{"id":177302,"date":"2021-01-18T12:00:55","date_gmt":"2021-01-18T12:00:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=177302"},"modified":"2021-01-16T13:07:21","modified_gmt":"2021-01-16T13:07:21","slug":"italiano-nella-piu-totale-impunita-lemergenza-continua-nelle-carceri-indiane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2021\/01\/italiano-nella-piu-totale-impunita-lemergenza-continua-nelle-carceri-indiane\/","title":{"rendered":"(Italiano) Nella pi\u00f9 totale impunit\u00e0 l\u2019emergenza continua nelle carceri indiane"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/carcere-india-750x394-justice-prison.jpeg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-177303\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/carcere-india-750x394-justice-prison.jpeg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"315\" srcset=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/carcere-india-750x394-justice-prison.jpeg 750w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/carcere-india-750x394-justice-prison-300x158.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>14 Gennaio 2021 &#8211; <\/em>Ci \u00e8 gi\u00e0 capitato pi\u00f9 volte di denunciare su questo <em>sito<\/em> la situazione emergenziale del sistema giudiziario indiano, che sempre pi\u00f9 spesso negli ultimi anni, di fronte a qualsiasi forma di dissenso, ha fatto ricorso al cosiddetto <em>UAPA<\/em>, acronimo che sta per <em>Unlawful Activities Prevention Act<\/em>.<\/p>\n<div class=\"entry-content\" style=\"text-align: center;\">\n<p style=\"text-align: left;\">In pratica una legge che prima ancora di provare la reale colpevolezza o corresponsabilit\u00e0 dell\u2019imputato, ne autorizza la detenzione a tempo indeterminato. Una detenzione che, prolungandosi nell\u2019infinita attesa di un processo, senza alcuna possibilit\u00e0 di intervento da parte della famiglia o dei legali, diventa gi\u00e0 di fatto una condanna.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Ne abbiamo parlato qualche tempo fa, per denunciare l\u2019incarcerazione (8 ottobre 2020) di Stan Swamy, un anziano gesuita molto attivo nella difesa legale di migliaia e migliaia di adivasi <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2021\/01\/14\/nella-piu-totale-impunita-lemergenza-continua-nelle-carceri-indiane\/#_ftn1\" >[1]<\/a> che languono da anni nelle carceri del Jharkhand \u2013 spesso per motivazioni pretestuose, ma difficili da smantellare. Anche lui alla fine \u00e8 finito in carcere, con l\u2019assurda accusa di \u2018fiancheggiamento\u2019 dell\u2019insorgenza maoista, nel quadro di quelle stesse indagini che prima di lui avevano colpito altri quindici attivisti piuttosto noti sulla scena del movimenti indiani, tra essi la sindacalista Sudha Bharadway, lo scrittore poeta Varavara Rao, e poi insegnanti, professori, intellettuali di spessore, tutti in carcere da mesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Il caso di Padre Stan Swamy, forse perch\u00e9 cos\u00ec anziano, sofferente di Parkinson, oltre che per il fatto di essere Gesuita, ha avuto il non piccolo merito di attrarre una discreta attenzione, non solo mediatica e non solo da parte del mondo cristiano, anche fuori dall\u2019India. Fiaccolate di protesta, a Londra, New York, Canada, un lungo articolo sul <em>New York Times<\/em>, varie petizioni di denuncia, tutto questo ha creato le condizioni per un recente appello non solo in suo favore alle Nazioni Unite, per sollecitare l\u2019attenzione da parte delle Organizzazioni Internazionali impegnate sul fronte dei diritti umani, circa l\u2019indegnit\u00e0 della situazione carceraria in tutto il subcontinente indiano.