{"id":179232,"date":"2021-02-15T12:00:55","date_gmt":"2021-02-15T12:00:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=179232"},"modified":"2021-02-13T03:39:54","modified_gmt":"2021-02-13T03:39:54","slug":"italiano-estratto-del-rapporto-oxfam-sul-2020","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2021\/02\/italiano-estratto-del-rapporto-oxfam-sul-2020\/","title":{"rendered":"(Italiano) Estratto del Rapporto OXFAM sul 2020"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_179233\" style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/pobreza-poverty-inequality-desigualdade-money.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-179233\" class=\"wp-image-179233\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/pobreza-poverty-inequality-desigualdade-money.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"337\" srcset=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/pobreza-poverty-inequality-desigualdade-money.jpg 750w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/pobreza-poverty-inequality-desigualdade-money-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-179233\" class=\"wp-caption-text\">Foto di Emanuel Leanza | Fonte Flickr, CC BY 2.0<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Nota del curatore- traduttore<\/strong><\/p>\n<blockquote><p><em>8 Febbraio 2021<\/em> &#8211; Il seguente \u00e8 un mio compendio arbitrario del recentissimo <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/oxfamilibrary.openrepository.com\/bitstream\/handle\/10546\/621149\/bp-the-inequality-virus-250121-en.pdf\" >Rapporto OXFAM<\/a> 2020 \u2013 82 pagine \u2013 sull\u2019andamento essenzialmente economico del mondo, dominato dallo sconvolgimento indotto dalla pandemia Covid-19. Ho tentato di trattenere e trasmettere il nucleo presunto del denso messaggio: ricco di indicazioni, necessariamente eterogenee ed esplicitamente ordinate secondo la <em>mission<\/em> dell\u2019ente, teso alla sensibilizzazione di dinamiche distorte, ritenute evitabili, innaturali e correggibili con comportamenti basati sull\u2019accorato convincimento di <em>ragionevolezza<\/em> delle soluzioni immaginate\/proposte\/attuate sperimentalmente, e quindi di possibile e doverosa estensione. Se ne ho colto l\u2019essenza, non lamento le apparenti ingenuit\u00e0 e omissioni ma credo possa essere un utile apporto per integrare l\u2019elemento mancante: la gestione del <em>rifiuto<\/em> della benevolenza aldil\u00e0 della stessa evidente convenienza di un pensiero e conseguente comportamento non programmaticamente egoista. Nonostante prove inequivocabili di fallimento dell\u2019hybris moderna\/occidentale imperversata per almeno 5 secoli, e suggestive analogie fra la situazione attuale dopo l\u2019<em>evento<\/em> <em>d\u2019innesco<\/em> Covid-19 e la 1<sup>a<\/sup> guerra mondiale &amp; pandemia \u2018spagnola\u2019 con annesso nihilismo straripante per il quarto di secolo successivo. Si rinnova la solita scommessa pascaliana drammaticamente attualizzata dalle tensioni collasso autolesionistico di un altro impero-estinzione umana, nonviolenza-metodo Auschwitz\/Nagasaki, fratellanza-postumanesimo,; ma forse doglie pre-parto dall\u2019inferno pluripandemico \u201cmors tua vita mea\u201d a un\u2019aurora postvirale collaborativa gi\u00e0 allusa nella prevalenza, pur lenta e precaria, dei <em>teneri<\/em> mammiferi sui corazzati dinosauri.\u00a0\u00a0 Buona lettura! Miki Lanza<\/p>\n<p><em>*******************<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p><em>Il consueto rapporto edito in corrispondenza con il Forum Economico Mondiale di Davos, CH (quest\u2019anno virtuale) sottolinea l\u2019effetto delle politiche attuate in risposta all\u2019emergenza della pandemia Covid-19: la <strong>disuguaglianza <\/strong>\u2013 di risorse, genere e identit\u00e0 etno-culturale \u2013 in aumento <\/em>simultaneo<em> e<\/em> dirompente<em> in ogni paese per la prima volta dall\u2019inizio delle rilevazioni statistiche; uno shock che peraltro ha colpito un mondo gi\u00e0 profondamente ineguale \u2013 un evento-innesco di pi\u00f9 emergenze, certe e probabili. <\/em><em>La crisi ha evidenziato la nostra fragilit\u00e0 collettiva e l\u2019incapacit\u00e0 della nostra economia profondamente ineguale di lavorare per tutti; e per\u00f2 anche l\u2019importanza vitale dell\u2019azione governativa per proteggere la nostra salute e i nostri mezzi di sostentamento. E ha stimolato la consapevolezza di una maggioranza di volere un mondo ben differente,<\/em><em> un futuro che dipende<\/em><em> d<\/em><em>alle scelte che si van facendo ora.