{"id":215372,"date":"2022-06-20T12:00:53","date_gmt":"2022-06-20T11:00:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=215372"},"modified":"2022-06-18T04:57:49","modified_gmt":"2022-06-18T03:57:49","slug":"italiano-dalla-giustizia-ambientale-alla-giustizia-climatica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2022\/06\/italiano-dalla-giustizia-ambientale-alla-giustizia-climatica\/","title":{"rendered":"(Italiano) Dalla giustizia ambientale alla giustizia climatica"},"content":{"rendered":"<h4>DIRITTI E DOVERI DEI\/DELLE CITTADINI\/E<\/h4>\n<p><em><span class=\"post-meta-infos\">15 Giugno 2022<\/span> &#8211;<\/em> Non c\u2019\u00e8 pace senza <strong>giustizia<\/strong>: questo \u00e8 uno degli slogan che accompagnano le manifestazioni e i pres\u00ecdi organizzati da associazioni e gruppi della societ\u00e0 civile per protestare contro i conflitti armati che in tante parti del mondo portano ancora oggi morte e devastazione. Ne \u00e8 un esempio l\u2019attuale guerra in corso tra Ucraina e Russia, in cui da molte parti di sollecitano i due Paesi in conflitto a imboccare la via della diplomazia e della legge.<\/p>\n<p>Chi si appella alla giustizia ha in mente non solo la necessit\u00e0 di rispettare i diritti di tutti, e di assicurare una equa distribuzione delle risorse e delle opportunit\u00e0, ma anche <strong>l\u2019apparato di regole<\/strong> che \u2013 attraverso il dialogo e la mediazione \u2013 i governi e le istituzioni internazionali concordano di rispettare per superare le controversie che mettono in discussioni o interrompono le relazioni commerciali, culturali, sociali tra i Paesi.<\/p>\n<p>L\u2019importanza di darsi regole chiare e di rispettarle vale anche all\u2019interno di ciascun Paese. In Italia sono numerosi gli articoli della Costituzione che stabiliscono compiti e attivit\u00e0 con cui si esercita e si tutela la <strong>giustizia<\/strong>. L\u2019Art. 101 afferma che \u2018<em>La giustizia \u00e8 amministrata in nome del popolo, e che i giudici sono soggetti soltanto alla legge<\/em>\u2019. L\u2019Art. 102 stabilisce che \u2018<em>La legge regola i casi e le forme della partecipazione diretta del popolo all\u2019amministrazione della giustizia\u2019<\/em>.<\/p>\n<p>L\u2019amministrazione della <strong>giustizia<\/strong> \u00e8 uno dei ruoli pi\u00f9 importanti della Repubblica: infatti vi \u00e8 tra i suoi compiti (articolo 3) l\u2019impegno <em>a garantire a ogni cittadino\/a il pieno sviluppo delle sue potenzialit\u00e0 e l\u2019effettiva partecipazione all\u2019organizzazione politica, economica e sociale del Paese, rimuovendo gli ostacoli di ordine economico e sociale che ne limitano la libert\u00e0 e l\u2019eguaglianza<\/em>.<\/p>\n<p>La nostra Costituzione dunque riconosce l\u2019uguaglianza tra tutte le persone, e si impegna a renderla effettiva attraverso l\u2019applicazione <strong>delle sue leggi<\/strong>.\u00a0 Cittadine e cittadini hanno diritto di ricevere protezione e tutela, e a loro volta hanno il dovere di contribuire al raggiungimento di una condizione simile per tutt*.\u00a0 L\u2019obiettivo condiviso \u00e8 una societ\u00e0 di persone uguali e libere.<\/p>\n<h4>LA TUTELA DEGLI ECOSISTEMI<\/h4>\n<p>Nella Costituzione, all\u2019articolo 9 \u00e8 stata aggiunta di recente una frase: il nostro Paese<em>, <\/em>oltre a tutelare il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione,<em> \u2018tutela l\u2019ambiente, la biodiversit\u00e0 e gli ecosistemi, anche nell\u2019interesse delle future generazioni. [\u2026]<\/em>\u2019.<\/p>\n<p>Questa aggiunta e questa precisazione si sono rese necessarie per introdurre \u2013 anche nel testo della nostra Costituzione \u2013 un concetto nato da una consapevolezza che \u00e8 venuta maturando negli ultimi 50-60 anni: il riconoscimento del ruolo fondamentale svolto dai sistemi naturali per mantenere la vita e il benessere delle persone e delle altre forme di vita che \u2013 insieme all\u2019umanit\u00e0 \u2013 abitano il Pianeta Terra. Pur essendo espressa con una prospettiva antropocentrica, questa legge rappresenta un passo importante verso la presa di coscienza della totale dipendenza della sopravvivenza umana dal \u2018ben-essere\u2019 della rete di sistemi viventi che ormai da pi\u00f9 di 4 miliardi di anni si \u00e8 sviluppata sulla Terra, evolvendo senza interruzione in una straordinaria diversit\u00e0 di forme, propriet\u00e0 e funzioni.<\/p>\n<p>Possiamo dunque affermare che, oltre a garantire i diritti di ogni persona (al di l\u00e0 delle differenze di genere, lingua, razza, condizioni economiche, opinioni politiche ecc.), in Italia \u00e8 diventato obbligo di legge rispettare e proteggere anche i \u2018luoghi\u2019 in cui viviamo: che non sono pi\u00f9 da considerare come contenitori passivi, inerti da cui prelevare risorse e buttare rifiuti, ma come elementi vivi, reattivi, strettamente interconnessi e interdipendenti attraverso reti che si estendono ben al di l\u00e0 dello spazio circostante. Un Paese giusto amministra e protegge l\u2019ambiente naturale, e assicura che ogni cittadino ne possa godere secondo un principio di equit\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019obbligo di \u2018<em>tutelare l\u2019ambiente, la biodiversit\u00e0 e gli ecosistemi\u2019 <\/em>pone interrogativi nuovi e carica di nuove responsabilit\u00e0. I confini entro i quali si manifestano le conseguenze ambientali delle nostre azioni, personali e collettive, si estendono ben al di l\u00e0 del territorio nazionale.\u00a0 La drammatica storia degli abusi compiuti anche lontano da noi, in altri paesi e continenti, nei confronti di comunit\u00e0 umane che sono state private (perch\u00e9 distrutte, avvelenate, saccheggiate) delle risorse naturali indispensabili alla loro vita (cibo, salute, casa), ci riguarda infatti direttamente. Questi abusi hanno alimentato conflitti locali ovunque nel mondo, che con il passare dei decenni sono stati individuati e \u2018classificati\u2019 come conflitti che riguardano la \u2018giustizia ambientale\u2019.<\/p>\n<p><strong>MOVIMENTI PER LA GIUSTIZIA AMBIENTALE \u2013 L\u2019AMBIENTALISMO DEI POVERI<\/strong><\/p>\n<p>Dalla met\u00e0 del \u2018900 si manifestarono \u2013 in un rapido crescendo \u2013 situazioni di conflitto connesse all\u2019estrazione di risorse naturali, al loro trasporto e trasformazione, fino allo smaltimento. Si estesero sempre pi\u00f9 le frontiere della ricerca di risorse non rinnovabili \u2013 materie prime (come bauxite, rame, uranio) ed energia (legname, petrolio, gas) \u2013 sottraendole alle comunit\u00e0 locali e impoverendo il pianeta.