{"id":165627,"date":"2020-07-27T12:01:15","date_gmt":"2020-07-27T11:01:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=165627"},"modified":"2020-07-27T08:12:27","modified_gmt":"2020-07-27T07:12:27","slug":"italiano-imparare-da-gandhi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2020\/07\/italiano-imparare-da-gandhi\/","title":{"rendered":"(Italiano) Imparare da Gandhi"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Salt-March_Gandhi-750x519-1.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-165628\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Salt-March_Gandhi-750x519-1.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"346\" srcset=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Salt-March_Gandhi-750x519-1.jpg 750w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Salt-March_Gandhi-750x519-1-300x208.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Mohandas Karamchand Gandhi \u00e8 nato il 2 ottobre 1869: 150 anni fa. Sono in tanti a rendergli onore e io voglio essere tra quelli.<\/p>\n<p>Non solo perch\u00e9 credo che sia stato fonte di grande ispirazione per il mondo intero, di idee e potenti strategie per contrastare la violenza nelle pi\u00f9 svariate circostanze, ma anche perch\u00e9 le mie esperienze personali sono la prova che queste idee hanno un immenso valore. Tra queste, la consapevolezza che \u201cSe stiamo per compiere dei progressi, non dobbiamo ripetere la storia ma crearne di nuova. Dobbiamo arricchire l\u2019eredit\u00e0 che i nostri antenati ci hanno lasciato\u201d, e il suo incoraggiamento a riflettere profondamente e ascoltare la propria voce interiore: \u201cDovresti sempre seguire la tua voce interiore, qualunque siano le conseguenze\u201d e \u201canche al rischio di essere frainteso\u201d.<\/p>\n<p>In sostanza, possiamo apprendere dalla storia in maniera produttiva, ma possiamo anche aggiungervi nuovi tasselli. Tra questi, imparare gestire la violenza con maggiore concretezza.<\/p>\n<h4 class=\"has-vivid-green-cyan-color has-text-color\"><strong>In che modo Gandhi mi ha ispirato?<\/strong><\/h4>\n<p>Il 1\u00b0 giugno 1942, mio zio Bob fu ucciso. La <em>USS Sturgeon<\/em>, un sottomarino statunitense, lanci\u00f2 siluri contro la nave giapponese dei prigionieri di guerra (POW), la <em>Montevideo Maru<\/em>.. La nave affond\u00f2 all\u2019istante e, insieme ad altri 1052 prigionieri di guerra, Bob perse la vita.<\/p>\n<p>Anche il fratello gemello di mio padre mor\u00ec durante la seconda guerra mondiale. Tom fu sparato a Rabaul, durante la sua prima (e ultima) missione. Era un marconista mitragliatore della Beaufort Bomber (vedi <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/thelastcoastwatcher.wordpress.com\/my-brothers\/\" >\u201cThe Last Coastwatcher: My Brothers\u201d<\/a>).<\/p>\n<p>La mia infanzia \u00e8 costellata dai ricordi di Bob e Tom\u2026 Cerimonie di commemorazione, medaglie al valore e qualche storia raccontata di rado da mio padre.<\/p>\n<p>Nel 1966, l\u2019anno in cui compii 14 anni, decisi di devolvere la mia intera esistenza alla ricerca del motivo che spinge gli esseri umani a farsi del male a vicenda. E del modo per porre fine a tutto questo. A 14 anni tutto sembra possibile! Ma non ero poi cos\u00ec tanto pi\u00f9 grande quando condussi la mia prima indagine preliminare e realizzai che sarebbe stata un\u2019ardua sfida. E questa consapevolezza \u00e8 stata necessaria per aiutarmi a delineare una strategia realmente efficace.<\/p>\n<p>Non \u00e8 difficile immaginare che le mie ricerche nel campo della violenza mi abbiano condotto alla <em>nonviolenza<\/em>. Nel corso dei miei studi a scuola e all\u2019universit\u00e0 avevo conosciuto persone inserite nell\u2019ambito di quella che ho, poi, scoperto dopo essere denominata \u201cazione nonviolenta\u201d. Ma io non mi ci ero mai imbattuto personalmente.