{"id":207406,"date":"2022-03-21T12:00:54","date_gmt":"2022-03-21T12:00:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=207406"},"modified":"2022-03-19T10:38:41","modified_gmt":"2022-03-19T10:38:41","slug":"italiano-se-lo-stato-abdica-alle-sue-leggi-i-comuni-hanno-il-diritto-dovere-di-disobbedire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2022\/03\/italiano-se-lo-stato-abdica-alle-sue-leggi-i-comuni-hanno-il-diritto-dovere-di-disobbedire\/","title":{"rendered":"(Italiano) Se lo stato abdica alle sue leggi, i comuni hanno il diritto\/dovere di disobbedire"},"content":{"rendered":"<h2><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/civil-disobedience-obiezione-coscienza.jpeg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-207407\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/civil-disobedience-obiezione-coscienza.jpeg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"363\" srcset=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/civil-disobedience-obiezione-coscienza.jpeg 750w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/civil-disobedience-obiezione-coscienza-300x218.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/h2>\n<h2><strong>Ieri\u2026<\/strong><\/h2>\n<p><em>18 Marzo 2022 &#8211; <\/em>Stavo pensando ad alcune esperienze di <strong>resistenza civile<\/strong> in cui la pubblica amministrazione (PA) locale (Comuni) \u00e8 intervenuta nei conflitti armati e non armati.<\/p>\n<p>A proposito di <strong>nucleare<\/strong>, mi \u00e8 venuta in mente naturalmente l\u2019iniziativa del Comune di <strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Robassomero\"  target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Robassomero<\/a> <\/strong>(Torino), che si \u00e8 dichiarato <strong>Comune denuclearizzato<\/strong> nel 1981.<\/p>\n<p>Mentre per quanto riguarda il <strong>preparare una cittadinanza alla resistenza civile<\/strong>, ripenso all\u2019esperienza del comune di <strong>Cossato<\/strong> (Vercelli), che ha istituito il <strong>servizio comunale di difesa popolare nonviolenta <\/strong>(DPN), nel 1985.<\/p>\n<p>Poi sono andato nel sottotetto a recuperare la documentazione che avevo raccolto quando, intorno agli anni Ottanta-Novanta \u2013 come attivista nella <strong>campagna di obiezione di coscienza alle spese militari<\/strong>\u00a0e partecipando alla commissione nazionale sulla Difesa Popolare Nonviolenta (DPN) \u2013, avevo cercato di realizzare un quaderno<sup>1<\/sup> sulla <strong>pubblica amministrazione <\/strong>e sulla <strong>difesa popolare nonviolenta<\/strong>; cos\u00ec ho ripreso in mano un numero monografico che il comune di <strong>Ponte San Nicol\u00f2<\/strong> (1991) mi aveva inviato.<\/p>\n<p>Il <strong>consiglio comunale<\/strong> di Ponte San Nicol\u00f2 il 15\/1\/1991 (lo stesso giorno in cui scadeva l\u2019<em>ultimatum<\/em> degli Stati Uniti all\u2019Iraq per abbandonare il Kuwait invaso), <strong>dichiara<\/strong>\u00a0\u00abai sensi dell\u2019art. 11 della Costituzione della Repubblica Italiana, il comune di Ponte San Nicol\u00f2 <strong>Comune non belligerante<\/strong> che ripudia la guerra come mezzo per risolvere le controversie internazionali. In questo spirito il comune di Ponte San Nicol\u00f2 aderir\u00e0 alle iniziative che facciano prevalere il diritto dei popoli alla pace\u00bb.<\/p>\n<p>Sulla scia di quei ricordi ho recuperato una traduzione che avevo fatto di alcuni articoli segnalatimi da Nanni Salio sulla rivista \u00ab<strong>Pour une autre defence<\/strong>\u00bb<sup><strong>2<\/strong><\/sup> del MIR-Belga (Movimento Internazionale della Riconciliazione); vi veniva documentata la riflessione fatta nei Paesi Bassi circa una direttiva che era stata messa a punto per <strong>preparare funzionari e amministratori alla resistenza durante una occupazione straniera<\/strong>.<\/p>\n<h2><strong>Oggi\u2026<\/strong><\/h2>\n<p>Di seguito alcune <strong>riflessioni<\/strong> fatte all\u2019epoca e adattate alla situazione odierna, a partire dai documenti citati.