{"id":22481,"date":"2012-10-29T12:00:07","date_gmt":"2012-10-29T12:00:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=22481"},"modified":"2012-10-27T16:04:33","modified_gmt":"2012-10-27T15:04:33","slug":"italian-violenza-riflessione-sulle-cause-e-possibili-soluzioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2012\/10\/italian-violenza-riflessione-sulle-cause-e-possibili-soluzioni\/","title":{"rendered":"(Italian) Violenza: Riflessione sulle Cause e Possibili Soluzioni"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\"><strong>1- Che cosa \u00e8 violenza? \u00c9 offesa materiale o morale alla dignit\u00e0 e ai beni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Che cosa \u00e8 la violenza? \u00c8 la disposizione e l\u2019atto del violare, cio\u00e8 del non rispettare (<em>respicere<\/em>), ed \u00e8 quindi l\u2019oltrepassare di forza, senza diritto, quello spazio di rispetto (fisico o morale) che garantisce, pur nella relazione, la non-dipendenza di altri da me, in ragione della loro alterit\u00e0 e dignit\u00e0. Essi sono degni, hanno un loro diritto e valore che non sta, e non pu\u00f2 stare, nelle mie mani, nella mia dispomibilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Un\u2019invisibile dignit\u00e0, merito e diritto dell\u2019essere, \u00e8 in forma eminente e consapevole nella persona umana, ma \u00e8 anche nella natura viva, negli animali senzienti, tanto pi\u00f9 se comunicanti con noi. Pensiamo a come \u00e8 violata oggi sistematicamente la natura, corpo comune a tutti i viventi, la cui offesa si ripercuote sulla vita e sul bene comune generale.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Possiamo reciprocamente invitarci, accoglierci, concederci, e allora \u00e8 l\u2019abbraccio, l\u2019invito, l\u2019ospitalit\u00e0, non \u00e8 il reato di \u201cviolazione di domicilio\u201d, non \u00e8 la violenza fisica. L\u2019invasione non gradita infligge una sofferenza fisica o morale, che degrada anche chi fa violenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La violenza tocca senza rispetto (Albert Schweitzer, <em>Rispetto per la vita<\/em>, nel senso di venerazione) con un uso della forza non giusto n\u00e9 giustificabile. Prima di essere fisicamente distruttiva, infine mortale, la violenza calpesta una zona, anche invisibile, di protezione. Una teoria che disconosca o trascuri il diritto a questa protezione \u00e8 gi\u00e0 violenza, \u00e8 una violenza mentale, prima che materiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Le teorie della diseguaglianza oggi sono il pensiero dominante e governante. Queste teorie affermano come naturale il privilegio dei forti e abili, e chiamano meritocrazia, premio al \u201cmerito\u201d, quel vantaggio di puro fatto, e impongono ai deboli (persone e popoli) di rassegnarsi, se va bene, alla mera sopravvivenza: queste teorie sono violenza vera e propria. L\u2019art. 3 della nostra Costituzione, il pi\u00f9 tradito, enuncia il principio filosofico, morale, politico alternativo a questa violenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Tutti i cittadini hanno pari dignit\u00e0 sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u00c8 <span style=\"text-decoration: underline;\">compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libert\u00e0 e l\u2019eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana <\/span>e l\u2019effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all\u2019organizzazione politica, economica e sociale del Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Abbiamo il felice dovere di riconoscere il valore dell\u2019alterit\u00e0 e differenza, ma nell\u2019uguaglianza dei diritti fondamentali.