{"id":203652,"date":"2022-01-24T12:00:40","date_gmt":"2022-01-24T12:00:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=203652"},"modified":"2022-01-20T06:45:47","modified_gmt":"2022-01-20T06:45:47","slug":"italiano-coronavirus-dove-porta-la-sua-arca-papa-francesco-noe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2022\/01\/italiano-coronavirus-dove-porta-la-sua-arca-papa-francesco-noe\/","title":{"rendered":"(Italiano) Coronavirus: dove porta la sua Arca papa Francesco-No\u00e9?"},"content":{"rendered":"<p><strong>Riassunto.<\/strong> Si valuta l\u2019ottimismo perduto a causa della pandemia come una incoscienza generale degli attuali grandi problemi sociali e mondiali ai quali neanche le chiese danno risposte adeguate. Si esaminano le risposte morali e politiche delle Chiese e di papa Francesco alla pandemia e le si valutano deboli. E\u2019 piuttosto l\u2019Islam che oggi realizza il passaggio storico cruciale del tempo attuale: l\u2019introduzione di una forte etica nella politica, il solo atto che possa affrontare adeguatamente i molti problemi del mondo, tra i quali quello ambientale che ha causato la pandemia. Su questo punto papa Francesco sta svolgendo un ruolo profetico mondiale.<\/p>\n<ol>\n<li><strong><em> L\u2019ottimismo del periodo storico tra i due disrupts mondiali <\/em><\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Per la prima volta la vita dell\u2019umanit\u00e0 \u00e8 stata globalizzata politicamente; la divisione del dopoguerra tra USA e URSS \u00e8 diventata quella tra Est\/Ovest dell\u2019intera popolazione mondiale. La quale ha subito il primo quando nel 1989 quando le rivoluzioni non violente dei Paesi dell\u2019Est hanno cambiato radicalmente la bisecolare politica internazionale. Poi nel 2020 un ulteriore disrupt mondiale ha colpito l\u2019umanit\u00e0: la pandemia del coronavirus (CV) che sembra averla riportata alle pesti di alcuni secoli fa.<\/p>\n<p>La storia (economica) tra questi due disrupt pu\u00f2 essere riassunta con un grafico dell\u2019Oxfam<a href=\"#_edn1\" name=\"_ednref1\">[i]<\/a> che, per il periodo 1980-2016, indica la crescita della ricchezza del 10% pi\u00f9 ricco nella popolazione di ognuna delle cinque principali nazioni.<\/p>\n<p>Questa crescita collettiva \u00e8 impressionante: 1) per la quantit\u00e0 di ricchezza (circa il 50% in pi\u00f9), 2) per il breve periodo in cui \u00e8 avvenuta (una sola generazione), 3) per la dinamica interna di questa vera \u201ccorsa all\u2019oro\u201d dell\u2019arricchimento finanziario; questa dinamica \u00e8 rivelata dai Paesi in testa nel grafico: appena dopo il crollo dell\u2019URSS, in Russia si \u00e8 costruita una oligarchia del 10% della popolazione, la quale \u00e8 diventata subito la pi\u00f9 ricca di tutte le altre oligarchie nel mondo e lo \u00e8 rimasta per ben quindici anni! E oggi vediamo che alla testa nel mondo \u00e8 addirittura la oligarchia dell\u2019India, quel Paese in cui gran parte della popolazione vive in campagna in condizioni miserrime. Il che significa che queste oligarchie estraggono tanta pi\u00f9 ricchezza quanto pi\u00f9 sfruttano la parte pi\u00f9 povera delle loro popolazioni.<\/p>\n<p>E\u2019 questa corsa dei super-ricchi che ha trainato l\u2019umanit\u00e0 dentro una prospettiva fiduciosamente ottimistica perch\u00e9 nei Paesi \u201cavanzati\u201d, ha lasciato dei semplici vantaggi, per lo pi\u00f9 consumistici, agli strati sociali pi\u00f9 vicini; mentre per tutta la popolazione ha proposto un consumismo potenzialmente infinito\u00a0 globalizzando il mercato dei beni di consumo (e del lavoro).<\/p>\n<p>Neanche la crisi della \u201cbolla finanziaria\u201d del 2008 ha modificato questo ottimismo generale; perch\u00e9 per mantenere la corsa all\u2019oro finanziario, gli Stati occidentali si sono assoggettati alle banche delle oligarchie. Anche lo Stato del Paese che per un secolo \u00e8 stato alla guida del liberismo economico, gli USA, ha ripianato gli enormi \u201cbuchi di bilancio\u201d delle banche private. Tutti gli Stati hanno regalato a quelle banche che avevano sbagliato a scommettere nel gioco della finanza mondiale una montagna di denaro, ricavato dalle tasse pagate da tutti (non ci sono state reazioni popolari significative; segno che tutti i cittadini che contavano si sentivano coinvolti nel progresso finanziario delle banche e compartecipavano al generale ottimismo).<\/p>\n<p>Ottimismo che era compartecipato dalla gestione scientifico-sanitaria della societ\u00e0 mondiale; esso era talmente radicato da trascurare anche allarmi drammatici (ad es. quello di Bill Gates nel 2013) sugli imminenti pericoli mondiali di pandemie. Questo ottimismo generale aveva come punto di riferimento la scienza, la quale chiede una fiducia illimitata: \u201cSolo la razionalit\u00e0 scientifica pu\u00f2 trovare rimedi ai danni sociali, anche a quelli causati dalla scienza.\u201d Tutto procedeva secondo la filosofia che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 bisogno del \u201cDio tappabuchi\u201d (Bonhoeffer), perch\u00e9 l\u2019uomo basta a se stesso nello sperimentare e conquistare una prospettiva di crescita infinita nella ricchezza e nel benessere, creduto potenzialmente per tutti (anche se la fame nel mondo persisteva, mentre le disuguaglianze interne ai Paesi aumentavano).<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li><strong><em> Il disrupt del coronavirus e le domande di senso<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Nel 2020 \u00e8 avvenuto Il disrupt della pandemia del coronavirus (CV), che ha imposto il problema primario della stessa sopravvivenza della umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Si noti che questa pandemia \u00e8 il primo male avvenuto nel tempo in cui l\u2019umanit\u00e0 era stata globalizzata dal(la febbre del) consumismo. La pandemia \u00e8 stata uno shock. Nella popolazione il CV ha causato: perdita della socialit\u00e0, restrizione della vita nel proprio \u2018particulare\u2019; crisi economica angosciante; perdita delle certezze collettive politiche e scientifiche; il timore che le restrizioni sanitarie favoriscano un autoritarismo mondiale financo dittatoriale. In pi\u00f9, la gestione sanitaria della crisi ha fatto entrare l\u2019umanit\u00e0 nell\u2019avventura di un \u201cvaccino\u201d di nuovo tipo.<\/p>\n<p>In questa situazione di grande vulnerabilit\u00e0 fisica sono nate le domande basilari: Perch\u00e9? Quale \u00e8 stata la causa sanitaria? Quale \u00e8 la causa del CV nella presente politica mondiale? Quale \u00e8 la causa nei comportamenti umani? Sono mancate le risposte: dall\u2019OMS sulla causa sanitaria; dal sistema politico (salvo, nell\u2019immediato, tamponare la pandemia per tornare al pi\u00f9 presto \u201calla normalit\u00e0\u201d); dalla cultura (bloccata sulle sterili polemiche \u2018No CV\u2019, \u2018No vax\u2019, ecc.) sul che pensare dell\u2019evento epidemia. In pi\u00f9 c\u2019\u00e8 stata l\u2019ignoranza della prospettiva futura: sar\u00e0 un ritorno alla \u201cnormalit\u00e0\u201d (che per molti \u00e8 del tutto insoddisfacente) o ci sar\u00e0 la possibilit\u00e0 di entrare in una nuova mondo?<\/p>\n<p>Per questa mancanza di risposte a un evento traumatico ci si \u00e8 accorti che non c\u2019\u00e8 neanche una coscienza della storia (coscienza della storia che gi\u00e0 le formazioni della politica di sinistra aveva perduto dopo il 1989): quale progresso dell\u2019umanit\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 possibile se (non solo la grande esperienza storica dell\u2019URSS \u00e8 crollata, ma anche) \u00e8 comparsa inaspettatamente una pandemia? Sicuramente non ci potr\u00e0 pi\u00f9 essere una coscienza storica secondo la vecchia scienza (sanitaria) del passato.