{"id":223779,"date":"2022-11-14T12:00:00","date_gmt":"2022-11-14T12:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=223779"},"modified":"2022-11-13T09:17:36","modified_gmt":"2022-11-13T09:17:36","slug":"italiano-scienziati-in-affanno-ai-confini-tra-scienza-societa-e-policy","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2022\/11\/italiano-scienziati-in-affanno-ai-confini-tra-scienza-societa-e-policy\/","title":{"rendered":"(Italiano) Scienziati in affanno? Ai confini tra scienza, societ\u00e0 e policy"},"content":{"rendered":"<h3><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Scienziati-in-affanno-logo.png\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-223780\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Scienziati-in-affanno-logo-298x300.png\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"201\" srcset=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Scienziati-in-affanno-logo-298x300.png 298w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Scienziati-in-affanno-logo-150x150.png 150w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Scienziati-in-affanno-logo.png 678w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a><\/h3>\n<h3><strong>Perch\u00e9 fidarsi della scienza?<\/strong><\/h3>\n<p><em><span class=\"post-meta-infos\">11 Novembre 2022<\/span> &#8211; <\/em>Proprio in questi giorni, nell\u2019ambito della vasta rassegna di \u2018Biennale Tecnologia\u2019 organizzata dal Politecnico di Torino (il 13\/11), una nota studiosa americana, Naomi Oreskes, terr\u00e0 una lezione dal titolo \u201cPerch\u00e9 fidarsi della scienza?\u201d.\u00a0 Nella locandina di <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.biennaletecnologia.it\/sessioni\/perche-fidarsi-della-scienza\" >presentazione dell\u2019evento<\/a> si legge:<\/p>\n<blockquote><p>\u201c<em>I medici sanno di cosa parlano quando ci dicono che i vaccini sono sicuri? Dobbiamo prendere alla let\u00adtera gli esperti quando ci parlano del riscaldamento globale? Un\u2019au\u00addace e convincente difesa della scienza ci sveler\u00e0 perch\u00e9 gli aspetti sociali della conoscenza scientifica costituiscono il suo principale pun\u00adto di forza e la motivazione per cui possiamo affidarci a lei<\/em>.\u201d<\/p><\/blockquote>\n<p>Naomi Oreskes, docente di Storia della Scienza, e docente di Earth and planetary Sciences alla Harvard University, si \u00e8 occupata a lungo del tema della veridicit\u00e0 e affidabilit\u00e0 della conoscenza scientifica: nel libro \u2018<em>Mercanti di dubbi\u2019<\/em> tradotto nel 2019 a cura delle Edizioni Ambiente, l\u2019Autrice aveva descritto come un manipolo di scienziati ha nascosto la verit\u00e0, dai danni del fumo al riscaldamento globale, manipolando le proprie conoscenze e mettendole a disposizione delle industrie e dei decisori politici, allo scopo di screditare la comunit\u00e0 scientifica e costruire dubbi e incertezze. Nel 2021 \u00e8 stato tradotto \u2013 presso la Casa Editrice Boringhieri \u2013 il suo ultimo libro, con il titolo \u2018<em>Perch\u00e9 fidarsi della scienza?\u2019<\/em>, ed \u00e8 di questo argomento \u2013 sempre pi\u00f9 attuale e problematico \u2013 \u00a0che la scienziata terr\u00e0 la sua\u00a0 lezione al Politecnico.<\/p>\n<p>Il suo libro \u00e8 stato accolto con favore dalla comunit\u00e0 scientifica: tra i commenti di esperti e studiosi ne seleziono uno, particolarmente \u2018deciso\u2019 nella sua affermazione: <em>\u00abIn un\u2019epoca di fake news e fatti alternativi, in cui le opinioni e l\u2019ideologia vincono sull\u2019evidenza empirica e sul metodo scientifico, come deve rispondere la scienza? Il titolo di questo libro incredibilmente importante pone una delle domande pi\u00f9 urgenti del nostro tempo, perch\u00e9 se non ci fidiamo della scienza l\u2019umanit\u00e0 \u00e8 spacciata\u00bb<\/em>. (<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.ibs.it\/perche-fidarsi-della-scienza-libro-naomi-oreskes\/e\/9788833936208?lgw_code=1122-B9788833936208&amp;gclid=EAIaIQobChMIyY_9kpej-wIVweJ3Ch2V_QyyEAQYBCABEgKl9_D_BwE\" >Jim Al-Khalili<\/a>, Fellow of the Royal Society, fisico e autore di <em>Il mondo secondo la fisica<\/em> e <em>La fisica del diavolo).