{"id":219054,"date":"2022-09-05T12:00:51","date_gmt":"2022-09-05T11:00:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=219054"},"modified":"2022-09-03T04:07:15","modified_gmt":"2022-09-03T03:07:15","slug":"italiano-intelligenza-artificiale-aspetti-etici-e-responsabilita-degli-scienziati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2022\/09\/italiano-intelligenza-artificiale-aspetti-etici-e-responsabilita-degli-scienziati\/","title":{"rendered":"(Italiano) Intelligenza Artificiale: aspetti etici e responsabilit\u00e0 degli scienziati"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_219055\" style=\"width: 410px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/ai-inteligencia-artificial.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-219055\" class=\"wp-image-219055\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/ai-inteligencia-artificial-1024x683.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"267\" srcset=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/ai-inteligencia-artificial-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/ai-inteligencia-artificial-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/ai-inteligencia-artificial-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/ai-inteligencia-artificial.jpg 1030w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-219055\" class=\"wp-caption-text\">Photo by Rod Long on Unsplash<\/p><\/div>\n<p>29 ago 2022 &#8211; <em>Alcune informazioni e riflessioni di questo articolo sono tratte da un testo di <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.docenti.unina.it\/#!\/professor\/4755474c49454c4d4f54414d42555252494e49544d42474c4c35334230314638333948\/riferimenti\" >Guglielmo Tamburrini<\/a>, che mette in relazione il tema dell\u2019Intelligenza Artificiale (IA) con i problemi ambientali, chiamando direttamente in causa le <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.mdpi.com\/2409-9287\/7\/1\/4\" >responsabilit\u00e0<\/a> degli scienziati.<\/em><\/p>\n<p><em>La problematica generale che riguarda la ricerca sull\u2019Intelligenza Artificiale e le sue possibili implicazioni etiche viene affrontata nei numerosi contributi che da alcuni anni il prof. <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/autore\/norberto-patrignani\" >Norberto Patrignani<\/a> offre, sia nelle sue pubblicazioni scientifiche, sia in seminari e incontri organizzati per il nostro centro studi.<\/em><\/p>\n<p><em>Tra tale documentazione segnalo, in particolare:<\/em><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2017\/10\/24\/don-milani-al-tempo-dellinfosfera-norberto-patrignani\/\" ><strong><em>Don Milani al tempo dell\u2019Infosfera | Norberto Patrignani<\/em><\/strong><\/a><em><strong> (marted\u00ec 24 Ottobre 2017)<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/evento\/slow-tech-8-etica-e-informatica-dilemmi-al-confine-tra-decisioni-e-scelte-conversazione-con-norberto-patrignani\/\" ><strong>Slow Tech | 8. Etica e informatica. Dilemmi al confine tra decisioni e scelte.\u00a0CONVERSAZIONE con Norberto Patrignani<\/strong><\/a><strong> (gioved\u00ec 28 Novembre 2019)<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2022\/04\/05\/fermare-la-cyberwar-prima-che-sia-troppo-tardi\/\" ><strong>Fermare la cyberwar prima che sia troppo tardi<\/strong><\/a><strong> (marted\u00ec 5 Aprile 2022)<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/evento\/verso-unabbondanza-frugale-incontro-con-norberto-patrignani\/\" ><strong>Verso un\u2019abbondanza frugale | Incontro con Norberto Patrignani<\/strong><\/a><strong> (gioved\u00ec 26 Maggio 2022)<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2022\/06\/27\/intelligenza-artificiale-non-chiamiamola-cosi\/\" ><strong>\u201cIntelligenza\u201d artificiale: non chiamiamola cos\u00ec!