\u00a0 Anche le risorse rinnovabili (come le foreste, o le riserve di pesca) sono state progressivamente danneggiate, per l\u2019uso eccessivo, per inquinamenti, per trasformazioni irreversibili. Questi conflitti hanno visto per lo pi\u00f9 affermarsi le ragioni dei pi\u00f9 forti a scapito di gruppi sociali che si trovavano in posizioni svantaggiate per appartenenza etnica, classe, genere, condizioni economiche.\u00a0 Negli anni \u201980 del 1900 questi conflitti erano percepiti soprattutto nelle aree urbane, in termini di persistenti ingiustizie nei confronti della \u2018gente di colore\u2019 negli Stati Uniti: in particolare la presenza di discariche di materiali tossici vicini alle abitazioni di comunit\u00e0 nere diede origine a un <strong>movimento sociale per la giustizia ambientale. <\/strong><\/p>\n<p>Due esempi significativi del nascere dell\u2019idea di \u2018Giustizia ambientale\u2019 sono illustrati nelle SCHEDE qui accluse.<\/p>\n<p>\u2018<strong>Lois Gibbs contro la discarica \u2013 1978\u2019<\/strong> illustra la lunga battaglia legale condotta negli Stati Uniti da una donna, madre di un bambino di 8 anni, da quando scopr\u00ec che la scuola frequentata da suo figlio era stata costruita sui resti di una discarica di rifiuti tossici. La denuncia di Lois diede avvio a una lotta collettiva che ottenne significativi finanziamenti per monitorare i siti inquinati, e impose al governo nuove leggi per avviare bonifiche e proteggere l\u2019ambiente.<\/p>\n<div class=\"avia-iframe-wrap\">\n<p><iframe loading=\"lazy\" class=\"wp-embedded-content\" title=\"\u201cLois Gibbs contro la discarica \u2013 1978\u201d \u2014 Centro Studi Sereno Regis\" src=\"https:\/\/serenoregis.org\/2022\/06\/15\/lois-gibbs-contro-la-discarica-1978\/embed\/#?secret=GekA2UjllP#?secret=nX2Q1uBrOQ\" width=\"600\" height=\"545\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\" sandbox=\"allow-scripts\" data-secret=\"nX2Q1uBrOQ\" data-mce-fragment=\"1\"><\/iframe><\/p>\n<\/div>\n<p>\u2018<strong>La protesta di Warren County \u2013 1982\u2019<\/strong>. Venne aperta una discarica di rifiuti tossici all\u2019interno del quartiere di Alton, nel Nord Carolina: preoccupati per i rischi di inquinamento delle riserve di acqua potabile i residenti bloccarono i camion diretti al sito, sdraiandosi per terra. Per la prima volta nella storia degli Stati Uniti vennero arrestate delle persone che manifestavano contro una discarica.<\/p>\n<div class=\"avia-iframe-wrap\">\n<p><iframe loading=\"lazy\" class=\"wp-embedded-content\" title=\"\u201cLa protesta di Warren County \u2013 1982\u201d \u2014 Centro Studi Sereno Regis\" src=\"https:\/\/serenoregis.org\/2022\/06\/15\/la-protesta-di-warren-county-1982\/embed\/#?secret=rIk6nwiTAG#?secret=pPncuUJlFV\" width=\"600\" height=\"416\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\" sandbox=\"allow-scripts\" data-secret=\"pPncuUJlFV\" data-mce-fragment=\"1\"><\/iframe><\/p>\n<\/div>\n<p>Intanto, nelle zone rurali e nelle aree abitate da comunit\u00e0 indigene diventava sempre pi\u00f9 vistoso il fenomeno dello \u2018spossessamento\u2019, cio\u00e8 della sottrazione delle risorse (terra, fiumi, foreste) dalle quali dipendeva la sopravvivenza di queste popolazioni.\u00a0 Le forme di resistenza che via via si diffondevano contro questa espropriazione presero il nome di <strong>ambientalismo dei poveri. <\/strong>\u00a0Gli esempi di queste forme di violenza si moltiplicarono rapidamente, interessando numerose situazioni in Africa, Asia e America Latina.<\/p>\n<p>La causa comune di queste diverse forme di ingiustizia e di sofferenza \u00e8 ormai ben riconosciuta: esse dipendevano dall\u2019insostenibile accelerazione del \u2018metabolismo industriale\u2019, cio\u00e8 del flusso di materiali e di energia attraverso i confini dei paesi ricchi, che continuava a crescere a vantaggio di un numero sempre pi\u00f9 ridotto di beneficiari, e a scapito della maggioranza dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p>La somiglianza delle situazioni di ingiustizia \u2013 nei confronti dei poveri nelle citt\u00e0 e delle comunit\u00e0 nelle aree rurali e indigene \u2013 \u00e8 diventata evidente negli anni \u201980 e \u201990, dopo la morte di Chico Mendez nel 1988, che si opponeva alla deforestazione in Brasile, e l\u2019uccisione di Ken Saro-Wiwa e dei suoi compagni dell\u2019etnia Ogoni che denunciavano gli inquinamenti causati dall\u2019estrazione di petrolio nel delta del Niger da parte della Shell, nel 1995. E il fenomeno del \u2018furto della terra\u2019( il land grabbing) \u00e8 diventato sempre pi\u00f9 vistoso in tutti i continenti.<\/p>\n<h4>I DIFENSORI AMBIENTALI, DA VITTIME AD ACCUSATI<\/h4>\n<p>Il termine \u201cdifensore dei diritti umani\u201d si riferisce a donne e uomini che, individualmente o in associazione con altri\/e, agiscono per la promozione e la protezione dei diritti umani universalmente riconosciuti e delle libert\u00e0 fondamentali. Sempre pi\u00f9 spesso essi devono far fronte a processi di criminalizzazione, abusi, molestie, arresti e detenzioni arbitrarie, minacce, attacchi violenti che mettono in pericolo la loro vita. Questo accade perch\u00e9 essi difendono dei diritti umani connessi alla tutela del diritto a vivere in un ambiente sano, e alla protezione delle risorse naturali e dei mezzi di sostentamento delle comunit\u00e0 minacciate. Si tratta di giornalisti, avvocati, rappresentanti di ONG e gli stessi leader comunitari. I difensori dei diritti alla terra e all\u2019ambiente vengono inoltre colpiti da accuse infondate quando fanno denunce contro le industrie estrattive o contro l\u2019espansione delle piantagioni monocolturali, o quando rivendicano il loro diritto ad essere consultati prima che un governo assegni una concessione per l\u2019esplorazione o estrazione di risorse naturali. La crescita economica ha inoltre innescato un aumento nella domanda di energia, e svariati mega-progetti si stanno sviluppando in tutto il mondo. Tali progetti, presentati da grandi imprese multinazionali private, sono spesso sostenuti dagli Stati e da potenti attori finanziari, e considerano i difensori dei diritti come \u2018antagonisti\u2019, anti-governativi\u2019, \u2018contrari al progresso\u2019, \u2018terroristi\u2026 In simili situazioni le tensioni tra le popolazioni e gli operatori economici si esasperano, e l\u2019amministrazione della giustizia diventa problematica.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/it.mongabay.com\/\" >Mongabay<\/a>, un\u2019Associazione impegnata nella conservazione e nella difesa della natura, \u00e8 molto attenta a documentare i conflitti in cui sono coinvolti i difensori ambientali.