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Il fondamento della dignit\u00e0 \u00e8 trascendente, non dedotto, \u00e8 \u201cmistero\u201d. Mistero non vuol dire oscurit\u00e0 enigmatica, ma realt\u00e0 superiore alla dicibilit\u00e0, \u00e8 l\u2019ineffabile: lo colgo e non posso completamente argomentarlo, di-mostrarlo. Io non so e non misuro in cosa consiste quel misterioso valore, quindi non tocco, devo non toccare. Kant enuncia la regola riguardante la persona umana: \u00e8 un fine e non solo un mezzo, uno strumento. L\u2019imperativo morale primario \u00e8 categorico, non condizionato. Ma anche l\u2019universale \u201cregola d\u2019oro\u201d della reciprocit\u00e0 di valore nei rapporti umani, \u00e8 lo stesso \u201cprincipio\u201d, da cui dipendono e discendono le altre regole di vita, che si differenziano secondo le circostanze.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>2- L\u2019essenza della violenza \u00e8 il dominio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Io capisco che cosa \u00e8 la violenza se mi metto dalla parte della vittima, nel suo essere valore e dignit\u00e0 colpite dalla prevaricazione. Se guardo davvero la vittima dell\u2019offesa, se guardo i fatti con i suoi occhi, se acquisto l\u2019intelligenza della com-passione, allora vedo la giustizia mancata, da ristabilire, da restituire a chi ha patito ingiustizia. Vedendo l\u2019offesa, riconoscendola come tale, vedo di riflesso il dover-essere della giustizia. La filosofia della societ\u00e0 e della politica comincia dal guardare le vittime, per ripudiare la violenza, prima col cuore, quindi con la ragione e la volont\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Siamo\u00a0tutti\u00a0inrelazione, mai\u00a0senza\u00a0gli\u00a0altri, sempre gli altri influenzano noi come noi influenziamo loro. Eppure, proprio\u00a0in\u00a0ci\u00f2, la\u00a0relazione\u00a0\u00e8\u00a0una\u00a0buona relazione quando mirabilmente\u00a0salvaguarda\u00a0quel\u00a0cristallo\u00a0forte\u00a0e\u00a0fragile\u00a0che\u00a0distingue\u00a0l\u2018uno\u00a0dall\u2018altro, che\u00a0rende\u00a0non\u00a0riducibile\u00a0l\u2018uno\u00a0all\u2018altro. La\u00a0violenza\u00a0sessuale, o\u00a0la\u00a0violazione\u00a0di\u00a0domicilio, sono\u00a0immagini\u00a0chiare\u00a0di\u00a0questo\u00a0oltrepassamento, costitutivo\u00a0di\u00a0ogni\u00a0violenza, anche\u00a0psicologica, che\u00a0viola lo spazio\u00a0morale\u00a0o\u00a0fisico di altri. La relazione \u00e8 buona quando \u00e8 accoglienza, ospitalit\u00e0, abbraccio, comunit\u00e0, pace nella giustizia.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Non siamo uguali in forza e capacit\u00e0. Un bambino ha bisogno e diritto di essere guidato, aiutato, anche con proibizioni. Ma ogni genitore sa bene la differenza tra guida e dominio, tra forza che conduce e violenza che opprime.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Ogni violenza \u00e8dominio, riduzionedialtrisottolapropriaforzaevolont\u00e0imperiosa. Dominio\u00a0\u00e8 l\u2019altro\u00a0nome\u00a0della\u00a0violenza, \u00e8 la sua essenza, presente\u00a0in\u00a0ogni\u00a0sua\u00a0forma. Esso\u00a0infatti\u00a0\u00e8\u00a0una\u00a0struttura\u00a0di\u00a0diseguaglianza, dove\u00a0lo\u00a0spazio\u00a0ei lrespiro\u00a0di\u00a0una\u00a0parte\u00a0\u00e8\u00a0compresso\u00a0e\u00a0oppresso, utilizzato a vantaggio indebito dell\u2018altra parte. Un libretto di consigli per il successo portava questo buio e disperato titolo: <em>O si domina o si \u00e8 dominati<\/em>. Per quanto si verifichi spesso, questo rapporto \u00e8 il fallimento della relazione umana, e dunque di chi domina, ma anche di chi si rassegna.