{"id":232706,"date":"2023-04-03T12:00:52","date_gmt":"2023-04-03T11:00:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=232706"},"modified":"2024-07-02T08:50:19","modified_gmt":"2024-07-02T07:50:19","slug":"italiano-il-potere-dei-senza-potere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2023\/04\/italiano-il-potere-dei-senza-potere\/","title":{"rendered":"(Italiano) Il potere dei senza potere"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_232707\" style=\"width: 560px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/demo-protest.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-232707\" class=\"wp-image-232707\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/demo-protest-1024x625.jpg\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"336\" srcset=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/demo-protest-1024x625.jpg 1024w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/demo-protest-300x183.jpg 300w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/demo-protest-768x469.jpg 768w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/demo-protest.jpg 1030w\" sizes=\"auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-232707\" class=\"wp-caption-text\">Foto di Alex Radelich su Unsplash<\/p><\/div>\n<blockquote><p><span class=\"post-meta-infos\"><time class=\"date-container minor-meta updated\" datetime=\"2023-03-27T15:06:15+02:00\">27 Marzo 2023<\/time><\/span> &#8211; <em>1. V\u00e1clav Havel 2. Capitini 3. Bobbio 4. Gandhi 5. Gene Sharp 6. Democrazia 7. Vite nella verit\u00e0 8. V\u00e1clav Havel 9. Per chiudere la pagina<\/em><\/p><\/blockquote>\n<ol>\n<li>\n<h3>V\u00e1clav Havel<\/h3>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p>Questa espressione paradossale, \u00abIl potere dei senza potere\u00bb, \u00e8 conosciuta come titolo del libro di V\u00e1clav Havel, del 1978 (edizione italiana Garzanti, 1990), su cui ritorneremo. Vediamone un momento il significato, che \u2013 ci accorgeremo subito \u2013 \u00e8\u00a0 presente in altri filoni di pensiero e di esperienze, da richiamare alla nostra attenzione in questo quaderno di <em>Servitium<\/em>, che riflette sul potere. C\u2019\u00e8 dunque un potere di chi non ha potere? Il potere, dunque, non \u00e8 soltanto una condizione esclusiva di superiorit\u00e0, di legittimazione, di funzione sociale, e anche di sopraffazione? Non \u00e8, per definizione, di alcuni e non di altri, e perfino di alcuni su altri? Non \u00e8 ci\u00f2 che divide gli esseri umani? Senza potere-forza abbiamo ancora un potere?<\/p>\n<p>Viene subito alla mente una parola di David Turoldo: \u00abIl potere di tutti \u00e8 la coscienza\u00bb. Ma, la coscienza,\u00a0 \u00e8 sempre cos\u00ec presente, sufficiente, sveglia, pronta, e coraggiosa? \u00c8 in grado di dare davvero a tutti gli umani la possibilit\u00e0 di vivere in libert\u00e0, giustizia, socialit\u00e0, liberi dal dominio altrui, imposto con la forza materiale e con mille strumenti di dominio raffinato, anche interiore, a condizionare o violare la coscienza? Con quali mezzi e a quale prezzo la coscienza ha il potere di mantenere la dignit\u00e0 e l\u2019attivit\u00e0 libera e responsabile della persona umana? Basta la coscienza dei diritti umani a liberare il giusto potere di vivere e di realizzarsi, oppure la coscienza deve anche competere sul piano della forza con il potere oppressivo?