{"id":207402,"date":"2022-03-21T12:02:22","date_gmt":"2022-03-21T12:02:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=207402"},"modified":"2022-03-19T11:08:11","modified_gmt":"2022-03-19T11:08:11","slug":"italiano-guerra-in-ucraina-una-prospettiva-geopolitica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2022\/03\/italiano-guerra-in-ucraina-una-prospettiva-geopolitica\/","title":{"rendered":"(Italiano) Guerra in Ucraina: una prospettiva geopolitica"},"content":{"rendered":"<blockquote><p><em>Ripresa modificata di una conferenza tenuta il 9 marzo 2022 a una sessione dei Colloqui su Studi Globali all\u2019Universit\u00e0 di California \u2013 Santa Barbara convocata dal professor Jan Nederveen Pieters, purtroppo priva di una serie di domande impegnative a seguito del mio intervento, fra cui da vari partecipanti in Europa.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<div id=\"attachment_207403\" style=\"width: 410px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/ukraine-war-mlitary.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-207403\" class=\"wp-image-207403\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/ukraine-war-mlitary.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"267\" srcset=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/ukraine-war-mlitary.jpg 750w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/ukraine-war-mlitary-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-207403\" class=\"wp-caption-text\">kevin schmid | unsplash<\/p><\/div>\n<p><em>18 Marzo 2022 &#8211; <\/em>Quando ci accordammo su un tema per la mia presentazione, eravamo in un mondo pre guerra in Ucraina. Fra gli sviluppi provvisori in Ucraina: le imprudenti provocazioni a guida USA, l\u2019aggressione russa a uno stato sovrano e la conseguente grave crisi umanitaria in un paese di oltre 44 milioni di persone, la reazione di sfida <em>mordace<\/em> occidentale mediante sanzioni e una rampante russofobia, con un calcolo <em>vinci\/perdi<\/em> anzich\u00e9 un approccio atto a parziali esiti politici vinci\/vinci, che io riterrei riparatori del rispetto per li diritti sovrani ucraini (cessate-il-fuoco, ritiro russo disciplinato, assistenza alla ricostruzione; aiuto umanitario d\u2019emergenza) congiunti a un impegno ucraino a mai associarsi alla NATO o permettere a truppe o armamento occidentali di venire schierati sul proprio suolo, nonch\u00e9 un impegno a permettere un auto-governo nell\u2019Ucraina orientale e alla protezione dei diritti umani nella regione del Donbas secondo rinvigoriti Accordi di Minsk del 2014-15.<\/p>\n<p>Il rifiuto occidentale di praticare una diplomazia equanime (<em>win\/win<\/em>) suggerisce l\u2019assenza d\u2019immaginazione politica e morale in un tempo della storia mondiale in cui bisogna dedicare le risorse ed energie mondiali alla soluzione dei problemi incombenti come non mai prima, e non essere distolte da drammi geopolitici del genere che si sta tragicamente svolgendo in Ucraina dal 24 febbraio.<\/p>\n<p>S\u2019invoca sovente la geopolitica in termini vaghi e astratti, attribuendole sensi diversi che bisogna spiegare. Il suo significato pi\u00f9 utile \u00e8 riferito al comportamento degli stati dominanti, quelli che si era soliti chiamare Grandi Potenze. C\u2019\u00e8 confusione terminologica nelle relazioni internazionali, riferendosi generalmente a un ordine mondiale stato-centrico basato sull\u2019uguaglianza giuridica come esemplificato dal diritto internazionale, recentemente mistificato nel discorso politico del segretario di Stato USA Antony Blinken, che insiste che la politica estera USA aderisce alle restrizioni di un ordine internazionale governato da norme, mentre non quella dei propri rivali, Cina e Russia, il che per lui fa tutta la differenza. Effettivamente, la realt\u00e0 della geopolitica \u00e8 pi\u00f9 che altro manifesta in guerra\/pace o in contesti di sicurezza internazionale dove tutte le Grandi Potenze nella secolare storia mondiale privilegiano le proprie priorit\u00e0 strategiche rispetto al rispetto di regole o norme di generale applicazione.