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Quando il dominio non \u00e8 solo un atto, ma si fa struttura, esso configura una societ\u00e0 imperiale, non di persone con pari dignit\u00e0. La democrazia \u00e8 il tentativo di passare dalla piramide imperiale al cerchio di libert\u00e0, uguaglianza, fraternit\u00e0. Oggi la democrazia \u00e8 sotto grave minaccia ad opera dell\u2019impero della finanza senza regole e senza volto: le decisioni pi\u00f9 influenti sulla vita sono prese in luoghi anonimi senza partecipazione dei cittadini. Anche la Chiesa cattolica ha il problema di \u00ababbandonare il suo statuto imperiale\u00bb (teologa Cettina Militello, Roma 15 settembre), quella forma piramidale che le ha impresso l\u2019abbraccio soffocante di Costantino, ad imitazione dell\u2019impero romano, che non era la forma apostolica originaria, pi\u00f9 fraterna e sinodale.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Ogni struttura di dominio produce pensiero dominante, che condizionailpensierodeldominato, fino\u00a0a\u00a0fargli\u00a0pensare\u00a0fatale, se\u00a0non\u00a0giusto, il\u00a0dominio\u00a0che\u00a0subisce, e lo porta ad adattare\u00a0la\u00a0sua\u00a0volont\u00e0 nella rassegnazione: la \u201ctirannia\u00a0servit\u00f9\u00a0volontaria\u201d (da\u00a0\u00c9tienne\u00a0de\u00a0la\u00a0Bo\u00e9tie nel 1500 fino\u00a0a\u00a0Tolstoj\u00a0e\u00a0Gandhi, i\u00a0quali\u00a0concordavano, nella\u00a0loro\u00a0corrispondenza,<sup><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2012\/10\/25\/violenza-riflessione-sulle-cause-e-possibili-soluzioni-enrico-peyretti\/#sdfootnote1sym\" >1<\/a><\/sup><sup>\u00a0<\/sup>sul\u00a0fatto\u00a0che \u00abnon\u00a0gli\u00a0Inglesi\u00a0hanno\u00a0preso\u00a0l\u2018India, ma\u00a0gli\u00a0Indiani\u00a0gliela\u00a0hanno\u00a0data\u00bb <sup><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2012\/10\/25\/violenza-riflessione-sulle-cause-e-possibili-soluzioni-enrico-peyretti\/#sdfootnote2sym\" >2<\/a><\/sup>).<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Tutto ci\u00f2 riguarda concretamente le nostre azioni, il nostro pensiero, l\u2019ethos che si struttura in una societ\u00e0 umana, ma nello stesso tempo si fonda, o discende, da ci\u00f2 che solo la sapienza spirituale sa cogliere, nel profondo del nostro essere, in ci\u00f2 che simbolicamente diciamo il nostro \u201ccuore\u201d. Ogni tanto, qualche vita, qualche testimonianza, qualche parola, qualche tradizione, esprime un po\u2019 pi\u00f9 chiaramente quell\u2019ineffabile, indicibile, e allora udiamo la parola profetica delle sapienze, delle religioni, delle saggezze umane, pi\u00f9 veramente umane, che tutte contengono un messaggio di non-dominio, di nonviolenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La violenza, la riduzione sotto dominio, sono fatti insensati, che tolgono senso all\u2019esistenza, perch\u00e9 la vita \u00e8 comunione di vite, irriducibilmente uniche e comunicanti, davvero comunicanti se rispettate come uniche: siamo fatti gli uni per gli altri (come si trova in Genesi 44,30 e pi\u00f9 volte in Marco Aurelio)<sup><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2012\/10\/25\/violenza-riflessione-sulle-cause-e-possibili-soluzioni-enrico-peyretti\/#sdfootnote3sym\" >3<\/a><\/sup>. Cercare gli altri, invocare gli altri, dedicarsi agli altri, \u00e8 nello stesso tempo avvicinare e rispettare, \u00e8 vicinanza e distanza, \u00e8 presenza e libert\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>3- Distinzione tra forza e violenza<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Mi pare utile distinguere la violenza dalla forza. I due termini si confondono spesso, anche volutamente, ma dicono realt\u00e0 davvero diverse. La forza \u00e8 un carattere della vita, della realt\u00e0. La violenza offende la vita e la realt\u00e0. La forza \u00e8 costruttiva, la violenza \u00e8 distruttiva. La vita \u00e8 forza, la violenza toglie forza e vita alla vittima.