<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li>\n<h3>Aldo Capitini<\/h3>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p>Quel titolo di Havel ce ne richiama subito un altro: \u00abIl potere di tutti\u00bb (La Nuova Italia, 1969, pp. 448), ovvero \u201connicrazia\u201d, libro di Aldo Capitini, il filosofo e animatore italiano della nonviolenza attiva di ispirazione gandhiana. Il libro ha una Introduzione ampia (pp. 9-43) di Norberto Bobbio, che termina con quella famosa espressione: \u00ablui un persuaso, io un perplesso\u00bb. A mio semplice parere si tratta di una delle cose migliori e pi\u00f9 intelligenti che siano state scritte su Capitini, e una delle pagine pi\u00f9 belle e alte di Bobbio <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2023\/03\/27\/il-potere-dei-senza-potere\/#_ftn1\"  name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>. Riprendo in sintesi alcune sue espressioni su Capitini: \u00e8 uomo d\u2019azione, ma non \u00e8 un politico; \u00e8 in colloquio serrato con i grandi filosofi, ma non scrive di filosofia; si ispira a san Francesco e a Mazzini, ma contrappone alla chiesa istituzione una religiosit\u00e0 fondata sulla \u00abinteriorizzazione umana della divina tragedia\u00bb. La realt\u00e0 \u00e8 cos\u00ec, c\u2019\u00e8 molto male, \u00abma io non accetto\u00bb, dice Capitini: al filosofo e al sacerdote preferisce chi vive e opera per la \u201ctramutazione\u201d, per la \u201crealt\u00e0 liberata\u201d. Qual \u00e8 dunque il \u00abpotere di tutti\u00bb, possibile a tutti?\u00a0 \u00c8 la tensione verso \u00abil regno della libert\u00e0\u00bb, ed \u00e8 una tensione di natura essenzialmente religiosa, di quella \u00abreligione aperta\u00bb <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2023\/03\/27\/il-potere-dei-senza-potere\/#_ftn2\"  name=\"_ftnref2\">[2]<\/a> che abbraccia tutte le religioni storiche e tutte le travalica. Questa tensione vitale \u00e8 il <em>centro<\/em>, contrapposto all\u2019istituzione; il <em>centro<\/em> parte dall\u2019intimo, \u00e8 la persona singola che si apre e si protende negli altri, in tutte le relazioni sociali.<\/p>\n<p>Scrive Capitini:<\/p>\n<blockquote><p><em>\u00abIo non dico: fra poco o molto tempo avremo una societ\u00e0 che sar\u00e0 perfettamente nonviolenta, regno dell\u2019amore che noi potremo vedere con i nostri occhi. Io so che gli ostacoli saranno sempre tanti, e risorgeranno forse sempre, anche se non \u00e8 assurdo sperare un certo miglioramento. A me importa fondamentalmente l\u2019impiego di questa mia modestissima vita, di queste ore e di questi pochi giorni; e mettere sulla bilancia intima della storia il peso della mia persuasione, del mio atto, che, anche se non \u00e8 visto da nessuno, ha il suo peso alla presenza e per la presenza di Dio.<\/em><\/p>\n<p><em>E penso: forse dovr\u00e0 essere sempre cos\u00ec, vi sar\u00e0 sempre questa lotta, questa affermazione fatta in un modo o in un altro; ma se sono veramente un persuaso religioso, in questa stessa lotta, in questa stessa affermazione, sento una serenit\u00e0 superiore, una presenza che mi redime dalla mia finitezza. E pur essendo v\u00f2lto infinitamente agli altri, prima del loro persuaderli \u2013 che pu\u00f2 essere tanto difficile e impedito dal loro stesso agire o dalla mia inettitudine \u2013 l\u2019atto religioso vale in intimo, come dedizione e come celebrazione redentiva\u00bb. <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2023\/03\/27\/il-potere-dei-senza-potere\/#_ftn3\"  name=\"_ftnref3\">[3]<\/a><\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Questo \u00e8 il potere, intimo e misterioso, che tutti abbiamo, se lo scopriamo e lo curiamo. Poi potr\u00e0 riflettersi anche in forme sociali che rispettano e realizzano il valore intimo di tutti, ma il primo atto \u00e8 la coscienza di questa possibilit\u00e0 e compito. L\u2019utopista disegna una stupenda struttura ideale, il profeta comincia subito, qui e ora. Questo \u00e8 il fondamento della nonviolenza in Capitini: la \u201cnoncollaborazione\u201d al male, la \u201cnonmenzogna\u201d, sono il primo passo per la liberazione dalla morte mediante il rispetto assoluto della vita, fino al vegetarianesimo.