<\/em> <em>La disuguaglianza non \u00e8 inevitabile,<\/em><em> \u00e8 domabile con politiche trasformative che ancora un anno fa sembravano inimmaginabili e si mostrano ora invece possibili, anzi necessarie per ricomporre un mondo sconvolto mediante un\u2019economia equa e sostenibile voluta con urgenza e attuata con perseveranza dai cittadini e dai governi.<\/em><\/p>\n<h2 class=\"has-medium-font-size\">Il virus ha colpito un mondo gi\u00e0 profondamente ineguale<\/h2>\n<p>La crisi Covid-19 imperversa in un mondo gi\u00e0 estremamente ineguale. Dove circa 2.300 miliardari hanno pi\u00f9 ricchezza ($11.950 bln) di quanta ne potrebbero spendere in mille vite; dove quasi mezza umanit\u00e0 \u00e8 costretta ad arrancare con meno di $5,50 al giorno; dove per 40 anni l\u20191% pi\u00f9 ricco ha guadagnato oltre il doppio del reddito e per i 25 anni scorsi ha consumato il doppio di carbonio di tutta la met\u00e0 pi\u00f9 povera della popolazione globale, inducendo la distruzione climatica ; dove il crescente divario fra ricchi e poveri si \u00e8 fondato su disuguaglianze antiche di genere e razza, esacerbandole.<\/p>\n<p>Tale disuguaglianza \u00e8 il prodotto di un sistema economico bacato e sfruttatorio, radicato nel neoliberismo e nella cattura della politica da parte delle \u00e9lite. Ha sfruttato e esasperato sistemi ingessati di disuguaglianza e oppressione \u2013 il patriarcato e il razzismo strutturale, ingranato nella supremazia bianca \u2013 cause prime di ingiustizia e povert\u00e0; sistemi che generano enormi profitti accumulati in mano a un\u2019\u00e9lite patriarcale bianca sfruttando gente che vive in povert\u00e0, donne e comunit\u00e0 etnoculturali [<em>razzializzate<\/em>] storicamente emarginate ed oppresse qua e l\u00e0 nel mondo.<\/p>\n<p>Disuguaglianza vuol dire che pi\u00f9 persone sono malate, meno sono istruite e meno vivono vite felici, degne. Ci\u00f2 ci avvelena la politica, inducendo estremismo e razzismo; mina la lotta per por fine alla povert\u00e0. E lascia molti di pi\u00f9 a vivere nella paura e molti di meno nella speranza.<\/p>\n<p><em>Fin dall\u2019inizio del 21\u00b0 secolo la concentrazione al vertice della ricchezza \u00e8 venuta costantemente aumentando. Il numero totale dei miliardari \u00e8 quasi raddoppiato nei 10 anni successivi alla crisi finanziaria, e nel 2017-18 ogni due giorni c\u2019era un nuovo miliardario. Questo iato crescente fra i pi\u00f9 ricchi e i restanti \u00e8 stato in parte alimentato da livelli alti e persistenti di disuguaglianza nei redditi. Nel 2015 quasi tutta la popolazione mondiale viveva in paesi dove la disuguaglianza di reddito era aumentata durante i 25 anni precedenti.<\/em> <em>Il <\/em>World Inequality Lab<em> ha mostrato che fra il 1980 e il 2016 l\u20191% pi\u00f9 ricco ha percepito 27% di ogni segmento di crescita nel reddito globale, oltre il doppio della quota toccata al 50% pi\u00f9 povero. <\/em><\/p>\n<p><em>Tale estrema disuguaglianza vuol dire che miliardi di persone vivevano gi\u00e0 al limite all\u2019irrompere della pandemia: non avevano risorse o sostegni per superare la bufera economica e sociale creatasi; oltre tre miliardi di persone non avevano accesso ad alcuna assistenza sanitaria, tre quarti dei lavoratori non avevano accesso alla protezione sociale come indennit\u00e0 di disoccupazione o di malattia,<\/em> <em>e nei paesi a basso o medio-basso reddito oltre met\u00e0 dei lavoratori erano in condizione di povert\u00e0 pur lavorando.<\/em><\/p>\n<h2 class=\"has-medium-font-size\">Il virus della disuguaglianza<\/h2>\n<p>La storia ricorder\u00e0 la pandemia Covid-19 per la morte di oltre due milioni di persone e le centinaia di milioni sprofondate nella povert\u00e0 e indigenza \u2013 mentre i pi\u00f9 ricchi, individui e megaziende, prosperano.