{"id":20383,"date":"2012-07-23T12:00:36","date_gmt":"2012-07-23T11:00:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=20383"},"modified":"2012-07-21T12:09:41","modified_gmt":"2012-07-21T11:09:41","slug":"italian-nonviolenza-come-politica-di-fede","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2012\/07\/italian-nonviolenza-come-politica-di-fede\/","title":{"rendered":"(Italian) Nonviolenza Come Politica di Fede"},"content":{"rendered":"<p>La mia cultura si \u00e8 formata non tanto all\u2019Universit\u00e0 (dove mi sono laureato in Fisica), quanto conoscendo e frequentando personalit\u00e0. Ho anche avuto la fortuna di averne incontrate parecchie (nell\u2019Azione cattolica, laici e sacerdoti e suore). Esse mi hanno suggerito delle direzioni di vita sulle quali organizzare le idee e viverle.<\/p>\n<p>Soprattutto mi ha influenzato Lanza del Vasto (1901-1981), che \u00e8 stato discepolo di Gandhi negli anni 1930 e poi \u00e8 tornato in Europa per fondare comunit\u00e0 nonviolente. Lo conobbi al tempo del Concilio, dove aveva organizzato un digiuno di venti donne per dieci giorni, affinch\u00e9 il Concilio parlasse di nonviolenza (cos\u00ec come poi avvenne nella \u201cGaudium et spes\u201d, n. 78). Attirato da un mio amico che gli parlava di un gruppo nonviolento napoletano, egli venne a Napoli per una settimana. Lasci\u00f2 una profonda impressione in me, mia moglie e gli amici che allora si impegnavano nel lavoro di volontariato tra i baraccati napoletani. Capii che la mia vita spirituale trovava una concretizzazione in quello che diceva e che testimoniava assieme alle persone della sua comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Poi ho verificato ci\u00f2 nella mia vita seguente, la quale ha attraversato diverse vicende storiche senza perdere la bussola, perch\u00e9 il suo insegnamento mi ha saputo guidare rettamente; e l\u2019ho capito ancora di pi\u00f9 da quando sono andato in pensione e ho pensato bene di approfondire il suo insegnamento; da alcuni anni lo studio dei suoi libri mi ha fatto scoprire dei tesori spirituali e intellettuali. Spero che la Chiesa cattolica valorizzi al pi\u00f9 presto questo unico discepolo cattolico di Gandhi, rinnovatore del messaggio evangelico, iniziatore del dialogo interreligioso, fondatore di comunit\u00e0 secondo una regola che \u00e8 la pi\u00f9 avanzata tra tutte le regole religiose, innovatore teologico sui temi cruciali nella nostra et\u00e0 (peccato originale, flagelli sociali e potenze negative della organizzazione sociale moderna, senso profondo delle beatitudini e dell\u2019amore che anche nella societ\u00e0 sa mettere assieme carit\u00e0 e giustizia).<\/p>\n<p>Il titolo che ho dato \u00e8 molto impegnativo. Innanzitutto perch\u00e9 dice che la politica \u00e8 compatibile con la fede, cosa che i fatti quotidiani sembrano sconfessare. Poi perch\u00e9 mette assieme alcune parole grosse per formare una struttura di idee; invece oggi dei filosofi importanti hanno detto che \u201cle ideologie sono morte\u201d; pi\u00f9 in generale, si \u00e8 convinti che il pensare in grande non \u00e8 pi\u00f9 possibile, oppure \u00e8 segno di una utopia che mai si realizzer\u00e0 nella storia; per cui si propongono \u201cpensieri deboli\u201d, rivolti alla sopravvivenza quotidiana e non si fa attenzione a chi presenta un \u201cpensiero forte\u201d. Invece vedremo una serie di fatti che dicono che la nonviolenza ha la capacit\u00e0 di pensare in grande, perch\u00e9 \u00e8 proprio la storia che lo suggerisce; infatti la storia ha preso un nuovo corso, che resta inspiegato alle vecchie ideologie, ma appare chiaro quando la si veda alla luce dei fatti nonviolenti che hanno caratterizzato il XX secolo.<\/p>\n<p>Certo, dovremo superare dei pregiudizi radicati. Il primo \u00e8 che il buono pu\u00f2 nascere solo dall\u2019Europa, o al massimo dal mondo occidentale. E siccome Gandhi non era un occidentale, anche i pi\u00f9 importanti dizionari di dottrine politiche non lo nominano, come se la liberazione di 360 milioni di persone avvenuta senza guerre, contro il grandioso impero coloniale britannico sia stato un avvenimento periferico e fortuito della storia dell\u2019umanit\u00e0. L\u2019altro pregiudizio \u00e8: pu\u00f2 mai essere che un non cristiano abbia da insegnare ai cristiani? Certo, per noi cristiani \u00e8 una banalit\u00e0 che il Cristianesimo \u00e8 la religione pi\u00f9 progredita e pi\u00f9 approfondita del mondo, perch\u00e9 crediamo che \u00e8 stato lo stesso Figlio di Dio a rivelarcela. Ma poi noi riusciamo a praticarla? Nella storia di 2000 anni abbiamo avuto tante deviazioni e dimenticanze fondamentali! Ges\u00f9 stesso ci ha insegnato di dire \u201cSiamo servi inutili e infedeli\u201d.<\/p>\n<p>Nel seguito svilupper\u00f2 il titolo cercando di rispondere a tre domande; le loro risposte, assieme, danno un quadro minimo, ma completo della nonviolenza come impegno di fede e impegno politico. 1) Che cosa \u00e8 la nonviolenza rispetto all\u2019amore cristiano? 2) Quale \u00e8 la politica della nonviolenza? 3) Esistono rivoluzioni nonviolente?<\/p>\n<p><em>La prima domanda: Che cosa \u00e8 la nonviolenza rispetto all\u2019amore cristiano?<\/em><\/p>\n<p>Lanza del Vasto \u00e8 stato discepolo di Gandhi; ma lo \u00e8 stato da cattolico che portava una croce sul petto. Il che non ha affatto ostacolato il suo rapporto con l\u2019ind\u00f9 Gandhi, e viceversa. Grazie a lui io capii che la fede cristiana deve avere un respiro universale, cio\u00e8, come si dice in greco, cattolica. E che in questo tipo di rinnovamento consisteva l\u2019ondata dello Spirito che aveva attraversato la Chiesa del Concilio Vaticano II.<\/p>\n<p>Ma ancor prima, questo tipo di rinnovamento della religiosit\u00e0 era stato realizzato umilmente da un piccolo ind\u00f9. Gandhi aveva ripensato e ricostruito la maniera di vivere la sua religiosit\u00e0 sulla base di un principio che si presentava da subito come universale per tutti gli uomini; la nonviolenza.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 un cristiano che \u00e8 guidato dall\u2019amore dovrebbe interessarsi della nonviolenza? Perch\u00e9 purtroppo l\u2019amore \u00e8 una parola generica. Mentre il latino e il greco avevano pi\u00f9 parole per indicare i vari tipi di amore, la parola moderna \u201camore\u201d \u00e8 troppo ampia, spazia dall\u2019amore spirituale a quello passionale, a quello carnale, a quello mercenario.<\/p>\n<p>La novit\u00e0 della nonviolenza rispetto all\u2019amore sta nel fatto che questa parola d\u00e0 un criterio universale per capire come ci si deve muovere: bisogna evitare la violenza sugli altri, nei fatti e nelle intenzioni. Questo \u00e8 un criterio preciso per capire se si ama veramente un altro e soprattutto per capire come comportarci quando l\u2019altro non corrisponde al nostro amore. Perch\u00e9 tutti, proprio tutti, vogliono amare; ma se l\u2019altro non capisce? Se l\u2019altro \u00e8 testardo? Se l\u2019altro \u00e8 rabbioso, anzi, mi odia e mi aggredisce violentemente? Come amare in questi casi? Il problema quindi nasce non tanto con se stessi, ma nel rapporto con l\u2019altro.<\/p>\n<p>Tradizionalmente la cristianit\u00e0 \u00e8 rimasta bloccata su questo punto. In proposito, la nostra tradizione cristiana ha un insegnamento preciso, quello dello schiaffo sulla guancia. Ma esso \u00e8 rimasto inspiegato. Anzi, l\u2019idea che il cristiano prenderebbe passivamente una serie di schiaffi, a destra e a sinistra, ci ha fatto passare per i cretini della storia.<\/p>\n<p>Eppure quel passo del Vangelo non aveva nemmeno bisogno di essere interpretato; perch\u00e9 Ges\u00f9 stesso ha mostrato che cosa significa: l\u2019ha attuato durante la sua passione, verso persone che lo stavano schiacciando. Ricorderete che durante l\u2019interrogatorio di Anna (Gv 18, 22-23) un militare si sente in dovere di punire Ges\u00f9, perch\u00e9 secondo lui non \u00e8 stato abbastanza umile davanti al potere costituito; e gli d\u00e0 uno schiaffo, sicuramente un pesante manrovescio. Ges\u00f9 non porge materialmente l\u2019altra guancia, ma parla direttamente al soldato: \u201cSe ho sbagliato, dimostramelo; se no, perch\u00e9 mi hai schiaffeggiato?