<\/p>\n<p>Nel 1981, decisi di mettermi alla ricerca di qualche materiale sulla nonviolenza e sull\u2019azione nonviolenta. Gi\u00e0 dopo le prime letture, la mia attenzione si concentr\u00f2 sulla vita di Mohandas K. Gandhi, del quale avevo sentito parlare, soprattutto a proposito del suo ruolo durante la battaglia di indipendenza indiana. Cos\u00ec, ho letto molte delle sue pubblicazioni, tra cui <em>An Autobiography: The Story of My Experiments with Truth, <\/em>e anche libri scritti da suoi collaboratori, studiosi e ricercatori, per farmi un\u2019idea generale pi\u00f9 ampia e chiara possibile. Quante ore ho trascorso in biblioteca leggendo <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.gandhiashramsevagram.org\/gandhi-literature\/collected-works-of-mahatma-gandhi-volume-1-to-98.php\" ><em>The Collected Works of Mahatma Gandhi<\/em><\/a>!!!<\/p>\n<p>Quel che pi\u00f9 mi ha colpito di Gandhi \u00e8 che il suo personale interesse nel contrasto alla violenza implicava un <em>sentire<\/em> pi\u00f9 ampio. Non era semplicemente interessato al tipo di violenza che emerge durante i conflitti internazionali o interpersonali. Voleva capire di pi\u00f9 della violenza che si manifesta ogni volta che un individuo o una nazione sfrutta altri individui\/nazioni (per esempio, quando l\u2019imperialismo britannico sfruttava l\u2019India e i suoi popoli), e di quella che si presenta quando una struttura (come il capitalismo e il socialismo) sfrutta gli individui che la costituiscono. Per usare le sue parole: \u201clo sfruttamento \u00e8 l\u2019essenza della violenza\u201d. Era interessato alla violenza che emerge quando i membri di un gruppo sociale (come gli induisti) \u201codiano\u201d i membri di un altro gruppo sociale (come i musulmani). Era interessato alla violenza che emerge quando gli uomini opprimono le donne, o quando le caste ind\u00f9 opprimono gli \u201cintoccabili\u201d. Era interessato alla violenza che emerge quando gli esseri umani distruggono l\u2019ambiente che li circonda. Ed era interessato alla violenza che ciascun uomo infligge a se stesso.<\/p>\n<p>Tutto questo mi toccava nel profondo perch\u00e9, oltre alle guerre, durante il periodo della mia infanzia e dell\u2019adolescenza ho assistito a molte manifestazioni di violenza \u2013 dalla carestia nei paesi in via di sviluppo, al razzismo negli Stati Uniti (segnalato dal Rev. Martin Luther King Jr negli anni \u201960), fino alla devastazione dell\u2019ambiente naturale. Tutto ebbe un impatto, graduale ma profondo, sulla mia coscienza. Il contrasto alla violenza \u00e8 un compito pi\u00f9 difficile di quanto potessi immaginare. <strong><em>La violenza \u00e8 ovunque.<\/em><\/strong> E, anche se non se ne parla spesso, esiste una sconvolgente violenza domestica, soprattutto contro i bambini.<\/p>\n<p>In che modo Gandhi spiega la violenza e qual \u00e8 la sua strategia per affrontarla?<\/p>\n<h4 class=\"has-vivid-green-cyan-color has-text-color\"><strong>Gandhi sul Conflitto e la Violenza<\/strong><\/h4>\n<p>Per Gandhi, il conflitto era una condizione perenne. Lo vedeva anche da una prospettiva piuttosto positiva e \u201cdesiderabile\u201d. Per lui, era uno strumento importante per unire gli uomini, perch\u00e9 i conflitti di ciascuno di loro avrebbero ricordato al \u201cnemico\u201d del senso pi\u00f9 profondo e trascendentale della vita, che \u00e8 molto pi\u00f9 intenso di qualunque legame o vincolo sociale.<\/p>\n<p>Ma la violenza era diversa. Gandhi la considerava come qualcosa che si fonda sulle strutture sociali e non sulle persone.<\/p>\n<p>Fondamentalmente, come sostiene Leroy Pelton, Gandhi aveva capito che la verit\u00e0 non pu\u00f2 essere raggiunta attraverso la violenza (\u201cche viola i bisogni dell\u2019uomo e distrugge la vita\u201d), perch\u00e9 la violenza stessa \u00e8 una forma di ingiustizia. In nessun caso, la violenza pu\u00f2 risolvere i conflitti, perch\u00e9 non \u00e8 rivolta alle questioni in gioco.<\/p>\n<p>Per Gandhi non c\u2019era nulla di indesiderabile nel conflitto. La sua principale preoccupazione era capire come gestire il conflitto senza implicare la violenza e come creare nuovi sistemi sociali liberi dalle strutture della violenza. L\u2019essenza del suo approccio era nell\u2019individuare il modo di curare il conflitto, preservando le persone e demolendo le strutture del <em>male<\/em>. Tuttavia, Gandhi era fermamente convinto che la \u201cpurificazione strutturale\u201d da sola non bastasse. L\u2019auto-purificazione \u00e8 altrettanto fondamentale.