<\/p>\n<p>Allora ci si \u00e8 ristretti alla coscienza immediata della vita individuale (a quella coscienza in cui si era gi\u00e0 rifugiato il pensiero debole) e l\u2019umanit\u00e0 ha dovuto fare esperienza di una angosciante obnubilazione delle visioni ottimistiche globali che dominavano fino a poco tempo prima.<\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li><strong><em> Le religioni hanno mancato una risposta alla gente <\/em><\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>In linea di principio, le risposte religiose a un male sociale strutturale si distribuiscono tra due polarit\u00e0. Da una parte quella Buddista, che, negando questo mondo con tutte le sue sofferenze (esse sono indicate come illusorie), non reagisce neanche alla secolarizzazione che minaccia la sua scomparsa; quindi oggi il Buddismo non sente necessario capire e spiegare il CV. Dall\u2019altra parte, la risposta del Cristianesimo (e dell\u2019induismo riformato da Gandhi) che compartecipa la vita del mondo per farsene carico, cos\u00ec da attuare soluzioni politiche su cui impegnare la vita.<\/p>\n<p>Nel seguito non considerer\u00f2 il Buddismo e neanche le religioni tradizionaliste; queste, non avendo superato l\u2019impatto con la modernit\u00e0, possono ben reiterare tradizionali formule metafisiche anche davanti a nuovi mali sociali. Considerer\u00f2 invece che cosa le religioni modernizzate rispondano alle angoscianti domande di un fedele: quale \u00e8 la causa di tipo <em>religioso della pandemia<\/em>? In mano a chi \u00e8 la storia umana a livello mondiale? C\u2019\u00e8 un progresso sicuro, previsto da un Dio onnipotente? C\u2019\u00e8 una mano invisibile (Provvidenza) che dirige la storia? Perch\u00e9 Dio permette che il mondo si ammali? La pandemia \u00e8 forse una punizione di Dio? C\u2019\u00e8 una forza oscura (Satana) che vuole il male dell\u2019uomo? O tutto il corso della storia \u00e8 frutto del solo operare umano? O \u00e8 una sequenza casuale? O, al contrario, tutto \u00e8 gi\u00e0 determinato a priori?<\/p>\n<p>Ma, si pu\u00f2 obiettare, l\u2019abitudine delle Chiese del passato, quella di dare risposte a domande di questo tipo, \u00e8 tipica di una et\u00e0 infantile della religione, di quella et\u00e0 pre-moderna in cui c\u2019era il \u201cDio tappabuchi\u201d. Perch\u00e9 mai l\u2019avere una fede, comporterebbe il capire la storia e ragionarci su? Si pu\u00f2 forse ragionare sulla storia usando parametri religiosi che \u201csuperino\u201d i parametri scientifici? Quest\u2019ultimo \u00e8 un problema cruciale per la vita spirituale delle religioni moderne: \u00e8 il vecchio problema del rapporto fede-ragione, ma non nei termini di una possibile riconciliazione delle loro opposte posizioni nella passata \u201cguerra\u201d, ma come capacit\u00e0 di rispondere alla storia contemporanea in maniera progressiva.<\/p>\n<p>La mia opinione \u00e8 che nell\u2019et\u00e0 moderna, in cui la societ\u00e0 \u00e8 composta da molte e forti strutture sociali, le Chiese modernizzate dovrebbero formulare una analisi <em>strutturale <\/em>della vita sociale<a href=\"#_edn2\" name=\"_ednref2\">[ii]<\/a>. In ogni tempo esse, per rispondere adeguatamente ai mali nel mondo dovrebbero dare una sintesi spirituale-culturale della situazione del proprio tempo; cio\u00e8, una coscienza del mondo in cui si vive non solo nei suoi aspetti soggettivi e oggettivi, ma anche nei suoi aspetti strutturali, specie quelli negativi (i peccati strutturali). Su questi esse dovrebbero dare risposte, anche se fossero precedute da risposte scientifiche; cio\u00e8 dovrebbero costruire metanarrative in grado di confrontarsi anche con la scienza e includerla nel loro tipo di spiegazione; avendo beninteso la coscienza che il loro costrutto potrebbe alla fine risultare del tutto momentaneo; perch\u00e9 si sa bene che la storia effettiva della umanit\u00e0 va avanti su una linea che \u00e8 fatta di successivi segmenti divergenti sia dalla linea d\u2019avanzamento effettivo sia tra loro, ogni segmento essendo illuminato dalla coscienza collettiva di quel dato periodo.<\/p>\n<p>Questo impegno di dare metanarrative storiche vale ancor pi\u00f9 per quella religione, la cristiana, che ritiene che Dio, facendosi uomo, sia entrato nella storia e abbia fondato in terra una organizzazione, la Chiesa, per condurre il \u201cgregge dei fedeli\u201d attraverso le vicissitudini e le avversit\u00e0 della storia; quindi questa Chiesa ha una precisa responsabilit\u00e0 morale di costruire una coscienza storica da suggerire ai fedeli e alla popolazione mondiale.<\/p>\n<p>In effetti, dopo il Concilio, che aveva mancato a questo compito, nel 1968 la Teologia della liberazione ha dato una precisa risposta ai mali strutturali (il dominio politico USA e il feroce sfruttamento capitalistico) della societ\u00e0 sud-americana. Per\u00f2 questa teologia, invece di produrre una sua analisi della societ\u00e0 e della storia, aveva assunto (pi\u00f9 o meno ideologicamente) quella del marxismo, la quale aveva i pregi di essere al suo tempo l\u2019unica analisi strutturale e di dichiararsi pi\u00f9 scientifica della scienza corrente<a href=\"#_edn3\" name=\"_ednref3\">[iii]<\/a>.<\/p>\n<p>Ma, nonostante questo esempio storico della Teologia della liberazione, oggi le religioni modernizzate, pur venendo rinvigorite dalla richiesta popolare di maggiore assistenza per combattere spiritualmente la pandemia, non hanno saputo dare una risposta specifica che abbia fatto cultura tra i fedeli<a href=\"#_edn4\" name=\"_ednref4\">[iv]<\/a>. A mia conoscenza, nessuna autorit\u00e0 religiosa ha cercato di vagliare le domande suddette per indicare alla gente ad es. la risposta tradizionale (un castigo di Dio), o un disegno provvidenziale; n\u00e9 si \u00e8 alleata agli ecologisti per accusare la attuale politica internazionale di mala gestione della Terra.<\/p>\n<p>Anche perch\u00e9 gli Stati occidentali sono sostanzialmente fermi alla pace di Westfalia del 1648 (che, per evitare guerre tra le religioni, interdice le Chiese di dirigere gruppi politici<a href=\"#_edn5\" name=\"_ednref5\">[v]<\/a>); per evitare scontri tra religioni e con gli Stati stessi, questi preferiscono che le Chiese non rispondano al CV, in modo che resse restino confinate nei loro compiti assistenziali tradizionali, rispetto ai compiti decisionali dello Stato.<\/p>\n<p>Di fatto, le Chiese modernizzate non hanno dato risposte alla pandemia; n\u00e9 hanno colto l\u2019occasione per chiarire il problema di come darne. Cosicch\u00e9 hanno lasciato la coscienza dei fedeli nello sbandamento interiore.<\/p>\n<p>Oggi, finita la Teologia della liberazione e con essa la sua analisi storica, forse i cristiani (e in particolare i cattolici) non sono pi\u00f9 capaci di formulare una nuova coscienza storica?<\/p>\n<p>Davanti al CV tutto sembra appiattito su un atteggiamento religioso di tipo \u201cbuddista\u201d: il \u201cfar buon uso del male\u201d; posizione che per\u00f2 pu\u00f2 anche corrispondere a un ritirarsi dalle responsabilit\u00e0 sociali. La religiosit\u00e0 deve restare solo privata? Il pensiero religioso deve essere solo debole?\u00a0 Oggi sembra che non siamo in grado di nemmeno distinguere questo bivio.