\u201d Cio\u00e8 gli parla per toccarlo nella coscienza. E, di fatto il militare resta paralizzato. La guancia di Ges\u00f9 certamente bruciava, ma il soldato, che non ha saputo n\u00e9 rispondere n\u00e9 reagire, ha ricevuto una lezione spirituale che lo invitava a pensare. Ci\u00f2 significa che il \u201cporgere l\u2019altra guancia\u201d invita prima di tutto a non vendicarsi e poi a fare qualcosa che, per alzare il livello della interazione, colpisca la coscienza dell\u2019altro; questo qualcosa pu\u00f2 essere anche il gesto inaspettato dall\u2019aggressore di porgergli l\u2019altra guancia; pi\u00f9 intelligentemente, \u00e8 qualcosa che \u00e8 adatto a quella circostanza e a quell\u2019aggressore specifico. Allora \u00e8 chiaro che questo \u00e8 l\u2019amore cristiano verso chi ci tratta male, l\u2019amore cristiano \u00e8 proprio il rispondere con la nonviolenza.<\/p>\n<p>Di passaggio notiamo che la nonviolenza non \u00e8 affatto passivit\u00e0. Cos\u00ec la credono coloro che conoscono solo la legge del taglione (\u201cOcchio per occhio,\u2026\u201d); siccome questi non vedono l\u2019aggredito restituire la pariglia (e magari di pi\u00f9) all\u2019aggressore, lo credono paralizzato. Invece nei conflitti la nonviolenza propone soprattutto di non continuare la catena (potenzialmente infinita) delle violenze reciproche; la quale sarebbe una condanna reciproca a farsi del male crescente. Inoltre propone la ricerca di un metodo adatto a quel conflitto, in modo da risolverlo solo se si vince tutti e due. Questo metodo non \u00e8 affatto dato a priori, n\u00e9 \u00e8 l\u2019applicazione di una serie di regole da eseguire meccanicamente (quelle che cerca chi compra il libro \u201cCome scrivere una lettera d\u2019amore alla propria fidanzata\u201d). Perci\u00f2 richiede tempo opportuno, riflessione e azioni mirate alla coscienza dell\u2019altro; quindi soprattutto uno sguardo spirituale, nonostante il venire strapazzato dal conflitto.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il sacrificio dell\u2019amore cristiano; per compierlo, occorre far forza su se stessi e poi offrirlo prima di tutto a Dio e poi al fratello avversario. Guidati da questa idea, allora si scopre che nel Vangelo Ges\u00f9 in realt\u00e0 intende sempre un particolare tipo di amore: il \u201csacrificio d\u2019amore\u201d, o \u201camore sacrificale\u201d; senza questa modalit\u00e0 del sacrificio, necessario per rendere spirituale l\u2019interazione, l\u2019amore rischia di restare un sentimento vago che svanisce alla prima occasione di incontro.<\/p>\n<p>Quindi la nonviolenza di Gandhi non era nulla di nuovo: prima di lui Ges\u00f9 l\u2019aveva insegnata e praticata. Ma il fatto che Gandhi abbia valorizzato la nonviolenza e applicata sistematicamente nei rapporti personali anche con i nemici inglesi, ci ha fatto capire che c\u2019\u00e8 una <em>maniera operativa <\/em>per amare cristianamente i nemici: 1\u00b0 non fare loro violenza; 2\u00b0 offrire un sacrificio per la soluzione del conflitto; 3\u00b0 instaurare un dialogo creativo. Questa \u00e8 la prima lezione dell\u2019ind\u00f9 Gandhi ai cristiani.<\/p>\n<p>La nonviolenza \u00e8 una parola che innanzitutto indica che non si dovrebbe fare violenza alle altre persone in maniera materiale (schiaffo, aggressione, insulto). Questa violenza \u00e8 quella <em>personale<\/em>. Molti discorsi sulla nonviolenza si fermano dentro questo ambito (e spesso scadono a un livello ancora inferiore: essere nonviolenti significa avere un atteggiamento liscio, semplice, facile, persuasivo, comprensivo, benevolente verso tutte le altre persone; per cui si pensa che chi non \u00e8 sempre tutte queste cose non \u00e8 nonviolento).Tutti gli insegnamenti tradizionali, quelli spirituali ma anche quelli psicologici e filosofici, indirizzano la nostra attenzione ai rapporti con le persone.<\/p>\n<p>Questo aspetto personale della nonviolenza \u00e8 sicuramente basilare. Ma bisogna stare attenti, perch\u00e9 pu\u00f2 anche funzionare da trappola; nel senso che gli speculatori edilizi, i capitalisti, i dittatori, i persuasori occulti possono essere delle bravissime persone nei rapporti umani, ma non per questo essere persone che meritano il titolo di nonviolenti.<\/p>\n<p>Infatti c\u2019\u00e8 da tenere conto di altri due tipi di violenza. Intanto esiste anche una violenza <em>culturale<\/em>. Ad esempio lo \u00e8 quella della pubblicit\u00e0, che ci condiziona al punto che spesso eseguiamo le sue indicazioni come burattini. Oppure lo \u00e8 quella di essere informati o addirittura educati a senso unico; per cui restiamo confinati in un mondo culturale separato dalla realt\u00e0;<sup><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2012\/07\/nonviolenza-come-politica-di-fede-antonino-drago\/#sdfootnote1sym\" >1<\/a><\/sup> oppure quella di non ammettere culture diverse, spiritualit\u00e0 diverse, religioni diverse. La nonviolenza deve essere attenta a questa violenza, sapendole rispondere, magari anche gridando e suscitando scandalo. Quanti profeti lo hanno fatto.<\/p>\n<p>Infine c\u2019\u00e8 una terza violenza, quella <em>strutturale<\/em>, che una persona compie col ruolo istituzionale che ricopre; per cui gli si deve mettere in conto anche ci\u00f2 che fa strutturalmente.<sup><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2012\/07\/nonviolenza-come-politica-di-fede-antonino-drago\/#sdfootnote2sym\" >2<\/a><\/sup> Uno speculatore finanziario pu\u00f2 essere gentilissimo nei rapporti umani, ma la maniera con cui si guadagna la vita dipende da una struttura che grida vendetta davanti allo Spirito Santo. Se si vive sotto una dittatura in cui si viaggia sempre in orario (Mussolini faceva funzionare i treni), non per questo fatto quella dittatura \u00e8 nonviolenta. Anzi, quando \u00e8 sotto una dittatura il nonviolento \u00e8 colui che crea problemi e non colui che li evita o cerca di mandare avanti la situazione nel modo pi\u00f9 liscio per lui e per chi vuole comandare. Quindi, l\u2019aspetto strutturale pu\u00f2 far cambiare radicalmente il giudizio sulle persone a seconda del ruolo che ricopre.<\/p>\n<p>Con questa attenzione alla nonviolenza strutturale si capisce che l\u2019impegno contro le violenze non pu\u00f2 limitarsi a quelle che si vedono materialmente, ma deve essere rivolto anche agli aspetti che non si vedono con gli occhi e che purtuttavia possono essere molto pi\u00f9 importanti.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il compito formidabile dei nonviolenti: in una situazione di ingiustizia sociale creare nuova coscienza. Ad esempio Don Milani \u00e8 stato esemplare quando ha creato nuova coscienza sia sulla obiezione di coscienza, sia sulla scuola emarginante.<sup><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2012\/07\/nonviolenza-come-politica-di-fede-antonino-drago\/#sdfootnote3sym\" >3<\/a><\/sup><\/p>\n<p>Allora poniamoci quella domanda che \u00e8 cruciale per avere piena coscienza del Cristianesimo: che cosa \u00e8 venuto a fare il Figlio di Dio, sulla Terra? Ha Lui avuto attenzione per la violenza strutturale, cio\u00e8 per le strutture negative del mondo?<\/p>\n<p>Ci risponde Ges\u00f9 stesso nel Vangelo: \u201cNon sono venuto per abolire la Legge, ma per portarla a compimento\u201d (Mt 5, 17). La frase di Ges\u00f9 dichiara sia la sua missione sia la novit\u00e0 storica del Cristianesimo. Per\u00f2 la frase \u00e8 tutta da capire.<\/p>\n<p>Intanto la Legge non \u00e8 quella di Mos\u00e9, composta per lo pi\u00f9 da prescrizioni, ma \u00e8 la Legge che aveva dato Dio Padre ad Abramo. Poi dobbiamo dare un senso preciso alla parola \u201ccompimento\u201d; allora dobbiamo spiegare perch\u00e9, prima di Ges\u00f9, l\u2019insegnamento della Legge (o meglio: Decalogo, cio\u00e8 Dieci Parole) non era soddisfacente. Non certo per come era stata concepita dal Padre. Se riflettiamo sulla sua storia, allora capiamo che quell\u2019insegnamento aveva perso di vigore perch\u00e9 gli uomini avevano <em>travisato sistematicamente <\/em>una \u201cParola\u201d del Padreterno, quella che dice: \u201cNon uccidere\u201d. Essa valeva a met\u00e0, fino a che si trattava di rapporti personali; ma se i rapporti erano collettivi (difesa del gruppo di appartenenza, ad esempio), allora valeva l\u2019esatto contrario: diventava grande merito l\u2019aver ucciso a pi\u00f9 non posso i cosiddetti nemici.<\/p>\n<p>Che sia cos\u00ec lo conferma Ges\u00f9 stesso, che fa capire bene quale \u00e8, secondo lui, il \u201ccompimento\u201d di questa parola del Padreterno; lo dice in maniera molto chiara e diretta; ma, per non spaventarci con un dovere imperioso e assolutista (\u201cNon uccidere assolutamente mai\u201d), lo dice in positivo e fraternamente: \u201cAmate i vostri nemici\u201d (Mt 5, 43; Lc 6, 27 e 35); e aggiunge che \u00e8 qui che si diventa \u201cperfetti come perfetto \u00e8 il Padre vostro che \u00e8 nei cieli\u201d (Mt 5, 45). In sintesi, Ges\u00f9 ha invitato gli uomini a crescere a quella pienezza di vita che porta ad applicare la 5\u00b0 Parola, \u201cNon uccidere\u201d, anche ai nemici, perfino se questi ci stanno uccidendo<sup><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2012\/07\/nonviolenza-come-politica-di-fede-antonino-drago\/#sdfootnote4sym\" >4<\/a><\/sup>. Quindi questo insegnamento porta a superare le guerre, il flagello pi\u00f9 tremendo che l\u2019umanit\u00e0 costruisca contro se stessa; e, dopo questa violenza diretta, a superare tutte le altre violenze strutturali, radicate nelle istituziooni sociali.