{"id":199018,"date":"2021-11-08T12:00:06","date_gmt":"2021-11-08T12:00:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=199018"},"modified":"2021-11-07T04:22:54","modified_gmt":"2021-11-07T04:22:54","slug":"italiano-il-mondo-digitale-immateriale-oppure-ecologicamente-distruttivo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2021\/11\/italiano-il-mondo-digitale-immateriale-oppure-ecologicamente-distruttivo\/","title":{"rendered":"(Italiano) Il mondo digitale: \u00abimmateriale\u00bb oppure ecologicamente distruttivo?"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_199019\" style=\"width: 410px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/digital-world.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-199019\" class=\"wp-image-199019\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/digital-world.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"267\" srcset=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/digital-world.jpg 750w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/digital-world-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-199019\" class=\"wp-caption-text\">Photo by Alina Grubnyak on Unsplash<\/p><\/div>\n<h3><strong>La natura sulle spalle\u2026<\/strong><\/h3>\n<p><em>3 Nov 2021 &#8211; <\/em>Il concetto di \u2018zaino ecologico\u2019 \u00e8 stato proposto dagli studiosi del <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/wupperinst.org\" >Wuppertal Institute<\/a> alcuni decenni fa, per rendere facilmente comprensibile al pubblico l\u2019idea che ciascuno di noi, nel fare uso di un oggetto, non \u2018utilizza\u2019 solo l\u2019oggetto stesso, ma anche una quantit\u00e0 di energia e di materia che viene prelevata o riversata nell\u2019ambiente esterno, e che resta in buona parte invisibile all\u2019utilizzatore.<\/p>\n<p>Grazie alle ricerche sempre pi\u00f9 approfondite svolte dagli studiosi \u00e8 diventato possibile calcolare con buona approssimazione il peso di molti \u2018zaini ecologici\u2019 di cui abbiamo bisogno per utilizzare oggetti (un telefono cellulare, un anello d\u2019oro, un tavolo di legno, un bicchiere di\u00a0 plastica\u2026)\u00a0 o per svolgere attivit\u00e0 nella nostra vita quotidiana (spostarci in auto, consumare una bibita ecc.).\u00a0\u00a0 Ognuno di questi zaini, pur se invisibile ai nostri occhi, \u2018contiene\u2019 ci\u00f2 che noi preleviamo dalla natura, in termini di materia e di energia, e anche ci\u00f2 che noi imponiamo alla natura (per es. \u00a0i rifiuti e il loro smaltimento).\u00a0 Quindi il \u2018peso\u2019 dello zaino \u00e8 determinato da:<\/p>\n<ol>\n<li>Il materiale utilizzato per produrre l\u2019oggetto (o fornire il servizio)<\/li>\n<li>L\u2019energia (fornita per lo pi\u00f9 da combustibili fossili) impiegata per l\u2019estrazione e la lavorazione, e l\u2019energia richiesta per il trasporto della merce<\/li>\n<li>Rifiuti prodotti dalla fabbricazione<\/li>\n<li>Rifiuti che l\u2019oggetto stesso produce<\/li>\n<\/ol>\n<p>\u00c8 stato calcolato che una tonnellata di carbone ha uno zaino di 10 t; un Km in auto o un\u2019ora di trasmissione TV utilizzano rispettivamente 1 e 2 kg di risorse. Un anello d\u2019oro che pesa 10 gr porta sulle spalle uno zaino di 3 tonnellate! E un microprocessore di computer, del peso di 2 gr?<\/p>\n<h3><strong>Un cellulare da 150 kg\u2026<\/strong><\/h3>\n<p>Sul numero di ottobre 2021 della rivista \u2018Le monde diplomatique\u2019 (abbinata al quotidiano \u2018Il Manifesto\u2019) \u00e8 stato pubblicato un articolo di Guillaume Pitron dal titolo \u201cSe il digitale distrugge il pianeta\u201d. Questo Autore era gi\u00e0 noto al pubblico italiano perch\u00e9 un paio di anni fa era stata pubblicata la traduzione italiana di un suo libro:\u00a0 <em>La guerra dei metalli rari. Il lato oscuro della transizione energetica digitale<\/em>, LUISS University Press, Roma 2019. \u00a0Una recensione di Simone Pieranni per il Manifesto \u2013 \u00a0<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/dentro-la-transizione-digitale-ed-energetica-che-ci-interpella.pdf\" >Dentro la transizione digitale ed energetica che ci interpella.