\u00a0 In un <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/news.mongabay.com\/2022\/04\/more-than-half-of-activists-killed-in-2021-were-land-environment-defenders\/\" >articolo pubblicato ad aprile 2022 sul suo sito<\/a>, \u00e8 riportata la notizia (tratta da un\u2019analisi di Front Line Defenders e Human Rights Defenders Memorial) che nel 2021 sono stati registrati almeno 358 omicidi di attivisti per i diritti umani a livello globale. Di quel totale, quasi il 60% erano difensori della terra, dell\u2019ambiente o dei diritti degli indigeni. I paesi con il pi\u00f9 alto numero di vittime sono Colombia, Messico e Brasile. I responsabili di queste associazioni affermano che la cifra \u00e8 probabilmente molto pi\u00f9 alta, poich\u00e9 gli attacchi ai difensori della terra e dell\u2019ambiente in Africa spesso non vengono denunciati.<\/p>\n<h4>DILAGANO I CONFLITTI AMBIENTALI<\/h4>\n<p>A partire dal 2010, con il sostegno finanziario dell\u2019Unione Europea, \u00e8 stato sviluppato un progetto di ricerca allo scopo di creare un inventario dei conflitti sociali in corso su problematiche ambientali: l\u2019<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/ejatlas.org\/\" >Environmental Justice Atlas<\/a> <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/ejatlas.org\/\" >(EJAtlas<\/a>) poi proseguito come \u2019<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.envjustice.org\/project\/\" >Environmental Justice Project<\/a>.\u00a0\u00a0 \u00a0Grazie all\u2019impegno di studiosi, attivisti e gruppi locali coordinati dal Prof. <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.balzan.org\/it\/premiati\/joan-martinez-alier\" >Joan Mart\u00ednez-Alier<\/a> dell\u2019Institute<em> of Environmental Science and Technology<\/em><\/p>\n<p>(Universit\u00e0 Autonoma di Barcellona) sono stati raccolti, categorizzati e documentati ormai 3.660\u00a0 \u2018studi di caso\u2019 di conflitti che riguardano un grande variet\u00e0 di situazioni: dalle costruzioni di centrali nucleari all\u2019estrazione\u00a0 di minerali da miniere, dalle discariche alle mega- dighe, dall\u2019estrazione di combustibili fossili alla sottrazione dell\u2019acqua pubblica e alla costruzione di autostrade, aeroporti, linee ferroviarie. Sono presi in esame anche casi di inquinamento industriale, deforestazione, furto di terre, sovrasfruttamento di aree marine. \u00a0\u00a0Grazie a questi studi, basati su ricostruzioni storiche, ricerche in campo, testimonianze dirette, il pubblico ha a disposizione una documentazione ampia e accurata delle manifestazioni di resistenza dal basso presenti \u2013 talvolta concluse, spesso ancora in corso \u2013 \u00a0per la difesa dei diritti di comunit\u00e0, popolazioni, gruppi sociali a vivere in ambienti naturali sani e produttivi, a vedere cio\u00e8 rispettate condizioni di giustizia ambientale globale.<\/p>\n<p>Il quadro che emerge da questo vasto studio documenta in modo estremamente ampio e dettagliato il ruolo cruciale svolto dalle migliaia di comunit\u00e0 nel mondo che hanno finora cercato di opporsi ai molteplici processi di distruzione della vitalit\u00e0 del nostro pianeta \u2013 dalle foreste ai fiumi, dalla fertilit\u00e0 del suolo alla salute degli ambienti marini. A queste forme di saccheggio (attuate per lo pi\u00f9 con metodi violenti e brutali, dagli omicidi impuniti agli interventi armati di militari e mercenari), i difensori dell\u2019ambiente oppongono una variet\u00e0 una strategie: manifestazioni di piazza, denunce, boicottaggi, occupazioni di suolo. I difensori ambientali sono spesso membri di gruppi vulnerabili che mettono in atto forme di protesta nonviolente.<\/p>\n<h4>UNA CRESCENTE SINERGIA TRA NONVIOLENZA SOCIALE E AMBIENTALE<\/h4>\n<p>Da <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.envjustice.org\/2020\/06\/environmental-conflicts-defenders-global-overview\/\" >un\u2019analisi approfondita<\/a> di 2743 dei casi documentati nell\u2019<em>Atlante dei conflitti ambientali<\/em> emerge che le mobilitazioni dal basso per usi pi\u00f9 sostenibili e socialmente giusti dell\u2019ambiente coinvolgono ormai tutti i gruppi di reddito, testimoniando l\u2019esistenza globale di varie forme di ambientalismo di base come forza promettente per la sostenibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Numerose associazioni internazionali da molti anni denunciano le manifestazioni di violenza di cui sono vittime i difensori dell\u2019ambiente. Una di queste associazioni \u2013 <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.globalwitness.org\/\" >Global Witness<\/a> \u2013 \u00e8 da anni impegnata a smascherare le corruzioni e gli abusi compiuti da imprese e settori finanziari contro i diritti umani e l\u2019ambiente.\u00a0 Inoltre \u00e8 particolarmente attenta a denunciare, ogni anno, i delitti commessi nei confronti di chi cerca di difendere gli ecosistemi naturali e si oppone a progetti distruttivi per le comunit\u00e0 e per l\u2019ambiente. Dal Report annuale di Global Witness del 2020 risulta che nell\u2019anno precedente furono 212 i difensori ambientali assassinati. Un\u2019altra Associazione \u2013 <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.frontlinedefenders.org\/sites\/default\/files\/hrd_memorial_2021_report_final.pdf\" >Front Line Defenders<\/a> \u2013 documenta l\u2019uccisione, nel 2021, di 358 persone che erano impegnate nella difesa dei diritti umani: di queste, quasi il 60% erano coinvolte in iniziative di difesa ambientale, e pi\u00f9 di un quarto apparteneva a comunit\u00e0 indigene. Altre Associazioni, pi\u00f9 note al pubblico italiano come Greenpeace, WWF, Amnesty International, sempre pi\u00f9 associano problematiche ambientali e diritti umani, a dimostrazione dell\u2019interconnessione tra tutela \u2018umana\u2019 e tutela della \u2018natura\u2019. Secondo i dati forniti dall\u2019Atlante dei conflitti ambientali, a livello globale nell\u201911% dei casi hanno contribuito a fermare progetti distruttivi per l\u2019ambiente e socialmente conflittuali, difendendo l\u2019ambiente e i mezzi di sussistenza. Tuttavia, i difensori affrontano a livello globale alti tassi di criminalizzazione (20% dei casi), violenza fisica (18%) e omicidi (13%), che aumentano significativamente l\u00e0 dove sono coinvolte comunit\u00e0 indigene.<\/p>\n<h4>CONTRO VARIE FORME DI VIOLENZA, DIVERSE MODALITA\u2019 DI RESISTENZA NONVIOLENTA<\/h4>\n<p>Dai paragrafi precedenti emerge che dalla seconda met\u00e0 del \u2018900 si manifestarono sempre pi\u00f9 numerose, diverse e diffuse circostanze in cui si verificarono casi di violazione dei diritti di persone, collettivit\u00e0, comunit\u00e0 a vivere in ambienti sani, accoglienti e in grado di soddisfare le necessit\u00e0 di sussistenza. Nella maggior parte dei casi le proteste sono state soffocate, e le connivenze tra i responsabili degli abusi e i rappresentanti del potere (amministrativo, militare, politico) hanno rallentato o ostacolato l\u2019elaborazione di nuovi strumenti giuridici a tutela della giustizia ambientale.