<\/p>\n<ol start=\"4\">\n<li><strong><em> La Chiesa cattolica: scacco<\/em><em> dell\u2019ottimismo del Concilio e della sua svolta antropologica<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Nel 1965 i 2.300 vescovi di tutto il mondo, riuniti nel Concilio Vaticano II, hanno dato una svolta alla evoluzione storica della Chiesa cattolica soprattutto con lo schema XIII, <em>Gaudium et Spes<\/em>; esso ha espresso l\u2019ottimismo dell\u2019incarnarsi fiduciosi nella storia; ottimismo che poi \u00e8 stato vissuto da tutta la cattolicit\u00e0 per mezzo secolo; cio\u00e8 fino a quando la pandemia del CV ha costretto la Chiesa cattolica a subire un primo male mondiale. Se \u00e8 stato bello avere avuto mezzo secolo di ottimismo sulla storia alla quale essa si era aperta (di fatto, alla storia di un mondo in crescita quantitativa), ora che, attraverso la pandemia del CV, la storia presenta un conto salato per tutti, che cosa risponde la Chiesa cattolica? Come andare oltre la ingenuit\u00e0 degli slogan di speranza che \u201cTutto andr\u00e0 bene\u201d perch\u00e9 \u201canche questa volta il male si risolver\u00e0 presto e bene\u201d?<\/p>\n<p>Si noti che subito dopo il disrupt del 1989 (che ha rivoluzionato l\u2019ordine politico mondiale) nel 1991 papa Woytila, ebbe la prontezza di spirito e la capacit\u00e0 intellettuale di caratterizzare l\u2019evento con una enciclica, la <em>Centesimus annus<\/em>; essa (nel cap. III, \u201cL\u2019anno 1989\u201d) iscriveva quell\u2019evento in un disegno storico che superava la resa dei conti immediata (ad es. essa rivalutava le \u201cforme spontanee della coscienza operaia, che esprimono una domanda di giustizia e di riconoscimento della dignit\u00e0 del lavoro, conforme alla dottrina della chiesa.\u201d; n. 26). Questo scritto dimostra che la Chiesa cattolica pu\u00f2 fare coscienza storica puntuale. Perch\u00e9 allora davanti a questo nuovo disrupt, essa tace? <a href=\"#_edn6\" name=\"_ednref6\">[vi]<\/a><\/p>\n<p>Qui si nota un limite di tipo culturale dell\u2019attuale Chiesa cattolica. Essa si \u00e8 modernizzata con il Concilio. Il quale per\u00f2 non si \u00e8 basato su analisi delle strutture sociali, ma sulla cultura umanistica, quella cultura che ha creduto di poter sopravvivere in eterno senza subire crisi davanti a qualsiasi disrupt scientifico e tecnologico.<\/p>\n<p>Di fatto, il Concilio ha ignorato il potere culturale e sociale della scienza nel mondo. Su di essa la Chiesa del Concilio si \u00e8 avvicinata (sotto suggerimento di Karl Rahner) a una presa di coscienza; ha acquisito la scienza pi\u00f9 \u201cdebole\u201d perch\u00e9 meno strutturata internamente (e quindi pi\u00f9 facilmente abbordabile) e l\u2019ha tradotta in una sua versione ecclesiale: cos\u00ec ha compiuto a \u2018svolta antropologica\u2019 (il papa ha chiuso il Concilio indicandolo come una svolta della Chiesa \u00abverso la direzione antropocentrica della cultura moderna\u00bb).<\/p>\n<p>Poi dopo per\u00f2, la Chiesa, ormai entrata nella storia (anche come protagonista; vedansi il viaggio del papa Woytila in Polonia nel 1979 e il suo viaggio nel Nicaragua dei sandinisti, ecc.) non ha proseguito la sua ricerca sulla scienza moderna, ad es. acquisendo l\u2019altra scienza della societ\u00e0, la sociologia; perch\u00e9 questa ultima (pur con tutti i suoi limiti culturali) avrebbe imposto alla Chiesa una fredda presa di coscienza della sua decadenza; il che avrebbe richiesto rimedi drastici, che per\u00f2 erano estranei alle gestioni ecclesiali di quei tempi.)<\/p>\n<p>Perci\u00f2 nel dopo Concilio la Chiesa non ha messo in questione radicale<em> la dottrina sociale cattolica<\/em> per riformularla interamente secondo una analisi scientifica della societ\u00e0. La teologia stessa avrebbe dovuto cambiare radicalmente per tenere conto della razionalit\u00e0 scientifica ben di pi\u00f9 che per la esegesi dei testi biblici<a href=\"#_edn7\" name=\"_ednref7\">[vii]<\/a>. Cosicch\u00e9 la chiesa cattolica non ha compiuto una analisi strutturale della guerra e della difesa nazionale, n\u00e9 della scienza economica (nonostante lo scoppio della bolla del 2008 e la crisi degli Stati nel mondo), n\u00e9 del fatto che la Chiesa \u00e8 anche uno Stato (di tipo occidentale!). Cio\u00e8 nel dopo Concilio non si \u00e8 realizzato un legame fede-ragione che illuminasse la vita dei fedeli, specie davanti ai mali sociali; e non perch\u00e9 si \u00e8 caduti nel relativismo o nel nichilismo, come temeva papa Ratzinger nella enciclica <em>Fides et ratio<\/em> del 1998, ma per il disinteresse della Chiesa perle analisi scientifiche della realt\u00e0.<\/p>\n<p>Allora \u00e8 naturale che, al sorgere di un problema strutturale quale \u00e8 la pandemia, la \u201cantropologia cristiana\u201d, che riguarda fenomeni culturali di piccoli gruppi sociali, abbia mostrato il suo limite intrinseco: essa non pu\u00f2 dare una risposta su questo evento, perch\u00e9 esso \u00e8 causato da vari mali strutturali mondiali (inquinamenti, economia capitalista, scienza e tecnologia imperiali). Allora \u00e8 naturale che al tempo del CV la Chiesa cattolica taccia, bench\u00e9 la scienza sanitaria abbia introdotto nuovi \u201cvaccini\u201d che agiscono non sui geni ma comunque a livello genetico. Senza saper dare risposte adeguate, allora la Chiesa \u00e8 ricaduta nella \u201cnon-scienza\u201d. Su questo punto \u00e8 tornata al pre-Concilio, al pre-moderno.<\/p>\n<p>Qui \u00e8 emerso un nodo profondo della vita spirituale della Chiesa. La mancanza di risposte a problemi urgenti, ha fatto ricordare che, in effetti, i problemi ecclesiali irrisolti sono tanti. Infatti, non c\u2019\u00e8 giudizio condiviso sul Concilio (addirittura c\u2019\u00e8 una eresia: Lefevre). Non si risponde alla domanda di Kueng: il papa \u00e8 veramente infallibile? E poi: l\u2019organizzazione ecclesiale interna deve essere verticistica? Come valutare il ripensamento moderno della sessualit\u00e0 (psicoanalisi, pillola contraccettiva, la castit\u00e0 dei sacerdoti, le donne nella Chiesa, i gruppi LGBT)? La guerra cosiddetta \u201cdi difesa\u201d \u00e8 da ammettere e con essa sono da ammettere i cappellani militari che sono ufficiali dell\u2019Esercito? Le armi nucleari sono immorali (oltre che per il Papa, anche per i cappellani militari e i soldati che le custodiscono)? Perch\u00e9 il capitalismo non \u00e8 scomunicato come il comunismo? La teologia non dovrebbe riflettere sulla fine della teologia della liberazione? Come mai oggi essa ignora le negativit\u00e0 strutturali della storia umana? Il peccato strutturale (appena accennato dalla <em>Sollicitudo rei socialis <\/em>1987) \u00e8 da prendere come concetto teologico-guida, o no? Ogni progresso della Scienza e della tecnica \u00e8 buono?<\/p>\n<p>Utilizzando la fortunata formula per caratterizzante il Concilio, \u201cLa Chiesa si \u00e8 aperta alla storia\u201d (Alberigo) notiamo che il Concilio voleva certamente aprirsi alla storia, ma voleva anche inserirsi nelle sue pieghe per fare da lievito; a questo scopo avrebbe dovuto <em>leggere e capire la storia<\/em>. Ma in questi lunghi sessanta anni di dopo Concilio la cattolicit\u00e0 (ma anche, pi\u00f9 in generale, la cristianit\u00e0) ha mancato a questi compiti verso la storia alla quale la Chiesa si era aperta. Per cui oggi ci si pu\u00f2 chiedere se la Chiesa, entrata nella storia per portare avanti un suo programma valido per tutti nel mondo, poi, per accontentarsi della gestione della sua istituzione, abbia smarrito l\u2019obiettivo originario e cos\u00ec abbia perso una direzione.