{"id":219981,"date":"2022-09-26T12:01:02","date_gmt":"2022-09-26T11:01:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=219981"},"modified":"2024-09-23T14:36:54","modified_gmt":"2024-09-23T13:36:54","slug":"italiano-arte-e-costruzione-della-pace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2022\/09\/italiano-arte-e-costruzione-della-pace\/","title":{"rendered":"(Italiano) Arte e Costruzione della Pace"},"content":{"rendered":"<blockquote><p><em>Il significato del conflitto<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>I significati non sono inerenti alle cose, bens\u00ec sono socialmente negoziati. Come il significato di un\u2019opera d\u2019arte, cos\u00ec il significato di un conflitto non \u00e8 inerente ad esso. Il suo significato dipende da ci\u00f2 che gli osservatori vi apportano. Il significato \u00e8 sempre soggettivo. Il conflitto \u00e8 come l\u2019arte. Le parti non dovrebbero considerarsi vittime indifese del conflitto. Partecipano alla sua costruzione. Hanno il potenziale per decostruirlo e ricostruirlo. Come l\u2019arte, il conflitto, ben utilizzato, pu\u00f2 essere una meravigliosa opportunit\u00e0 di apprendimento per tutti gli interessati.<\/p>\n<p>Le parti in conflitto, e gli specialisti del conflitto che lavorano con loro, cercano, generalmente, una sorta di compromesso tra le posizioni contrapposte. Il principio-guida \u00e8 che ognuno deve dare un po\u2019 per avere un po\u2019. Il trascendimento del conflitto, tuttavia, aspira a qualcosa di molto meglio, una nuova sinergia che porta a possibilit\u00e0 nuove, precedentemente inimmaginate, superiori per tutti gli interessati. Negli approcci tradizionali alla gestione dei conflitti, la descrizione iniziale del conflitto funge da base per il lavoro successivo. Al contrario, gli sforzi per trascendere il conflitto si basano sul fatto che le parti rivedano e riconsiderino i significati fondamentali del loro conflitto.<\/p>\n<p>L\u2019essenza di un conflitto sono le incompatibilit\u00e0 nelle preferenze delle parti. La preoccupazione principale non riguarda le differenze o le rivendicazioni o i valori delle parti, ma le incompatibilit\u00e0 nelle loro preferenze concrete su come dovrebbero essere le cose. Una parte sente che le cose dovrebbero essere sistemate in un certo modo, un\u2019altra sente che dovrebbero essere sistemate in un altro modo, e sembra che le diverse realt\u00e0 che si immaginano non possano coesistere. Una parte insiste che il confine dovrebbe essere qui, l\u2019altra insiste che il confine dovrebbe essere l\u00ec. Non pu\u00f2 essere in entrambi i posti. Queste posizioni sono incompatibili; quindi le parti sono in conflitto.<\/p>\n<p>I motivi per cui hanno tali particolari preferenze possono essere interessanti, ma potrebbe non essere necessario conoscerli. La descrizione essenziale di ogni conflitto riguarda le incompatibilit\u00e0 nelle preferenze concrete delle parti. Le rivendicazioni e le diverse letture della storia riguardano le spiegazioni per quelle preferenze, e quindi per il conflitto. Finch\u00e9 un conflitto \u00e8 definito nei termini della storia del dolore di ciascuna delle parti, queste sono intrappolate dalla fissit\u00e0, dal radicamento, di quella storia. Le parti devono uscire da quella storia e concentrarsi invece sull\u2019essenza del conflitto.<\/p>\n<p><strong>Rimedi basati sulle arti <\/strong><\/p>\n<p>Si possono aiutare le parti in conflitto a risolvere la loro situazione chiedendo loro di rivedere insieme le loro posizioni e il significato di tali posizioni. Le loro narrazioni storiche aiutano a spiegarle e a comprenderle. Le parti possono anche provare a formulare intese in modo astorico, esprimendo l\u2019attuale situazione di incompatibilit\u00e0 e immaginando quale potrebbe essere in futuro.