<\/p>\n<p>Per far capire bene il punto, il lungo brano che segue le Beatitudini indica tutta una serie di situazioni sociali concrete nelle quali Ges\u00f9 invita ad amare i propri nemici; cio\u00e8 generalizza il \u201cNon uccidere\u201d alle situazioni conflittuali anche minime, che per\u00f2 sono quelle che incominciano quella catena di violenze che non si sa quando e come possano finire. Questi insegnamenti indicano con precisione quell\u2019invito che ci ha fatto; \u201cChi mi vuole seguire, prenda la sua croce e mi segua\u201d nel risolvere i conflitti che si incontrano amando i propri nemici. La preghiera della Pace di San Francesco esprime questa logica (specie se l\u2019ordine delle tre parti viene ribaltato, scambiando la terza con la prima).<\/p>\n<p>In pi\u00f9, Ges\u00f9 ne ha dato l\u2019esempio. Lo ha fatto nei rapporti personali (per esempio anche verso colui che ha voluto farlo uccidere, Giuda; ma anche verso quelli che lo hanno arrestato e condannato pubblicamente). Ma soprattutto lo ha fatto verso proprio <em>tutti gli uomini <\/em>che, per la loro superbia, si costruiscono superbe torri di Babele, da nemici di Dio e quindi anche nemici di Ges\u00f9; \u00e8 questo il peccato originale-strutturale. In generale, il Padreterno col Decalogo aveva indicato le direzioni personali che non generano debiti con Lui; ma non aveva indicato come evitare il debito pi\u00f9 grande, quello del peccato originale o strutturale, quello che offende non solo e non tanto il Padre, ma lo Spirito Santo; se non altro, il debito di fraintendere la fratellanza umana nel caso dei conflitti con nemici e, assieme a ci\u00f2, di fraintendere il senso del Decalogo (dove \u00e8 scritto \u201cNon uccidere\u201d <em>sempre<\/em>, non solo quando non fa troppo problema). Allora capiamo che per insegnarci quella che pu\u00f2 ben sembrare un\u2019enormit\u00e0 (voler amare i nemici e, pi\u00f9 in generale, voler affrontare il peccato strutturale collettivo dell\u2019umanit\u00e0), c\u2019era proprio bisogno che venisse lo stesso Figlio di Dio a dimostrarci che ci\u00f2 \u00e8 possibile, incarnandosi in uno di noi e dandone l\u2019esempio con la sua vita e la sua morte. Di fatto, egli si \u00e8 sacrificato sulla croce per insegnare ai suoi nemici come uscire dalla loro inimicizia<sup><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2012\/07\/nonviolenza-come-politica-di-fede-antonino-drago\/#sdfootnote5sym\" >5<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p>Allora la Croce non \u00e8 uno strumento da fachiro, con la quale Dio dimostra di saper soffrire pi\u00f9 di qualsiasi altro uomo, ma \u00e8 l\u2019espressione della sua capacit\u00e0 di amare anche quelli che, in gruppo e dall\u2019alto delle istituzioni pi\u00f9 potenti, il Sinedrio e l\u2019impero romano, lo assaltano, lo arrestano, lo processano, lo condannano, lo flagellano e lo mettono a morte.<\/p>\n<p>La croce, che giustamente noi cristiani abbiamo sempre esposto come il simbolo del cristianesimo, significa, se guardiamo la vita e la missione di Ges\u00f9, che egli si \u00e8 accollato il peso del pi\u00f9 grande conflitto, per cercare di risolverlo senza violentare l\u2019altro, ma persuadendolo con la forza sia dell\u2019esempio positivo, sia della fratellanza. Quindi con la sua vita, morte e risurrezione Ges\u00f9 ha insegnato all\u2019umanit\u00e0 una precisa crescita educativa rispetto ai mali strutturali (per prima, la guerra): passare dal \u201cNon uccidere\u201c solo nei rapporti personali al voler risolvere positivamente i conflitti anche con i nemici. Ci\u00f2 ha indicato il significato superiore di quella Parola. E giustamente ci voleva lo stesso Figlio di Dio a insegnarci una verit\u00e0 tanto sconvolgente la vita tradizionale dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Il suo atto di amore per i suoi nemici \u00e8 stato esemplare secondo l\u2019amore cristiano e secondo la nonviolenza; tanto che lo Spirito ha annullato la sua apparente sconfitta e la sua stessa morte facendolo resuscitare. Perci\u00f2 oggi sappiamo che la sua resurrezione \u00e8 per noi garanzia del Padreterno che chi lo seguir\u00e0 vincer\u00e0, o qui sulla terra o in cielo. Quindi l\u2019amore cristiano o nonviolenza non \u00e8 un atto di buona volont\u00e0 che il cristiano compie quando pu\u00f2 e quando vuole; ma \u00e8 costitutivi della fede cristiana. All\u2019inverso, noi siamo cristiani quando pratichiamo l\u2019amore cristiano o nonviolenza.<\/p>\n<p>Quindi gi\u00e0 Ges\u00f9 nel Vangelo ci aveva spiegato e dimostrato la nonviolenza. S. Francesco ha attuato i suoi insegnamenti in maniera meravigliosa. Ma la cristianit\u00e0 non li ha compresi: li ha pensati come persone estreme, santi superiori. Infatti noi cristiani abbiamo pensato che l\u2019insegnamento di Ges\u00f9 era troppo spinto: in guerra bisogna comunque uccidere e nella politica sempre bisogna mettere la morale sotto i piedi (Machiavelli).<\/p>\n<p>Nella storia c\u2019\u00e8 stata una nuova maniera di travisare l\u2019insegnamento divino, in questo caso \u201cla nuova legge di Ges\u00f9; quella di intendere l\u2019amore in una maniera evanescente. Perch\u00e9 vale il paragone: mentre gli antichi ebrei, che intendevano la 5\u00b0 Parola come un comando da obbedire, ci hanno fatto la tara, riducendo quella Parola ai soli conflitti personali; i moderni cristiani occidentali, essendo \u201ctroppo intelligenti\u201d, hanno tradotto l\u2019amore dei nemici nella sola parola \u201camore\u201d, pensata in un senso generalissimo, astratto, realizzato al pi\u00f9 da un sentimento; e cos\u00ec si sono esentati da impegni personali concreti. O anche: mentre gli antichi si sono comportati come i servi, che, se ricevono comandi pesanti, fanno finta di non sentire; i moderni si sono comportati come i saccenti, che, se invitati a impegnare la loro vita, se la cavano dichiarando di avere gi\u00e0 capito tutto, come se il loro lavoro fosse stato quello di solamente immaginare la novit\u00e0.<\/p>\n<p>Ma il fatto che Gandhi abbia applicato la nonviolenza anche alle situazioni sociali pi\u00f9 incancrenite (colonizzazione) e che, guidato da questo insegnamento, abbia saputo affrontare tutte le strutture sociali del suo tempo (dalle caste allo sfruttamento in fabbrica, dall\u2019economia alla educazione scolastica), cio\u00e8 abbia fatto diventare la nonviolenza un programma efficace per tutte le situazioni sociali, riuscendo anche a vincere in alcune lotte sociali importanti, ha riportato a galla le parti pi\u00f9 profonde della nostra fede cristiana e ci ha interrogati su quanto siamo stati inefficaci nell\u2019applicare il Vangelo in profondit\u00e0, in particolare alle situazioni negative strutturali. Questa \u00e8 la seconda lezione di Gandhi ai cristiani.<\/p>\n<p>Ma da qualche anno il preconcetto che i cristiani non abbiano nulla da imparare da un ind\u00f9 come Gandhi, \u00e8 stato infranto anche dal papa Benedetto XVI, che ha dichiarato la novit\u00e0 (non teorica, ma nella pratica) della nonviolenza:<\/p>\n<p>Giustamente questa pagina evangelica [delle Beatitudini] viene considerata la <em>magna charta<\/em> della nonviolenza cristiana, che non consiste nell\u2019arrendersi al male \u2013 secondo una falsa interpretazione del \u201cporgere l\u2019altra guancia\u201d (cfr. <em>Lc<\/em> 6, 29) \u2013 ma nel rispondere al male con il bene (cfr. <em>Rm<\/em> 12,17-21), spezzando in tal modo la catena dell\u2019ingiustizia. Si comprende allora che la nonviolenza per i cristiani non \u00e8 un mero comportamento tattico, bens\u00ec un modo di essere della persona, l\u2019atteggiamento di chi <em>\u00e8 cos\u00ec convinto dell\u2019amore di Dio e della sua potenza<\/em>, che non ha paura di affrontare il male con le sole armi dell\u2019amore e della verit\u00e0. L\u2019amore del nemico costituisce il nucleo della \u201crivoluzione cristiana\u201d, una rivoluzione non basata su strategie di potere economico, politico o mediatico. La rivoluzione dell\u2019amore, un amore che non poggia in definitiva sulle risorse umane, ma \u00e8 dono di Dio che si ottiene confidando unicamente e senza riserve sulla sua bont\u00e0 misericordiosa. Ecco la novit\u00e0 del Vangelo, che cambia il mondo senza far rumore. Ecco l\u2019eroismo dei \u201cpiccoli\u201d, che credono nell\u2019amore di Dio e lo diffondono anche a costo della vita.