<\/p>\n<p>Bobbio ammira Capitini, ma rimane \u201cperplesso\u201d. Capitini \u00e8 uno di quei maestri per i quali non \u00e8 sufficiente il pensiero che registra la realt\u00e0, le cose come stanno, se non vede e non libera le possibilit\u00e0 latenti, i germogli da curare, quel \u201cpotere\u201d non ancora attuato, che rischia di essere tradito, perduto, se non lo lasciamo agire e fermentare nell\u2019umanit\u00e0. C\u2019\u00e8 un potere di vita, non sopra e contro la vita: c\u2019\u00e8 un potere di tutti, che ha bisogno di muoversi insieme per dare frutto, ma intanto anche il singolo inascoltato e solitario deve curarlo dentro di s\u00e9 e offrirlo intorno a s\u00e9. Il pensiero utopico pu\u00f2 essere usato per fuggire dalla responsabilit\u00e0 presente, ma pu\u00f2 vedere avanti, liberare da vincoli, avvicinare albe: ha un potere libero e liberante, mentre impegna ad un servizio.<\/p>\n<p>A Troia solo Cassandra aveva ragione. Il profeta biblico Geremia consiglia ai concittadini del regno di Giuda, coinvolto nel conflitto tra la potenza egiziana calante e quella babilonese ascendente, di accettare il dominio babilonese per avere salva la vita. Accusato come disfattista e traditore, imprigionato, alla fine i fatti gli daranno ragione, anche se lui scompare nel gorgo. In quel dramma compare l\u2019eterno scontro: da un lato l\u2019assoluto orgoglioso \u201co vittoria o morte\u201d, che \u00e8 anche un culto della morte e dell\u2019immediato, che sacrifica la giustizia possibile alla giustizia assoluta; dall\u2019altro lato la custodia dell\u2019essenziale, che \u00e8 conservare la vita perch\u00e9 sia possibile valorizzarla cercandone via via una maggiore giustizia.<\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li>\n<h3>Norberto Bobbio<\/h3>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p>Bobbio si diceva pessimista ma non era affatto rassegnato e rinunciatario: il suo lavoro di scavo a cercare possibilit\u00e0 e metodi di giustizia, di libert\u00e0, di pace, era scopritore e liberatore di possibilit\u00e0 che le societ\u00e0 e la storia contengono, ma devono sapere di averle e devono imparare a usarle, alla scuola dei maestri di vita. Questo \u00e8 un potere di tutti.<\/p>\n<ol start=\"4\">\n<li>\n<h3>Gandhi<\/h3>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p>Anche Gandhi vede e confida propriamente nel potere di chi non ha potere sugli altri, n\u00e9 pi\u00f9 degli altri. \u00abIn questa \u201cguerra\u201d nonviolenta, il contributo delle donne deve essere maggiore di quello degli uomini. Chiamare le donne il sesso debole \u00e8 una calunnia, \u00e8 un\u2019ingiustizia dell\u2019uomo contro la donna. Se per forza s\u2019intende la forza bruta, allora \u00e8 vero che la donna \u00e8 meno forte dell\u2019uomo. Ma se per forza s\u2019intende la forza morale, allora la donna \u00e8 infinitamente pi\u00f9 forte dell\u2019uomo. Non possiede forse una maggiore capacit\u00e0 di intuizione, di sacrificio, una maggiore perseveranza, un maggiore coraggio? Se la nonviolenza \u00e8 la legge della nostra esistenza, il futuro \u00e8 delle donne\u00bb.<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2023\/03\/27\/il-potere-dei-senza-potere\/#_ftn4\"  name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>\u00a0\u00a0 Forse queste parole possono avere oggi una risonanza nuova.