{"id":216347,"date":"2022-07-11T12:01:13","date_gmt":"2022-07-11T11:01:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=216347"},"modified":"2022-07-09T05:11:57","modified_gmt":"2022-07-09T04:11:57","slug":"italiano-medio-oriente-e-giornalismo-mancante-su-conflitto-e-pace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2022\/07\/italiano-medio-oriente-e-giornalismo-mancante-su-conflitto-e-pace\/","title":{"rendered":"(Italiano) Medio Oriente e giornalismo mancante su conflitto e pace"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_216348\" style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/palestine-israel-occupation.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-216348\" class=\"wp-image-216348\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/palestine-israel-occupation.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"332\" srcset=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/palestine-israel-occupation.jpg 750w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/palestine-israel-occupation-300x199.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-216348\" class=\"wp-caption-text\">Foto di Ronan Shenhav | Palestinian girls at an IDF checkpoint, Hebron, Westbank (Flickr, CC BY-NC 2.0)<\/p><\/div>\n<blockquote><p><em>La cultura locale sembra richiedere una breve introduzione nella propria lingua prima di passare all\u2019inglese globalizzato. Io seguo l\u2019esempio:<\/em><\/p>\n<p><em>[Jeg tror ikke man kan snakke om Midt\u00f6sten, og spesielt ikke legge frem et fredsforslag slik jeg har tenkt \u00e5 gj\u00f6re, uten dyp medf\u00f6lelse med verdens j\u00f6der for shoa, og med palestinenserne for okkupasjon og generasjoner i leire.\u00a0 Jeg har levd n\u00e6r begge siden jeg begynte \u00e5 sette meg inn i konflikten en natt i januar 1964 p\u00e5 jernbanestasjonen i Gaza og tror jeg forst\u00e5r og opplever traumenes dybde.\u00a0 Ordet \u201cfred\u201d blir problematisk, en dr\u00f6m et sted mellom forr\u00e6deri og oppgivelse.\u00a0 En oppfordring uten like].<\/em><\/p>\n<p><em><strong>Traduzione dal norvegese (a cura di <\/strong><\/em><strong>TMS <\/strong><em><strong>editor):<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>Non credo sia possibile parlare del Medio Oriente, e specialmente presentare una proposta di pace, come intendo fare, senza una profonda simpatia con gli ebrei del mondo per la shoah, e con i palestinesi per l\u2019occupazione e le generazioni vissute nei campi [profughi]. Sono vissuto accosto ad entrambi da quando una notte di gennaio 1964 alla stazione ferroviaria di Gaza cominciai a capire il conflitto, dacch\u00e9 credo di capire e provare la profondit\u00e0 dei traumi.<\/em><em> La<\/em> <em>parola \u201cpace\u201d diventa problematica, un sogno da qualche parte fra tradimento e abbandono. Un invito senza uguali.<\/em><\/p>\n<p>*****<\/p><\/blockquote>\n<p><em><span class=\"post-meta-infos\">8 Luglio 2022<\/span> &#8211;<\/em> Stando cos\u00ec le cose, mi si lasci procedure con cautela. Comincio allora con due immagini di affari internazionali, affari umani a dire il vero, due discorsi: l\u2019approccio securitario e l\u2019approccio pacifista; che competono per la nostra attenzione trattando la stessa preoccupazione per la violenza ma in modo diametralmente opposto:<\/p>\n<p>L\u2019<strong>approccio securitario<\/strong> si basa su quattro componenti:<\/p>\n<ol>\n<li>Un contendente cattivo, con grosse capacit\u00e0 d\u2019intervento e brutte intenzioni;<\/li>\n<li>Un pericolo chiaro e attuale di violenza, reale o potenziale;<\/li>\n<li>Forza, per sconfiggere o scoraggiare il cattivo, che a sua volta produce<\/li>\n<li>Sicurezza, che \u00e8 anche il miglior approccio alla \u201cpace\u201d.