{"id":193404,"date":"2021-08-30T12:00:42","date_gmt":"2021-08-30T11:00:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=193404"},"modified":"2021-08-28T05:59:18","modified_gmt":"2021-08-28T04:59:18","slug":"italiano-contro-la-guerra-oggi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2021\/08\/italiano-contro-la-guerra-oggi\/","title":{"rendered":"(Italiano) Contro la guerra. Oggi"},"content":{"rendered":"<p><em><strong>24 Agosto 2021<\/strong><br \/>\n<\/em><\/p>\n<div id=\"attachment_193409\" style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/afghanistan-1.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-193409\" class=\"wp-image-193409\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/afghanistan-1.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"375\" srcset=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/afghanistan-1.jpg 750w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/afghanistan-1-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-193409\" class=\"wp-caption-text\">Foto di Alejandra Santiago da Pixabay<\/p><\/div>\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-style-default\"><p><em>Dopo due o tre settimane, di quello che eri prima ti resta solo il nome anagrafico. Ormai tu non sei pi\u00f9 tu, ma un\u2019altra persona. E quest\u2019altra persona che sei diventato non si spaventa pi\u00f9 alla vista di un uomo ucciso, ma pensa con distacco o magari stizza a tutto il da fare per tirarne gi\u00f9 il corpo dalle rocce o trasportarlo a spalle per qualche chilometro sotto il sole. E conosce anche quell\u2019intensa eccitazione, mai provata prima, a vedere un uomo ucciso: non \u00e8 toccato a me! Si realizza cos\u00ec in fretta, questa trasformazione. Molto in fretta. Quasi per tutti<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2021\/08\/24\/contro-la-guerra-oggi\/#_ftn1\" ><strong>[1]<\/strong><\/a>.<\/em><\/p>\n<p>[Un reduce dalla guerra russo-afgana, 1979-89].<\/p><\/blockquote>\n<p>Hale and\u00f2 in Afghanistan nel 2012. Quando torn\u00f2 in USA l\u2019anno successivo aveva gi\u00e0 profondi dubbi sul lavoro che aveva svolto (esperto informatico addetto a operazioni con i droni). Durante un recente processo a suo carico <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.wsws.org\/en\/articles\/2021\/07\/26\/lett-j26.html\" >afferm\u00f2<\/a> di aver appreso \u2013 dopo un attacco di droni su un\u2019auto \u2013 che un bambino era stato ucciso e un altro gravemente ferito. Si chiedeva se qualcuno degli altri attacchi che egli aveva aiutato a portare a termine avesse ucciso civili innocenti ritenuti \u201ccombattenti nemici.<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p><em>\u201cOrmai uccidiamo la gente senza neppure vederla. Ora premiamo un pulsante a distanza di migliaia di miglia\u2026. Dato che tutto viene fatto tramite un controllo remoto, non c\u2019\u00e8 rimorso\u2026 e ce ne andiamo a casa trionfanti.<\/em><\/p>\n<p>[Daniel Hale, condannato in USA per aver diffuso informazioni riservate sulla \u2018guerra dei droni\u2019, 2021].<\/p><\/blockquote>\n<h2><strong>Parlare, capire, agire\u2026<\/strong><\/h2>\n<p>Il pubblico \u2013 mettendo temporaneamente da parte i drammi della Siria, della Libia, del Sudan, del Guatemala, di Haiti o della Colombia \u2013 \u00e8 immerso in questi giorni nella realt\u00e0 mediatica dell\u2019Afghanistan. \u00a0Donne velate, giovani in fuga, polvere, gli \u2018studenti\u2019 che sorridono vittoriosi, l\u2019aeroporto di Kabul assediato\u2026 Si moltiplicano testimonianze, interviste, riflessioni, analisi, accuse e contro-accuse, proposte\u2026<\/p>\n<p>Mi confronto con la mia ignoranza. Che cosa so dell\u2019Afghanistan? Non sarebbe utile conoscere meglio la sua storia, le sue risorse, le alleanze e i conflitti, per cercare di capire meglio quello che sta succedendo in questo tragico presente e non rischiare di agire in modo avventato o controproducente? Certo, posso farlo ed \u00e8 opportuno farlo, ma intanto? Come posso contribuire adesso, con le mie minime forze, a portare un granello infinitesimo di sollievo, di speranza?