<\/p>\n<h3><em><strong>1. L\u2019esperienza dei <\/strong><\/em><em><strong>P<\/strong><\/em><em><strong>aesi <\/strong><\/em><em><strong>B<\/strong><\/em><em><strong>assi e le direttive alla P<\/strong><\/em><em><strong>ubblica <\/strong><\/em><em><strong>A<\/strong><\/em><em><strong>mministrazione (PA)<\/strong><\/em><\/h3>\n<p>I Paesi Bassi si sono trovati sovente occupati da forze straniere per cui il Governo ha pensato di dare nel 1936 delle \u00ab<strong>Direttive-Istruzioni<\/strong>\u00bb agli amministratori, ai funzionari della PA e a quelli dei trasporti circa l\u2019<strong>atteggiamento<\/strong> e di conseguenza il <strong>comportamento<\/strong> da assumere nei confronti delle forze occupanti.<\/p>\n<p>Queste istruzioni non sono state diffuse e pubblicizzate in modo adeguato, per cui durante l\u2019occupazione tedesca della seconda guerra mondiale alcuni le hanno usate, altri in modo spontaneo hanno adottato comportamenti di \u00abresistenza\u00bb all\u2019invasore.<\/p>\n<p>Durante l\u2019occupazione \u00e8 stato steso un Commentario alle istruzioni e nel 1962 il Governo dell\u2019epoca ha elaborato delle <strong>nuove direttive<\/strong>.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 forse l\u2019unica esperienza conosciuta di \u00ab<strong>preparazione\u00bb della PA <\/strong>a un<strong> ruolo attivo all\u2019interno di un processo di resistenza<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019elemento saliente che emerge dalla loro riflessione circa il ruolo della PA sotto i \u00abregimi di occupazione\u00bb \u00e8 la seguente.<\/p>\n<p>Un regime di occupazione \u00abstraniero\u00bb ha bisogno della PA, attraverso cui deve introdurre il suo \u00abstile di vita\u00bb. La PA \u2013 che prima si trovava ad amministrare delle leggi e tutto ci\u00f2 che ne consegue per renderle operative e quindi poteva comportarsi all\u2019<strong>insegna dell\u2019ubbidienza<\/strong> \u2013 si trova a subire un cambiamento radicale nell\u2019<strong>uso del proprio ruolo<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Collaborare o non-collaborare con l\u2019usurpatore<\/strong> significa sostenere o no la sua politica e di conseguenza partecipare o meno al <strong>processo di espropriazione della cultura<\/strong> di cui funzionari e amministratori erano rappresentanti pubblici.<\/p>\n<h3><em><strong>2. Il cambio di ruolo degli amministratori e dei funzionari<\/strong><\/em><\/h3>\n<p>Fermiamoci un istante, e vediamo quali sono le \u00abregole\u00bb della PA.<\/p>\n<p>In queste regole prevalgono <strong>comportamenti<\/strong> tipo:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>obbedienza<\/strong>, non vengono discussi gli ordini, le leggi ecc.;<\/li>\n<li><strong>procedurismo<\/strong>, burocrazia, il senso del lavoro \u00e8 dato dal seguire delle <strong>regole fin<\/strong><strong>i<\/strong><strong> a se stesse<\/strong> e non dai risultati conseguiti socialmente;<\/li>\n<li><strong>orientamento al privato<\/strong> nell\u2019agire pubblico, le scelte di fondo non sono orientate alla tutela degli interessi generali (bisogni pubblici per tutti e fasce a rischio).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Se gi\u00e0 adesso, in \u00abregime di pace\u00bb, le relazioni di scambio tra societ\u00e0 civile e PA non sono efficaci nel garantire <strong>servizi per tutti<\/strong> e <strong>servizi <\/strong><em><strong>ad hoc<\/strong><\/em><strong> per le fasce a rischio<\/strong>, nella situazione di \u00aboccupazione straniera\u00bb il ruolo della PA, nelle sue articolazioni, assume una valenza molto pi\u00f9 pregnante di quello che pu\u00f2 sembrare a prima vista.<\/p>\n<p>Di questo ruolo bisogna che si prenda <strong>coscienza e consapevolezza gi\u00e0 in tempo di pace<\/strong>.