<\/li>\n<\/ol>\n<p>L\u2019approccio funziona quando contendenti cattivi\/forti sono indeboliti da sconfitta o deterrenza, e\/o convertiti a diventare buoni.<\/p>\n<p>L\u2019<strong>approccio<\/strong> <strong>pacifista<\/strong> si basa pure su quattro componenti:<\/p>\n<ol>\n<li>Un conflitto, che non \u00e8 stato risolto\/trasformato;<\/li>\n<li>Un pericolo di violenza per \u201csistemare il conflitto\u201d;<\/li>\n<li>Trasformazione del conflitto, empatica creativa nonviolenta, che produce<\/li>\n<li>Pace, che \u00e8 il miglior approccio alla \u201csicurezza\u201d.<\/li>\n<\/ol>\n<p>L\u2019approccio funziona mediante risultati accettabili\/sostenibili.<\/p>\n<p>L\u2019approccio securitario presuppone una forza superiore (di qualunque genere, Sun Tzu o Clausewitz), che implica disuguaglianza.<\/p>\n<p>L\u2019approccio pacifista presuppone un esito conflittuale accettabile a tutti i contendenti e sostenibile, che implica uguaglianza.<\/p>\n<p>Credo siano riconoscibili come copioni in filigrana a pensieri, discorsi e azioni su tutta quanta la tematica del Medio Oriente \u2013 o di qualunque altro conflitto, dopo. I discorsi si traducono in giornalismo come due stili:<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"290\"><strong>GIORNALISMO DI VIOLENZA GUERRA\/VITTORIA<\/strong><\/p>\n<p>I. ORIENTATO A VIOLENZA\/GUERRA?<\/p>\n<p>focus sull\u2019arena conflittuale,<\/p>\n<p>2 parti, 1 obiettivo (vincere), guerra<\/p>\n<p>orientato in generale a somma zero<\/p>\n<p>spazio chiuso, tempo chiuso;<\/p>\n<p>cause ed effetti nell\u2019arena,<\/p>\n<p>chi ha scagliato la prima pietra;<\/p>\n<p>povero di contesto<\/p>\n<p>focus solo su effetto visibile della<\/p>\n<p>violenza (uccisi, feriti e<\/p>\n<p>danno materiale)<\/p>\n<p>rende le guerre opache\/segrete<\/p>\n<p>giornalismo \u201cnoi?loro\u201d,<\/p>\n<p>propaganda, voce per \u201cnoi\u201d<\/p>\n<p>vedere \u201cloro\u201d come il problema,<\/p>\n<p>focus su chi prevale in guerra<\/p>\n<p>disumanizzazione di \u201cloro\u201d;<\/p>\n<p>pi\u00f9 cos\u00ec, peggiore l\u2019arma<\/p>\n<p>reattivo: aspetta che avvenga la violenza prima di riferire<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>II. ORIENTATO A PROPAGANDA<\/strong><\/p>\n<p>espone le \u201cloro\u201d non-verit\u00e0<\/p>\n<p>aiuta le \u201cnostre\u201d coperture\/bugie<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>III. ORIENTATO ALL\u2019ELITE<\/strong><\/p>\n<p>focus sulla \u201cloro\u201d violenza\u00a0 e\u00a0 la \u201dnostra\u201d \u00a0sofferenza; sub\u00ecta dai\u00a0\u00a0 maschi nel loro vigore<\/p>\n<p>impreca contro i \u201cloro\u201d malfattori<\/p>\n<p>focus sui pacificatori d\u2019\u00e9lite, da loro megafono<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>IV. ORIENTATO ALLA VITTORIA<\/strong><\/p>\n<p>pace = vittoria + cessate-fuoco<\/p>\n<p>nasconde iniziative di pace prima che sia a portata la vittoria<\/p>\n<p>focus su trattato, istituzione, la societ\u00e0 controllata<\/p>\n<p>lascia il campo per un\u2019altra guerra,<\/p>\n<p>ritorna se riavvampa la vecchia storia<\/p>\n<p>&nbsp;<\/td>\n<td width=\"281\"><strong>GIORNALISMO DI CONFLITTO\/PACE<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I. ORIENTATO AL CONFLITTO<\/p>\n<p>esplora la formazione del conflitto,<\/p>\n<p>x parti, y obiettivi, z