{"id":178316,"date":"2021-02-01T12:00:23","date_gmt":"2021-02-01T12:00:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=178316"},"modified":"2021-01-30T08:33:55","modified_gmt":"2021-01-30T08:33:55","slug":"italiano-impronte-umane-sul-pianeta-terra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2021\/02\/italiano-impronte-umane-sul-pianeta-terra\/","title":{"rendered":"(Italiano) Impronte umane sul pianeta Terra"},"content":{"rendered":"<blockquote><p>26 Gennaio 2021 &#8211;<em>Dagli anni \u201980 del secolo scorso a oggi sono stati elaborati numerosi strumenti concettuali per mettere in evidenza il crescente impatto esercitato dalle attivit\u00e0 <\/em>o impronte <em>umane sul pianeta Terra. Questi strumenti sono stati associati a misure quantitative di grandezze fisiche (superficie di un territorio, massa di una sostanza, volume di un gas, ecc.), in modo da renderne pi\u00f9 comprensibile il significato.\u00a0<\/em><\/p><\/blockquote>\n<div class=\"entry-content\" style=\"text-align: center;\">\n<blockquote><p><em>Alcuni di questi strumenti concettuali hanno avuto larga diffusione, per la loro chiarezza e adattabilit\u00e0 a varie situazioni. Per esempio, il concetto di impronta ecologica, introdotto nel 1996, viene adesso ampiamente utilizzato sia nelle scuole, sia nelle pubbliche amministrazioni.<\/em><\/p>\n<p><em>Il 22 gennaio 2021 \u00e8 entrato in vigore il Trattato ONU per la Proibizione delle Armi nucleari (Treaty of Prohibiting Nuclear Weapons \u2013 TPNW), che decreta l\u2019illegalit\u00e0 delle armi nucleari: questa decisione storica \u2013 anche se di non immediata attuazione \u2013 pu\u00f2 aiutarci a riflettere su altro strumento concettuale che potrebbe essere molto utile proporre: l\u2019impatto della crescente presenza di sostanze radioattive sul nostro pianeta, che sta rendendo il nostro pianeta sempre meno confortevole per tutti i suoi abitanti: quelli presenti, e quelli che vivranno nei prossimi secoli.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<h2 class=\"has-medium-font-size\"><strong>L\u2019IMPRONTA ECOLOGICA<\/strong><\/h2>\n<p>L\u2019idea di misurare in modo quantitativo ma intuitivo\u00a0 le \u2018tracce\u2019 che le societ\u00e0 umane \u2013 dai singoli individui alle Nazioni, fino alla comunit\u00e0 globale \u2013 lasciano sul nostro pianeta, i due Autori canadesi <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Mathis_Wackernagel\" >Mathis Wackernagel<\/a> e <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=William_Rees&amp;action=edit&amp;redlink=1\" >William Rees<\/a> hanno introdotto nel 1996 il concetto di <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.footprintnetwork.org\/our-work\/ecological-footprint\/\" >\u2018Impronta ecologica\u2019<\/a> nel loro libro <em>Our Ecological Footprint: Reducing Human Impact on the Earth.<\/em><\/p>\n<p>L\u2019impronta ecologica misura l\u2019area biologicamente produttiva di mare e di terra necessaria a rigenerare le risorse consumate da una popolazione umana e ad assorbire i <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Rifiuti\" >rifiuti<\/a> prodotti. Nel <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1961\" >1961<\/a> l\u2019umanit\u00e0 usava il 70% della capacit\u00e0 globale della biosfera, ma nel <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1999\" >1999<\/a> era arrivata al 120%. Poi, dall\u2019inizio degli anni 2000, stiamo consumando sempre pi\u00f9 velocemente le risorse e i servizi che la natura ci offre: stiamo intaccando il \u2018capitale naturale\u2019 contraendo dei debiti che renderanno sempre pi\u00f9 difficile la vita alle generazioni future.<\/p>\n<p>Attualmente l\u2019umanit\u00e0 \u2013 nel suo insieme \u2013 sta consumando l\u2019equivalente di 1,6 Terre: da un lato preleviamo troppe risorse rispetto ai tempi necessari alla natura per riprodurle; dall\u2019altra produciamo troppi rifiuti, che si accumulano sul suolo, negli oceani, nell\u2019atmosfera.