<\/p>\n<p>Il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale, e l\u2019Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economici (OECD) hanno espresso tutti gran preoccupazione e timore che la pandemia esalti la disuguaglianza in tutto il mondo, con effetti estremamente nocivi ed enormi costi umani:<\/p>\n<p><em>\u2019L\u2019impatto sar\u00e0 profondo [\u2026] con ulteriori disuguaglianze foriere di sommovimenti economici e sociali: una generazione perduta per questo decennio con effetti sensibili per decenni a venire\u2019. \u2013 <\/em>Kristalina Georgieva, Direttrice Esec. del IMF<\/p>\n<p>Previsione confermata dallo studio Oxfam da parte di 295 economisti di 79 paesi, fra i quali eminenti studiosi globali come Jayati Ghosh, Jeffrey Sachs e Gabriel Zucman. 87% degli intervistati di 77 dei 79 paesi si aspetta(va) un aumento da medio a forte nelle disuguaglianze di reddito nel proprio paese per effetto della pandemia. Oltre la met\u00e0 di essi pensa(va) piuttosto\/molto probabile un aumento delle disuguaglianze fra i generi, e oltre due terzi altrettanto per quelle razziali. I due terzi pensa(va)no inoltre che il proprio governo non avesse\/abbia un piano pronto per combattere tali disuguaglianze. Che rischiano di sopraffare:<\/p>\n<ul>\n<li>Le fortune dei 1.000 super-miliardari sono tornate alle punte pre-pandemia in appena nove mesi, aumentando di 3.900.000 milioni di $, dei quali 540.000 incettati dai soli primi 10; mentre per ristabilire il livello di reddito dei pi\u00f9 poveri pu\u00f2 volerci almeno un decennio (14 volte tanto) .<\/li>\n<li>L\u2019aumento di ricchezza per i 10 maggiori super-miliardari \u00e8 pi\u00f9 che sufficiente per impedire a chiunque sulla Terra di cadere nell\u2019indigenza, e per pagare un vaccino anti-Covid-19 a ciascuno.<\/li>\n<li>Globalmente, le donne sono sovrarappresentate nei settori economici pi\u00f9 colpiti. \u00a0Se le donne lo fossero secondo lo stesso tasso maschile, 112 milioni di esse non rischierebbero di perdere il proprio reddito o lavoro.<\/li>\n<li>In Brasile, gli afrodiscendenti hanno avuto 40% di probabilit\u00e0 in pi\u00f9 di morire di Covid-19 che i bianchi. Se il loro tasso di mortalit\u00e0 fosse lo stesso dei brasiliani bianchi, a giugno 2020 sarebbero stati vivi oltre 9.200 afrodiscendenti in pi\u00f9. Negli USA, neri e <em>latinos<\/em> hanno pi\u00f9 probabilit\u00e0 di morire di Covid-19 che i bianchi, tale per cui se avessero lo stesso tasso di mortalit\u00e0 dei bianchi, a dicembre 2020 sarebbero stati vivi quasi 22.000 <em>latinos<\/em> e neri in pi\u00f9.<\/li>\n<li>La Banca Mondiale ha calcolato che se si agisse adesso per ridurre la disuguaglianza, la povert\u00e0 potrebbe tornare ai livelli pre-crisi in tre anni anzich\u00e9 almeno dieci.<\/li>\n<\/ul>\n<p><em>Dall\u2019inizio della pandemia, dunque, moltitudini precipitano nei crepacci del <\/em>sistema<em>, come evidenziato da cronica trascuranza dei sistemi sanitari pubblici, deboli sistemi previdenziali, gran divario nell\u2019istruzione, mezzi di sostentamento precari.<\/em><\/p>\n<p><em>\u2018Covid-19 \u00e8 stato equiparato a una radiografia, che rivela le fratture nel fragile scheletro delle societ\u00e0 che abbiamo costruito. Evidenzia ovunque inganni e falsit\u00e0: la bugia che liberi mercati possano provvedere a un\u2019assistenza sanitaria per tutti; la finzione che l\u2019accudimento non pagato non sia lavoro; l\u2019illusione che si viva in un mondo post-razzista; il mito che siamo tutti nella stessa barca. Galleggiamo s\u00ec sullo stesso mare, ma \u00e8 chiaro che alcuni lo sono in super-yacht mentre altri sono appesi a rottami alla deriva.\u2019\u00a0\u00a0 <\/em>\u2013 Antonio Guterres, Segretario Generale ONU<\/p>\n<p>Un capitolo ancora da scrivere \u00e8 come la storia ricorder\u00e0 quel che han fatto i governi reagendo alla pandemia. Infatti i governi anno una finestrella d\u2019opportunit\u00e0, che va restringendosi, per creare dopo il Covid-19 un\u2019economia pi\u00f9 uguale, inclusiva, protettiva verso il pianeta, e che ponga fine alla povert\u00e0. Trasformando cio\u00e8 urgentemente l\u2019attuale sistema economico, che ha sfruttato ed esacerbato elementi antichi \u2013 lungamente spacciati e creduti <em>naturali<\/em>, come il patriarcato, la supremazia bianca e i principi neoliberisti; e ha cos\u00ec indotto un\u2019estrema disuguaglianza, povert\u00e0 e ingiustizia. Lasciando per giunta del tutto impreparato il nostro mondo all\u2019avvento della crisi. All\u2019uopo, i governi hanno pi\u00f9 che mai a disposizione idee realistiche e di buon senso per plasmare un futuro migliore. E devono cogliere l\u2019occasione.