<\/strong><\/a><strong> (luned\u00ec 27 Giugno 2022)<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>Entrambi gli autori richiamano l\u2019attenzione dei lettori sulle responsabilit\u00e0 dei ricercatori \u2013 soprattutto i professionisti delle discipline informatiche (esperti, studiosi e professori universitari) nella ricerca e sviluppo di progetti al confine tra etica e scienza.<\/em><\/p>\n<p><em>Guglielmo Tamburrini e Norberto Patrignani, assieme a Francesca Farruggia (Istituto di Ricerche Internazionali Archivio Disarmo \u2013 IRIAD di Roma) parteciperanno a un incontro su Tecnologia e Pace co-organizzato da Centro Studi Sereno Regis e Politecnico di Torino nel corso della prossima Biennale Democrazia 2022 (12 novembre 2022 alle ore 11 presso la sala Emma Strada del Politecnico Torino)<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<h3>IA: un mondo presente ma sconosciuto<\/h3>\n<p>Dell\u2019Intelligenza Artificiale (IA) si parla e si scrive ormai da decenni: tra finanziamenti alla ricerca, sperimentazioni nei pi\u00f9 disparati ambiti, e applicazioni concrete, si pu\u00f2 affermare che non c\u2019\u00e8 quasi aspetto della vita umana che non sia stato gi\u00e0 cambiato, o che non possa essere modificato nel prossimo futuro.<\/p>\n<p>Nell\u2019Introduzione dell\u2019articolo sopra citato Tamburrini accenna rapidamente all\u2019impatto pervasivo dell\u2019IA negli ultimi 10 anni, alimentato da sistemi informatici di apprendimento dell\u2019IA, che stanno assumendo un ruolo crescente nel commercio, nell\u2019industria, nella gestione dei servizi pubblici e privati, nella comunicazione, nell\u2019intrattenimento, nella sicurezza e nella difesa. Il tema \u00e8 vasto, e di difficile comprensione per il pubblico non specializzato.<\/p>\n<p>Il \u2018machine learning\u2019, l\u2019<em>apprendimento automatico,<\/em>\u00a0si basa sull\u2019idea che i computer possono imparare ad eseguire compiti specifici senza essere programmati per farlo, grazie al riconoscimento di schemi tra i dati, che vengono forniti in modo iterativo. Un aspetto importante del machine learning \u00e8 la ripetitivit\u00e0: esposti pi\u00f9 volte ai dati, questi sistemi sono in grado di adattarsi in modo autonomo. Nelle \u2018deep neural networks\u2019, <em>reti neurali profonde<\/em>, di struttura pi\u00f9 complessa e caratterizzate da un gran numero di strati e connessioni tra i componenti, il sistema apprende a eseguire dei compiti sempre pi\u00f9 sofisticati nella misura in cui viene alimentato da quantit\u00e0 e variet\u00e0 crescenti di informazioni.<\/p>\n<p>Come <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2022\/06\/27\/intelligenza-artificiale-non-chiamiamola-cosi\/\" >chiarisce<\/a> Patrignani, queste reti artificiali, costituite da nodi e interconnessioni, quando ricevono i dati in ingresso iniziano ad affinare i parametri di connessione tra i nodi stessi. Dunque, l\u2019algoritmo definito\u00a0in fase di progettazione e caricato in memoria per l\u2019esecuzione \u00e8 dinamico, e consiste nel fornire i criteri di\u00a0\u201ccalibrazione\u201d delle connessioni a seconda dei dati letti. Pi\u00f9 dati vengono letti pi\u00f9 la rete diventa precisa rispetto all\u2019obiettivo, allo scopo (ad esempio simulare il linguaggio parlato).<\/p>\n<h3>L\u2019IA e le grandi minacce del nostro tempo<\/h3>\n<p>Anche se nell\u2019immaginario collettivo l\u2019IA viene considerata come \u2018immateriale\u2019, in realt\u00e0 si tratta di un sistema molto complesso e \u2018concreto\u2019, caratterizzato dalla presenza di oggetti materiali tra loro variamente interconnessi, e il cui funzionamento richiede una significativa componente di \u2018allenamento\u2019: quindi occorrono tantissimi dati, giganteschi\u00a0centri di elaborazione, e una continua fornitura di energia per \u2018alimentare\u2019 queste \u201creti neurali\u201d.<\/p>\n<p>La produzione di questi sistemi \u00e8 resa possibile dall\u2019esistenza di filiere che connettono i luoghi in cui sono presenti le materie prime necessarie (dal rame dei fili elettrici ai minerali rari di certe componenti elettroniche) ai punti di assemblaggio dei componenti; dai centri di ricerca e innovazione in cui vengono sperimentati, fino alla rete di alimentazione e alla distribuzione capillare nei luoghi di utilizzo finale.