, mancando la regola che la tiene in piedi e in funzione, la comune casa umana crolla sugli abitanti. Abbiamo e vogliamo una economia di appropriazione, o di condivisione? N\u00e9 l\u2019illusione del buon selvaggio, n\u00e9 il sofisma machiavellico dell\u2019uomo \u201ctristo\u201d per natura dicono l\u2019intero vero sulla nostra condizione: non \u00e8 vero che siamo solo avidi; non \u00e8 vero che siamo solo solidali. Una regola di vita giusta traccia il cammino tra questi poli, favorendo ci\u00f2 che unisce, cio\u00e8 il vivere, su ci\u00f2 che divide, cio\u00e8 il farsi guerra.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2011\/11\/eco-nomia-regola-della-casa-regola-per-vivere-enrico-peyretti\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ecco: dove intendiamo andare? Ricadere nel mito falso della crescita quantitativa dei prodotti, ora che il pianeta \u00e8 al limite dei prelievi possibili, e quella crescita \u00e8 definitivamente impossibile? Vogliamo sviluppare ci\u00f2 che abbiamo e siamo, cio\u00e8 la custodia e il piacere della natura, la distribuzione dei frutti e dei prodotti, per ridurre disparit\u00e0, conflitti, vittime?<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46],"tags":[],"class_list":["post-15979","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-original-languages"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15979","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15979"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15979\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15979"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15979"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15979"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}