{"id":229345,"date":"2023-02-13T12:00:31","date_gmt":"2023-02-13T12:00:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=229345"},"modified":"2023-02-12T04:47:44","modified_gmt":"2023-02-12T04:47:44","slug":"italiano-le-incertezze-crescenti-della-scienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2023\/02\/italiano-le-incertezze-crescenti-della-scienza\/","title":{"rendered":"(Italiano) Le incertezze crescenti della scienza"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_229346\" style=\"width: 410px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/robert-gale-science-elena-camino.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-229346\" class=\"wp-image-229346\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/robert-gale-science-elena-camino-1024x768.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/robert-gale-science-elena-camino-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/robert-gale-science-elena-camino-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/robert-gale-science-elena-camino-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/robert-gale-science-elena-camino.jpg 1030w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-229346\" class=\"wp-caption-text\">Foto di Robert Gale su Unsplash<\/p><\/div>\n<blockquote>\n<h3>Perch\u00e9 fidarsi della scienza?<\/h3>\n<\/blockquote>\n<p><em><span class=\"post-meta-infos\">7 Febbraio 2023<\/span> &#8211;<\/em> Nell\u2019ambito della rassegna di \u2018Biennale Tecnologia\u2019 organizzata dal Politecnico di Torino a novembre del 2022 una nota studiosa americana, Naomi Oreskes, ha tenuto una lezione dal titolo \u201cPerch\u00e9 fidarsi della scienza?\u201d.\u00a0 Nella locandina di <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.biennaletecnologia.it\/sessioni\/perche-fidarsi-della-scienza\" >presentazione dell\u2019evento<\/a> si leggeva:<\/p>\n<blockquote><p>\u201c<em>I medici sanno di cosa parlano quando ci dicono che i vaccini sono sicuri? Dobbiamo prendere alla let\u00adtera gli esperti quando ci parlano del riscaldamento globale? Un\u2019au\u00addace e convincente difesa della scienza ci sveler\u00e0 perch\u00e9 gli aspetti sociali della conoscenza scientifica costituiscono il suo principale pun\u00adto di forza e la motivazione per cui possiamo affidarci a lei<\/em>.\u201d<\/p><\/blockquote>\n<p>Naomi Oreskes, docente di Storia della Scienza, e docente di Earth and planetary Sciences alla Harvard University, si \u00e8 occupata a lungo del tema della veridicit\u00e0 e affidabilit\u00e0 della conoscenza scientifica: nel libro \u2018<em>Mercanti di dubbi\u2019<\/em> tradotto nel 2019 a cura delle Edizioni Ambiente, l\u2019Autrice aveva descritto come un manipolo di scienziati ha nascosto la verit\u00e0, dai danni del fumo al riscaldamento globale, manipolando le proprie conoscenze e mettendole a disposizione delle industrie e dei decisori politici, allo scopo di screditare la comunit\u00e0 scientifica e costruire dubbi e incertezze. Nel 2021 \u00e8 stato tradotto \u2013 presso la Casa Editrice Boringhieri \u2013 il suo ultimo libro, con il titolo \u2018<em>Perch\u00e9 fidarsi della scienza?\u2019<\/em>, ed \u00e8 di questo argomento \u2013 sempre pi\u00f9 attuale e problematico \u2013 \u00a0che la scienziata ha tenuto la sua\u00a0 lezione al Politecnico.<\/p>\n<p>Il suo libro \u00e8 stato accolto con favore dalla comunit\u00e0 scientifica: tra i commenti di esperti e studiosi ne seleziono uno, particolarmente \u2018deciso\u2019 nella sua affermazione:<\/p>\n<blockquote><p><em>\u00abIn un\u2019epoca di fake news e fatti alternativi, in cui le opinioni e l\u2019ideologia vincono sull\u2019evidenza empirica e sul metodo scientifico, come deve rispondere la scienza? Il titolo di questo libro incredibilmente importante pone una delle domande pi\u00f9 urgenti del nostro tempo, perch\u00e9 se non ci fidiamo della scienza l\u2019umanit\u00e0 \u00e8 spacciata\u00bb<\/em>. (<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.ibs.it\/perche-fidarsi-della-scienza-libro-naomi-oreskes\/e\/9788833936208?lgw_code=1122-B9788833936208&amp;gclid=EAIaIQobChMIyY_9kpej-wIVweJ3Ch2V_QyyEAQYBCABEgKl9_D_BwE\" >Jim Al-Khalili<\/a>, Fellow of the Royal Society, fisico e autore di <em>Il mondo secondo la fisica<\/em> e <em>La fisica del diavolo).