{"id":225010,"date":"2022-12-05T12:01:50","date_gmt":"2022-12-05T12:01:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=225010"},"modified":"2022-12-03T04:51:45","modified_gmt":"2022-12-03T04:51:45","slug":"italiano-verso-un-nuovo-ordine-internazionale-una-prospettiva-nonviolenta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2022\/12\/italiano-verso-un-nuovo-ordine-internazionale-una-prospettiva-nonviolenta\/","title":{"rendered":"(Italiano) Verso un Nuovo Ordine Internazionale&#8211;Una Prospettiva Nonviolenta"},"content":{"rendered":"<blockquote><p><em>Cento anni sono trascorsi<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p><em><span class=\"post-meta-infos\">1 Dicembre 2022<\/span> &#8211;<\/em> Il 28 novembre 2022 \u00e8 stato presentato \u2013 presso la Sala Gandhi del CSSR \u2013 un libro appena pubblicato a cura della Casa Editrice Artestampa (Modena, 2022): <strong>Tempo (quasi) scaduto<\/strong>. <em>Come l\u2019industria delle armi sta portando l\u2019umanit\u00e0 all\u2019autodistruzione. <\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-35516 alignleft\" src=\"https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/cop-rubboli-tempo_quasi_scaduto.jpeg\" sizes=\"auto, (max-width: 360px) 100vw, 360px\" srcset=\"https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/cop-rubboli-tempo_quasi_scaduto.jpeg 515w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/cop-rubboli-tempo_quasi_scaduto-218x300.jpeg 218w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/cop-rubboli-tempo_quasi_scaduto-513x705.jpeg 513w\" alt=\"\" width=\"360\" height=\"495\" \/>L\u2019Autore \u00e8 Massimo Rubboli: oltre a essere stato professore presso l\u2019Universit\u00e0 di Genova nelle discipline di Storia dell\u2019America del Nord e Storia del Cristianesimo, da molti anni si occupa di Storia del pacifismo e della nonviolenza.\u00a0 E\u2019 stato membro del Consiglio Internazionale della Peace History Society.<\/p>\n<p>Il libro include anche una interessante prefazione di <a href=\"https:\/\/www.unilink.it\/ateneo\/docenti\/giorgio-grimaldi\"  target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Giorgio Grimaldi<\/a>, docente di Storia delle relazioni internazionali a Roma (Universit\u00e0 Link).<\/p>\n<p>La prima pagina del libro si apre con la citazione di un testo di Michail Bulgakov <em>(La guardia bianca<\/em>), del 1925, che riprendo qui.<\/p>\n<p><em>Pagher\u00e0 mai qualcuno per il sangue versato?<br \/>\n<\/em><em>No. Nessuno.<br \/>\n<\/em><em>Semplicemente la neve si scioglier\u00e0, spunter\u00e0 la verde erba ucraina, coprir\u00e0 la terra\u2026germineranno le biade rigogliose\u2026 tremoler\u00e0 l\u2019aria torrida sui campi e del sangue non rester\u00e0 traccia.<br \/>\n<\/em><em>Costa poco il sangue sui campi vermigli e nessuno lo riscatter\u00e0.<br \/>\n<\/em><em>Nessuno.<\/em><\/p>\n<p>Era il 1925. Sono trascorsi quali 100 anni. Viene spontaneo interrogarsi: come sar\u00e0 tra 100 anni, quando non solo le comunit\u00e0 umane, ma anche la Terra \u2013 intrapresa questa sua nuova avventura del cambiamento climatico \u2013 sar\u00e0 probabilmente tanto diversa?<\/p>\n<h3>Per evitare il suicidio dell\u2019umanit\u00e0<\/h3>\n<p>Le trasformazioni in corso sul nostro pianeta, dal cambiamento climatico agli effetti di nuovi conflitti armati che insieme agli umani minacciano ogni altra forma di vita a livello globale, giustificano l\u2019accorato appello dell\u2019Autore, che a pag 49 riassume alcuni cambiamenti \u2018improrogabili\u2019 che a suo parere gli umani dovrebbero mettere in atto per evitare il suicidio dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p>\u201c<em>Si tratta di cambiamenti drastici nella politica internazionale e in quella delle singole nazioni: l\u2019abbandono del dogma dello stato sovrano nazionale, il superamento dell\u2019ideologia dell\u2019\u201dEuropa delle patrie\u201d e la scelta degli stati nazionali di cedere una parte della<\/em> <em>loro sovranit\u00e0 per passare da una comunit\u00e0 di stati a una vera e propria federazione sovranazionale, configurata come stato federale superiore. Un primo passo in questa direzione sarebbe la trasformazione dell\u2019UE in senso federale, salvaguardando le specificit\u00e0<\/em> <em>culturali e locali. Ulteriori passi dovrebbero portare al coinvolgimento di Russia, Cina, India e altri paesi\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Queste conclusioni sono il frutto di un ampio lavoro di lettura e riflessione dell\u2019Autore su molti aspetti dell\u2019attualit\u00e0, nello sforzo di connettere situazioni passate, ma recenti, con eventi che incalzano in un presente in cui ai conflitti reali \u2013\u00a0 scontri corpo a corpo sui campi di battaglia e macerie di citt\u00e0 bombardate \u2013\u00a0 si accompagnano guerre di parole, interpretazioni polarizzate, decisioni contraddittorie.