<sup><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2012\/07\/nonviolenza-come-politica-di-fede-antonino-drago\/#sdfootnote6sym\" >6<\/a><\/sup><\/p>\n<p>Cinquant\u2019anni prima di lui, Lanza del Vasto aveva scritto questi stessi concetti: le Beatitudini sono la \u201cCarta della nonviolenza occidentale\u201d;<sup><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2012\/07\/nonviolenza-come-politica-di-fede-antonino-drago\/#sdfootnote7sym\" >7<\/a><\/sup> e, d\u2019altra parte, <em>la nonviolenza \u00e8 la sintesi delle Beatitudini<\/em>.<\/p>\n<p><em>Ma ecco la seconda delle tre domande: in una societ\u00e0 come quella occidentale come si pu\u00f2 fare politica con la nonviolenza?<\/em><\/p>\n<p>Il problema \u00e8 sicuramente difficile, perch\u00e9 il mondo occidentale da secoli (se non da millenni con l\u2019impero romano) ha esercitato un dominio (violento) sul mondo circostante; e ha anche teorizzato la politica senza etica e senza principi religiosi (vedi il machiavellismo). Queste caratteristiche sono all\u2019opposto della nonviolenza. Dagli uomini politici viene l\u2019accusa pi\u00f9 radicale alla nonviolenza, quella di essere solo una utopia; se la si volesse seguire, si dovrebbe cambiare non solo il mondo sociale, ma addirittura il mondo politico, il settore sociale occidentale pi\u00f9 combattuto e pi\u00f9 consolidato nella organizzazione sociale.<\/p>\n<p>L\u2019accusa ha un forte sostegno anche dal fatto che la Chiesa, sulla politica, non ci offre una luce spirituale che ci indirizzi diversamente. Sappiamo che la Chiesa cristiana \u00e8 umana e divina; e nel corso dei secoli ha preso direzioni che poi sono state criticate da concili e da papi. Per esempio, una autocritica dei Padri dell\u2019ultimo Concilio \u00e8 stata quella della \u201ccostantinizzazione\u201d della Chiesa. Nel 312, una notte Costantino sogn\u00f2 che il giorno dopo avrebbe vinto la battaglia mettendo per insegna la croce di quella religione che lui stava perseguitando. Mise la croce e vinse la battaglia. Da allora stabil\u00ec una alleanza con la nuova religione. Si pu\u00f2 dire che da allora fin\u00ec la Chiesa dei martiri e delle testimonianze personali perch\u00e9 inizi\u00f2 la Chiesa delle trattative e degli scambi con il potere costituito; questa interazione solo ai vertici arriv\u00f2 addirittura alla lotta per le investiture (sec. XIII), cio\u00e8 su quale fosse il potere sociale superiore, se quello della Chiesa o quello dell\u2019imperatore. Ancor peggio con la nascita del protestantesimo, lo si vide come nemico da combattere con la spada; e furono guerre quasi infinite (dei 30 anni, dei 100 anni). Per sanare le lotte fratricide tra cristiani, nel 1642 la pace degli Stati a Westfalia chiuse le Chiese nel privato e le leg\u00f2 alla legislazione laicale dello Stato. Da allora i cristiani non si sono pi\u00f9 ripresi il fare politica soprattutto e solo con i movimenti dal basso; anche nell\u2019ultimo secolo i concordati e i partiti parlamentari (Democrazie cristiane) hanno gestito dall\u2019alto le testimonianze politiche dei cristiani. Purtroppo nello stesso periodo siamo passati attraverso tragedie colossali senza riuscire a reagire da veri seguaci di Cristo: dittature feroci (fascista, nazista, franchista, salazariana, per ricordare solo quelle europee), due guerre mondiali (da 75 milioni di morti), due bombe nucleari usate per esperimento sulla popolazione gialla, considerata inferiore.<\/p>\n<p>Nonostante ci\u00f2, anche nella sola Italia ci sono sempre state testimonianze personali (Manzoni, Toniolo, don Sturzo, La Pira); ma sono rimaste isolate, perch\u00e9 le istituzioni politiche cosiddette \u201ccristiane\u201d erano troppo invadenti. Ma allora come pu\u00f2 una testimonianza cristiana personale recuperare la politica in gruppo nella societ\u00e0? Occorreva una occasione storica in cui quella testimonianza si presentasse direttamente al pubblico e alle istituzioni.<\/p>\n<p>Ecco allora che nel dopoguerra in Italia \u00e8 incominciata la obiezione di coscienza al servizio militare. Purtroppo in quel tempo la Chiesa insegnava che il problema della guerra e della pace era troppo grande perch\u00e9 un semplice fedele fosse capace di deciderlo. Ma non cos\u00ec pens\u00f2, in nome del Vangelo, Franz Jagerstatter, che, per aver obiettato alle SS, fu decapitato; ma che ora \u00e8 beato e probabilmente diverr\u00e0 santo tra poco. Non cos\u00ec pens\u00f2 nel 1960 Giuseppe Gozzini, il primo obiettore cattolico italiano, il cui processo sugger\u00ec a P. Balducci di dare una giustificazione a quell\u2019atto, ma venne condannato anche lui dal tribunale. Non cos\u00ec pens\u00f2 Fabrizio Fabbrini, che da sottufficiale obiett\u00f2 a dieci giorni dalla fine della leva (e che in carcere non pot\u00e9 ricevere la comunione solo perch\u00e9 era obiettore). Nel 1965 il Concilio Vaticano II, che pure condann\u00f2 \u201ccon estremo rigore\u201d \u201ci metodi sistematici di sterminio\u201d chiese agli Stati solo di \u201cprovvedere umanamente\u201d agli obiettori coscienza (\u201cGaudium et Spes\u201d, n. 79).<\/p>\n<p>Ma queste testimonianze crebbero e nel 1972 ottennero una legge che istitutiva un servizio civile sostitutivo. Allora la politica della testimonianza nel Servizio civile, senza ricevere aiuti dallo Stato, ha realizzato autonomamente una serie di esperienze esemplari tra la gente (nei quartieri popolari, nelle fabbriche, nella sanit\u00e0, per le energie alternative). Poi ha attirato l\u2019attenzione della Caritas italiana; che nel 1980 decise di accettare gli obiettori di coscienza in servizio civile. Questa scelta di Mons. Nervo e di Mons. Pasini fu, secondo me, illuminata dallo Spirito Santo. Non solo e non tanto perch\u00e9 da allora gli obiettori ebbero una grande Associazione, estesa su tutto il territorio nazionale, che promuoveva un servizio civile serio e indirizzato alla istituzione di una difesa alternativa. Ma soprattutto perch\u00e9 di fatto fece diventare normale la obiezione di coscienza nella vita della Chiesa cattolica (che poi la scopr\u00ec anche nella forma della obiezione all\u2019aborto); da allora nella Chiesa di fatto si \u00e8 passati dalla tradizionale obbedienza assoluta alla obbedienza responsabile e fattiva. E ancora perch\u00e9 questa novit\u00e0 ha generato una rivoluzione nelle curie. Quelli che prima erano luoghi chiusi in cui il nero e la gerarchia dominavano (lo so bene io che in giovent\u00f9 ero nel palazzo della Curia della mia citt\u00e0 come rappresentante dell\u2019Azione cattolica), poi \u00e8 diventato un luogo aperto di programmazione pastorale delle attivit\u00e0 sociali, specie quelle dei servizi civili degli obiettori sparsi nelle parrocchie, con preti e suore che cooperavano secondo una nuova maniera di vivere la comunit\u00e0 diocesana. Secondo me questa \u00e8 stata una vera e propria rivoluzione burocratica e spirituale all\u2019interno della Chiesa, sempre promossa dal basso.<\/p>\n<p>Grazie all\u2019aumento del numero degli obiettori (80.000 nel 1998), ma soprattutto alla seriet\u00e0 dell\u2019impegno degli obiettori Caritas (oltre a quello degli obiettori dei gruppi nonviolenti) e grazie infine a una Campagna nazionale che ha proseguito l\u2019obiezione fino alla obiezione fiscale alle spese militari (fino a 10.000 aderenti nel 1991) il servizio civile \u00e8 stato riformato (legge 230\/1998), diventando una istituzione nazionale caricata di una finalit\u00e0 pubblica straordinaria: iniziare una \u201cdifesa civile non armata e nonviolenta\u201d, perch\u00e9 la Corte Costituzionale, con una decina di sentenze, aveva deciso, sulla base dell\u2019art. 11 della nostra Costituzione (\u201cL\u2019Italia ripudia la guerra\u2026\u201d), che la difesa non armata \u00e8 equivalente alla difesa armata e che il Servizio civile degli obiettori ne \u00e8 la prima istituzione. Nel 2004 \u00e8 stato istituito anche un Comitato ministeriale per suggerire proposte su come attuare questa difesa.