<\/p>\n<p><em>Storicamente le pandemie hanno costretto gli umani a rompere con il passato e immaginare il proprio mondo ex-novo. Questa che stiamo vivendo non \u00e8 diversa, \u00e8 un portale, un varco fra un mondo e il successivo. Possiamo scegliere di attraversarlo trascinandoci appresso le carcasse del nostro pregiudizio e odio, della nostra cupidigia, delle nostre banche dati e idee morte, dei nostri fiumi morti e cieli fumosi. Oppure possiamo varcarlo con levit\u00e0, poco bagaglio, pronti a immaginare un altro mondo; e a lottare per ottenerlo.\u2019\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em>\u00a0Arundhati Roy<\/p>\n<p>La gente ovunque sta sempre pi\u00f9 rendendosi conto che queste gravissime minacce son tutte conseguenze del nostro artificiale modello economico insostenibile, che pone il profitto prima delle persone e del pianeta stesso.\u00a0\u00a0 Milioni di persone in tutto il globo sono gi\u00e0 mobilitate nel chiedere un cambiamento e protestare contro la disuguaglianza, il razzismo, il patriarcato e la crisi climatica. Una rassegna di rilevazioni globali dell\u2019Universit\u00e0 di New York rivela quanto la pandemia abbia mutate le priorit\u00e0 della gente per il futuro, e l\u2019ampio sostegno per politiche miranti alla trasformazione radicale delle societ\u00e0, come tasse pi\u00f9 alte per i pi\u00f9 ricchi, bonifici emergenziali e un reddito base universale, servizi pubblici universali, cominciando dall\u2019 assistenza sanitaria; una riduzione del potere delle megaziende; l\u2019attribuzione di diritti e poteri effettivi a lavoratori e consumatori; e investimenti in una ripresa economica <em>verde<\/em>.<\/p>\n<p>I modelli economici alternative non son solo teorici. L\u2019indice CRI di Oxfam e DFI mostra come paesi come Sud-Corea, Sierra Leone e Nuova Zelanda si siano impegnati a ridurre la disuguaglianza come priorit\u00e0 nazionale, indicando come fare. \u00a0Bhutan, \u00a0Islanda e Nuova Zelanda, per esempio, hanno gi\u00e0 adottato bilanci nazionali con precedenza agli indicatori di benessere rispetto a quelli di crescita aggregata del PIL a ogni costo. La Nuova Zelanda ha deciso d\u2019includere il miglioramento delle condizioni di vita dei popoli indigeni la riduzione della povert\u00e0 infantile e il sostegno al benessere mentale dei giovani fra le 5 massime priorit\u00e0 del proprio bilancio. Parecchi enti governativi locali hanno anche mostrato di non dover aspettare iniziative nazionali per agire. Il piano di ripresa dalla pandemia di Amsterdam mira a soddisfare tutti i bisogni dei propri cittadini pur rispettando i limiti del pianeta. Shanghai ha rinunciato a perseguire la crescita del PIL e alcuni stati USA hanno adottato L\u2019Indicatore di Autentico Progresso (GPI). Dunque, i governi devono contrastare l\u2019antica ricetta a base di misure d\u2019austerit\u00e0 brutali, inique e insostenibili facendo appello all\u2019urgenza di creare una economia giusta cio\u00e8 inclusiva, fautrice di uguaglianza, protettiva verso il pianeta, e risolutiva della povert\u00e0. La nostra salute e la nostra resilienza sono inestricabilmente collegate a quelle dei nostri vicini, come pure la nostra sopravvivenza di fronte ad altre crisi, economica, politica, sociale e climatica. Cooperazione e collaborazione non sono una scelta, ma l\u2019unica strada percorribile.<\/p>\n<p>Siamo ad un punto cardine nella storia umana. Non possiamo tornare al mondo brutale, ineguale e insostenibile in cui ci ha colti il coronavirus. L\u2019umanit\u00e0 ha incredibile talento, immense ricchezza e infinita immaginazione, risorse che dobbiamo mettere all\u2019opera per creare un\u2019economia pi\u00f9 uguale e sostenibile che benefici tutti, non solo i pochi privilegiati. Questo contribuir\u00e0 a costruire un future che non sia guidato da miliardari, ma da voci varie e multiple, collettivamente, e fondato sui principii di democrazia e diritti umani.<\/p>\n<h2 class=\"has-medium-font-size\">1. <strong>Un mondo profondamente pi\u00f9 uguale e che badi a ci\u00f2 che conta<\/strong><\/h2>\n<p>Una riduzione radicale e sostenuta della disuguaglianza \u00e8 il fondamento indispensabile del nostro mondo nuovo. I governi devono porre obiettivi concreti, con tempi definiti, per ridurre la disuguaglianza, e non tornando semplicemente ai livelli pre-crisi, ma andando oltre per creare urgentemente un mondo pi\u00f9 uguale. Combattere la disuguaglianza dev\u2019essere al nucleo del salvataggio e della ripresa economica. E deve comprendere l\u2019uguaglianza di genere e di razza.