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-27476 aligncenter\" src=\"https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/impronta-01.png\" sizes=\"auto, (max-width: 591px) 100vw, 591px\" srcset=\"https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/impronta-01.png 591w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/impronta-01-300x144.png 300w\" alt=\"Impronte umane sul pianeta Terra\" width=\"591\" height=\"283\" \/><\/figure>\n<h2 class=\"has-medium-font-size\"><strong>L\u2019artificiale supera il naturale!<\/strong><\/h2>\n<p>Nel 2020 alcuni studiosi hanno fornito una nuova informazione per documentare il dilagante impatto umano sul pianeta, pubblicando sulla rivista <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/doi.org\/10.1038\/s41586-020-3010-5\" >Nature<\/a> i risultati di una lunga e complessa serie di misure da cui risulta che la massa globale di \u2018cose\u2019 prodotte dall\u2019umanit\u00e0 ha superato la biomassa di tutti i viventi.\u00a0 Si tratta di materiale edile, plastiche, metalli\u2026 insomma, tutto ci\u00f2 che viene prelevato dalle componenti geologiche e biologiche della natura, e trasformato in infrastrutture e oggetti \u2018inanimati\u2019.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-27477 aligncenter\" src=\"https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/impronta-02.png\" sizes=\"auto, (max-width: 341px) 100vw, 341px\" srcset=\"https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/impronta-02.png 341w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/impronta-02-256x300.png 256w\" alt=\"Impronte umane sul pianeta Terra\" width=\"341\" height=\"400\" \/><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questa quantificazione dell\u2019impresa umana offre una caratterizzazione quantitativa, ma anche simbolica, secondo gli Autori dello studio, dell\u2019epoca in cui viviamo: l\u2019<strong>Antropocene<\/strong>.<\/p>\n<h2 class=\"has-medium-font-size\"><strong>L\u2019era radioattiva<\/strong><\/h2>\n<p>Antropocene \u00e8 un termine introdotto ufficialmente dalla comunit\u00e0 scientifica il 29 agosto 2016 quando \u2013 dopo numerose riunioni e discussioni \u2013 il <em>Working Group on the Anthropocene<\/em>, istituito dalla Commissione Internazionale sulla Stratigrafia, comunic\u00f2 che l\u2019impatto umano sul pianeta \u00e8 diventato cos\u00ec esteso e profondo, che richiede di individuare il periodo geologico in cui viviamo come una nuova era: l\u2019Antropocene <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2021\/01\/26\/impronte-umane-sul-pianeta-terra\/#_ftn1\" >[1]<\/a>.<\/p>\n<p>Gli studiosi hanno preso in esame vari eventi che potessero funzionare come \u2018marcatori\u2019 dell\u2019inizio di questa nuova epoca, tra cui l\u2019aumento esponenziale del consumo di risorse (segnalato dall\u2019impronta ecologica), oppure l\u2019aumento della concentrazione di CO<sub>2<\/sub> in atmosfera (conseguente alle attivit\u00e0 produttive alimentate dai combustibili fossili). Il nuovo traguardo prima citato (la produzione di cose artificiali che supera la massa complessiva dei viventi) non era ancora stato raggiunto. La scelta finale degli scienziati \u00e8 caduta sugli elementi radioattivi prodotti dalle esplosioni di ordigni nucleari, a partire dal primo test nucleare, il 16 luglio 1945 ad Alamogordo, nel Nuovo Messico. Negli anni successivi, dopo i tragici bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki, fino al 1998 furono compiuti test nucleari (con una media di una esplosione ogni 9,6 giorni!) che lasciarono tracce facilmente rilevabili in atmosfera, negli organismi viventi, nelle acque oceaniche.