<\/p>\n<p>Queste novit\u00e0 giuridiche sono state le prime nel mondo, pari solo alle novit\u00e0 della <em>Agenda per la Pace<\/em> dell\u2019ONU del 1992 (peacekeeping civile come quello militare). Queste novit\u00e0 sono state conquistate senza che nessun partito le abbia dichiarate proprie; solo i tanti deputati concordi giungevano a formare le maggioranze dei due terzi del Parlamento che hanno approvato quella legge. E\u2019 straordinario che un movimento dal basso, nato cinquant\u2019anni prima da qualche singolo che andava in prigione, del tutto isolato dalla societ\u00e0 civile, poi, senza l\u2019appoggio di nessuna istituzione, in quattro decenni \u00e8 cresciuto fino a ottenere una legge di importanza mondiale. E\u2019 anche il segno che la democrazia in Italia, almeno in quel caso e in quel periodo ha funzionato, perch\u00e9 attraverso gli obiettori il popolo si \u00e8 fatto sentire sul Parlamento e il Parlamento ha riconosciuto la validit\u00e0 della proposta politica. E\u2019 anche un segno che la Chiesa (in questo caso la Caritas) pu\u00f2 fare politica correttamente, dal basso. In totale, \u00e8 stata una piccola rivoluzione politica.<\/p>\n<p>Certo, in questi ultimi anni la situazione si \u00e8 quasi ribaltata. I militari, pur di eliminare gli obiettori, hanno sospeso la leva obbligatoria, nonostante ci\u00f2 vada contro la Costituzione. La Caritas \u00e8 stata messa da parte dalle altre Associazioni di Servizio civile, le quali oggi lo vedono come occasione di crescita delle Associazioni stesse (inquinate dal no-profit). In silenzio (con un decreto ignorato dalla stampa), il governo ha abolito la legge sulla obiezione di coscienza. Con la loro propaganda per la \u201cpace armata\u201d, i militari soffocano ogni pensiero alternativo sul tipo di difesa della pace; e i cappellani militari (che sono incardinati nelle FF.AA. come ufficiali) formano una loro diocesi indipendente e hanno un loro seminario. Cos\u00ec la guerra \u00e8 tornata a essere giustificata, in Italia come anche a livello mondiale (vedi la guerra in Libia 2011; che pure fu condannata dal Vescovo Martinelli di Tripoli e dal Vescovo Giudici di Pavia, presidente di Pax Christi)<\/p>\n<p>Ma non c\u2019\u00e8 da scoraggiarsi. Leggete la Bibbia. Anche il popolo di Dio subiva gli alti e bassi della storia; alle volte in modo rovinoso, fino a essere fatto schiavo da altri popoli. Ma questo popolo, per la sua fedelt\u00e0 a Dio, aveva la garanzia che al momento opportuno Dio stendeva il suo braccio per fare giustizia e nuova storia. Questi sono i momenti per cui vale la pena di vivere, anzi i momenti in cui la vita \u00e8 esaltante; perch\u00e9 la si vive nella grazia di Dio per noi e per i nostri fratelli.<\/p>\n<p>Siamo arrivati all\u2019ultima domanda. Ammesso che si possa fare politica nonviolenta, ma possono mai esistere rivoluzioni nonviolente? Se leggete la Bibbia, che pure \u00e8 piena di guerre e di stragi (anche barbare), essa testimonia che le rivoluzioni nonviolente esistono. Solo che bisogna saperle fare assieme al Padreterno. Basti ricordare la caduta di Gerico per aver mostrato l\u2019Arca; o, ancora di pi\u00f9, il passaggio a piedi del mar Rosso quando gli ebrei erano inseguiti dal Faraone in armi.<\/p>\n<p>Questo per\u00f2, si pu\u00f2 obiettare, riguarda migliaia di anni fa. Ma nel XX secolo, che passa come il secolo pi\u00f9 sanguinoso della storia umana? C\u2019\u00e8 chi ha visto questa novit\u00e0 gi\u00e0 dall\u2019inizio del secolo scorso. Nel 1924 il premio Nobel per la letteratura Romain Rolland, introducendo la prima antologia di scritti di Gandhi, terminava scrivendo:<\/p>\n<p>Storico di mestiere, abituato a veder passare il flusso e il riflusso delle grandi maree dello Spirito, io descrivo questa marea che si alza dal fondo dell\u2019Oriente. Essa non terminer\u00e0 che dopo aver ricoperto le rive dell\u2019Europa.<\/p>\n<p>Un visionario, entusiasta di Gandhi? Non si pu\u00f2 dire cos\u00ec, perch\u00e9 certamente dopo quasi cento anni Gandhi \u00e8 diventato noto in tutto il mondo e gode della pi\u00f9 alta autorit\u00e0 morale su tutti i grandi personaggi del secolo scorso.<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 di pi\u00f9. Trenta anni dopo Rolland, nel 1959, Lanza del Vasto ha scritto su Gandhi:<\/p>\n<p>Nella Storia mai, gli disse uno dei suoi interlocutori intorno al 1934, un popolo si \u00e8 liberato dai suoi oppressori senza prendere le armi. \u2013 Ebbene, Gandhi rispose con semplicit\u00e0, noi scriveremo una nuova Storia.<\/p>\n<p>Dodici anni dopo era scritta e fatta. \u2026 tre miracoli storici sono tutta la sua storia:<\/p>\n<p>Una liberazione senza effusione di sangue<\/p>\n<p>Una rivoluzione sociale senza rivolta<\/p>\n<p>Il bloccare una guerra.<sup><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2012\/07\/nonviolenza-come-politica-di-fede-antonino-drago\/#sdfootnote8sym\" >8<\/a><\/sup><\/p>\n<p><em>36. Scoperta della nonviolenza<\/em><\/p>\n<p>Quando parliamo di nonviolenza come di una scoperta di questo secolo, conviene precisare che non si tratta della rivelazione di un nuovo valore spirituale o di una rivelazione religiosa, ma dell\u2019ingresso, nella storia dei popoli, di una forza rivoluzionaria e innovatrice\u2026<\/p>\n<p>E\u2019 la scoperta che in questo secolo [il XX] si incomincia a fare, costretti, come si \u00e8, a cercare uno sbocco al vicolo cieco in cui ci si \u00e8 cacciati. <sup><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2012\/07\/nonviolenza-come-politica-di-fede-antonino-drago\/#sdfootnote9sym\" >9<\/a><\/sup><\/p>\n<p>Oggi, se guardiamo la vecchia Europa troviamo poco di tutto ci\u00f2. Ma se guardiamo l\u2019Europa dell\u2019Est, allora vediamo che nel 1989 ci sono state rivoluzioni in tutti i Paesi (URSS compresa) ed esse sono state quasi tutte nonviolente! Le azioni nonviolente dei popoli dell\u2019Est hanno abbattuto i loro regimi dittatoriali e con ci\u00f2 hanno cancellato lo scontro Est\/Ovest, ma, soprattutto, hanno annullato quell\u2019asservimento di tutti i popoli del mondo che nel 1945 a Yalta fu deciso da quattro persone solamente.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 ben dire che nella politica mondiale il 1989 \u00e8 stato <em>l\u2019anno della nonviolenza<\/em>. Cos\u00ec l\u2019ha indicato anche la enciclica \u201cCentesimus annus\u201d, celebrativa dei cento anni di dottrina cristiana; al n. 23 dice che la forza che ha rovesciato i regimi dittatoriali dell\u2019Est \u00e8 stata la nonviolenza.<\/p>\n<p>Sembrava che l\u2019ordine europeo uscito dalla seconda guerra mondiale e consacrato dagli <em>accordi di Yalta<\/em>, potesse essere scosso soltanto da un\u2019altra guerra [diventata nucleare!]. E\u2019 stato invece superato dall\u2019impegno nonviolento di uomini che, mentre si sono sempre rifiutati di cedere al potere della forza, hanno saputo trovare di volta in volta forme efficaci per rendere testimonianza alla verit\u00e0.<\/p>\n<p>Ricordiamoci queste parole sacrosante, perch\u00e9 tuttora, dopo venti e pi\u00f9 anni, la propaganda dei poteri politici dominanti vuole cancellare ci\u00f2 dalla mente della gente facendo ripetere la frase da frastornati: \u201cIl crollo del muro di Berlino\u201d. Notate che in questa frase non c\u2019\u00e8 il quadro mondiale, n\u00e9 gli attori, n\u00e9 le motivazioni, n\u00e9 le cause; insomma evita volutamente ogni spiegazione. E\u2019 per questo motivo (la incoscienza che ci viene suggerita dai mass media) che non ci accorgiamo della realt\u00e0 dell\u2019Europa, che negli ultimi decenni \u00e8 cambiata profondamente.<\/p>\n<p>Ma questo cambiamento sociale radicale \u00e8 avvenuto anche in tutto il mondo. Infatti uno studio ha elencato tutte le rivoluzioni avvenute tra il 1975 e il 2002.<sup><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2012\/07\/nonviolenza-come-politica-di-fede-antonino-drago\/#sdfootnote10sym\" >10<\/a><\/sup> I suoi risultati sono stati verificati da un gruppo di autorit\u00e0 accademiche indipendenti e oggi costituiscono un importante punto di riferimento per gli studi politici.<\/p>\n<p>1) In quel periodo storico sono state 67 rivoluzioni. E questo \u00e8 gi\u00e0 un dato sorprendente, tenendo conto che gli Stati del mondo sono meno di 200: un terzo dei Paesi del mondo, ben di pi\u00f9 dei soli Paesi dell\u2019Est, ha avuto una rivoluzione.<\/p>\n<p>Lo studio \u00e8 riuscito a distinguere le rivoluzioni violente e quelle nonviolente. Essendo ogni rivoluzione un fenomeno di masse anche disomogenee, lungo anche degli anni, soggetto ad alti e bassi, allora la distinzione violenta\/nonviolenta \u00e8 delicata, potrebbe essere messa in discussione; ma i risultati che vedremo sono talmente divaricati, che qualsiasi variazione nella definizione non cambierebbe la loro sostanza. Che \u00e8 la seguente.