<\/p>\n<p><strong>L\u2019Afghanistan<\/strong> \u00e8 un paese senza accesso al mare, abitato da una popolazione multietnica, situato nel cuore dell\u2019Asia centro-meridionale. Luogo di passaggio delle vie commerciali tra Asia, Medio Oriente ed Europa, \u00e8 stata sede di una delle pi\u00f9 antiche citt\u00e0 del mondo, Balkh. La sua terra ha dato vita a pensatori che hanno ispirato lo sviluppo di varie prospettive religiose (il zoroastrismo, il buddhismo).<\/p>\n<p>Il Paese ha un tasso di natalit\u00e0 elevatissimo, uno dei maggiori del mondo (44\u2030 nel 2010), in parte bilanciato dalla mortalit\u00e0, anch\u2019essa notevolmente elevata (16,8\u2030 nel quinquennio 2005-2010). La mortalit\u00e0 infantile \u00e8 del 101\u2030 (nel 2011), mentre la speranza di vita alla nascita \u00e8 di 47,2 anni per gli uomini e di 47,5 anni per le donne.<\/p>\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-29401\" src=\"https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/moschea-blu-750x307.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px\" srcset=\"https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/moschea-blu-750x307.jpg 750w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/moschea-blu-300x123.jpg 300w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/moschea-blu-768x314.jpg 768w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/moschea-blu.jpg 941w\" alt=\"Contro la guerra. Oggi\" width=\"750\" height=\"307\" \/><\/figure>\n<p style=\"text-align: center;\">La Moschea Blu a Mazar e Sharif<\/p>\n<\/div>\n<p>L\u2019Afghanistan \u00e8 da sempre oggetto di tentativi di dominio da parte di varie potenze.\u00a0 \u00c8 un territorio aspro, con vasti deserti e catene di alte montagne. Si trova in una posizione strategica cruciale per i flussi commerciali.\u00a0 Negli ultimi decenni \u00e8 cresciuto l\u2019interesse per le sue riserve minerarie, soprattutto per i minerali di rame, di litio e per le terre rare, che forniscono c<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/edition.cnn.com\/2021\/08\/18\/business\/afghanistan-lithium-rare-earths-mining\/\" >omponenti essenziali per batterie, cellulari, materiale informatico.<\/a>\u00a0 \u00c8 uno dei paesi pi\u00f9 poveri al mondo, ma contiene <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.dw.com\/en\/afghanistan-taliban-to-reap-1-trillion-mineral-wealth\/a-58888765\" >ricchezze straordinarie<\/a>, che sempre pi\u00f9 alimentano interessi da parte delle grandi potenze vicine e lontane.<\/p>\n<div class=\"wp-block-columns\">\n<div class=\"wp-block-column\">\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-medium\"><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Geografia_dell\" Afghanistan\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-29402\" src=\"https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/geografia-afghanistan-300x232.