<\/p>\n<p>Nonviolenza, Satyagraha, \u00e8 per Gandhi \u201cforza della verit\u00e0\u201d, \u201cinsistenza e resistenza nella verit\u00e0\u201d, adesione attiva alla legge della vita: \u00e8 il potere che resiste al potere violento \u2013 \u00abl dominio \u00e8 potere malato\u00bb, dice Danilo Dolci \u2013 e gli risponde con la forte disobbedienza all\u2019ingiustizia, e con atti positivi di giustizia, di ricostruzione dei rapporti, col coraggio di soffrire e anche morire, sapendo che questo \u00e8 potere sano, costruttivo.<\/p>\n<p>Nella lotta popolare nonviolenta, per Gandhi, donne e ragazzi hanno la stessa possibilit\u00e0 degli uomini. La disobbedienza costruttiva al potere ingiusto \u00e8 nel potere di ogni persona cosciente della verit\u00e0, e coraggiosa.<\/p>\n<ol start=\"5\">\n<li>\n<h3>Gene Sharp<\/h3>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p>Gene Sharp\u00a0 (1928-2018), fond\u00f2, nel 1983, l\u2019Albert Einstein Institution, della Harward University, per fare \u00abavanzare lo studio e l\u2019uso strategico dell\u2019azione nonviolenta come alternativa pragmatica alla violenza\u00bb. Era stato colpito, fin dagli studi giovanili, dalla quantit\u00e0 di letteratura sui conflitti violenti e militari, e la scarsit\u00e0 di studi sulle lotte nonviolente nel corso della storia. Impegn\u00f2 la sua vita a colmare questa lacuna.<\/p>\n<p>Semplice e importante \u00e8 la sua teoria del potere. <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2023\/03\/27\/il-potere-dei-senza-potere\/#_ftn5\"  name=\"_ftnref5\">[5]<\/a> Il concetto di fondo \u00e8 che il potere non \u00e8 un oggetto monolitico, perci\u00f2 non passa in blocco da un detentore all\u2019altro. Il potere dei governanti dipende dall\u2019obbedienza dei governati. Lo Stato possiede la forza fino a quando la maggior parte dei cittadini lo consente. Gi\u00e0 Etienne de la Bo\u00e9tie (1530-1563) aveva inteso la sottomissione di un popolo al tiranno come \u00abservit\u00f9 volontaria\u00bb.<\/p>\n<p>I governati non sanno di essere la fonte del potere, dice Sharp. La non-collaborazione all\u2019ingiustizia e la disobbedienza civile (gi\u00e0 insegnate e praticate da Gandhi) nell\u2019opposizione al potere ingiusto, sono il metodo pi\u00f9 razionale e pi\u00f9 conveniente, che \u00e8 la lotta nonviolenta. I popoli hanno in mano la \u201cbomba no\u201d, incruenta ed efficace. Per\u00f2, per resistere e lottare cos\u00ec, una societ\u00e0 deve essere non disgregata ma ricca di gruppi e istituzioni sociali (non soltanto i partiti, che forse non sono nemmeno lo strumento principale). Anche nella lotta nonviolenta possono aversi sacrifici e morti, ma sempre meno che nella rivolta violenta, e seme di nuova coscienza,<\/p>\n<p>Di Sharp ha scritto <strong>Noam Chomsky\u00a0 (<em>Transcend Media Service,<\/em> 12 febbraio 2018): <\/strong><\/p>\n<blockquote><p><strong>\u00abIl concetto semplice ma rivoluzionario, proposto cos\u00ec chiaramente da Sharp, che il potere in definitiva sta nel consenso e nella cooperazione della gente comune, stimolava ogni studioso, come me, delle guerre civili\u00a0 e dei conflitti violenti\u00bb. <\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p>Sharp sostiene la nonviolenza per la sua maggiore efficacia rispetto alla lotta violenta.\u00a0 Egli fa della nonviolenza una scienza politica, fondamento delle tecniche che descrive, cio\u00e8 sottolinea il valore pragmatico della nonviolenza, la sua efficacia, prima del valore morale, che non nega. Per questo \u00e8 stato anche criticato come \u201cil Machiavelli della nonviolenza\u201d. Egli ha istruito anche le \u201crivoluzioni rosa\u201d nell\u2019ex-Unione Sovietica, seppure di fatto utili alla potenza occidentale.