<\/p>\n<p>In altre parole, secondo la sua prospettiva, risolvere il conflitto (senza violenza) \u00e8 solo uno dei risultati desiderati. Per Gandhi, il successo implica anche la creazione di una struttura sociale pi\u00f9 complessa, il raggiungimento di un livello pi\u00f9 alto di coraggio e autosufficienza, sia dalla parte dei <em>satyagrahis<\/em> (attivisti nonviolenti), che da quella dei suoi oppositori, e la realizzazione di un\u2019umanit\u00e0 pi\u00f9 unita.<\/p>\n<h4 class=\"has-vivid-green-cyan-color has-text-color\"><strong>Due domande chiave<\/strong><\/h4>\n<p>Nonostante l\u2019enorme influenza che Gandhi ha avuto nel modellare la mia concezione del conflitto e la precisa definizione di nonviolenza che dovrebbe essere adoperata per affrontarlo, credo che ci siano due domande ancora in sospeso:<\/p>\n<ol type=\"1\">\n<li>Qual \u00e8 l\u2019origine psicologica del comportamento violento di un individuo?<\/li>\n<li>Quale teoria dovrebbe guidare l\u2019applicazione dell\u2019azione nonviolenta cos\u00ec che la propaganda sia strategicamente efficace?<\/li>\n<\/ol>\n<p>La prima domanda \u00e8 importante perch\u00e9 anche se l\u2019individuo \u00e8 intrappolato in una struttura sociale violenta (come il sistema delle classi), pu\u00f2 sempre scegliere se prendervi parte, consapevolmente o inconsapevolmente, come perpetratore, collaboratore o vittima, oppure resistergli. Perch\u00e9 cos\u00ec tanti individui scelgono di prendervi parte come perpetratori e cos\u00ec pochi scelgono di opporvi resistenza?<\/p>\n<p>La seconda domanda \u00e8 altrettanto importante perch\u00e9, mentre Gandhi era uno pensatore intuitivamente strategico (i cui 30 anni di strategia nonviolenta portarono l\u2019India alla liberazione dall\u2019occupazione britannica), nessuno prima di lui o dopo la sua morte ha dimostrato di avere capacit\u00e0 neanche minimamente vicine alle sue in questo senso.<\/p>\n<p>Quindi, mentre la nonviolenza, che \u00e8 intrinsecamente potente, ha conseguito alcuni notevoli successi, le battaglie fondamentali per la pace (e per porre fine alla guerra); per fermare le aggressioni contro la biosfera; per assicurare la giustizia sociale alle popolazioni oppresse e sfruttate; per liberare le nazioni da dittature, occupazioni e genocidi; e le battaglie in relazione a molte altre giuste cause, zoppicano in avanti senza strategia (o ne usano una mal concepita). Stiamo fallendo e, infatti, barcolliamo sull\u2019orlo del precipizio della nostra stessa esistenza (vedi <a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2018\/08\/human-extinction-by-2026-a-last-ditch-strategy-to-fight-for-human-survival\/\" >\u201cHuman Extinction by 2016? A Last Ditch Strategy to Fight for Human Survival\u201d<\/a>).<\/p>\n<p>Avendo abbondantemente studiato Gandhi e il suo approccio alla nonviolenza (di cui ho selezionato alcuni elementi che ho progressivamente incluso nelle campagne nonviolente in cui ero coinvolto), ho ripreso la mia domanda di ricerca iniziale sull\u2019origine della violenza umana e ho anche deciso di sviluppare una teoria e un quadro di riferimento cos\u00ec che il pensiero strategico di Gandhi potesse essere facilmente adottato dagli altri attivisti nonviolenti.<\/p>\n<p>Alla fine, sviluppare questa teoria strategica \u00e8 stato pi\u00f9 semplice del previsto (di sicuro di pi\u00f9 di quanto non sia stato perseguire l\u2019obiettivo originario, ossia comprendere cosa fosse la violenza). E ho presentato il risultato su due siti web: <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/nonviolentstrategy.wordpress.com\/\" >Nonviolent Campaign Strategy<\/a> e <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/nonviolentliberationstrategy.wordpress.com\/\" >Nonviolent Defense\/Liberation Strategy.<\/a><\/p>\n<p>Nonostante gli sforzi iniziali finalizzati a rendere questa teoria pi\u00f9 fruibile da parte dei miei compagni attivisti, era chiaro fin da subito che solo pochi hanno la capacit\u00e0 di attivare il pensiero strategico in determinate circostanze, anche quando hanno una cornice di riferimento.