\u00a0\u00a0 I governi hanno proceduto a manovrare l\u2019economia sulla base della falsa premessa che la crescita del PIL fosse l\u2019obiettivo primario delle decisioni politiche, mentre invece non fornisce un criterio di guida per gestire le crisi di disuguaglianza n\u00e9 climatica, e contribuisce di fatto a tali crisi; e trascura inoltre di tenere in conto i milioni di ore di lavoro assistenziale non pagato, prestato specialmente dalle donne. Come fa notare l\u2019economista Joseph Stiglitz: \u2018Se misuriamo la cosa sbagliata, faremo la cosa sbagliata.\u2019 I governi devono superare il totem PIL e cominciare ad avvalorare quel che conta davvero \u2013 e una riduzione netta e sostenuta della disuguaglianza ne \u00e8 il nocciolo.<\/p>\n<h2 class=\"has-medium-font-size\"><strong>2. Un mondo dove le economie umane badano alle persone<\/strong><\/h2>\n<p>I governi devono riconoscere il valore dei sistemi assistenziale e sanitario e investire in servizi pubblici pubblici di qualit\u00e0 e in protezione sociale a sostegno universale, dalla culla alla bara.\u00a0 La pandemia in corso ha evidenziato il bisogno critico di maggiore spesa pubblica per l\u2019assistenza sanitaria e per il suo accesso universale gratuito, riducendo intanto urgentemente le prestazioni a pagamento anticipato [del beneficiario]. Di una sanit\u00e0 pubblica debole e sottofinanziata soffrono soprattutto indigenti, donne e altri vulnerabili fra cui\u00a0 comunit\u00e0 emarginate; che sarebbero particolarmente avvantaggiati da un\u2019abolizione dei ticket e un\u2019 estensione generalizzata dell\u2019accesso gratuito. Paesi come Thailandia e CostaRica hanno mostrato quanto si possa fare in tempi relativamente brevi \u2013 in CostaRica in un decennio si \u00e8 passati da un accesso alla sanit\u00e0 di base di 25% a uno quasi universale, che ha contribuito a ridurre sensibilmente le disuguaglianze.<\/p>\n<p>Nella pandemia si \u00e8 pure dimostrata la necessit\u00e0 di un\u2019attenzione maggiore alla prevenzione e promozione sanitaria; che non vuol dire solo immensi aumenti all\u2019accesso equo ad equipaggiamento protettivo personale (PPE), acqua pulita per lavarsi le mani, test e vaccini. Per il Covid-19, per le future pandemie e per diminuire il divario negli esiti sanitari, la prevenzione deve anche comportare un\u2019azione urgente per affrontare le disuguaglianze economiche, razziali e di genere sottostanti che fan s\u00ec che chi ne patisce abbia sempre risultanze peggiori di salute e di sopravvivenza rispetto a chi gode di migliori risorse. Tale azione deve comportare garantire migliori abitazioni, acqua potabile e impianti igienici sicuri, migliori alimenti, previdenza sociale e protezione dalla violenza per poveri ed emarginati. I governi devono quindi provvedere ai vaccini per l\u2019epidemia\/e, domando le case farmaceutiche e insistendo per un accesso aperto ai brevetti e alle tecnologie che possano garantire farmaci e cure efficaci e sicure a tutti. Un primo test per la determinazione a perseguire una tale politica sanitaria sar\u00e0 il grado di equit\u00e0 nella somministrazione dei vaccini anche agli esclusi.<\/p>\n<p>La crisi ha posto a rischio il futuro dei giovani con la perdita di istruzione, tanto pi\u00f9 ragazze e gruppi sociali marginalizzati. Secondo gli impegni assunti dai 70 stati membri nella dichiarazione del Convegno Globale sull\u2019Istruzione (GEM) del 2020, i governi devono garantire la riapertura sicura ed equa degli istituti d\u2019istruzione, fornire pacchetti d\u2019incentivi che mitighino le perdite d\u2019apprendimento, far s\u00ec che i bambini\/e marginalizzati frequentino la scuola, e s\u2019impegnano ad aumentare \u2013 o almeno mantenere il livello di spesa per la pubblica istruzione.