\u00a0 Solo l\u2019impegno e il coraggio di molt* RESISTENTI hanno permesso di portare alla luce abusi e sopraffazioni, e di OPPORRE a queste forme di violenza gli strumenti del diritto e delle leggi. \u00a0Attualmente, alle forme pi\u00f9 evidenti e conosciute di violenza \u2013 quella diretta (la guerra) e quella strutturale (uso improprio del potere) esercitate dai detentori di poteri forti (governi, imprese, multinazionali, spesso anche realt\u00e0 mafiose e criminali) si affiancano sempre pi\u00f9 altre forme di violenza, che sono state definite come manifestazioni di violenza \u2018lenta\u2019 (Nixon, 2013), in quanto i loro effetti si manifestano spesso ritardati nel tempo e dilatati nello spazio. La progressiva deforestazione di vaste regioni, l\u2019avvelenamento di falde acquifere profonde, l\u2019effetto tardivo dei pesticidi, le forme patologiche che colpiscono persone, animali, piante anni o decenni dopo gli sversamenti di sostanze tossiche\u2026 hanno reso difficile, e spesso impedito di individuare i colpevoli, e soprattutto di sottoporli a processo e imporre forme di risarcimento. In altre parole, sono forme di violenza che spesso sfuggono alla giustizia. Si assiste per\u00f2 oggi a un progressivo, anche se lento e incerto, cambiamento di mentalit\u00e0, accompagnato dall\u2019introduzione di leggi volte a difendere i soggetti danneggiati e a punire gli autori degli abusi. Una delle forme pi\u00f9 recenti di \u2018violenza lenta\u2019 \u00e8 la produzione di sostanze in grado di alterare la stabilit\u00e0 climatica nel nostro pianeta, come l\u2019emissione di gas con effetto serra.<\/p>\n<h4>OLTRE I LIMITI BIOFISICI \u2026 E SOCIALI<\/h4>\n<p>Le prime avvisaglie di una trasformazione dinamica in atto nel nostro pianeta sono state segnalate quando ormai erano avviati da tempo dei processi globali che la strumentazione scientifica in corso, e soprattutto la nostra immaginazione, non erano ancora in grado di cogliere n\u00e9 di interpretare. Picchi di calore improvvisi? Incendi persistenti? \u2018Sbiancamento\u2019 delle barriere coralline? Uragani pi\u00f9 violenti e frequenti?\u00a0 Migrazioni inconsuete di cavallette? Per decenni si sono registrati eventi \u2018anomali\u2019 in tutto il mondo, ed \u00e8 occorso molto tempo prima che ci si rendesse conto che molti di questi eventi potevano trovare una spiegazione se, invece di essere riferiti ad una scala spazio-temporale locale o regionale, venivano interpretati come tasselli di fenomeni ed eventi che si stavano manifestando ad una scala globale. E\u2019 nata cos\u00ec la scienza del pianeta Terra, e si sono sviluppati anche i primi studi quantitativi dei processi metabolici in atto: grazie alle misure dei flussi di materiali e di energia mobilitati dalle attivit\u00e0 umane gli scienziati hanno fornito indicazioni ai decisori politici, economici, sociali per controllare e ridimensionare tali flussi.<\/p>\n<p>Da alcuni decenni ormai numerosi gruppi di studiosi segnalano che le attivit\u00e0 umane stanno superando dei \u2018limiti\u2019 biofisici che i processi vitali del pianeta non sono in grado di gestire. E\u2019 del 2009 un grafico diventato famoso, che illustra i \u2018confini\u2019 biofisici del nostro pianeta: i limiti cio\u00e8, superati i quali l\u2019insieme delle attivit\u00e0 che la natura incessantemente svolge\u00a0 per mantenere le condizioni di vita sulla Terra adeguate alle esigenze dei suoi abitanti non \u00e8 pi\u00f9 sufficiente a conservare l\u2019equilibrio (<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.nature.com\/news\/specials\/planetaryboundaries\/index.html\" >Rockstrom et al<\/a>.) Molte specie si estinguono, si riduce la disponibilit\u00e0 di acqua potabile, si accumulano sostanze chimiche e gas che i processi naturali non riescono a smaltire\u2026 l\u2019intero pianeta si sta trasformando.\u00a0 La storia geologica della Terra \u00e8 entrata in un nuovo periodo, l\u2019Antropocene, caratterizzato dalle tracce lasciate dalla presenza umana.<\/p>\n<p>All\u2019allerta segnalata per i confini biofisici che non si dovrebbero superare \u2013 per non alterare irreversibilmente le condizioni di abitabilit\u00e0 per l\u2019umanit\u00e0 \u2013 si sono presto aggiunte segnalazioni analoghe che riguardano le relazioni umane tra le varie comunit\u00e0. La studiosa <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/shop.edizioniambiente.it\/catalogo\/l-economia-della-ciambella\" >Kate Raworth<\/a> nel 2017, riferendosi esplicitamente ai confini biofisici di Rockstrom et al, ha proposto di completare lo schema proponendo un modello a \u2018ciambella\u2019, in cui i limiti fisici imposti dal pianeta verso l\u2019esterno sono completati dai limiti interni determinati dai vincoli sociali. Nelle sue parole:\u00a0 \u201c<em>La sfida per l\u2019umanit\u00e0 del XXI secolo \u00e8 di soddisfare i bisogni di tutti tenendo conto delle possibilit\u00e0 del pianeta. \u00a0In altre parole, occorre assicurare che nessuno sia privato dei beni essenziali (cibo, casa, salute, libert\u00e0 di parola), e al tempo stesso non si devono superare i limiti dei sistemi globali di sostegno alla vita che la Terra pu\u00f2 fornire (clima stabile, suolo fertile, ecc.)\u201d.<\/em>\u00a0 L\u2019interno della \u2018ciambella\u2019, compreso tra i confini sociali e planetari, si trova uno spazio <strong>ambientalmente sicuro e socialmente giusto<\/strong> in cui l\u2019umanit\u00e0 pu\u00f2 prosperare.<\/p>\n<h4>UN NUOVO SOGGETTO DI DIRITTO?<\/h4>\n<p>Mentre si moltiplicano i dati sperimentali e crescono gli allarmi per le conseguenze imprevedibili dell\u2019impatto umano globale, lentamente emerge la consapevolezza dell\u2019esistenza di un nuovo \u2018soggetto\u2019: nel 1972 Lo scienziato James Lovelock (1972), e con lui via via molti altri studiosi, sugger\u00ec che gli organismi viventi sul pianeta interagissero con l\u2019ambiente inorganico circostante, mantenendo stabili, grazie a meccanismi di autoregolazione, le condizioni climatiche e biochimiche che rendono possibile la vita sulla Terra. E aveva chiamato Gaia questo sistema.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 Gaia sta dimostrando di essere ben pi\u00f9 che un \u2018sistema di autoregolazione\u2019\u2026 \u00e8 una realt\u00e0 dinamica in trasformazione.