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" srcset=\"https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/geografia-afghanistan-300x232.jpg 300w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/geografia-afghanistan-750x580.jpg 750w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/geografia-afghanistan-768x593.jpg 768w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/geografia-afghanistan.jpg 770w\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"232\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"wp-block-column\">\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-medium\"><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Afghanistan\"  target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-29404\" src=\"https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/mappa-afghanistan-294x300.gif\" alt=\"\" width=\"294\" height=\"300\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<h2><strong>Un\u2019invasione tra le tante<\/strong><\/h2>\n<p>Ripercorrendo la storia recente dell\u2019Afghanistan si incontra il 1979, anno in cui ebbe inizio l\u2019intervento militare russo in Afghanistan, che fu presentato come \u201cil dovere internazionalista\u201d in rapporto alla sicurezza degli stati meridionali della grande potenza, e fu illustrato come un\u2019azione di stampo umanitario a maggior gloria dell\u2019Unione e del popolo sovietici.<\/p>\n<p>Anche se i sovietici non subirono mai una vera e propria sconfitta militare, non riuscirono per\u00f2 mai a domare l\u2019insurrezione. I\u00a0mujaheddin, come venivano chiamati gli insorti, si dimostrarono guerriglieri abili e coraggiosi, esperti del terreno e sempre capaci di scomparire nelle montagne dopo aver compiuto un attacco. L\u2019isolamento internazionale nel quale venne a trovarsi l\u2019URSS, unitamente all\u2019ascesa di un nuovo governo con M. Gorba?iov (1985), determinarono un graduale disimpegno sovietico, che si concluse il 15 febbraio 1989.\u00a0 Dieci lunghi anni di guerra, senza il clamore mediatico di oggi. La presenza sovietica in Afghanistan, secondo fonti ufficiali, cost\u00f2 13.300 morti e 35.400 feriti di parte sovietica, e almeno 640 mila morti afgani,<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2021\/08\/24\/contro-la-guerra-oggi\/#_ftn2\" >[2]<\/a> ma non riusc\u00ec a raggiungere i suoi obiettivi: il governo filo-sovietico cadde pochi mesi dopo il ritiro delle truppe russe.<\/p>\n<h2><strong>Il racconto della verit\u00e0<\/strong><\/h2>\n<p>A combattere in Afghanistan in quel decennio furono inviati giovani uomini e donne provenienti da molte zone dell\u2019Unione Sovietica. Molti andarono volontari. Durante il settimo anno di guerra cos\u00ec scrive Svetlana Aleksievic<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2021\/08\/24\/contro-la-guerra-oggi\/#_ftn3\" >[3]<\/a>, nell\u2019introduzione al suo libro <em>Ragazzi di zinco<\/em>:<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>Che discorsi si sentono fare, di cosa scrivono i giornali? Del dovere internazionalista, di geopolitica, dei nostri interessi di grande potenza, della sicurezza delle nostre frontiere meridionali\u2026 Ma corrono anche certe voci sorde su funerali nei casermoni di prefabbricati e nelle casupole contadine coi pacifici gerani alle finestre; si mormora di bare di zinco troppo grandi per entrare nei minuscoli alloggi\u2026 Madri che ancora ieri stramazzavano disperate su queste cieche casse metalliche oggi prendono la parola nei collettivi delle aziende e nelle scuole per esortare altri giovani a \u2018compiere il proprio dovere verso la Patria\u2019.<\/p>\n<p>Nel suo libro, pubblicato nel 2001, l\u2019Autrice trascrive fedelmente centinaia di testimonianze di una intera generazione di giovani che con le loro madri, sorelle e spose, insieme a medici e insegnanti, impiegati, infermieri, ufficiali e comandanti hanno dato il proprio spaventoso tributo alla decennale guerra tra URSS e Afghanistan. \u00a0Soldati e ufficiali raccontano le atrocit\u00e0 compiute dai Mujahiddin sui prigionieri e quelle che loro stessi hanno perpetrato sul nemico. Mentre in patria i giornali scrivono che in Afghanistan i soldati costruiscono ponti, piantano viali alberati dell\u2019amicizia e che i medici sovietici curano donne e bambini del posto, ai soldati viene ordinato di sparare \u201cdove c\u2019\u00e8 pi\u00f9 folla\u2026 su un matrimonio afgano, nel mucchio.