<\/p>\n<div class=\"getty embed image\">\n<div><a href=\"http:\/\/www.gettyimages.it\/detail\/1229195194\"  target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Embed from Getty Images<\/a><\/div>\n<div><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/embed.gettyimages.com\/embed?assets=1229195194,1229195183,1229127059,997589146&amp;et=nT9LwYi2RWt6ZkseH9leCg&amp;tld=it&amp;sig=8gzq1kSnh2auKZof5G1ijV3jMUcX9XQd_wQgilFTXgA=&amp;caption=true&amp;ver=2\" width=\"594px\" height=\"396px\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\" data-mce-fragment=\"1\"><\/iframe><\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: left;\">Su questi temi abbiamo intervistato Virginius Xaxa, ritenuto uno dei massimi esperti di questioni tribali, ex professore di sociologia alla Delhi School of Economics, e promotore nel 2014 di un\u2019importante Commissione di Inchiesta nelle carceri dell\u2019India pi\u00f9 interna, in particolare nelle zone tribali del Jharkhand, Chattisgarh, Orissa.<\/p>\n<p>*************************<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-27391 aligncenter\" src=\"https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/virginius-xaxa-750x422.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px\" srcset=\"https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/virginius-xaxa-750x422.jpg 750w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/virginius-xaxa-300x169.jpg 300w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/virginius-xaxa-768x432.jpg 768w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/virginius-xaxa.jpg 1280w\" alt=\"\" width=\"750\" height=\"422\" \/><figcaption>Virginius Xaxa<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Daniela Bezzi \u2013 Professor Xaxa, come mai nonostante ormai in pensione da tempo, ha sentito di nuovo l\u2019esigenza di intervenire con un articolo per la testata <em>Scientific American,<\/em> significativamente intitolato \u2018L\u2019India <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.scientificamerican.com\/article\/india-is-targeting-defenders-of-indigenous-rights-as-terrorists\/\" >sta criminalizzando<\/a> come terroristi i difensori dei diritti indigeni\u2019\u2026<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Viriginius Xaxa \u2013<\/strong> Ci\u00f2 che ho scritto in quell\u2019articolo \u00e8 solo una minima parte di ci\u00f2 che dovrebbe essere denunciato. Le prigioni che insieme ai miei colleghi ho avuto modo di visitare nelle regioni del Telangana, Chattisgarh, Jharkhand, nord dell\u2019Orissa, caratterizzate da una significativa popolazione tribale, funzionano come veri e propri lager. Un numero impressionante di giovani, tra essi anche molte donne, da anni continua a languire, per capi d\u2019accusa sommari, dalla complicit\u00e0 con l\u2019insurrezione naxalita ai pi\u00f9 banali furtarelli \u2013 tra l\u2019altro in condizioni di assembramento, per non dire anti-igieniche, incompatibili con l\u2019emergenza Covid.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">E per tutti loro non c\u2019\u00e8 alcuna speranza di processo. Non potr\u00f2 mai dimenticare una certa prigione, nella zona del Bastar, in Chattisharh, affollata di donne visibilmente molto povere, detenute da non so quanto tempo \u2013 e il Chattisgarh non \u00e8 un\u2019eccezione, ovunque \u00e8 la stessa galera. Il nostro rapporto voleva essere una chiara raccomandazione per processi pi\u00f9 veloci, in modo da permettere a quanti siano riconosciuti non colpevoli il reinserimento nella vita civile, nelle comunit\u00e0 e villaggi di provenienza \u2013 esattamente quello che anche Padre Stan Swamy e la sindacalista\/avvocatessa Shuda Bharadwaj cercavano di facilitare nelle rispettive aree di intervento, prima che entrambi venissero imprigionati.