<\/p>\n<p>Si potrebbe chiedere alle parti di formulare una dichiarazione congiunta che descriva la situazione attuale. Dove sono esattamente le rispettive preferenze incompatibili? Prima di spingerle ad adottare una soluzione accettabile per il loro dilemma, sarebbe utile prima chiedere loro di giungere a una descrizione accettabile di quel dilemma. Qual \u00e8 esattamente la domanda cui si trovano di fronte? L\u2019esercizio di formulare una nuova analisi congiunta della situazione ne ridefinisce il significato e stabilisce altres\u00ec un nuovo significato negoziato congiuntamente.<\/p>\n<p>Essere costretti ad accettare l\u2019interpretazione delle cose formulata dagli altri \u00e8 un segno di privazione. Un insegnante d\u2019arte che espone agli studenti il significato di un dipinto e poi li interroga per vedere se sono capaci di ripetere quella risposta \u00e8 un cattivo insegnante. Pi\u00f9 o meno allo stesso modo, un insegnante di storia che ti dice come capire un\u2019epoca ti rende un cattivo servizio.<\/p>\n<p>La pedagogia liberatoria propugnata da Paulo Freire, autore della <em>Pedagogia degli oppressi<\/em>, e dai suoi seguaci si basa sull\u2019idea di \u00abtrovare la propria parola\u00bb, scoprendo di avere la capacit\u00e0 e il diritto, e forse anche il dovere, di esprimere il proprio significato delle cose. Un insegnante che ti supporta nell\u2019esprimerti per farti trovare il tuo significato ti d\u00e0 forza e fiducia. Uno storico che ti invita ad abbandonare i significati incrostati della storia che sono stati tramandati e ti esorta viceversa a creare il tuo nuovo significato, ti d\u00e0 potere.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 essere necessario enorme coraggio per spezzare le catene della memoria. Ad un seminario sulla pace in Norvegia nell\u2019estate del 2000, due giovani ragazze macedoni di Skopje hanno espresso il desiderio di lavare i piedi agli albanesi presenti. Lo hanno fatto, in lacrime, in un atto simbolico di pulizia storica. Tale atto apre nuove possibilit\u00e0 trascendenti.<\/p>\n<p>Nel 1999 Daniel Barenboim e il compianto Edward Said hanno avuto l\u2019idea di utilizzare la musica creata insieme come mezzo per spezzare le catene di significato ereditate. Hanno fondato la \u201cWest Eastern Divan Orchestra\u201d, riunendo giovani musicisti provenienti da tutte le parti del conflitto mediorientale. Anni dopo, promuove ancora la comprensione tra di loro. Non ha fatto miracoli, ma non c\u2019\u00e8 dubbio che ha fatto molto bene, costruendo tanti piccoli ponti.<\/p>\n<p>Se le parti in conflitto sono in grado di liberarsi dalle catene di significato storicamente radicate e di creare insieme un nuovo significato, acquisiscono nuovo potere sulla situazione. Non \u00e8 pi\u00f9 tutto stabilito dalla memoria ereditata.<\/p>\n<p><strong>L\u2019architettura della pace<\/strong><\/p>\n<p>In tal modo, gli sforzi congiunti in una qualsiasi delle arti potrebbero aiutare a trascendere i conflitti. Consideriamo tali possibilit\u00e0 in architettura. Possiamo guardare, ad esempio, Gerusalemme come una manifestazione concreta dei conflitti, ora incastonati nella pietra. Oppure possiamo vedere Gerusalemme come una grande opera d\u2019arte, i cui significati non sono fissi, ma possono essere riconsiderati mentre vi conferiamo uno spirito nuovo.<\/p>\n<p>Certo, non bisogna dimenticare il significato storico di una grande citt\u00e0 come Gerusalemme. Dobbiamo ricordare la storia dei nostri conflitti per assicurarci di non dovere rivivere i loro orrori &#8211; mai pi\u00f9. Ma dovremmo riconoscere che la memoria storica \u00e8 selettiva e politica e pu\u00f2 essere usata e abusata per scopi umani. Dobbiamo essere determinati e selettivi su quali elementi di quella storia intendiamo mettere in evidenza se vogliamo evitare di essere intrappolati dalle nostre stesse costruzioni della storia.