{"id":199794,"date":"2021-11-22T12:00:58","date_gmt":"2021-11-22T12:00:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=199794"},"modified":"2021-11-20T05:34:55","modified_gmt":"2021-11-20T05:34:55","slug":"italiano-cambiamento-climatico-sopravvivenza-e-giustizia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2021\/11\/italiano-cambiamento-climatico-sopravvivenza-e-giustizia\/","title":{"rendered":"(Italiano) Cambiamento Climatico, Sopravvivenza e Giustizia"},"content":{"rendered":"<h3><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/COP26_Logo.png\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-199065\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/COP26_Logo.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"195\" \/><\/a>Punti di partenza<\/h3>\n<p><em>18 Nov 2021 &#8211; <\/em>Il Raduno sul Cambiamento Climatico ONU COP-26 recentemente concluso a Glasgow ha rilasciato messaggi misti a un pubblico mondiale preoccupato. I governi sono parsi finalmente sensibili alla necessit\u00e0 di trovare un percorso globale per adeguarsi alle sfide del cambiamento climatico prima che il riscaldamento globale raggiunga punti di ribaltamento disastrosi recentemente identificati con ampio consenso dai climatologi. Solo il futuro ci dir\u00e0 se Glasgow fosse un benvenuto nuovo inizio o, secondo la retorica azzeccata di Greta Thunberg, \u201caltro blah, blah, blah\u201d. Che a Glasgow ci fosse o meno un singolo tema unificato da parte della giovent\u00f9 mondiale o dei leader mondiali, il tempo dell\u2019esortazione in merito era finito e anzi da parecchio scaduto quello dell\u2019azione. Non c\u2019\u00e8 dubbio che il senso d\u2019urgenza della societ\u00e0 civile a Glasgow sia stato decisamente grave, ma in quanto a quello dei capi e rappresentanti degli stati sovrani resta scetticismo, e con buone ragioni.<\/p>\n<p>Non sar\u00e0 facile essere all\u2019altezza delle sfide posteci dal cambiamento climatico, che comportano andare in senso contrario al carattere del capitalismo, dello statalismo, del nazionalismo, del materialismo e dell\u2019individualismo. Eppure, con la rivalsa in corso della natura, non potrebbero esserci incentivi pi\u00f9 intensi ad approfittare delle modalit\u00e0 potenziali di connettere i rapporti mai cos\u00ec ampi individuo\/comunit\u00e0\/stato\/[macro]regione\/mondo. Alla fin fine \u00e8 questione di scoprire se la specie umana come se possedesse, o sapesse rapidamente sviluppare una robusta volont\u00e0 <em>collettiva di specie<\/em> per sopravvivere.<\/p>\n<p>Che questa esista, e forte, fra collettivit\u00e0 umane meno vaste e singoli individui non c\u2019\u00e8 dubbio superando le minacce al benessere e alla stessa sopravvivenza comunitarie e nazionali. Ma finora gli indizi di un istinto di sopravvivenza <em>di specie<\/em> non sono incoraggianti. Le risposte prevalentemente a livello di stato alla pandemia Covid-19 sono un\u2019altra indicazione che, seppure esista un\u2019identit\u00e0 di <em>specie,<\/em> resta comunque decisamente troppo debole per sostenere reazioni che implementino interessi <em>umani <\/em>e <em>globali<\/em>.<\/p>\n<h3>Rilevanza delle considerazioni etiche<\/h3>\n<p>In tale processo di venire a patti col cambiamento climatico, si valuta sempre pi\u00f9 che non sar\u00e0 possibile raggiungere un controllo saldo e sufficiente sulle emissioni di dannosi gas con effetto serra causanti le dinamiche di riscaldamento globale senza prendere in debito conto al tempo stesso del danno arrecato nel mentre a popoli vulnerabili:<\/p>\n<ol type=\"1\">\n<li>Il grado cui l\u2019agricoltura tradizionale e tutti gli aspetti della sicurezza alimentare vengono minati dalla crisi di climatico, i mezzi di sussistenza di molti fra i pi\u00f9 vulnerabili;<\/li>\n<li>Guardando avanti si evidenzia che costanti conflittuali e la fonte della maggioranza dei migranti sorgeranno dall\u2019influsso critico del riscaldamento globale sull\u2019agricoltura tradizionale e la sicurezza alimentare con modalit\u00e0 che richiamano l\u2019attenzione sull\u2019ingiustizia del mondo a molti livelli, geo-economici, ecologici, politici.