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Ma niente di tutto questo sta accadendo. Invece \u00e8 successo che anche quei valorosi paladini dei pi\u00f9 fondamentali diritti sonio finiti chiusi dentro, con la stessa accusa di essere \u2018fiancheggiatori\u2019 dei maoisti \u2013 e ai sensi di quella stessa legge draconiana, l\u2019<em>UAPA<\/em>, che in India autorizza la detenzione a tempo indeterminato di chiunque manifesti un\u2019opinione o comportamenti non \u2018allineati\u2019. Si tratta a tutti gli effetti di criminalizzazione del dissenso, e senza alcuna speranza di difesa, dati i lunghissimi tempi dell\u2019iter processuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Per non dire delle situazioni in cui ci siamo imbattuti visitando alcuni villaggi, trasformati in campi di concentramento, con licenza di sparare a chiunque cercasse di fuggire. Per non dire degli stupri, dei casi di tortura, violenza corporale anche per gli uomini, che non vengono neppure pi\u00f9 denunciati: quante testimonianze di questo genere abbiamo raccolto, soprattutto in Chattisgarh, in un quadro di violenza ovunque pervasiva, ad ogni livello, dalla condanna a languire in carcere, ai ripetuti stupri di gruppo, alla perdita di quei minimi titoli di propriet\u00e0\u2026 \u00e8 inenarrabile il livello di miseria e intimidazione che condanna le regioni pi\u00f9 interne dell\u2019India.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Le famiglie non sanno nemmeno dove siano finiti i loro parenti, marito, mogli, figli, scomparsi \u2026 Alla fine presumono che se il loro corpo non \u00e8 stato trovato, forse non sono morti, forse sono finiti in galera \u2013 ma dove, quale? Migliaia e migliaia di persone, magari innocenti, letteralmente scomparse per le loro famiglie, che per mesi, per anni, continueranno nella ricerca, senza sapere a chi rivolgersi, senza alcuna idea di come procedere, il pi\u00f9 delle volte senza neppure sapere di avere dei diritti! Ed \u00e8 proprio in questa direzione che si muoveva quell\u2019istituzione, <em>Bagaicha<\/em>, fondata da Stan Swamy in Jharkhand, concepita innanzitutto come luogo di sensibilizzazione, confronto di casi ed esperienze, crescita personale e al tempo stesso di comunit\u00e0\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>DB \u2013 Non trova singolare che sia toccato proprio a Stan Swamy, forse per il fatto di essere cos\u00ec anziano e cos\u00ec evidentemente vulnerabile, il \u2018merito\u2019 di aver attratto un minimo di attenzione su questa situazione, da parte di una comunit\u00e0 internazionale da sempre non molto attenta e ancor pi\u00f9 distratta, negli ultimi tempi, per l\u2019emergenza Covid?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>VX \u2013<\/strong> Beh s\u00ec. Ma senz\u2019altro andrebbe ricordato che prima di lui, e per lo stesso quadro accusatorio sono finiti in galera altri 15: attivisti, sindacalisti, intellettuali, un rispettato (e molto anziano) poeta-scrittore come Varavaro Rao (tra i primi a finire in prigione nell\u2019estate del 2018), tutti mirabilmente impegnati sul fronte dei pi\u00f9 fondamentali diritti, in favore delle minoranze pi\u00f9 svantaggiate dell\u2019India, ovvero i dalits e gli adivasi. Per Stan Swamy ci sono state finalmente delle mobilitazioni, delle fiaccolate, degli appelli in varie sedi anche fuori dall\u2019India, negli Stati Uniti, Canada, e ovunque \u00e8 stato molto emozionante, senz\u2019altro incoraggiante anche per noi in India vedere crescere questa solidariet\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Ma a patto di non dimenticare tutti gli altri, e quando dico tutti gli altri non intendo solo i 15 attivisti implicati nello stesso assurdo caso che ha portato in galera Stan Swamy, ma anche le decine di studenti che l\u2019anno scorso hanno guidato le proteste contro l\u2019iniquit\u00e0 della legge per la cittadinanza \u2013 finiti pure loro in galera. E il numero letteralmente non quantificabile di prigionieri \u2018comuni\u2019, gli uomini e donne adivasi e dalits, che sono stati oggetto della mia indagine nel 2014 e che molto probabilmente sono tuttora l\u00e0 dove li ho lasciati, a languire nelle stesse celle. E\u2019 senz\u2019altro molto significativo il fatto che, in risposta all\u2019insostenibile teorema che vede in carcere persino un anziano padre gesuita, la comunit\u00e0 cristiana abbia deciso di aprirsi, mettersi in ascolto, mobilitarsi, perch\u00e9 sebbene si tratti di una comunit\u00e0 numericamente piccola in India, \u00e8 ben nota la sua capillare capacit\u00e0 di influenza e persuasione \u2013 per vie magari non tanto visibili, e per\u00f2 efficaci.