<\/p><\/blockquote>\n<p>Per tutta la durata della guerra l\u2019URSS ha mantenuto in Afghanistan un esercito di centomila combattenti. Siccome il contingente veniva rinnovato annualmente, si parla di un milione di soldati in dieci anni. Molti di costoro morirono, e i loro corpi furono rimpatriati in bare di zinco. Dice la Aleksievic: <em>\u201cNei primi anni di questa strana guerra, nessuno le aveva ancora viste. Solo in seguito si seppe che giungevano e le sepolture avvenivano di nascosto, nottetempo, e sulle pietre tombali non c\u2019era nulla che potesse far sospettare le reali circostanze del decesso<\/em><em>\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>Svetlana Aleksievic raccoglie le testimonianze della parte russa.\u00a0 Nessuno ha raccolto n\u00e9 documentato la voce degli afghani: dei soldati, delle famiglie, dei comandanti, dei feriti, di donne e bambini.\u00a0\u00a0 Ma possiamo immaginare che avrebbe registrato racconti analoghi, ricordi di terrore e sofferenze, lutti e violenze subite e perpetrate. Insieme ai combattenti pi\u00f9 esperti,<\/em> che arroccati sui monti sfiancarono i soldati russi con imboscate e sabotaggi, <em>c\u2019erano ragazzi giovani, altrettanto impauriti dei loro coetanei russi, molti di loro intrappolati in una guerra di cui altri conoscevano le ragioni. \u00a0E anche l\u00ec erano coinvolte madri, infermiere, comandanti, medici.\u00a0 E c\u2019era la popolazione civile: alcuni milioni di persone, tra morti, feriti, mutilati, rifugiati, emigrati\u2026<br \/>\n<\/em><\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote has-text-align-left\"><p><em><strong>Mine giocattolo, studiate per mutilare bambini. Ho dovuto crederci, anche se ancora oggi ho difficolt\u00e0 a capire.<\/strong><\/em><\/p>\n<p><strong>Gino Strada<\/strong><\/p><\/blockquote>\n<h2><strong>La guerra dei droni e dei mercenari<\/strong><\/h2>\n<p>Durante il ventennio della nuova guerra, che ha visto gli Stati uniti sostituirsi ai Russi sullo stesso terreno afghano, strategie\u00a0 e <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/apnews.com\/article\/middle-east-business-afghanistan-43d8f53b35e80ec18c130cd683e1a38f\" >cifre sono cambiate<\/a>. Nell\u2019ambito dell\u2019operazione \u201cEnduring freedom\u201d (libert\u00e0 duratura) iniziata in Afghanistan <strong>nell\u2019ottobre 2001<\/strong>, e poi negli anni successivi di guerra (venti anni!), sono morti <strong>2.448 militari statunitensi<\/strong> e <strong>3.846<\/strong> \u201ccontractors\u201d, ossia soldati professionisti di compagnie private. Gli eserciti alleati degli Usa contano <strong>1.144 caduti,<\/strong> tra questi<strong> 53 militari italiani.<\/strong> \u00a0Ben pochi, rispetto alle perdite subite dall\u2019esercito russo qualche decennio prima, che erano state di pi\u00f9 di 13mila morti!<\/p>\n<p>Altissime \u2013 anche stavolta \u2013\u00a0 le perdite afgane. Le vittime tra le forze talebane e le forze di opposizione alla presenza occidentale sono state <strong>51.191.<\/strong> \u00a0Tra i militari e la polizia afgani le perdite sono state di 66.000 persone.\u00a0 E non bisogna dimenticare i membri della societ\u00e0 civile, che si sono trovati coinvolti loro malgrado in scontri tra armati, o sono caduti vittime di errori, \u2018danni collaterali\u2019 di una guerra disumana, dove la tecnologia ha svolto un ruolo macabro, favorendo l\u2019uccisione a freddo di tantissimi innocenti da parte di \u2018tecnici\u2019 che colpivano a distanza.