{"id":22977,"date":"2012-11-12T12:00:07","date_gmt":"2012-11-12T12:00:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=22977"},"modified":"2012-11-10T18:15:45","modified_gmt":"2012-11-10T18:15:45","slug":"italian-ma-chi-e-stato-gandhi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2012\/11\/italian-ma-chi-e-stato-gandhi\/","title":{"rendered":"(Italian) Ma Chi \u00c8 Stato Gandhi?"},"content":{"rendered":"<p>Oggi si scrive molto su Gandhi, non tanto e non solo perch\u00e9 \u00e8 l\u2019eroe nazionale indiano, ma perch\u00e9 sicuramente \u00e8 stato una figura eccezionale del XX secolo, come poche altre.<\/p>\n<p>Ma quando in Occidente si presenta Gandhi, spesso si pensa, inconsciamente, che egli viveva in un\u2019India \u201carretrata\u201d, agricola, con un popolo misterioso che ha una moltitudine di lingue, religiosit\u00e0 e culture; cio\u00e8, si mantiene il pregiudizio che la civilt\u00e0 occidentale \u00e8 di gran lunga superiore a quella delle ex-colonie; perci\u00f2 si vede in Gandhi solo quello che pu\u00f2 interessare a noi occidentali. Cos\u00ec il giudizio viene deformato da tutte le distanze che vi sono tra Oriente ed Occidente; in particolare: la distanza tra la religiosit\u00e0 profondamente personale dell\u2019Oriente e quella istituzionale (o anche l\u2019ateismo) dell\u2019Occidente, tra la prospettiva dei tempi lunghi e quella dei tempi immediati, tra i rapporti tutti interpersonali e i rapporti prevalentemente formali, tra la motivazione etica e quella all\u2019efficienza (interessata). Perci\u00f2 non meraviglia che su di lui i giudizi occidentali sono tantissimi, da quelli positivi a quelli negativi, senza trovare l\u2019accordo su qualche punto.<\/p>\n<p>Anche se tralasciamo i tanti giudizi antipatetici per considerare solo quelli di coloro che si richiamano alla nonviolenza, ce ne restano sempre tanti. Anche perch\u00e9 gi\u00e0 dagli anni \u201830 si \u00e8 incominciato a separare la nonviolenza di Gandhi dalle tecniche nonviolente che egli aveva inventato o valorizzato; fino a che, dopo pochi decenni, si \u00e8 data pi\u00f9 importanza a Sharp, l\u2019enciclopedico delle tecniche nonviolente, che a Gandhi<sup><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2012\/11\/09\/ma-chi-e-stato-gandhi-antonino-drago\/#sdfootnote1sym\" >1<\/a><\/sup>. Da allora il ventaglio dei punti vista (su che cosa \u00e8 la nonviolenza) si \u00e8 sempre allargato (Una fede? Una etica? Un metodo? Un atteggiamento? Un programma? Una strategia? Una razionalit\u00e0? Delle tecniche?). Di conseguenza, anche i giudizi su Gandhi sono aumentati.<\/p>\n<p>Ne elenco i pi\u00f9 significativi tra quelli che ho incontrato nei miei studi; li sintetizzo al meglio:<\/p>\n<p>Romain Rolland (1924): novello Cristo e i suoi seguaci come i primi cristiani perseguitati<br \/>\nFueloep-Miller (1928): novello Cristo<br \/>\nOrwell (1949): \u201csanto\u201d insopportabile, ma un politico con \u201cprofumo di pulito\u201d<br \/>\nLanza del Vasto (1959): eroe pi\u00f9 che santo, ha rifatto la storia e rifondato la civilt\u00e0<br \/>\nCapitini (1962): riforma di religione, metodo nonviolento, liberatore dell\u2019India<br \/>\nGaltung (1987): transreligioso, un nuovo metodo, grande politico, onda verso l\u2019Occidente<br \/>\nSofri (1988): un personaggio, ma senza riflessi sulla storia dell\u2019Occidente<br \/>\nSharp (1980): Un grande stratega<br \/>\nBrown (1989): \u201cPrigioniero della speranza\u201d di uscire dalla condizione di colonizzato e di promuovere l\u2019indipendenza dell\u2019India<br \/>\nMuller (1995): grande esempio di nonviolenza, ma \u00e8 idealista e mantiene la \u201cscoria\u201d della religione<br \/>\nPontara (1973-2006) prima lo vede individualmente come grande maestro, poi ci vede una dottrina etico-politica con cui potremmo uscire da questa civilt\u00e0 di barbarie<br \/>\nManara (2006): grande esempio; ma senza altri giudizi.