<\/p>\n<p>I governi devono garantire l\u2019accesso universale alla protezione sociale, compreso il reddito base d\u2019emergenza nel breve periodo e una sicurezza di reddito base oltre l\u2019attuale crisi. Con una quota sproporzionata di donne, migranti e gruppi etno-culturali diversi nei settori peggio colpiti e nel lavoro informale, l\u2019azione governativa per istituire una protezione sociale universale \u00e8 cruciale per ridurre povert\u00e0 e disuguaglianza. Reagendo al Covid-19, molti governi hanno mostrato possibile l\u2019espansione dei programmi di protezione sociale. Il Rwanda ha distribuito alimenti e altri articoli essenziali a 20.000 famiglie, mirando a quelle con a capo donne dove hanno perso i propri mezzi di sussistenza manovali occasionali a causa del Covid-19. Argentina, Ecuador, Cile, Barbados, Peru e Tunisia hanno adottato misure di sostegno alle lavoratrici domestiche dall\u2019inizio della pandemia.<\/p>\n<p>Questi benefici devono essere permanenti, non temporanei, e tutti i paesi devono rafforzare misure del genere per far s\u00ec che nessuno resti vittima. Un\u2019azione internazionale in tal senso \u00e8 dovuta da tempo, e un Fondo Globale di Protezione Sociale per Tutti, incentrato sui diritti delle donne e l\u2019uguaglianza di genere, contribuire a far s\u00ec che anche i paesi pi\u00f9 poveri siano in grado di fornire un reddito base garantito a tutti i cittadini. Che ci si pu\u00f2 permettere pi\u00f9 di quanto comunemente si tema, confrontandone il costo con dispersioni e sprechi inosservati: per esempio, la Commissione Economica per LatinAmerica e Caribe (ECLAC) stimava a maggio 2020 al 2,8% del PIL il fabbisogno per i bisogni basilari dei 215 milioni di poveri regionali, vs lo 0,9% effettivamente speso e il 6,1% perso regolarmente in evasione ed elusione fiscale.<\/p>\n<h2 class=\"has-medium-font-size\"><strong>3. Un mondo senza sfruttamento e con sicurezza di reddito<\/strong><\/h2>\n<p>La pandemia in corso mostra la nostra vulnerabilit\u00e0 globale, perlopi\u00f9 ignorata ma prevista per effetto della globalizzazione selvaggia e della crescente dipendenza umana da fattori ambientali \u2013 sempre pi\u00f9 problematici \u2013 e artificiali per la salute (con aspettativa di vita allungata ma vitalit\u00e0 sempre pi\u00f9 condizionata). Oltre la reazione d\u2019emergenza in atto si \u00e8 pi\u00f9 consapevoli di una necessaria preparazione alla resilienza. Che si ottiene fra l\u2019altro con politiche che assicurino adeguati mezzi di sussistenza a tutti, primariamente mediante opportunit\u00e0 di lavoro degno e protetto. Il che implica esigere condizioni di lavoro e salari adeguati e l\u2019autopromozione dei relativi diritti in organizzazioni collettive\/sindacali che possano ottenere adeguato e responsabile coinvolgimento dei datori di lavoro e dei grossi azionisti. I governi devono anche promuovere la massima estensione di tale assetto al settore informale, specie ai migranti e ad altri gruppi discriminati, affrontandone le dinamiche di esclusione strutturale. \u00a0Inoltre i governi devono sostenere gli investimenti pubblici in agricoltura badando specialmente alle donne e ai piccoli proprietari, e le opportunit\u00e0 di reddito dei lavoratori agricoli \u2013 dato il sistema alimentare globale molto carente e la quota di poveri al mondo che vivono in ambiente rurale, almeno 70%.\u00a0 I governi devono incentivare standard etici di responsabilit\u00e0 sociale e modelli organizzativi e gestionali sostenibili e inclusivi, in parte gi\u00e0 praticati da pionieri non trascurabili (con $ 3 trilioni di ricavi annui complessivi; pi\u00f9 impegnati verso i dipendenti, i partner e le comunit\u00e0 dove risiedono, e ambientalmente e fiscalmente pi\u00f9 leali, quindi pi\u00f9 beneficiati per reciprocit\u00e0 e pi\u00f9 longevi): cooperative, imprese sociali, possedute e\/o gestite dai dipendenti e aziende pubbliche in cogestione.<\/p>\n<p>Le <em>corporations<\/em> (s.p.a. di struttura e dimensioni tali da essere partecipi autosufficienti e abituali del mercato globale di capitali e merci\/servizi offerti \u2013 tipicamente con pi\u00f9 sedi operative e sbocchi commerciali; definibili essenzialmente \u2018megaziende\u2019 \u2013 ndt) hanno il dovere di rispettare i diritti umani (anche normativamente impliciti) e non sottrarsi agli standard etici di responsabilit\u00e0 sociale perseguiti dai governi. Devono quindi badare agli eventuali effetti nocivi delle proprie attivit\u00e0 e pagare tasse proporzionate; accordarsi per regolare i livelli massimi di profitti trattenibili, pagare salari equi con assenze per malattia e permessi famigliari retribuiti, integrazioni per la cassa disoccupazione, e considerare tetti retributivi ai dirigenti (la differenza max rilevata in GB nel 2018, fra un gestore patrimoniale e un\u2019infermiera diplomata, era di 1400 volte; l\u2019eccesso rispetto a un tetto retributivo annuo di Lst 100.000 in GB potrebbe aumentare di Lst 3.535 il reddito di ciascun percettore sotto la media generale), nonch\u00e9 privilegiare investimenti per la transizione ecologica a dividendi incondizionati ad azionisti straricchi (Se le megaziende francesi del CAC40 avessero limitato al 30% i profitti pagati agli azionisti nel 2018, avrebbero disposto del 98% del loro fabbisogno per la transizione ecologica).