<\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"has-white-color has-vivid-green-cyan-background-color has-text-color has-background\"><strong>Barry Commoner<\/strong> (1917-2012), <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.ecologiapolitica.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/2016-03-25-Lecologia-di-Barry-Commoner-2178104.pdf\" >biologo e pacifista statunitense<\/a>, era gi\u00e0 un attivista negli anni della guerra\u00a0 fredda, nel periodo in cui furono pi\u00f9 intense e frequenti le esplosioni di bombe nucleari nell\u2019atmosfera, con una intensa ricaduta, su tutto il pianeta, dei prodotti radioattivi di fissione degli esplosivi nucleari.\u00a0\u00a0 Nel 1958 Commoner costitu\u00ec insieme ad altri un comitato di protesta contro le bombe atomiche e inizi\u00f2 la pubblicazione di un notiziario, \u00abNuclear\u00a0 information\u00bb, divenuto, nel 1964, \u00abScientist and Citizen\u00bb, e trasformato, nel 1969, nella rivista mensile \u00abEnvironment\u00bb.<\/p>\n<p class=\"has-white-color has-vivid-green-cyan-background-color has-text-color has-background\">La biologa <strong>Rachel Carson<\/strong> (1907-1964) \u00e8 nota soprattutto per il suo <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.enciclopediadelledonne.it\/biografie\/rachel-carson\/\" >\u00a0libro \u2018Primavera silenziosa\u2019<\/a>, in cui denunci\u00f2 con forza i rischi legati all\u2019uso indiscriminato di alcune sostanze chimiche usate come insetticidi (come il DDT).\u00a0 Collabor\u00f2 anche con Commoner e altri studiosi nel denunciare il pericolo delle emissioni radioattive.\u00a0 Nel 1964 tenne un discorso a un convegno di 1500 medici in California, in cui spieg\u00f2 dettagliatamente come i radionuclidi derivanti da depositi di scorie nucleari o da tests svolti in atmosfera si spostavano lungo le catene alimentari e venivano dispersi fino a luoghi remoti come l\u2019Artico, dove danneggiavano i bambini allattati al seno dalle loro mamme Esquimesi.<\/p>\n<\/blockquote>\n<h2 class=\"has-medium-font-size\"><strong>Radioattivit\u00e0 \u201cpacifica\u201d e \u201csostenibile\u201d?<\/strong><\/h2>\n<p>Come ho ricordato in <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2021\/01\/22\/dalla-non-proliferazione-alla-proibizione-delle-armi-nucleari\/\" >un articolo di alcuni giorni fa<\/a>, il 1\u00ba luglio <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1968\" >1968<\/a> fu sottoscritto da <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Stati_Uniti_d%27America\" >USA<\/a>, <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Regno_Unito\" >Regno Unito<\/a> e <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Unione_Sovietica\" >Unione Sovietica<\/a> un Trattato di Non Proliferazione degli Armamenti Nucleari (<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.un.org\/disarmament\/wmd\/nuclear\/npt\/text\/\" >Treaty on the Nonproliferation of Nuclear Weapons (NPT)<\/a> che entr\u00f2 in vigore il 5 marzo <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1970\" >1970<\/a>. <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Francia\" >Francia<\/a> e <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Cina\" >Cina<\/a> vi aderirono nel <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1992\" >1992<\/a>. \u00a0L\u2019articolo IV del Trattato assicurava tuttavia a ciascuno degli Stati membri il diritto a usi pacifici della tecnologia nucleare: <em>\u201c\u2026tutti gli Stati membri hanno il diritto inalienabile a sviluppare ricerca, produzione e uso dell\u2019energia nucleare per scopi pacifici, senza discriminazioni. [\u2026].