problematiche<\/p>\n<p>orientato in generale a un \u201cwin-win\u201d<\/p>\n<p>spazio aperto, tempo aperto;<\/p>\n<p>cause ed esiti ovunque,<\/p>\n<p>anche in storia\/cultura;<\/p>\n<p>ricco di contesto<\/p>\n<p>focus anche su effetti invisibili della<\/p>\n<p>violenza (trauma e gloria,<\/p>\n<p>danno alla struttura\/cultura)<\/p>\n<p>rende i conflitti trasparenti<\/p>\n<p>d\u00e0 voce a tutti i contendenti;<\/p>\n<p>empatia, comprensione<\/p>\n<p>vedere conflitto\/guerra come problema,<\/p>\n<p>focus su creativit\u00e0 nel conflitto<\/p>\n<p>umanizzazione di tutti i versanti;<\/p>\n<p>pi\u00f9 cos\u00ec, peggio le armi<\/p>\n<p>proattivo: rtferisce anche prima che avvenga la violenza\/guerra<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>II. ORIENTATO ALLA VERITA\u2019<\/strong><\/p>\n<p>espone le non-verit\u00e0 su tuttii i versanti<\/p>\n<p>svela tutte le coperture<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>III. ORIENTATO ALLA GENTE<\/strong><\/p>\n<p>focus sulla violenza da tutti i versanti e la sofferenza su tutti i versanti; sub\u00ecta anche da donne, anziani, bambini<\/p>\n<p>impreca contro tutti i malfattori<\/p>\n<p>focus sui pacificatori del popolo, dando voce ai senza-voce<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>IV. ORIENTATO ALLA SOLUZIONE<\/strong><\/p>\n<p>pace = nonviolenza + creativit\u00e0<\/p>\n<p>esalta le iniziative di pace, anche per evitare ulteriore guerra<\/p>\n<p>focus su struttura, cultura, sulla societ\u00e0 \u00a0pacifica(ta)<\/p>\n<p>dopoguerra: risoluzione, ricostruzione, riconciliazione<\/p>\n<p>&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>La scelta dello stile giornalistico \u00e8 una scelta implicita del discorso da svolgere, attingendo a quel copione soggiacente. E io sostengo, ovviamente, che la seconda colonna \u00e8 in complesso mancante.<\/p>\n<p>In linea di principio abbiamo dieci tipi di media: per leggere, ascoltare, osservare a livello locale, nazionale e globale, e l\u2019internet, il solo che approccia il livello globale significativamente. Che i media nazionali rispecchino le \u00e9lite nazionali in posizione corretta o meno non \u00e8 sorprendente, il che ci lascia accessibili i media locali come i pi\u00f9 promettenti per un discorso di pace. Per\u00f2, essendo locali sono probabilmente al loro meglio sui conflitti di livello micro- e meso-, mentre a livello macro e mega sono oltre il proprio orizzonte. Dunque siamo piuttosto malmessi. Ma la cosa pu\u00f2 migliorare.<\/p>\n<p>Nella Tabella ci sono quattro dimensioni principali che definiscono la cesura fra i due stili giornalistici. In uno l\u2019essenza del discorso \u00e8 l\u2019atto violento e l\u2019attore violento e se su questi si possa prevalere con una vittoria. Nell\u2019altro l\u2019essenza del discorso \u00e8 un conflitto, cio\u00e8 un focus su almeno due attori. Un tantino pi\u00f9 complesso intellettualmente, in altre parole, ma non poi molto.\u00a0 Quegli attori sono di solito disponibili a interviste; anzi, ambirebbero spegare i propripunti di vista sul conflitto. Che \u00e8 appunto ci\u00f2 su cui si focalizzerebbe il giornalismo di conflitto.e-pace, il suo pane:<\/p>\n<blockquote>\n<h4><em>\u201cChe cosa c\u2019\u00e8, secondo lei, sotto questo atto di violenza?\u201d<\/em><\/h4>\n<h4><em>\u201cChe cosa, secondo lei, potrebbe essere un modo eventuale di risolvere quel conflitto?