<\/p>\n<h4 class=\"has-vivid-green-cyan-color has-text-color\"><strong>Le origini della violenza umana<\/strong><\/h4>\n<p>L\u2019importanza fondamentale di capire le origini della violenza umana mi si \u00e8 crudamente ripresentata davanti, perch\u00e9 sapevo che comprenderle mi avrebbe dato la risposta a una serie di domande supplementari e essenziali, del tipo: Perch\u00e9 cos\u00ec tante persone vivono nel diniego\/delusione, del tutto incapaci di percepire la violenza strutturale o di combattere contro quella militare, sociale, politica, economica ed ecologica? Perch\u00e9 cos\u00ec tante persone, anche attiviste, non sono in grado di pensare strategicamente? Come possono gli attivisti anche solo immaginare che il successo, soprattutto nei principali contesti problematici della nostra era (armi nucleari, distruzione della biosfera e cataclisma climatico), possa essere raggiunto senza una strategia chiara e globale, considerando anche la resistenza opposta dalle \u00e9lite a questo tipo di campagne? (vedi <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/feelingsfirstblog.wordpress.com\/key-articles\/global-elite-is-insane-revisited\/\" >\u201cThe Global \u00c9lite is Insane Revisited\u201d<\/a>).<\/p>\n<p>Quindi, per rispondere a queste domande, io e Anita McKone ci siamo ritirati in isolamento, nel tentativo di comprendere meglio la nostra mente e cos\u00ec, magari, anche le menti degli altri. Pensavo che l\u2019esperimento sarebbe durato pochi mesi. Ci sono voluti 14 anni.<\/p>\n<p>Qual \u00e8 la causa della violenza e, a seconda del contesto, cosa configura i ruoli di perpetratore di violenza, collaboratori, vittime passive, negazionisti, sessisti, razzisti, e attivisti che non sanno come intervenire strategicamente?<\/p>\n<p>Ciascuno di questi comportamenti umani \u00e8 il risultato della guerra degli adulti. In altre parole, la violenza degli adulti sui bambini \u00e8 la causa fondamentale di tutte le altre manifestazioni di violenza.<\/p>\n<p>Cosa vuol dire? Vuol dire che ogni bambino, dal momento in cui viene al mondo, viene educato \u2013 o meglio, <em>terrorizzato<\/em> \u2013 cos\u00ec che possa adeguarsi fin da subito al contesto sociale in cui crescer\u00e0. Ogni bambino \u00e8 soggetto a uno spietato regime di violenza \u201cvisibile\u201d, \u201cinvisibile\u201d e \u201ctotalmente invisibile\u201d, affinch\u00e9 risponda alle esigenze degli adulti \u2013 genitori, insegnanti, figure religiose\u2026<\/p>\n<p>Quali sono le componenti della violenza \u201cvisibile\u201d, \u201cinvisibile\u201d e \u201ctotalmente invisibile\u201d?<\/p>\n<p>La violenza \u201cvisibile\u201d include l\u2019atto di picchiare e urlare contro un bambino, o abusarne sessualmente, che purtroppo \u00e8 molto comune.<\/p>\n<p>Ma il danno pi\u00f9 grave \u00e8 causato dalla violenza \u201cinvisibile\u201d o \u201ctotalmente invisibile\u201d, che noi adulti gli infliggiamo inconsapevolmente nel corso della consuetudinaria quotidianit\u00e0. La maggior parte di questa violenza viene perpetrata in famiglia o a scuola (vedi <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/dkeenan.com\/RJB-WhyViolence.pdf\" >\u201cWhy Violence?\u201d<\/a> e <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/anitamckone.wordpress.com\/articles-2\/fearless-and-fearful-psychology\/\" >\u201cFearless Psychology and Fearful Psychology: Principles and Practice\u201d<\/a>).<\/p>\n<p>Costituiscono la violenza \u201cinvisibile\u201d tutte quelle \u201cpiccole cose\u201d che facciamo ogni giorno, in parte perch\u00e9 siamo semplicemente \u201ctroppo occupati\u201d. Per esempio, quando non ascoltiamo e non doniamo valore ai pensieri e ai sentimenti dei nostri figli, loro impareranno a non ascoltarsi e, quindi, distruggeranno progressivamente il loro sistema di comunicazione interna. Quando non permettiamo a un\/-a bambino\/-a di dire quello che prova (o lo\/-a ignoriamo quando lo fa), lui\/lei svilupper\u00e0 delle disfunzioni comunicative e comportamentali, che ostacoleranno inevitabilmente il suo\u00a0 tentativo di soddisfare esigenze primarie di <em>sopravvivenza<\/em>.