<\/p>\n<p>Se per\u00f2 la Chiesa, che si dice essersi aperta alla storia, anche oggi, al tempo di una pandemia mondiale, non arriver\u00e0 a <em>ragionare<\/em> sui fatti, la modernit\u00e0 torner\u00e0 a confinarla nell\u2019animismo.<\/p>\n<p>Tanto pi\u00f9 che oggi altri problemi enormi incombono su tutta l\u2019umanit\u00e0: la fame nel mondo; la medicina di tipo meccanicistico materialistico (basata sul meccanismo causa fisiologica-controeffetto biochimico; per di pi\u00f9 essa ora non dispone pi\u00f9 di antibiotici efficaci ed \u00e8 entrata in un nuovo mondo di malattie.<a href=\"#_edn8\" name=\"_ednref8\">[viii]<\/a>); la corsa suicida agli armamenti; il capitalismo gigantesco delle multinazionali; la pantagruelica economia finanziaria delle banche (e delle mafie); la globalizzazione del mercato e dei consumi; la disoccupazione mondiale che ricatta la sopravvivenza degli \u201cscartati\u201d; l\u2019inquinamento antropico e l\u2019enorme impronta ecologica della parte benestante dell\u2019umanit\u00e0; l\u2019invasione della tecnologia (web, robot, bionica); l\u2019imposizione dello Stato occidentale come unico possibile; l\u2019impotenza dell\u2019ONU nella gestione politica mondiale. Oggi la gente si trova senza aiuti istituzionali per cercare la luce necessaria per risolverli.<\/p>\n<p>Silenzio della coscienza mondiale?<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 ben dire che oggi la vita dei fedeli \u00e8 battuta da una pioggia copiosa di problemi. Questi sono cos\u00ec tanti da comporre tutti insieme un diluvio; nell\u2019allagamento crescente, la vita ecclesiale \u00e8 paralizzata ed \u00e8 rimasta <em>senza bussola<\/em> per cercare la via d\u2019uscita collettiva.<\/p>\n<ol start=\"5\">\n<li><strong><em> La leadership morale di Papa Francesco <\/em><\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Ma oggi <em>la Chiesa del dopo Concilio ha forse perso anche il timone<\/em>? Certamente no. L\u2019attivismo di papa Francesco ha ottenuto una grande autorit\u00e0 pastorale presso i cattolici e oltre; egli si fa ben sentire nel suo stare al suo posto di papa. Ma egli dirige il timone verso dove?<\/p>\n<p>Qui riprendo la mia valutazione del papato di Francesco<a href=\"#_edn9\" name=\"_ednref9\">[ix]<\/a>, scritta dopo un anno dal suo inizio (la riprendo anche per esprimere la sua conclusione in maniera pi\u00f9 chiara). I 2300 vescovi del Concilio emisero tredici documenti per lanciare una riforma della religiosit\u00e0 vecchia di secoli; per\u00f2 i fedeli non poterono concepirla concretamente perch\u00e9 non ci fu qualche persona o gruppo che l\u2019abbia impersonata in maniera esemplare. Passati sessanta anni (nei quali sono avvenuti gli scontri interni sullo scisma di Lefevre e sulla Teologia della liberazione; poi \u00e8 avvenuta la fine di questa teologia a causa della scomparsa dei Paesi-guida del socialismo e della loro tradizionale analisi politica), papa Francesco ha raccolto l\u2019eredit\u00e0 del Concilio e l\u2019ha rivitalizzata. La affascinante umanit\u00e0 di papa Francesco assolve a una funzione fondamentale: egli sta facendo rivivere lo spirito del periodo iniziale dal Concilio; papa Francesco, posto nella posizione pi\u00f9 visibile della Chiesa, ha riattualizzato quella riforma della fede cattolica; con la sua testimonianza di fede coinvolge tutti a rinnovare la comunit\u00e0 ecclesiale. Oggi i fedeli trovano nel linguaggio immediato di papa Bergoglio quello spirito conciliare, che, dopo il 1965, si era disperso in battaglie puntuali tra tradizionalisti e progressisti, tra il s\u00ec e il no al Concilio.<\/p>\n<p>Egli ha impersonato anche la \u201csvolta antropologica\u201d del Concilio affrontando anche le strutture sociali. Rispetto alle strutture interne della Chiesa ha dato forti spunti per risolverne i problemi pi\u00f9 evidenti. Soprattutto ha promosso un nuovo modello di vita ecclesiale, quello in cui si ripone tanta fiducia nei rapporti umani da tendere a svuotare la Chiesa delle sue molteplici strutture. Questo modello era stato anticipato da San Francesco, ma poi era stato o soffocato, o svuotato di contenuti precisi dal modello di tipo gerarchico e burocratico. Egli ha stabilito il pieno diritto di piena cittadinanza di tutti i cristiani che vivono la Chiesa nella semplicit\u00e0, alla \u201cS. Francesco\u201d. Ha anche caratterizzato la situazione della Chiesa attuale come quella di \u201cun ospedale da campo\u201d. Io credo sia meglio dire che, sotto il diluvio dei problemi egli ha costruito un\u2019Arca di salvezza nella quale ha imbarcato tutte le persone di buone speranze che vogliano sopravvivere e nel dopo diluvio cercare di ricostruire una vita piena.<\/p>\n<p>Allora c\u2019\u00e8 da chiedersi: questa sua risposta personale, molto umana, \u00e8 volta a uno sforzo illimitato, o, sull&#8217;esempio di San Francesco, che seppe combattere in anticipo il capitalismo nascente nel padre Bernardone, riuscir\u00e0 a dare una risposta storica agli odierni mali strutturali? Si capisce bene che a questo scopo egli dovrebbe andare oltre una cultura solo antropologica: dovrebbe costruire <em>un linguaggio universale<\/em> che sappia comprendere e indicare <em>le strutture della societ\u00e0<\/em> <em>contemporanea<\/em>; e poi elencare con precisione le sue strutture negative (anche quelle interne alla Chiesa). Infine, per applicare una precisa strategia, gli occorrerebbe <em>un movimento ecclesiale<\/em> strutturato che, dal basso, collabori con lui per modificarle politicamente o costruendo le loro alternative.<\/p>\n<p>Ma non ci si pu\u00f2 aspettare da papa Francesco questo tipo di cambiamento storico; egli ha sempre manifestato distacco dal pensiero strutturato; inoltre lancia messaggi come se egli fosse un qualunque cittadino che protesta, oppure come un capo di Stato che per\u00f2, se non viene ascoltato dalle strutture politiche, non reagisce in modo adeguato<a href=\"#_edn10\" name=\"_ednref10\">[x]<\/a>.<\/p>\n<p>Di fatto, egli appare trainare con fatica i cattolici, perch\u00e9 sui peccati sociali strutturali non \u00e8 arrivato a promuovere un linguaggio comune nella Chiesa; pur portando a compimento, con la sua persona, lo spirito del Concilio e pur avendo messo a disposizione di tutti la sua coscienza di tipo antropologico, egli non ha scalato a un livello superiore; in particolare, non ha costruito un programma di risposta al fenomeno storico della globalizzazione della popolazione mondiale, il quale di fatto ha cambiato le tradizionali strutture della societ\u00e0 e (con la nuova finanza) anche quelle della Chiesa; la cui struttura interna di Stato del Vaticano continua a sopravvivere pi\u00f9 o meno come prima. N\u00e9 ha imbarcato nella sua Arca qualche precisa forza sociale che lo sostenga attivamente: difatti non ha soggetti collettivi unisoni con lui, n\u00e9 dentro la Chiesa cattolica (salvo un poco la Comunit\u00e0 S. Egidio), n\u00e9 tra i movimenti alternativi (ecologico, ecc.).<\/p>\n<p>Nel mare tempestoso dei problemi irrisolti della attuale vita mondiale e della Chiesa stessa, mentre le nubi basse e cupe dei tanti problemi impediscono di vedere le stelle, l\u2019Arca di Francesco-No\u00e9, suo timoniere, di fatto sta navigando a vista tra un\u2019onda e un\u2019altra (ad es., a che \u00e8 servito il \u201cGiubileo mondiale straordinario della misericordia\u201d del 2015?).<\/p>\n<ol start=\"6\">\n<li><strong><em> Perch\u00e9 papa Francesco non ha applicato la<\/em> Laudato sii<em>?