{"id":20964,"date":"2012-08-20T16:40:18","date_gmt":"2012-08-20T15:40:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=20964"},"modified":"2012-08-20T16:40:18","modified_gmt":"2012-08-20T15:40:18","slug":"italian-animalismo-specismo-antispecismo-e-diritti-degli-animali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2012\/08\/italian-animalismo-specismo-antispecismo-e-diritti-degli-animali\/","title":{"rendered":"(Italian) Animalismo, Specismo, Antispecismo e Diritti degli Animali"},"content":{"rendered":"<p><em>Intervista a Leonardo Caffo<\/em><\/p>\n<p>Su GraphoMania parliamo spesso di <a href=\"http:\/\/blog.graphe.it\/06-zibaldone\/animali-da-compagnia\"  target=\"_blank\">animali<\/a>: ci stanno particolarmente a cuore e non \u00e8 un mistero. Ma non vogliamo che sia un discorso sdolcinato: secondo noi \u00e8 importante guardare agli animali come esseri viventi, al pari nostro, con i loro diritti. Il fatto che noi siamo animali appartenenti alla specie umana non ci autorizza certo a trattare male gli animali non umani.<\/p>\n<p>\u00c8 un discorso ampio che va approfondito con chi ne sa pi\u00f9 di noi. \u00c8 per questo che abbiamo fatto una lunga chiacchierata con il dottor <a href=\"http:\/\/caffoleonardo.wordpress.com\/\"  target=\"_blank\">Leonardo Caffo<\/a>, laureato in Filosofia della Mente e del Linguaggio presso l\u2019Universit\u00e0 degli studi di Milano (con Elisa Paganini) con una specializzazione in Filosofia delle Scienze Cognitive presso la stessa Universit\u00e0 (con Corrado Sinigaglia e Clotilde Calabi) e attualmente Dottorando di Ricerca (PhD Student) in Filosofia Analitica presso l\u2019Universit\u00e0 degli studi di Torino (Supervisione di Maurizio Ferraris).<\/p>\n<p><strong>Partiamo da una spiegazione dei termini: animalismo, specismo, antispecismo e diritti degli animali. Puoi illustrarceli brevemente?<\/strong><\/p>\n<p>Allora: la domanda contiene parte della risposta, direi proprio la parte pi\u00f9 importante. Ovvero, i quattro concetti che citi, sono legati: ma diversi. \u00c8 bene specificarlo, non per pignoleria, ma perch\u00e9 spesso assistiamo a un\u2019intercambiabilit\u00e0 ingenua tra alcuni di questi. Ora, non \u00e8 che esista un\u2019unica definizione di tali concetti, tutt\u2019altro: ma possiamo lavorare su un accordo comune che, grazie a certa letteratura, pu\u00f2 consentirmi di rispondere nel modo pi\u00f9 preciso possibile.<\/p>\n<p><strong>Animalismo<\/strong> \u00e8 un termine recente: prima degli anni \u201970, strano ma vero, il dizionario riportava la seguente definizione \u201cchi dipinge o raffigura soggetti animali\u201d. Curiosit\u00e0 a parte, l\u2019animalismo oggi \u00e8 quell\u2019atteggiamento di riguardo nei confronti degli animali non umani ma, genericamente, non possiamo dire di pi\u00f9. In che senso? Nel senso che \u201criguardo\u201d pu\u00f2 voler dire almeno due cose: (1) tendere verso un atteggiamento di protezione degli animali, limitando parte delle azioni violente dell\u2019umano verso il non umano oppure, in maniera radicalmente diversa,\u00a0(2) discutere della fine del sistema di sfruttamento dell\u2019animalit\u00e0 in modo definitivo abolendo, le pratiche violente intenzionali, ma anche mettendo in discussione ci\u00f2 che conduce allo sviluppo di queste pratiche: giusto per atteggiarmi a filosofo, potremmo dire che (2) conduce a un\u2019analisi critica delle <em>condizioni di possibilit\u00e0<\/em> della violenza. Dunque (1) conduce a una rivendicazione dei <strong>diritti degli animali<\/strong> mentre (2), per continuare a collegare i vari termini della questione su cui mi hai stimolato, porta all\u2019insediarsi, progressivo, dell\u2019<strong>antispecismo<\/strong>.