<\/p>\n<p>2) Le rivoluzioni violente sono state solo 20, mentre quelle nonviolente sono state 47 (pi\u00f9 del doppio)!<\/p>\n<p>3) Dopo le rivoluzioni violente, 4 Paesi erano liberi, 12 erano parzialmente liberi e 4 sono rimasti non liberi. Invece dopo quelle nonviolente, 31 Paesi erano liberi, 11 parzialmente liberi e 5 sono rimasti non liberi. Quindi le rivoluzioni violente sono state pienamente vittoriose al 23%, mentre invece quelle nonviolente al 60% (una percentuale pi\u00f9 che doppia)!<\/p>\n<p>4) Il risultato precedente \u00e8 rafforzato dalla considerazione che nei 18 Paesi dove le forze rivoluzionarie erano fortemente motivate alla nonviolenza, le rivoluzioni sono state tutte pienamente vittoriose (salvo una, che comunque \u00e8 riuscita a rendere il paese parzialmente libero).<\/p>\n<p>Credo che, come \u00e8 avvenuto a me, ci sia da restare sbalorditi. Sembra di non poter credere a questi numeri. Di fronte a questi risultati che sconvolgono il nostro concetto di rivoluzione, \u00e8 comprensibile che la nostra mente vada in cerca di qualche spiegazione che ribalti i risultati per riportarci alle tradizionali idee di un cinico \u2019ordine costituito\u2019. Invece nel 2008 \u00e8 uscito un altro studio, ancora pi\u00f9 completo e pi\u00f9 dettagliato del precedente.<sup><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2012\/07\/nonviolenza-come-politica-di-fede-antonino-drago\/#sdfootnote11sym\" >11<\/a><\/sup> Esso \u00e8 stato ottenuto costruendo un <em>data-base<\/em> di tutte le rivoluzioni avvenute nel secolo scorso (pi\u00f9 precisamente dal 1900 al 2006).<\/p>\n<p>1) Il numero delle rivoluzioni \u00e8 risultato 323; ancora una volta questo totale suscita meraviglia: significa la media di un po\u2019 meno di due rivoluzioni per ogni Paese (ovviamente qualche Paese, come l\u2019Italia, non ne ha avute e qualche altro Paese invece ne ha avute tre o quattro). Ci\u00f2 non appare proprio dalla nostra visione della storia dei Paesi dell\u2019Europa, i quali invece nel secolo scorso erano impegnati in due catastrofiche guerre tra loro, diventate mondiali. Cio\u00e8: mentre i padroni del mondo si facevano guerra tra loro, la maggioranza dei popoli del mondo cercavano di liberarsi dai gioghi dittatoriali che erano stati loro imposti.<\/p>\n<p>2) I risultati (di un\u2019analisi statistica sofisticata) sono che sul centinaio di rivoluzioni nonviolente il 56% \u00e8 stata vittoriosa. Le altre rivoluzioni violente sono state vittoriose al 26%.<\/p>\n<p>3) Fattore cruciale per la vittoria delle prime \u00e8 stata la frattura nelle forze di sicurezza dello Stato e, in secondo luogo, uno Stato estero che le sostiene.<\/p>\n<p>Personalmente, ne ricavo queste conclusioni:<\/p>\n<ol start=\"1\">\n<li>La politica mondiale \u00e8 fatta soprattutto dai popoli, pi\u00f9 che dagli Stati.<\/li>\n<li>I popoli hanno ricondotto anche gli atti politici collettivi estremi, le rivoluzioni, da una progettualit\u00e0 catastrofica e schiacciante le minoranze, a esperienze etiche e costruttive (della democrazia).<\/li>\n<li>La Chiesa (come in Polonia 1980-89) pu\u00f2 fare politica, fino a fare delle rivoluzioni, ma agendo dal basso e nonviolentemente (Per spiegare il successo della propria rivoluzione Solidarnosc ha detto: \u201cAbbiamo preso Dio per un braccio\u201d). Allora sar\u00e0 socialmente profetica, cos\u00ec come fu quando, sotto l\u2019impero romano, pratic\u00f2 la fratellanza anche con gli schiavi, portandoli alla liberazione collettiva.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Quale profezia politica oggi in Europa, in particolare in Italia?<\/p>\n<p>Riprendiamo il filo progettuale della migliore esperienza politica, anche cristiana, avvenuta in Italia con gli obiettori di coscienza in servizio civile. La loro progettualit\u00e0 era un sistema di difesa non solo armato, cio\u00e8 una prima istituzione di difesa alternativa; e la legge l\u2019ha permessa.<\/p>\n<p>Ma perch\u00e9, quale \u00e8 il sistema di difesa nazionale? Sul nostro territorio ci sono cinque basi USA, provviste di bombe nucleari; il loro uso \u00e8 regolato da un accordo che prevede \u201cla doppia chiave\u201d; cio\u00e8 un bombardamento nucleare (contro civili indiscrirminatamente!) viene deciso anche dall\u2019Italia. La quale fa parte integrante della NATO, patto militare Europa-USA che dal 1999 \u00e8 cambiato, da solo difensivo ad anche aggressivo; e che dal 2001 ha la strategia di un \u201cprimo colpo nucleare\u201d contro qualsiasi \u201centit\u00e0 politica\u201d (quindi non solo altri Stati nucleari, ma qualsiasi Stato e magari anche gruppi politici; per esempio i palestinesi; 80 vescovi USA protestarono pubblicamente contro questa nuova strategia).<\/p>\n<p>Ci si dice che la difesa nazionale \u00e8 cos\u00ec perch\u00e9 il mondo moderno vuole una difesa tecnologicamente avanzata. Ma \u00e8 vero? Guardiamo semplicemente gli Stati confinanti con il nostro.<\/p>\n<p>Certo \u00e8 cos\u00ec quella della Francia, che a primo colpo ha il coraggio (morale?) di fare 60 milioni di morti contro qualsiasi Paese nemico, Italia eventualmente compresa (dichiarazione del ministro della difesa francese degli anni 1970). Ma ora vediamo che non \u00e8 vero che l\u2019unica difesa nazionale di un Paese avanzato \u00e8 quella nucleare; infatti la avanzatissima Svizzera ha una difesa solo difensiva (grande mobilitazione popolare difensiva e rifugi antiatomici); l\u2019Austria \u00e8 neutrale e si d\u00e0 un esercito con armi non nucleari di sola difesa. Anche un Paese moderno pu\u00f2 sicuramente scegliere una difesa non nucleare; addirittura la ex-Jugoslavia, per contrastare un eventuale attacco nucleare da parte dell\u2019URSS, si era data una difesa di tipo partigiano (Difesa territoriale totale).<\/p>\n<p>E\u2019 su questa constatazione che si basa il Movimento per la Pace: esso non crede nel progresso delle armi nucleari per risolvere i conflitti internazionali; ma ne cerca soluzioni a livelli di armamento il pi\u00f9 basso possibile, compreso il livello senza armi e nonviolento. Infatti la tradizione teorica dei maestri della nonviolenza e la tradizione storica di tante azioni nonviolente anche di massa propongono per la vita sociale, invece della scelta dello sviluppo dominante in Occidente, quello che ha avuto per asse portante un accumulo infinito di armamenti, la scelta dello sviluppo della solidariet\u00e0 con le persone (e con la natura). Quindi, non solo gli obiettori di coscienza, ma anche i Paesi confinanti con noi propongono con forza <em>una opzione sul tipo di sviluppo <\/em>della difesa della pace.<\/p>\n<p>Questa opzione di fatto coincide con la opzione sul tipo di sviluppo per la energia (grosso modo: il solare contro il nucleare), della economia (microeconomia invece della economia industriale e finanziaria), nella medicina (quella naturale invece di quella biochimica), nella agricoltura (quella biologica invece di quella biochimica industrializzata), nei trasporti (bici e treno invece di auto e aerei).<\/p>\n<p>Inoltre la tradizione nonviolenta e in generale del Movimento per la Pace compartecipa la scelta tipica del Movimento operaio, la scelta della giustizia sociale; e quindi l\u2019autogestione di una organizzazione rivolta a risolvere in maniera operativa il problema delle disuguaglianze sociali: invece della organizzazione verticale (cos\u00ec come \u00e8 l\u2019organizzazione capitalista), che \u00e8 quella che sorge inevitabilmente quando si lascia ai pi\u00f9 abili la libert\u00e0 sociale di ottenere sempre pi\u00f9 potere sociale.<\/p>\n<p>In definitiva, la teoria e la prassi sociale nonviolenta aggiungono <em>la opzione sul tipo di sviluppo<\/em> (o l\u2019incremento assolutistico delle armi, OA, oppure quello della solidariet\u00e0 tra le persone, IP) alla <em>opzione<\/em> tipica del Movimento operaio<em> sul tipo di organizzazione<\/em> (o autoritaria, OA, o rivolta a risolvere un problema centrale, OP). Quindi propongono <em>due opzioni fondamentali<\/em>.<sup><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2012\/07\/nonviolenza-come-politica-di-fede-antonino-drago\/#sdfootnote12sym\" >12<\/a><\/sup><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Difesa militare distruttiva (IA)<\/em><\/p>\n<p><strong>ROSSO<\/strong> <strong>BLU<\/strong><\/p>\n<p>URSS USA<\/p>\n<p>Cina I UK F Isr<\/p>\n<p>India e Pak<\/p>\n<p>ex-Ju<\/p>\n<p><em>Popolare (OP) Autoritaria (OA)<\/em> Pacifisti<\/p>\n<p>Svi Islam<\/p>\n<p>Odc Giappone<\/p>\n<p>Popoli poveri Nonv. occ. .