<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Pur esprimendo delle riserve sulla validit\u00e0 del \u2018metodo scientifico\u2019 come strumento principe della ricerca scientifica, \u00a0l\u2019Autrice difende \u00a0la superiore affidabilit\u00e0 delle conoscenze scientifiche rispetto ad altre forme di conoscenza; a suo parere \u00a0tale superiorit\u00e0 \u00e8 da attribuire al processo sociale che le produce, cio\u00e8 al sistema di controllo e verifica messo in atto dalla comunit\u00e0 scientifica stessa al suo interno.<\/p>\n<h3>Uno studio di caso: la tecnologia 5G e la salute<\/h3>\n<p>Sempre pi\u00f9 le domande che vengono poste alla scienza riguardano problemi complessi e controversi, che investono molti ambiti disciplinari e sollecitano conoscenze trasversali. A dare risposte sono chiamati studiosi che affrontano i problemi da punti di vista diversi, spesso difficilmente integrabili tra loro; inoltre le modalit\u00e0 di indagine richiedono strumenti sempre pi\u00f9 costosi, spesso disponibili solo a centri di ricerca tecnologicamente avanzati e finanziati per lo pi\u00f9 da privati.<strong>\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p>Un caso-studio citato nei giorni scorsi in una conversazione tenuta al Centro Studi Sereno Regis (sui <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/evento\/campi-elettromagnetici-wi-fi-a-radiofrequenza-effetti-biologici\/\" >Campi EM a radio-frequenza<\/a>) \u00e8 quello relativo al moltiplicarsi della quantit\u00e0 e variet\u00e0 di onde elettromagnetiche a radio-frequenza, soprattutto negli spazi urbani, in seguito all\u2019implementazione dell\u2019 \u201dinternet delle cose\u201d,\u00a0 un sistema informatico tra oggetti <strong>\u00a0\u201cintelligenti\u201d, tra loro interconnessi<\/strong> in modo da scambiare le informazioni possedute, raccolte e\/o elaborate.<strong>\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p>Per esempio, secondo <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.geopop.it\/cosa-sono-e-che-caratteristiche-hanno-le-smart-city-le-citta-intelligenti-del-futuro\/\" >l\u2019Osservatorio Smart City dell\u2019ANCI<\/a> (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani),<\/p>\n<blockquote><p><em>la smart city \u2013 letteralmente \u201ccitt\u00e0 intelligente\u201d \u2013 \u00e8 una citt\u00e0 che gestisce ed eroga i servizi pubblici con l\u2019aiuto delle nuove tecnologie (soprattutto la rete internet) per migliorare la vivibilit\u00e0 al suo interno e fa proprie informazioni e saperi provenienti da vari ambiti per migliorare la propria efficienza e sostenibilit\u00e0 (sociale e ambientale). Nella smart city \u00e8 presente un elevato livello di connettivit\u00e0, sono raccolte ingenti masse di dati (per esempio sul traffico, sulla qualit\u00e0 dell\u2019aria, sulla geolocalizzazione dei parcheggi per le persone disabili, sull\u2019utilizzo di un certo servizio ecc.) che migliorano i servizi in tempo reale e permettono alle amministrazioni una gestione sempre pi\u00f9 efficiente del tessuto urbano<\/em>.<\/p><\/blockquote>\n<p>La connettivit\u00e0 richiesta per realizzare una situazione \u2018smart\u2019 \u00e8 resa possibile dall\u2019utilizzo del sistema detto \u20185G\u2019, cio\u00e8 di \u2018quinta generazione\u2019, che utilizza onde di una specifica porzione dello spettro di onde elettromagnetiche, i cui effetti \u2013 sull\u2019uomo e in generale sui viventi \u2013 sono da anni oggetto di controversie scientifiche. Alcuni anni fa (2017) <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.5gspaceappeal.org\/the-appeal\" >\u00e8 stato pubblicato un \u2018Appello\u2019,<\/a> firmato da centinaia di ricercatori che chiedevano alle pubbliche autorit\u00e0 europee di sospendere l\u2019installazione di queste reti di collegamento informatico, e di sperimentarne preliminarmente in modo approfondito le conseguenze sulla salute pubblica.