\u201d<\/em><\/h4>\n<\/blockquote>\n<p>Giornalisti, comprendete queste due domande nel vostro repertorio standard e allora siamo in un giornalismo di pace. Pi\u00f9 avanti potremmo chiedere lo stesso livello d\u2019<em>expertise<\/em> che per, diciamo, sanit\u00e0 e finanza. Come si \u00e8 espresso una volta il caporedattore del Toronto Star: Tutto ci\u00f2 che chiedete \u00e8: date una pagina alla pace! \u00a0il punto non \u00e8 che i giornalisti debbano patrocinare qualunque cosa; non dovrebbero far altro che rendere la pace pi\u00f9 visibile, come segni di vita in un paziente in coma. Mentre invece il primo stile giornalistico di cui sopra si focalizzerebbe su chi vince, considerando qualunque tendenza a capire l\u2019altra parte come un tentativo di giustificarne la violenza.<\/p>\n<p>La tabella \u00e8 auto-esplicativa e ampi commenti saranno presto disponibili su <em>Reporting Conflict<\/em>: Un\u2019introduzione al Giornalismo di Pace, di Jake Lynch, Annabel McGoldrick e il sottoscritto. Concretamente, ecco cinque modi di fare giornalismo di pace, cinque \u201cangolature di pace\u201d:<\/p>\n<ol>\n<li>Consideriamo la pace in generale. E se fosse dedicare pi\u00f9 giornalismo a riferire sulla pace? E magari riferire sulla pace notevole fra tante nazioni a Toronto e Sydney? Fra gli stati nordici, europei, dell\u2019ASEAN? E generare un po\u2019 di ottimismo? \u00a0Troppo estremista?<\/li>\n<li>Consideriamo la pace nel bel mezzo della violenza. Perfino durante un\u2019estrema violenza in Jugoslavia e in Medio Oriente si poteva trovare e creare un po\u2019 di pace; zone, arcipelaghi. Esploriamoli.<\/li>\n<li>In retrospettiva: la pace in passato. \u201cMa la situazione era pacifica prima, nevvero? Che cosa and\u00f2 storto, e che cosa si sarebbe potuto fare a quel tempo? O qualcosa era sbagliato tutto il tempo?\u201d Queste sono domande standard da mediatori e producono valide comprensioni interiori. Si potrebbero aggiungere al repertorio giornalistico, per tutte le parti in causa.<\/li>\n<li>In prospettiva: la pace in futuro. Di nuovo un esempio di domanda standard da mediatore: \u201cCome sarebbe la Corea\/Jugoslavia\/regione del Golfo (Persico\/Arabico)\/Iraq etc. in cui le\/vi piacerebbe vivere?\u201d \u00a0Suscitare proposte e, ovviamente, stare attenti a proposte che siano gi\u00e0 state fatte, e farne un profondo sondaggio giornalistico.<\/li>\n<li>Sguardo laterale: la pace da qualche altra parte. Tutti i conflitti sono unici, e tutti condividono qualcosa con altri, come per pazienti e malattie. Si cita spesso la Svizzera. Varrebbe forse la pena controllare tali analogie? Qualcosa di esistente da qualche parte potrebbe diventare fattibile altrove?<\/li>\n<\/ol>\n<p>Poich\u00e9 il conflitto fa parte della condizione umana, e la violenza potrebbe risultare ovunque al mondo quando i contendenti non vedano uscite, il dove cominciare \u00e8 ovunque e quandunque; senza aspettare che accada la violenza, bisogna anticiparla.<\/p>\n<p>Una proposta di pace pu\u00f2 essere gi\u00e0 pace in <em>statu nascendi<\/em>. Eccone una:<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\">Israele\/Palestina\/Medio Oriente \u2013 Una prospettiva <em>trascendente<\/em><\/h3>\n<p>Per Israele e Palestina non c\u2019\u00e8 sicurezza in fondo a questa strada di violenza; solo violenza intensificata e insicurezza.