<\/p>\n<p>Quando rimproveriamo, giudichiamo, insultiamo, deridiamo, mettiamo in imbarazzo, facciamo sentire in colpa, umiliamo, provochiamo, pungoliamo, inganniamo, mentiamo, corrompiamo o facciamo i moralisti con un bambino, non solo indeboliamo la sua autostima, ma gli insegniamo a rimproverare, giudicare, insultare, deridere, mettere in imbarazzo, far sentire in colpa, umiliare, provocare, pungolare, ingannare, mentire, corrompere o a fare il moralista.<\/p>\n<p>Il principale risultato di un\u2019infanzia bombardata da violenza \u201cinvisibile\u201d \u00e8 che il bambino sar\u00e0 inghiottito in un vortice di paura, sofferenza, rabbia e tristezza (tra le altre cose). Mamme, pap\u00e0, insegnanti, figure religiose e tutti gli altri adulti, interferiscono con il modo in cui questi sentimenti vengono espressi e con le risposte comportamentali che ne scaturiscono. Ed \u00e8 tramite questa violenza \u201ctotalmente invisibile\u201d che \u00e8 possibile spiegare il perch\u00e9 di molte disfunzioni comportamentali.<\/p>\n<p>Ignorare un bambino quando prova a esprimere delle emozioni; confortarlo, rassicurarlo o distrarlo quando riesce a esprimerle; deriderlo o ridicolizzare quelle emozioni; scoraggiarlo dall\u2019esprimere il suo <em>io <\/em>interiore (urlandogli contro quando piange, ad esempio); e controllare violentemente i suoi comportamenti generati da determinate emozioni (picchiandolo o chiudendolo in una camera)\u2026 Tutto questo porter\u00e0 quel bambino a sopprimere inconsciamente la consapevolezza della sua personalit\u00e0 emotiva, invece di accoglierla e agire in base a essa.<\/p>\n<p>Quando succede tutto questo, il bambino sta inconsciamente sopprimendo anche la consapevolezza delle motivazioni che hanno causato quelle emozioni, con conseguenze disastrose per l\u2019individuo, per la societ\u00e0 e per la biosfera. Sopprimere quelle motivazioni significa sopprimere le emozioni che porterebbero l\u2019individuo ad agire in modo pi\u00f9 funzionale alle circostanze in cui si trova, generando in lui una serie di disfunzioni comportamentali, tra cui alcune violente nei confronti di se stesso, degli altri e\/o della terra.<\/p>\n<h4 class=\"has-vivid-green-cyan-color has-text-color\"><strong>Quindi cosa facciamo?<\/strong><\/h4>\n<p>Beh, se volete donare un contributo concreto al nostro tentativo di porre fine alla violenza, potete assumervi quell\u2019impegno di cui si parla in <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/feelingsfirstblog.wordpress.com\/my-promise-to-children\/\" >\u201cMy Promise to Children\u201d<\/a>. Se avete bisogno di prendervi cura un po\u2019 di voi stessi, prima di poter essere in grado di crescere i vostri figli, allora vi consiglio di leggere l\u2019articolo <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/feelingsfirstblog.wordpress.com\/putting-feelings-first\/\" >\u201cPutting Feelings First\u201d<\/a>.<\/p>\n<p>Se volete intervenire in maniera sistematica sulla violenza contro la biosfera, considerate l\u2019idea di aderire alla strategia quindicennale, ispirata agli insegnamenti di Gandhi e descritta in <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/dkeenan.com\/Flametree.pdf\" >\u201cThe Flame Tree Project to Save Life on Earth\u201d<\/a>. Questo progetto espone un piano d\u2019azione piuttosto semplice, indirizzato a chiunque voglia ridurre, almeno dell\u201980%, i propri consumi di energia e di risorse di ogni tipo \u2013 acqua, luce, carburante, metalli, carne, carta e plastica \u2013 rafforzando notevolmente la propria autosufficienza individuale e collettiva. Come notava Gandhi 100 anni fa: \u201cSulla Terra c\u2019\u00e8 abbastanza per soddisfare i bisogni di tutti, ma non per l\u2019ingordigia di pochi.\u201d<\/p>\n<p>Ma, sebbene l\u2019azione personale costituisse un fattore di critica importanza per Gandhi, egli era anche uno straordinario stratega politico e sapeva che trasformare le nostre vite personali non \u00e8 sufficiente. Dobbiamo offrire opportunit\u00e0 e occasioni affinch\u00e9 gli altri sentano il desiderio di fare lo stesso.<\/p>\n<p>Quindi, se vuoi promuovere il cambiamento, fallo in maniera strategica, come ha fatto Gandhi (vedi <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/nonviolentstrategy.wordpress.com\/\" >Nonviolent Campaign Strategy<\/a>).