{"id":180497,"date":"2021-03-08T12:00:26","date_gmt":"2021-03-08T12:00:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=180497"},"modified":"2021-03-06T05:58:05","modified_gmt":"2021-03-06T05:58:05","slug":"italiano-una-crescente-militarizzazione-rischi-in-piu-per-la-pace-e-anche-per-lambiente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2021\/03\/italiano-una-crescente-militarizzazione-rischi-in-piu-per-la-pace-e-anche-per-lambiente\/","title":{"rendered":"(Italiano) Una crescente militarizzazione: rischi in pi\u00f9 per la pace e anche per l\u2019ambiente"},"content":{"rendered":"<h3 class=\"has-medium-font-size\"><strong>Un interessante caso di collaborazione tra politici e studiosi<\/strong><\/h3>\n<p><em>3 Marzo 2021 &#8211; <\/em>\u00c8 stata pubblicata il 23 febbraio 2021 la relazione finale di una ricerca che era stata commissionata da un gruppo politico (il Left Group del Parlamento Europeo) ai ricercatori di due associazioni che da molti anni sono impegnate nel denunciare \u2013 dati alla mano \u2013 i rischi e i danni ambientali causati dalle attivit\u00e0 militari: una crescente militarizzazione produce rischi in pi\u00f9 per la pace e anche per l\u2019ambiente.<\/p>\n<p>Non solo durante le attivit\u00e0 belliche (bombardamenti, distruzioni di territori, avvelenamenti di sistemi biologici\u2026), ma anche in tutte le tappe che le precedono e le seguono: dall\u2019estrazione di materie prime, alla produzione di armamenti, alle esercitazioni, agli spostamenti di truppe, fino allo smaltimento \u2013 spesso assai inquinante \u2013 di residui bellici.<\/p>\n<p><strong>N\u00e9 i governi n\u00e9 le Universit\u00e0 \u2013 salvo pochissime eccezioni \u2013\u00a0 hanno finora intrapreso ricerche adeguate in questo settore.<\/strong><\/p>\n<p>A rendere possibile questa indagine siano stati dunque \u2013 come finanziatori \u2013 i membri di un gruppo politico, e come investigatori gli studiosi di due associazioni:<\/p>\n<ul>\n<li><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.sgr.org.uk\/\" >Scientists for Global Responsibility<\/a> (SGR), una organizzazione indipendente di scienziati, architetti, ingegneri, impegnati nella pratica etica e nell\u2019uso responsabile della scienza, del design e della tecnologia. I suoi membri ritengono che le conoscenze acquisite nei loro campi dovrebbero contribuire a <strong>portare pace e giustizia nelle societ\u00e0 umane, e a una condizione di \u2018salute\u2019 dell\u2019ambiente.<\/strong><\/li>\n<li><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/ceobs.org\/about\/\" >Conflict and Environment Observatory<\/a> (CEOBS), un\u2019Associazione che lavora con organismi internazionali, con societ\u00e0 civili, comunit\u00e0 di base, universit\u00e0 per aumentare la consapevolezza e la comprensione delle conseguenze ambientali e umane dei conflitti armati. Il suo scopo primario \u00e8 quello digarantire <strong>che le conseguenze ambientali dei conflitti armati e delle attivit\u00e0 militari siano adeguatamente documentate e affrontate, e che le persone colpite siano assistite.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>Il Report, pubblicato e reso subito disponibile al pubblico, ha come titolo <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/ceobs.org\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Under-the-radar_the-carbon-footprint-of-the-EUs-military-sectors.pdf\" ><strong>Under the radar: The carbon footprint of the EU\u2019s military sectors<\/strong><\/a><strong>.<\/strong> \u00c8 un documento di 52 pagine,<strong> che contiene molti dati interessanti sia sulle spese militari di singoli stati (tra cui l\u2019Italia), sia sulle emissioni di gas con effetto serra di alcune tra le aziende europee pi\u00f9 attive nella produzione di armamenti.