<\/p>\n<p>Israele \u00e8 attualmente nel periodo pi\u00f9 pericoloso della sua storia: sempre pi\u00f9 militarista, impegnato in guerre invincibili, sempre pi\u00f9 isolato e con sempre pi\u00f9 nemici, esposto a violenza, non?violenza e boicottaggio dall\u2019interno e dall\u2019esterno, con gli USA che prima o poi condizioneranno il proprio sostegno a concessioni. Torna in mente il cambiamento di base in SudAfrica, da dentro e da fuori:<\/p>\n<ul>\n<li>Il capitale morale d\u2019Israele si sta rapidamente svalutando, \u00e8 probabilmente negativo in gran parte dei paesi, e sta pur lentamente cambiando anche in USA;<\/li>\n<li>Israele soffre di un colpo di stato militare <em>de facto<\/em>, che offre all\u2019elettorato una scelta fra generali, con agende limitate;<\/li>\n<li>La violenza e intransigenza israeliane mobilitano la resistenza e la lotta nei mondi arabo e musulmano, se non nel senso di stato di guerra fra stati, per\u00f2 nel senso postmoderno di terrorismo contro il terrorismo di stato israeliano; con scorta illimitata di volontari molto motivati disposti ad entrare in lotta;<\/li>\n<li>Prima o poi ci\u00f2 riguarder\u00e0 il 18% di israeliani [in quanto] arabi;<\/li>\n<li>Prima o poi ci\u00f2 pu\u00f2 portare a una lotta nonviolenta di massa, come 100.000 donne in nero arabe in marcia su Israele;<\/li>\n<li>Pu\u00f2 farsi sentir il boicottaggio economico d\u2019Israele, come per il SudAfrica initiato dale Ong e seguito dalle autorit\u00e0 locali, e forse come per il SudAfrica pi\u00f9 importante moralmente che economicamente;<\/li>\n<li>Ancora come per il SudAfrica, la politica USA pu\u00f2 cambiare:\n<ul>\n<li><strong>economicamente<\/strong> Israele sta diventando una passivit\u00e0, dati i problemi negli scambi e per il petrolio con i paesi arabi non pi\u00f9 disposti a vedere gli USA come un terzo; con imminenti boicottaggi e pressioni per disinvestire;<\/li>\n<li><strong>militarmente<\/strong> Israele pu\u00f2 impegnare gli USA a una guerra molto ambigua, e di basi ce ne sono disponibili anche altrove (Turchia, Kosovo, [Nord-]Macedonia);<\/li>\n<li><strong>politicamente <\/strong>Israele \u00e8 una passivit\u00e0 all\u2019ONU; la UE e degli alleati NATO possono non legittimare interventi violenti. Gli USA possono preferire un accordo ragionevole piuttosto di sostenere un perdente (lo Shah [R.Pahlavi], Marcos). Questa proposta di pace potrebbe essere pi\u00f9 attraente per persone ragionevoli?<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ul>\n<ol>\n<li style=\"list-style-type: none;\">\n<ol>\n<li>La Palestina \u00e8 riconosciuta come stato secondo le risoluzioni del Cons.Sicur. ONU 194, 242, 338; con i confini del 4 giugno 1967 e piccoli scambi territoriali;<\/li>\n<li>Gerusalemme-est diventa la capitale della Palestina;<\/li>\n<li>Una Comunit\u00e0 MedioOrientale con Israele, Palestina, Egitto, Giordania, Libano, Siria come membri a pieno titolo, con regimi idrici, d\u2019armi, commerciali basati sul consenso multilaterale; e una Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Medio Oriente con una base pi\u00f9 ampia;<\/li>\n<li>Tale Comunit\u00e0 \u00e8 sostenuta dalla UE, dalla Comunit\u00e0 Nordica e dall\u2019ASEAN finanziariamente e per l\u2019<em>expertise<\/em> costitutiva istituzionale;<\/li>\n<li>Egitto e Giordania affittano territorio aggiuntivo alla Palestina;<\/li>\n<li>Israele e Palestina diventano federazioni con 2 cantoni israeliani in Palestina e 2 cantoni palestinesi in Israele;<\/li>\n<li>Le due capitali vicine diventano una confederazione urbana, anche sede delle istituzioni regionali, ONU ed ecumeniche principali;<\/li>\n<li>Il diritto di ritorno anche ad Israele \u00e8 accettato in linea di principio e negoziato nei numeri entro la formula cantonale;<\/li>\n<li>Israele e Palestina hanno associazioni aziendali di scopo congiunte ed eque, un\u2019educazione alla pace congiunta e un pattugliamento dei confini congiunto;<\/li>\n<li>\u00a0Stazionamento massiccio di forze di monitoraggio ONU.