<\/p>\n<p>Il libro di Bill Shore, <em>The Cathedral Within<\/em>, sottolinea che coloro che hanno progettato la costruzione delle grandi cattedrali sapevano che non avrebbero visto il risultato finale. Non sapevano come sarebbero stati completati i progetti. Tuttavia, hanno plasmato visioni cos\u00ec avvincenti che altri hanno portato avanti volentieri i progetti, per generazioni e persino per secoli. Il libro di Shore \u00e8 stato scritto non per gli architetti, ma per dare potere a coloro che hanno bisogno di visione per affrontare le principali questioni sociali del mondo<a href=\"#_edn1\" name=\"_ednref1\">[i]<\/a>.<\/p>\n<p>\u00c8 sempre possibile scegliere quali significati conferire agli eventi che influenzano la propria vita. La miseria \u00e8 facoltativa. Guardando con occhi nuovi, si potrebbe scoprire che posizioni che erano sembrate del tutto incompatibili in realt\u00e0 non lo sono. Invece di porre il confine dove vuole l\u2019una o l\u2019altra parte, o nel mezzo, si potrebbero forse cercare modi in cui il confine pu\u00f2 essere in entrambi i luoghi, o forse in nessuno dei due.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 \u00e8 stato fatto in un conflitto di confine tra Ecuador e Per\u00f9. Hanno trasceso le posizioni conflittuali originarie e hanno istituito un parco pubblico gestito congiuntamente nello spazio tra i due Paesi. Aprire le menti alla possibilit\u00e0 di nuovi significati apre a possibili futuri precedentemente inimmaginati. Una pedagogia liberatoria applicata al mondo cos\u00ec com\u2019\u00e8 ci apre alla trascendenza verso possibilit\u00e0 prima inimmaginabili.<\/p>\n<p>Una pedagogia trasformativa che incoraggia le persone a creare i propri significati apre nuove possibilit\u00e0 nella vita degli individui, consentendo nuovi modi di essere. Un approccio al conflitto che incoraggi le parti a ricostruire insieme il significato della loro situazione apre nuove possibilit\u00e0 per utilizzare il conflitto in modo costruttivo. Trascendere le intese ereditate pu\u00f2 creare spazio per modi completamente nuovi di stare insieme.<\/p>\n<p>Paulo Freire ha chiesto ai contadini brasiliani di formulare le proprie analisi, chiedendo loro di rispondere a immagini di diversi tipi di situazioni sociali. \u00c8 stata un\u2019iniziativa pionieristica nell\u2019adozione dell\u2019arte al servizio della pace. I contadini furono aiutati a produrre le proprie analisi della propria situazione nei propri termini. Si pu\u00f2 solo immaginare cosa sarebbe successo se questo esercizio di interpretazione fosse stato intrapreso dagli oppressi e dagli oppressori insieme, magari attraverso una sorta di dialogo facilitato.<\/p>\n<p>Abbiamo bisogno di un\u2019analisi pi\u00f9 condivisa da parte delle realt\u00e0 in conflitto, magari attraverso la scrittura congiunta della storia. Anche i loro rimedi devono basarsi su ci\u00f2 che possono immaginare insieme. L\u2019esercizio dell\u2019immaginazione \u00e8 arte. L\u2019esercizio congiunto dell\u2019immaginazione ad opera delle parti in conflitto \u00e8 l\u2019esercizio dell\u2019arte della pace.<\/p>\n<p>I problemi di forma attraversano i confini di ci\u00f2 che \u00e8 convenzionalmente inteso come arte e ci\u00f2 che \u00e8 convenzionalmente inteso come scienza sociale. La progettazione di solide strutture politiche \u00e8 una sorta di arte applicata. Proprio come nel progettare un tostapane c\u2019\u00e8 bisogno di una certa abilit\u00e0, oltre che di attenzione al funzionamento, cos\u00ec nella creazione di nuove forme politiche.<\/p>\n<p>\u00c8 fin troppo facile criticare i politici e le istituzioni. Il compito pi\u00f9 impegnativo \u00e8 dire cosa dovrebbe essere fatto, cosa sarebbe il caso di fare e dirlo insieme agli altri. Si dovrebbe prestare molta pi\u00f9 attenzione all\u2019arte costruttiva del disegno politico. Quale dovrebbe essere la progettazione degli accordi istituzionali per la governance globale? Quale dovrebbe essere il disegno di una qualsiasi azione politica?