<\/p>\n<blockquote><p><em>Noi sottoscritti, pi\u00f9 di 180 scienziati e medici provenienti da 37 paesi, proponiamo una moratoria per il roll-out della quinta generazione \u2013 la 5G \u2013 della telecomunicazione, fino a quando i potenziali pericoli per la salute umana e l\u2019ambiente non saranno stati completamente studiati da scienziati indipendenti dall\u2019industria. La tecnologia 5G aumenter\u00e0 notevolmente l\u2019esposizione ai campi elettromagnetici a radiofrequenza (RF-EMF) rispetto alla 2G, 3G, 4G, Wi-Fi, ecc. gi\u00e0 esistenti. RF-EMF sono state dimostrate dannose per l\u2019uomo e per l\u2019ambiente. <strong>La tecnologia 5G porta a un massiccio aumento dell\u2019esposizione alle radiazioni wireless\u2026<\/strong><\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Altrettanto numeroso \u00e8 il fronte degli scienziati che hanno testimoniano l\u2019innocuit\u00e0 della rete 5G, e sottolineano i vantaggi che questa nuova organizzazione informatica porter\u00e0 al benessere dei cittadini (in termini di salute, organizzazione, efficacia dei servizi ecc.). \u00a0A livello legislativo sono ancora in vigore (da parecchi anni) le linee guida fornite dall\u2019ICNIRP (<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.icnirp.org\/\" >International Commission on Non-ionizing Radiation Protection),<\/a> basate su dati scientifici raccolti da gruppi di ricerca che hanno finora riconosciuto la presenza di effetti termici, ma non biologici a queste onde, e ne hanno dichiarato l\u2019innocuit\u00e0<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2023\/02\/07\/le-incertezze-crescenti-della-scienza\/#_ftn1\"  name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>.<\/p>\n<p>L\u2019Appello EU 5G \u00e8 stato rilanciato per 6 anni, anche alla luce di nuovi dati scientifici emersi in recenti ricerche, che suggeriscono la presenza di possibili danni biologici nell\u2019uomo e in animali sperimentali esposti alle onde utilizzate nel sistema 5G. L\u2019Appello \u00e8 rimasto finora senza risposta. Un articolo di rassegna pubblicato di recente su una rivista scientifica, tra i cui autori ci sono anche i promotori dell\u2019Appello, accusa esplicitamente l\u2019Unione Europea di far valere gli interessi economici a scapito della salute: <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.degruyter.com\/document\/doi\/10.1515\/reveh-2022-0106\/html\" >The European Union prioritises economics over health in the rollout of radiofrequency technologies.<\/a> (L\u2019Unione europea d\u00e0 la priorit\u00e0 all\u2019economia rispetto alla salute nell\u2019introduzione delle tecnologie a radiofrequenza).<\/p>\n<p>Gli Autori di questo articolo sottolineano che una recente Dichiarazione dell\u2019UE sui diritti e sui princ\u00ecpi digitali, che stabilisce che l\u2019obiettivo \u00e8 di porre le persone al centro della transizione digitale, pone tuttavia l\u2019enfasi non sulla salute della gente, ma sui diritti che riguardano l\u2019accesso all\u2019intelligenza artificiale, alla robotica, all\u2019internet delle cose\u2026 quasi che la salute e il benessere umano siano messi in secondo piano rispetto alla possibilit\u00e0 di avere accesso alle innovazioni tecnologiche.\u00a0 La controversia qui accennata \u2013 ben lontana dall\u2019essere risolta \u2013 \u00a0mette in luce le difficolt\u00e0 dei decisori pubblici nel prendere decisioni in cui le informazioni che ricevono al mondo scientifico \u00a0sono raccolte in circostanze in cui le domande di ricerca sono formulate sulla base delle diverse prospettive deli studiosi (economiche, finanziarie, sociali o mediche): domande quindi che trovano risposte diverse a seconda delle priorit\u00e0 con le quali vengono individuati e raccolti i dati scientifici.<\/p>\n<h3>Il principio precauzionale e<strong> \u2018<\/strong><em>la mancanza di una completa certezza scientifica\u2019<\/em><\/h3>\n<p>Il caso illustrato rappresenta solo una delle sempre pi\u00f9 frequenti situazioni in cui l\u2019introduzione di una innovazione tecnologica altera in modo sconosciuto qualche aspetto dell\u2019ambiente, con conseguenze imprevedibili, che si possono manifestare anche a distanza di molto tempo. \u00a0\u00a0Per affrontare queste situazioni in modo razionale e consapevole, e per tutelare non solo le comunit\u00e0 umane, ma l\u2019ambiente in generale, da danni involontariamente provocati dal progresso tecnologico, gi\u00e0 in occasione della <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.google.com\/search?client=firefox-b-d&amp;q=conferenza+rio+de+janeiro+1992+riassunto\" >Conferenza delle Nazioni Unite su Ambiente e Sviluppo<\/a>, che si tenne Unite \u00a0Rio de Janeiro nel 1992 \u00a0fu enunciata una prima formulazione del \u2018Principio Precauzionale\u2019. \u00a0La <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.comitatoscientifico.org\/temi%20SD\/documents\/@@Rio%20Declaration.pdf\" >Dichiarazione di Rio sull\u2019Ambiente e lo Sviluppo<\/a> stabiliva, con 27 Principi, una serie di norme da rispettare per la difesa e la salvaguardia dell\u2019ambiente. In particolare l\u2019Articolo 15 affermava che<\/p>\n<blockquote><p>\u201c<em>Al fine di tutelare l\u2019ambiente, gli Stati adotteranno ampiamente un approccio cautelativo in conformit\u00e0 alle proprie capacit\u00e0. Qualora sussistano minacce di danni gravi o irreversibili, la mancanza di una completa certezza scientifica non potr\u00e0 essere addotta come motivo per rimandare iniziative costose in grado di prevenire il degrado ambientale\u201d.