<\/p>\n<h3><em><strong>3. L\u2019uso del ruolo in direzione della D<\/strong><\/em><em><strong>ifesa <\/strong><\/em><em><strong>P<\/strong><\/em><em><strong>opolare <\/strong><\/em><em><strong>N<\/strong><\/em><em><strong>onviolenta (DPN)<\/strong><\/em><\/h3>\n<p>Come cambia il ruolo del funzionario e dell\u2019amministratore in regime di \u00aboccupazione straniera\u00bb: ogni volta che viene promulgata una legge, dato un ordine, anche nella <em>routine<\/em> di tutti i giorni, bisogna abituarsi a farsi questa domanda:<\/p>\n<p><strong>\u00ab<\/strong><strong>Quali sono le conseguenze delle mie azioni o delle mie non azioni?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Questo comportamento \u00e8 ancora giusto?<\/strong><strong>\u00bb<\/strong><\/p>\n<p>Direi che il problema \u00e8 strategico:<\/p>\n<ul>\n<li>per definire il <strong>ruolo<\/strong> che assumer\u00e0 la PA;<\/li>\n<li>per <strong>orientare il contributo<\/strong> che daranno i suoi (funzionari e amministratori).<\/li>\n<\/ul>\n<p>A seconda di <strong>quanti<\/strong> si porranno questa domanda e di <strong>quanti<\/strong> si daranno la stessa risposta verr\u00e0 influenzata di molto la relazione di scambio tra societ\u00e0 civile e PA, e la direzione del processo.<\/p>\n<p><strong>L\u2019uso della discrezionalit\u00e0<\/strong> sul posto di lavoro, che ognuno pu\u00f2 esercitare in tempo di pace, deve diventare un <strong>momento di formazione<\/strong> affinch\u00e9 ci sia un sufficiente <strong>allenamento<\/strong>, e questa discrezionalit\u00e0 possa venire esercitata, con la dovuta competenza, in tempo di \u00abguerra\u00bb, quando le responsabilit\u00e0 che cadranno sulla PA e sui suoi agenti saranno di certo superiori a quelle attuali.<\/p>\n<p>Si tratta di costruire una <strong>cultura<\/strong> pubblica che:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>dal prescrittivo<\/strong>, senza margini di autonomia, vada <strong>verso il discrezionale<\/strong> all\u2019interno di vincoli generali<\/li>\n<li><strong>dal procedurale<\/strong> vada verso una <strong>responsabilit\u00e0 sociale<\/strong>\u00a0<strong>misurata sui risultati<\/strong> dell\u2019agire pubblico<\/li>\n<li><strong>dal sostenere interessi aziendali<\/strong>, solo economici, vada prioritariamente verso il <strong>sostegno di interessi sociali<\/strong> di sviluppo umano.<\/li>\n<\/ul>\n<h3><em><strong>4. Necessit\u00e0 dell\u2019esercizio della discrezionalit\u00e0; direttive per orientarne l\u2019uso<\/strong><\/em><\/h3>\n<p>Mi rivolgo a coloro che in questo momento stanno <strong>organizzando la resistenza<\/strong> alla \u00abmacchina della guerra\u00bb, affinch\u00e9 vengano date delle direttive agli specifici settori<sup>3<\/sup> e ai diversi ruoli della PA su come comportarsi, in modo da resistere all\u2019interno del proprio ruolo, come amministratori e funzionari agli attacchi:<\/p>\n<ul>\n<li>all\u2019art. 11 della Costituzione (\u00ab<strong>l\u2019Italia ripudia la guerra<\/strong>\u00bb)<\/li>\n<li>all\u2019art. 52 della Costituzione (\u00ab<strong>la difesa della patria<\/strong> \u00e8 sacro <strong>dovere dei cittadini<\/strong>\u00bb, non solo di quelli che militano nelle forze armate).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Dobbiamo <strong>imparare<\/strong><sup>4<\/sup> a protestare, a fare ostruzionismo, a non eseguire ordini e le eggi, a resistere apertamente, a realizzare servizi \u00abparalleli\u00bb con l\u2019obiettivo di decentrare il potere spostandolo:<\/p>\n<ul>\n<li>da livelli istituzionali nazionali a locali;<\/li>\n<li>da funzionari superiori a inferiori;<\/li>\n<li>da operatori della PA all\u2019utenza.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Si tratta nei fatti di portare a compimento il <strong>principio di sussidiariet\u00e0<\/strong> che sta dentro la riforma del capitolo V della Costituzione<\/p>\n<p>Obiettivo strategico di questa direzione \u00e8 facilitare la realizzazione della Costituzione (art. 1) che recita \u00abL\u2019Italia \u00e8 una repubblica democratica [\u2026]. La sovranit\u00e0 appartiene al popolo\u00bb. Queste capacit\u00e0 di difendere la Costituzione non sono nella natura del dipendente pubblico, ma <strong>possono essere coltivate<\/strong> attraverso <strong>l\u2019esercizio dell\u2019autonomia<\/strong> e con un\u2019adeguata <strong>preparazione psicologica al nuovo ruolo<\/strong> che ci si trova a gestire quando si \u00e8 in \u00abregime di occupazione\u00bb.