<\/p>\n<p>I governi devono prendersi la responsabilit\u00e0 di far s\u00ec che i loro programmi di ripresa economica sostengano la transizione verso un futuro pi\u00f9 giusto e sostenibile investendo nei settori pi\u00f9 validi, cio\u00e8 pi\u00f9 rispondenti a bisogni fondamentali, con funzioni pi\u00f9 fruttuose \u2013 sanit\u00e0, istruzione, agricoltura, energia rinnovabile \u2013 da retribuire meglio di tanti lavori futili o addirittura nocivi attualmente pi\u00f9 attraenti<\/p>\n<h2 class=\"has-medium-font-size\"><strong>4. Un mondo dove i pi\u00f9 ricchi paghino la quota loro spettante di tasse<\/strong><\/h2>\n<p>Gli alti costi della pandemia e della reazione sanitaria e di sostegno economico in corso, hanno reso pi\u00f9 necessario ai governi rivedere le proprie fonti di sostentamento. Una soluzione ovvia, raccomandata dallo stesso FMI sarebbe chiudere i paradisi fiscali, metter fine alla dispendiosa competizione fiscale per attirare investitori [e posti di lavoro] e assicurarsi livelli fiscali equi dalle multinazionali pi\u00f9 redditizie e dagli individui pi\u00f9 ricchi. Essenziale per finanziare politiche di riduzione della disuguaglianza e ottenere un\u2019economia baricentrata sulle persone e la biosfera. Nel breve termine un\u2019imposta temporanea sui profitti extra fatti dalle 32 megaziende globali che pi\u00f9 si sono avvantaggiate dall\u2019inizio della pandemia bel 2020 avrebbe generato un gettito di $104 miliardi. Si potrebbero anche aumentare le imposte sui patrimoni e sui ricavi dai piani di ripresa, investendo le seconde nel sostegno ai gruppi meno autosufficienti. Si calcola che paesi come la Giordania, l\u2019Egitto e il Marocco avessero introdotto un\u2019imposta patrimoniale del 2% dal 2010, ne avrebbero ricavato pi\u00f9 di quanto di quanto ottenuto in prestito dal FMI negli stessi anni, evitando le misure di austerit\u00e0. Per il resto la fiscalit\u00e0 dovrebbe essere chiara e trasparente, pi\u00f9 progressiva e meno indiretta con effetti sproporzionati e regressivi sui ceti meno abbienti e con consumi pi\u00f9 basilari. La Commissione Indipendente Internazionale per la Riforma della Tassazione Aziendale Internazionale (ICRICT) raccomanda un\u2019imposta globale minima del 25% sulle transnazionali.<\/p>\n<h2 class=\"has-medium-font-size\"><strong>5. Un mondo di sicurezza climatica<\/strong><\/h2>\n<p>Mentre il mondo si occupa delle crisi di salute pubblica ed economica scatenate dalla pandemia, la crisi climatica ha continuato a crescere e il mondo sta per sforare l\u2019obiettivo di 1.5\u00b0C di ulteriore riscaldamento atmosferico dell\u2019accordo di Parigi del 2015, innescando cos\u00ec una serie di squilibri climatici concatenati. Seppur nessuno ne sia immune, le conseguenze continueranno ad essere pi\u00f9 devastanti per i paesi a basso e medio-basso reddito, i pi\u00f9 a rischio di sfollamenti di massa per impellenti motivi climatici, e comunque i pi\u00f9 penalizzanti per le donne dei segmenti sociali pi\u00f9 poveri, tipicamente pi\u00f9 gravate da compiti sempre pi\u00f9 difficili, fra cui procurare cibo e acqua. I popoli nativi, pi\u00f9 esposti al cambiamento climatico, chiedono da molto tempo di mitigare il modello di \u2018globalizzazione estrattivista\u2019, consistente nel considerare la natura come fonte inesauribile di risorse da sfruttare.