<\/p>\n<p>Mentre l\u2019antispecismo, in modo tautologico, come si capir\u00e0 dal nome, si oppone allo <strong>specismo<\/strong>, nel caso dei diritti degli animali questo non \u00e8 necessario. Lo specismo, in senso culturale, \u00e8 l\u2019ideologia giustificazionista che conduce l\u2019umano a produrre giustificazioni per nobilitare la violenza istituzionalizzata verso gli animali non umani e, in senso genealogico, \u00e8 un atteggiamento pregiudiziale che ha portato la situazione a quelle estreme conseguenze che ora si cercano di giustificare. Lo specismo naturale, invece, come spontanea propensione verso il simile (e ostilit\u00e0 verso il dissimile) non \u00e8 oggetto, se non in visioni filosoficamente confuse e inconsistenti, di analisi critica o rifiuto da parte dell\u2019antispecismo. \u00c8 lecito che il leone preferisca stare con il leone, come l\u2019umano con l\u2019umano: l\u2019illecito \u00e8 il sistema violento e immorale su cui oggi, ed \u00e8 sotto gli occhi di tutti, prosegue la vita della specie <em>Homo Sapiens<\/em>. La rivendicazione dei diritti degli animali, per concludere, si caratterizza come azione interna al sistema in cui, si spera, gli animali possano essere protetti attraverso una diminuzione progressiva delle violenze e degli eccessi oltre che per mezzo di una normalizzazione del loro statuto entro le nostre societ\u00e0. Come si tutelano i nostri diritti, anche i loro dovrebbero avere lo stesso trattamento.<\/p>\n<p>L\u2019antispecismo, sia esso concepito come questione morale e filosofica, che come questione politica e pratica (le cose vanno, solitamente, di pari passo), \u00e8 invece un rifiuto deciso del sistema stesso che, non pu\u00f2 essere semplicemente sistemato eliminando la violenza verso gli animali perch\u00e9, sar\u00e0 chiaro, se non si toccano e ridiscutono le premesse stesse che hanno permesso questa violenza le cose, per animali umani e non umani, non cambieranno mai radicalmente.<\/p>\n<p><strong>Ci potresti dare qualche coordinata storico\/filosofica pi\u00f9 approfondita sull\u2019antispecismo?<\/strong><\/p>\n<p>Il termine specismo \u00e8 stato coniato nel 1970 da Richard Ryder [<em>in foto<\/em>], ma il primo tassello architettonicamente consistente, nel panorama della filosofia antispecista, si deve a Peter Singer: era il 1975, con la pubblicazione di <em>Animal Liberation<\/em> \u2013 ormai un classico sul tema. Con Singer comincia l\u2019antispecismo di derivazione utilitarista: quando agiamo, dice Singer, dobbiamo tenere in considerazione tutti gli individui interessati dal raggio delle nostre azioni. Se agire significa guadagnare pi\u00f9 di quanto gli altri perdono, allora non siamo moralmente autorizzati ad agire. Per individui, chiaramente, Singer intende animali umani e non umani e, se tanto ci d\u00e0 tanto, non possiamo pi\u00f9 mangiare gli animali non umani: il nostro piacere, infatti, non \u00e8 lontanamente paragonabile alle sofferenze a cui li sottoponiamo.