<sup><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2012\/11\/09\/ma-chi-e-stato-gandhi-antonino-drago\/#sdfootnote2sym\" >2<\/a><\/sup><\/p>\n<p>In questa sequenza si nota che mentre i primi giudizi sono espressi in piena libert\u00e0, poi sono riduttivi e guardinghi. Difatti, mentre i primi sono espressi per lo pi\u00f9 da militanti e sono rivolti a lettori generici, i secondi sono espressi da degli studiosi, che quindi sono attenti alle possibili critiche di altri studiosi accademici; perch\u00e9, mentre Gandhi \u00e8 ormai entrato nell\u2019animo degli occidentali (basti pensare al film Gandhi di Attenborough o alla famosa pubblicit\u00e0 della Telecom), il mondo accademico ancora non conosce Gandhi, se non marginalmente (anche perch\u00e9 la novit\u00e0 di Gandhi richiede un metodo di studio diverso dall\u2019usuale); quindi ha ancora da superare una serie di pregiudizi.<\/p>\n<p>Per uscire da questa variet\u00e0 di giudizi su Gandhi, che rischia di diventare un labirinto, e puntare dritto a comprendere chi \u00e8 stato, poniamoci due domande su due grandi fatti storici che lo riguardano direttamente.<\/p>\n<p>La liberazione dell\u2019India ha dimostrato al mondo che si pu\u00f2 fare politica nonviolenta efficace anche contro gli enormi interessi economici e politici del pi\u00f9 potente impero mai esistito sulla Terra. Ma quanti in Occidente sono disposti ad accreditargli questa liberazione? Se si scorrono i libri degli studiosi su indicati, solo i giudizi di Lanza del Vasto e di Capitini hanno il coraggio di ripetere e avvalorare quel giudizio che in India \u00e8 invece dominante: liberatore dell\u2019India. Gli altri rifuggono dal dire ci\u00f2, perch\u00e9 in Occidente questo tema \u00e8 molto controverso: non solo i marxisti non accettano un esempio clamoroso di rivoluzione alternativa a quelle da loro compiute in Russia e Cina; ma anche gli altri studiosi, dei quali una gran parte \u00e8 erede di una tradizione intellettuale colonialista, non ammettono che una grande colonia come l\u2019India sia stata persa in un modo che a loro sembra un improvviso cedimento dell\u2019Impero britannico.<\/p>\n<p>In pi\u00f9 chiediamoci se i giudizi su di lui accettino quello che egli ha sempre sostenuto sin dal 1909: la alternativa al progresso occidentale; da lui descritto come disastroso perch\u00e9 si \u00e8 separato dalla morale.<\/p>\n<p>Qui troviamo giudizi positivi ancora una volta in Lanza del Vasto; e anche in Capitini, che sosteneva un analogo cambiamento di civilt\u00e0 (ma non uguale a quello di Gandhi, perch\u00e9 Capitini si affidava al progresso generale della storia); in parte, nel Pontara degli ultimi tempi, che lo ha indicato come esempio per uscire dalla barbarie della attuale civilt\u00e0; e in parte in Galtung.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 da pensare che ancora quasi tutti gli studiosi si interessano a Gandhi solo parzialmente, e non per gli aspetti strutturali pi\u00f9 rilevanti della sua vita.<\/p>\n<p>I giudizi positivi di prima indicano un contrasto clamoroso con l\u2019Occidente e la sua civilt\u00e0. Come \u00e8 potuto avvenire che l\u2019abbia realizzato un uomo solo?<\/p>\n<p>Se riflettiamo sulla storia dell\u2019Occidente, notiamo che esso ha costruito una civilt\u00e0 sicuramente nuova perch\u00e9, per la prima volta, si \u00e8 strutturato per raggiungere l\u2019infinit\u00e0 in tutto (spiritualit\u00e0, vita religiosa, istituzioni, potere, capitale, territori, scienza, armi, beni di consumo, ecc.); ma, diventato superbo, non si \u00e8 accorto che aveva imboccato una strada particolare: era la strada delle strutture autoritarie sugli uomini e sulla natura. Avendo introiettato l\u2019autoritarismo, il suo linguaggio si \u00e8 ristretto alle sole affermazioni dualistiche, o positive o negative, quelle che si contrappongono tra loro (cos\u00ec \u00e8 nel linguaggio di una caserma e nella lingua inglese).<\/p>\n<p>La rivoluzione culturale di Gandhi \u00e8 stata di sviluppare i contenuti di una parola che \u00e8 estranea a quel linguaggio; infatti \u201c<span style=\"text-decoration: underline;\">nonviolenza<\/span>\u201d \u00e8 una doppia negazione che non ha una parola corrispettiva affermativa (la parola inventata per sostituirla, satyagraha=forza della verit\u00e0, non ha mai attecchito). Quindi non \u00e8 vero che le due negazioni di questa parola affermano; allora per essa non vale la contrapposizione vero o falso. Perci\u00f2 la parola \u201cnonviolenza\u201d non indica una cosa concreta: n\u00e9 un ordine, n\u00e9 un comandamento, n\u00e9 tanto meno un assoluto. Invece \u00e8 una indicazione su come cercare un metodo sempre nuovo che risolva un dato conflitto particolare.