<\/li>\n<li>\u00a0Prima o poi un procedimento di Verit\u00e0 e Riconciliazione, la cui mediazione non dovrebbe essere svolta da un paese n\u00e9 un gruppo di paesi (la UE dovrebbe essere un modello pi\u00f9 che un mediatore); bens\u00ec da personaggi di generale rispetto, e una conferenza stile Helsinki?[specificamente] per il Medio Oriente.<\/li>\n<\/ol>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p>Dietro questa [ipotesi] c\u2019\u00e8 un certo lavoro svolto dal 1964, centinaia di dialoghi di varia consistenza, i commenti sui quali, vostri e miei, riempirebbero agevolmente non solo tale conferenza ma un semestre universitario. Quindi mi si faccia semplificare. Non aspettandomi che i media israeliani facciano la fila per intervistarmi, m\u2019intervisto da solo seguendo una piccola guida in 12 punti. Questo con un paio di precisazioni: Non c\u2019\u00e8 nulla di sacro in una prospettiva di pace; dovrebbe essere resa leggibile, udibile, visible.; a anche esposta a interviste profonde, penetranti, addirittura <em>scorticanti<\/em>, da parte di giornalisti ben preparati all\u2019uopo \u2013 e chiunque avanzi una proposta di pace farebbe bene ad essere almeno altrettanto preparato..<\/p>\n<p><strong><em>Allora, eccoci:<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>[1] Qual \u00e8 stato il metodo dietro al piano? Dialogo con le parti, e in tal caso con tutte? Un qualche negoziato sperimentale? Analogia con altri conflitti? Intuizione?<\/strong><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il metodo \u00e8 stato dialogare, ricercare, sempre far\/si domande, sondare. Ma in quel dialogare c\u2019era sovente una domanda iniziale che ho trovato utilissima: \u201cCome sarebbe il Medio Oriente in cui le\/vi piacerebbe vivere?\u201d I politici potrebbero essere sorpresi nel sapere quanti se ne escono con idee di una comunit\u00e0 mediorientale.<\/em><\/p>\n<p><strong>[2] Fino a che punto il piano \u00e8 accettabile a tutte le parti? Se no, che cosa ci si pu\u00f2 fare?<\/strong><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La risposta tipica quando chiedo a politici prominenti dei paesi coinvolti \u00e8 positiva, d\u2019accettazione, seguita dall\u2019ovvio \u201cma i tempi non sono maturi\u201d. La questione \u00e8 come farli maturare.<\/em><\/p>\n<p><strong>[3] Fino a che punto il piano, se realizzato, \u00e8 auto-sostenibile? Se no, che cosa ci si pu\u00f2 fare?<\/strong><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Io asserirei che \u00e8 auto-sostenibile. Una comunit\u00e0 del Medio Oriente con caratteristiche di mercato comune genererebbe abbastanza introiti da sostenersi e non essere puntellata da poteri esterni di diaspore.<\/em><\/p>\n<p><strong>[4] Il piano si basa sull\u2019azione autonoma delle parti, o dipende da estranei? Che cosa pu\u00f2 renderla autonoma?<\/strong><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Allo stadio attuale \u00e8 indispensabile qualche sostegno esterno. L\u2019Unione Europea potrebbe convocare una conferenza e presentare la propria <\/em>expertise<em>, spalleggiata dalle comunit\u00e0 Nordic e ASEAN. L\u2019ONU, con il suo Consiglio di Sicurezza \u2013 il cui nome gi\u00e0 pesca nel primo discorso \u2013 non \u00e8 purtroppo una sede adeguata. Ma la conferenza potrebbe cominciare piuttosto come seminario sull\u2019integrazione regionale per partecipanti mediorientali. Magari la generazione pi\u00f9 giovane?