<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2023\/03\/27\/il-potere-dei-senza-potere\/#_ftn6\"  name=\"_ftnref6\">[6]<\/a> Gandhi per\u00f2 richiede che non solo i mezzi siano nonviolenti, ma anche che lo scopo e l\u2019effetto dell\u2019azione. Metodi non violenti possono essere usati anche per fini violenti, o di dominio: una tecnica nonviolenta come il boicottaggio dei negozi, usata inizialmente contro gli ebrei, era in realt\u00e0 parte del piano di discriminazione e sterminio.<\/p>\n<p>Quindi, Sharp mostra che i singoli cittadini, senza potere su altri, non sono semplici oggetti di poteri superiori, ma possono insieme, se coscienti e attivi, controllare e condizionare il potere politico centrale e correggerlo secondo i valori sociali, senza bisogno di mezzi violenti e relativi danni. Ma questa non dovrebbe essere semplicemente la democrazia?<\/p>\n<ol start=\"6\">\n<li>\n<h3>Democrazia<\/h3>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p>Infatti, democrazia \u00e8 potere di tutti, compartecipato e impiegato in confronto aperto e corresponsabile, verso fini condivisi e sempre dibattuti e ripensati insieme. S\u00ec, ma se questo potere non \u00e8 sentito come proprio, se non \u00e8 usato, sia nell\u2019attivit\u00e0 politica continua come nell\u2019esercizio del voto, oggi in Italia gravemente assente, quale democrazia \u00e8, quale potere di tutti? Mi sembra che, nel linguaggio comune odierno, la parola democrazia \u00e8 arrivata a significare, debolissimamente, la semplice non-oppressione, quindi urbanit\u00e0, buona educazione, non-offesa, semplice rispetto e libert\u00e0 essenziale. E il potere di decisioni e orientamento? \u00c8 tutto e solo nelle scelte personali, private?<\/p>\n<p>Questo crea un vuoto occupato da vari pre-potenti, da non pochi \u201cpolitici per se stessi\u201d. Guardiamo allora, adesso e sempre, la tensione e l\u2019impegno che la Carta fondativa\u00a0 della Repubblica che noi siamo, scrive, ricorda e ripropone: \u00ab\u00c8 compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libert\u00e0 e l\u2019eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l\u2019effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all\u2019organizzazione politica, economica e sociale del Paese\u00bb (art. 3\/2).<\/p>\n<p>Dunque, il compito centrale del potere dato ad alcuni in democrazia \u00e8 distribuire e restituire potere a chi ne ha in misura non pari alla dignit\u00e0 e realizzazione umana. Si pu\u00f2 dire che riconoscere e liberare il potere di chi non ha potere sia il primo compito di chi ha un potere. Abbiamo visto che un potere \u00e8 in tutti, sorgivo nella persona, ma deve essere, per esigenza umana reciproca, non costretto a lottare e soffrire per essere riconosciuto, tanto meno privato della possibilit\u00e0 di collaborare alla societ\u00e0. I costituenti dicono \u201clavoratori\u201d dove noi ci aspetteremo \u201ccittadini\u201d: ma \u00e8 bello, perch\u00e9 essere cittadini \u00e8 lavorare gli uni per gli altri (art. 4\/2).<\/p>\n<ol start=\"7\">\n<li>\n<h3>Vite nella verit\u00e0<\/h3>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p>In un bel libro recente (<em>Esperienze di verit\u00e0<\/em>. L\u2019esempio dei grandi per orientarsi nel mondo, Gabrielli 2022), Alberto Bosi raccoglie medaglioni intelligenti, semplici e documentati, di figure della vita e della cultura, da Oriente ad Occidente, comparse soprattutto nel Novecento, capaci davvero di \u201corientare\u201d la nostra vita nel mondo attuale. Sono tutte persone senza potere su altri, n\u00e9 politico n\u00e9 economico, hanno solo il potere della loro parola e vita: Simone Weil, Bonhoeffer, Krishnamurti, Gandhi, Lanza del Vasto, Panikkar, don Milani, Tolstoj, Thoreau, Schweitzer, Buber, G. Steiner, R. Williams, G. Fox, W. Penn.