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Il Principio di precauzione si basava sulla fiducia che la scienza \u2013 prima o poi \u2013 avrebbe potuto dare risposte certe alle domande di conoscenza poste dalla societ\u00e0. Ma con il passare degli anni emersero alcuni aspetti problematici. Con il moltiplicarsi degli impatti provocati dall\u2019innovazione tecno-scientifica sul pianeta (dall\u2019immissione di nuove molecole per uso farmacologico, alle produzioni di fitofarmaci nel settore agricolo, ai nuovi materiali per l\u2019industria), gli ambienti naturali hanno reagito in modi diversi attivando reazioni complesse, spesso impreviste, dando luogo a fenomeni che si manifestarono anche dopo molto tempo, e in luoghi molto diversi, con drammatici effetti negativi.<\/p>\n<p>Secondo una parte del mondo imprenditoriale, politico e anche scientifico attendere una completa certezza scientifica prima di autorizzare una innovazione tecnoscientifica avrebbe penalizzato eccessivamente lo sviluppo economico e industriale dei paesi, e frenato la corsa al progresso. Occorreva quindi trovare un compromesso tra l\u2019esigenza di sicurezza e la necessit\u00e0 di sviluppo. \u00a0Il caso studio relativo all\u2019attuale immissione di onde radio del sistema 5G ne \u00e8 un esempio.<\/p>\n<h3>La scienza pu\u00f2 dare sempre risposte certe?<\/h3>\n<p>Il problema, lungi dal trovare soluzione, \u00e8 andato peggiorando. L\u2019accelerazione dello sviluppo tecnologico e il moltiplicarsi delle proposte innovative sta sottoponendo il nostro pianeta a un numero crescente di condizioni \u2018nuove\u2019, alle quali le comunit\u00e0 umane e gli ecosistemi reagiscono \u2013 nell\u2019immediato \u00a0o con il passare del tempo \u2013 con risposte sempre meno prevedibili e sempre meno reversibili. I cambiamenti climatici in atto ne sono un esempio su scala globale.<\/p>\n<p>Forse la scienza poteva fare di pi\u00f9? In certi casi si. Nel 2013 l\u2019Environment European Agency (EEA) pubblic\u00f2 un interessante Report <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.eea.europa.eu\/publications\/environmental_issue_report_2001_22\" >\u2013 <em>Late Lessons from Early Warnings<\/em><\/a> (Avvertimenti precoci, lezioni tardive) \u2013 in cui gli Autori analizzavano le cause di decisioni improprie (perch\u00e9 non prese, o tardive, o condizionate da interessi) che portarono a conseguenze gravi per la salute umana o ambientale.\u00a0 Ripercorrere gli eventi consent\u00ec di evidenziare che in ciascuno di quei casi erano stati presenti degli indizi preziosi che furono trascurati e che avrebbero potuto mettere in allarme i decisori ed evitare quegli errori.<\/p>\n<p>Famosi furono il caso dei danni da amianto, la presenza di piombo nella benzina, gli effetti tossici di un farmaco, ecc.\u00a0 I casi studio forniscono esempi in cui l\u2019inazione normativa port\u00f2 a conseguenze costose che non erano state previste. Ci furono anche esempi in cui \u201callerta precoce\u201d, e persino avvertimenti \u201cforti e tardivi\u201d, furono ignorati; dove la gravit\u00e0 del pericolo fu sottostimata; dove azioni normative furono intraprese senza prendere in considerazione le alternative.<\/p>\n<p>Nello studio di caso che riguarda la diffusione dell\u2019\u201dinternet delle cose\u201d, i firmatari dell\u2019Appello 5G richiamano l\u2019attenzione proprio su questa pubblicazione, e affermano che i dati scientifici che sono stati finora pubblicati possono essere considerati \u2018indizi precoci\u2019: tenerne conto potrebbe evitare drammatiche conseguenze future.<\/p>\n<h3>Verso una scienza incerta: scienziati in \u2018affanno\u2019<\/h3>\n<p>Tra pochi giorni (<strong>il 13 febbraio, dalle 15 alle 18<\/strong>) presso la sede del Centro Studi Sereno Regis di Torino, alcune studiose e studiosi presenteranno un libro che \u00e8 stato da poco pubblicato dalla casa editrice del CNR \u2013 Consiglio Nazionale delle Ricerche), all\u2019interno della Collana editoriale \u2018Scienziati in affanno?