<\/p>\n<p>Alla fine della Seconda guerra mondiale c\u2019erano sostanzialmente due attori geopolitici\u2014USA &amp; URSS. Inoltre, per il vigore della personalit\u00e0 di Winston Churchill e la vitalit\u00e0 dell\u2019alleanza transatlantica, il Regno Unito fu trattato come terzo attore geopolitico. Pi\u00f9 tardi si aggiunse la Francia come atto di cortesia suggerito da Churchill per evitare che la Gran Bretagna fosse la potenza coloniale predominante. La Cina come stato pi\u00f9 popoloso e unico rappresentante del Sud Globale fu lo stato finale ammesso al circolo esclusivo degli attori geopolitici, che non solo divennero i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza ONU, ma anche i primi cinque paesi a sviluppare e possedere armi nucleari.<\/p>\n<p>Franklin Roosevelt esercit\u00f2 l\u2019influenza <em>americana<\/em>, sostenuto da Stalin, per far s\u00ec che l\u2019ONU fosse istituita in modo tale da evitare le magagne istituzionali della Lega delle Nazioni, fondata dopo la 1^ Guerra Mondiale per mantenere la pace; carenze che Roosevelt attribuiva alla sua strutturazione dell\u2019autorit\u00e0 stato-centrica secondo l\u2019assetto westfalico [pace di fondamentale riordino europeo del 1648 \u2013 ndt]. Invece dell\u2019uguaglianza giuridica quale criterio organizzativo dominante, Roosevelt prefer\u00ec un\u2019istituzione ibrida: primazia geopolitica per il Consiglio di Sicurezza, dotato di esclusiva autorit\u00e0 di prendere ed attuare decisioni vincolanti, se necessario con la forza; ci si basava invece sull\u2019assetto statuale westfalico per legittimare le asserzioni di autorit\u00e0 nell\u2019Assemblea Generale e nel resto del Sistema organizzativo ONU, peraltro limitato nei propri sforzi d\u2019influenzare i comportamenti [dei membri] a un\u2019autorit\u00e0 di consulto e raccomandazione, risultata inefficace nelle problematiche pi\u00f9 pressanti dell\u2019agenda politica globale.<\/p>\n<p>Ulteriore sostegno all\u2019ibridit\u00e0 del Sistema venne dall\u2019Unione Sovietica che cercava non solo lo status di Membro Permanente nel consiglio di Sicurezza bens\u00ec assicurazioni strutturali di non divenire vittima di una tirannia della maggioranza composta da paesi (filo-)occidentali anticomunisti. Tali preoccupazioni furono esposte come parte della giustificazione per la concessione di un diritto di veto ai Cinque permanenti. L\u2019idea centrale era d\u2019inquadrare le priorit\u00e0 di pace e sicurezza della neonata ONU in modo da [indurre] un pi\u00f9 chiaro spazio politico per la pratica geo-politica entro le quattro mura dell\u2019Organizzazione. Non sorprende che una tale sistemazione della geopolitica producesse un\u2019<em>impasse<\/em> all\u2019ONU, prossima alla paralisi politica durante la Guerra Fredda. S\u2019intendeva anche perversamente che i 5-P fossero costituzionalmente messi in grado di tralasciare la conformit\u00e0 al diritto internazionale ogni volta che i loro interessi strategici cos\u00ec decretavano, semplicemente con un veto che bloccava una decisione del Consiglio di Sicurezza.<\/p>\n<p>Bisogna tener presente che si adott\u00f2 un approccio ben diverso nella sfera economica delle istituzioni di Bretton Woods \u2013 la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale, dove si ottenne la primazia occidentale per le economie di mercato proporzionando il peso del voto e delle tradizioni di <em>leadership<\/em> in base ai contributi di capitale. Tale consenso capitalistico condusse effettivamente a un ordine liberista internazionale normato che contrastava con la zona contesa di lotta ideologica della geopolitica post-1945. [Ikenberry; l\u2019Organizzazione Mondiale del Commercio sopraggiunse pi\u00f9 tardi]<\/p>\n<p>La visione di Roosevelt dell\u2019ONU fu in qualche misura riaffermata conseguendo e mantenendo l\u2019universalit\u00e0 dello status di membro per tutta quanta la Guerra Fredda. Fornire una zona comoda per la geopolitica super\u00f2 davvero una delle principali debolezze procedurali della Lega centrata sugli stati, che aveva patito non-partecipazione (USA), ritiro (URSS), ed espulsione (Germania), gli attori internazionali pi\u00f9 importanti, pur discutibilmente, fra le due guerre mondiali.