\u00a0 Sono stati pi\u00f9 di <strong>47mila i civili <\/strong>afghani uccisi\u2026<\/p>\n<h2><strong>Non persone ma numeri<\/strong><\/h2>\n<p>15 ottobre 2015. Il giornalista Jeremy Scahill, corrispondente della rivista \u2018The Intercept\u2019, pubblica l\u2019articolo <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/theintercept.com\/drone-papers\/the-assassination-complex\/\" ><em>The drone papers<\/em><\/a>.\u00a0 Il primo attacco con droni in area di guerra risale al 2002. Da quel momento, un numero crescente di persone, sospettate di compiere azioni che potevano minacciare la sicurezza degli Stati Uniti, \u00e8 stato inserito in una \u2018lista di morte\u2019 e alla fine assassinato per ordine delle pi\u00f9 alte sfere di comando del governo USA.<\/p>\n<p>Il giornalista cita dati segreti che sono stati forniti al suo giornale da parte di un soggetto anonimo, motivato dall\u2019indignazione per \u00ab<em>una oltraggiosa esplosione di liste di controllo \u2013 per \u00a0monitorare le persone e impilarle su elenchi, assegnando loro dei codici numerici, e condannandole a morte senza preavviso, su un campo di battaglia globale<\/em>\u00bb. \u00a0Intanto l\u2019avversario si trova al sicuro, in un ufficio dietro a un monitor, preoccupato solo di collegare correttamente il codice ricevuto con la carta SIM del \u2018bersaglio\u2019 individuato e geolocalizzato.<\/p>\n<p>L\u2019uso dei droni per intercettare e uccidere \u2018nemici\u2019 si \u00e8 ampiamente diffuso negli ultimi anni, nonostante da tempo questa pratica sia nota, e ne siano state sottolineate sia l\u2019inefficacia, sia le drammatiche implicazioni etiche.<\/p>\n<p>La fonte anonima che ha fornito informazioni sulla \u2018guerra dei droni\u2019 ha spiegato che all\u2019interno della comunit\u00e0 di tecnici esperti cui \u00e8 assegnato il compito di individuare e braccare i nemici da eliminare con i droni, alle persone da colpire non vengono riconosciuti diritti, n\u00e9 dignit\u00e0: non si riconosce loro neppure pi\u00f9 il loro vero nome, sono diventati solo dei bersagli.<\/p>\n<h2><strong>Che cosa fare<\/strong><\/h2>\n<p>In questi giorni sono tante le persone che si sentono coinvolte in prima persona dalla tragedia afgana, e vorrebbero \u2018fare la loro parte\u2019. C\u2019\u00e8 chi \u00e8 pi\u00f9 generoso, chi pi\u00f9 creativo o competente; chi ha contatti con associazioni, chi ha gi\u00e0 esperienze sul campo. Chi \u00e8 disponibile ad ospitare dei profughi e chi si affanna a distinguere i buoni e i cattivi.\u00a0 Le iniziative si moltiplicano. Molti per\u00f2 percepiscono una personale inadeguatezza, e sentono grande frustrazione per l\u2019incapacit\u00e0 di portare un contributo positivo.<\/p>\n<p>Eppure ci sono azioni concrete che \u2013 se intraprese da un gran numero di persone \u2013 potrebbero davvero far cambiare le cose. Non sono azioni che riguardano direttamente il dramma afgano nella sua tragica attualit\u00e0, ma potrebbero avere effetti significativi e duraturi. Eccone alcune.<\/p>\n<ol type=\"1\">\n<li>Appoggiare le iniziative istituzionali e non governative orientate a bloccare la produzione e il commercio di armi nel nostro Paese: <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2021\/08\/22\/affari-armati-e-guerra-permanente\/\" >armi che arricchiscono le aziende<\/a> portando violenza e lutti ovunque nel mondo, e che sono<\/li>\n<li>Indurre il nostro governo ad aderire al <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/evento\/presidio-italia-ripensaci-ratifica-il-trattato-sulla-proibizione-delle-armi-nucleari\/\" >Trattato per la messa al bando degli Armamenti Nucleari<\/a>. Non c\u2019\u00e8 arma pi\u00f9 micidiale e pi\u00f9 stupida di un\u2019arma nucleare, capace di distruggere insieme \u2013 con una sola esplosione \u2013 amici e nemici, viventi e ambienti. Grazie all\u2019impegno di molte associazioni, finalmente l\u2019ONU ha approvato la messa al bando di queste armi, dichiarandole illegali.