<\/p>\n<p>Le risposte dei governi alla pandemia rappresentano decisamente l\u2019ultima chance di ridurre le emissioni carboniche al ritmo senza precedenti richiesto, senza di che, seguendo l\u2019andamento della sperabile ripresa economica come dopo la crisi finanziaria globale del 2008, costringeranno il mondo in un tunnel di tragici squilibri climatici incontrastabili. Ciserve invece decisamente un\u2019economia pi\u00f9 onesta e meno estrattivista di quella che ci ha portato al precipizio. I governi devono smettere urgentemente i sussidi pubblici alle industrie di combustibili fossili, costati nel solo 2019 oltre $320 miliardi, e impedirgli di avvantaggiarsi delle misure di sollievo\/ristoro economico introdotte in risposta alla pandemia. \u00a0Bisogna dirigere le banche sia commerciali sia multilaterali di sviluppo a cessare i propri investimenti in combustibili fossili e intensificarli nelle fonti rinnovabili sostenibili, che stanno rapidamente diventando la fonte di elettricit\u00e0 a minor costo della storia. Da nessuna parte al mondo dovrebbe essere pi\u00f9 permessa la costruzione di una sola nuova centrale elettrica alimentata a carbone, i cui costi sanitari e climatici sono sopportati dalle comunit\u00e0 pi\u00f9 povere e marginalizzate al mondo.<\/p>\n<p>I governi devono progettare tasse sul carbonio progressive, con aliquote pi\u00f9 alte o misure predefinite per consumi di carbonio di lusso, come i tributi sui voli frequenti o di <em>business class<\/em> oppure sugli inquinanti SUV (veicoli da carico sportivi), usandone il gettito a sostegno di comunit\u00e0 a basso redito e comunque pi\u00f9 vulnerabili. Tali tasse sono potenzialmente un\u2019importane nuova fonte di finanziamento per programmi espansi di protezione sociale o di altri servizi pubblici universali, che riducano la necessit\u00e0 di crescita interminabile dei redditi per soddisfare i bisogni basilari, e \u2013 come mostrato dalla pandemia \u2013 che possano aumentare immensamente la resilienza di comunit\u00e0 vulnerabili di fronte a shock ripetuti da modalit\u00e0 meteorologiche sempre pi\u00f9 estreme. \u00a0Ai lavoratori di aree cos\u00ec colpite, tanto pi\u00f9 se donne e membri di comunit\u00e0 marginalizzate, si dovrebbero offrire garanzie lavorative in settori a bassa emissione \u2013 energie rinnovabili, efficienza energetica, o assistenza sanitaria e sociale.<\/p>\n<p>Si devono proteggere i diritti dei Popoli Indigeni e delle comunit\u00e0 locali, custodi delle foreste e terre del mondo che fungono da pozzi di drenaggio del carbonio, sostenendo fra l\u2019altro i piccoli agricoltori e i produttori di alimenti agro-ecologici anzich\u00e9 l\u2019agricoltura industriale, estrattiva, molto inquinante.\u00a0 Pi\u00f9 generalmente, lavoratori, donne e comunit\u00e0 marginalizzate devono essere tenuti presenti ai vari livelli dei processi decisionali, garantendone l\u2019ascolto nel programmare la transizione a un\u2019economia che permetta ad ognuno di realizzare i propri diritti umani entro i limiti sopportabili dal pianeta.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2021\/02\/08\/estratto-del-rapporto-oxfam-sul-2020\/\" >Go to Original &#8211; serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>8 Febbraio 2021 &#8211; Il seguente \u00e8 un mio compendio arbitrario del recentissimo Rapporto OXFAM 2020 sull\u2019andamento essenzialmente economico del mondo, dominato dallo sconvolgimento indotto dalla pandemia Covid-19. Ho tentato di trattenere e trasmettere il nucleo presunto del denso messaggio: ricco di indicazioni, necessariamente eterogenee ed esplicitamente ordinate secondo la mission dell\u2019ente, teso alla sensibilizzazione di dinamiche distorte, ritenute evitabili, innaturali e correggibili con comportamenti basati sull\u2019accorato convincimento di ragionevolezza delle soluzioni immaginate\/proposte\/attuate sperimentalmente, e quindi di possibile e doverosa estensione.<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":179233,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46],"tags":[1829,1868,1803,1864],"class_list":["post-179232","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-original-languages","tag-coronavirus","tag-covid-19","tag-oxfam","tag-pandemic"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/179232","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=179232"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/179232\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media\/179233"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=179232"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=179232"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=179232"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}