\u00a0 Tutt\u2019altro che immateriale, dunque!<\/p>\n<p>Guglielmo Tamburrini nel suo articolo richiama l\u2019attenzione su due aspetti dell\u2019IA assai poco presenti nella consapevolezza del pubblico. In una prima parte egli esamina le implicazioni etiche della crescente <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.google.com\/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=web&amp;cd=&amp;cad=rja&amp;uact=8&amp;ved=2ahUKEwi84MfQkOz5AhXbiFwKHb0tCEsQFnoECAYQAQ&amp;url=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FImpronta_ecologica&amp;usg=AOvVaw0kBkWZVVgXI2wmbvnIBAG0\" >impronta ecologica<\/a> dell\u2019Intelligenza artificiale (che si calcola anche attraverso la misura della produzione di CO<sub>2<\/sub> \u2013 la \u2018carbon footprint\u2019), richiamando l\u2019attenzione su uno dei maggiori e urgenti problemi che l\u2019umanit\u00e0 deve affrontare oggi: il controllo delle emissioni di gas con effetto serra (emessi nell\u2019atmosfera contribuiscono a trattenere al suo interno parte del calore proveniente dal sole ) che stanno causando drammatiche alterazioni del clima in tutto il pianeta.<\/p>\n<p>Nella parte finale del suo articolo l\u2019Autore introduce il tema delle minacce che ordigni cibernetici alimentati dall\u2019IA pongono all\u2019infrastruttura digitale di comando, controllo e comunicazione dei sistemi di armi nucleari. In entrambi i casi l\u2019autore <strong>assume una prospettiva etica<\/strong>, e si propone di mettere in relazione il vasto settore dell\u2019Intelligenza Artificiale con le responsabilit\u00e0 dei soggetti che a vario titolo sono coinvolti nella ricerca e nell\u2019applicazione di questa nuova tecnologia. Ma vediamo pi\u00f9 in dettaglio\u2026<\/p>\n<h3>L\u2019Intelligenza Artificiale e il cambiamento climatico<\/h3>\n<p>In occasione di un <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/news.mit.edu\/2022\/how-can-we-reduce-carbon-footprint-global-computing-0428\" >incontro di lavoro<\/a> organizzato pochi mesi fa dal <em>Climate and Sustainability Consortium<\/em>, nel discorso introduttivo al <em>workshop<\/em> si legge:<\/p>\n<p><em>\u201cIl vorace appetito per l\u2019energia dei computer e della tecnologia delle comunicazioni di tutto il mondo rappresenta una chiara minaccia per il riscaldamento climatico del globo.<\/em> <em>[\u2026] Se continuiamo con la traiettoria esistente dell\u2019energia di calcolo, entro il 2040, dovremmo raggiungere la capacit\u00e0 di produzione mondiale di energia.<\/em> <em>L\u2019aumento della domanda e dell\u2019energia di calcolo \u00e8 aumentato a un ritmo molto pi\u00f9 rapido rispetto all\u2019aumento della capacit\u00e0 di produzione energetica mondiale, [\u2026] Per citare solo un esempio: le tecnologie dell\u2019informazione e delle comunicazioni rappresentano gi\u00e0 oltre il 2% della domanda globale di energia, che \u00e8<\/em> <em>al pari delle emissioni dei carburanti dell\u2019industria aeronautica. [\u2026] Siamo l\u2019inizio di questo mondo basato sui dati.<\/em> <em>Abbiamo davvero bisogno di iniziare a pensare a questo e agire ora\u2026\u201d<\/em><\/p>\n<p>Per scoprire come e quanto il settore di ricerca e sviluppo sull\u2019 Intelligenza Artificiale \u2018pesa\u2019 nei confronti dei cambiamenti climatici in atto occorre indagare sui modi in cui si sperimentano e si implementano le diverse applicazioni dell\u2019IA, stimando quali sono le risorse computazionali ed energetiche necessarie per \u2018allenare\u2019 una variet\u00e0 di modelli di IA.<\/p>\n<p>Il compito di misurare la produzione di gas con effetto serra (GHG) sulle varie tecnologie messe in atto nella produzione di applicazioni di IA si \u00e8 rivelato molto complesso a seconda della funzione: per esempio, l\u2019addestramento di modelli per l\u2019elaborazione del linguaggio naturale (NLP, <em>Natural language processing<\/em>) implica la produzione di GHG pari a quella di 5 automobili di media potenza lungo l\u2019intero ciclo di vita.