\u2019.\u00a0 Il titolo di questo volume \u2013 il primo della serie \u2013 \u00e8 \u201cScienza, politica e societ\u00e0: l\u2019approccio post-normale in teoria e nelle pratiche\u201d.<\/p>\n<p>Il testo \u00e8 liberamente scaricabile dal sito: <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.cnr.it\/it\/scienziati-in-affanno#1PNS\" >http:\/\/www.cnr.it\/it\/scienziati-in-affanno#1PNS<\/a>. Come si legge in una delle prefazioni, le tre studiose ideatrici della Collana<\/p>\n<blockquote><p><em>hanno deciso di mettere assieme le loro diverse competenze per aprire uno spazio di osservazione sulle relazioni fra scienza, societ\u00e0 e politica; uno spazio dove affrontare, condividere e dibattere studi e ricerche sui cambiamenti in corso nella produzione, nella applicazione e nella condivisione della conoscenza scientifica, mai come ora oggetto di discussione e ridefinizione pubblica. Il titolo della Collana invita, da un lato, a riconoscere l\u2019affanno che a volte ricercatori e ricercatrici avvertono quando si trovano ad affrontare temi cruciali relativi al ruolo della scienza e della tecnologia per la societ\u00e0, specialmente nel dibattito pubblico; dall\u2019altro, il punto di domanda apre al confronto e alla condivisione di idee, alla possibilit\u00e0 di cambiare prospettiva, per ragionare criticamente sul contributo che tutti possiamo dare per risolvere problemi che investono la societ\u00e0 intera, <\/em>di fronte a un mondo che si \u00e8 rivelato cos\u00ec complesso che la scienza non \u00e8 (pi\u00f9) in grado di fornire conoscenze certe.<\/p><\/blockquote>\n<h3>Nota<\/h3>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2023\/02\/07\/le-incertezze-crescenti-della-scienza\/#_ftnref1\"  name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Nel maggio 2020 sono entrate in vigore le nuove linee guida, pubblicate dall\u2019<strong>ICNIRP<\/strong> (International Commission on Non-Ionizing Radiation Protection), per l\u2019esposizione a campi elettromagnetici nell\u2019intervallo di frequenza compreso <strong>tra 100 kHz e 300 GHz<\/strong> (<em>Guidelines for limiting exposure to electromagnetic fields (10 kHz to 300 GHz))<\/em>. Secondo quanto <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.ambientesicurezzanews.it\/consulenza-ambientale\/campi-elettromagnetici-5g-icnirp-2020.php\" >dichiarato<\/a> nella revisione sono stati presi in considerazione anche gli <strong>effetti non termici<\/strong>.<\/p>\n<p><em>_______________________________________________<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/elena_camino_95-180x167-e1588393371480.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-66008\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/elena_camino_95-180x167-e1588393371480.jpg\" alt=\"\" width=\"100\" height=\"93\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>Elena Camino <\/em><em>\u00e8 membro della rete <\/em><em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/\" >TRANSCEND per la Pace, Sviluppo e Ambiente<\/a><\/em><em> e <\/em><em><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.assefatorino.org\" >Gruppo ASSEFA Torino<\/a><\/em><em>.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2023\/02\/07\/le-incertezze-crescenti-della-scienza\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>7 Febbraio 2023 &#8211; Nell\u2019ambito della rassegna di \u2018Biennale Tecnologia\u2019 organizzata dal Politecnico di Torino a novembre del 2022 una nota studiosa americana, Naomi Oreskes, ha tenuto una lezione dal titolo \u201cPerch\u00e9 fidarsi della scienza?\u201d.\u00a0 Nella locandina di presentazione dell\u2019evento si leggeva:<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":66008,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46],"tags":[304],"class_list":["post-229345","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-original-languages","tag-science"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/229345","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=229345"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/229345\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media\/66008"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=229345"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=229345"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=229345"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}