<\/p>\n<p>Negli anni \u201980, giusto per citare un altro classico filosofo, Tom Regan lavora a un antispecismo di matrice giuspositivista: se diamo certi diritti agli umani, infatti, non c\u2019\u00e8 nessun buon motivo per non attribuirli anche agli animali non umani. Ma \u00e8 anche un antispecismo giusnaturalista: nel senso che ogni animale, in quanto \u201csoggetto di una vita\u201d, \u00e8 portatore di alcuni diritti intrinseci che rendono ingiustificabile lo specismo. Molti altri filosofi hanno lavorato affinando, modificando e rielaborando, le premesse generali dell\u2019argomentazione antispecista. Tra questi, per citare i pi\u00f9 noti, ci sono senz\u2019altro Tzachi Zamir, Carol Adams, Paola Cavalieri, Donald Van De Veer ma anche Ralph Acampora e Matthew Calarco.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 poi un\u2019altra data simbolica, quella della pubblicazione di <em>Animal Rights\/Human Rights: Entanglements of Oppression and Liberation<\/em> di David Nibert che, nell\u2019ormai lontano 2001, argomenta in modo pi\u00f9 consistente in favore di una visione politica dell\u2019antispecismo che leghi, a doppio filo, la questione dei diritti animali con quella dei diritti umani. Stupidamente, va detto con decisione, alcuni dividono l\u2019antispecismo legato alla filosofia analitica (Singer, Regan, ecc.) da quello legato alla filosofia continentale (Calarco, Acampora, ecc.): a mio parere, invece, proprio entro l\u2019antispecismo \u00e8 chiaro come ormai, in filosofia, questa distinzione sia caduta lasciando spazio, come accettato da molti, a una filosofia globalizzata meno ricettiva alle dicotomie da salotti e dei filosofi della domenica.<\/p>\n<p><strong>Cosa vuol dire \u201cliberare\u201d gli animali? \u00c8 un discorso fisico o va al di l\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>Va al di l\u00e0, ovviamente. Liberare gli animali significa liberare gli umani dall\u2019idea di discriminazione dell\u2019altro da s\u00e9: umano e non umano. Molti credono che l\u2019antispecismo miri ad aprire le porte dei macelli: ma in realt\u00e0 il compito politico e filosofico dell\u2019antispecismo \u00e8 quello di far s\u00ec che i macelli non possano proprio pi\u00f9 essere concepiti. La liberazione degli animali \u00e8 la fine dell\u2019idea che qualcuno possa disporre di qualcun altro: un\u2019utopia? Forse, ma se si \u00e8 realizzata la distopia in cui viviamo, perch\u00e9 non dovrebbe realizzarsi l\u2019utopia verso cui mira l\u2019antispecismo?<\/p>\n<p><strong>Recentemente \u00e8 stato pubblicato in italiano un libro che ha avuto un grande successo negli USA. L\u2019autrice \u00e8 Melanie Joy e il titolo \u00e8 <a href=\"http:\/\/blog.graphe.it\/2012\/08\/04\/amare-gli-animali-e-porsi-delle-domande-sul-rispetto-del-creato\"  target=\"_blank\"><em>Perch\u00e9 amiamo i cani, mangiamo i maiali e indossiamo le mucche<\/em><\/a><\/strong><strong>. Ti giriamo l\u2019affermazione del titolo in domanda: perch\u00e9, secondo te, amiamo i cani, mangiamo i maiali e indossiamo le mucche?<\/strong><\/p>\n<p>Conosco il libro: l\u2019autrice argomenta facendo uso della psicologia \u2013 discute delle dinamiche di gruppo, delle barriere sociali e anche dei meccanismi di difesa. Non a caso, nella sua edizione italiana, la prefazione \u00e8 di Annamaria Manzoni che, proprio su meccanismi di difesa e specismo, ha lavorato in modo del tutto innovativo. Si pensi al suo <em>In direzione contraria<\/em> (Sonda, 2009). La domanda meriterebbe un\u2019intervista a parte, ma banalmente la risposta alle tre questioni \u00e8 una: perch\u00e9 nasciamo in una determinata cultura. In alcune parti della Cina, infatti, la domanda non avrebbe senso o, almeno, diventerebbe cos\u00ec: Perch\u00e9 mangi cani, mucche e maiali? Ludwig Wittgenstein, in <em>Della