<\/p>\n<p>La parte pi\u00f9 speranzosa delle aspettative di Roosevelt per l\u2019ONU si \u00e8 dimostrata irrilevante e ingenua. Roosevelt sperava che i paesi di diversa ideologia che avevano cooperato cos\u00ec efficacemente nel reagire alla sfida fascista in guerra estendessero la loro alleanza al tempo di pace. Credeva, o forse solo sperava, che i vincitori della 2^ GM affrontassero le sfide meno onerose della pace. In retrospettiva, sembra chiaro che chi condusse la diplomazia di pace dopo la Guerra sottovalutarono l\u2019intensit\u00e0 delle ambizioni geopolitiche antagonistiche temporaneamete attenuate per affrontare la comune minaccia costituita dal fascismo, e che l\u2019aver tolto di mezzo tale minaccia rese possibile la ripresa di aspre rivalit\u00e0 geopolitiche fra le due superpotenze militari.<\/p>\n<p>La Guerra Fredda, pur con le sue crisi periodiche, guerre per procura, e gare negli armamenti fecero in modo da evitare la guerra producendo un equilibrio di potere geopolitico relativamente stabile basato su due elementi principali: deterrenza (distruzione reciproca assicurata) e rispetto per le rispettive sfere d\u2019influenza. I rischi di guerra durante questo periodo sorgevano dalle diverse percezioni dei rispettivi gradi di controllo sulle sfere d\u2019influenza come nella Crisi dei Missili di Cuba del 1962 e l\u2019interazione dei nazionalismi e delle affinit\u00e0 ideologiche nei tre paesi divisi, Corea e Vietnam \u2013 che condussero a orribili guerre per procura \u2013 e Germania, che produssero crisi ricorrenti che misero a rischio la pace in modi spaventosi. La prevenzione bellica fu di maggior successo in Europa dove le rispettive sfere d\u2019influenza accettarono interventi ostili dell\u2019URSS in Europa orientale e in modo pi\u00f9 sfumato da parte USA in Europa occidentale.<\/p>\n<p>Quella che si potrebbe chiamare \u2018la geopolitica della pace\u2019 durante la Guerra Fredda rifletteva \u00a0gli schemi di asserzione e restrizione che riflettevano la struttura geopolitica, la presenza di armi nucleari, e il crollo del colonialismo europeo. La realt\u00e0 strutturale del periodo di Guerra Fredda fu catturata da una mentalit\u00e0 militarista della geopolitica nell\u2019era nucleare, e dall\u2019immaginario della \u2018bipolarit\u00e0\u2019.<\/p>\n<p>Tali astrazioni se non elaborate scurano il ruolo della dirigenza geopolitica, la coesione e la <em>governance<\/em> interna, e le percezioni dell\u2019avversario. Eppure, la \u2018bipolarit\u00e0\u2019 d\u00e0 una visione della geopolitica pi\u00f9 istruttiva di quanto la dia un\u2019enfasi sui 5-P in ambito ONU, e ha prevalso nella letteratura accademica dei rapporti internazionali.<\/p>\n<p>Il crollo dell\u2019URSS indusse quel che i neoconservatori di destra negli USA annunciarono come l\u2019avvento di \u2018un momento unipolare\u2019, il che significava che non valeva pi\u00f9 la logica dell\u2019equilibrio e della deterrenza, specialmente in conflitti entro le sfere d\u2019influenza confinanti con Cina e Russia. L\u2019equilibrio \u00e8 stato sostituito dalla logica della dominazione e dall\u2019asimmetria. Un\u2019atmosfera trionfalista \u00e8 emersa negli USA durante gli anni 1990, sull\u2019onda di espressioni come \u2018la fine della storia\u2019, \u2018il secondo secolo <em>americano<\/em>\u2019, \u2018la dottrina dell\u2019ampliamento\u2019, e \u2018promozione della democrazia\u2019. La geopolitica non era pi\u00f9 concepita molto in termini regionali, ma piuttosto come impresa globale di un singolo attore politico, gli Stati Uniti, il primo autentico \u2018stato globale\u2019, la cui zona di sicurezza comprendeva l\u2019intero pianeta.