<\/em><\/p>\n<h3><strong>Scienziati in \u2018affanno\u2019?<\/strong><\/h3>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/cop-Vol1-Scienziati-in-affanno-copia.jpg\" class=\"lightbox-added alignleft\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-35563 \" src=\"https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/cop-Vol1-Scienziati-in-affanno-copia-222x300.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 360px) 100vw, 360px\" srcset=\"https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/cop-Vol1-Scienziati-in-affanno-copia-222x300.jpg 222w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/cop-Vol1-Scienziati-in-affanno-copia-522x705.jpg 522w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/cop-Vol1-Scienziati-in-affanno-copia.jpg 720w\" alt=\"\" width=\"360\" height=\"486\" \/><\/a>Tra poche settimane (il 6 dicembre alle 17), presso la sede del Centro Studi Sereno Regis di Torino, alcune studiose e studiosi presenteranno un libro che \u00e8 stato da poco pubblicato dalla casa editrice del CNR \u2013 Consiglio Nazionale delle Ricerche), all\u2019interno della Collana editoriale \u2018Scienziati in affanno?\u2019.\u00a0 Il titolo di questo volume \u2013 il primo della serie \u2013 \u00e8 \u201cScienza, politica e societ\u00e0: l\u2019approccio post-normale in teoria e nelle pratiche\u201d.\u00a0 Il testo \u00e8 liberamente scaricabile dal sito: <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.cnr.it\/it\/scienziati-in-affanno#1PNS\" >http:\/\/www.cnr.it\/it\/scienziati-in-affanno#1PNS<\/a>. Come si legge in una delle prefazioni, le tre studiose ideatrici della Collana<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>hanno deciso di mettere assieme le loro diverse competenze per aprire uno spazio di osservazione sulle relazioni fra scienza, societ\u00e0 e politica; uno spazio dove affrontare, condividere e dibattere studi e ricerche sui cambiamenti in corso nella produzione, nella applicazione e nella condivisione della conoscenza scientifica, mai come ora oggetto di discussione e ridefinizione pubblica. Il titolo della Collana invita, da un lato, a riconoscere l\u2019affanno che a volte ricercatori e ricercatrici avvertono quando si trovano ad affrontare temi cruciali relativi al ruolo della scienza e della tecnologia per la societ\u00e0, specialmente nel dibattito pubblico; dall\u2019altro, il punto di domanda apre al confronto e alla condivisione di idee, alla possibilit\u00e0 di cambiare prospettiva, per ragionare criticamente sul contributo che tutti possiamo dare per risolvere problemi che investono la societ\u00e0 intera. <\/em><\/p>\n<p>Gli scienziati sono in affanno perch\u00e9 sempre pi\u00f9 spesso alla scienza viene chiesto di fornire risposte chiare ed univoche su questioni sanitarie o socio-ambientali, in contesti di per s\u00e9 ad elevata complessit\u00e0 ed incertezza, ma in cui \u00e8 urgente prendere decisioni o predisporre politiche regolatorie. Il coinvolgimento in processi decisionali su tali temi, che riguardano la vita di molte persone, pone a chi fa ricerca scientifica una sfida particolarmente difficile, per le implicazioni che tali tematiche hanno in termini di rischio, sicurezza e precauzione.<\/p>\n<p>Da qui l\u2019esigenza di nuovi approcci di indagine al confine tra scienza e politica. E da qui emerge l\u2019idea che sia necessario prendere atto della pluralit\u00e0 di legittime prospettive in gioco nelle questioni in esame \u2013 sempre pi\u00f9 complesse \u2013 e coinvolgere una cerchia pi\u00f9 ampia di soggetti, anche esterni alla comunit\u00e0 scientifica: infatti n tutte le circostanze in cui i valori degli interventi sul piano sociale sono in discussione, la posta in gioco \u00e8 alta e le decisioni urgenti, l\u2019approccio scientifico tradizionale risulta inadeguato a fornire una conoscenza affidabile e obiettiva di supporto alle decisioni politiche.\u00a0 Da questa consapevolezza emerge la proposta dell\u2019approccio della <strong>scienza post-normale (PNS<\/strong>)<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2022\/11\/11\/scienziati-in-affanno-ai-confini-tra-scienza-societa-e-policy\/#_ftn1\"  name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>, che \u00e8 oggetto del presente volume.