Certezza<\/em>, ci dice qualcosa che fa al caso nostro: \u201cIl bambino impara, perch\u00e9 crede agli adulti. Il dubbio viene dopo la credenza\u201d. L\u2019antispecismo \u00e8 il dubbio che viene dopo aver imparato che \u00e8 normale amare un cane e ammazzare un maiale. Per questo potremmo dire che l\u2019antispecismo \u00e8 proprio quella filosofia che insegna a dubitare di tutto, a decostruire la realt\u00e0 sociale, cercando di capire cosa resta al di l\u00e0 delle nostre convenzioni. In questo caso resta un\u2019ovviet\u00e0: mucca, maiale e cane non abitano diversi piani morali. L\u2019umano, ancora una volta, dispone dell\u2019altro senza nessuna giustificazione.<\/p>\n<p><strong>Nel tuo libro <\/strong><em><strong><a href=\"http:\/\/blog.graphe.it\/2011\/06\/17\/un-manifesto-per-lanimalita-attraverso-la-politica-e-la-filosofia\"  target=\"_blank\">Soltanto per loro<\/a><\/strong><\/em><em><strong>. Un manifesto per l\u2019animalit\u00e0 attraverso la filosofia e la politica<\/strong><\/em><strong>, tu scrivi che \u00e8 necessario \u201cguardare l\u2019altro con gli occhi dell\u2019altro, lasciandoci avvolgere da ci\u00f2 che non comprendiamo fino a trasformarci, in una vera metamorfosi, proprio nell\u2019altro\u201d. Ritieni che le donne e gli uomini del nostro tempo abbiano questa capacit\u00e0 di leggere dentro oppure si lasciano troppo spesso cullare dalle abitudini?<\/strong><\/p>\n<p>Siamo lontani dalla possibilit\u00e0, teorizzata gi\u00e0 da Jacques Derrida, che <em>l\u2019altro svanisca come altro<\/em>: l\u2019unico modo per poter realmente ripristinare una comunit\u00e0 non violenta, in cui la convivenza \u00e8 realmente pacifica, \u00e8 proprio quello di rinegoziare, fino alla sua eliminazione, il falso confine tra ci\u00f2 che succede a me e ci\u00f2 che capita agli altri. Se una cosa ci insegna la crisi economica attuale, questa \u00e8 sicuramente la necessit\u00e0 di vivere per l\u2019altro: l\u2019egoismo dei mercati, dei paesi e dei cittadini conduce, inesorabilmente, verso la distruzione del sistema dal suo interno. Donne e uomini hanno la capacit\u00e0 di comprende l\u2019altro in profondit\u00e0, fa parte del nostro corredo biologico: l\u2019empatia \u00e8 proprio questa propensione a iscrivere l\u2019altro in se stessi, a farlo scomparire in noi. Chi non \u00e8 in grado \u00e8 il cittadino: ovvero l\u2019umano culturale che vive in un modo completamente egoista perch\u00e9 le nostre societ\u00e0 educano all\u2019individualismo, all\u2019arrivismo, alla competizione \u2013 ovvero a superare l\u2019altro con ogni mezzo, anche violento. Il \u201ccittadino\u201d \u00e8 un concetto parte di quella realt\u00e0 sociale che dobbiamo decostruire: dobbiamo ripartire dall\u2019umano, ovvero dall\u2019animalit\u00e0 dell\u2019umano, in modo tale che si possa ricostruire un sentiero in cui si comprenda, definitivamente, che la mia vita dipende dalla tua esattamente come i corpi, anche i pi\u00f9 lontani fra loro, si influenzano reciprocamente in questo nostro universo.<\/p>\n<p><strong>Un tuo articolo ha per titolo: \u201cAntispecismo della disobbedienza civile\u201d. Quanto c\u2019\u00e8 di disobbediente (alla cultura dominante, alla societ\u00e0, alle tradizioni, alle religioni\u2026) essere antispecista?