<\/p>\n<p>Rubboli invoca l\u2019emergere di un nuovo ordine politico internazionale, basato su accordi e strutture sovranazionali, che potrebbe portare al <strong>controllo dell\u2019industria bellica globale<\/strong> e ad una <strong>autentica politica di disarmo<\/strong>, a partire da una progressiva eliminazione delle armi di distruzione di massa.<\/p>\n<h3>Uno sguardo sistemico<\/h3>\n<p>Non \u00e8 facile per uno storico affrontare un compito cos\u00ec arduo come quello di suggerire degli orientamenti per uscire dalla situazione caotica in cui ci troviamo. C\u2019\u00e8 il rischio di concentrarsi sulle proprie competenze, sulla disciplina che si padroneggia, sviluppando un pensiero che inevitabilmente \u2013 nella sua specialistica \u2018semplicit\u00e0\u2019 \u2013\u00a0 non \u00e8 in grado di cogliere la complessit\u00e0 dei problemi, la variet\u00e0 di interpretazioni, l\u2019imprevedibilit\u00e0 dei possibili esiti delle decisioni prese.<\/p>\n<p>Massimo Rubboli \u00e8 riuscito, rendendo accessibile e apprezzabile il suo testo anche a lettori non specialisti, a offrire una variet\u00e0 di sguardi sullo scenario dell\u2019attualit\u00e0, e in ciascuno evidenziare responsabilit\u00e0 e possibilit\u00e0 di azione.<\/p>\n<p>L\u2019Autore segnala e documenta la progressiva imposizione della visione \u2018bellica\u2019 delle relazioni internazionali da parte del complesso militar-industriale, accompagnata dalla commercializzazione della violenza (dalla produzione di armi alla compravendita di armi e mercenari).<\/p>\n<p>Mette in luce la crescente inconsapevolezza (per mancanza di informazione, per inerzia, per censura) della societ\u00e0 civile sui rischi della proliferazione incontrollata delle armi di distruzione di massa, e sottolinea anche un aspetto finora assai sottovalutato: i danni gi\u00e0 compiuti contro il mondo naturale, da cui siamo dipendenti, e le drammatiche trasformazioni in atto sul clima e sui grandi processi che regolano la vita nel nostro pianeta.<\/p>\n<p>La violenza esercitata dalla guerra sull\u2019ambiente non \u00e8 solo quella distruttiva esercitata in campo con i bombardamenti, ma \u00e8 anche quella causata dalla produzione e dall\u2019utilizzo di risorse minerarie e fossili nella produzione bellica, e dal costo ambientale, oltre che economico, impiegato nel formare, mantenere e spostare un\u2019enorme numero di combattenti \u2013 militari, mercenari, tecnici\u2026<\/p>\n<h3>La via della nonviolenza<\/h3>\n<p>Il terzo capitolo di questo libro \u00e8 dedicato a fornire importanti \u2013 e spesso poco note \u2013 informazioni sulla \u2018<em>Difesa civile disarmata e resistenza nonviolenta\u2019. <\/em><\/p>\n<p>Inascoltate dai governi e dai centri di potere, liquidate dai media come le utopie dei \u2018soliti pacifisti\u2019, in realt\u00e0 sono numerose le realt\u00e0, associazioni e gruppi che con diverse strategie e modalit\u00e0 sono impegnate a praticare forme di resistenza nonviolenta e a sperimentare proposte di trasformazione nonviolenta dei conflitti, dal livello individuale a quello internazionale.<\/p>\n<p>L\u2019Autore offre qui una carrellata di realt\u00e0 che da molti decenni sono impegnate, sia sul piano teorico che nella organizzazione pratica, a proporre alternative alla visione del mondo armata e militare: la difesa civile nonviolenta, i Corpi Civili di Pace, interventi di interposizione, il servizio civile volontario, percorsi di formazione ed educazione\u2026 fino alla creazione recente di gruppi e movimenti impegnati a fermare la guerra in corso.<\/p>\n<p>Questo capitolo \u00e8 di particolare interesse, perch\u00e9 fornisce informazioni importanti e poco conosciute sulla galassia dei gruppi, associazioni, studi e ricerche universitarie, istituzioni educative: tutte realt\u00e0 che, pur svalorizzate e censurate da politici e media, prive di finanziamenti adeguati, contribuiscono a proporre e in parte a costruire una narrazione del mondo che \u00e8 davvero alternativa allo scenario violento e disperante dell\u2019attualit\u00e0.