<\/li>\n<li>Adottare stili di vita pi\u00f9 semplici. Nella guerra sempre pi\u00f9 sfrenata per l\u2019accaparramento di risorse che consentano ai potenti di comandare nel mondo, e a una piccola minoranza di continuare a godere di privilegi (dalle auto ai cellulari, dai viaggi alle bistecche) anche ridurre il proprio peso di \u2018consumatori\u2019 \u00e8 un atto contro le guerre. E\u2019 importante rendersi conto di essere rotelline ben oliate di un processo di violenta mercificazione del mondo, e decidere di diventare granelli di sabbia in grado di inceppare gli ingranaggi di un modello insostenibile e ingiusto, che viene difeso con le guerre.<\/li>\n<li>Dichiarare guerra alla guerra. Basta con la retorica dei buoni e cattivi, con l\u2019esportazione armata della democrazia, con la sicurezza protetta da muri armati, con il posto di lavoro purchessia perch\u00e9 dicono che non ci sono alternative. Basta con i videogiochi che insegnano a colpire il nemico virtuale\u2026 preparando tanti giovani \u2013 impercettibilmente \u2013\u00a0 a perdere di vista la realt\u00e0.\u00a0 \u00a0Basta con la Storia delle guerre, in cui protagonisti e vittime sono perennemente muti. \u00a0Invece \u00e8 importante leggere, e far leggere, i libri di Svetlana Aleksievic e di altre autrici e autori che \u2013 come lei \u2013 hanno ascoltato con compassione ed empatia coloro che le guerre le hanno vissute e sub\u00ecte in prima persona, e ne sono diventate rispettose portavoci.<\/li>\n<\/ol>\n<h3 class=\"has-white-color has-vivid-green-cyan-background-color has-text-color has-background\"><strong>Un coro tragico di molteplici voci<\/strong><\/h3>\n<p>Svetlana Aleksievic, l\u2019Autrice del libro che ho prima citato, <em>Ragazzi di zinco<\/em>, aveva iniziato a confrontarsi con la guerra raccogliendo testimonianze di persone che ne erano state coinvolte, attraverso interviste ai veterani della seconda guerra mondiale che abitavano nella sua stessa nazione, la Bielorussia. Il Paese era stato occupato per tre anni dalle truppe tedesche, un bielorusso su 4 era morto in guerra, 600 centri abitati erano stati distrutti.<\/p>\n<p>Poi aveva raccolto racconti di donne\u2013soldato sovietiche che avevano partecipato alla seconda guerra mondiale. con esse compose nel 1983 il suo primo libro, <em>La guerra non ha volto di donna<\/em>, che fu censurato per \u2018pacifismo\u2019 e pot\u00e9 essere pubblicato solo due anni dopo.<\/p>\n<p>Dal 1985 l\u2019Autrice inizia a indagare su una guerra che era in atto, quella tra URSS e Afghanistan, e di cui in quel momento non si vedeva la fine. Per quattro anni, percorrendo ampie zone dell\u2019Unione Sovietica, la Aleksievic raccoglie testimonianze di reduci, invalidi, vedove, madri: a tutti presta orecchio, a tutti d\u00e0 voce, e crea un grande reportage narrativo in cui risuonano, come un coro di tragedia, le molteplici voci di chi ha vissuto, direttamente o indirettamente, questa lunga guerra. Sullo sfondo, la catastrofe della popolazione afghana.<\/p>\n<p><em>Ragazzi di zinco<\/em>, ultimato nel 1989, viene pubblicato in russo nel 1991. Oggetto della ricerca di questa Autrice non \u00e8 la storia della guerra in quanto tale, ma la storia dei sentimenti, dei pensieri, delle paure, delle aspettative delle singole persone che ne sono coinvolte, al di l\u00e0 della retorica e delle narrazioni ufficiali. La pubblicazione di questo libro cost\u00f2 all\u2019Autrice denunce e processi, di cui si d\u00e0 notizia nelle ultime pagine del libro.