<\/p>\n<p>Eppure anche l\u2019antico ebraismo ragionava cos\u00ec. Ad es. aveva posto come fondamentale per la condotta umana la \u201cparola di Dio\u201d che \u00e8 a doppia negazione, \u201cTu <span style=\"text-decoration: underline;\">nonucciderai<\/span>\u201d. Ma poi gli ebrei l\u2019hanno applicata solo nei rapporti tra poche persone, non nelle guerre. Poi il \u201cFiglio di Dio\u201d venne apposta per \u201ccompletare\u201d la Legge, cio\u00e8 per insegnare ad applicare quella \u201cparola di Dio\u201d anche ai nemici (Mt 5, 21ss, 43ss). Ma nei secoli passati i cristiani spesso hanno idealizzato quella doppia negazione in un \u201camore\u201d svuotato di senso sociale e politico. C\u2019\u00e8 voluto un piccolo ind\u00f9 ad insegnarci che il \u201c<span style=\"text-decoration: underline;\">Nonuccidere<\/span>\u201d, esteso a tutti i casi della vita sociale, \u00e8 proprio la <span style=\"text-decoration: underline;\">nonviolenza<\/span> (cos\u00ec come era gi\u00e0 scritto in Mt 5, 13-48; Lc 6, 17-49).<\/p>\n<p>Poich\u00e9 non ha una parola affermativa equivalente, essa (secondo la logica matematica!) fa passare ad un\u2019altra logica (quella non classica); cio\u00e8, fa entrare in un mondo logico del tutto diverso; dove si ragiona in maniera alternativa a quella dei Greci e dell\u2019Occidente.<sup><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2012\/11\/09\/ma-chi-e-stato-gandhi-antonino-drago\/#sdfootnote3sym\" >3<\/a><\/sup> Allora notiamo che, nonostante i colonizzatori (inglesi) abbiano presentato la cultura infinita dell\u2018Occidente come insuperabile, e quindi abbiano preteso di imporla come l\u2019unica possibile al mondo intero, Gandhi ha introdotto una sua nuova maniera di ragionare e l\u2019ha saputa insegnare a tutto il mondo (anche se tuttora chi domina in Occidente non la capisce).<\/p>\n<p>Quindi Gandhi, senza timore di apparire arretrato rispetto alle infinit\u00e0 dell\u2019Occidente, ha saputo andare al di l\u00e0 delle pesanti incrostazioni sociali e culturali occidentali (e anche quelle della sua civilt\u00e0) per tornare all\u2019origine di tutte le civilt\u00e0; e cos\u00ec ha ricominciato ad usare la mente in maniera aperta alla vita e alle persone, sapendone cogliere l\u2019essenziale. Dopo l\u2019ubriacatura di infinito dell\u2019Occidente, Gandhi ha saputo ritornare all\u2019evidenza dell\u2019essere umano e dei suoi rapporti sani.<\/p>\n<p>A riprova di queste attribuzioni positive a Gandhi, notiamo che in effetti, dopo di lui, sono avvenuti fatti storici straordinari, mai visti nella storia umana: una serie di rivoluzioni nonviolente, Quelle del 1989 in Europa Est sono state le pi\u00f9 importanti per l\u2019umanit\u00e0 tutta. Esse hanno mostrato che la nonviolenza di Gandhi ha un potere politico enorme per tutto il mondo: hanno saputo annullare la crescente minaccia di una distruzione nucleare di almeno mezzo emisfero terrestre. Questa minaccia aveva la sua ragione d\u2019essere nella massima divisione mondiale della storia dell\u2019umanit\u00e0; quella che nel 1945 a Yalta i quattro Grandi, vincitori della seconda guerra mondiale, avevano compiuto su tutti i popoli della Terra; quelle rivoluzioni hanno annullato anche questa divisione.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 in generale, nel XX secolo sono avvenute, secondo precisi dati statistici, pi\u00f9 di 300 rivoluzioni; delle quali quelle nonviolente sono state sempre pi\u00f9 frequenti; in tutto sono state un un centinaio, che sono la met\u00e0 di quelle violente: ma esse sono state vittoriose una su due; mentre quelle violente una su quattro.