<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Eppure si pu\u00f2 ben suggerire una chiara spiegazione religiosa-ecologica della pandemia; pur di basarsi sulla interpretazione, data dal cattolico Lanza del Vasto di <em>Apocalisse<\/em> 6, 8 e 13<a href=\"#_edn11\" name=\"_ednref11\">[xi]<\/a>: qui sono indicati almeno quattro flagelli, non mandati da Dio, ma \u201cfatti da mano d\u2019uomo\u201d, Il recente, poderoso progresso di Scienza e Tecnica, quasi un superflagello, ha spinto l\u2019umanit\u00e0 attuale a un modo di vivere che comporta una enorme impronta ecologica; questa impone alla natura il flagello della <em>Guerra<\/em> (grandiosi allevamenti industriali degli 80 miliardi di animali allevati per l\u2019innaturale alimentazione carnivora umana, estinzione di specie animali, deforestazioni, svariati tipi di inquinamenti terresti, dieci milioni di nuove molecole immesse tra quelle naturali, invasione del vissuto personale e dell\u2019ambiente da parte di una pletora di artefatti scientifici, ecc.), fino a ridurre la natura a una sopravvivenza stentata, alla <em>Miseria<\/em>. La natura, stressata, ha reagito sull\u2019aggressore con la pandemia del CV che ha creato nell\u2019ambiente umano il flagello della <em>Sedizione<\/em>; e che, attraverso gli organi politici, ha imposto alla popolazione mondiale il flagello di una <em>Servit\u00f9<\/em> dai poteri costituiti. Da questi flagelli l\u2019umanit\u00e0 deve rifuggire cercando non solo la propria sopravvivenza materiale, ma, secondo la sapienza dei testi sacri, soprattutto una conversione; che per\u00f2 nel tempo moderno deve essere anche e soprattutto dalle strutture sociali negative. E\u2019 chiaro che nel caso della pandemia del CV la conversione strutturale consiste nel concepire e attuare un nuovo tipo di progresso della organizzazione sociale, tale da non comportare mai pi\u00f9 squilibri nella Natura.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, nel 2013 papa Francesco, per intuito, aveva risposto in anticipo al CV con la enciclica <em>Laudato sii<\/em>. In essa (nel n. 66) egli aveva caratterizzato i peccati strutturali in generale e con essi aveva messo in discussione la struttura portante di tutto l\u2019inquinamento ambientale; tanto che nei nn. 102-108 e 114 aveva chiamato tutti a \u201cuna rivoluzione culturale\u201d, basata su un ripensamento anche di scienza e tecnica (molto criticate nei nn. 102-114 della enciclica) .<\/p>\n<p>Ma, nell\u2019occasione cruciale dell\u2019attuale disastro ecologico mondiale, papa Francesco non ha fatto buon uso della <em>Laudato sii<\/em>; egli non l\u2019ha applicata alla pandemia. Sulla base di essa avrebbe potuto almeno invitare i poteri mondiali a una maggiore attenzione ai problemi ecologici, i quali sono per lo meno una concausa della pandemia; poi avrebbe potuto individuare la causa generale del disrupt della pandemia con lo stress ecologico dell\u2019ambiente; e anzi, avrebbe potuto discutere questo tipo occidentale di scienza che penalizza la scienza ecologica; e infine, come massima autorit\u00e0 morale al mondo, avrebbe potuto dichiarare immorali i laboratori (militari) del CV, che, come a Wuhan, studiano come aumentare la infettivit\u00e0 e la mortalit\u00e0 dei virus.<\/p>\n<p>Purtroppo davanti alla pandemia papa Francesco ha risposto ancora una volta con un atteggiamento solo \u201cumano\u201d o quasi. La sua grande autorit\u00e0 ha dirottato la domanda della gente, rivolta a ottenere una coscienza e una razionalit\u00e0 di fede sull\u2019evento CV in una spinta alla semplice speranza per tempi migliori<a href=\"#_edn12\" name=\"_ednref12\">[xii]<\/a>. Invece di una risposta teologica di tipo strutturale sul CV egli ha rivolto l\u2019attenzione al futuro: ha battuto e ribattuto che \u201ctutto non deve tornare come prima, alla normalit\u00e0\u201d (mentre per il tempo presente implicitamente invitava alla sopportazione del male e all\u2019impegno a piccolo raggio)<a href=\"#_edn13\" name=\"_ednref13\">[xiii]<\/a>. Tutto ci\u00f2 \u00e8 poco pi\u00f9 di una risposta consolatoria per i fedeli che cercano soprattutto la propria sopravvivenza al CV, Il che significa che come papa non ha dato vere risposte<a href=\"#_edn14\" name=\"_ednref14\">[xiv]<\/a>.<\/p>\n<p>Cosicch\u00e9 egli ha lasciato che la causa della pandemia restasse <em>un mistero religioso<\/em>, in parallelo al mistero di tipo laicista che tutte le istituzioni sociali, per mancanza di risposte da parte della scienza, avevano gi\u00e0 costruito nella societ\u00e0 civile. Ha lasciato che nella notte buia della ragione scientifica, anche la ragione religiosa restasse al buio. Egli ha lasciato che la sua Arca puntasse all\u2019andare solo al di l\u00e0 dell\u2019onda incontrata, fino alla prossima.<\/p>\n<p>Con il CV la popolazione mondiale \u00e8 oggi ridotta a \u201cgregge\u201d (come si dice in gergo sanitario) senza nemmeno aver raggiunto, dopo due anni, la immunit\u00e0. Per di pi\u00f9 ora la pandemia viene presa come un male ineluttabile, senza una prospettiva, o politica o spirituale, di riscatto<a href=\"#_edn15\" name=\"_ednref15\">[xv]<\/a>. La attuale gestione politica della pandemia si \u00e8 consolidata, ha solo da temere che o \u201cil vaccino\u201d, fornito in gran fretta dalla scienza e poi distribuito da alcuni Stati alle loro popolazioni, risulti troppo avventuroso, per aver esplorato azioni a livello genetico; o avvengano ulteriori disrupts politici mondiali.<\/p>\n<p>Ancora all\u2019orizzonte non appare la colomba con il ramoscello d\u2019olivo della societ\u00e0 pi\u00f9 giusta e pacifica che il papa-No\u00e9 e con lui molti altri si aspettano dalla fine del CV. Sembra che tutto sia destinato, al meglio, a \u201ctornare alla normalit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>La storia di questa pandemia \u00e8 forse una storia insensata, sia secondo la scienza, sia secondo la fede?<\/p>\n<ol start=\"7\">\n<li><strong><em> Ma \u00e8 avvenuto un nuovo disrupt, di tipo politico!<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Per\u00f2 le precedenti valutazioni pessimiste sarebbero valide se lo sviluppo storico dipendesse solo dalla Chiesa cattolica (che infatti i fedeli cattolici vedono come un <em>unicum<\/em> nella storia e quindi al centro della storia del mondo) e\/o dall\u2019attivismo di papa Francesco. Ma la attuale Chiesa \u00e8 penalizzata dal suo continuare a essere anche uno Stato (del Vaticano). Di fatto, il segmento storico realizzato da papa Francesco \u00e8 divergente rispetto alla linea di avanzamento spirituale perch\u00e9 il Cristianesimo, costituito come Stato \u00e8 inglobato nella politica di potenza dell\u2019Occidente, \u00e8 alleato con tutti gli Stati consumisti e di fatto sostiene la scienza e la tecnica che imperano nel mondo. Certo, Papa Francesco ha demitizzato il suo Stato; sta segando il ramo dell\u2019albero su cui \u00e8 seduto. Ma tuttora lo Stato del Vaticano mantiene in tutto le sue strutture (dalla difesa armata demandata all\u2019Italia e alle bombe nucleari degli USA, ai tribunali che operano secondo una giurisprudenza di tipo occidentale, alla finanza speculativa delle oligarchie del mondo); tutto ci\u00f2 \u00e8 di ostacolo al suo fare profezia. Cosicch\u00e9 il popolo cattolico attuale non pu\u00f2 seguire con entusiasmo un uomo semplice e spirituale che per\u00f2 nel mondo \u00e8 l\u2019unico capo religioso a essere un capo di Stato occidentale; tantomeno lo pu\u00f2 fare l\u2019Occidente laicista che diffida dalle commistioni religiose-politiche.