<\/strong><\/p>\n<p><strong>I committenti della ricerca, nell\u2019introduzione al documento, osservano che:<\/strong><\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-style-default\"><p>[\u2026] <em>in un periodo in cui il rapido cambiamento climatico in atto rappresenta uno delle pi\u00f9 imminenti minacce alla sicurezza\u00a0 globale e all\u2019umanit\u00e0, ci si aspetterebbe che le forze politiche siano concentrate a capire come ridurre le emissioni di gas serra e assicurare un futuro sostenibile. Ma il settore militare sta vivendo una sorta di nuova Guerra Fredda, una nuova corsa internazionale agli armamenti, e di fatto si sta registrando un aumento delle spese militari, non solo a livello NATO.<\/em><\/p>\n<p><em>Questo studio dimostra che non solo le spese militari intercettano e \u2018ingoiano\u2019 risorse che potrebbero e dovrebbero essere usate per affrontare il cambiamento climatico, per investire nella giustizia globale, per promuovere la risoluzione pacifica dei conflitti e il disarmo, ma che l\u2019industria tecnologica militare di per s\u00e9 contribuisce all\u2019emergenza climatica<\/em>\u201d.\u00a0 [\u2026] <em>La nostra speranza \u00e8 che questo studio favorisca lo sviluppo di un dibattito pubblico su come affrontare le minacce alla sicurezza umana \u2013 come il cambiamento climatico \u2013 e nello stesso tempo faccia luce sul ruolo svolto dall\u2019industria delle tecnologie militari e dalle forze armate.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Nelle pagine che seguono potete leggere la traduzione di alcune parti della <strong>presentazione<\/strong> al Report, rintracciabile sul sito di CEOBS.<\/p>\n<h3 class=\"has-medium-font-size\"><strong>Un\u2019impronta gassosa, invisibile ma \u2018pesante\u2019<\/strong><\/h3>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Carbon_footprint\" >La carbon footprint<\/a> (letteralmente, \u201cimpronta di <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Carbonio\" >carbonio<\/a>\u201c) \u00e8 un parametro che viene utilizzato per stimare le emissioni di <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Gas_serra\" >gas con effetto serra<\/a> causate da un <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Prodotto_(economia)\" >prodotto<\/a>, da un <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Servizio\" >servizio<\/a>, da un\u2019<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Organizzazione\" >organizzazione<\/a>, da un evento o da un <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Persona_fisica\" >individuo<\/a>, espresse generalmente in <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Tonnellata\" >tonnellate<\/a> di <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/CO2_equivalente\" >CO<sub>2<\/sub> equivalente<\/a> (ovvero prendendo come riferimento per tutti i gas serra l\u2019effetto associato alla CO<sub>2<\/sub>, assunto pari a 1).<\/p>\n<p>Secondo le indicazioni del <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Protocollo_di_Kyoto\" >Protocollo di Kyoto<\/a>, i gas serra che devono essere presi in considerazione sono: <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Anidride_carbonica\" >anidride carbonica<\/a> (CO<sub>2<\/sub>, da cui il nome \u201ccarbon footprint\u201d), <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Metano\" >metano<\/a> (CH<sub>4<\/sub>), <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ossido_di_diazoto\" >ossido nitroso<\/a> (N<sub>2<\/sub>O), <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Idrofluorocarburi\" >idrofluorocarburi<\/a> (HFC), <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Perfluorocarburi\" >perfluorocarburi<\/a> (PFC) e <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Esafluoruro_di_zolfo\" >esafloruro di zolfo<\/a> (SF<sub>6<\/sub>).Tale parametro pu\u00f2 essere utilizzato per la determinazione degli <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Impatto_ambientale\" >impatti ambientali<\/a> che le emissioni esercitano sui <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Cambiamento_climatico\" >cambiamenti climatici<\/a> di origine <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Antropizzazione\" >antropica<\/a>.<\/p>\n<p>Da tempo varie associazioni, qualche studioso, alcuni attivisti segnalano l\u2019assenza di una corretta contabilizzazione della produzione di gas serra del comparto militare.