<\/p>\n<p>Nonv. gandhiani<\/p>\n<p><strong>VERDE<\/strong><strong> GIALLO<\/strong><\/p>\n<p><em>Difesa nonviolenta (IP) <\/em><\/p>\n<p><em>Distribuzione dei principali Paesi, popolazioni e movimenti rispetto ai quattro modelli di difesa <\/em><\/p>\n<p><em>Legenda: <\/em>Isr = Israele; GB = Gran Bretagna; F = Francia; Pak = Pakistan; ex-Ju = ex-Jugoslavia; Svi = Svizzera; Odc = Obiettori di coscienza; Nonv. occ. = Nonviolenti occidentali; Nonv. gandhiani = Nonviolenti gandhiani.<em> <\/em><\/p>\n<p>E siccome ogni opzione \u00e8 indipendente dall\u2019altra e altrettanto radicale, e siccome per ogni opzione abbiamo due scelte in alternativa,le coppie di scelte possibili sono quattro. Ogni coppia di sceltesulle due opzioni d\u00e0 luogo a un concetto nuovo, di tipo globale (olistico): il <em>modello di sviluppo <\/em>(MDS). Questo \u00e8 il concetto fondamentale della politica nonviolenta; ed \u00e8 il concetto nuovo per la politica occidentale; perch\u00e9 indica subito che ci sono pi\u00f9 tipi di progresso (come da qualche decennio anche altri movimenti, l\u2019ecologia, la decrescita felice, ecc., suggeriscono); e che la vita politica deve essere innanzitutto pluralista, non la gestione autoritaria di chi ha vinto su tutti gli altri.<\/p>\n<p>Ma come incominciare questo modello alternativo nelle istituzioni? A livello mondiale c\u2019\u00e8 gi\u00e0 dal dopoguerra un minimo di pluralismo: l\u2019organismo internazione dell\u2019ONU \u00e8 finalizzato a \u201cscongiurare alle nuove generazioni il flagello della guerra\u201d; cio\u00e8, in concreto, \u00e8 finalizzato a una difesa della Pace in alternativa a quella unicamente militare degli Stati; quindi (ancor pi\u00f9 con la <em>Agenda per la Pace <\/em>del 1992) a utilizzare forze anche non armate mentre quelle armate lo sono di mezzi distruttivi limitati, e mai per aggredire. Ma nel complesso oggi l\u2019ONU \u00e8 in una situazione ambigua, perch\u00e9 il suo organo decisionale, il Consiglio di sicurezza, non include rappresentanti del modello di sviluppo verde n\u00e9 gli Stati arabi; anche perci\u00f2 \u00e8 dominato USA, Inghilterra e Francia, come abbiamo visto nel decidere la guerra in Libia.<\/p>\n<p>E per iniziare un nuovo modello di sviluppo nazionale, andando oltre la legge sulla difesa alternativa? E\u2019 chiaro che fino a che l\u2019Italia \u00e8 vincolata a quel patto militare nucleare aggressivo, che prevede anche l\u2019attacco nucleare a primo colpo, al suo interno \u00e8 vincolata a una politica aggressiva, che per di pi\u00f9 si copre con la propaganda delle cosiddette \u201cmissioni di pace\u201d (vedi l\u2019Afganistan o l\u2019Iraq). In questi giorni si vede come le spese militari siano ad altissimi livelli (anche per comprare caccia bombardieri avanzatissimi (gli F-35 e anche quelli europei concorrenti, gli EFA), mentre la gente si suicida per disperazione sul proprio futuro.<\/p>\n<p>Anche ammesso e non concesso, che occorra difendere la propria sopravvivenza (cristiana) con armi nucleari, di fatto non vedo alcun motivo cristiano per restare nella NATO; n\u00e9 oggi c\u2019\u00e8 pi\u00f9 \u201cl\u2019impero del male\u201d dell\u2019URSS, n\u00e9 \u00e8 problema mondiale il \u201cterrorismo islamico\u201d, che ormai \u00e8 stato superato dalle rivoluzioni arabe del 2011. Io ritengo che oggi questa contraddizione \u00e8 grande agli occhi dei popoli: noi cristiani siamo forse i difensori spirituali di una politica militare tradizionale, decaduta in un progetto di dominio mondiale con mezzi di distruzione apocalittici per l\u2019uumanit\u00e0?<\/p>\n<p>Chiudo questa panoramica sulla nonviolenza con brevi considerazioni che sono d\u2019obbligo qui a Reggio Calabria, uno dei luoghi che storicamente ha dato origine a una delle tante forme che nel mondo assume la mafia: <em>la \u2018ndrangheta. Come fare politica cristiana per risolvere questo problema decisivo nella vita sociale locale?<\/em><\/p>\n<p>Purtroppo qualche anno fa il Procuratore Vigna affermava sconsolato che, dopo un decennio di lotta statale alla mafia si era ottenuto il risultato di avere in carcere un numero mai visto di mafiosi, ma con la mafia nazionale pi\u00f9 forte di prima. Perch\u00e9?<\/p>\n<p>Una prima constatazione \u00e8 che purtroppo non c\u2019\u00e8 accordo su che cosa \u00e8 la mafia, nonostante i tanti libri scritti su di essa (per lo pi\u00f9 descrittivi, o, addirittura, romanzati). Le poche definizioni che vengono date sono sempre complesse, perch\u00e9 le categorie politiche del passato non la riescono ad afferrare. Invece con la categoria della nonviolenza essa \u00e8 chiara: La mafia \u00e8 una risposta sbagliata ad un modello di sviluppo sbagliato.<sup><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2012\/07\/nonviolenza-come-politica-di-fede-antonino-drago\/#sdfootnote13sym\" >13<\/a><\/sup><\/p>\n<p>Infatti \u00e8 il modello di sviluppo dominante che genera la mafia (qui in Calabria come in Cina \u2013 le triadi -, Giappone \u2013 yakuza-, ecc.); perch\u00e9 esalta la crescita solo materiale, che in economia si basa sull\u2019egoismo personale a scopo di potere sulla societ\u00e0. La mafia non fa che seguire questa tendenza sociale, ma con i mezzi culturali e tradizionali che si ritrova un gruppo sociale che ha la tradizione opposta a quella di questo modello di sviluppo individualista, la tradizione di formare gruppo coeso e identitario, che vuole restare attaccato alle sue tradizioni.<\/p>\n<p>E\u2019 chiaro che questa definizione non pu\u00f2 essere assunta da coloro che gestiscono questo modello di sviluppo e questo Stato, si dovrebbero autocriticare. Ma di fatto si comportano secondo questa definizione: per loro la mafia \u00e8 un accusatore radicale, tanto che non si sa rispondere con un\u2019altra ideologia economica; quindi \u00e8 un nemico da combattere come in guerra, salvo che si usa la polizia invece dell\u2019esercito.<\/p>\n<p>Invece la risposta dello Stato dovrebbe essere innanzitutto sociale, tale cio\u00e8 da togliere le cause della nascita della mafia. Quindi dovrebbe ammettere un pluralismo nella economia, che per\u00f2 non ci sar\u00e0 mai finch\u00e9 non sar\u00e0 eliminata la disoccupazione che addirittura impedisce la sopravvivenza stessa delle persone. E proprio la disoccupazione d\u00e0 alla mafia il motivo fondamentale di giustificare tutti i mezzi che essa usa al fine di far sopravvivere le loro famiglie e il loro gruppo. In questo senso ristretto, io dico che la mafia ha ragione: uno Stato che non persegue la politica della piena occupazione non \u00e8 degno di essere chiamato Stato; tanto pi\u00f9 quello italiano che all\u2019articolo 1 della Costituzione, il patto fondamentale, dichiara che \u201cLa Repubblica italiana \u00e8 fondata sul lavoro\u201d. D\u2019altronde non c\u2019\u00e8 dottrina sociale cristiana (e cattolica) che possa giustificare la programmazione della disoccupazione per far funzionare la economia nazionale. \u201cL\u2019uomo prima dell\u2019economia\u201d \u00e8 stato detto sempre da tutta la dottrina sociale cristiana. Se, come alternativa alla disoccupazione, si lascia solo la appartenenza mafia, la coesione sociale \u00e8 persa e la fede \u00e8 ridotta alla sopravvivenza della propria religiosit\u00e0 rituale.<\/p>\n<p>Ma perch\u00e9 poi la risposta della mafia \u00e8 sbagliata? Perch\u00e9 essa, non arrivando a percepire le alternative culturali, politiche e storiche a questo modello di sviluppo, usa quella alternativa che la tradizione popolare conosce come dominante, quella violenta, tanto pi\u00f9 quando si \u00e8 in lotta con la polizia armata. Incurante allora di infrangere leggi dello Stato, la mafia si pone come alternativa \u201cpopolare\u201d alla organizzazione del territorio; motivo di pi\u00f9 perch\u00e9 lo Stato la veda come nemico mortale (\u201cDove \u00e8 lo Stato?\u201d grida giustamente la popolazione giovanile davanti alla disoccupazione) e lo Stato per sopravvivere su quel territorio si permette, a sua volta, di usare tutti i mezzi e anche di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Il vescovo di Acerra (NA), Mons. Ribaldi, si intendeva di mafia, per aver lavorato in Sicilia e poi nella zona campana; dove \u00e8 riuscito a convertire anche un capo mafioso napoletano (Alfano). Egli ha sempre osteggiato la soluzione adottata dallo Stato per combattere la mafia: il pentitismo; per cui lo Stato d\u00e0 sconti di pena ai delinquenti di mafia che confessano e accusano gli altri; cio\u00e8 questi diventano delatori della polizia e della magistratura; con conseguenze gravissime per i familiari, che dalla mafia vengono anche uccisi per vendetta. Mons. Ribaldi aveva sostenuto che al massimo lo Stato pu\u00f2, come \u00e8 sempre successo, dare sconti di pena a chi confessa i propri delitti, ma senza accusare gli altri. Questa soluzione giuridica \u00e8 quella che fu adottata nella lotta contro il terrorismo; perch\u00e9 non applicarla anche contro la mafia, senza stringere, con chi si \u00e8 macchiato di delitti alle volte tremendi, patti immorali e illeciti (plastica facciale, stipendio, protezione per lui e per la sua famiglia, espatrio, ecc.)