\u00a0\u00a0 I bersagli di inquinamenti, degrado, distruzione di ecosistemi non sono pi\u00f9 solo persone e comunit\u00e0 umane territorialmente separate, ma la Terra stessa nella sua globalit\u00e0. Il riconoscimento di Gaia come soggetto attivo e in trasformazione ci proietta concettualmente in una nuova dimensione. Noi umani siamo una componente di una rete incredibilmente fitta e complessa che ci comprende e ci attraversa, collegandoci in modo inestricabile con altri viventi, altre creature \u2018Terrestri\u2019<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2022\/06\/15\/dalla-giustizia-ambientale-alla-giustizia-climatica\/#_ftn1\"  name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>, con cui condividiamo esperienze e storie.\u00a0 E questa \u00e8 la nostra unica casa. Dato che abbiamo capito che stiamo perturbando in modo imprevisto le condizioni globali di equilibrio che fino ad ora si sono dimostrate favorevoli alla nostra sopravvivenza come specie, ci conviene prudentemente ridurre il nostro impatto.<\/p>\n<p>In questa situazione \u00e8 improprio pensare alla Terra come vittima che possiamo difendere e magari salvare: il nostro pianeta ha risorse di creativit\u00e0 e opportunit\u00e0 di evoluzione che noi umani non riusciamo neppure a immaginare, e tanto meno a governare. Quello che \u00e8 invece opportuno fare \u00e8 in primo luogo considerarla come <strong>soggetto di diritto<\/strong> e rispettarla, recuperando il senso di meraviglia, gratitudine e reverenza per i doni che ci elargisce, e che ci consentono giorno dopo giorno di vivere. \u00a0Ecco il senso pi\u00f9 profondo che assume la frase inserita nell\u2019articolo 9 della Costituzione: <em>\u2018tutela l\u2019ambiente, la biodiversit\u00e0 e gli ecosistemi, anche nell\u2019interesse delle future generazioni. [\u2026]<\/em>\u2019.<\/p>\n<h4>LA QUANTIFICAZIONE DELLE RESPONSABILITA\u2019<\/h4>\n<p>Un atteggiamento di umilt\u00e0 e prudenza, oltre che aiutarci a rimediare \u2013 se e per quanto \u00e8 possibile \u2013 ai danni che abbiamo inflitto alle fonti stesse della nostra sussistenza, pu\u00f2 consentirci di fare qualche passo in direzione di una presa di coscienza delle ingiustizie compiute nei confronti di miliardi di persone (e di innumerevoli altri viventi) che a causa dell\u2019ingordigia di pochi sono state private dei beni primari: l\u2019aria pura, l\u2019acqua potabile, il suolo fertile, i mari pescosi\u2026<\/p>\n<p>La consapevolezza delle disparit\u00e0 crescenti nell\u2019utilizzo di \u2018natura\u2019 da parte delle diverse comunit\u00e0 umane risale a molti decenni fa: con il concetto di \u2018impronta ecologica\u2019 introdotto da Wackernagel e Rees<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2022\/06\/15\/dalla-giustizia-ambientale-alla-giustizia-climatica\/#_ftn2\"  name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>, nel 1996, si riconosceva gi\u00e0 l\u2019esistenza di differenti impatti nell\u2019utilizzo di \u2018natura\u2019 (risorse naturali e capacit\u00e0 di rigenerarle): un importante gruppo di ricerca coordinato da scienziati di varie competenze ha prodotto negli ultimi tempi <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.footprintnetwork.org\/our-work\/ecological-footprint\/\" >accurati studi<\/a> sugli impatti umani, individuando e calcolando il carico ambientale di diversi soggetti (individuali, collettivi, nazionali ecc.), di specifiche attivit\u00e0 (ad es viaggi aerei, conflitti armati), di filiere (l\u2019estrazione\u00a0 di un minerale, la coltivazione di un prodotto alimentare\u2026), persino di oggetti (un\u2019automobile, un telefono cellulare\u2026).<\/p>\n<p>Ma \u00e8 mancata a lungo una quantificazione delle responsabilit\u00e0 di tali squilibri, e soprattutto non sono state messe in atto delle leggi, nazionali e internazionali, in grado di contrastare le crescenti ingiustizie ambientali e sociali provocate da tali squilibri.<\/p>\n<p>\u00c8 molto recente la pubblicazione di alcuni dati scientifici che documentano in modo quantitativo il grado di appropriazione di beni naturali da parte delle singole nazioni. \u00a0\u00c8 solo di pochi mesi fa un articolo comparso sulla rivista Lancet Planet Health<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2022\/06\/15\/dalla-giustizia-ambientale-alla-giustizia-climatica\/#_ftn3\"  name=\"_ftnref3\">[3]<\/a> con un titolo molto significativo:<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2022\/06\/15\/dalla-giustizia-ambientale-alla-giustizia-climatica\/#_ftn4\"  name=\"_ftnref4\">[4]<\/a> \u201c<em>Responsabilit\u00e0 nazionali per la ripartizione ecologica: una valutazione equa delle quote di utilizzo delle risorse, 1970\u20132017<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Secondo gli Autori, gli impatti umani sui processi del sistema-Terra stanno oltrepassando vari limiti planetari, provocando una crisi di degrado ecologico; questa crisi \u00e8 causata in gran parte dall\u2019estrazione globale di risorse, che \u00e8 aumentata drammaticamente nell\u2019ultimo mezzo secolo. Le nazioni ad alto reddito sono responsabili del 74% di questo utilizzo eccessivo, con in testa alla lista gli USA (27%) e a seguire l\u2019Unione Europea (25%). La Cina \u00e8 responsabile del 15%<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2022\/06\/15\/dalla-giustizia-ambientale-alla-giustizia-climatica\/#_ftn5\"  name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>, e tutti gli altri Paesi insieme del Sud globale (l\u2019intera Africa, il Medio Oriente, il resto dell\u2019 Asia) solo dell\u20198%.\u00a0 Il superamento dei limiti biofisici da parte delle nazioni ad alto reddito dipende in massima parte dall\u2019uso di materiali abiotici (minerali, metalli, materiali da costruzione); negli altri si consumano in eccesso le biomasse. Dunque i principali responsabili dell\u2019attuale degrado ecologico globale sono i paesi pi\u00f9 ricchi, che dovrebbero ridurre urgentemente il loro uso delle risorse a livelli equi e sostenibili, e pagare \u2013 secondo giustizia \u2013\u00a0 i danni provocati con le indebite appropriazioni.<\/p>\n<p>Tuttavia, come testimoniano vari Autori e Autrici in un recente libro<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2022\/06\/15\/dalla-giustizia-ambientale-alla-giustizia-climatica\/#_ftn6\"  name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>, la situazione sta evolvendo in senso opposto: solo aumenta il ritmo di prelievi indebiti e di inquinamenti nelle aree pi\u00f9 povere, ma stiamo assistendo a un crescendo di violenze associate all\u2019estrazione e al saccheggio di risorse naturali, e alla brutale uccisione di attivisti e difensori dell\u2019ambiente persino in parchi e aree protette. Gli esiti violenti delle scelte politiche ed economiche imposte dai decisori politici sono conseguenze di iniziative spesso spacciate come \u2018verdi\u2019 e \u2018sostenibili\u2019, ma ormai non \u00e8 difficile smascherare questa narrazione menzognera.