<sup><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2012\/11\/09\/ma-chi-e-stato-gandhi-antonino-drago\/#sdfootnote4sym\" >4<\/a><\/sup><\/p>\n<p>Quindi molti popoli, autonomamente, hanno saputo superare quelle ideologie dell\u2019Ottocento che, per costruire un mondo nuovo, volevano distruggere i capitalisti mediante rivoluzioni violente; le quali invece, quando sono state realizzate, hanno costruito dittature che al massimo portavano alla brutta copia di una societ\u00e0 liberata; mentre invece dopo una rivoluzione nonviolenta c\u2019\u00e8 molta pi\u00f9 capacit\u00e0 di giungere ad una societ\u00e0 democratica.<\/p>\n<p>In altri termini, molti popoli hanno saputo trasformare anche l\u2019evento politico pi\u00f9 sconvolgente e tumultuoso, la rivoluzione, in un atto morale; hanno dimostrato, come aveva insegnato Gandhi (contro Machiavelli), che tutta la politica pu\u00f2 essere indirizzata e regolata dalla morale. Ci\u00f2 \u00e8 avvenuto per la semplice forza di persuasione morale del messaggio di Gandhi.<\/p>\n<p>In questa luce, la stessa Teologia cattolica della Liberazione si \u00e8 dimostrata un aiuto solo grossolano a quei popoli che hanno ribaltato i loro regimi dittatoriali, perch\u00e9 concepiva solo la rivoluzione violenta.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 fa ricordare la profezia di Romain Rolland (non cristiano): Gandhi in Oriente ha sollevato una marea dello spirito che deve ricadere su tutto il mondo. C\u2019\u00e8 da concludere che molti occidentali, specie tra gli studiosi, debbono ancora scoprire che la nonviolenza di Gandhi \u00e8 una forza trasformatrice della storia.<\/p>\n<p>Ma allora dobbiamo chiederci: che contenuti politici\u00a0straordinari Gandhi \u00e8 riuscito mai ad immettere in questa nonviolenza, che da un tradizionale e innocente concetto ind\u00f9 \u00e8 passata ad una forza storica cos\u00ec rivoluzionaria?<\/p>\n<p>Se riflettiamo sul secolo XX notiamo che questo piccolo indiano ha realizzato, dal basso, da laico e senza mezzi istituzionali, <strong>tre <span style=\"text-decoration: underline;\">conversioni<\/span> dagli <span style=\"text-decoration: underline;\">sviamenti<\/span> (o riforme)<\/strong>, che altri hanno solo progettato o approssimato:<\/p>\n<ul>\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\">la riforma della sua religiosit\u00e0\u00a0tradizionale<\/span>; l\u2019ha impostata non sullo sviluppo infinito (come quello dei grandiosi progetti occidentali sulla religiosit\u00e0 futura: per Hegel: l\u2019immedesimarsi nello Spirito Assoluto, che farebbe progredire tutta l\u2019umanit\u00e0; per Toynbee: una unica super-religione universale), ma sulla coscienza della persona (\u201cla vocina silenziosa\u201d), che, nonostante il male che \u00e8 dentro di noi e che \u00e8 nel mondo, pu\u00f2 sempre suggerire miglioramenti. Gandhi ha preceduto tante altre riforme di religiosit\u00e0, tra le quali quella cattolica del Concilio Vaticano II.<\/li>\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\">la riforma dell\u2019etica<\/span>, perch\u00e9 nelle relazioni con tutte le persone e anche con tutte le istituzioni ha preso come asse portante la ahimsa (nonviolenza); egli ha allargato il principio tradizionale ind\u00f9 alla vita sociale, avendo fiducia che ogni uomo \u00e8 sempre migliorabile, anche se \u00e8 incastrato in una grande istituzione; con questo metodo ha saputo risolvere i conflitti con accordi con gli avversari (mentre l\u2019Occidente, nonostante il Cristianesimo dei credenti e la tolleranza dei laicisti, ha spinto i conflitti a diventare guerre di tutti i tipi e per tutti i motivi; e per paura di poter essere sconfitto in guerre future si \u00e8 condannato ad una mostruosa corsa agli armamenti senza fine);<\/li>\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\">la riforma della politica<\/span>, perch\u00e9 la sua vita personale ha dimostrato (contro Machiavelli e Hobbes) che l\u2019etica e la vita politica possono restare unite; anche perch\u00e9 sulla base dell\u2019etica ha saputo criticare lo sviluppo occidentale infinito (che \u00e8 segu\u00ecto anche dal mondo socialista, che crede di vincere proprio per la spinta del progresso storico occidentale); e ne ha indicato la alternativa nello sviluppo della capacit\u00e0 di risolvere i conflitti. Egli ha incominciato subito a sviluppare questa alternativa costruendo nuove comunit\u00e0, cos\u00ec da caratterizzare un nuovo modello di sviluppo (MDS).