<\/p>\n<p>Ma ci furono problemi nel rendere operativa una Dottrina Monroe per il mondo: la Potenza della resistenza nazionalista, col tempo neutralizzante l\u2019impatto della superiorit\u00e0 militare goduta dall\u2019 attore geopolitico che interveniva, una revisione dell\u2019equilibrio di forze fra chi interveniva e i siti di lotta, recentemente evidente in Iraq e Afghanistan; il fatto che la sfida cinese non fosse in primo luogo militare e non potesse quindi essere \u2018scoraggiata\u2019 dalla sola forza; il crescente risentimento russo per essere rinchiusa e minacciata dalle acrobazie geopolitiche dell\u2019unipolarit\u00e0.<\/p>\n<p>Un\u2019ulteriore osservazione di natura concettuale: l\u2019ordine mondiale \u00e8 costituito da due logiche normative: una, geopolitica, basata sulla disuguaglianza degli stati, e una, giuridica, basata sulla loro uguaglianza. Per i rapporti basati sull\u2019uguaglianza,il diritto internazionale fornisce un canovaccio; per quelli basati sulla disuguaglianza, rafforzano l\u2019azione le priorit\u00e0 strategiche fra cui l\u2019evitare la guerra. La bipolarit\u00e0 si era dimostrata relativamente resiliente, l\u2019unipolarit\u00e0 risult\u00f2 essere disfunzionale, producendo gran sofferenze umane, devastazione diffusa e sfollamento, oltre a frustrare il perseguimento e il conseguimento degli obiettivi geopolitici.<\/p>\n<p>Prima della crisi ucraina, sembrava stesse formandosi una nuova configurazione geopolitica basata su schemi d\u2019allineamento un po\u2019 diversi: si stava ripescando il \u2018contenimento\u2019 riguardo alla Cina e focalizzando sulla difesa dell\u2019Asia del sud, ivi comprese le isole, con un\u2019alleanza meno eurocentrica su ambo i lati. Invece di NATO contro Patto di Varsavia ci sono i rapporti di USA, India, UK, e Australia. La Russia sembrava sostituire l\u2019Est-Europa come principale alleato o partner della Cina, suggerendo una nuova fase di bipolarit\u00e0 e l\u2019avvento di una seconda guerra fredda.<\/p>\n<p>L\u2019attacco di Putin all\u2019Ucraina ha sfidato drasticamente quel cartellone di recita, o cos\u00ec pare ora. Putin aveva in precedenza promesso solennemente \u2018la fine del mondo unipolare\u2019 e pareva intenderlo soprattutto in rapporto alla sfera d\u2019influenza russa lungo i suoi confini occidentali, cominciando dall\u2019Ucraina. Un tale approccio geopolitico incorre in qualche ostacolo comparabile a quelli incontrati dagli USA in quanto all\u2019unipolarit\u00e0. La Cina \u00e8 messa in una posizione balorda di priorit\u00e0 conflittuali, il bilanciare le incursioni e la geopolitica egemonica USA, mantenendo tuttavia la sacralit\u00e0 della sovranit\u00e0 territoriale, premessa fondamentale dell\u2019ordine mondiale westfalico.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 ipotizzare che si trova presto una soluzione diplomatica per l\u2019Ucraina, venga rinfocolata la geopolitica difensiva sino-russa. Nel prossimo future non si pu\u00f2 scontare il fattore Trump, e con esso un ritorno a uno schema di riallineamento geopolitico pi\u00f9 benigno verso la Russia e di carattere pi\u00f9 economicistico, considerando la Cina il rivale pi\u00f9 fastidioso degli USA dal punto di vista del commercio, degli investimenti, e dell\u2019innovazione tecnologica.<\/p>\n<p>Quel che sembra chiaro \u00e8 che il post-guerra-fredda 30ennale sta finendo fra le rovine e la crisi umanitaria in corso in Ucraina. Quel che seguir\u00e0 dipende da molti fattori, fra cui l\u2019urto delle sfide globali non affrontate a fondo, prima non prominenti nelle agende geopolitiche, bench\u00e9 minacce fosche alla stabilit\u00e0 futura dei dispositivi planetari politici, economici, ed ecologici, se non trattate d\u2019urgenza.