\u00a0 Le emissioni di GHG di modelli pi\u00f9 sofisticati (per es. che comprendono unit\u00e0 di elaborazione grafica: Graphic Processing Units) sono state stimate come equivalenti a quelle emesse in un volo aereo da San Francisco a New York.<\/p>\n<p>La pubblicazione di risultati di ricerche sui legami tra IA e produzione di GHG ha fatto emergere crescenti preoccupazioni sugli impatti ambientali dello sviluppo di sistemi di IA, e ha spinto l\u2019Unione Europea a <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/info\/sites\/info\/files\/commission-white-paper-artificial-intelligence-feb2020_en\" >pubblicare un Libro Bianco<\/a> in cui si sollecita una maggiore attenzione per questo aspetto.\u00a0 La valutazione del carico ambientale dell\u2019IA \u00e8 cruciale sia per quantificare i contributi dei diversi segmenti del sistema, sia per elaborare politiche efficaci e introdurre azioni di mitigazione. Inoltre, questi calcoli sono necessari per individuare responsabilit\u00e0 retrospettive (comportamenti irresponsabili, danni gi\u00e0 inflitti) e in prospettiva, affinch\u00e9 tutti i soggetti coinvolti si assumano le loro responsabilit\u00e0 e mettano in atto iniziative ambientalmente pi\u00f9 sostenibili. Da un punto di vista etico e giuridico sta diventando sempre pi\u00f9 importante mettere in luce le relazioni tra l\u2019aspetto materiale (la produzione di CO<sub>2<\/sub>) e la distribuzione delle responsabilit\u00e0 tra i gruppi di attori coinvolti.<\/p>\n<p>Come sottolinea Tamburrini nell\u2019 articolo,<em> dal punto di vista dell\u2019etica ambientale emerge una evidente tensione tra i comportamenti consolidati della comunit\u00e0 di ricerca sull\u2019IA e gli obiettivi di mitigazione del riscaldamento globale. Ci si pu\u00f2 chiedere se sia eticamente giustificato \u2013 nei settori di R&amp;S accademici e industriali \u2013 perseguire esclusivamente obiettivi di accuratezza, se questi richiedono crescenti costi energetici, causati dalla scelta di modelli, pratiche di addestramento e tempi di test sempre pi\u00f9 energivori.<\/em><\/p>\n<p>Grazie a un lavoro di comparazione tra articoli pubblicati di recente su riviste di prestigio internazionale, l\u2019Autore trae la conclusione che nella maggior parte dei casi l\u2019obiettivo delle ricerche era l\u2019accuratezza del modello, senza prendere in considerazione l\u2019efficienza, quindi senza occuparsi dei costi ambientali. E osserva che questo atteggiamento viene spesso trasmesso nei corsi universitari. Sarebbe quindi opportuno inserire nei progetti di ricerca e nei programmi educativi una nuova prospettiva, quella della consapevolezza ambientale.<\/p>\n<h3>IA e problematiche globali: il rischio nucleare<\/h3>\n<p>Come accenna Tamburrini nella parte finale del suo articolo, un nuovo tema sta emergendo nell\u2019ambito dell\u2019Intelligenza Artificiale: anch\u2019esso \u00e8 di portata globale, come l\u2019impatto ambientale. I dibattiti etici sulla militarizzazione dell\u2019IA hanno riguardato finora le implicazioni dello sviluppo e del dispiegamento di sistemi d\u2019arma autonomi (autonomous weapons systems: AWS). Questi sistemi d\u2019arma sono in grado di selezionare e coinvolgere dei bersagli senza che, dopo la loro attivazione, ci sia un ulteriore intervento di un operatore umano.