<\/p>\n<p>Nell\u2019opera di ciascuno di questi appare il \u201cmistero\u201d personale di valore umano, vitale. Di ciascuno si colgono i suoi \u201cesperimenti con la verit\u00e0\u201d (espressione di Gandhi): pi\u00f9 che sforzi intellettuali sono momenti di \u201cilluminazione\u201d, in vite dense di \u201cattesa\u201d, che prendono coscienza di verit\u00e0 che e diventano vite aperte e creative, comunicanti, come veri maestri. Verit\u00e0 \u00e8 la forza vitale.<\/p>\n<p>Questi maestri parlano a noi occidentali, presi nella crisi del progresso come unica religione, crisi della ragione stessa e dell\u2019esistenza minacciata. Riflettono sul rapporto tra potere, umanit\u00e0, violenza, e sulla natura del potere. Sono persone anche di coraggio, che \u00e8 fortezza, ed \u00e8 un potere vitale.<\/p>\n<p>Sono quegli \u201ceroi dello spirito\u201d che ognuno di noi pu\u00f2 essere, senza doti eccezionali, \u00abpurch\u00e9 desideri la verit\u00e0 e faccia un continuo sforzo di attenzione per raggiungerla\u00bb (Simone Weil). Hanno un potere che sentiamo e riceviamo. \u00abQuando vedo la grandezza e me la rendo familiare, posso venire a me stesso\u00bb (Karl Jaspers).<\/p>\n<p>Tra i temi importanti affrontati da queste persone troviamo proprio il potere: violento o vitale? Esclusivo, o possibile a tutti?\u00a0 Oggi siamo di fatto interdipendenti, ma il punto \u00e8 diventare capaci di essere conviventi e differenti, differenti e conviventi: questo \u00e8 l\u2019obiettivo della pace, il potere di vivere.<\/p>\n<ol start=\"8\">\n<li>\n<h3>V\u00e1clav Havel<\/h3>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p>L\u2019espressione di Havel da cui siamo partiti, \u00abil potere dei senza potere\u00bb, titolo del suo libro pi\u00f9 noto (1990, ma iniziato nel 1978,\u00a0 trad. it. Garzanti 1991), sembra voler dire, giocando col paradosso, che il potere c\u2019\u00e8 dove non c\u2019\u00e8, o dove non si vede. C\u2019\u00e8 un potere diverso da quello vistoso, imperante.<\/p>\n<p>Havel (Praga, 5 ottobre 1936 \u2013 Hr\u00e1de\u010dek, 18 dicembre 2011), fu un \u00a0<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Politico\" >politico<\/a>,\u00a0<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Drammaturgo\" >drammaturgo<\/a>,\u00a0<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Saggio\" >saggista<\/a>\u00a0e\u00a0<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Poeta\" >poeta<\/a>\u00a0<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Repubblica_Ceca\" >ceco<\/a>. Dissidente e perseguitato politico sotto il regime comunista dell\u2019allora\u00a0<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Cecoslovacchia\" >Cecoslovacchia<\/a>, in quanto figura di spicco del movimento politico-sociale <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Charta_77\" ><em>Charta 77<\/em><\/a><em>.