<\/em><\/p>\n<p>Era il periodo in cui si pensava che l\u2019energia atomica avrebbe portato benessere a tutta l\u2019umanit\u00e0, fornendo una forma di energia economica, ambientalmente pulita, e sicura. Si sottoline\u00f2 con enfasi l\u2019importanza della cooperazione internazionale per sviluppare nuove applicazioni dell\u2019energia nucleare, <em>specialmente nei aree in cui erano presenti Stati che non possiedono armi nucleari,<\/em><em>con la dovuta considerazione per le esigenze delle aree in via di sviluppo del mondo<\/em>.<\/p>\n<p>Nonostante la complessit\u00e0 della filiera, gli enormi investimenti finanziari, i vincoli di sicurezza richiesti per la costruzione di una centrale nucleare, il moltiplicarsi di incidenti e le segnalazioni dei rischi associati\u00a0 all\u2019eventuale uso bellico, la produzione di energia da fonte nucleare si \u00e8 diffusa in molte parti del mondo. Come segnala lo studioso Stephen Herzog <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/doi.org\/10.1080\/25751654.2020.1766164\" >in un recente articolo<\/a>, L\u2019Agenzia Internazionale per l\u2019Energia atomica(International Atomic Energy Agency \u2013 IAEA) presenta una lista di 220 reattori attualmente impiegati per la ricerca nucleare in 53 Stati, e 440 reattori per la produzione di energia, presenti in 30 Paesi.<\/p>\n<h2 class=\"has-medium-font-size\"><strong>Dalle miniere alle scorie \u2013 una tragica eredit\u00e0 per le prossime generazioni<\/strong><\/h2>\n<p>Immaginando di guardare il nostro pianeta da \u2018fuori\u2019 e misurare le fonti di radioattivit\u00e0 che dalla Terra emettono verso lo spazio, scopriamo che in numerose aree del mondo sono presenti luoghi di emissioni radioattive \u2013 alcuni noti, altri segreti o sconosciuti \u2013 che contribuiscono a caratterizzare questo periodo geologico come \u2018radioattivo\u2019. \u00a0Al materiale radioattivo legato alla filiera di produzione militare occorre aggiungere quello che riguarda la costruzione di centrali per la produzione di elettricit\u00e0: molte di esse sono ormai arrivate a fine vita, e dovrebbero essere dismesse. Questo crea un grave problema del \u2018decommissioning\u2019: non basta infatti smantellare gli impianti, ma occorre provvedere alla decontaminazione finale di tutti i materiali radioattivi.<\/p>\n<p>Se dalla nostra postazione \u2018fuori\u2019 dal pianeta volessimo avvicinarci, in molti luoghi scopriremmo altri indizi della presenza di radiazioni: sono i segni delle conseguenze drammatiche che la radioattivit\u00e0 ha lasciato sulle popolazioni umane e negli ambienti naturali.<\/p>\n<h2 class=\"has-normal-font-size\"><em>Conseguenze di test nucleari<\/em><\/h2>\n<p>In un articolo pubblicato pochi mesi fa da due studiosi francesi, Jean Marie Collin e Patrice Bouveret, per conto della Heinrich B\u00f6ll Foundation e di ICAN (International Campaign to Abolish Nuclear Weapons France), ricordano che le conseguenze delle esplosioni atomiche sperimentali sono ancora presenti oggi in molte parti del mondo, e costituiscono ancora un importante rischio per la salute umana e degli ecosistemi.<\/p>\n<p>Tra gli esempi che citano vi \u00e8 il caso della Francia, che tra il 1960 e il 1996 esegu\u00ec 17 test nucleari in Algeria e 193 nella Polinesia francese. In Algeria, in particolare, la Francia decise di \u2018seppellire\u2019 tutti i materiali contaminati nel deserto; ancor oggi non \u00e8 noto dove e quanto materiale radioattivo vi \u00e8 stato sepolto. La situazione della Francia non \u00e8 unica: attualmente sono numerosi i luoghi in cui le aree in cui sono stati eseguiti test nucleari da vari stati sono state malamente o per nulla decontaminate, e non si \u00e8 mai provveduto a registrare i danni umani, n\u00e9 tantomeno a risarcire le vittime.