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Per cui speriamo! Speriamo che queste ansiet\u00e0 che la detenzione di Stan Swamy ha avuto l\u2019effetto di suscitare all\u2019interno delle comunit\u00e0 cristiane, sia in India che fuori dall\u2019India, possa contribuire a una maggiore convergenza di intenti e unit\u00e0, tra le tante istanze delle minoranze oppresse dell\u2019India. Che senz\u2019altro chiedono e meritano giustizia: la violenza dev\u2019essere denunciata come tale, la discriminazione non pu\u00f2 essere considerata compatibile con una moderna democrazia, l\u2019universalit\u00e0 del Diritto deve ritrovare piena affermazione in India \u2013 e tornare a essere l\u2019unica salvaguardia possibile contro uno sviluppo predatorio per l\u2019ambiente, devastante per i territori e punitivo per coloro che ci abitano. In effetti a garanzia di queste fondamentali tutele ci sarebbe la nostra bella Costituzione dell\u2019India \u2013 ma cos\u00ec non \u00e8!<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>DB \u2013 A questo proposito pu\u00f2 dirci qualcosa circa lo stato di salute delle tutele legislative che nel corso del tempo si erano consolidate, particolarmente nelle zone tribali, e sono state oggetto negli ultimi tempi di significative deroghe e revisioni?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>VX \u2013<\/strong> Beh, come ben sappiamo il sistematico saccheggio dell\u2019India (e le vere e proprie fortune maturate durante il periodo coloniale) ha inizio precisamente in quello che oggi chiamiamo Jharkhand. Ahim\u00e8, non sono l\u2019unico a sostenere che ci\u00f2 che \u00e8 accaduto in quel lontano periodo \u00e8 continuato in modi persino pi\u00f9 sistematici e aggressivi nell\u2019India post-coloniale: perch\u00e9 se l\u2019infinita serie di ribellioni e rivolte verificatesi durante il periodo coloniale era riuscita almeno a sollecitare una qualche forma di considerazione da parte dei <em>sahibs<\/em> bianchi, e persino qualche significativa misura di tutela (pensiamo al fondamentale <em>Chota Nagpur Tenancy Act<\/em> nella aree Munda e Santhal, che tuttora sancisce il diritto adivasi alla terra, in termini di sussistenza), nell\u2019India post coloniale tutte le promesse che erano state sancite dalla Costituzione non sono state rispettate.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">E ogni volta che si cerca di richiamare a quell\u2019Ordine Costituzionale l\u2019urgenza di questo o quel progetto di sviluppo (con l\u2019inevitabile <em>land grabbing<\/em> \u2013 furto della terra) ecco che si mobilita la possente macchina dello Stato, in esclusivo favore degli investitori, delle <em>corporations<\/em>, del profitto, e spogliando di ogni diritto gli adivasi, la cui fondamentale sfortuna \u00e8 vivere in territori che come sappiamo sono eccezionalmente ricchi di risorse, soprattutto minerarie. E questa consapevolezza provoca a me, personalmente, come adivasi e come studioso, una sofferenza enorme \u2013 immaginiamo la sofferenza che una simile situazione pu\u00f2 provocare a milioni di adivasi non altrettanto privilegiati, condannati a vivere in prima persona il prezzo delle ricchezze che giacciono nel sottosuolo di quelle terre o foreste che sarebbero la loro legittima casa, per diritto costituzionale! Ed ecco spiegato questo accanimento repressivo, questa macchina di criminalizzazione, le carceri che straboccano di poveri corpi emaciati come neanche all\u2019epoca delle colonie \u2013 intollerabile!