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Di fronte alla violenza \u00e8 necessaria la forza: quella della resistenza personale, e quella della societ\u00e0 organizzata, la \u201cforza pubblica\u201d, per contenere e ridurre la violenza (forza corretta di polizia), non per usare contro la violenza illegale una violenza legalizzata (polizia violenta, esercito, guerra), che sarebbe male aggiunto a male. Lo Stato non ha il monopolio della violenza offensiva, ma della forza che si oppone alla violenza: la polizia \u00e8 la forza della citt\u00e0, la <em>polis<\/em>, opposta chi violenta la citt\u00e0. Qunado la legge si fa violenza, la violenza diventa legge. Quando lo Stato fa guerra ai cittadini \u2013 Genova 2001 \u2013 lo Stato perde legittimit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Perci\u00f2 \u00e8 essenziale la differenza tra polizia e guerra, e il male della attuale politica internazionale \u00e8 di fare guerre invece che polizia. La guerra non ha legge \u2013 Bobbio: \u00ab\u00e8 l\u2019antitesi del diritto\u00bb<sup><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2012\/10\/25\/violenza-riflessione-sulle-cause-e-possibili-soluzioni-enrico-peyretti\/#sdfootnote4sym\" >4<\/a><\/sup> \u2013 la polizia \u00e8 soggetta alla legge al servizio della legge.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>4- La nonviolenza \u00e8 forza<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Ma soprattutto, davanti alla violenza, \u00e8 necessaria la forza umana che resiste alla violenza per superarla: \u00e8 questa appunto la nonviolenza positiva e attiva, che \u00e8 una forza: forza dell\u2019anima, forza della verit\u00e0 (dell\u2019attenersi alla verit\u00e0 conosciuta, continuamente correggendosi), cio\u00e8 il <em>satyagraha<\/em> gandhiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Non basta certo il non-fare-violenza, che pu\u00f2 essere anche la non-violenza del vile. Occorre la nonviolenza del forte, del coraggioso, di chi resiste con la volont\u00e0 e col suo corpo, la sua vita; occorre l\u2019unit\u00e0 dei resistenti, e la lotta che cerca la giustizia coi mezzi della giustizia (l\u2019essere giusti) e cerca la pace coi mezzi della pace.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La nonviolenza non \u00e8 solo il senza-violenza, ma \u00e8 l\u2019azione forte ed efficace per un fine giusto, con uso di mezzi omogenei al fine giusto: la resistenza, anzitutto morale, che non si avvilisce e non si rassegna davanti allo spettacolo imponente del male; la forza dell\u2019unit\u00e0 di quanti non accettano la legge della violenza; l\u2019 \u201carma della sofferenza\u201d (Gandhi), capacit\u00e0 di soffrire pi\u00f9 che far soffrire; l\u2019amore per chi non ti ama e ti minaccia, per ri-umanizzare il nemico e ricondurlo alla sua vera umanit\u00e0 (terroristi \u201cconvertiti\u201d dal perdono di Giovanni Bachelet, e dal card. Martini).<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Ogni potere, anche violento, consiste in sostanza nell\u2019essere obbedito. La disobbedienza civile, leale e coraggiosa, condivisa da molti, smonta il potere ingiusto e lo fa cadere senza violenza: le rivoluzioni nonviolente.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Su 323 rivoluzioni del secolo XX, quelle nonviolente sono state un centinaio, e hanno avuto successo al 53%; quelle violente, invece, al 26%. Nel periodo 1975-2002, sono state 47 le rivoluzioni nonviolente, o per lo pi\u00f9 non violente; su 18 condotte da forze nonviolente e coese, 17 hanno vinto e una sola ha avuto un successo parziale.<sup><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2012\/10\/25\/violenza-riflessione-sulle-cause-e-possibili-soluzioni-enrico-peyretti\/#sdfootnote5sym\" >5<\/a><\/sup><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Probabilmente sta crollando nei fatti il mito della violenza rivoluzionaria risolutiva. Non \u00e8 vero che la nonviolenza attiva e lottatrice sia un\u2019utopia, come crede il pensiero conformista. Ci sono molte esperienze storiche reali (v. bibliografia \u201cDifesa senza guerra\u201d in rete) e sempre altre se ne scoprono. Il problema \u00e8 che si deve anche organizzarla, farla diventare politica: p. es. i Corpi Civili di Pace.