\u00a0 Il problema \u00e8 stato posto anche <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2016\/02\/18\/un-elefante-in-salotto-gli-usa-e-il-cambiamento-climatico-a-cura-di-elena-camino\/\" >sul sito del CSSR<\/a>, gi\u00e0 nel 2016, ma gli sforzi per includere le attivit\u00e0 militari nelle valutazioni delle iniziative da prendere per ridurre il carico ambientale hanno incontrato finora notevoli resistenze.<\/p>\n<h3 class=\"has-medium-font-size\"><strong>Le attivit\u00e0 militari non devono pi\u00f9 essere \u2018esenti\u2019<\/strong><\/h3>\n<p>I militari sono spesso esonerati dall\u2019obbligo di rendere disponibili i dati delle loro emissioni di gas serra (GHG: greenhouse gas), e attualmente non esiste un registro pubblico che riporti le emissioni di GHG prodotte dai comparti militari degli Stati dell\u2019Unione Europea. \u00a0Ma, dato che i militari sono grandi consumatori di combustibili fossili, e che sono in atto crescenti spese destinate dagli stati alle attivit\u00e0 militari, \u00e8 necessario sviluppare un maggior controllo, e stabilire degli obiettivi di riduzione delle emissioni anche per questo settore.<\/p>\n<p>La<strong> Sinistra Unitaria Europea\/Sinistra Verde Nordica costituisce i<\/strong>l \u2018<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.guengl.eu\/the-group\/\" >LEFT GROUP\u2019 del Parlamento Europeo<\/a> \u2013 Confederal Group of the European United Left\/Nordic Green Left, con GUE\/NGL come acronimo. \u00a0A ottobre 2020 ha incaricato le due Associazioni sopra citate \u2013 il \u2018Conflict and Environment Observatory\u2019 (<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/ceobs.org\/\" >CEOBS<\/a>) e i \u2018Scientists for Global Responsibility\u2019 (<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.sgr.org.uk\" >SGR<\/a>) \u2013 di svolgere una analisi sulla \u2018carbon footprint\u2019 del sistema militare dell\u2019Unione Europea, <strong>che comprenda sia le forze armate di singoli Paesi, sia le industrie che in Europa sono implicate nelle tecnologie militari.<\/strong><\/p>\n<p>Stuart Parkinson (responsabile per SGR) e Linsey Cottrell (portavoce di CEOBS) hanno presentato il 23 febbraio 2021 un Report, in cui sono documentate le emissioni di gas serra del settore militare dell\u2019Unione Europea. Nello studio sono anche inserite alcune riflessioni politiche, nella prospettiva di ridurre il contributo dell\u2019apparato militare al cambiamento climatico.<\/p>\n<p>SGR aveva gi\u00e0 pubblicato \u2013 a Maggio 2020 \u2013 una relazione sugli <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.sgr.org.uk\/publications\/environmental-impacts-uk-military-sector\" >impatti ambientali del settore militare<\/a> del Regno Unito, e aveva confrontato i dati ottenuti con quelli pubblicati dal Ministero della Difesa UK. Un lavoro analogo \u00e8 stato realizzato adesso per l\u2019Unione Europea.<\/p>\n<h3 class=\"has-medium-font-size\"><strong>Una stima utile, ma ancora parziale<\/strong><\/h3>\n<p>Per avere indicazioni del <em>carbon footprint<\/em> gli Autori dell\u2019indagine hanno utilizzato i dati che erano a disposizione da fonti governative e industriali per sei dei maggiori paesi europei in termini di spese militari, oltre a dati aggregati riguardanti l\u2019intera Unione Europea.\u00a0 L\u2019attenzione si \u00e8 focalizzata su <strong>Francia, Germania, Italia, Olanda, Polonia e Spagna<\/strong>. Si \u00e8 anche cercata documentazione sulle politiche e sulle misure messe in atto per ridurre le emissioni di GHG, e sulla loro efficacia.<\/p>\n<p>Dai dati a disposizione la <em>carbon footprint<\/em> connessa alle spese militari europee nel 2019 \u00e8 stata di circa 24,8 milioni\u00a0 di tonnellate di CO<sub>2 <\/sub>equivalente: per capire che cosa significa, pu\u00f2 essere paragonata alle <strong>emissioni annuali di 14 milioni di automobili. <\/strong>\u00c8 comunque una stima conservativa, se si tiene conto delle molte difficolt\u00e0 che sono state incontrate nel reperire i dati.