<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u00c8 evidente che il <em>land grabbing<\/em> su cos\u00ec vasta scala, ha gi\u00e0 impoverito moltitudini di disgraziati, che non hanno altra prospettiva che andare ad ingrossare l\u2019esercito del lavoro informale nelle grandi citt\u00e0: una migrazione senza ritorno che impatta pesantemente a livello socio-economico e in termini di coesione, in tutta l\u2019India peninsulare. Per fortuna gli adivasi non si arrendono, molti di loro hanno avuto (come me) l\u2019opportunit\u00e0 di uscire dalla miseria, hanno studiato, hanno coltivato delle aspirazioni, si sono in qualche modo emancipati. Ma la loro fondamentale aspirazione, man mano che cresce in loro la consapevolezza della loro indigeneit\u00e0, del fatto di chiamarsi adivasi, resta quella di sempre: Jan, Jangal, Zamin \u2013 Acqua, Foreste, Terra. E insomma Ambiente, gli adivasi non smetterano mai di lottare per la Salvaguardia del loro Ambiente, anche se il tentativo di derubarli del loro Ambiente non smetter\u00e0 mai, e questo \u00e8 molto doloroso.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Ma non ci sar\u00e0 spazio per il vittimismo in questo dolore, come la storia di tante rivolte e ribellioni ha dimostrato: gli adivasi non si arrenderanno, continueranno a combattere, la stessa lotta che hanno combattuto durante il periodo coloniale continuer\u00e0 in forme diverse, non si \u00e8 mai in effetti fermata, indipendentemente dall\u2019esito di vittoria oppure di sconfitta \u2013 e questo \u00e8 straordinario. Questo coraggio, determinazione, resilienza dell\u2019India tribale, non potr\u00e0 mai venir soppresso da alcuna pi\u00f9 o meno legittima detenzione, continuer\u00e0 a trasmettersi da una generazione all\u2019altra, da una marcia alla successiva \u2013 la Lunga Marcia dell\u2019India. E per\u00f2 queste carceri stracolme di prigionieri, colpevoli solo di reclamare diritti che sarebbero gi\u00e0 chiari, definiti, riconosciuti da tempo, restano una clamorosa vergogna. E come tale dovrebbe essere considerata non solo da noi, intellettuali impegnati, attivisti, sindacalisti dell\u2019India post-coloniale \u2013 ma dal mondo intero.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>NOTE:<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2021\/01\/14\/nella-piu-totale-impunita-lemergenza-continua-nelle-carceri-indiane\/#_ftnref1\" >[1]<\/a> \u201cAdivasi \u00e8 il termine sanscrito ormai comunemente usato (sebbene problematico anche per gli stessi adivasi) per definire le popolazioni originarie dell\u2019India, oltre 600 diverse etnie localizzati nelle zone pi\u00f9 interne, generalmente collinari e ammantate di foreste, che l\u2019ultimo censimento del 2011 quantificava nell\u2019ordine dell\u20198% della popolazione, ovvero oltre 100 milioni. Poich\u00e9 il censimento viene effettuato in India ogni dieci anni, quello attualmente in corso dovrebbe in teoria registrarne molti di pi\u00f9 (su una popolazione che ormai sfiora il miliardo e 400 milioni di abitanti) ma la difficolt\u00e0 ben maggiore sar\u00e0 verificare la magnitudine della migranza forzata dai territori originari, a causa dei pi\u00f9 diversi progetti industriali imposti nei loro territori.\u201d<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2021\/01\/14\/nella-piu-totale-impunita-lemergenza-continua-nelle-carceri-indiane\/\" >Go to Original &#8211; serenoregis.org<\/a><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>14 Gennaio 2021 &#8211; Ci \u00e8 gi\u00e0 capitato pi\u00f9 volte di denunciare su questo sito la situazione emergenziale del sistema giudiziario indiano, che sempre pi\u00f9 spesso negli ultimi anni, di fronte a qualsiasi forma di dissenso, ha fatto ricorso al cosiddetto UAPA, acronimo che sta per Unlawful Activities Prevention Act.<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":177303,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46],"tags":[759,651],"class_list":["post-177302","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-original-languages","tag-india","tag-justice"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/177302","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=177302"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/177302\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media\/177303"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=177302"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=177302"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=177302"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}