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>5- La dignit\u00e0 \u00e8 inviolabile anche di fatto, non solo di diritto<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Il fatto della violazione evidenzia una in-violabilit\u00e0. La dignit\u00e0 deve non essere violata. Quel\u00a0valore\u00a0non\u00a0riducibile\u00a0ad\u00a0oggetto, che\u00a0\u00e8\u00a0la\u00a0persona\u00a0e\u00a0l\u2018aura\u00a0della\u00a0sua\u00a0intoccabilit\u00e0, \u00e8 degna, merita, le \u00e8 dovuto il rispetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">L\u2018offesa, per\u00f2,\u00a0\u00e8 sia possibile sia impossibile. Drammaticamente\u00a0possibile. Essenzialmente\u00a0impossibile. Un\u00a0maestro\u00a0buddhista, ad\u00a0una\u00a0donna\u00a0profondamente\u00a0offesa\u00a0da\u00a0molteplici\u00a0violenze, os\u00f2\u00a0dire, a\u00a0rischio\u00a0di\u00a0ferirla\u00a0ulteriormente: \u00abNessuno\u00a0ti\u00a0ha\u00a0fatto\u00a0nulla\u00bb. Cio\u00e8, la\u00a0tua\u00a0dignit\u00e0\u00a0essenziale\u00a0non\u00a0\u00e8\u00a0stata\u00a0toccata, non\u00a0poteva\u00a0essere\u00a0toccata.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La\u00a0dignit\u00e0\u00a0\u00e8\u00a0inviolabile\u00a0di\u00a0diritto, ma, a\u00a0guardare\u00a0in\u00a0profondo, anche\u00a0di\u00a0fatto. L\u2018offesa\u00a0fa\u00a0risaltare\u00a0la\u00a0dignit\u00e0. \u00c8\u00a0un\u2018offesa\u00a0proprio\u00a0perch\u00e9\u00a0ha\u00a0toccato\u00a0l\u2018intoccabile. L\u2018offesa\u00a0\u00e8\u00a0un\u00a0atto\u00a0che\u00a0deve\u00a0&#8211;\u00a0non-essere. Se\u00a0questo\u00a0si\u00a0fa, nell\u2019atto stesso si\u00a0smentisce. Si\u00a0rivela\u00a0come\u00a0falso. Per\u00a0coglierne\u00a0la\u00a0falsit\u00e0, occorre\u00a0per\u00f2\u00a0una\u00a0chiara\u00a0coscienza\u00a0della\u00a0dignit\u00e0, del\u00a0valore\u00a0da\u00a0non\u00a0violare, che\u00a0pu\u00f2\u00a0essere\u00a0colpito, ma\u00a0non\u00a0pu\u00f2\u00a0essere\u00a0distrutto.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Lo spirito umano ha sempre in qualche modo intuito che la vita, persino se uccisa, non \u00e8 annullata. C\u2019\u00e8 chi morendo fa vivere altri: Antigone (fa vedere la legge non scritta), padre Kolbe (offrendosi a morire al posto di un padre di famiglia, ha salvato in migliaia di prigionieri, che il sistema lager voleva ridurre a bestie affamate, la coscienza della propria dignit\u00e0 umana), Ges\u00f9 (i cristiani sanno che vive e d\u00e0 vita), Gandhi e altri martiri della giustizia (liberano popoli interi dalla rassegnazione).<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">In\u00a0effetti, c\u2018\u00e8\u00a0una\u00a0comunanza\u00a0fondamentale (compresenza, direbbe\u00a0Capitini) delle\u00a0vite: <em>vita\u00a0tua\u00a0vita\u00a0mea<\/em>. L\u2019ambiente culturale rafforza o indebolisce questo sentimento. Nelle\u00a0pi\u00f9\u00a0varie\u00a0civilt\u00e0\u00a0ed\u00a0etiche\u00a0di\u00a0ogni\u00a0tempo \u00e8 presente e centrale la \u201cregola\u00a0d\u2018oro\u201c, che\u00a0fonda\u00a0nell\u2018identificazione\u00a0con\u00a0l\u2018altrol\u2018etica universale capacedipreservarel\u2019esistenza\u00a0e\u00a0la\u00a0possibile\u00a0felicit\u00e0.<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2012\/10\/25\/violenza-riflessione-sulle-cause-e-possibili-soluzioni-enrico-peyretti\/#sdfootnote6sym\" ><sup>6<\/sup><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Oltre l\u2018istinto di sopraffazione, abbiamo anche\u00a0una\u00a0naturale\u00a0inibizione a\u00a0offendere\u00a0e\u00a0svalutare\u00a0l\u2018altro, che\u00a0sentiamo\u00a0valere\u00a0come\u00a0noi. Per\u00a0superarla\u00a0occorre\u00a0un\u2018operazione\u00a0culturale, la \u201ccostruzione\u00a0del\u00a0nemico\u201d (che sempre precede la violenza organizzata), lade-umanizzazionedell\u2018avversario, in\u00a0modo\u00a0da\u00a0figurarcelo\u00a0meno\u00a0che\u00a0uomo, e\u00a0poterlo\u00a0distruggere\u00a0non\u00a0solo\u00a0con\u00a0licenza\u00a0ma\u00a0con\u00a0merito.