<\/p>\n<h2 class=\"has-normal-font-size\"><em>Miniere di uranio e danni alla salute<\/em><\/h2>\n<p>La pericolosit\u00e0 del lavoro nelle miniere di uranio era ben nota fin dai tempi della 2\u00b0 guerra mondiale: dal 1944 al 1986 quasi 30 milioni di tonnellate di minerali di uranio sono stati estratti in territori della Nazione\u00a0 Navajo. \u00a0Molte comunit\u00e0 di indiani Navajo lavorarono in queste miniere, e spesso le loro famiglie abitavano in stretta vicinanza con le aree di scavo. Attualmente le miniere sono state chiuse, ma \u00e8 rimasta una eredit\u00e0 contaminata: pi\u00f9 di 500 miniere abbandonate sono ancora radioattive, cos\u00ec come molte abitazioni e fonti d\u2019acqua.<\/p>\n<p>La miniera di Jaduguda, nello stato del Bihar, in India, ha iniziato le operazioni nel 1967. E\u2019 la prima e pi\u00f9 importante delle miniere di uranio di questo Paese. Pi\u00f9 di 35.000 persone vivono in vicinanza di questo complesso di scavi e operazioni minerarie, e per molti anni hanno denunciato gli effetti devastanti sulla salute delle persone; <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.dw.com\/en\/indias-uranium-mines-expose-villages-to-radiation\/a-17730703\" >numerose sono le testimonianze<\/a> di deformit\u00e0 congenite, infertilit\u00e0, problemi respiratori, aborti nei villaggi vicini agli scavi.<\/p>\n<p>Tra le aree in cui in Australia sono stati identificati depositi di uranio, e avviati lavori di scavo per l\u2019estrazione del minerale che lo contiene, molte sono situate in zone che le popolazioni locali considerano sacre.\u00a0 Ci\u00f2 non ha impedito alle imprese interessate di avviare le estrazioni, approfittando del fatto che la maggior parte delle comunit\u00e0 indigene non ha diritti di propriet\u00e0 sulle terre abitate da millenni.<\/p>\n<p>Stati Uniti, India, Australia\u2026 sono solo alcuni esempi tra i tantissimi che da decenni denunciano la presenza di gravi problemi sanitari e di danni ambientali nelle aree (molte delle quali in territori abitati da popolazioni indigene) in cui \u2018nasce\u2019 la filiera dell\u2019uranio.<\/p>\n<h2 class=\"has-normal-font-size\"><em>Uranio impoverito e poligoni di tiro<\/em><\/h2>\n<p>Lungo la filiera che porta alla costruzione di centrali nucleari e di materiale bellico viene prodotto un materiale di scarto che contiene varie miscele di isotopi dell\u2019uranio: l\u2019uranio \u2018impoverito\u2019 (depleted uranium \u2013 DU): essendo un materiale di elevata densit\u00e0, \u00e8 stato impiegato sia per uso civile (contrappesi stabilizzatori di aerei) sia per uso militare, per la costruzione di proiettili ad altissimo potere penetrante.<\/p>\n<p>La tragedia dell\u2019uranio \u2018impoverito\u2019 inizia molti anni fa. Nel 1978 il Pentagono annuncia la produzione di proiettili con uranio impoverito; <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.peacelink.it\/disarmo\/i\/6.html\" >da allora questi proiettili sono stati utilizzati in moltissimi campi di battaglia<\/a> (dall\u2019Irak all\u2019Afganisthan, fino ai Balcani) creando crescente allarme per gli i numerosi e devastanti effetti tardivi, a lungo termine, provocati dall\u2019uso di queste particolari munizioni.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-27478 aligncenter\" src=\"https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/1999-missioni-nato-ex-jugoslavia.png\" sizes=\"auto, (max-width: 531px) 100vw, 531px\" srcset=\"https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/1999-missioni-nato-ex-jugoslavia.png 531w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/1999-missioni-nato-ex-jugoslavia-300x233.png 300w\" alt=\"Impronte umane sul pianeta Terra\" width=\"531\" height=\"412\" \/><figcaption>1999. <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.google.com\/maps\/d\/viewer?mid=1gn1I6_JZA4rDVhjT96eXZNpjKaY&amp;msa=0&amp;ll=42.23919407047098%2C21.070403999999996&amp;spn=0.877433%2C1.783905&amp;z=9\" >Missioni NATO con proiettili a uranio impoverito in Bosnia &amp; Herzegovina, Kosovo, Serbia e Montenegro.