<\/strong><\/p>\n<p>Molto: \u00e8 tautologico. Si pensi a Thoreau, che della disobbedienza civile fu il teorico principale. Egli si rifiutava di pagare le tasse per non partecipare al finanziamento della guerra proprio come, un antispecista, si rifiuta di comprare oggetti legati alla sofferenza animale per non fomentare la logica del mattatoio. Sia Thoreau che gli antispecisti sono coscienti, sia chiaro, che l\u2019effetto soglia (la legge della domanda economica) rende \u201cinutili\u201d questi gesti: ma adeguarsi alle proprie idee e filosofie \u00e8 un gesto necessario, a meno di assoluta irrazionalit\u00e0 e incoerenza. Spiega tutto bene Thoreau, proprio in <em>Disobbedienza Civile<\/em>, quando afferma: \u201cCome pu\u00f2 un uomo accontentarsi semplicemente di prendere in considerazione un\u2019opinione, e compiacersi di ci\u00f2? Di che cosa si compiace se la sua opinione \u00e8 che egli viene danneggiato?\u201d. Non possiamo solo filosofare sull\u2019antispecismo senza adeguare le nostre azioni: disobbedienza civile vuol dire rifiutare le imposizioni del sistema, in modo non violento, anche a scapito di propri personali vantaggi. Una perfetta definizione di antispecismo <em>ante litteram<\/em>, vorrei dire.<\/p>\n<p><strong>Lo hai accennato in una precedente risposta, ma te lo chiedo lo stesso per approfondire: vn vero amico degli animali, dev\u2019essere necessariamente vegetariano\/vegano?<\/strong><\/p>\n<p>Mah\u2026 banalmente s\u00ec, nel senso che \u00e8 difficile che io sia amico di Flavio, per dire, se poi me lo mangio. Vorrei per\u00f2 far notare che la locuzione \u201camico degli animali\u201d \u00e8 problematica. Con la parola \u201canimali\u201d, faceva notare Derrida in <em>L\u2019animale che dunque sono<\/em>, comprimiamo l\u2019infinita variet\u00e0 dei viventi: non \u00e8 gi\u00e0 questa discriminazione? Direi di si: e molti altri filosofi, si pensi a Carol Adams, hanno argomentato in favore di una rivisitazione di un linguaggio che contiene, al suo interno, tutta una serie di dispositivi dello specismo. Non esistono amici degli animali, cos\u00ec come non esistono amici delle donne, dei neri o dei commercialisti. L\u2019amicizia \u00e8 una relazione complessa, che lega due individui che vivono in modo unico e irripetibile un\u2019esperienza di intreccio tra diverse esistenze. Che vuol dire essere amico di una determinata categoria? Niente, ovviamente. Va da s\u00e9, come dicevo, che nessuno pu\u00f2 avere un rapporto di amicizia con il suo pranzo.<\/p>\n<p><strong>Quanto pu\u00f2 il web con i suoi siti, blog, forum, social network e via dicendo aiutare le persone a porsi delle domande che facciano poi scaturire delle azioni concrete?<\/strong><\/p>\n<p>Tanto. Ma il web \u00e8 senz\u2019altro la filosofia in pratica: il sogno irrealizzato del catalogo di tutti i cataloghi. Anche l\u2019antispecismo, come parte della filosofia morale e politica, si giova di questo strumento. Siti, blog, e riviste online permettono di cominciare ad avvicinarsi a un mondo complesso e sommerso: incrociare lo sguardo di un maiale trucidato, magari in un video, pu\u00f2 essere occasione per ricercare nella vita vera quello stesso sguardo sperando che un giorno, questi incroci tra viventi di specie diverse, siano incroci di relazioni libere e autentiche. Forum e social network, se usati con intelligenza, possono essere spazi per primi incontri tra persone unite dal sogno di liberazione animale e, perch\u00e9 no, l\u2019inizio della realizzazione proprio di questo sogno.<\/p>\n<p><strong>Potresti darci qualche indicazione bibliografica \/ sitografica per approfondire l\u2019antispecismo?