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">L\u2019impulso\u00a0a\u00a0salvare\u00a0la\u00a0vita\u00a0altrui\u00a0\u00e8\u00a0innato, perch\u00e9\u00a0ci\u00f2\u00a0\u00e8\u00a0salvare\u00a0la\u00a0propria, cio\u00e8\u00a0la\u00a0qualit\u00e0\u00a0e\u00a0umanit\u00e0\u00a0della\u00a0propria\u00a0vita. Pier\u00a0Cesare\u00a0Bori\u00a0annota sull\u2019etica confuciana: \u00abIl\u00a0sentimento\u00a0dell\u2019umanit\u00e0, <em>renzhixin<\/em>, si\u00a0esprime\u00a0nel\u00a0<em>buren<\/em>, \u201cnon\u00a0sopportare\u00a0le\u00a0sofferenze\u00a0altrui\u201d\u00bb.<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2012\/10\/25\/violenza-riflessione-sulle-cause-e-possibili-soluzioni-enrico-peyretti\/#sdfootnote7sym\" ><sup>7<\/sup><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Il filosofo cinese Mencio (Mengzi, 372-289 a.C.) scrive:<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u00abTutti gli uomini hanno un animo sensibile all\u2019altrui sofferenza. (\u2026) Supponi che vi siano delle persone che all\u2019improvviso vedono un bimbo mentre sta per cadere in un pozzo. Ebbene, tutte proveranno in cuor loro un senso di apprensione e di sgomento, di partecipazione e di compassione. Questa reazione non dipende certo dall\u2019esigenza di mantenere buoni rapporti con i genitori del bambino, n\u00e9 dal desiderio di essere elogiati da vicini ed amici, e neppure perch\u00e9 disturbino le grida del bambino. Da tutto questo si pu\u00f2 arguire che non sono uomini quanti sono privi di un animo sensibile ai sentimenti della partecipazione e della compassione, della vergogna e dell\u2019indignazione, della deferenza e dell\u2019acquiescenza, e del senso di ci\u00f2 che \u00e8 giusto e di ci\u00f2 che non \u00e8 giusto\u00bb.<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2012\/10\/25\/violenza-riflessione-sulle-cause-e-possibili-soluzioni-enrico-peyretti\/#sdfootnote8sym\" ><sup>8<\/sup><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Nel caso della violenza, la vittima ha un valore che trascende la violenza, un valoreche rimane intatto dopol\u2018offesa, anzi esaltato\u00a0dall\u2018offesa. Poich\u00e9\u00a0l\u2018offesa\u00a0doveva\u00a0&#8211;\u00a0non\u00a0&#8211;\u00a0essere, il\u00a0valore\u00a0offeso rimane, permanentemente rimane. Analogamente, il\u00a0colpevole\u00a0di\u00a0offesa\u00a0della\u00a0dignit\u00e0\u00a0altrui, contraddice, ma\u00a0non\u00a0perde\u00a0del\u00a0tutto\u00a0la\u00a0propria\u00a0dignit\u00e0, e pu\u00f2 restaurarla, dunque\u00a0non\u00a0pu\u00f2\u00a0essere colpito da una pena solo vendicativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Se\u00a0la\u00a0dignit\u00e0\u00a0non\u00a0\u00e8\u00a0distrutta\u00a0dall\u2018offesa, allora\u00a0si\u00a0tratter\u00e0\u00a0di\u00a0coltivare\u00a0l\u2018importante\u00a0capacit\u00e0\u00a0di\u00a0renderci\u00a0superiori (pi\u00f9forti) alle\u00a0offese\u00a0ricevute, ma\u00a0sensibili (pi\u00f9\u00a0vulnerabili) alle\u00a0offese\u00a0fatte\u00a0ad\u00a0altri, al\u00a0dolore\u00a0altrui, per\u00a0essere\u00a0difensori\u00a0e\u00a0liberatori\u00a0dell\u2018umano.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>6- Il male non \u00e8 natura, non \u00e8 destino<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Gandhi d\u00e0 unarispostasaggia, chenon \u00e8 semplicistica, adunlettore che ritiene lanonviolenzaimpossibileperch\u00e9laviolenza regna sullastoriaumana.