<\/a> \u2013 era stata riportata anche sul sito del CSSR, nell\u2019area \u2018MATERIALI\u2019 in cui sono raccolte informazioni, documenti, cicli di lezioni <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/materiali-slowtech\/\" >sul tema \u2018slow tech\u2019<\/a>. Nel lungo e articolato articolo pubblicato su Le Monde Diplomatique, Guillaume Pitron mette in luce alcuni aspetti inquietanti dell\u2019industria digitale, che a suo parere \u00e8 stata illusoriamente considerata ambientalmente \u2018pulita\u2019 perch\u00e9 &lt;immateriale&gt;.<\/p>\n<p>Un\u2019inchiesta condotta su pi\u00f9 continenti rivela i costi ambientali esorbitanti del settore delle tecnologie informatiche. Riprendendo il concetto di \u2018zaino ecologico\u2019(pi\u00f9 scientificamente definito come Mips = Material Input Per Service Unit, cio\u00e8 la quantit\u00e0 di risorse necessarie per fabbricare un prodotto o un servizio) , Pitron segnala che un minuto al telefono &lt;pesa&gt; 200 gr, e un SMS &lt;pesa&gt; 632 gr. Nel settore delle tecnologie digitali, dove vengono utilizzati vari componenti che contengono metalli rari, difficili da estrarre dai minerali che li contengono, il peso dello zaino ecologico diventa straordinariamente elevato, soprattutto se messo a confronto con il peso dell\u2019oggetto (o con il servizio che offre). \u00a0Il Mips di un televisore varia da 200\/1 a 1000\/1, mentre quello di uno smartphone \u00e8 1200\/1, cio\u00e8 183 Kg di materie prime per 150 gr di prodotto finito. Ma \u00e8 il Mips di un chip elettronico che batte tutti i record: 32 kg di materiale per un circuito integrato di 2 gr, cio\u00e8 un rapporto di 16.000 \/1.<\/p>\n<h3><strong>Mostri di cemento e acciaio<\/strong><\/h3>\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-30040\" src=\"https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/ismail-enes-ayhan-lVZjvw-u9V8-unsplash-750x431.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 375px) 100vw, 375px\" srcset=\"https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/ismail-enes-ayhan-lVZjvw-u9V8-unsplash-750x431.jpg 750w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/ismail-enes-ayhan-lVZjvw-u9V8-unsplash-300x173.jpg 300w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/ismail-enes-ayhan-lVZjvw-u9V8-unsplash-768x442.jpg 768w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/ismail-enes-ayhan-lVZjvw-u9V8-unsplash-1536x883.jpg 1536w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/ismail-enes-ayhan-lVZjvw-u9V8-unsplash.jpg 1920w\" alt=\"Il mondo digitale\" width=\"375\" height=\"216\" \/><figcaption>Photo by <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/unsplash.com\/@ismailenesayhan?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText\" >ismail Enes Ayhan<\/a> on <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/unsplash.com\/collections\/16762197\/data-center?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText\" >Unsplash<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<p>Le tecnologie che ci vengono presentate come \u2018dematerializzate\u2019 in realt\u00e0 hanno bisogno, per funzionare, di infrastrutture per trasportarle, immagazzinarle, elaborarle. Come ricorda Guillaume Pitron nel suo articolo, \u201c<em>per compiere azioni impalpabili come inviare una lettera di posta elettronica, un messaggio su What\u2019sApp, un Emoticon su Facebook o un video su TikTok, abbiamo messo su un insieme di \u2019infrastrutture che presto sar\u00e0 probabilmente l\u2019\u2019oggetto\u2019 pi\u00f9 grande costruito dalla specie umana\u201d. <\/em>Tra queste infrastrutture materiali e concrete i \u2018data center\u2019 occupano un posto di rilievo: sono enormi edifici di cemento e acciaio che ospitano i server, deputati a raccogliere, gestire, smistare, elaborare, archiviare un numero sempre crescente di dati. <em>Con miliardi di server, antenne, router, hotspot, WiFi in funzione<\/em> \u2013 osserva Pitron \u2013\u00a0 <em>le tecnologie \u2018dematerializzate\u2019 stanno diventando una delle pi\u00f9 grandi imprese di materializzazione di sempre.<\/em><\/p>\n<h3><strong>Centri affamati di energia<\/strong><\/h3>\n<p>I centri di elaborazione data (\u2018data centres\u2019) sono infrastrutture informatiche che svolgono una gran quantit\u00e0 di servizi.\u00a0 Oltre a fornire la capacit\u00e0 computazionale richiesta per mantenere operativi grandi portali internet (come Amazon o Google) garantiscono molti servizi di connettivit\u00e0 (come la piattaforma Zoom). Pitron sottolinea per\u00f2 che la maggior parte dell\u2019attivit\u00e0 \u00e8 dedicata all\u2019analisi dei dati degli utenti a scopi commerciali (<em>data mining<\/em>). Per poter operare in modo ottimale i data centres hanno bisogno di una grande velocit\u00e0 di calcolo e di un funzionamento senza interruzioni.