<\/p>\n<h3><em><strong>5. La necessit\u00e0 dell\u2019addestramento all\u2019uso dell\u2019autonomia: la formazione di supporto<\/strong><\/em><\/h3>\n<p>La repressione, le sanzioni, le punizioni, insieme a un\u2019educazione suadente e manipolante della coscienza non provocano automaticamente sottomissione.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 siano efficaci devono far presa nella mente, devono produrre paura e propensione all\u2019obbedienza.<\/p>\n<p>Come <strong>non farsi prendere dalla paura<\/strong> e <strong>andare oltre l\u2019obbedienza<\/strong> sono gli obiettivi su cui andrebbero impostati dei momenti di \u00ab<em><strong>training<\/strong><\/em>\u00bb dedicati, per i funzionari e gli amministratori della pubblica amministrazione.<\/p>\n<h2><strong>Domani<\/strong><\/h2>\n<p><em><strong>C<\/strong><\/em><em><strong>ome richiedere al proprio Comune di dichiararsi non belligerante<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Al Sindaco del Comune di \u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026.<\/p>\n<p>Noi <strong>abitanti e residenti<\/strong> del Comune<\/p>\n<p>In rispetto<\/p>\n<ul>\n<li>dell\u2019articolo 11 della Costituzione (\u00abL\u2019Italia ripudia la guerra [\u2026] nell\u2019affrontare i conflitti internazionali\u00bb)<\/li>\n<li>dell\u2019articolo 52 (\u00abLa difesa della patria \u00e8 [\u2026] dovere dei cittadini [\u2026])<\/li>\n<\/ul>\n<p>CHIEDIAMO<\/p>\n<ul>\n<li>che il Comune si dichiari <strong>C<\/strong><strong>omune<\/strong><strong> non belligerante<\/strong><\/li>\n<li>che <strong>si attivi con<\/strong>\u00a0<strong>iniziative<\/strong> a livello locale e nazionale e internazionale che non utilizzino armi<\/li>\n<li>che <strong>partecipi<\/strong> alla <strong>ricerca di soluzioni<\/strong> al conflitto che sta alla base della guerra tra Russia e Ucraina, ma anche di quelli che sono ancora aperti (Yemen, Israele, Siria, Ruanda, Egitto, Myammar, \u2026)<\/li>\n<li>che <strong>coinvolga<\/strong> tutti gli attori presenti nel suo territorio: le scuole, la societ\u00e0 civile, le imprese, i sindacati, i <em>media<\/em> locali, \u2026<\/li>\n<li>che <strong>prepari<\/strong>\u00a0<strong>la comunit\u00e0 locale<\/strong> affinch\u00e9 sia in grado di praticare una resistenza civile quando necessario<\/li>\n<li>che <strong>comunichi <\/strong>questa dichiarazione alle autorit\u00e0 italiane ed europee<\/li>\n<\/ul>\n<p>Seguono le firme:<\/p>\n<figure class=\"wp-block-table\">\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td>Nome, Cognome<\/td>\n<td>abitante\/residente in<\/td>\n<td>Cellulare\/mail<\/td>\n<td>firma<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/figure>\n<hr class=\"wp-block-separator\" \/>\n<p><strong>NOTE:<\/strong><\/p>\n<p>[1] Questo quaderno raccoglie esperienze di difesa popolare non armata, di resistenza civile alla guerra, in cui sono protagonisti gli enti locali. Cosa \u00e8 successo a <strong>Goteborg<\/strong>. Ricordo che era uscito un articolo sul \u00abLa Stampa\u00bb (Torino) che accennava a una interessante esperienza di resistenza civile in <strong>Svezia<\/strong>; era intorno al <strong>1985<\/strong>. Lo <strong>Stato<\/strong> svedese voleva costruire una (auto)strada in una grossa <strong>foresta<\/strong> vicino a Goteborg mentre la <strong>comunit\u00e0 locale<\/strong> era contraria. Cosa hanno fatto i locali? Sono stati organizzati dei percorsi formativi alla <strong>resistenza nonviolenta<\/strong> a livello popolare. A\u00a0 queste iniziative hanno partecipato <strong>migliaia di persone<\/strong>. La cosa interessante di quell\u2019esperienza \u00e8 che aveva come <strong>co-protagonisti<\/strong> le autorit\u00e0 locali, le associazioni imprenditoriali, i sindacati, le chiese e le associazioni della societ\u00e0 civile. La resistenza locale era contro le decisioni prese dalla pubblica amministrazione statale. Dopo la formazione, sono state attuate <strong>forme di lotta difensive<\/strong> delle piante, di resistenza verso chi voleva abbattere la foresta. Molti <strong>cittadini e autorit\u00e0<\/strong>, tra cui anche il vescovo, si sono <strong>legati agli alberi<\/strong> per resistere a questa politica autoritaria (centro contro periferia senza consenso).