<\/p>\n<p>Ma nell\u2019agosto scorso \u00e8 avvenuto <em>un nuovo disrupt, questa volta di tipo politico<\/em> (e scollegato dalla evoluzione della Chiesa cattolica); riguarda il concetto di Stato. Intanto \u00e8 avvenuto un disrupt nello Stato-superpotenza, gli USA. Negli anni \u201950 Lanza del Vasto aveva previsto la \u201ccaduta dell\u2019eroe occidentale\u201d<a href=\"#_edn16\" name=\"_ednref16\">[xvi]<\/a>. Gli USA sono un \u201ceroe\u201d cos\u00ec potente che nessun nemico pu\u00f2 attaccarlo; ma \u00e8 decadente; quindi \u00e8 soggetto a un fatalismo; e proprio perch\u00e9 \u00e8 occidentale il suo fatalismo \u00e8 di tipo attivo; come Edipo, lo stesso eroe va ad attuare la profezia della sua distruzione, che cos\u00ec diventa una auto-distruzione.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 nel 2020 lo Stato USA \u00e8 rimasto spiazzato dall\u2019insorgere della pandemia. Superbo della sua potenza anche sanitaria, quello Stato (con il Presidente Trump) non ha preso le minime contromisure; e cos\u00ec ha penalizzato la sua popolazione a subire la pandemia. Perci\u00f2 ha perso la sua tradizionale leadership mondiale nella innovazione sociale; piuttosto nel mondo sono diventati Stati di riferimento su come affrontare la pandemia la Cina, Cuba (e anche un po\u2019 l\u2019Italia).<\/p>\n<p>Ma soprattutto, nell\u2019agosto 2021 in Afganistan, dove gli USA avevano orgogliosamente voluto una guerra per \u201cvendetta\u201d e non per \u201cgiustizia\u201d (papa Woytila), questa superpotenza militare ha dovuto ammettere di essere stata <em>sconfitta da una piccola nazione arretrata<\/em> in una feroce guerra durata quasi vent\u2019anni che ha lasciato un disastro sociale; e la sua ritirata militare \u00e8 stata una memorabile fuga da resa incondizionata. <em>L\u00ec \u00e8 finita la espansione del suo Stato-Impero mondiale<\/em>; l\u00ec \u00e8 pure finito il \u201csecolo americano\u201d.<\/p>\n<p>In pi\u00f9 a settembre in Afganistan \u00e8 avvenuto proprio ci\u00f2 che quella guerra voleva evitare: la nascita di <em>un ulteriore Stato di tipo islamico<\/em> (che non fosse uno Stato fantoccio, come ad es. quello dell\u2019Arabia saudita).<\/p>\n<p>Sia chiaro che il nuovo Stato afgano non \u00e8 quello ideale neanche per il modello di sviluppo islamico; esso rappresenta un segmento divergente rispetto alla linea dello sviluppo storico; perch\u00e9 ai talebani occorrer\u00e0 tempo per chiarirsi quale tipo di Stato vogliano costruire; cos\u00ec come occorreranno decenni prima che sia completata la sperimentazione storica di quegli Stati islamici che sono gi\u00e0 nati: quello iraniano (esorcizzato sia dall\u2019Occidente perch\u00e9 \u00e8 duramente anti-USA, sia dagli islamici perch\u00e9 rappresenta solo la minoranza sciita), quello politicamente tenebroso dell\u2019Iraq, quelli aperturisti della Tunisia e del Marocco e quello ondeggiante del turco Erdogan. Tutti questi Stati islamici rappresentano segmenti storici che sono divergenti tra loro e anche dall\u2019avanzamento globale. Ma oggi il fatto politico importante \u00e8 l\u2019aggiunta dello Stato dell\u2019Afganistan a quelli gi\u00e0 nati; questa aggiunta, sofferta con venti anni di guerra, \u00a0ha reso <em>irreversibile<\/em>, non occultabile e non assorbibile dallo Stato occidentale <em>la presenza di un tipo di Stato non occidentale e programmaticamente islamico<\/em>.<\/p>\n<p>Cosicch\u00e9 il disrupt politico del 2021 non \u00e8 venuto dal rinnovamento degli Stati del secondo modello di sviluppo, quelli socialisti (che erano incominciati a nascere un secolo fa); n\u00e9 dalla nascita dello Stato del quarto modello di sviluppo (quello non violento gandhiano, operante principalmente dal basso; che oggi \u00e8 solo anticipato dai movimenti mondiali per la pace e per l\u2019ecologia); ma \u00e8 venuto dallo Stato del terzo modello di sviluppo, quello che \u00e8 basato sui rapporti umani (di gruppo e di etnia) e su un potere autoritario religioso (islam = obbedienza).<\/p>\n<p>Nel contesto internazionale questa novit\u00e0 \u00e8 sostenuta da due forti pressioni politiche che il mondo islamico esercita sul tradizionale concetto di Stato occidentale: 1) la pressione storica delle rivoluzioni del 2011 (quelle della \u201cprimavera araba\u201d), le quali (almeno all\u2019inizio) avevano scelto non la lotta armata terrorista di Al Qaeda, ma le azioni non violente; e non lo Stato del Califfato, ma un nuovo concetto di Stato islamico: democrazia pi\u00f9 <em>shariia<\/em>; il che ha preparato sull\u2019arena politica internazionale la nascita del terzo modello di sviluppo, dopo che nella storia sono gi\u00e0 nati il modello di sviluppo liberale e quello socialista; 2) la pressione delle migrazioni. L\u2019Occidente ha bloccato la primavera araba mantenendo le sue oppressive demo-crature (ad es. in Egitto), oppure combattendo guerre (per procura, al fine di avere il dominio sui beni della Terra). Allora ogni islamico, se non riesce a esprimersi nel suo Paese, a milioni si muove per attraversare l\u2019inferno (a rischio di morirci) per raggiungere un Paese dove possa sopravvivere in una democrazia. La debordante immigrazione illegale di decine di milioni di persone mette in discussione radicale la costituzione dello Stato di tipo occidentale, perch\u00e9 svuota in continuazione l\u2019importanza politica delle sue caratteristiche basilari: i confini territoriali e la sua giurisprudenza (del passaporto).<\/p>\n<p>Dopo il restart che ogni persona ha dovuto compiere al primo impatto della pandemia, ora c\u2019\u00e8 un restart della politica mondiale. La novit\u00e0 del tipo di Stato islamico non \u00e8 geograficamente confinabile ad alcuni territori particolari, perch\u00e9 porta una novit\u00e0 politica precisa: la stessa esistenza di Stati del terzo tipo non permetter\u00e0 pi\u00f9 una contrapposizione mondiale tra due soli super-Stati; perch\u00e9 essa comporta la<em> prospettiva di un pluralismo di tutti i tipi di Stato; i quali si dovranno tollerare tra loro risolvendo i conflitti internazionali con l\u2019esercizio costante della diplomazia e della non violenza.<\/em><\/p>\n<p>Inoltre la novit\u00e0 non \u00e8 locale perch\u00e9 nella storia della concezione dello Stato, quello islamico vuole sottoporre la democrazia alla <em>shariia<\/em>, la etica islamica; perci\u00f2 questo Stato appare del tutto incompatibile con la tradizione del mondo occidentale, che da un millennio ha costruito lo Stato sulla sola razionalit\u00e0 giuridica, materializzata con istituzioni sociali; e che pertanto da secoli (con Hobbes, Machiavelli e Lenin) ha teorizzato la separazione dell\u2019etica dalla politica<a href=\"#_edn17\" name=\"_ednref17\">[xvii]<\/a>. Questa separazione \u00e8 attuata ancor pi\u00f9 oggi, quando lo Stato occidentale alla fine ha affidato tutta l\u2019organizzazione sociale alla razionalit\u00e0 della scienza e della tecnologia; le quali oggi imperano sui popoli senza essere soggette a un qualche tipo di etica (a parte le regole di comportamento per partecipare al mercato liberista mondiale). Quindi il fatto che gli Stati islamici pongono l\u2019etica religiosa prima della legge civile rappresenta la ripresa dell\u2019importanza dell\u2019etica contro il decadentismo etico occidentale; e, in generale, la ripresa dell\u2019etica contro una modernit\u00e0 incontrollata eticamente.