<\/p>\n<p>E se vuoi prendere parte al movimento globale per combattere la violenza contro gli esseri umani e contro l\u2019ambiente naturale, puoi firmare anche tu la <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/thepeoplesnonviolencecharter.wordpress.com\/\" >\u201cPeople\u2019s Charter to Create a Nonviolent World\u201d<\/a>.<\/p>\n<p>Gandhi \u00e8 stato assassinato il 30 gennaio 1948. Ma il patrimonio che ha lasciato, <em>vive<\/em>. E possiamo attingerne tutti, se lo desideriamo.<\/p>\n<p><em>___________________________________________________<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Robert-J.-Burrowes1-e1543331461304.png\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-76959\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Robert-J.-Burrowes1-e1543331461304.png\" alt=\"\" width=\"100\" height=\"155\" \/><\/a><\/em><em>Robert Burrowes, Ph. D., \u00e8 membro della <\/em><em>rete <\/em><em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/\" >TRANSCEND per la Pace, Sviluppo e Ambiente<\/a><\/em><em> ed <\/em><em>\u00e8 impegnato da una vita a comprendere la violenza umana e a porvi fine. Conduce estese ricerche dal 1966 in un tentativo di comprendere perch\u00e9 gli esseri umani siano violenti ed \u00e8 un attivista nonviolento dal 1981.\u00c8 autore di <\/em><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/tinyurl.com\/whyviolence\" >Why Violence?<\/a> <em>(Perch\u00e9 la violenza?). Siti web: <\/em><em>(<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/thepeoplesnonviolencecharter.wordpress.com\" >Charter<\/a>)\u00a0 (<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/tinyurl.com\/flametree\" >Flame Tree Project<\/a>)\u00a0 (<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/anitamckone.wordpress.com\" >Songs of Nonviolence<\/a>) (<\/em><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/nonviolentstrategy.wordpress.com\/\" ><em>Nonviolent Campaign Strategy<\/em><\/a>) (<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/nonviolentliberationstrategy.wordpress.com\/\" ><em>Nonviolent Defense\/Liberation Strategy<\/em><\/a>) <em>(<\/em><em><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/robertjburrowes.wordpress.com\" >Robert J. Burrowes<\/a><\/em><em>) (<\/em><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/feelingsfirstblog.wordpress.com\/\" ><em>Feelings First<\/em><\/a>)<em>\u00a0Email: <a href=\"mailto:flametree@riseup.net\">flametree@riseup.net<\/a><\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/category\/editorial\/\"  target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>Original in English:\u00a0<\/strong><\/a><em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2019\/01\/learning-from-gandhi\/\" >Learning from Gandhi<\/a><\/em><\/p>\n<p><em>Traduzione di Benedetta Pisani per il Centro Studi Sereno Regis<\/em><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2020\/07\/23\/imparare-da-gandhi-robert-j-burrowes\/\" >Go to Original &#8211; serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non solo perch\u00e9 credo che sia stato fonte di grande ispirazione per il mondo intero, di idee e potenti strategie per contrastare la violenza nelle pi\u00f9 svariate circostanze, ma anche perch\u00e9 le mie esperienze personali sono la prova che queste idee hanno un immenso valore. Tra queste, la consapevolezza che \u201cSe stiamo per compiere dei progressi, non dobbiamo ripetere la storia ma crearne di nuova.<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":165628,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46],"tags":[524,444,1243],"class_list":["post-165627","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-original-languages","tag-gandhi","tag-nonviolence","tag-nonviolent-action"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/165627","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=165627"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/165627\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media\/165628"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=165627"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=165627"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=165627"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}