\u00a0 Il pubblico, la societ\u00e0 civile ha ormai i mezzi per sapere come stanno le cose, \u00a0e grazie a comportamenti consapevoli e a scelte responsabili nella vita personale e collettiva (manifestazioni, boicottaggi, denunce) potrebbe contribuire in modo importante alla lotta nonviolenta contro i conflitti armati, e a difesa delle comunit\u00e0 indifese e dei loro spazi di vita.<\/p>\n<h4>LA GIUSTIZIA CLIMATICA<\/h4>\n<p>Il termine <strong>giustizia climatica<\/strong> appare per la prima volta nel 1999 nella pubblicazione di una Associazione, \u00a0<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.corpwatch.org\/article.php?id=1048\" >CorpWatch<\/a><u>, <\/u>che richiama l\u2019attenzione sulle responsabilit\u00e0 degli inquinamenti prodotti dai paesi industrializzati a svantaggio delle nazioni e delle comunit\u00e0 che le subiscono gli effetti. Poi, in occasione della Sesta Conferenza delle Parti dell\u2019ONU sul cambiamento climatico (COP 6) del 2000 che per la prima volta il cambiamento climatico viene legato al concetto di \u201cgiustizia\u201d nel dibattito internazionale. Nel frattempo in Olanda si era aperto il <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/global-development-professionals-network\/2014\/apr\/16\/climate-change-justice-summit\" >Climate Justice Summit<\/a>, primo incontro internazionale dedicato alla Giustizia climatica promosso da una serie di organizzazioni sociali e network internazionali. Proprio nell\u2019ambito di questo \u201ccontrovertice\u201d fu formulata la <em>Call for Climate Justice<\/em>\u00a0che defin\u00ec il cambiamento climatico una \u201cquestione di diritti\u201d: non si trattava solo pi\u00f9 di affrontare occasionali emergenze ambientali\u00a0\u00a0 \u2013 alluvioni, incendi, periodi di siccit\u00e0 \u2013 ma di collegare\u00a0quei fenomeni <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.globalwitness.org\/en\/blog\/what-climate-justice\/\" >ai principi di equit\u00e0 e giustizia<\/a>.<\/p>\n<p>Nel <strong>2019<\/strong> il Relatore speciale ONU su povert\u00e0 estrema, <strong>Philip Alston,<\/strong> ha parlato per la prima volta di <strong>\u201capartheid climatico<\/strong>\u201c, denunciando che <strong>le popolazioni pi\u00f9 povere saranno le pi\u00f9 duramente colpite dal global warming<\/strong> e che sui <strong>Paesi in via di sviluppo<\/strong> peser\u00e0 il <strong>75% dei costi<\/strong> dell\u2019aumento delle temperature, della crisi alimentare legata alla siccit\u00e0 e ai disastri climatici, delle malattie e dei conflitti che deriveranno dagli stravolgimenti climatici: tutto ci\u00f2 <strong>nonostante<\/strong> che la met\u00e0 pi\u00f9 povera della popolazione mondiale<strong> sia responsabile soltanto del 10%<\/strong> delle emissioni clima alteranti.<\/p>\n<p>Secondo i principi condivisi dalle principali associazioni ambientaliste in un documento firmato nel 2020 \u2013 <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.corpwatch.org\/article\/bali-principles-climate-justice\" >The Bali Principles of Climate Justice<\/a> \u2013 \u00e8 responsabilit\u00e0 di chi contribuisce in maniera maggiore al riscaldamento globale intervenire per fermare questa crisi. Attualmente il termine di giustizia climatica chiama in causa non solo nazioni e governi, ma anche le grandi imprese multinazionali, che continuano ad accumulare profitti con l\u2019estrazione e la vendita di combustibili fossili. D\u2019altra parte, si va estendendo la variet\u00e0 dei soggetti che avrebbero diritto di ricevere protezione e di ottenere giustizia per i danni subiti o che subiranno: <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.questionegiustizia.it\/articolo\/giustizia-climatica-e-sviluppo\" >le popolazioni indigene, le comunit\u00e0 pi\u00f9 povere, le future generazioni<\/a>.<\/p>\n<h4>GUERRE TRA UMANI, GUERRA ALLA TERRA<\/h4>\n<p>Il pacifismo, e ancor pi\u00f9 le molteplici forme di resistenza nonviolenta che sono state messe in atto da quando \u00e8 iniziato il conflitto armato tra Ucraina e Russia, hanno assunto come elemento fondamentale della loro posizione il rifiuto della lotta armata, quindi anche il rifiuto delle forniture di armi, soldati e materiale bellico da parte di paesi non direttamente belligeranti. Tra i principali motivi che sorreggono la posizione di rifiuto della lotta armata, oltre allo strazio provocato da tante morti e sofferenze, vi \u00e8 da un lato la consapevolezza che l\u2019aumento drammatico di sentimenti di risentimento e di odio tra gruppi umani render\u00e0 ancora pi\u00f9 difficile e doloroso ogni tentativo di riportare \u00a0le relazioni umane verso atteggiamenti costruttivi basati su reciproco rispetto. Dall\u2019altro cresce la preoccupazione per il crescente squilibrio tra gli obiettivi di riduzione dell\u2019emissione di gas con effetto serra e l\u2019improvviso e rapido incremento di emissioni di gas serra causato \u2013 sia direttamente che indirettamente \u2013 dalle attivit\u00e0 belliche.<\/p>\n<p>Le promesse di riduzione delle emissioni (assicurate fino a pochi mesi fa da governi e decisori politici) sono non solo non mantenute, ma contraddette da nuovi e imprevisti scambi commerciali di combustibili fossili, da nuovi progetti di estrazioni di petrolio e gas, da interessi economici e finanziari, oltre che dallo sfrecciare di mezzi militari (aerei, navi, cingolati\u2026) alimentati da combustibili fossili.<\/p>\n<p>Mentre l\u2019attenzione dei poteri forti, dei militari e dei media \u00e8 concentrata sulle dinamiche del conflitto armato e sulle narrative degli scenari bellici, lo scacchiere su cui muovono gli schieramenti \u2013 le pianure, le coste, l\u2019atmosfera stessa \u2013 sta cambiando! La prospettiva di ripresa economica dopo il COVID, e il moltiplicarsi dei soggetti coinvolti del conflitto, hanno offerto una straordinaria occasione alle compagnie petrolifere e ai loro azionisti, che hanno gi\u00e0 messo a punto <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/gogel.org\/\" >piani di espansione<\/a> per nuove estrazioni e nuovi gasdotti.<\/p>\n<p>La temperatura del nostro pianeta \u2013 anche grazie alle emissioni di gas serra prodotte dalla guerra \u2013 continua a crescere, portandoci verso un cambiamento globale irreversibile, probabilmente disastroso per l\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<h4>COME FERMARE L\u2019INGIUSTIZIA CLIMATICA?