<\/p>\n<p>Le tecnologie basate sull\u2019 IA svolgono un ruolo cruciale nello sviluppo di questi sistemi d\u2019arma autonomi, dotandoli delle capacit\u00e0 percettive, deliberative ed esecutive di cui tali sistemi hanno bisogno per svolgere il compito di selezione e attacco del bersaglio. Ormai le parti coinvolte in conflitti armati sempre pi\u00f9 spesso ricorrono ad armi informatiche (<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.google.com\/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=web&amp;cd=&amp;cad=rja&amp;uact=8&amp;ved=2ahUKEwi2vOyAkuz5AhWS8rsIHYbLDhwQFnoECA4QAQ&amp;url=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FGuerra_cibernetica&amp;usg=AOvVaw18LgbB9vpp-AGdZrbh0eTL\" >cyber weapons<\/a>). \u00a0E attualmente gli Stati stanno sviluppando \u2013 o forse hanno gi\u00e0 sviluppato \u2013 cyber weapons autonomi (ACW: autonomous cyber weapons) da <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/digital-commons.usnwc.edu\/ils\/vol96\/iss1\/21\/\" >utilizzare nei conflitti armati<\/a>.<\/p>\n<p>A differenza dei sistemi d\u2019arma autonomi gi\u00e0 conosciuti (AWS), e sui quali sono in corso dibattiti avanzati e sono state emesse alcune direttive che li riguardano, i sistemi d\u2019arma autonomi cibernetici (ACW) operano nel \u2018cyberspazio\u2019, e sono in grado di prendere di mira la sorveglianza e sistemi militari di ricognizione, sistemi d\u2019arma che richiedono risorse software per essere gestiti, sistemi software che servono a scopi di intelligence e di comando e controllo dei centri militari. Il crescente numero di compiti che i sistemi di IA sono in grado di svolgere autonomamente sta dando origine a un nuovo problema globale, che riguarda l\u2019impatto dei sistemi di IA sulle minacce di conflitti nucleari globali e sulle loro implicazioni etiche.<\/p>\n<p>Herbert Lin, esperto di minacce informatiche e autore di un recente libro <em>Cyber Threats And Nuclear Weapons<\/em>, cos\u00ec si esprime in una <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.hoover.org\/news\/qa-herbert-lin-cyber-threats-and-nuclear-weapons\" >intervista<\/a> sull\u2019IA:<\/p>\n<p><strong>Che ruolo avranno le moderne tecnologie come l\u2019intelligenza artificiale (AI) nei sistemi di armi nucleari?<\/strong> \u201c<em>Tendo ad essere scettico sull\u2019IA per i sistemi ad alto rischio. Oggi, l\u2019IA qualcosa che a volte funziona e a volte no. Potrebbe anche funzionare il pi\u00f9 delle volte. Ma non c\u2019\u00e8 alcuna garanzia che funzioner\u00e0. Quando non funziona, non riesci a spiegare perch\u00e9 non ha funzionato, e anche quando funziona, non sai perch\u00e9 ha funzionato. <\/em><em>Quindi, l\u2019idea di affidare il futuro del pianeta a una tecnologia che non capiamo e a un comportamento che non possiamo prevedere, per me \u00e8 una cosa molto preoccupante. Non ho fatto un\u2019analisi sistematica del potenziale impatto dell\u2019IA sul comando e il controllo delle armi nucleari, ma dal mio punto di vista la mancanza di chiarezza su ci\u00f2 che sta realmente accadendo all\u2019interno del sistema \u00e8 la conseguenza che pi\u00f9 mi preoccupa circa con l\u2019introduzione di nuove tecnologie\u201d.<\/em><\/p>\n<h3>Progressi tecnologici e responsabilit\u00e0 umane<\/h3>\n<p>Come \u00e8 sempre avvenuto nel corso dell\u2019ultimo secolo, l\u2019ampliamento delle conoscenze e delle applicazioni tecno-scientifiche ha portato con s\u00e9 implicazioni etiche di grande portata, e ha esteso le responsabilit\u00e0 degli scienziati coinvolti nelle scelte dei campi da esplorare e negli usi dei nuovi saperi. \u00a0Gli scienziati che si occupano di Intelligenza Artificiale \u2013 grazie alla loro posizione epistemica privilegiata \u2013 hanno grandi responsabilit\u00e0, cos\u00ec come avvenne nei decenni passati ai \u00a0loro colleghi coinvolti nella costruzione delle prime armi atomiche.<\/p>\n<p>Subito dopo la Seconda Guerra mondiale molti fisici sentirono l\u2019obbligo morale di rendere consapevole l\u2019opinione pubblica e i decisori politici delle minacce esistenziali causate dalle armi atomiche e dalla corsa al riarmo. Pi\u00f9 tardi chimici e biologi svolsero un ruolo cruciale nei dibattiti internazionali e negli sforzi diplomatici che portarono a trattati che decretarono il bando delle armi chimiche e biologiche.<\/p>\n<p>La situazione attuale \u00e8 molto pi\u00f9 ambigua e complessa.