<\/p>\n<p>Per questo vengono costruiti secondo un principio di ridondanza, dotandosi di strutture di scorta (gruppi elettrogeni, enormi sistemi di raffreddamento, gigantesche scorte di batterie) per far fronte molto rapidamente a qualunque imprevisto o guasto. \u00a0Questo implica che \u2013 data l\u2019attuale rapida espansione del numero di data centres \u2013 anche il loro consumo di energia sta crescendo in modo preoccupante: secondo Pitron (ma su questo dato sono presenti varie interpretazioni) i data centres incidono per il 2% sul consumo elettrico a livello mondiale (prodotto per lo pi\u00f9 da fonti fossili, in particolare carbone). \u00a0In una prospettiva di transizione ecologica questo fatto, insieme all\u2019enorme consumo di acqua per raffreddare i circuiti elettrici, rende il mondo digitale sempre pi\u00f9 ambientalmente insostenibile.<\/p>\n<blockquote><p><em><strong>L\u2019inferno digitale, viaggio al termine di un like<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>I lettori interessati troveranno nell\u2019articolo prima citato di Guillaume Pitron\u00a0 (\u2018Se il digitale distrugge il pianeta\u2019) numerose altre informazioni e spunti di riflessione.\u00a0 Inoltre trascrivo qui alcune osservazioni fatte da Pitron nel corso di una <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/reporterre.net\/Guillaume-Pitron-Un-telephone-portable-ne-pese-pas-150-grammes-mais-150-kilos\" >recente intervista<\/a> in cui vengono ripresi alcuni argomenti trattati in un libro che ha da poco pubblicato:<a href=\"http:\/\/www.editionslesliensquiliberent.fr\/livre-L_enfer_num%C3%A9rique-9791020909961-1-1-0-1.html\"  target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">L\u2019enfer num\u00e9rique, voyage au bout d\u2019un like<\/a>.<\/em><\/p>\n<p><em><strong>Giornalista \u00a0\u2014 nell\u2019introduzione del suo libro lei si rivolge ai giovani della \u2018generazione \u2013 clima\u2019 dicendo loro che si battono per il clima a colpi di \u00a0hashtags. Stanno perdendosi qualcosa?<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>Guillaume Pitron \u2014<\/strong> C\u2019\u00e8 un rischio. Stanno affrontando problemi ambientali reali: aviazione, carne, plastica, ecc. Io sono in linea con loro su questo. Allo stesso tempo, per\u00f2, non si rendono conto di come la loro modalit\u00e0 di consumo digitale abbia conseguenze dirette e importanti. Mi cadono le braccia quando leggo in uno studio che un ragazzo di 18-25 anni in Francia ha gi\u00e0 posseduto sei telefoni cellulari. Questa generazione non si rende conto di avere comportamenti contraddittori. Il digitale \u00e8 estremamente comodo, d\u00e0 una sensazione di emancipazione, ci fa sentire degli Dei ogni giorno. Mi chiedo se questa generazione resister\u00e0 a questa arroganza. Sar\u00e0 pi\u00f9 saggia della generazione precedente? \u00c8 lecito dubitarne.<\/em><\/p>\n<p><em><strong>Giornalista. Le \u00e8 risultato difficile valutare l\u2019impronta ecologica del digitale. Come mai?<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>GP. <\/strong>Quando si fa questa domanda, quando si chiede qual \u00e8 il costo ambientale di un video online, una email o un like, nessuno \u00e8 d\u2019accordo. Siamo di fronte a due posizioni estreme. Da un lato, la lobby digitale europea ha prodotto un proprio studio, chiamato Smarter2030, in cui sostiene che la tecnologia digitale avr\u00e0 da 10 a 15 volte pi\u00f9 effetti benefici sull\u2019ambiente rispetto alle sue conseguenze negative. Mi ci sono volute solo due telefonate per sapere che anche le persone che hanno firmato il rapporto non ne erano orgogliose. All\u2019altro estremo c\u2019\u00e8 il rapporto dello <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/theshiftproject.org\/lean-ict\/\" >Shift Project<\/a>, che conclude che il danno \u00e8 pi\u00f9 grave degli effetti benefici. Non credo ai primi, non so cosa pensare dei secondi.\u2026 Non \u00e8 normale che nell\u2019era dell\u2019intelligenza artificiale, dell\u2019apprendimento automatico, dei big data, non siamo capaci di calcolare il costo ecologico di un\u2019e-mail o di un like. Quindi penso che non si sappia perch\u00e9 non lo si vuol sapere; perch\u00e9 sta bene a tutti.