<\/h4>\n<p>Gli scienziati di tutto il mondo sono concordi nel sostenere che la situazione dell\u2019umanit\u00e0 nel nostro pianeta \u00e8 diventata molto problematica. \u00a0Gli esperti gi\u00e0 dal 2011 sostenevano che almeno la met\u00e0 delle riserve di combustibili fossili ancora disponibili non dovrebbe essere estratta n\u00e9 consumata, se non vuole andare incontro a un aumento catastrofico della temperatura. Un\u2019 indagine eseguita nel 2015 segnalava che met\u00e0 delle riserve conosciute di petrolio e di gas, e l\u201980% del carbone, dovrebbero restare sotto terra.<\/p>\n<p>Nell\u2019Agosto 2021 il Segretario Generale delle <em>Nazioni Unite<\/em>, Antonio Guterres, ha reagito in modo molto esplicito alla pubblicazione del pi\u00f9 recente Panel Intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC), il documento che esprime la posizione mondiale pi\u00f9 autorevole sulla scienza del clima. Secondo l\u2019IPCC le emissioni di carbonio devono ridursi alla met\u00e0 entro il 2030 se si vuole salvaguardare la speranza di un futuro vivibile per l\u2019umanit\u00e0.\u00a0 Di fronte a questi dati \u2013 sostiene il Segretario dell\u2019ONU \u2013 \u201c<em>investire in nuove infrastrutture destinate ai combustibili fossili \u00e8 una follia morale ed economica<\/em>\u201d. Attualmente per\u00f2 le maggiori imprese multinazionali del petrolio e del gas stanno pianificando decine di vasti progetti che rischiano di mandare in frantumi l\u2019obiettivo climatico di contenere l\u2019aumento della temperatura globale entro un grado e mezzo (1,5 \u00b0C) come stabilito dai pi\u00f9 recenti accordi internazionali. \u00a0Se i governi non agiranno, queste aziende continueranno a incassare dividendi!\u00a0 Un lungo e molto documentato articolo da poco pubblicato dal quotidiano <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/environment\/ng-interactive\/2022\/may\/11\/fossil-fuel-carbon-bombs-climate-breakdown-oil-gas?utm_term=627c8643c1c2f321521759c916128585&amp;utm_campaign=GuardianTodayUK&amp;utm_source=esp&amp;utm_medium=Email&amp;CMP=GTUK_email\" >The Guardian<\/a> mette chiaramente in evidenza che le maggiori imprese petrolifere stanno silenziosamente predisponendo delle \u2018bombe di carbonio\u2019 rendendo vani gli ultimi tentativi \u00a0\u201c<em>per assicurare un futuro accettabile ed equo per tutti<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>\u201cSolo la mentalit\u00e0 colonialista dei leader politici dei paesi ricchi pu\u00f2 ritenere che gli interessi e i profitti derivanti dal business dei combustibili fossili siano pi\u00f9 importanti delle vite di milioni di persone che subirebbero le peggiori conseguenze dei cambiamenti climatici: persone che sono in grande prevalenza comunit\u00e0 nere e povere.<\/p>\n<p>\u00c8 ancora il Segretario dell\u2019ONU a parlare:<\/p>\n<blockquote><p><em>Il mondo \u00e8 in\u00a0 corsa contro il tempo. \u00c8 ora di porre fine ai sussidi ai combustibili fossili e fermare l\u2019espansione dell\u2019esplorazione di petrolio e gas<\/em>\u201c. Riflettendo sulla guerra in Ucraina, Guterrez ha affermato: \u201c<em>I paesi potrebbero essere cos\u00ec travolti dall\u2019improvviso divario di approvvigionamento di combustibili fossili da trascurare o mettere in ginocchio le politiche per ridurne l\u2019uso. Questa \u00e8 una follia.<\/em> <em>La dipendenza dai combustibili fossili \u00e8 una distruzione reciprocamente assicurata<\/em>.<\/p><\/blockquote>\n<p>Ma chi ha l\u2019autorevolezza, e si assume la responsabilit\u00e0 di difendere la giustizia climatica?<\/p>\n<h4>Il destino della Terra \u2013 IL DESTINO DELL\u2019UMANITA\u2019<\/h4>\n<p><strong><em>The Fate of the Earth<\/em><\/strong> \u00e8 un libro del 1982 scritto da <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Jonathan_Schell\" >Jonathan Schell<\/a>. Secondo l\u2019Autore, la descrizione delle possibili conseguenze di una guerra nucleare avrebbe dovuto spingere anche le persone pi\u00f9 riluttanti a confrontarsi con l\u2019impensabile: la distruzione dell\u2019umanit\u00e0 e forse della vita sulla Terra. Questo libro fu adottato dal movimento per il <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Nuclear_disarmament\" >disarmo nucleare<\/a>.\u00a0 \u00a0Ora assistiamo a una doppia minaccia: oltre a quella nucleare \u2013 che si \u00e8 drammaticamente ripresentata \u2013 abbiamo di fronte a noi la prospettiva di una rapida trasformazione delle caratteristiche dell\u2019intero pianeta. Nel volgere di pochi decenni la Terra potr\u00e0 diventare inabitabile per l\u2019umanit\u00e0. In questa situazione, perci\u00f2, Lo scontro armato in corso tra le potenze mondiali, nella sua violenza e stupidit\u00e0, lascia sbalordit*. Ma insieme presenta con estrema chiarezza quale sia l\u2019unica via da seguire: quella della difesa collettiva, globale, non armata e nonviolenta di tutti i popoli per togliere il potere di decidere e di agire a un manipolo di potenti irresponsabili, e processarli in nome della giustizia: climatica e sociale.\u00a0 Questa difesa collettiva non pu\u00f2 prescindere \u2013 tuttavia \u2013 dall\u2019impegnare ciascuna e ciascuno a \u2018fare la sua parte\u2019: fare pace con s\u00e9, con l\u2019umanit\u00e0, con la natura, ridurre il proprio impatto sul pianeta, e agire in modo nonviolento, umile e solidale per il bene comune. Ma anche qui sorge una domanda: come diventare \u2013 tutte e tutti \u2013 difensori nonviolenti dei diritti umani e ambientali?<\/p>\n<h3><strong>SUGGERIMENTI BIBLIOGRAFICI<\/strong><\/h3>\n<p><strong>CDCA \u2013 Perch\u00e9 i conflitti ambientali. <\/strong><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/cdca.it\/perche-i-conflitti-ambientali\/\" ><strong>http:\/\/cdca.it\/perche-i-conflitti-ambientali\/<\/strong><\/a><\/p>\n<p><strong>EJAtlas \u2013 Global Atlas of Environmental Justice <\/strong><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/ejatlas.org\/\" ><strong>https:\/\/ejatlas.org\/<\/strong><\/a><\/p>\n<p><strong>Global witness \u2013 Land and environmental defenders. <\/strong><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.globalwitness.org\/en\/campaigns\/environmental-activists\/\" ><strong>https:\/\/www.globalwitness.org\/en\/campaigns\/environmental-activists\/<\/strong><\/a><\/p>\n<p><strong>International Climate Justice Network<\/strong> \u2013 <strong>Bali Principles of Climate Justice<\/strong> (2002)<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.corpwatch.org\/article\/bali-principles-climate-justice\" ><strong>https:\/\/www.corpwatch.org\/article\/bali-principles-climate-justice<\/strong><\/a><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.meltemieditore.it\/autore-nome-cognome\/bruno-latour\/\" ><strong>Latour<\/strong><\/a><strong> Bruno \u2013 La sfida di Gaia Il nuovo regime climatico. Meltemi 2020.