<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p>Molti soldati che hanno partecipato ad azioni di guerra utilizzando quei tipi di proiettili hanno manifestato nei mesi e anni successivi gravi patologie, riconducibili alle nanoparticelle generate dalle esplosioni a grandissime temperature dei metalli pesanti presenti nelle munizioni con DU. Numerosi luoghi in cui sono stati usati proiettili di questo tipo sono tuttora fonti di prodotti tossici che continuano a danneggiare l\u2019ambiente e la salute dei residenti.\u00a0 Anche in zone di pace si sono manifestate patologie collegate all\u2019uso di uranio impoverito. Per esempio in Sardegna, nei poligoni di tiro, cio\u00e8 nelle aree occupate dall\u2019esercito e dagli alleati NATO per sperimentare nuove forme di armi.<\/p>\n<h2 class=\"has-normal-font-size\"><em>Quali discariche per le scorie radioattive?<\/em><\/h2>\n<p>Pi\u00f9 di un quarto di milione di tonnellate di rifiuti altamente radioattivi si trova immagazzinato nei pressi delle centrali nucleari e dei luoghi di produzione di materiale bellico: 90.000 tonnellate solo negli Stati Uniti. Questi rifiuti, che continuano a emettere radiazioni e danneggiano la salute umana e l\u2019ambiente, sono da anni \u2013 molti da decenni \u2013 in attesa di essere trasferiti in modo permanente in depositi geologici: ma nessuno finora \u00e8 pronto ad accoglierli. In questa attesa, i serbatoi di contenimento \u2013 acciaio, vetro, altri materiali \u2013 sono soggetti a naturale corrosione e degrado, che si sta gi\u00e0 manifestando.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2021\/01\/22\/dalla-non-proliferazione-alla-proibizione-delle-armi-nucleari\/\" >Come accennato altrove<\/a>, la ricerca di luoghi adatti a conservare, lontano dagli umani e dagli ecosistemi, i rifiuti prodotti lungo tutte le tappe delle filiere dell\u2019uranio \u00e8 ancora irrisolta: per anni ogni luogo che sembrava adatto si \u00e8 rivelato inadeguato, e solo da qualche anno si intravede qualche soluzione.\u00a0 L\u2019orientamento attuale \u00e8 quello di scavare dei buchi profondissimi, raggiungendo zone in cui gli scambi con il mondo esterno siano ridotti al minimo, e stivare l\u00ec \u2013 in enormi depositi \u2013 il \u2018pattume\u2019 pi\u00f9 pericoloso, quello che continuer\u00e0 a emettere radiazioni per decine di migliaia di anni. Due siti sono in fase avanzata di costruzione, uno in Finlandia e l\u2019altro in USA: raggiungeranno profondit\u00e0 di 500 \u2013 600 metri, e da qui si acceder\u00e0 a enormi \u2018stanze\u2019 in cui verranno accumulati questi rifiuti \u2018speciali\u2019.\u00a0 Un grande recinto di terra battuta circoscriver\u00e0 l\u2019imboccatura superficiale della struttura di smaltimento sotterranea.<\/p>\n<p>Ma come avvisare le future generazioni che forse popoleranno la Terra tra decine di migliaia di anni, facendo capire che non dovranno assolutamente entrare all\u2019interno di quei siti? Queste persone non parleranno le lingue che usiamo adesso, avranno altri simboli, altri modi di comunicare. Per il sito americano (Waste Isolation Pilot Plant \u2013 WIPP) una delle proposte \u00e8 illustrata <a href=\"https:\/\/dgprhltfudt76.cloudfront.net\/assets\/Articles\/32\/Images\/_resampled\/SetWidth1200-spike300dpi-cropped.jpg\"  target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">qui<\/a>: Spike Field, in cui minacciose punte di pietra posizionate in modo caotico si slanciano verso l\u2019alto. Una penosa testimonianza della stupidit\u00e0 umana del XXI secolo\u2026<\/p>\n<blockquote><p><em>Un traguardo collaterale importante \u2013 nel diffondere la notizia dell\u2019approvazione del Trattato ONU, che dichiara illegali le armi atomiche \u2013 pu\u00f2 essere anche quello di ridurre il tragico lascito radioattivo alle generazioni future, sottolineando