\u00a0 Le dinamiche geopolitiche sono in continua evoluzione, con alleanze e opposizioni che si formano e si disfano sulla spinta di interessi politici e commerciali; il moltiplicarsi e il diversificarsi degli strumenti di offesa \u2013 dai carri armati ai cyber \u2013 attacchi hanno trasformato il campo di battaglia del \u2018nemico\u2019 in uno spazio globale;\u00a0 le competenze tecnico-scientifiche necessarie per la realizzazione dei pi\u00f9 recenti progetti di ricerca militare si sono moltiplicate, e specialisti di discipline diverse conoscono e padroneggiano solo una parte dei problemi e dei risultati. Per esempio, le attivit\u00e0 militari contribuiscono in modo accelerato al degrado ambientale e al cambiamento climatico, senza che necessariamente tutti i membri dello staff ne siano consapevoli.<\/p>\n<p>Oggi gli scienziati che si occupano di IA hanno il dovere di informare la societ\u00e0 delle minacce alla pace e alla stabilit\u00e0 che i sistemi d\u2019arma autonomi stanno portando a livello globale, inclusi quelli che operano nel cyber-spazio e che riguardano i sistemi di comando, controllo e comunicazione degli armamenti nucleari.<\/p>\n<h3>La responsabilit\u00e0 alle \u2018macchine\u2019?<\/h3>\n<p>Come <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2022\/04\/05\/fermare-la-cyberwar-prima-che-sia-troppo-tardi\/\" >mette in evidenza<\/a> Norberto Patrignani in un recente articolo, il 2022 \u00e8 iniziato con una guerra in cui vengono utilizzate anche sofisticate tecnologie digitali come gli attacchi informatici. La notte prima dell\u2019invasione, il 24 febbraio, le infrastrutture informatiche ucraine del Ministero degli Interni erano gi\u00e0 state attaccate. [\u2026] \u00a0Ma un attacco informatico deve essere considerato un \u201catto di guerra\u201d? A chi va attribuito? Quali sono le risposte e le difese possibili? [\u2026]. \u00a0Sull\u2019altro fronte, nei mesi successivi sono stati impiegati contro la Russia dei sistemi d\u2019arma autonomi letali; i cosiddetti LAWS, Lethal Autonomous Weapons Systems, armi automatiche che, una volta attivate, sono capaci di selezionare e attaccare un obiettivo senza ulteriori interventi da parte degli esseri umani.<\/p>\n<p>Cyber attacchi e armi autonome: sono gli Stati, i governi, o le \u2018macchine\u2019 ad essere responsabili di questi atti di guerra?<\/p>\n<p>Anche Patrignani, come Tamburrini, sottolinea le responsabilit\u00e0 degli scienziati.<\/p>\n<p><em>\u201cLe persone esperte di informatica dovrebbero invece essere \u201ccomputer professional\u201d che vedono la conoscenza e l\u2019esperienza solo come una delle loro caratteristiche, che si considerano non semplici individui ma membri di una comunit\u00e0 professionale, con una responsabilit\u00e0 sociale, consapevoli del contesto applicativo dei loro progetti, con un impegno a proteggere l\u2019interesse pubblico e l\u2019ambiente\u201d.<\/em><\/p>\n<h3>Torino centro strategico militare?<\/h3>\n<p>Lo scorso 7 aprile 2022 i Ministri degli esteri dell\u2019Alleanza Atlantica hanno approvato la Carta per il <strong>\u201cDefence innovation accelerator for the North Atlantic\u201d<\/strong> (Acceleratore di innovazione nella difesa per l\u2019Atlantico del nord), il cui acronimo \u00e8 DIANA e che comprende un fondo \u2013 il <strong>NATO Innovation Fund \u2013 che <\/strong>partir\u00e0 con un capitale di un miliardo di euro e\u00a0<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.essenziale.it\/notizie\/angelo-mastrandrea\/2022\/07\/12\/capitale-militare\" >finanzier\u00e0<\/a> per i prossimi quindici anni start up e piccole e medie imprese ad alto contenuto tecnologico. Si concentrer\u00e0 in particolare sulle cosiddette <em>deep technologies, <\/em>le <strong>tecnologie emergenti che la NATO ha identificato come prioritarie<\/strong>: esse comprendono i settori dell\u2019aerospazio, dell\u2019intelligenza artificiale, delle biotecnologie e della bioingegneria, dei computer quantistici, della sicurezza informatica, dei motori ipersonici, della robotica, dell\u2019industria navale e delle telecomunicazioni.