<\/p>\n<p>Questa novit\u00e0 non \u00e8 geograficamente locale anche perch\u00e9 riguarda la politica ecologica nel mondo. Le limitate misure di solo contenimento della pandemia (e poi il convegno COP 26 dell\u2019ONU a Glasgow nel novembre 2021) hanno dimostrato che il tipo di Stato occidentale \u00e8 incapace di mettere mano all\u2019attuale disastroso rapporto dell\u2019umanit\u00e0 con la natura; \u00e8 diventato chiaro che la sua razionalit\u00e0, pretesa universale, e la sua giurisprudenza, pretesa onnicomprensiva, sono essenzialmente insufficienti di fronte alla aggressivit\u00e0 soffocante delle novit\u00e0 tecnologiche. Quelle odierne possono sconvolgere il vivere associativo. Oggi il progresso tecnologico permette a una singola persona di scatenare disastri inauditi (bombe nucleari portatili a zaino, clonazioni e chimere biologiche prodotte in un piccolo laboratorio, droni killer, avvelenamenti di acquedotti urbani, ecc.). Per affrontare queste novit\u00e0, occorre basarsi pi\u00f9 che sulla legge (quand\u2019anche ispirata a principi razionali universali e concordata a livello internazionale), su una etica. In particolare solo l\u2019etica potr\u00e0 coordinare miliardi di persone a realizzare una efficace politica ambientale sia nel prevenire mali globali, sia nel mantenere gli equilibri della natura non tanto per alcuni anni, ma per secoli, cos\u00ec come richiede il nostro abitare la Terra. Allora occorre innovare ogni Stato introducendo in esso l\u2019etica (a partire da quella ecologica). Cosicch\u00e9 nella scena internazionale la odierna nascita dello Stato islamico, che fa dell\u2019etica la base della convivenza sociale fa pressione affinch\u00e9 l\u2019etica abbia un suo ruolo nella politica di ogni Stato e soprattutto nella politica internazionale, che, oltre i problemi ecologici, ha moltissimi altri problemi etici irrisolti. (Si noti ch al Costituzione italiana \u00e8 molto avanzata rispetto a quelle di altri Paesi perch\u00e9 introduce elementi etici: \u201clavoro\u201d, \u201cripudio\u201d della guerra, \u201csacro dovere\u201d della difesa collettiva, ecc.)<\/p>\n<p><em>E\u2019 da notare che anche in questa nuova prospettiva papa Francesco appare una figura centrale.<\/em> E\u2019 vero che rispetto al disrupt politico della nascita dello Stato di tipo islamico il suo Stato del Vaticano, rimasto saldamente occidentale, ha rappresentato un segmento divergente se non opposto; il limite antropologico di papa Francesco non gli ha permesso di mettere in crisi il suo Stato del Vaticano; n\u00e9 di suggerire una precisa critica alla razionalit\u00e0 giuridica occidentale e in definitiva alla modernit\u00e0. Ma egli ha dato importanza primaria alle immigrazioni; ha fatto politica internazionale con il documento di Abu Dabi e con la enciclica <em>Fratelli tutti<\/em>, che riuniscono cristiani e islamici sulla etica almeno della fratellanza universale (il che ha anticipato l\u2019importanza della nascita dello Stato islamico); in pi\u00f9, poich\u00e9 i disastri ecologici sono la causa di questa pandemia ecologica, egli ne ha anticipato una risposta precisamente etica con la enciclica <em>Laudato sii.<\/em><\/p>\n<p>Si pu\u00f2 ben dire che in questi otto anni del suo papato la sua Arca ha navigato a vista perch\u00e9 Francesco-No\u00e9 non sapeva dove dirigersi. Ma di fatto il suo stare al timone ha mantenuto la capacit\u00e0 di avanzare in maniera sostanziale; con ci\u00f2 egli \u00e8 andato concretamente d\u2019accordo con l\u2019istanza della religione islamica nell\u2019applicare una etica (quand\u2019anche criticabile) non teoricamente, ma nella pratica sociale del suo tipo di Stato, nonostante la contrariet\u00e0 dei maggiori poteri istituzionali mondiali, scienza e tecnologia compresi. In questo senso, anche dopo l\u2019ultimo disrupt, papa Francesco mantiene tutta la sua grande autorit\u00e0 morale, ora nel suo ruolo profetico di portare la sua Arca verso una nuova societ\u00e0 internazionale.<a href=\"#_edn18\" name=\"_ednref18\"><em><strong>[xviii]<\/strong><\/em><\/a><\/p>\n<p><strong>NOTE:<\/strong><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"#_ednref1\" name=\"_edn1\">[i]<\/a> \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 OXFAM, <em>Rapporto sulle disuguaglianze nel mondo 2018, <\/em><a href=\"http:\/\/wir2018.wid.world\/\" >http:\/\/wir2018.wid.world\/<\/a> . A. Drago, \u201cGli ultimi trenta anni: la loro grande negativit\u00e0 e la futura uscita\u201d, <em>Notiziario Centro D.S. Regis<\/em>, 23\/10\/2018.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref2\" name=\"_edn2\">[ii]<\/a> \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Non possono dare risposte come quelle date nell\u2019Ottocento davanti all\u2019esplodere del conflitto di classe: allora esse cercarono solamente di mitigare il duro scontro sociale con soluzioni alla Ozanam (l\u2019aiuto misericordioso ai poveri) o alla don Bosco (recupero dell\u2019infanzia); cio\u00e8 interventi sugli effetti collaterali o marginali; come tali questi interventi, bench\u00e9 \u00a0salva-anima, lasciavano immutato il quadro sociale.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref3\" name=\"_edn3\">[iii]<\/a> \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ma nei Paesi-guida del socialismo (compresi Cuba, il Nicaragua e la Cina) la politica ispirata da una teoria marxista di un secolo prima ha dovuto scendere a compromessi molto pesanti con la realt\u00e0; e alla fine le rivoluzioni del 1989 hanno rifiutato le loro dittature. Da allora quei Paesi non hanno pi\u00f9 rappresentato societ\u00e0 politiche desiderabili e la Teologia della liberazione ha perso sia il riferimento statale <em>ad quem<\/em>, sia la analisi sociale (ormai da riformulare radicalmente). Inoltre le guerriglie che si ispiravano a quella teoria sono state scavalcate dalle popolazioni, le quali hanno fatto rivoluzioni con modalit\u00e0 non violente (nel sec. XX in America Latina queste ultime sono state efficaci all\u201983%, contro il 24% di quelle violente; vedasi il mio articolo <em>La non violenza forza rivoluzionaria e innovatrice<\/em>, <em>Missioni Oggi<\/em>, maggio-giugno 2017, pp. 16-18).<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref4\" name=\"_edn4\">[iv]<\/a> \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Quasi tutti gli Stati hanno preso una decisione cruciale: anteporre la sopravvivenza della popolazione alla produttivit\u00e0 industriale nazionale. La scelta non era per nulla scontata, perch\u00e9 all\u2019inizio della pandemia Paesi come USA e UK l\u2019avevano rifiutata (e tuttora il Brasile insiste). Alle Chiese va riconosciuto il merito di essersi associate agli Stati pro-popolazione. Ma poi, le Chiese hanno accettate acriticamente le decisioni politiche degli Stati per una difesa sanitaria corrente e si sono chiuse nella sopravvivenza dei loro riti e in una funzione assistenziale per attutire il peso sociale di quelle decisioni tra la gente.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref5\" name=\"_edn5\">[v]<\/a> \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La teologia della Liberazione che aveva superato questa vecchia restrizione in ambito non occidentale, di fatto aveva comportato anche l\u00ec la guerra civile, sia pure nella nuova forma bellica, la guerriglia.