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Gandhi ha proposto e realizzato per primo la soluzione nonviolenta dello scontro di civilt\u00e0 (orientale\/occidentale, britannica\/ind\u00f9): prefigurando la nascita di pi\u00f9 MDS. Per la sua specificit\u00e0 nonviolenta, il MDS gandhiano, al contrario di quello occidentale, non colonizza gli altri popoli, perch\u00e9 non sopprime l\u2019avversario politico o ideologico (come ha fatto anche il progetto della civilt\u00e0 marxista) ma sa convivere con i differenti MDS e difendere il pluralismo per tutti; perch\u00e9, in caso di conflitto, li convince, non li vince. Solo cos\u00ec la politica pu\u00f2 passare dalla semplice tolleranza per il diverso alla coesistenza anche di MDS differenti; solo cos\u00ec la politica pluralista pu\u00f2 durare nel tempo, quando c\u2019\u00e8 chi sa risolvere i conflitti senza sopprimere l\u2019altro.<\/p>\n<p>Queste riforme sono a carattere UNIVERSALE,\u00a0nel senso che sono condivisibili da parte di ogni uomo e sostenibili da qualsiasi grande religione e riguardano la rifondazione di qualsiasi istituzione sociale (culturale o politica). In definitiva, se \u00e8 vero che la civilt\u00e0 occidentale ha dominato il secondo millennio, l\u2019insegnamento di Gandhi ha iniziato la civilt\u00e0 del nuovo millennio, il terzo.<\/p>\n<p>Allora ci accorgiamo che l\u2019ondata dello spirito, da lui sollevata, ancora deve finire di ricadere sul mondo; perch\u00e9 egli ci ha lasciato un patrimonio che tuttora comporta lo sviluppo di grandi progetti storici.<\/p>\n<p>Ma se le sue riforme e il suo nuovo MDS sono parte integrante della nostra storia, perch\u00e9 oggi noi sentiamo tanta difficolt\u00e0 per procedere su questa via?<\/p>\n<p>Ad esempio, viene da chiedersi: perch\u00e9 i veri discepoli di Gandhi sono stati cos\u00ec pochi, mentre invece hanno proliferato le variazioni sul tema nonviolenza, alla ricerca di una versione \u201doccidentale\u201d (che in realt\u00e0 rischia di essere la riduzione a solo quelle tecniche che sono accettabili dalle istituzioni occidentali e utili ai loro fini pubblici)?<\/p>\n<p>Tra le tante persone che oggi si riferiscono alla nonviolenza, pochissime aderiscono al suo insegnamento delle tre riforme ancor meno al suo stile di vita (che in Occidente ha un esempio in San Francesco). Aldo Capitini \u00e8 stato suo discepolo sotto vari aspetti; ma solo Lanza del Vasto (che fu suo discepolo negli anni 1937-38) ha fondato in Occidente il tipo di societ\u00e0 che voleva Gandhi: la comunit\u00e0-villaggio che realizza il pi\u00f9 possibile la autosufficienza (Swadeshi) e che cerca di attuare la nonviolenza su tutti i piani, compresa la lotta politica sui problemi pi\u00f9 grandi della societ\u00e0 (Comunit\u00e0 dell\u2019Arca).<sup><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2012\/11\/09\/ma-chi-e-stato-gandhi-antonino-drago\/#sdfootnote5sym\" >5<\/a><\/sup> Lo ha potuto fare perch\u00e9 anche lui ha compiuto la riforma della sua religiosit\u00e0 (cristiana cattolica), cio\u00e8 in quella religione che \u00e8 la pi\u00f9 potente del mondo; perci\u00f2 la sua riforma, ispirata da quella di Gandhi, ha reso attuale e credibile all\u2019Occidente quella avvenuta nella periferica India da parte di Gandhi.<\/p>\n<p>In pi\u00f9, mentre Capitini ha qualificato la nonviolenza rispetto alla filosofia occidentale, lui ha inserito la nonviolenza nella teologia occidentale (rifondandola: essa \u00e8 la conversione dal peccato originale, inteso come peccato strutturale); e quindi l\u2019ha portata a criticare a ragion veduta, non solo il generico progresso occidentale, ma le massime istituzioni intellettuali occidentali, la Scienza e la Tecnica, mettendone in evidenza la azione negativa sulla vita individuale e sociale. Con ci\u00f2, soprattutto Lanza del Vasto \u00e8 riuscito a esprimere compiutamente la nonviolenza gandhiana nella societ\u00e0 occidentale.