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Le linee di demarcazione etiche se tracciate grezzamente riproducono in modo inesatto i confini fra il Nord globale e il Sud globale, dagli anni 1960 con i relativi evidenti abissi polemici riguardo alle politiche dei commerci, degli investimenti e dello sviluppo.<\/p>\n<p>Questa vittimizzazione di societ\u00e0 e popoli del Sud globale per la loro vulnerabilit\u00e0 al cambiamento climatico viene esperita soprattutto con riferimento alla delocalizzazione e distruzione dell\u2019agri-coltura tradizionale e della sicurezza alimentare. Queste sfide ai vulnerabili sono state aggravate soprattutto dall\u2019agricoltura <em>smart<\/em> [con <em>hi-tech<\/em> integrata \u2013 ndt] nonch\u00e9 dalla globalizzazione neoliberista, da disuguaglianze crasse, dalla corruzione delle \u00e9lite, dalla pochezza delle risorse, da investimenti speculativi esteri, nonch\u00e9 bizze climatiche; in particolare, pratiche come l\u2019arraffamento di terre su vasta scala da parte di aziende straniere del Nord. Tali sviluppi di agricoltura industriale distruggono comunit\u00e0 a lungo dipendenti dall\u2019agricoltura tradizionale e causano diffuse tragedie umane nella scia del riscaldamento climatico in societ\u00e0 sovente con le minime capacit\u00e0 reattive\/adattative.<\/p>\n<h3>Imperialismo ecologico<\/h3>\n<p>Queste condizioni pi\u00f9 generali di deprivazione evidenziano caratteristicamente gli effetti cumulativi di varie forme d\u2019ingiustizia, ivi compreso il <em>verdeggiare<\/em> dell\u2019Europa a spese ecologiche dell\u2019Africa. In effetti, le dinamiche del cambiamento climatico, fra cui gli adeguamenti attuati per diminuire o ritardare i suoi impatti\u2014il \u2018guadagnare tempo\u2019\u2014hanno l\u2019effetto di riprodurre e accentuare la miriade d\u2019ingiustizie del sistema globale dell\u2019ordine internazionale. Con la rilocazione delle attivit\u00e0 pi\u00f9 emittenti carbonio del Nord nel Sud, i paesi pi\u00f9 ricchi diventano pi\u00f9 Verdi, mentre i popoli del Sud vengono assoggettati a nocivit\u00e0 sempre maggiori per il riscaldamento globale da aumenti di combustibili inquinanti, da normative regolatrici deboli atte ad attrarre un post-colonialismo investitore estero, o da spostamenti umani di massa. Lo schema complessivo d\u00e0 luogo a sottili forme di egemonia Nord\/Sud; non \u00e8 esagerato chiamarla \u2018imperialismo ecologico\u2019.<\/p>\n<p>Dalle casualit\u00e0 geografiche pu\u00f2 insorgere una dimensione d\u2019ingiustizia. L\u2019impatto di punte di riscaldamento climatico produce dati che mostrano che l\u20191% della popolazione mondiale subisce attualmente condizioni climatiche appena vivibili; percentuale destinata ad aumentare in futuro con l\u2019aumentare delle temperature globali. La portata spaziale dell\u2019abitabilit\u00e0 marginale \u00e8 destinata a raggiungere un incredibile 19% della superficie di terre emerse della Terra entro il 2070.<\/p>\n<p>E\u2019 fastidioso da una prospettiva umanistica che letteralmente tutti paesi geograficamente pi\u00f9 svantaggiati sono situati nel Sud globale, prevalentemente in Africa centrale e ampie porzioni del SudAmerica settentrionale e del CentrAmerica. Si stima che queste condizioni avverse estreme di sussistenza produrranno da sole oltre un miliardo di migranti climatici, pi\u00f9 propriamente considerati cercatori d\u2019asilo climatico.<\/p>\n<p>Ci sono altri crucci che influiranno negativamente sul Sud globale. Perfino i paesi ricchi di petrolio e gas naturale del Golfo rischiano gravi crisi nei prossimi decenni se nel Nord globale s\u2019instaura sul serio un\u2019uscita dalla dipendenza dai combustibili fossili, come pare sempre pi\u00f9 probabile. Tale n\u00f2cciolo energetico dell\u2019adattamento al cambiamento climatico quasi certamente non terr\u00e0 conto che minimamente delle disequit\u00e0 generate alle economie dipendenti da combustibili fossili a causa della preoccupazione nel Nord di ridurre al pi\u00f9 presto le emissioni di carbonio. Questa dinamica comporter\u00e0 le proprie calamit\u00e0 da aggiustamento pi\u00f9 nazionali e indurr\u00e0 i governi del Nord a concentrare qualunque scrupolo etico posseggano sul minimizzare gli impatti sensibili internamente di tali dislocazioni, ignorando danni extraterritoriali pi\u00f9 estesi. Notiamo questo fenomeno disgregativo nelle controversie negli USA e altrove riguardo al porre fine all\u2019estrazione di carbone.