<\/em><\/p>\n<p><em><strong>Giornalista. Se ci lasciamo sfuggire di mano la \u2018macchina digitale\u2019, diventer\u00e0 incontrollabile anche la crisi ecologica? <\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>GP <\/strong>Nel settore finanziario assistiamo a una deresponsabilizzazione che consiste nel dire che gli errori di investimento sono colpa della macchina. Se la lotta al cambiamento climatico fallisce \u00e8 perch\u00e9 le macchine hanno investito male! \u2026. Eppure siamo noi responsabili, siamo noi che abbiamo creato l\u2019algoritmo e possiamo cambiarlo. Non lo facciamo. La lotta per il futuro dell\u2019umanit\u00e0 sta forse per disumanizzarsi?<\/em><\/p>\n<p><em>NOTA. L\u2019intervista \u00e8 ben pi\u00f9 ampia di quanto riportato qui, e affronta molti altri temi interessanti, soprattutto a proposito delle implicazioni del digitale sulle condizioni ambientali, sulle strategie di \u2018invisibilizzazione\u2019 delle infrastrutture, sulla manipolazione dell\u2019immaginario collettivo, sulle ricadute sociali (in termini di perdita di privacy e di condizioni degli operatori).<\/em><\/p><\/blockquote>\n<h3><strong>L\u2019impatto dello streaming: trascurabile o devastante?<\/strong><\/h3>\n<p>L\u2019impronta ecologica, il Mips, i consumi di energia connessi alle nostre attivit\u00e0 \u2018digitali\u2019 non ci aiutano molto a capire quali sono davvero le nostre responsabilit\u00e0; \u00e8 forse pi\u00f9 efficace offrire esempi concreti. <a target=\"_blank\" href=\"ttps:\/\/www.theguardian.com\/tv-and-radio\/2021\/oct\/29\/streamings-dirty-secret-how-viewing-netflix-top-10-creates-vast-quantity-of-co2\" >Un recente articolo pubblicato su \u00a0\u2018The Guardian\u2019<\/a> offre la possibilit\u00e0 di ragionare su una attivit\u00e0 specifica e ampiamente praticata: la visione in streaming di film, notizie, spettacoli TV ecc.<\/p>\n<p>Secondo l\u2019Autore dell\u2019articolo, Mark Sweney, mentre molte delle campagne per la lotta al cambiamento climatico sono focalizzate sui viaggi aerei, l\u2019uso dell\u2019automobile, le scelte alimentari, poca attenzione si presta allo straordinario successo di servizi di intrattenimento casalingo \u2013 da Disney+ a Netflix \u2013\u00a0 che pone un nuovo interrogativo: quanto male fa lo streaming al pianeta? Netflix ha stimato che un\u2019ora di streaming da parte di un privato sulla propria postazione produce <strong>\u201cassai meno\u201d di 100 gr di CO<sub>2<\/sub> equivalente, <\/strong>un\u2019unit\u00e0 di misura che esprime l\u2019impatto ambientale in termini di CO<sub>2<\/sub> prodotta. La <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.carbontrust.com\/who-we-are\" >Carbon Trust<\/a>, \u00a0un\u2019Associazione di consulenza che suggerisce a imprese e governi come ridurre il loro impatto ambientale, fornisce un dato numerico interessante: in <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.carbontrust.com\/resources\/carbon-impact-of-video-streaming\" >Europa ogni ora di video in streaming produce circa \u00a055 \u2013 56 g di CO<sub>2<\/sub>. L\u2019equivalente di quanto si produce nel guidare un\u2019auto per 300 metri.\u00a0 <\/a>Una quantit\u00e0 trascurabile\u2026<\/p>\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-30041\" src=\"https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/cardmapr-RQ8zOzo-x_k-unsplash-750x501.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 375px) 100vw, 375px\" srcset=\"https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/cardmapr-RQ8zOzo-x_k-unsplash-750x501.jpg 750w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/cardmapr-RQ8zOzo-x_k-unsplash-300x200.jpg 300w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/cardmapr-RQ8zOzo-x_k-unsplash-768x513.jpg 768w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/cardmapr-RQ8zOzo-x_k-unsplash-1536x1026.jpg 1536w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/cardmapr-RQ8zOzo-x_k-unsplash.jpg 1920w\" alt=\"Il mondo digitale\" width=\"375\" height=\"251\" \/><figcaption>Photo by <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/unsplash.com\/@cardmapr?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText\" >CardMapr<\/a> on <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/unsplash.com\/s\/photos\/netflix?