<\/p>\n<p>Poi Galtung ha ripreso da Capitini e da Lanza del Vasto il concetto fondamentale della politica gandhiana e l\u2019ha precisato in quello dei quattro modelli di sviluppo.<sup><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2012\/11\/09\/ma-chi-e-stato-gandhi-antonino-drago\/#sdfootnote6sym\" >6<\/a><\/sup> Cosicch\u00e9 tutti e tre hanno sviluppato la nonviolenza anche nel mondo intellettuale, quello decisivo per essere presenti nella vita occidentale.<\/p>\n<p>Subito dopo questa riforma (1959), il Concilio ha compiuto la riforma della Chiesa cattolica. Ma ha espresso solo una frase benevola verso i nonviolenti, mentre accettava quasi tutto il progresso occidentale.<\/p>\n<p>Perci\u00f2, anche se la riforma della religiosit\u00e0 occidentale \u00e8 gi\u00e0 iniziata, la riforma della etica \u00e8 tutta da fare (e urgentemente, dato che le biotecnologie minacciano catastrofi imminenti) e quella della politica \u00e8 ancora molto lontana. N\u00e9 oggi si vedono altri discepoli di Gandhi che siano di importanza mondiale.<\/p>\n<p>Ma oggi sentiamo tanta difficolt\u00e0 per procedere sulla via di Gandhi non solo perch\u00e9 non abbiamo grandi discepoli gandhiani, ma anche per un forte motivo politico.<\/p>\n<p>Se riflettiamo un momento, ci accorgiamo che la prospettiva politica ormai \u00e8 essenzialmente mondiale; quindi richiederebbe entit\u00e0 politiche pi\u00f9 grandi degli Stati, proprio i suddetti MDS; perci\u00f2 la vita politica dovrebbe fare un salto di scala, dal nazionale al mondiale dei MDS. Invece la vita politica mondiale ancora \u00e8 dominata da quegli Stati, ad es. gli USA, che promuovono il massimo progresso occidentale (soprattutto la corsa agli armamenti e l\u2019economia finanziaria) e che mantengono in maniera machiavellica un grande potere politico sui popoli. Di fatto essi continuano a sviluppare il tradizionale MDS blu; quello che \u00e8 dominante sia sugli Stati rappresentativi del MDS rosso (ad es. la Cina), sia su quelli del MDS giallo (gli Stati arabi); e soprattutto sul MDS verde, quello di tipo gandhiano, che non ha nemmeno uno Stato rappresentativo per difendersi (ad es. all\u2019ONU), perch\u00e9 Gandhi ha concepito uno Stato in maniera radicalmente alternativa, ancora troppo nuova.<\/p>\n<p>Tanto per cominciare, lo Stato del MDS verde dovrebbe avere una difesa nazionale non armata e possibilmente nonviolenta. Nel 1992 l\u2019ONU ha lanciato la Agenda per la Pace per risolvere le guerre nel mondo con corpi non armati, oltre i corpi armati. Nello stesso tempo, in Italia abbiamo compiuto (con la Campagna OSM-DPN) una grande lotta che ha conquistato le prime leggi al mondo sulla difesa civile non armata e nonviolenta (l. 230\/1998 e l. 64\/2001)., Quindi il programma politico di trasformazione radicale dello Stato occidentale \u00e8 realistico e anzi, \u00e8 gi\u00e0 cominciato.<\/p>\n<p>Ma la controffensiva dei militari \u00e8 stata schiacciante. Per mantenere il loro monopolio sul concetto di difesa nazionale e internazionale, hanno costruito guerre nel mondo (Jugoslavia, Irak 1, Afganistan, Irak 2, Libia, Siria, ecc.) sulle quali gli Stati militarmente forti hanno esaltato il mito delle Forze Armate \u201cportatrici di pace\u201d (con le bombe! E oggi anche con idroni che assassinano senza farlo sapere a nessuno!). Questa politica militaresca e belligena, tipica della civilt\u00e0 occidentale, \u00e8 stata accettata dalla alternativa politica nata all\u2019interno delll\u2019Occidente, il socialismo (e il marxismo), perch\u00e9 esso non sa vedere il grande peso politico negativo della Scienza e della Tecnica occidentali. Oggi, dentro ogni Paese i partiti pi\u00f9 forti, e nel mondo i due MDS dominanti, il blu e il rosso, si sono associati tra loro per mantenere e sviluppare ancora di pi\u00f9 il progresso occidentale (ad es. quello delle bombe nucleari) contro il MDS dei Paesi arabi e nel Nord del mondo contro la nascita di una prima istituzione nonviolenta; ad es. in Italia la organizzazione di una difesa alternativa mediante il Servizio civile e il Peacekeeping dell\u2019ONU compiuto soprattutto da civili.