<\/p>\n<p><em>__________________________________________<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/richard-falk-e1622345961561.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-185045\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/richard-falk-e1622345961561.jpg\" alt=\"\" width=\"100\" height=\"127\" \/><\/a> <\/em><em>Richard Falk \u00e8 membro della <\/em><strong><em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/\" >Rete TRANSCEND<\/a><\/em><\/strong><em>, studioso di relazioni internazionali, professore emerito di diritto internazionale alla Princeton University,autore, co-autore o redattore di 60 libri, e conferenziere e attivista in affair mondiali. Nel 2008, the <\/em><strong><em><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/United_Nations_Human_Rights_Council\" >United Nations Human Rights Council<\/a><\/em><\/strong><em> (UNHRC) ha nominato Falk per sei anni <\/em><strong><em><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/United_Nations_Special_Rapporteur\" >United Nations Special Rapporteur<\/a><\/em><\/strong><em> su \u201cla situazione dei diritti umani nei<\/em> <em>territori <\/em><strong><em><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Palestinian_territories\" >Palestinesi <\/a><\/em><\/strong><em>occupati dal 1967\u201d. Dal 2002 vive a Santa Barbara, California, e insegna al campus locale di Studi Globali e Internazionali dell\u2019University of California, e dal 2005 presiede il consiglio d\u2019amministrazione della Nuclear Age Peace Foundation. I suoi libri pi\u00f9 recenti sono:<\/em> On Nuclear Weapons, Denuclearization, Demilitarization, and Disarmament <em>(2019); ed <\/em>Public Intellectual-The Life of a Citizen Pilgrim (memoirs-autobiography) <em>(Clarity Press) Feb 2021.<\/em><\/p>\n<p><em>Original in English:<\/em> <a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2022\/03\/the-ukraine-war-a-geopolitical-perspective\/\" >The Ukraine War: A Geopolitical Perspective <\/a>&#8211; <em>TRANSCEND Media Service<\/em><\/p>\n<p><em>Traduzione di Miki Lanza per il <\/em>Centro Studi Sereno Regis<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2022\/03\/18\/guerra-in-ucraina-una-prospettiva-geopolitica\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>18 Marzo 2022 &#8211; Ripresa modificata di una conferenza tenuta il 9 marzo 2022 a una sessione dei Colloqui su Studi Globali all\u2019Universit\u00e0 di California \u2013 Santa Barbara convocata dal professor Jan Nederveen Pieters, purtroppo priva di una serie di domande impegnative a seguito del mio intervento, fra cui da vari partecipanti in Europa.<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":185045,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46],"tags":[2009,2197,1035,1268,1126,1050,91,1301,112,818,253,278,254,961,70,92,481],"class_list":["post-207402","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-original-languages","tag-anti-war","tag-biden","tag-eastern-europe","tag-european-union","tag-hegemony","tag-imperialism","tag-nato","tag-nuclear-war","tag-pentagon","tag-proxy-war","tag-putin","tag-russia","tag-security","tag-ukraine","tag-usa","tag-violent-conflict","tag-warfare"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/207402","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=207402"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/207402\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media\/185045"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=207402"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=207402"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=207402"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}