<\/em><\/p>\n<p><strong>[5] Il piano \u00e8 solo un programma conclusivo o solo di procedimento su chi debba fare che cosa come quando e dove, o entrambe le cose?<\/strong><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Attualmente \u00e8 solo un piano conclusive sui risultati programmati. Si stanno conducendo dialoghi a proposito di eventuali procedimenti. In una democrazia parlamentare come Israele ci vorrebbe una maggioranza che si faccia carico del procedimento.<\/em><\/p>\n<p><strong>[6] Fino a che punto il piano si basa su quel che solo le \u00e8lite possono fare, o quel che pu\u00f2 fare la gente comune, o quel che possono fare entrambi?<\/strong><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Davvero gran parte su entrambi. L\u2019esperienza Nordic ed europea in generale \u00e8 che \u00e8 molto utile un ricco sottobosco di Ong al di qua e al di l\u00e0 dei confini. L\u2019esperienza ASEAN \u00e8 che il processo pu\u00f2 essere generato da dinamiche governative senza esserne diretto. C\u2019\u00e8 molto da costruire in Medio Oriente. Si pu\u00f2 attingere anche all\u2019esperienza dell\u2019Impero Ottomano, con i suoi elementi di famiglia di nazioni.<\/em><\/p>\n<p><strong>[7] Il piano prevede un processo di progressive risoluzione del conflitto, o l\u2019idea \u00e8 di un accordo da attuarsi in una sola fase?<\/strong><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Questione chiave di qualunque piano di pace. Una comunit\u00e0 avrebbe un\u2019agenda a scorrimento che tratti i conflitti man mano che insorgono. La Comunit\u00e0 [sic] Europea ha due agende in quaqnto sia territoriale \u2013 una comunit\u00e0 di stati presieduta dal Consiglio \u2013 sia funzionale \u2013 una comunit\u00e0 di funzioni ossia direttorati presieduti dalla Commissione.<\/em><\/p>\n<p><strong>[8] L\u2019educazione alla pace e alla trasformazione del conflitto, per la gente, le \u00e9lite o gli uni e gli altri, \u00e8 incorporata nel piano?<\/strong><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Quello dev\u2019esser fatto. Il piano considera la soluzione a Due Stati troppo asimmetrica, essendo Israele troppo forte o la Palesatina troppo debole. Dev\u2019esserci un \u00e0mbito per livellare quelle differenze, come nella CEE\/UE per il rapporto tra Germania e Lussemburgo. C\u2019\u00e8 stato bisogno di molto pensiero nuovo in Europa, lo stesso sar\u00e0 il caso in Medio Oriente.<\/em><\/p>\n<p><strong>[9] Se c\u2019\u00e8 stata violenza, fino a che punto il piano contiene elementi di riconciliazione?<\/strong><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Quello dev\u2019essere fatto, lungo le direttrici del libro di testo Tedesco e della Verit\u00e0 e Riconciliazione sudafricana, non secondo l\u2019approccio anglo?americao di tribunali molto divisivi.<\/em><\/p>\n<p><strong>[10] Se c\u2019\u00e8 stata violenza, fino a che punto il piano contiene elementi di riabilitazione \/ ricostruzione?<\/strong><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Finora no. Un lavoro congiunto sarebbe un approccio alla riconciliazione.<\/em><\/p>\n<p><strong>[11] Se il piano non funziona, \u00e8 reversibile?<\/strong><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Decisamente. Uno stato pu\u00f2 lasciare una comunit\u00e0, e pu\u00f2 riassociarsi.<\/em><\/p>\n<p><strong>[12] Se anche il piano dovesse funzionare per questo conflitto, crea per\u00f2 nuovi conflitti o problemi? <\/strong><strong>E\u2019 davvero un buon accordo?