<\/p>\n<p>Ma il tempo dello strapotere dei MDS del Nord \u00e8 limitato: lo manifesta la rapida decadenza del monopolio dei militari sulla difesa: quasi tutte quelle guerre che loro stessi hanno creato, le hanno perse clamorosamente. Inoltre anche la attuale crisi economica lo manifesta: gli USA hanno assassinato Osama Bin Laden, ma le spese colossali per fargli la guerra li hanno portati sull\u2019orlo della bancarotta finanziaria; e, a livello mondiale, hanno prodotto una crisi finanziaria (e ormai anche economica) che sta tagliando le gambe alla politica di potenza militare di utti gli Stati.<\/p>\n<p>Nel frattempo, nel Sud del mondo la primavera araba ha riaffermato la capacit\u00e0 dei popoli (anche arabi!) di compiere rivoluzioni etiche; le quali oggi in alcuni Paesi arabi (Tunisia, Egitto) stanno costruendo un nuovo tipo di Stato, democratico e islamico. Inoltre i Paesi dell\u2019America Latina si sono resi indipendenti dai poteri mondiali e alcuni di loro (ad es. la Bolivia e il Venezuela) vogliono realizzare la autogestione popolare.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 in generale, la crescente barbarie della invasione della tecnologia nella vita degli individui (che inizia fin dalla loro tenera et\u00e0 e si completata nella societ\u00e0 con la corsa agli armamenti sempre pi\u00f9 sofisticati) e la sovranit\u00e0 assoluta della scienza sulla nostra vita intellettuale e affettiva hanno ormai posto l\u2019umanit\u00e0 davanti al dilemma: o noi arriviamo ad addomesticare la Scienza e la Tecnica fino a renderle innocue, o loro ci domineranno fino a toglierci la voglia di vita.<\/p>\n<p>Noi che viviamo nella particolare terra dei padroni del mondo, chiaramente non potremo essere alla testa delle novit\u00e0 politiche, che invece possono sorgere l\u00e0 dove la presa dei MDS del Nord \u00e8 minore. Ma dobbiamo essere pronti a quel cambiamento mondiale che Lanza del Vasto prevedeva per l\u2019invincibile \u201d\u2019eroe occidentale\u201d (che con la sua propria attivit\u00e0 si crea la sua fine fatale);<sup><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2012\/11\/09\/ma-chi-e-stato-gandhi-antonino-drago\/#sdfootnote7sym\" >7<\/a><\/sup> Galtung l\u2019ha previsto per il 2020 (\u201cil crollo dell\u2019impero USA\u201d). Dopo dl quel crollo, noi, liberi da impedimenti, avremo l\u2019enorme compito di costruire nella vita sociale tutto quello che era stato progettato di alternativo; a cominciare da comunit\u00e0 libere di svilupparsi in autogestione, unite tra loro secondo l\u2019idea di Gandhi di una federazione di villaggi che, emancipandosi dai miti della tecnologia, vivono in armonia con la natura e applicano la nonviolenza a tutti i possibili conflitti.<\/p>\n<p>Sviluppiamo allora sin da adesso l\u2019eredit\u00e0 di Gandhi realizziamo in piccolo le tre riforme, per avvicinare sin da adesso quella nuova civilt\u00e0 che politicamente raggiungeremo prossimamente!<\/p>\n<p><strong>NOTE:<\/strong><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2012\/11\/09\/ma-chi-e-stato-gandhi-antonino-drago\/#sdfootnote1anc\" >1<\/a> R.B. Gregg: <em>The Power of Non-Violence<\/em>, Routledge, London, 1935; G. Sharp: <em>Politica della azione nonviolenta<\/em> (1973-79), tre voll., EGA, Torino, 1982-1997. T. Weber: \u201cNon-violence is Who? Gandhi and Gene Sharp\u201d, <em>Peace &amp; Change<\/em>, 28 (2003) 250-280.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2012\/11\/09\/ma-chi-e-stato-gandhi-antonino-drago\/#sdfootnote2anc\" >2<\/a> R. Rolland: <em>La Jeune Inde<\/em>, Stock, Paris, 1924, p. xxi: \u201cCome storico di mestiere, sono abituato a veder passare e ripassare il flusso e il riflusso delle grandi maree dello Spirito; io [qui] descrivo quella che si solleva dal fondo dell\u2019Oriente. Essa non si ritirer\u00e0 che dopo aver ricoperto le rive dell\u2019Europa.