<\/p>\n<p>La Francia risulta il paese che pi\u00f9 contribuisce alla produzione di gas serra dell\u2019UE, con una quota di circa un terzo del totale. Dall\u2019indagine svolta sulle aziende con sede in Europa che producono tecnologie militari \u00e8 risultato che a emettere le maggiori quantit\u00e0 di gas-serra sono PGZ (con base in Polonia), Airbus, Leonardo, Rheinmetall, e Thales. Ma ve ne sono altre che non hanno reso disponibili i loro dati relativi alle emissioni di GHG: tra di esse MBDA, Hensoldt, KMW, e Nexter.<\/p>\n<h3 class=\"has-medium-font-size\"><strong>Transparenza e rendicontazione<\/strong><\/h3>\n<p>Tutti gli Stati Membri dell\u2019UE fanno parte della Convenzione Quadro dell\u2019ONU sul Cambiamento Climatico (UNFCCC), secondo la quale sono obbligati a pubblicare ogni anno i dati di emissione di GHG. Finora molti hanno rifiutato di pubblicare questi dati, adducendo motivi di sicurezza. Tuttavia, dato l\u2019attuale livello di informazioni pubbliche su aspetti tecnici, finanziari e ambientali, il tema della sicurezza appare poco convincente.<\/p>\n<p>Sono attualmente in corso diverse iniziative volte a mettere in luce le attuali forme di utilizzo dell\u2019energia nel settore militare, e orientate a favorire una riduzione dei consumi. Per esempio, la European External Action Service (EEAS) e la NATO hanno pubblicato a <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/data.consilium.europa.eu\/doc\/document\/ST-12741-2020-INIT\/en\/pdf\" >Novembre 2020<\/a> delle indicazioni su come affrontare il problema dei gas serra prodotti dai militari nel breve e nel lungo periodo.\u00a0 Non \u00e8 facile valutare l\u2019efficacia di tali suggerimenti, e soprattutto non sono presenti indicazioni volte a modificare il sistema militare a livello politico: per esempio, non sono state finora colte le potenzialit\u00e0 di eventuali trattati che \u2013 <strong>favorendo il disarmo \u2013 <\/strong>riducano l\u2019acquisto, il dispiegamento e l\u2019uso di attrezzature militari, e contribuiscano di conseguenza a ridurre l\u2019inquinamento.<\/p>\n<h3 class=\"has-medium-font-size\"><strong>Il peso della NATO<\/strong><\/h3>\n<p>Dei 27 Stati Membri dell\u2019UE, 21 fanno parte della NATO. Nonostante le dichiarazioni di intenti da parte del Segretario generale della NATO nel <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.nato.int\/cps\/en\/natohq\/opinions_178355.htm?selectedLocale=en\" >Settembre del 2020<\/a> per una riduzione dell\u2019impronta del carbonio, le pressioni in corso per aumentare le spese militari rendono improbabile che si possa raggiungere lo scopo.\u00a0 Sarebbe opportuno che tutti gli Stati Membri calcolassero la carbon footprint dei loro apparati militari e la rendessero pubblica. Ma soprattutto sarebbe importante che <strong>tutti i paesi considerassero ugualmente prioritaria la riduzione delle emissioni di CO<sub>2<\/sub><\/strong>dei loro apparati militari.<\/p>\n<h3 class=\"has-medium-font-size\"><strong>\u00c8 necessario agire<\/strong><\/h3>\n<p>La relazione pubblicata da CEOBS e SGR segnala alcune azioni da intraprendere al pi\u00f9 presto. In particolare gli autori affermano che sarebbe necessario rivedere le strategie di sicurezza a livello nazionale e internazionale, <strong>riducendo l\u2019uso di forze armate<\/strong>, e misurare la conseguente riduzione di emissioni GHG: una iniziativa che finora non \u00e8 stata presa in considerazione, n\u00e9 nell\u2019UE n\u00e9 altrove.\u00a0 Tale cambiamento di strategia sarebbe focalizzata su un <strong>maggiore orientamento verso obiettivi di \u2018sicurezza umana\u2019<\/strong>: un cambiamento necessario alla luce dei costi sociali pagati per aver trascurato le priorit\u00e0 sanitarie (di fronte alla pandemia) e ambientali (con i cambiamenti climatici in atto).<\/p>\n<p>I responsabili di CEOBS e SGR affermano inoltre che tutte le nazioni dell\u2019UE dovrebbero pubblicare annualmente i dati relativi alle emissioni di GHG prodotte sia dalle attivit\u00e0 militari, sia dalle industrie che producono tecnologie militari: tali dati dovrebbero essere trasparenti, coerenti e confrontabili.