<\/p>\n<p>Rispetto alla posizione di Naomi Oreskes, che difende criteri e metodi della scienza cosiddetta \u2018normale\u2019, nello scenario della scienza post-normale i criteri di selezione dei dati, le metodologie di indagine, le ipotesi adottate nei modelli sono operazioni valutative, nella consapevolezza che i processi decisionali non possono svolgersi solo tra tecnici ma devono includere il dialogo tra coloro che sono interessati alla questione e che sono impegnati a risolverla. Sono gli\u00a0 \u2018stakeholders\u2019, portatori di interessi, le cui prospettive \u00a0ed esigenze devono essere ascoltate e possono contribuire ad elaborare gli esiti di ogni processo decisionale.<\/p>\n<p>La proposta epistemologica della PNS consiste, quindi, in un allargamento dei soggetti legittimati a partecipare al processo di indagine: a definire il problema e ad elaborare risposte o soluzioni dovrebbe esserci, cio\u00e8, una \u201ccomunit\u00e0 estesa di pari\u201d che includa, accanto agli esperti riconosciuti in una data materia, anche scienziati latori di prospettive minoritarie o di altri settori, cittadini interessati ed altri possibili portatori di interessi.<\/p>\n<h3><strong>Una conoscenza \u2018scomoda\u2019?<\/strong><\/h3>\n<p>Come sottolineano due delle autrici del libro, Alba L\u2019Astorina e Cristina Mangia, a oltre trenta anni dalla sua prima formulazione la PNS ha raccolto intorno alle proprie idee una comunit\u00e0 multidisciplinare che dibatte sui suoi temi in convegni internazionali e nelle pubblicazioni della letteratura scientifica; ha ispirato politiche pubbliche e ha introdotto narrazioni alternative sull\u2019uso della scienza nelle istituzioni europee.\u00a0 L\u2019approccio ha dato, inoltre, spunto a nuove pratiche di ricerca ed educative nei pi\u00f9 vari ambiti disciplinari.<\/p>\n<p>Silvio Funtowicz, che con Jerry Ravetz ha proposto la scienza post-normale all\u2019inizio degli anni \u201990 del 900, attualmente chiarisce non solo che cosa \u00e8, ma anche che cosa non \u00e8 la scienza post-normale.<\/p>\n<blockquote><p>\u201c<em>La scienza post-normale non \u00e8 un nuovo metodo scientifico n\u00e9 un nuovo paradigma che cerca di diventare la nuova normalit\u00e0 scientifica. \u00c8 un insieme di idee, concetti, intuizioni che hanno a che vedere con le pratiche della ricerca e della politica<\/em>\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>Nonostante il suo testo fondante abbia migliaia di citazioni, e sebbene si moltiplichino le situazioni \u2013 reali e studiate \u2013 che si possono definire post-normali, la PNS continua a essere considerata una scienza scomoda, irritante e poco gradita a molti scienziati. L\u2019attitudine della PNS a seminare dubbi senza offrire certezze rischia, secondo alcuni, di creare resistenze e generare ulteriore scetticismo, in un momento in cui la fiducia nel rapporto scienza \u2013 politica \u2013 societ\u00e0 \u00e8 profondamente messa in discussione dentro e fuori l\u2019accademia e nelle istituzioni politiche.<\/p>\n<p>Come osserva uno degli autori del libro, Andrea Saltelli, la PNS \u00e8 una scienza umile, non solo perch\u00e9 afferma i limiti della sua applicabilit\u00e0 agli scenari in cui ricorrano le sue condizioni (incertezza, posta in gioco, pluralit\u00e0 di valori) ma anche perch\u00e9 si dichiara programmaticamente n\u00e9 indipendente dai valori n\u00e9 neutrale, rinunciando alla pretesa imparzialit\u00e0 del metodo e del sapere scientifico.<\/p>\n<p>Su poche semplici idee la PNS offre certezze:<\/p>\n<blockquote><p>\u201c<em>non \u00e8 possibile separare i fatti dai valori; non \u00e8 possibile osservare in maniera oggettiva la realt\u00e0; la scienza non pu\u00f2 fornire da sola tutte le risposte alle sfide che caratterizzano il nostro tempo, ma deve creare alleanze con una comunit\u00e0 estesa di pari\u201d. <\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Forse \u00e8 questa dichiarazione di umilt\u00e0 che la rende \u2018scomoda\u2019\u2026<\/p>\n<h3><strong>La scienza Post-Normale e il CSSR<\/strong><\/h3>\n<p>Non ricordo di quale testo in particolare ci