<\/p>\n<p><strong>Opportunit\u00e0 di collaborazione<\/strong><\/p>\n<p>Una volta create opportunit\u00e0 decenti, ovunque, le persone possono essere meravigliosamente creative, nelle arti, nell\u2019industria, nella costruzione di istituzioni. Le persone creano nuovi tipi di significato, nuovi modi di dire le cose a un ritmo mozzafiato. Il problema \u00e8 che spesso si ostinano a farlo da sole. Dov\u2019\u00e8 la costruzione congiunta del significato? Dove e come le persone collaborano con persone diverse da loro per produrre cose nuove e migliori? Alcuni sembrano volere che gli altri si facciano da parte mentre costruiscono i loro svettanti monumenti, i loro ponti e le loro cattedrali. Non va bene.<\/p>\n<p>Abbiamo bisogno di pi\u00f9 progetti internazionali basati su una vera collaborazione, nell\u2019arte, nell\u2019architettura, nel commercio, nell\u2019assistenza umanitaria, nella diplomazia, nella gestione delle controversie e in tutto il resto. Le relazioni devono essere dialogiche, anzich\u00e9 didattiche. Occorre un\u2019apertura all\u2019apprendimento, alla creazione di nuovi significati da entrambe le parti. I progetti di sviluppo non dovrebbero riguardare noi che li istruiamo. Dovrebbero riguardare l\u2019apprendimento, e quindi lo sviluppo, di tutte le parti. I migliori progetti di sviluppo non potranno che essere collaborativi, con una forte componente di \u00abartisticit\u00e0\u00bb, non solo in termini oggettivi e materiali ma anche in termini spirituali e istituzionali.<\/p>\n<p>Consideriamo le possibilit\u00e0 che potrebbero esserci nell\u2019avviare uno sforzo collaborativo per progettare un nuovo tempio, che possa essere utilizzato da tutte le fedi religiose, da collocare nel centro di Gerusalemme. Se le diverse parti potessero elaborare il processo necessario, questo sarebbe propriamente un edificio di pace.<\/p>\n<p>Aprire le menti alla possibilit\u00e0 di nuovi significati ci apre a possibili futuri precedentemente inimmaginati. L\u2019esercizio congiunto dell\u2019immaginazione ad opera delle parti in conflitto \u00e8 l\u2019esercizio dell\u2019arte della pace. Progettare insieme nuove strutture politiche sarebbe come comporre nuova musica insieme, creare nuovi significati, che vadano oltre le capacit\u00e0 di ciascuna delle parti singolarmente e isolatamente prese.<\/p>\n<p><strong>NOTA:<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"#_ednref1\" name=\"_edn1\">[i]<\/a> Cfr. Bill Shore, <em>The Cathedral Within: Transforming Your Life by Giving Something Back<\/em>, Random House Trade Paperbacks, New York, 2001.<\/p>\n<p>_____________________________________________<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/george-kent.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-121694\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/george-kent.jpg\" alt=\"\" width=\"70\" height=\"70\" \/><\/a>George Kent \u00e8 professore emerito di scienze politiche all\u2019Universit\u00e0 delle Hawaii, USA.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>L\u2019articolo originale, \u201c<\/em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2013\/11\/art-and-the-building-of-peace\/\" >Art and the Building of Peace<\/a><em>\u201d, <\/em><em>\u00e8 stato pubblicato in <\/em>TRANSCEND Media Service<em>, 11 novembre 2013.<\/em><\/p>\n<p><em>Original in English: &#8220;<\/em>Art and the Building of Peace.\u201d <em>Critical Arts: South-North Cultural and Media Studies.<\/em> <em>Vol. 27, No. 4, 2013, pp. 444-448. <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www2.hawaii.edu\/%7Ekent\/ArtBuilding.pdf\" >http:\/\/www2.hawaii.edu\/~kent\/ArtBuilding.pdf<\/a><\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><em>Il testo \u00e8 tradotto in italiano a cura di Gianmarco Pisa con licenza CC BY NC 4.0<\/em><em>: creativecommons.org\/licenses\/by-nc\/4.0. <\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I significati non sono inerenti alle cose, bens\u00ec sono socialmente negoziati. 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