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText\" >Unsplash<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<p>Netfix ha di recente reso noto un dato sui suoi utenti. Nei primi 28 giorni di disponibilit\u00e0 dei 10 video pi\u00f9 gettonati (che comprendono Squid Game, Stranger Things, Money Heist e Bridgerton) questi sono stati complessivamente visti per <strong>6 miliardi di ore<\/strong>. L\u2019equivalente di guidare un\u2019auto per 1,8 miliardi di Km, circa la distanza tra la Terra e Saturno. Quando Netfix dichiara di puntare a ridurre le proprie emissioni di carbonio, prende in considerazione solo le proprie attivit\u00e0 (la creazione e la produzione di film e video), e attribuisce ai provider di internet e ai\u00a0 produttori di TV, iPad e cellulari la responsabilit\u00e0 di minimizzare il loro carico ambientale.<\/p>\n<p>Poi, a valle della produzione e distribuzione di notizie, film e video (non solo Netfix, dunque!) ci sono poi gli utenti finali: attualmente si stima che gli utenti di youtube siano 2,4 miliardi di persone che \u2013 senza neppure alzarsi dalla sedia o dal divano \u2013 contribuiscono a riscaldare il pianeta.<\/p>\n<p><strong>Dunque le scelte individuali di ciascuna\/o di noi \u2013 singolarmente trascurabili \u2013 diventano cruciali nel favorire o contrastare il cambiamento climatico!<\/strong><\/p>\n<h3><strong>Un link per approfondire<\/strong><\/h3>\n<p>The <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/theshiftproject.org\/en\/our-purpose\/\" >Shift Project<\/a> \u00e8 un \u2018associazione francese di esperti che sostiene il passaggio a un\u2019economia post-carbone, ed \u00e8 impegnata a servire l\u2019interesse generale della societ\u00e0 civile sviluppando progetti e proponendo percorsi educativi sulle problematiche della decarbonizzazione, con l\u2019obiettivo di facilitare la transizione energetica in Europa. Tra gli strumenti che mette a disposizione del pubblico ve n\u2019\u00e8 uno \u2013 <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/theshiftproject.org\/en\/carbonalyser-browser-extension\/\" >Carbonalyser<\/a> \u2013 che consente agli utenti di visualizzare i consumi di energia elettrica e le emissioni di gas serra (GHG) a cui porta la loro navigazione in Internet.<\/p>\n<p><em>_______________________________________________<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/elena_camino_95-180x167-e1588393371480.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-66008\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/elena_camino_95-180x167-e1588393371480.jpg\" alt=\"\" width=\"100\" height=\"93\" \/><\/a> <em>Elena Camino <\/em><em>\u00e8 membro della rete <\/em><em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/\" >TRANSCEND per la Pace, Sviluppo e Ambiente<\/a><\/em><em> e <\/em><em><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.assefatorino.org\" >Gruppo ASSEFA Torino<\/a><\/em><em>.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2021\/11\/03\/il-mondo-digitale-oppure-ecologicamente-distruttivo\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>3 Nov 2021 &#8211; Il concetto di \u2018zaino ecologico\u2019 \u00e8 stato proposto dagli studiosi del Wuppertal Institute alcuni decenni fa, per rendere facilmente comprensibile al pubblico l\u2019idea che ciascuno di noi, nel fare uso di un oggetto, non \u2018utilizza\u2019 solo l\u2019oggetto stesso, ma anche una quantit\u00e0 di energia e di materia che viene prelevata o riversata nell\u2019ambiente esterno, e che resta in buona parte invisibile all\u2019utilizzatore.<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":66008,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46],"tags":[2166,2165],"class_list":["post-199018","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-original-languages","tag-reality","tag-virtual-reality"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/199018","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=199018"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/199018\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media\/66008"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=199018"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=199018"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=199018"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}