<\/p>\n<p>All\u2019interno di questo progetto, <strong>Torino \u00e8 stata scelta come prima sede europea degli acceleratori di startup<\/strong> nel campo della sicurezza. A Torino, la sede di DIANA sar\u00e0 ospitata prima nelle Officine Grandi Riparazioni, e in seguito all\u2019interno della Citt\u00e0 dell\u2019Aerospazio: un <strong>progetto <\/strong>che sar\u00e0 finanziato con 300 milioni del PNRR e altri 800 provenienti dalle 70 aziende del settore che vi stabiliranno la loro sede, tra cui anche <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.leonardo.com\/it\/home\" >Leonardo<\/a>, azienda italiana che coordiner\u00e0 tre progetti del nuovo sistema di difesa europeo. \u00c8 prevista quindi una <strong>collaborazione tra Leonardo e il Politecnico<\/strong>: in questo modo, \u201c<em>si creer\u00e0 un sistema interconnesso dove coesistono l\u2019accademia, la ricerca e i laboratori di sviluppo tecnologico, le start up e le piccole medie imprese, e la grande impresa<\/em>\u201d.<\/p>\n<h3>Quali responsabilit\u00e0 professionali per ricercatori e formatori?<\/h3>\n<p>Il lungo e \u2018faticoso\u2019 articolo che state leggendo \u00e8 stato scritto con un obiettivo specifico: rendere consapevole il pubblico, la societ\u00e0 civile, i giovani e le famiglie che li sostengono negli studi della sfida che sono chiamati ad affrontare, se intendono operare per costruire una societ\u00e0 pacifica, equilibrata, sostenibile, e per bandire la guerra.\u00a0 Bisogna porre molte domande ai decisori politici, agli scienziati, agli \u2018esperti\u2019. Quali competenze vengono fornite ai tanti giovani che attualmente sono attirati a studiare, e poi a partecipare attivamente ai sempre pi\u00f9 numerosi progetti \u2013 italiani e internazionali \u2013 che vengono offerti grazie alle sinergie tra industria, mondo accademico e difesa? Che tipo di obiettivi i finanziatori di tante offerte formative si propongono di conseguire coinvolgendo le giovani generazioni della nostra Universit\u00e0, e del nostro prestigioso Politecnico?<\/p>\n<p>In un <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.ojs.unito.it\/index.php\/visions\/article\/view\/5766\/5271\" >recente articolo<\/a> sulla qualit\u00e0 della ricerca scientifica Alice Benessia riporta alcune battute di un\u2019intervista che Richard Feynman \u00a0(Premio Nobel per la Fisica nel 1965, partecip\u00f2 da giovane al Progetto Manhattan per la fabbricazione della bomba atomica) rilasci\u00f2 alla BBC nel 1981.\u00a0 Egli ricorda l\u2019eccitazione che prov\u00f2, insieme agli altri membri del Progetto, dopo il successo del primo test sulla bomba atomica, il Trinity Test. Alla domanda dell\u2019intervistatore su come mai avessero deciso di proseguire la costruzione della bomba anche dopo che la Germania si era arresa, Feynman rispose:<\/p>\n<p>\u201c<em>Quello che ho fatto in modo immorale, direi, \u00e8 stato di non ricordare il motivo per cui lo stavo facendo, cos\u00ec che quando il motivo \u00e8 cambiato, quando la Germania \u00e8 stata sconfitta, non mi \u00e8 venuto in mente un solo pensiero<\/em> <em>su tutto questo, sul fatto che dovevo riconsiderare il motivo per cui stavo continuando [<\/em>a costruire la bomba<em>].<\/em> <em>Semplicemente non ci ho pensato, ok<\/em>?\u201d<\/p>\n<p>Nell\u2019articolo citato Alice Benessia offre alcune riflessioni sull\u2019importanza di sviluppare \u2013 da parte dei ricercatori \u2013 strumenti culturali che favoriscano pensiero critico, consapevolezza socio-ecologica e coinvolgimento personale: competenze sempre pi\u00f9 necessarie per affrontare meglio la crisi sistemica globale contemporanea, migliorando allo stesso tempo la propria vita professionale e personale.