<\/p>\n<p>[2] Gli articoli, <em>L\u2019amministration publique sous l\u2019occupation \u00e9tranger<\/em>, di A.A. H. Heering e <em>Notes sur l\u2019administration publique sous l\u2019occupation \u00e9tranger<\/em>, di Joep Creyghton, sono apparsi rispettivamente sulla rivista \u00abPour une autre defence\u00bb, Fiches documentaire (II.c52 85\/24 e II.c53\/juin 85\/24)<\/p>\n<p>[3] Nel settore <strong>privato<\/strong> si vedano le azioni di <strong>disubbidienza <\/strong>e di <strong>non collaborazione<\/strong> dei <strong>lavoratori dell\u2019aeroporto di Pisa<\/strong>, che\u00a0<strong>denunciano<\/strong> la presenza di armamenti in un carico umanitario (che doveva partire per solidariet\u00e0 con l\u2019Ucraina); e le azioni di non collaborazione dei <strong>lavoratori<\/strong>\u00a0<strong>portuali<\/strong> che si <strong>rifiutano<\/strong> di partecipare al carico\/scarico delle merci di navi che attraccano ai porti italiani trasportando armamenti destinati a Paesi in guerra. Mentre nel settore <strong>pubblico<\/strong> il <strong>Sindaco di Palermo<\/strong> autorizza la <strong>registrazione in anagrafe dei cittadini stranieri immigrati<\/strong>. E ancora nel settore della <strong>societ\u00e0 civile<\/strong> l<strong>\u2019Elemosiniere del Papa<\/strong> \u00e8 andato a <strong>riallacciare la luce elettrica<\/strong> in un condominio di propriet\u00e0 pubblica abitato da popolazione bisognosa (anziana, disabile, migranti), in cui era stata tolta la corrente per morosit\u00e0.<\/p>\n<p>[4] Utile al riguardo \u00e8 il libro di Raffaele Mentegazzi, <strong>I<\/strong><em><strong>mparare a resistere, per una pedagogia della resistenza<\/strong><\/em>, Mimesis edizioni.<\/p>\n<p>_____________________________________________<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/giorgio-barazza-e1625299134137.jpeg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-188157\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/giorgio-barazza-e1625299134137.jpeg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"100\" \/><\/a> Giorgio Barazza \u00e8 membro della <\/em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/\" >Rete TRANSCEND per la Pace, Sviluppo e Ambiente<\/a><em>.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2022\/03\/18\/se-lo-stato-abdica-alle-sue-leggi-i-comuni-hanno-il-diritto-dovere-di-disobbedire\/\" >Go to Original &#8211; serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stavo pensando ad alcune esperienze di resistenza civile in cui la pubblica amministrazione (PA) locale (Comuni) \u00e8 intervenuta nei conflitti armati e non armati.<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":188157,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46],"tags":[1817,1110,2134,1253,1960],"class_list":["post-207406","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-original-languages","tag-anti-militarism","tag-civil-disobedience","tag-conscientious-objector","tag-demilitarization","tag-international-conscientious-objectors-day"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/207406","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=207406"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/207406\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media\/188157"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=207406"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=207406"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=207406"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}