\u201d \u2013 R. Fueloep-Miller: <em>Gandhi. Storia di un uomo e di una lotta <\/em>(1928), Bompiani, Milano, 1930. \u2013 G. Orwell: \u201cRiflessioni su Gandhi\u201d (1949), <em>Linea d\u2019Onbra<\/em>, 1983 n. 3, pp. 5-12. \u2013 Lanza del Vasto: <em>I quattro Flagelli<\/em> (1959), SEI, Torino, 1996,p. 504: \u201c\u2026 tre miracoli storici sono tutta la sua storia: \/ Una liberazione senza effusione di sangue \/ Una rivoluzione sociale senza rivolta \/ Il bloccare una guerra\u201d; inoltre a p. 482 ripete il precedente giudizio di Rolland. \u2013 A. Capitini: <em>La nonviolenza oggi<\/em>, Comunit\u00e0, Milano, 1962, par. \u201cGandhi e il suo metodo\u201d. \u2013 J. Galtung: <em>Gandhi oggi- Per un\u2019alternativa politica nonviolenta<\/em>, EGA, Torino, 1987, p. 42, cap.2, cap. 1, p. 164. \u2013 G. Sofri: \u201cDomande su Gandhi\u201d, in M. Roberschak (ed.): <em>Pacifismo e nonviolenza<\/em>, Franco Angeli, Milano,1988 \u2013 G. Sharp: <em>Gandhi as Political Strategist<\/em>, Sargent, Boston, 1979 \u2013 J. Brown: <em>Prigioniero della speranza <\/em>(1989), Il Mulino, Bologna, 1995. \u2013 J.-M. Muller: <em>Il principio Nonviolenza. <\/em><em>Un filosofia della Pace<\/em> (1995), Plus, Pisa, 2005, p. 256 e 252. \u2013 G. Pontara: curatore della antologia di scritti di M.K. Gandhi: <em>Teoria e prassi della nonviolenza<\/em>, Einaudi, Torino, 1973; <em>L\u2019antibarbarie<\/em>, EGA, Torino, 2006; p. 93. \u2013 F.C. Manara: <em>Una forza che d\u00e0 vita. Ricominciare con Gandhi in un\u2019et\u00e0 di terrorismi<\/em>, Unicopli, Milano, 2006, pp. 23 e 249.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2012\/11\/09\/ma-chi-e-stato-gandhi-antonino-drago\/#sdfootnote3anc\" >3<\/a> C. Mangione e S. Bozzi: <em>Storia della Logica: Da Boole ai nostri giorni<\/em>, Garzanti, Milano , 19 , p. 530ss.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2012\/11\/09\/ma-chi-e-stato-gandhi-antonino-drago\/#sdfootnote4anc\" >4<\/a> I dati di due lavori statistici sul tema sono riportati nel mio <em>Le rivoluzioni nell\u2019ultimo secolo. I fatti e le interpretazioni<\/em>, Nuova Cultura, Roma, 2010. L\u2019ultimo lavoro, il pi\u00f9 completo, ora \u00e8 esposto nel libro di E. Chenoweth e M. Stephen: <em>Why Civil Resistance Works<\/em>, Columbia U.P., New York, 2011.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2012\/11\/09\/ma-chi-e-stato-gandhi-antonino-drago\/#sdfootnote5anc\" >5<\/a> Lanza del Vasto: \u201cDe quel droit nous appellons-nous Gandhiens d\u2019Occident?\u201d, <em>Pages d\u2019Enseignement,<\/em> Rocher, Monaco, 1993, 185-192.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2012\/11\/09\/ma-chi-e-stato-gandhi-antonino-drago\/#sdfootnote6anc\" >6<\/a> A. Capitini: <em>Il messaggio della nonviolenza<\/em> , Lacaita, Manduria, 1977, 187-194; A. Capitini: \u201cL\u2019unit\u00e0 del mondo e le sue giustificazioni interiori\u201d, <em>Nuova socialit\u00e0 e riforma religiosa <\/em>(1943), Einaudi, Torino, 1950; Lanza del Vasto: <em>I quattro Flagelli <\/em>(1959), SEI, Torino, cap. 1 e cap. IV, par. 70; J. Galtung: <em>Ideology and Methodology<\/em>, Eijlers, Copenhaven, 1976, cap. I, 2.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2012\/11\/09\/ma-chi-e-stato-gandhi-antonino-drago\/#sdfootnote7anc\" >7<\/a> Lanza del Vasto: <em>I quattro flagelli<\/em> (1959), op. cit., cap.V, parr.18-24.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2012\/11\/09\/ma-chi-e-stato-gandhi-antonino-drago\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi si scrive molto su Gandhi, non tanto e non solo perch\u00e9 \u00e8 l\u2019eroe nazionale indiano, ma perch\u00e9 sicuramente \u00e8 stato una figura eccezionale del XX secolo, come poche altre.<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46],"tags":[],"class_list":["post-22977","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-original-languages"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22977","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22977"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22977\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22977"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22977"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22977"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}