<\/p>\n<h3>Verso un globalismo ecologico<\/h3>\n<p>Sembra evidente come non mai prima nella storia umana l\u2019essere diventata una necessit\u00e0 urgente e pratica trovare soluzioni <em>win\/win<\/em> (vantaggiose per tutti i coinvolti) alle sfide del cambiamento climatico. Il che sar\u00e0 la sfida pi\u00f9 formidabile mai affrontata dalla modernit\u00e0. Industrializzazione, capitalismo e geopolitica hanno permesso al Nord globale di scalare le chine della ricchezza e del potere perseguendo senza cessa logiche vincente\/perdente. E\u2019 ora di considerare e imparare dalla maestria cinese il loro approccio <em>win\/win<\/em> alla politica estera come esemplificato dal loro Progetto <em>Road and Belt<\/em> e la loro ascesa da nazione povera e debole a sfidante per la posizione apicale. Ovviamente, le sfide dello sviluppo non sono le stesse che quelle del cambiamento climatico, ma l\u2019affidarsi al <em>soft power<\/em> (potere garbato) come meccanismo primario di politica \u00e8 molto rilevante sia ecologicamente sia eticamente.<\/p>\n<p>Un altro blando segno di speranza \u00e8 l\u2019aumentato riconoscimento che i costi insorgenti dal mancato controbilanciamento del danno causato dal cambiamento climatico con un apporto finanziario sostanzioso intensificher\u00e0 conflitti e tensioni locali. Contribuir\u00e0 a scarsit\u00e0 materiali, che se abbastanza gravi genereranno fiumane di migranti climatici accaniti nello sfuggire alla devastazione e alle aspre condizioni dovute ai livelli oceanici in aumento, a fenomeni meterologici estremi, e all\u2019agricoltura industriale. Queste sfide non solo causano un massiccio sfollamento umano interno e internazionale, ma tendono ad aggiungersi alla disgregazione della benefica inter-dipendenza fra habitat naturali e benessere umano.<\/p>\n<p>Solo un ethos transnazionale di solidariet\u00e0 umana basata sull\u2019autentica ricerca di soluzioni <em>win\/win<\/em> a casa propria e a livello transnazionale pu\u00f2 rispondere efficacemente alla grandezza e variet\u00e0 delle crescenti sfide climatiche. Solo una transizione a un ethos <em>win\/win<\/em> pu\u00f2 alterare le tendenze mondiali attuali: un ritrarsi in enclave nazionaliste di protezionismo, all\u2019opera per accentuare la frammentazione politica e psicologica del mondo, incoraggiando pi\u00f9 ancora strategie <em>win\/lose.<\/em><\/p>\n<p>Una posizione mediana fra le prospettive meta-nazionaliste funzionalmente necessarie ed eticamente desiderabili pu\u00f2 trovarsi in quel che si chiama \u2018statismo responsabile\u2019 da parte dei paesi pi\u00f9 ricchi e potenti \u2014 un riconoscimento del loro crescente auto-interesse nazionale nel massimizzare l\u2019adattamento al cambiamento climatico e sforzi per mitigarlo alle proprie fonti trans-nazionali. Affinch\u00e9 lo statismo responsabile diventi operative su vasta scala ci vuole un consenso sufficiente nel Nord globale per spartirsi valutazioni atte ad assistere paesi nel bisogno, principalmente nel Sud globale, incoraggiando inoltre una destrezza responsabile della dirigenza statale nei paesi destinatari, specialmente modelli pi\u00f9 equi e non-corrotti di <em>governance<\/em>.<\/p>\n<p>Quel che c\u2019\u00e8 da fare \u00e8 sempre pi\u00f9 noto, ma attuarlo effettivamente pone sfide senza precedenti. Comporter\u00e0 restringere molto gli attuali divari fra la gravit\u00e0 e le incombenti cause di danno e la fievolezza delle risposte attuative; fra impennate dell\u2019attivismo della societ\u00e0 civile e iniziative locali, anche procedure dal basso per imporre responsabilit\u00e0, rendicontazione, e auto-interesse illuminato al governo; superare l\u2019attenzione al solo breve termine; empatia verso i migranti, basarsi su fonti pro-climatiche per un cibo nutriente per tutti, stabilit\u00e0 generale, promozione dei diritti umani basilari. In breve: una transizione dai barbarism attuli a una civilt\u00e0 umanistica non ancor nata, protettiva degli habitat naturali compresi quelli degli animali non-umani.