\u00a0\u00a0 Non solo: anche il settore militare \u2013 come avviene per le strutture civili \u2013 dovrebbe ridurre le emissioni, per contribuire a raggiungere l\u2019obiettivo fissato dagli Accordi di Parigi, di non superare l\u2019aumento di temperatura di pi\u00f9 di 1.5<sup>o<\/sup>C. Si tratta quindi di agire, anche nel settore militare, <strong>per investire nelle energie rinnovabili<\/strong>, e per utilizzare reti rinnovabili per l\u2019approvvigionamento.\u00a0 Questo cambio di orientamento dovrebbe riguardare anche le industrie militari e le tecnologie da esse prodotte.<\/p>\n<p>Un altro aspetto rilevante riguarda il fatto che le forze armate dell\u2019UE sono <strong>le maggiori proprietarie di terre in Europa.<\/strong> Questi terreni dovrebbero essere gestiti con maggiore attenzione, sia per migliorare il sequestro di carbonio con una adeguata politica forestale e con una maggior cura della biodiversit\u00e0, sia \u2013 dove \u00e8 possibile \u2013 per ospitare impianti per la produzione locale di energia rinnovabile.<\/p>\n<p>Bisogna avviare campagne di pressione sui militari, per fare in modo che le loro attivit\u00e0 siano coerenti con gli obiettivi delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e sulla conservazione della biodiversit\u00e0.<\/p>\n<p>La Relazione completa \u00e8 scaricabile qui: \u00a0<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/ceobs.org\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Under-the-radar_the-carbon-footprint-of-the-EUs-military-sectors.pdf\" ><strong>Under the radar \u2013 The carbon footprint of the EU\u2019s military sectors<\/strong><\/a><strong>.<\/strong><\/p>\n<h3 class=\"has-medium-font-size\"><strong>Il Capitolo 5\u00b0 \u2013 L\u2019Italia<\/strong><\/h3>\n<p>Le spese militari per l\u2019Italia sono presentate a pag. 25 e seg. del Report, e vengono qui in parte riassunte.<\/p>\n<p>Come la Germania, l\u2019Italia ospita 40 testate nucleari sotto il controllo NATO. L\u2019Italia \u00e8 tra le 15 nazioni che spendono di pi\u00f9 nel settore militare, e di recente ha aumentato il budget in risposta alle richieste della NATO, soprattutto nel settore navale. Ha alcune truppe dislocate all\u2019estero (Europa, Medio Oriente, Africa).<\/p>\n<figure class=\"wp-block-table\">\n<table class=\"has-subtle-light-gray-background-color has-background\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><strong>SPESE MILITARI<\/strong><\/td>\n<td><strong>2018<\/strong><\/td>\n<td><strong>2019*<\/strong><\/td>\n<td><strong>2020*<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Spese complessive<\/td>\n<td>\u20ac 21,7 bn(**)<\/td>\n<td>\u20ac 21,7 bn<\/td>\n<td>\u20ac 22,8 bn<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>% PIL<\/td>\n<td>1,23<\/td>\n<td>1,18<\/td>\n<td>1,43<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/figure>\n<p>(*) valori stimati<\/p>\n<p>(**) miliardi<\/p>\n<p>Per quanto riguarda le emissioni di gas a effetto serra, sono disponibili solo dati per le attivit\u00e0 mobili, ma <strong>mancano quelli relativi alle basi militari<\/strong>: un\u2019omissione preoccupante.<\/p>\n<p>Una Tabella illustra alcuni dati relativi alle maggiori industrie italiane di tecnologie militari.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-table\">\n<table class=\"has-subtle-light-gray-background-color has-background\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>Compagnia<\/td>\n<td>Italiani impiegati (solo per le vendite militari)<\/td>\n<td>Vendite militari<\/td>\n<td>Emissioni GHG di militari italiani (ktCO<sub>2<\/sub>e)<\/td>\n<td>Intensit\u00e0 delle emissioni (tCO<sub>2<\/sub>e x impiegato)<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Leonardo \/Italia<\/td>\n<td>22.454<\/td>\n<td>72%<\/td>\n<td>183.3<\/td>\n<td>8.2<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Fincantieri \/Italia<\/td>\n<td>2.313<\/td>\n<td>26%<\/td>\n<td>20.1<\/td>\n<td>8.7<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Thales \/ Francia<\/td>\n<td>1.254<\/td>\n<td>45%<\/td>\n<td>3.5<\/td>\n<td>2.8<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Northrop Grumman \/(USA)<\/td>\n<td>169<\/td>\n<td>85%<\/td>\n<td>0.9<\/td>\n<td>5.4<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>TOTALE<\/td>\n<td>26.200<\/td>\n<td><\/td>\n<td>208<\/td>\n<td>7.9 (media)<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/figure>\n<p>[\u2026] Per stimare le emissioni totali dei settori militari italiani, tenendo conto della carenza di dati sulle basi militari, e utilizzando raffronti con situazioni di altri paesi, si arriva a un valore (molto conservativo) di <strong>2,131 milioni di tCO<sub>2<\/sub>e<\/strong>, che comprende le forze armate stanziali e mobili, le industrie militari, le emissioni indirette lungo le filiere. \u00a0Ma per comprendere la portata di questi risultati \u00e8 opportuno leggere direttamente il Report, che spiega in dettaglio il significato di questi numeri, ne commenta i limiti, e offre dei confronti tra i diversi Stati.<\/p>\n<p><strong>Le emissioni europee dei militari<\/strong><\/p>\n<p>I dati pi\u00f9 significativi che consentono di stimare le emissioni dell\u2019UE nell\u2019intera Europa provengono dall\u2019Agenzia Europea della Difesa \u2013 European Defence Agency (EDA), e riguardano 22 Stati membri (incluso il Regno Unito) per gli anni 2016 e 2017. Questi dati forniscono una stima dei consumi energetici militari\u00a0 complessivi di questi 22 paesi, e riguardano circa il 97% delle spese militari UE.<\/p>\n<p>Utilizzando opportuni fattori di conversione, e tenendo conto delle proporzioni tra i contributi delle varie categorie di uso dell\u2019energia (elettricit\u00e0, riscaldamento e trasporti) gli Autori del Report hanno calcolato le emissioni militari totali di GHG. Assumendo che queste proporzioni siano applicabili alle restanti nazioni (e sottraendo il contributo di UK), si ottiene una stima per le emissioni di gas con effetto serra prodotte dai 27 stati membri dell\u2019Unione Europea pari a <strong>7,9 milioni di tCO<sub>2<\/sub>e.<\/strong><\/p>\n<p>I dati mostrano che la proporzione di energia rinnovabile usata intenzionalmente dal comparto militare \u00e8 molto piccola: le fonti rinnovabili forniscono lo 0,7% dell\u2019elettricit\u00e0, e solo l\u20191,5% del riscaldamento. Non ci sono dati che indichino l\u2019utilizzo di fonti rinnovabili per il settore trasporti.<\/p>\n<p><strong>La <em>carbon footprint<\/em> militare: un pesante scarpone!<\/strong><\/p>\n<p>Apartire dall\u2019analisi pi\u00f9 approfondita eseguita sui 6 stati il Report propone una stima delle emissioni complessive di questo settore per l\u2019intera Unione Europea. Una Tabella aggiornata al 2019 fornisce alcuni dati sul numero di lavoratori impiegati in attivit\u00e0 che riguardano il militare nelle aziende in esame e sulle emissioni complessive di GHG delle aziende (per produzioni militari).<\/p>\n<p>Sommando le emissioni prodotte direttamente dalle attivit\u00e0 militari con quelle prodotte dalle aziende che le riforniscono dei loro \u2018strumenti di lavoro\u2019 si ottiene una stima dell\u2019impronta complessiva di carbonio del comparto militare nell\u2019Unione Europea. Al di l\u00e0 delle cifre fornite, che \u00e8 difficile trasferire in percezioni ed esperienze personali, gli Autori concludono il Report offrendoci un paragone: le emissioni dirette prodotte da un\u2019auto di media cilindrata che a velocit\u00e0 media si sposti per un anno in un paese europeo sono di circa 1,8\u00a0 tCO<sub>2<\/sub>e. L\u2019impronta militare di carbonio \u2013 lo \u2018scarpone\u2019, potremmo dire \u2013 produce l\u2019equivalente di quasi 14 milioni di auto.<\/p>\n<p><strong>I risultati della ricerca e le raccomandazioni<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>La Francia contribuisce per circa un terzo alla <em>carbon footprint<\/em> dei militari UE. \u00a0Altri stati che contribuiscono in modo significativo sono la Germania (18%), la Spagna (11%), e l\u2019Italia (9%). Sulla Polonia non \u00e8 stato possibile fare una stima perch\u00e9 non sono stati forniti i dati.