<sup><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2012\/10\/25\/violenza-riflessione-sulle-cause-e-possibili-soluzioni-enrico-peyretti\/#sdfootnote9sym\" >9<\/a><\/sup><sup>\u00a0<\/sup>Il\u00a0male, per Gandhi, rappresenta gli\u00a0strappi\u00a0nel\u00a0tessuto, e\u00a0non\u00a0il\u00a0tessuto\u00a0della\u00a0vita, che\u00a0altrimenti\u00a0si\u00a0sarebbe\u00a0gi\u00e0\u00a0distrutta. Non merita l\u2019onore\u00a0di una legge\u00a0metafisica.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Per\u00a0domare, anzitutto\u00a0nel\u00a0pensiero, la\u00a0forza\u00a0de lmale, bisogna\u00a0avere\u00a0forte\u00a0coscienza\u00a0del\u00a0bene. Per\u00a0questo\u00a0Gandhi\u00a0dice\u00a0che\u00a0non\u00a0si\u00a0pu\u00f2\u00a0cercare\u00a0la\u00a0nonviolenza\u00a0se\u00a0non\u00a0si\u00a0crede\u00a0in\u00a0Dio, e\u00a0per\u00a0lui\u00a0Dio\u00a0\u00e8\u00a0l\u2018unit\u00e0\u00a0profonda\u00a0di\u00a0tutte\u00a0le\u00a0cose, \u00e8\u00a0un\u00a0nome\u00a0che\u00a0diamo\u00a0alla\u00a0verit\u00e0\u00a0che\u00a0tutto\u00a0sorregge e tutto abbraccia, al\u00a0di\u00a0sotto\u00a0e\u00a0al\u00a0di\u00a0sopra\u00a0dei\u00a0dettagli\u00a0belli\u00a0o\u00a0brutti\u00a0del\u00a0mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Il\u00a0primo\u00a0riparo\u00a0alla\u00a0violenza\u00a0che\u00a0offende, la\u00a0prima\u00a0difesa\u00a0dalla\u00a0rassegnazione\u00a0e\u00a0sudditanza\u00a0ad\u00a0essa, \u00e8\u00a0riconoscere\u00a0il\u00a0bene\u00a0dell\u2018essere. Non\u00a0l\u2018ingenuo, illuso (e\u00a0stupido) dipingere\u00a0tutto\u00a0di\u00a0rosa, ma\u00a0una\u00a0fiducia\u00a0di\u00a0fondo\u00a0verso\u00a0l\u2018interarealt\u00e0. Una\u00a0fiducia\u00a0che \u00e8 un\u00a0credito\u00a0creativo, impegnato\u00a0a\u00a0vigilare, criticare\u00a0e\u00a0lottare, ma\u00a0soprattutto\u00a0a\u00a0sviluppare\u00a0e\u00a0edificare\u00a0vita\u00a0su\u00a0vita, bene\u00a0su\u00a0bene. Chi crede in Dio fa credito a Dio (al bene, al senso, al giusto). Ci\u00a0sembra\u00a0di\u00a0essere\u00a0pi\u00f9\u00a0intelligenti e critici nel\u00a0saper\u00a0vedere\u00a0il\u00a0male\u00a0pi\u00f9\u00a0del\u00a0bene, ma\u00a0\u00e8\u00a0vero\u00a0il\u00a0contrario. L\u2019intelletto pu\u00f2 essere usato come corrosivo\u00a0del\u00a0reale, invece\u00a0che\u00a0carezza\u00a0illuminata, tale\u00a0che\u00a0nel \u201ccom-prendere\u201d il \u201ccon\u201d sia pi\u00f9\u00a0grande\u00a0del \u201cprendere\u201d. Ci sono\u00a0una\u00a0violenza\u00a0e\u00a0una\u00a0nonviolenza anche dell\u2018intelletto.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Perci\u00f2 diciamo no anche a quella violenza filosofica-antropologica che chiude l\u2019essere umano in una immutabile natura cattiva: \u00e8 questo il \u201csofisma machiavellico\u201d (Balducci). L\u2019uomo \u00e8 buono o catttivo per natura? Balducci risponde: \u00abLa natura dell\u2019uomo \u00e8 la cultura\u00bb. Quale cultura plasma le persone, nella storia e nelle societ\u00e0? Perci\u00f2 l\u2019azione che emancipa dalla violenza \u00e8 l\u2019educazione, la trasformazione, la mutazione antropologica dal dogma della competizione e rivalit\u00e0 al pensiero e alla esperienza della collaborazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>(Pavia, Universit\u00e0, 17 ottobre 2012)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>Note:<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2012\/10\/25\/violenza-riflessione-sulle-cause-e-possibili-soluzioni-enrico-peyretti\/#sdfootnote1anc\" >1<\/a>PierCesareBori \u2013 GianniSofri, <em>GandhieTolstoj. Uncarteggioedintorni<\/em>, IlMulino, Bologna 1985, pp. 93 e 192.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2012\/10\/25\/violenza-riflessione-sulle-cause-e-possibili-soluzioni-enrico-peyretti\/#sdfootnote2anc\" >2<\/a>Gandhi, <em>HindSwaraj<\/em>, [Autogoverno dell&#8217;India], 1909, cap. 7 (recentementeripubblicatoinMahatmaGandhi, <em>Vispiegoimalidellacivilt\u00e0moderna. <\/em><em>HindSwaraj<\/em>, Gandhiedizioni, Pisa 2009)<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2012\/10\/25\/violenza-riflessione-sulle-cause-e-possibili-soluzioni-enrico-peyretti\/#sdfootnote3anc\" >3<\/a>Trovo strano che questa citazione importante sia difficilmente reperibile in internet.