<\/strong><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Un problema importante sarebbe una Comunit\u00e0 del Medio Oriente abbastanza forte da minacciare i suoi vicini. Non molto probabile tanto presto! Ma anche se l\u2019Unit\u00e0 araba ha una storia tormentata c\u2019\u00e8 anche quel movimento cui ai cinque stati arabi potrebbe anche piacere di partecipare.<\/em><\/p>\n<p><em>______________________________________________<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/johan-galtung-brown.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-117112\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/johan-galtung-brown-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Johan Galtung, professore di studi sulla pace, Dr. hc mult, \u00e8 il fondatore della <\/em><em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/\" >Rete TRANSCEND per la Pace, Sviluppo e Ambiente<\/a><\/em><em> e rettore della <\/em><em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tpu\/\" >TRANSCEND Peace University-TPU<\/a><\/em><em>. Prof. Galtung ha pubblicato 1.670 articoli e capitoli di libri, pi\u00f9 di 500 editoriali per <a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/\" >TRANSCEND Media Service-TMS<\/a>, e 167 libri su temi della pace e correlate, di cui 41 sono stati tradotti in 35 lingue, per un totale di 135 traduzioni di libri, tra cui <a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tup\/index.php?book=1\" >50 Years-100 Peace and Conflict Perspectives<\/a><\/em><em>, &#8216;pubblicati dalla <a href=\"http:\/\/www.transcend.org\/tup\/\" >TRANSCEND University Press-TUP<\/a><\/em><em>.<\/em><\/p>\n<p><em>Orignal in English: <\/em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2022\/07\/the-missing-journalism-on-conflict-and-peace-and-the-middle-east\/\"  target=\"_top\" rel=\"noopener\">The Missing Journalism on Conflict and Peace\u2013and the Middle East <\/a>&#8211; <em>TRANSCEND Media Service<\/em><\/p>\n<p><em>Traduzione di Miki Lanza per il Centro Studi Sereno Regis<\/em><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2022\/07\/08\/medio-oriente-e-giornalismo-mancante-su-conflitto-e-pace\/\" >Go to Original &#8211; serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>8 Luglio 2022 &#8211; Due immagini di affari internazionali, affari umani a dire il vero, due discorsi: l\u2019approccio securitario e l\u2019approccio pacifista; che competono per la nostra attenzione trattando la stessa preoccupazione per la violenza ma in modo diametralmente opposto.<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":117112,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46],"tags":[88,767,444,427,119,688,254,126,1365],"class_list":["post-216347","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-original-languages","tag-israel","tag-middle-east","tag-nonviolence","tag-palestine","tag-peace","tag-peace-journalism","tag-security","tag-violence","tag-war-journalism"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/216347","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=216347"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/216347\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media\/117112"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=216347"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=216347"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=216347"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}