<\/li>\n<li>L\u2019Industria militare della Polonia \u00e8 in cima alla lista dei maggiori emittenti di GHG a causa del massiccio uso di carbone come fonte energetica.<\/li>\n<li>PGZ, Airbus, Leonardo, Rheinmetall e Thales risultano le industrie con la maggiore produzione di emissioni GHG. Secondo gli Autori del Report ci sono molte iniziative che si dovrebbero avviare al pi\u00f9 presto.<\/li>\n<li>\u00c8 necessaria una revisione delle strategie di sicurezza nazionali e internazionali. Ci sono ampie potenzialit\u00e0 di riduzione del dispiegamento di forze armate, tra cui iniziative di controllo e disarmo che riducano le emissioni: occorre assumere la prospettiva della \u2018sicurezza umana\u2019 (lotta alla povert\u00e0 e alle disuguaglianze) invece della \u2018sicurezza militare\u2019.<\/li>\n<li>Ci sono ampie possibilit\u00e0 di riduzione dei gas serra introducendo l\u2019uso di fonti energetiche rinnovabili, nel rispetto degli accordi di Parigi.<\/li>\n<li>I terreni di propriet\u00e0 degli apparati militari dovrebbero essere gestiti in modo da migliorare il sequestro del carbonio (cura dei boschi, riforestazione), la protezione della biodiversit\u00e0, l\u2019installazione di impianti di produzione di energie rinnovabili ove possibile.<\/li>\n<li>Occorre una revisione della Direttiva UE sull\u2019Efficienza Energetica (Energy Efficiency Directive 2012\/27\/ EU), con sospensione delle deroghe concesse all\u2019ambito militare.<\/li>\n<li>Bisogna inserire norme contrattuali che impongano l\u2019approvvigionamento a basse emissioni di carbonio di attrezzature militari, altri beni e servizi, con l\u2019obbligo per i fornitori di segnalare le emissioni di GHG dei loro prodotti e di intraprendere iniziative per ridurle.<\/li>\n<\/ul>\n<p><em>_______________________________________________<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/elena_camino_95-180x167-e1588393371480.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-66008\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/elena_camino_95-180x167-e1588393371480.jpg\" alt=\"\" width=\"100\" height=\"93\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Elena Camino <\/em><em>\u00e8 membro della rete <\/em><em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/\" >TRANSCEND per la Pace, Sviluppo e Ambiente<\/a><\/em><em> e <\/em><em><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.assefatorino.org\" >Gruppo ASSEFA Torino<\/a><\/em><em>.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2021\/03\/03\/una-crescente-militarizzazione-rischi-in-piu-per-la-pace-e-anche-per-lambiente\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>3 Marzo 2021 &#8211; La relazione finale di una ricerca che era stata commissionata da un gruppo politico (il Left Group del Parlamento Europeo) ai ricercatori di due associazioni che da molti anni sono impegnate nel denunciare \u2013 dati alla mano \u2013 i rischi e i danni ambientali causati dalle attivit\u00e0 militari: una crescente militarizzazione produce rischi in pi\u00f9 per la pace e anche per l\u2019ambiente.<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":66008,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46],"tags":[1817,1253,401,323,291,1105,769,119,2199,95],"class_list":["post-180497","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-original-languages","tag-anti-militarism","tag-demilitarization","tag-environment","tag-karma","tag-military","tag-military-industrial-complex","tag-military-supremacy","tag-peace","tag-peace-culture","tag-us-military"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/180497","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=180497"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/180497\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media\/66008"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=180497"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=180497"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=180497"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}