<\/p>\n<h3>Verso la difesa ambientale nonviolenta<\/h3>\n<p>Un altro aspetto interessante del libro, che l\u2019Autore meritoriamente segnala e che varrebbe la pena approfondire, \u00e8 la \u2018difesa ambientale non violenta\u2019. Finora non riconosciuta come tale, in realt\u00e0 comprende da decenni un numero crescente di individui, gruppi, associazioni impegnate nella difesa di quello che genericamente viene identificato come \u2018ambiente\u2019 \u2013 o \u2018mondo naturale\u2019. Quasi che l\u2019umanit\u00e0 potesse essere considerata separatamente dal contesto che la ospita.<\/p>\n<p>Migliaia di attivisti da decenni continuano a pagare con la repressione, la prigione, l\u2019uccisione il loro impegno nonviolento a difesa delle tantissime comunit\u00e0 ecosistemiche minacciate dalla violenza strutturale e diretta esercitata dalla costruzione di manufatti, le \u2018grandi opere\u2019. Si tratta di miniere, dighe, autostrade, ferrovie, aeroporti, la cui costruzione sistematicamente provoca ecocidi, incurante della presenza di foreste, fiumi, lagune, comunit\u00e0 umane che in ogni luogo avevano vissuto per centinaia, migliaia di anni in equilibrio con l\u2019ambiente circostante.<\/p>\n<p>L\u2019Autore ha dedicato grande attenzione a evidenziare la violenza del sistema industrial-militare contro le comunit\u00e0 umane: ampliando\u00a0 lo sguardo e moltiplicando il riconoscimento dei movimenti e delle pratiche nonviolente anche alla difesa delle comunit\u00e0 che includono sia umani che non umani, la nonviolenza potr\u00e0 assumere maggiore forza, e convincere un numero crescente di persone a resistere e a proteggere i sistemi della vita: dalle specie in estinzione ai fiumi sbarrati, dalle collettivit\u00e0 degli organismi marini fino alle popolazioni del suolo \u2013 miliardi e miliardi di creature che rendono possibile l\u2019agricoltura e l\u2019alimentazione\u2026.<\/p>\n<h3>Un impegno condiviso della comunit\u00e0 dei viventi<\/h3>\n<p>Il libro appena pubblicato da Massimo Rubboli aiuta a evidenziare le connessioni tra aspetti ed eventi del recente passato (quello bellicista e quello nonviolento) con le tragiche notizie di attualit\u00e0; pu\u00f2 servire a dare spessore storico ai conflitti in atto, a far crescere la consapevolezza delle terribili minacce nascoste nella produzione e nell\u2019uso dell\u2019energia atomica.<\/p>\n<p>Offre informazioni preziose sulle iniziative che la prospettiva nonviolenta offre a tutt* (dai governanti alla societ\u00e0 civile, a ognuno di noi) di assumere un ruolo attivo per un cambiamento epocale nelle relazioni sul nostro prezioso pianeta, e indispensabile per la sopravvivenza di viventi \u2013 umani e non.<\/p>\n<p>Come gi\u00e0 sottolineato, Rubboli invoca l\u2019emergere di un nuovo ordine politico internazionale, basato su accordi e strutture sovranazionali, che potrebbe portare al <strong>controllo dell\u2019industria bellica globale<\/strong> e a una <strong>autentica politica di disarmo<\/strong>, a partire da una progressiva eliminazione delle armi di distruzione di massa.<\/p>\n<p><em>_______________________________________________<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/elena_camino_95-180x167-e1588393371480.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-66008\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/elena_camino_95-180x167-e1588393371480.jpg\" alt=\"\" width=\"100\" height=\"93\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>Elena Camino <\/em><em>\u00e8 membro della rete <\/em><em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/\" >TRANSCEND per la Pace, Sviluppo e Ambiente<\/a><\/em><em> e <\/em><em><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.assefatorino.org\" >Gruppo ASSEFA Torino<\/a><\/em><em>.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2022\/12\/01\/verso-un-nuovo-ordine-internazionale-una-prospettiva-nonviolenta\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come l\u2019industria delle armi sta portando l\u2019umanit\u00e0 all\u2019autodistruzione.<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":66008,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46],"tags":[1104,613,444,1243,1073],"class_list":["post-225010","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-original-languages","tag-arms-trade","tag-new-world-order","tag-nonviolence","tag-nonviolent-action","tag-weapons"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/225010","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=225010"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/225010\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media\/66008"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=225010"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=225010"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=225010"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}