<\/strong><\/p>\n<p>Oggi la letteratura \u00e8 immensa. I classici sono facilmente reperibili in libreria, da Singer a Regan, fino a pi\u00f9 recenti libri come il citato di Melanie Joy. in Italiano consiglio, per farsi un\u2019idea completa e articolata dell\u2019antispecismo, l\u2019ultimo libro di Marco Maurizi, <a href=\"http:\/\/www.ibs.it\/code\/9788897339038\/MAURIZI-MARCO\/AL-LA-DELLA-NATURA-GLI-ANIMALI-CAPITALE-LIBERTA.html?shop=3297\"  target=\"_blank\"><em>Al di l\u00e0 della Natura: gli animali, il capitale e la libert\u00e0<\/em> <\/a>(Novalogos, 2012).<\/p>\n<p>Tra i siti e le riviste di filosofia e animalismo vale la pena visitare i portali e gli spazi web di: <a href=\"http:\/\/www.antispecismo.net\/\"  target=\"_blank\"><em>Antispecismo.net<\/em><\/a>, <a href=\"http:\/\/www.liberazioni.org\/liberazioni-n3.html\"  target=\"_blank\"><em>Liberazioni \u2013 rivista di critica antispecista<\/em><\/a>, <a href=\"http:\/\/bioviolenza.blogspot.it\/\"  target=\"_blank\"><em>Bioviolenza<\/em><\/a>, <a href=\"http:\/\/asinusnovus.wordpress.com\/\"  target=\"_blank\"><em>Asinus Novus \u2013 filosofia e antispecismo<\/em><\/a> e siti di associazioni antispeciste quali <a href=\"http:\/\/www.oltrelaspecie.org\/\"  target=\"_blank\">Oltre la Specie<\/a> o <a href=\"http:\/\/www.animalequality.it\/\"  target=\"_blank\">Animal Equality<\/a>.<\/p>\n<p>A novembre uscir\u00e0 il primo numero della rivista universitaria <em>Animal Studies<\/em> (edita da Novalogos) con numeri monografici dedicati all\u2019animalit\u00e0 entro i suoi vari aspetti d\u2019analisi. Ha senso leggere anche qualche romanzo, come <a href=\"http:\/\/www.ibs.it\/code\/9788871685434\/CIMATTI-FELICE\/SENZA-COLPA.html?shop=3297\"  target=\"_blank\"><em>Senza Colpa<\/em><\/a> di Felice Cimatti (Marcos y Marcos, 2010) o <a href=\"http:\/\/www.ibs.it\/code\/9788804610977\/ROWLANDS-MARK\/IL--LUPO-FILOSOFO-LEZIONI-VITA-DALLA-NATURA-SELVAGGIA.html?shop=3297\"  target=\"_blank\"><em>Il lupo e il filosofo<\/em><\/a> di Mark Rowlands (Mondadori, 2009). Nel 2013 uscir\u00e0 un libro del sottoscritto per le edizioni Sonda dedicato alla mia umile interpretazione dell\u2019antispecismo nelle sue basi filosofiche e, sempre da Sonda, sono reperibili alcuni importanti libri di Tom Regan, Jim Mason e Bernard E. Rollin.<\/p>\n<p>Rai Educational ha recentemente dedicato uno speciale, per Rai Filosofia, all\u2019animalit\u00e0 con diversi interventi e lezioni.<\/p>\n<p>Infine, per avere una bibliografia pi\u00f9 ampia, consiglio di dare un occhio al <a href=\"http:\/\/animalistifvg.blogspot.it\/2012\/06\/diritti-animali-in-biblioteca-pordenone.html\"  target=\"_blank\">progetto \u201cdiritti animali in biblioteca\u201d a cura della biblioteca di Pordenone<\/a>. Insomma, il modo per approfondire il dibattito non manca: e io, pensando alla sofferenza di ogni singolo animale massacrato, non trovo nessun buon motivo per non farlo. E voi?<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/blog.graphe.it\/2012\/08\/13\/animalismo-specismo-antispecismo-diritti-degli-animali-intervista-leonardo-caffo?utm_source=Centro+Studi+Sereno+Regis+Newsletter&amp;utm_campaign=16b7ebadba-Newsletter_2012_30&amp;utm_medium=email\" >Go to Original \u2013 graphe.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parliamo spesso di animali: ci stanno particolarmente a cuore e non \u00e8 un mistero. Ma non vogliamo che sia un discorso sdolcinato: secondo noi \u00e8 importante guardare agli animali come esseri viventi, al pari nostro, con i loro diritti. 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