<\/p>\n<p>La considerazione che Primo Levi espresse nel 1986 \u00e8 sempre valida, ma \u00e8 sempre pi\u00f9 difficile \u2018conoscere il fine\u2019, \u2018esercitare una scelta\u2019, \u2018non lasciarsi sedurre\u2019\u2026 e la posta in gioco \u00e8 sempre pi\u00f9 alta!<\/p>\n<p><em>\u00abMi piacerebbe (e non mi pare impossibile n\u00e9 assurdo) che in tutte le facolt\u00e0 scientifiche si insistesse a oltranza su un punto: ci\u00f2 che farai quando eserciterai la professione pu\u00f2 essere utile per il genere umano, o neutro, o nocivo. Non innamorarti di problemi sospetti. Nei limiti che ti saranno concessi, cerca di conoscere il fine a cui il tuo lavoro \u00e8 diretto. <\/em><em>Lo sappiamo, il mondo non \u00e8 fatto solo di bianco e di nero e la tua decisione pu\u00f2 essere probabilistica e difficile: ma accetterai di studiare un nuovo medicamento, rifiuterai di formulare un gas nervino. Che tu sia o non sia un credente, che tu sia o no un \u201cpatriota\u201d, se ti \u00e8 concessa una scelta non lasciarti sedurre dall\u2019interesse materiale e intellettuale, ma scegli entro il campo che pu\u00f2 rendere meno doloroso e meno pericoloso l\u2019itinerario dei tuoi compagni e dei tuoi posteri. Non nasconderti dietro l\u2019ipocrisia della scienza neutrale: sei abbastanza dotto da saper valutare se dall\u2019uovo che stai covando sguscer\u00e0 una colomba o un cobra o una chimera o magari nulla\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Primo LEVI<em>, Covare il cobra<\/em>, 11 settembre 1986, in Opere II, Einaudi, Torino 1997 <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2022\/08\/29\/intelligenza-artificiale-aspetti-etici-e-responsabilita-degli-scienziati\/#_ftn1\"  name=\"_ftnref1\">[1]<\/a><\/p>\n<h3>Nota<\/h3>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2022\/08\/29\/intelligenza-artificiale-aspetti-etici-e-responsabilita-degli-scienziati\/#_ftnref1\"  name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Pubblicato la prima volta sul quotidiano \u201cLa Stampa\u201d, 21 sett. 1986.<\/p>\n<p><em>_______________________________________________<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/elena_camino_95-180x167-e1588393371480.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-66008\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/elena_camino_95-180x167-e1588393371480.jpg\" alt=\"\" width=\"100\" height=\"93\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>Elena Camino <\/em><em>\u00e8 membro della rete <\/em><em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/\" >TRANSCEND per la Pace, Sviluppo e Ambiente<\/a><\/em><em> e <\/em><em><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.assefatorino.org\" >Gruppo ASSEFA Torino<\/a><\/em><em>.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2022\/08\/29\/intelligenza-artificiale-aspetti-etici-e-responsabilita-degli-scienziati\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dell\u2019Intelligenza Artificiale (IA) si parla e si scrive ormai da decenni: tra finanziamenti alla ricerca, sperimentazioni nei pi\u00f9 disparati ambiti, e applicazioni concrete, si pu\u00f2 affermare che non c\u2019\u00e8 quasi aspetto della vita umana che non sia stato gi\u00e0 cambiato, o che non possa essere modificato nel prossimo futuro.<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":66008,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46],"tags":[1733,304],"class_list":["post-219054","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-original-languages","tag-artificial-intelligence-ai","tag-science"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/219054","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=219054"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/219054\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media\/66008"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=219054"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=219054"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=219054"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}