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref6\" name=\"_edn6\">[vi]<\/a> \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il rapporto CENSIS, <em>Stress test Italia. I soggetti dell\u2019Italia che c\u2019\u00e8 e il loro fronteggiare la crisi<\/em>, 2 luglio 2020, Roma rimprovera questo silenzio alla Chiesa cattolica italiana, specie nella risposta organizzativa. Giunge a dichiarare la Chiesa impreparata e incapace di reagire, ridotta a una \u201cimpantanata irrilevanza\u201d (p. 82) per la \u201cmancanza di una riflessione interna\u201d. (p. 83). Su <em>La Civilt\u00e0 cattolica<\/em>, n. 4089 , 7\/21, nov. 2020 il direttore P. Spataro, anche se sottolinea che in realt\u00e0 questo rapporto non si basa su dati sociologici, \u00e8 costretto a dare giustificazioni. E\u2019 interessante il fatto che i 32 numeri di questa rivista, usciti nel periodo\u00a0 2 marzo 2020 &#8211; 3 luglio 2021, contengono 16 articoli dedicati alla pandemia, ma dispersi su aspetti vari e senza proposte importanti; ci sono cinque studi biblici che potremmo chiamare \u201cassistenziali\u201d, perch\u00e9 attualizzano il tema della sofferenza e dl come sopportarla; ma essi hanno attualizzazioni superficiali e soprattutto sembrano voler esorcizzare l\u2019idea che sia stato Dio a mandare il CV. Fuori dal coro c\u2019\u00e8 un articolo del direttore (\u201cSfida all\u2019Apocalisse\u201d, n. 4069 del 4\/18 gennaio 2021, pp. 11-26), che si pone abbastanza realisticamente davanti alle grandi sfide del \u201cprogresso\u201d tecnologico e sociale del nostro tempo; ma senza collegarsi alla pandemia.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref7\" name=\"_edn7\">[vii]<\/a> \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Recentemente (5 maggio 2021) sotto la supervisione del Card. Vincenzo Paglia si \u00e8 svolta una giornata di studio con i teologi Christoph Theobald, Elmar Salman e Pierangelo Sequeri per dichiarare la teologia in crisi e invitare tutti alla collaborazione per ricostituirla: \u00a0https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=Z1ErvpYl2VQ&amp;t=3687s<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref8\" name=\"_edn8\">[viii]<\/a> \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Si veda la analisi del dott. Ernesto Burgio in <em>You tube<\/em> https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=o7yWVWLGtg8 . E\u2019 anche interessante la sua ricostruzione del piccolo dibattito pubblico avvenuto su: pandemia CV e intervento o non di Dio:\u00a0 https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=ggil2VSQEPc<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref9\" name=\"_edn9\">[ix]<\/a> \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 A. Drago, <em>Umano. Molto umano. Solamente umano?<\/em>, <em>Religioni e societ\u00e0<\/em>, 30, 2015, pp. 81-89, pp. 88-89.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref10\" name=\"_edn10\">[x]<\/a> \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Egli ha il grande merito di aver sostenuto il bando delle armi nucleari (il quale, se attuato, bloccherebbe la attuale maniera di fare la guerra e nello stesso tempo un settore cruciale della parte negativa di Scienza e Tecnica). Ma poi a dicembre scorso ha ricevuto come un vecchio amico il Presidente USA, John Biden, bench\u00e9 questi (sia favorevole all\u2019aborto e) disponga del pi\u00f9 grande arsenale di armi nucleari nel mondo e lo stia potenziando senza scrupoli morali.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref11\" name=\"_edn11\">[xi]<\/a> \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Lanza del Vasto, <em>I quattro Flagelli<\/em>, orig. 1959, SEI, Torino 1996, cap. I.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref12\" name=\"_edn12\">[xii]<\/a> \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il venerd\u00ec santo 27 marzo 2020, nel momento straordinario di preghiera organizzato in piazza S. Pietro a Roma, papa Francesco diceva: \u00abLa tempesta smaschera la nostra vulnerabilit\u00e0 e lascia scoperte quelle false e superflue sicurezze con cui abbiamo costruito le nostre agende, i nostri progetti, le nostre abitudini e priorit\u00e0. Ci dimostra come abbiamo lasciato addormentato e abbandonato ci\u00f2 che alimenta, sostiene e d\u00e0 forza alla nostra vita e alla nostra comunit\u00e0. La tempesta pone allo scoperto tutti i propositi di \u201cimballare\u201d e dimenticare ci\u00f2 che ha nutrito l&#8217;anima dei nostri popoli; tutti quei tentativi di anestetizzare con abitudini apparentemente \u201csalvatrici\u201d, incapaci di fare appello alle nostre radici e di evocare la memoria dei nostri anziani, privandoci cos\u00ec dell&#8217;immunit\u00e0 necessaria per far fronte all&#8217;avversit\u00e0\u00bb. E\u2019 evidente la matrice antropologica del discorso, come pure la assenza di ogni risposta alle cause della pandemia, come pure di un appello alla ragione.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref13\" name=\"_edn13\">[xiii]<\/a>\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Invero, ha anche tentato risposte di tipo strutturale: ha chiesto la liberalizzazione dei vaccini; ma si \u00e8 fermato davanti alle resistenze dei Paesi con un gran numero di cattolici, Francia e Germania.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref14\" name=\"_edn14\">[xiv]<\/a>\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ma per la gente, che non vede segnali di altri leader (in particolare gli USA e l\u2019OMS) quel che dice il papa \u00e8 gi\u00e0 qualcosa; almeno fa vedere che c\u2019\u00e8 una autorit\u00e0 ben presente e che prova a reagire con qualche dichiarazione popolare.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref15\" name=\"_edn15\">[xv]<\/a> \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Non tengo in conto il movimento ribellista attuale, anche se esso \u00e8 visto alla Hegel come il necessario scontro politico fa da motore al progresso della storia, bench\u00e9 esso si senza una valida analisi storica e una cura sanitaria alternativa.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref16\" name=\"_edn16\">[xvi]<\/a> \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Lanza del Vasto,<em> I quattro flagelli<\/em> (orig. 1959), SEI 1996, cap. V, parr. 18-23.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref17\" name=\"_edn17\">[xvii]<\/a> \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Per primo Gandhi \u00e8 andato contro questa separazione, restaurando l\u2019etica sia nei rapporti della vita sociale (introducendo la risoluzione dei conflitti con la non violenza invece che con le uccisioni e le oppressioni), sia nei rapporti con le strutture social8 (ad es. ha combattuto e vinto l\u2019Impero britannico senza ricorrere alle armi).<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref18\" name=\"_edn18\"><\/a><em>_________________________________________<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/antonino-drago-e1491570516235.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-61862\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/antonino-drago-e1491570516235.jpg\" alt=\"\" width=\"100\" height=\"93\" \/><\/a> <\/em><em>Antonino Drago \u00e8 stato professore associato di Storia della Fisica all&#8217;Universit\u00e0 di Napoli, in pensione dal 2004<\/em>,<em> \u00e8 membro della <a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/\" >Rete TRANSCEND per la Pace, Sviluppo e Ambiente<\/a>,<\/em> <em>e<\/em> <em>insegna presso la<\/em> <em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tpu\/\" >TRANSCEND Peace University-TPU<\/a>.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si esaminano le risposte morali e politiche delle Chiese e di papa Francesco alla pandemia e le si valutano deboli. 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