parl\u00f2 Nanni Salio, allora Presidente del CSSR, dopo la pubblicazione dei primi libri e articoli firmati da Funtowicz e Ravetz (Uncertainty and Quality in Science for Policy, Springer 1990;\u00a0 Uncertainty, complexity and post-normal science, Environmental Toxicology and Chemistry, Vol. 13, No. 12, pp. 1881-1885, 1994; Science for the Post-Normal Age, Futures, 25 (7), 739-755, 1993). \u00a0Lettore instancabile, Nanni esplorava con curiosit\u00e0 e passione pubblicazioni di discipline e argomenti diversi, di vari ambiti linguistici e culturali, \u2018scovando\u2019 continuamente idee, visioni, prospettive fuori dalle narrazioni mainstream. Con entusiasmo ci parl\u00f2 di questi autori e tradusse in italiano parti dei loro testi, nella speranza (delusa) di trovare qualche editore disposto a pubblicarli.<\/p>\n<p>Fu proprio in questi anni (1990 \u2013 1995) che Nanni prese contatto con Jerry Ravetz e Silvio Funtowicz, dando avvio a una collaborazione che si svilupp\u00f2 nei decenni successivi, e costitu\u00ec l\u2019impulso a incontri, seminari, convegni che fecero del CSSR un luogo di riflessione e approfondimento importante sulla PNS. Negli anni successivi l\u2019approccio transdisciplinare della PNS favor\u00ec la collaborazione con IRIS, un piccolo Istituto di Ricerca Interuniversitaria sulla Sostenibilit\u00e0, fondato nel 2003 sull\u2019onda dell\u2019entusiasmo da alcun* ricercatori e ricercatrici, \u00a0sia accademici che non accademici \u2013 persone provenienti da ambiti scientifici, umanistici, artistici, educativi e altri campi, \u00a0che condividevano un interesse comune nell\u2019esplorazione di questioni relative al concetto di sostenibilit\u00e0 da un\u2019ampia gamma di prospettive, oltre i confini disciplinari. Era l\u2019ambiente ideale per sviluppare il percorso suggerito dalla PNS!<\/p>\n<p>Tra le iniziative realizzate dal CSSR e IRIS ricordo \u2013 in particolare \u2013 un workshop realizzato nel dicembre 2007:\u00a0 \u201cScienza e conoscenza come beni comuni per un futuro sostenibile\u201d, una giornata di studio sul complesso processo di creazione, legittimazione e condivisione di conoscenze rilevanti nella definizione e nella gestione delle questioni socio-ambientali, complesse e controverse. Tra i\/le partecipanti vi erano scienziati (Marcello Cini), artiste (O\u2019Thiasos Teatro Natura), e giovani ricercatrici e ricercatori che ora ritroviamo tra le firme del volume \u2018Scienziati in affanno\u2019 (\u00c2ngela Guimar\u00e3es Pereira, Laura Colucci, Alice Benessia).<\/p>\n<h3><strong>Scienza post-normale e nonviolenza <\/strong><\/h3>\n<p>Tra i dialoghi che la PNS ha avviato negli anni con tante persone e gruppi impegnati in ricerche e prospettive trans-disciplinari non poteva mancare, da parte del CSSR, uno sguardo alla nonviolenza. Nell\u2019ambito di un ciclo di incontri organizzati dal CSSR \u2013 \u2018FIORI DI PACE. La spiritualit\u00e0 della nonviolenza in sei autori contemporanei\u2019 \u2013 \u00a0Silvio Funtowicz (28 aprile 2010) fu invitato a partecipare a una conversazione su\u00a0\u00a0 <em>Ecologia, spiritualit\u00e0 e tecnoscienza: la scienza post-normale. <\/em><\/p>\n<p>Al di l\u00e0 di questa specifica occasione, il tema della nonviolenza \u00e8 stato chiamato in causa pi\u00f9 volte da uno dei due Autori, Jerry Ravetz, che gli ha dedicato un articolo specifico<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2022\/11\/11\/scienziati-in-affanno-ai-confini-tra-scienza-societa-e-policy\/#_ftn2\"  name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>. \u00a0\u00a0Egli ci ricorda che fino a pochi decenni fa la ricerca scientifica veniva sviluppata entro uno scenario in cui il ruolo \u2013 il \u2018compito\u2019 \u2013 della natura \u201c<em>era quello di essere controllata, dominata, sfruttata o espropriata, essendo implicitamente considerata fonte infinita di materie prime, e pozzo infinito di discarica dei rifiuti<\/em>.\u201d\u00a0\u00a0 L\u2019idea di rispetto o reverenza per la Natura era considerata un residuo di un vecchio modo di pensare.