?<\/p>\n<p>Purtroppo anche la societ\u00e0 civile delle associazioni di base non ha colto l\u2019occasione per mettere in discussione la causa determinante il fenomeno: il modello di sviluppo e la disoccupazione. La fondazione di \u201cLibera\u201d ha avuto un gran successo nel far convergere il pi\u00f9 grande numero di associazioni italiane mai visto; ma in un progetto politico che \u00e8 di puro volontariato che non compie nessuna azione, a parte il sostegno morale (!) alla polizia e alla magistratura che combatte la mafia (anche con mezzi illeciti e immorali). Le associazioni di Libera sono state attirate anche dalla prospettiva di gestire i beni confiscati ai mafiosi. Ma per motivi vari, che qui sarebbe lungo analizzare, la prospettiva non si \u00e8 realizzata come si prevedeva. Lo dichiara Don Tonio dall\u2019Olio (ex segretario di Pax Christi e presidente di \u201cLibera internazionale\u201d su <em>Mosaico di Pace<\/em> maggio 2012 p. 45 ultima col.). Libera non \u00e8 stata una rivoluzione nella lotta contro la mafia; dobbiamo costruire un\u2019altra prospettiva, pi\u00f9 coinvolgente la societ\u00e0 civile, pi\u00f9 aderente ai veri problemi, pi\u00f9 rispettosa delle leggi dello Stato e con pi\u00f9 fede nella superiorit\u00e0 della onest\u00e0 sulla delinquenza.<\/p>\n<p>Come fare di meglio? Non debbo spendere molte parole perch\u00e9 qui la presenza della comunit\u00e0 dei Gesuiti e delle loro opere sociali indica la strada della alternativa: la comunit\u00e0 in tutte le sue forme, da quella parrocchiale, a quella solidale, a quella economica, a quella culturale. Questa direzione di vita \u00e8 connaturata con la Calabria; la quale, come tutto il Sud, ha conservato pi\u00f9 del Nord il senso della famiglia e il suo primato sulla vita associata; dal punto di vista cristiano e dell\u2019impegno politico testimoniale l\u2019amore familiare deve essere esteso oltre la famiglia. Tutti i tipi di comunit\u00e0 che si riescono a realizzare fanno un lavoro di base che alla lunga dar\u00e0 i suoi frutti a tutti i livelli sociali.<\/p>\n<p>Coraggio allora, la storia \u00e8 aperta davanti a noi! Ci attende una nuova stagione di testimonianza cristiana, che sa anche fare politica e anche politica rivoluzionaria.<\/p>\n<p>Reggio Calabria 29 novembre 2011<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2012\/07\/nonviolenza-come-politica-di-fede-antonino-drago\/#sdfootnote1anc\" >1<\/a> La cultura insegnata a scuola fa violenza di questo tipo. Ad esempio perch\u00e9 non si insegna logica, quando lo si faceva gi\u00e0 nel medio evo? Si imparerebbe a ragionare autonomamente , e soprattutto a ricercare, non tanto ad eseguire. Inoltre per ogni materia della scuola media Don Milani (in Scuola di Barbiana, <em>Lettera ad una professoressa<\/em>, LEF, Firenze, 1967, pp. 20-30) indica esempi di cultura scolastica che \u00e8 stata mutilata a quella riguardante le classi sociali superiori.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2012\/07\/nonviolenza-come-politica-di-fede-antonino-drago\/#sdfootnote2anc\" >2<\/a> Questo aspetto della nonviolenza strutturale \u00e8 nato, nella storia intellettuale occidentale, negli anni 1960 per opera di Johan Galtung, un norvegese che \u00e8 il maggiore teorico vivente sulla nonviolenza e sui temi della pace. Di lui vedasi ad esempio <em>Pace con mezzi pacifici<\/em>, Esperia, Milano,1999.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2012\/07\/nonviolenza-come-politica-di-fede-antonino-drago\/#sdfootnote3anc\" >3<\/a> Oltre il testo precedente, vedasi Don Milani: <em>L\u2019obbedienza [sociale] non \u00e8 pi\u00f9 una virt\u00f9<\/em>, LEF, Firenze, 1983.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2012\/07\/nonviolenza-come-politica-di-fede-antonino-drago\/#sdfootnote4anc\" >4<\/a> Questo punto \u00e8 stato sostenuto da Lanza del Vasto: <em>Che cosa \u00e8 la non violenza<\/em>, Jaca book, Milano, 1978, p. 81 (in realt\u00e0 il brano \u00e8 stato scritto nel 1957) edillustrato da altri, per esempio O. Cullmann: <em>Cristo e il tempo<\/em>, Il Mulino, Bologna, 1969<sup>4<\/sup>, pp. 263-264.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2012\/07\/nonviolenza-come-politica-di-fede-antonino-drago\/#sdfootnote5anc\" >5<\/a> Intendo il peccato originale secondo la lezione di Lanza del Vasto (<em>Lezioni di Vita<\/em>, LEF, Firenze, 1976, pp. 37-45; <em>I Quattro Flagelli <\/em>(orig. 1959), SEI, Torino, 1996, parr. 4-19; <em>La Mont\u00e9e des Ames Vivantes<\/em>, Deno\u00ebl, Paris, 1968, cap. III). Infatti non tanto Ges\u00f9, ma Giovanni Battista confessava le persone, una a una, dai peccati individuali e le battezzava; egli le preparava a seguire Colui cha fa uscire \u201cda <strong><em>il<\/em><\/strong> peccato del mondo\u201d (Gv 1, 29; sott. aggiunta). Allora capiamo che Ges\u00f9 ha insegnato a liberarci non tanto dai peccati personali, ma dal <em>peccato strutturale<\/em>. Il quale, inteso metafisicamente nel paradiso terrestre, \u00e8 il peccato originale di due persone simboliche, Adamo ed Eva; mentre, inteso in concreto sulla terra, \u00e8 il peccato incardinato nella struttura della societ\u00e0; per primo, \u00e8 il peccato di uccidere, assieme agli altri, i nemici collettivi.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2012\/07\/nonviolenza-come-politica-di-fede-antonino-drago\/#sdfootnote6anc\" >6<\/a> Benedetto XVIII: \u201cAngelus\u201d del 16-2-2007.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2012\/07\/nonviolenza-come-politica-di-fede-antonino-drago\/#sdfootnote7anc\" >7<\/a> Lanza del Vasto: <em>I Quattro Flagelli<\/em>, op. cit., \u00a7 51, p. 551.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2012\/07\/nonviolenza-come-politica-di-fede-antonino-drago\/#sdfootnote8anc\" >8<\/a> Ibidem, pp. 503-504.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2012\/07\/nonviolenza-come-politica-di-fede-antonino-drago\/#sdfootnote9anc\" >9<\/a> Ibidem, p. 482.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2012\/07\/nonviolenza-come-politica-di-fede-antonino-drago\/#sdfootnote10anc\" >10<\/a> P. Ackerman e A. Karatnycky: <em>How Freedom is Won<\/em>. <em>From Civic Resistance to Durable Democracy<\/em>. Freedom House, Washington, 2005.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2012\/07\/nonviolenza-come-politica-di-fede-antonino-drago\/#sdfootnote11anc\" >11<\/a> M. Stepohen e E. Chenoweth: \u201cWhy Civil Resistance Works\u201d, <em>Int. Security<\/em>, 33 (2008) 7-44. Ho riportato e commentato ambedue le suddette ricerche nel libro: <em>Le rivoluzioni nonviolente nel secolo scorso. I fatti e le interpretazioni<\/em>, Nuova Cultura, Roma, 2010.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2012\/07\/nonviolenza-come-politica-di-fede-antonino-drago\/#sdfootnote12anc\" >12<\/a> Don Milani le ha espresse quando ha scritto le due famose lettere (gi\u00e0 citate); quella contro la (bocciatura, l\u2019atto cruciale della) organizzazione gerarchica della scuola, per invece organizzare la scuola autogestita, come quella che lui aveva fondato; e la lettera contro il progresso della corsa degli armamenti, il quale portava i cappellani militari a disprezzare la scelta degli obiettori di coscienza, per invece sviluppare una difesa alternativa basata sulla solidariet\u00e0 (come \u00e8 stata in buona misura la Resistenza italiana).<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2012\/07\/nonviolenza-come-politica-di-fede-antonino-drago\/#sdfootnote13anc\" >13<\/a> Vedasi la trattazione che ne ho dato nel libro: <em>La difesa popolare nonviolenta<\/em>, EGA, Torino, 2006, pp. 274-281.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2012\/07\/nonviolenza-come-politica-di-fede-antonino-drago\/?utm_source=Centro+Studi+Sereno+Regis+Newsletter&amp;utm_campaign=7a18c0cd0e-Newsletter_2012_29&amp;utm_medium=email\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La mia cultura si \u00e8 formata non tanto all\u2019Universit\u00e0 (dove mi sono laureato in Fisica), quanto conoscendo e frequentando personalit\u00e0. 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