<\/p>\n<h3 class=\"has-white-color has-vivid-green-cyan-background-color has-text-color has-background\"><strong>Chi \u00e8 Svetlana Aleksievic<\/strong><\/h3>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/cultura\/2015\/10\/12\/news\/nobel_aleksievic-124875631\/\" >In un articolo<\/a> scritto in occasione dell\u2019assegnazione del Premio Nobel a Svetlana Aleksievic, Roberto Saviano rifletteva sul ruolo della letteratura \u2018non fiction\u2019 e sulla sua finalit\u00e0.<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-style-default\"><p><em>Cos\u2019\u00e8 esattamente Svetlana Aleksievic, una giornalista o una scrittrice? \u00c8 pi\u00f9 giornalista o pi\u00f9 scrittrice? Che pensano di lei gli altri giornalisti? E gli altri scrittori? \u00c8 rigorosa nel racconto o si prende delle licenze? Queste domande sono fuorvianti, perch\u00e9 non tengono presente il fine. E il fine \u00e8 creare un affresco letterario. Ecco, la non fiction pu\u00f2 essere raccontata in questo modo: \u00e8 un genere letterario che non ha come obiettivo la notizia, ma ha come fine il racconto della verit\u00e0. [\u2026] \u00a0La verit\u00e0 che ci racconta Svetlana Aleksievic \u00e8 universale anche se non si pu\u00f2 misurare.<\/em><\/p>\n<p>Questa scrittrice<em> [\u2026] ha raccontato quello che stava dentro, sopra e accanto ai fatti, non i fatti, quelli li ha lasciati ai cronisti, a chi ricostruisce la cronaca. Ha raccontato se stessa e il mondo attraverso quelle vite e quelle morti. Ha raccontato quello che non era visibile ma c\u2019era: le sue sensazioni, i suoi stimoli e le sue congetture anche in mancanza di prove certe. Questo la cronaca non pu\u00f2 farlo, ma \u00e8 dovere della letteratura.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<h2>Note<\/h2>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2021\/08\/24\/contro-la-guerra-oggi\/#_ftnref1\" >[1]<\/a> Da <em>Ragazzi di zinco<\/em>, pag. 298.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2021\/08\/24\/contro-la-guerra-oggi\/#_ftnref2\" >[2]<\/a> Secondo <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.reuters.com\/article\/oittp-afghan-soviet-foto-tv-idITMIE51D04F20090214\" >altre fonti<\/a>, all\u2019inizio dell\u2019invasione, avevano perso la vita un milione di afghani e altri 5 milioni si erano rifugiati in Pakistan e Iran.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2021\/08\/24\/contro-la-guerra-oggi\/#_ftnref3\" >[3]<\/a> Premio Nobel per la letteratura nel 2015.<\/p>\n<p><em>_______________________________________________<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/elena_camino_95-180x167-e1588393371480.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-66008\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/elena_camino_95-180x167-e1588393371480.jpg\" alt=\"\" width=\"100\" height=\"93\" \/><\/a><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>Elena Camino <\/em><em>\u00e8 membro della rete <\/em><em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/\" >TRANSCEND per la Pace, Sviluppo e Ambiente<\/a><\/em><em> e <\/em><em><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.assefatorino.org\" >Gruppo ASSEFA Torino<\/a><\/em><em>.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2021\/08\/24\/contro-la-guerra-oggi\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>24 Agosto 2021 &#8211; Hale and\u00f2 in Afghanistan nel 2012. Quando torn\u00f2 in USA l\u2019anno successivo aveva gi\u00e0 profondi dubbi sul lavoro che aveva svolto (esperto informatico addetto a operazioni con i droni). 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