<\/p>\n<p>E adesso, improvvisamente \u2013 ci fa notare Ravetz in questo articolo \u2013 scopriamo che la scienza non ci offre risposte \u2013 n\u00e9 semplici n\u00e9 risolutive. C\u2019\u00e8 dunque da chiedersi \u201c<em>se, e in quali modi, non sia la scienza a dover essere trasformata, se deve aiutarci nella ricerca della sostenibilit\u00e0 e sopravvivenza\u201d. <\/em>\u00a0La nostra civilizzazione basata sulle conquiste della scienza si trova di fronte a due contraddizioni. L\u2019insostenibilit\u00e0 dello stile di vita della porzione benestante dell\u2019umanit\u00e0 pone problemi etici in termini di diritti e povert\u00e0 che la tecnoscienza non \u00e8 in grado di risolvere. \u00a0Inoltre, ora che la scienza \u00e8 uscita dalle mura dei laboratori, e modifica direttamente la vita della gente, l\u2019economia, la natura, i suoi effetti non possono pi\u00f9 essere controllati n\u00e9 predetti.\u00a0 Viviamo consapevolmente in una et\u00e0 di \u2018conseguenze non previste\u2019, di \u2018ignoranze ignorate\u2019: non possiamo pi\u00f9 praticare la solita scienza cui eravamo abituati.<\/p>\n<p>Ravetz propone (e fa esempi) di una\u00a0 progressiva trasformazione della coscienza tra gli scienziati,\u00a0 in grado di aprire la strada a discorsi alternativi della scienza, in cui le problematiche etiche siano riconosciute e non \u2013 come adesso \u2013 ignorate o cancellate. \u00a0Tra i tanti possibili esempi che cita, Ravetz sceglie il pensiero di Gandhi, e propone una lista degli attributi della scienza basati sul concetto di \u2018satyagraha\u2019<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2022\/11\/11\/scienziati-in-affanno-ai-confini-tra-scienza-societa-e-policy\/#_ftn3\"  name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>. Essi includono: la consapevolezza della propria ignoranza e della propensione all\u2019errore; la disponibilit\u00e0 ad apprendere da chiunque, esperto o cittadino qualunque; l\u2019assunzione di responsabilit\u00e0 per le conseguenze non previste delle proprie scoperte o invenzioni; la possibilit\u00e0 di fare del male in nome del bene; riconoscere le contraddizioni in cui si viene a trovare chiunque debba confrontarsi con le pressioni del potere e della responsabilit\u00e0\u2026<\/p>\n<p>Nel suo contributo al testo \u2018Scienziati in affanno?\u2019<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2022\/11\/11\/scienziati-in-affanno-ai-confini-tra-scienza-societa-e-policy\/#_ftn4\"  name=\"_ftnref4\">[4]<\/a> Ravetz introduce un\u2019altra parola che rimanda alla nonviolenza: \u00e8 la parola \u2018compassione\u2019. Secondo Ravetz possiamo immaginare la complessit\u00e0 come una situazione in cui non esiste una prospettiva privilegiata nella ricerca della conoscenza. La consapevolezza di questo concetto apre la strada a un\u2019euristica molto pi\u00f9 ricca, che comprende il concetto di \u2018contingenza\u2019 (la particolarit\u00e0 di una situazione che si incontra quando si agisce), poi quello di \u2018incertezza\u2019, di \u2018complessit\u00e0\u2019, poi di \u2018contraddizione\u2019 (nel senso di problemi, o sfide, che non possono essere risolte all\u2019interno del paradigma esistente), e si conclude con la \u2018compassione\u2019. \u00a0\u00a0Con \u2018compassione\u2019 \u2013 spiega Ravetz \u2013<\/p>\n<blockquote><p><em>non intendo un\u2019emotivit\u00e0 nei confronti della sofferenza, ovunque essa si manifesti quanto piuttosto una consapevolezza che gli Altri, per quanto repellenti siano i loro punti di vista, sono esseri senzienti, che lottano come me, e che hanno anche la loro Storia.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<h3><strong>Una carrellata transdisciplinare e una conversazione a pi\u00f9 voci<\/strong><\/h3>\n<p>Scorrendo l\u2019indice di questo ampio e articolato testo, emerge una variet\u00e0 di sguardi sulla scienza post-normale: dalla ricostruzione della storia ormai trentennale di questo approccio, alle sue applicazioni in diversi ambiti professionali (la sanit\u00e0, l\u2019educazione, l\u2019ambiente\u2026) alla diffusione in differenti contesti nazionali e internazionali. Una riflessione che sottende tutti gli interventi \u00e8 la sfida a democratizzare la scienza, un passo necessario per rendere coerente la riflessione etica e praticabile la ricerca concreta di giustizia.