\u00a0 <\/strong><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.bruno-latour.fr\/fr\/node\/871.html\" ><strong>http:\/\/www.bruno-latour.fr\/fr\/node\/871.html<\/strong><\/a><\/p>\n<p><strong>Martinez-Alier Joan \u2013 L\u2019ambientalismo dei poveri \u00a0<\/strong><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2014\/07\/18\/lambientalismo-dei-poveri-joan-martinez-alier\/\" ><strong>https:\/\/serenoregis.org\/2014\/07\/18\/lambientalismo-dei-poveri-joan-martinez-alier\/<\/strong><\/a><\/p>\n<p><strong>Nixon Rob \u2013 \u00a0Slow Violence and the Environmentalism of the Poor. Harvard University Press, 2013. <\/strong><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.hup.harvard.edu\/catalog.php?isbn=9780674072343\" ><strong>https:\/\/www.hup.harvard.edu\/catalog.php?isbn=9780674072343<\/strong><\/a><\/p>\n<p><strong>Schaller Z\u00e9lie \u2013 Per il clima ma in modo equo. Edizione: 01\/2022. <\/strong><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.eine-welt.ch\/it\/2022\/numero-1\/dossier-per-il-clima-ma-in-modo-equo\" ><strong>https:\/\/www.eine-welt.ch\/it\/2022\/numero-1\/dossier-per-il-clima-ma-in-modo-equo<\/strong><\/a><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.lafeltrinelli.it\/search\/?ts=as&amp;query=tribunale+permanente+dei+popoli&amp;searchField=Contributors\" ><strong>Tribunale permanente dei Popoli<\/strong><\/a><strong> \u2013\u00a0 <\/strong><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.lafeltrinelli.it\/search\/?ts=as&amp;query=simona+fraudatario&amp;searchField=Contributors\" ><strong>Simona Fraudatario<\/strong><\/a><strong>, <\/strong><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.lafeltrinelli.it\/search\/?ts=as&amp;query=gianni+tognoni&amp;searchField=Contributors\" ><strong>Gianni Tognoni<\/strong><\/a><strong>\u00a0 (Curatori) \u00a0\u2013 Diritti dei popoli e disuguaglianze globali. I 40 anni del Tribunale Permanente dei Popoli. Editore <\/strong><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.lafeltrinelli.it\/libri\/editori\/altreconomia\" ><strong>Altreconomia<\/strong><\/a><strong>, 2020.<\/strong><\/p>\n<h3><strong>NOTE:<\/strong><\/h3>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2022\/06\/15\/dalla-giustizia-ambientale-alla-giustizia-climatica\/#_ftnref1\"  name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Earthlings, secondo una bella espressione dello studioso Bruno Latour<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2022\/06\/15\/dalla-giustizia-ambientale-alla-giustizia-climatica\/#_ftnref2\"  name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Mathis\u00a0Wackernagel\u00a0e William\u00a0Rees,<em> Our\u00a0Ecological\u00a0Footprint:\u00a0Reducing\u00a0Human Impact on the Earth<\/em> (La nostra impronta ecologica: ridurre l\u2019impatto umano sulla Terra), pubblicato nel 1996.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2022\/06\/15\/dalla-giustizia-ambientale-alla-giustizia-climatica\/#_ftnref3\"  name=\"_ftn3\">[3]<\/a> <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.sciencedirect.com\/journal\/the-lancet-planetary-health\" >The Lancet Planetary Health<\/a> <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.sciencedirect.com\/journal\/the-lancet-planetary-health\/vol\/6\/issue\/4\" >Volume 6, Issue 4<\/a>, April 2022, Pages e342-e349. <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/doi.org\/10.1016\/S2542-5196(22)00044-4\" >https:\/\/doi.org\/10.1016\/S2542-5196(22)00044-4<\/a><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2022\/06\/15\/dalla-giustizia-ambientale-alla-giustizia-climatica\/#_ftnref4\"  name=\"_ftn4\">[4]<\/a> National responsibility for ecological breakdown: a fair-shares assessment of resource use, 1970\u20132017.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2022\/06\/15\/dalla-giustizia-ambientale-alla-giustizia-climatica\/#_ftnref5\"  name=\"_ftn5\">[5]<\/a> I dati si fermano al 2017, e soprattutto per la Cina andrebbero aggiornati.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2022\/06\/15\/dalla-giustizia-ambientale-alla-giustizia-climatica\/#_ftnref6\"  name=\"_ftn6\">[6]<\/a> Our Extractive Age. Expressions of Violence and Resistance <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.routledge.com\/search?author=Judith%20Shapiro\" >Judith Shapiro<\/a> &amp; <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.routledge.com\/search?author=John-Andrew%20McNeish\" >John-Andrew McNeish<\/a>, Routledge 2021<\/p>\n<p><em>_______________________________________________<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/elena_camino_95-180x167-e1588393371480.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-66008\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/elena_camino_95-180x167-e1588393371480.jpg\" alt=\"\" width=\"100\" height=\"93\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>Elena Camino <\/em><em>\u00e8 membro della rete <\/em><em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/\" >TRANSCEND per la Pace, Sviluppo e Ambiente<\/a><\/em><em> e <\/em><em><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.assefatorino.org\" >Gruppo ASSEFA Torino<\/a><\/em><em>.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2022\/06\/15\/dalla-giustizia-ambientale-alla-giustizia-climatica\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non c\u2019\u00e8 pace senza giustizia: questo \u00e8 uno degli slogan che accompagnano le manifestazioni e i pres\u00ecdi organizzati da associazioni e gruppi della societ\u00e0 civile per protestare contro i conflitti armati che in tante parti del mondo portano ancora oggi morte e devastazione. <\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":66008,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46],"tags":[229,686,993],"class_list":["post-215372","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-original-languages","tag-activism","tag-climate-change","tag-global-warming"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/215372","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=215372"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/215372\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media\/66008"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=215372"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=215372"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=215372"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}