l\u2019insostenibilit\u00e0 di tutte le filiere nucleari. <\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>NOTA. Non ho affrontato il tema delle applicazioni della radioattivit\u00e0 a settori diversi dalla produzione di energia e dalla costruzione di armamenti. Un <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.researchgate.net\/publication\/344258037_APPLICAZIONI_DELLA_RADIOATTIVITA\" >articolo divulgativo pubblicato da Enrico Mainardi<\/a> (Ansaldo Energia) passa in rassegna numerose altre applicazioni che implicano l\u2019uso diretto o indiretto dell\u2019energia nucleare e della radioattivit\u00e0. I pi\u00f9 significativi campi di applicazione riguardano l\u2019industria, il settore alimentare e ambientale, la geologia e l\u2019archeologia, la medicina, ecc. In <em>campo medico<\/em> in particolare sono in pieno sviluppo nuove applicazioni, sia ad uso diagnostico che terapeutico.<\/p>\n<p>Sarebbe interessante e utile capire in che misura questo specifico uso della radioattivit\u00e0 incide nella produzione globale di emissioni radioattive, e come sia possibile orientare questo campo di ricerca e di applicazione in modo da minimizzarne l\u2019impatto lungo tutta la filiera.<\/p>\n<p><strong>NOTA:<\/strong><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2021\/01\/26\/impronte-umane-sul-pianeta-terra\/#_ftnref1\" >[1]<\/a> <strong>Nuclear Waste in the Anthropocene. <\/strong>Uncertainties and Unforeseeable Timescales in the Disposal of Nuclear Waste | <em>GAIA <\/em>26\/2 (2017): 96\u201399<\/p>\n<p><em>_______________________________________________<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/elena_camino_95-180x167-e1588393371480.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-66008\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/elena_camino_95-180x167-e1588393371480.jpg\" alt=\"\" width=\"100\" height=\"93\" \/><\/a><em>Elena Camino <\/em><em>\u00e8 membro della rete <\/em><em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/\" >TRANSCEND per la Pace, Sviluppo e Ambiente<\/a><\/em><em> e <\/em><em><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.assefatorino.org\" >Gruppo ASSEFA Torino<\/a><\/em><em>.<\/em><\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"entry-content\" style=\"text-align: center;\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2021\/01\/26\/impronte-umane-sul-pianeta-terra\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>26 Gennaio 2021 -Dagli anni \u201980 del secolo scorso a oggi sono stati elaborati numerosi strumenti concettuali per mettere in evidenza il crescente impatto esercitato dalle attivit\u00e0 o impronte umane sul pianeta Terra. Questi strumenti sono stati associati a misure quantitative di grandezze fisiche (superficie di un territorio, massa di una sostanza, volume di un gas, ecc.), in modo da renderne pi\u00f9 comprensibile il significato.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":66008,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46],"tags":[686,401,993,2090,1476,1301,450],"class_list":["post-178316","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-original-languages","tag-climate-change","tag-environment","tag-global-warming","tag-ican-international-campaign-to-abolish-nuclear-weapons","tag-nuclear-abolition","tag-nuclear-war","tag-nuclear-weapons"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/178316","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=178316"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/178316\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media\/66008"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=178316"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=178316"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=178316"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}