<\/p>\n<p>La parola \u2018affanno\u2019 nel suo duplice significato \u2013 letterale e metaforico \u2013 mi sembra molto adatta a ispirare non solo il mondo scientifico \u2013 ma la societ\u00e0 tutta, a mettere in atto un personale e collettivo satyagraha.<\/p>\n<blockquote><p><strong><em>Il 6 dicembre prossimo, dalle 17 alle 19,30, presso il Centro Studi Sereno Regis alcun* autori e autrici del libro Scienziati in affanno? converseranno con il pubblico, per illustrare la loro ricerca e condividerne i tanti interrogativi.<\/em><\/strong><\/p><\/blockquote>\n<h3>NOTE:<\/h3>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2022\/11\/11\/scienziati-in-affanno-ai-confini-tra-scienza-societa-e-policy\/#_ftnref1\"  name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Funtowicz S. &amp; Ravetz J., Uncertainty, complexity and post-normal science, Environmental Toxicology and Chemistry, Vol. 13, No. 12, pp. 1881-1885, 1994.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2022\/11\/11\/scienziati-in-affanno-ai-confini-tra-scienza-societa-e-policy\/#_ftnref2\"  name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Ravetz, J., 2006. Towards a non-violent discourse in science. In Klein Goldewijk, B., Frerks, G. (Eds.), New Challenges to Human Security: Empowering Alternative Discourses, Wageningen Academic Press, Netherlands.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2022\/11\/11\/scienziati-in-affanno-ai-confini-tra-scienza-societa-e-policy\/#_ftnref3\"  name=\"_ftn3\">[3]<\/a> La parola deriva dai termini in sanscrito <em>satya<\/em>, la cui radice <em>sat<\/em> significa Essere\/Vero, e <em>agraha<\/em>. Le traduzioni italiane che pi\u00f9 si avvicinano al significato di <em>Satyagraha<\/em> sono \u201cvera forza\u201d, \u201cforza dell\u2019amore\u201d o \u201cfermezza nella verit\u00e0\u201d. Il termine porta con s\u00e9 l\u2019idea di <em>ahimsa<\/em>, cio\u00e8 assenza di danneggiamento. In Italia lo stesso concetto \u00e8 identificato con il nome di Nonviolenza e ha visto le sue radici ad opera di Aldo Capitini. (dal Dizionario di italiano).<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2022\/11\/11\/scienziati-in-affanno-ai-confini-tra-scienza-societa-e-policy\/#_ftnref4\"  name=\"_ftn4\">[4]<\/a> Scienza post-normale: il nostro futuro. La scienza post-normale tra intuizioni originarie e prospettive future.<\/p>\n<p><em>_______________________________________________<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/elena_camino_95-180x167-e1588393371480.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-66008\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/elena_camino_95-180x167-e1588393371480.jpg\" alt=\"\" width=\"100\" height=\"93\" \/><\/a> <em>Elena Camino <\/em><em>\u00e8 membro della rete <\/em><em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/\" >TRANSCEND per la Pace, Sviluppo e Ambiente<\/a><\/em><em> e <\/em><em><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.assefatorino.org\" >Gruppo ASSEFA Torino<\/a><\/em><em>.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2022\/11\/11\/scienziati-in-affanno-ai-confini-tra-scienza-societa-e-policy\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La parola \u2018affanno\u2019 nel suo duplice significato \u2013 letterale e metaforico \u2013 mi sembra molto adatta a ispirare non solo il mondo scientifico \u2013 ma la societ\u00e0 tutta, a mettere in atto un personale e collettivo satyagraha.<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":66008,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46],"tags":[],"class_list":["post-223779","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-original-languages"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/223779","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=223779"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/223779\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media\/66008"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=223779"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=223779"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=223779"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}