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2012\/10\/25\/violenza-riflessione-sulle-cause-e-possibili-soluzioni-enrico-peyretti\/#sdfootnote4anc\" >4<\/a>Norberto Bobbio, <em>Il problema della guerra e le vie della pace<\/em>, (4<sup>a<\/sup> edizione), Il Mulino 1997, pp. 59, 66.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2012\/10\/25\/violenza-riflessione-sulle-cause-e-possibili-soluzioni-enrico-peyretti\/#sdfootnote5anc\" >5<\/a> Antonino Drago, <em>Le rivoluzioni nonviolente dell\u2019ultimo secolo<\/em>, Ediz. Nuova Cultura, Roma 2010. Le fonti di Drago sono: P. Ackerman e A. Karatnycky: <em>How Freedom is Won. From Civic Resistance to Durable Democracy<\/em>. Freedom House, Washington, 2005. M.J. Stephan e E. Chenoweth, <em>Why Civil Resistance Works<\/em>, International Security, 33, 1\/2008, 7-44.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2012\/10\/25\/violenza-riflessione-sulle-cause-e-possibili-soluzioni-enrico-peyretti\/#sdfootnote6anc\" >6<\/a>in<em>Servitium<\/em>, n. 152, marzo-aprile 2004, <em>Riconoscimentoedisprezzo<\/em>, pp. 103-108 (s.egidio@servitium.it)<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2012\/10\/25\/violenza-riflessione-sulle-cause-e-possibili-soluzioni-enrico-peyretti\/#sdfootnote7anc\" >7<\/a>Sulllanozionedi<em>ren<\/em>, Bori (vedi nota seguente) rinviaaScarpari, <em>Laconcezionedellanaturaumana<\/em>, in<em>ConfucioeMencio<\/em>, Cafoscarina, Venezia 1991<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2012\/10\/25\/violenza-riflessione-sulle-cause-e-possibili-soluzioni-enrico-peyretti\/#sdfootnote8anc\" >8<\/a> Citato in PierCesareBori, SaverioMarchignoli, <em>Perunpercorsoeticotraculture<\/em>.<em>Testiantichiditradizionescritta<\/em>, LaNuovaItaliaScientifica, Roma 1996, pp. 55-56; secondaedizioneCarocci, Roma, 2003, p. 59. Credo che quel \u00abnon sono uomini\u2026\u00bb, nelle parole di Mencio, sia da intendere non nel senso apodittico, definitorio, tale da escludere dalla societ\u00e0 umana, ma in senso descrittivo, come se dicesse: \u00abnon vivono all\u2019altezza umana, contraddicono la loro natura umana\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2012\/10\/25\/violenza-riflessione-sulle-cause-e-possibili-soluzioni-enrico-peyretti\/#sdfootnote9anc\" >9<\/a> CfrGandhi, <em>Teoriaepraticadellanonviolenza<\/em>, antologiaacuraeconsaggiointroduttivodiGiulianoPontara, Einaudi, Torino 1996, pp. 64-65.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2012\/10\/25\/violenza-riflessione-sulle-cause-e-possibili-soluzioni-enrico-peyretti\/\" >Go to Otirinal \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che cosa \u00e8 la violenza? \u00c8 la disposizione e l\u2019atto del violare, cio\u00e8 del non rispettare (respicere), ed \u00e8 quindi l\u2019oltrepassare di forza, senza diritto, quello spazio di rispetto (fisico o morale) che garantisce, pur nella relazione, la non-dipendenza di altri da me, in ragione della loro alterit\u00e0 e dignit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46],"tags":[],"class_list":["post-22481","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-original-languages"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22481","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22481"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22481\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22481"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22481"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22481"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}