<\/p>\n<p>Ascolteranno i capi? E se s\u00ec, sapranno trasformare le fonti strutturali di resistenza? Sceglieranno i pubblici nazionali la strada giusta? Pu\u00f2 la giovent\u00f9 mondiale in risveglio esercitare abbastanza pressione da far s\u00ec che la classe politica del Nord globale si tagli fuori dai sistemi di fede militarizzata del realismo politico e del capitalismo?<\/p>\n<p>__________________________________________<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/richard-falk.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-152454\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/richard-falk-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Richard Falk \u00e8 membro del\u00a0<a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/\" >TRANSCEND Network<\/a>, studioso di relazioni internazionali, professore emerito di diritto internazionale all\u2019Universit\u00e0 di Princeton,\u00a0Distinguished Research Fellow<\/em>,\u00a0<em>Orfalea Center of Global Studies, UCSB<\/em>, autore, coautore o editore di 60 libri e relatore e attivista per gli affari mondiali. Nel 2008, il\u00a0<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/United_Nations_Human_Rights_Council\" >Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite<\/a>\u00a0(UNHRC) ha nominato Falk per due periodi di tre anni come\u00a0<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/United_Nations_Special_Rapporteur\" >relatore speciale delle Nazioni Unite<\/a>\u00a0sulla \u00absituazione dei diritti umani nei\u00a0<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Palestinian_territories\" >territori palestinesi<\/a>\u00a0occupati dal 1967\u00bb. Dal 2002 vive a Santa Barbara, in California, e si \u00e8 associato con il campus locale dell\u2019Universit\u00e0 della California, e per diversi anni ha presieduto il\u00a0<em>Board of the Nuclear Age Peace Foundation<\/em>. Il suo libro pi\u00f9 recente \u00e8\u00a0<em>On Nuclear Weapons, Denuclearization, Demilitarization and Disarmament<\/em>\u00a0(2019).<\/p>\n<p><em>Original in English: <a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2021\/11\/climate-change-survival-and-justice\/\" >Climate Change, Survival, and Justice<\/a> &#8211; <\/em><em>TRANSCEND Media Service<\/em><\/p>\n<p><em>Traduzione di Miki Lanza per il Centro Studi Sereno Regis<\/em><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2021\/11\/18\/cambiamento-climatico-sopravvivenza-e-giustizia\/\" >Go to Original &#8211; serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>18 Nov 2021 &#8211; Il Raduno sul Cambiamento Climatico ONU COP-26 recentemente concluso a Glasgow ha rilasciato messaggi misti a un pubblico mondiale preoccupato.<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":152454,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46],"tags":[229,1023,686,2604,2716,401,2721,993,685,291,639,124],"class_list":["post-199794","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-original-languages","tag-activism","tag-banksters","tag-climate-change","tag-co2","tag-cop26","tag-environment","tag-glasgow","tag-global-warming","tag-greenhouse-gases","tag-military","tag-uk","tag-united-nations"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/199794","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=199794"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/199794\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media\/152454"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=199794"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=199794"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=199794"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}