<\/em> A seguito del graduale processo di liberalizzazione del Paese, che port\u00f2 alla\u00a0<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Rivoluzione_di_velluto\" >caduta<\/a>\u00a0del comunismo, Havel fu presidente della Cecoslovacchia dal 1<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1989\" >989<\/a>\u00a0al\u00a0<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1992\" >1992<\/a>, quando lo stato si dissolse in due distinte entit\u00e0 statali (dissoluzione a cui Havel inizialmente si oppose strenuamente), e fu poi \u00a0<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Presidente_della_Repubblica_Ceca\" >presidente<\/a>\u00a0della \u00a0<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Repubblica_Ceca\" >Repubblica Ceca<\/a>\u00a0dal\u00a0<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1993\" >1993<\/a>\u00a0al\u00a0<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/2003\" >2003<\/a>. Fu sostenitore appassionato della nonviolenza. \u00a0Il muro di Berlino \u00e8 caduto anche grazie alla dissidenza nonviolenta guidata in vari paesi dell\u2019Est da uomini come V\u00e1clav Havel.<\/p>\n<p>Scrive Francesco Occhetta che\u00a0 il pensiero di Havel ci consegna almeno tre espressioni di quel\u00a0\u201c<em>potere dei senza potere\u201d<\/em>\u00a0:<\/p>\n<ol>\n<li><em>Il dovere della memoria<\/em> : omettere questa responsabilit\u00e0 significa creare le condizioni per un oblio politico e sociale da cui nemmeno l\u2019Italia \u00e8 immune.<\/li>\n<li>La <em>mitezza<\/em> , che ha ispirato la \u00abrivoluzione di velluto\u00bb nel 1989 e ha rovesciato il comunismo in Cecoslovacchia.\u00a0Havel infatti si \u00e8 rifiutato di odiare anche quando \u00e8 stato rinchiuso in carcere.<\/li>\n<li>La ricerca della verit\u00e0 contro ogni tipo di menzogna, attraverso la <em>qualit\u00e0 della parola<\/em>\u00a0.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Havel non ha mai soffocato la sua parola, nemmeno nei circa sei anni trascorsi in carcere: anzi, l\u2019ha esaltata come drammaturgo, l\u2019ha condivisa e resa dialogica come politico. Per Havel ogni cambiamento sociale e politico inizia dal \u201clavoro minuto\u201d, dai singoli atti, soprattutto da quelli piccoli che prendono le mosse dal cambiare la (propria) storia: la \u201drivoluzione esistenziale\u201d.<\/p>\n<blockquote><p>\u00abAl totalitarismo \u2013 diceva Havel\u2013 si resiste soltanto se si sceglie di scacciarlo dalla propria anima\u00bb. <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2023\/03\/27\/il-potere-dei-senza-potere\/#_ftn7\"  name=\"_ftnref7\">[7]<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p>In carcere Havel chiese in lettura il libro di un teologo tedesco: l\u2019<em>Introduzione al cristianesimo<\/em>\u00a0del professor Joseph Ratzinger.\u00a0 Fino alla Rivoluzione nonviolenta del 1989 le riunioni del Forum guidato da Havel si aprivano con un Padre Nostro, anche se all\u2019inizio quasi nessuno ne ricordava pi\u00f9 le parole.<\/p>\n<p>Traggo ancora un tratteggio della figura di V\u00e1clav Havel riassumendo dal libro di Nanni Salio <em>Il potere della nonviolenza,<\/em> Ed Gruppo Abele, 1995, pp. 14, 15, 16-23). Ne\u00a0<em>Il potere dei senza potere,<\/em> V\u00e1clav Havel, riecheggiando il pensiero di Capitini e Gandhi, sostiene che il potere dei senza potere si fonda sulla vita nella verit\u00e0:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abNel sistema post-totalitario la vita nella verit\u00e0 non ha solo una dimensione esistenziale ma ha anche una dimensione politica\u00bb. La verit\u00e0 ha, nel sistema post-totalitario, un significato particolare: gioca molto di pi\u00f9 il ruolo di fattore di potere o addirittura di forza politica. Come agisce questa forza della verit\u00e0? Questo potere non si appoggia a nessun soldato proprio, ma ai cosiddetti \u201csoldati del nemico\u201d, cio\u00e8 a tutti coloro che vivono nella menzogna e ad ogni momento possono essere fulminati dalla forza della verit\u00e0. \u00c8 come un\u2019arma batteriologica con cui, quando le condizioni sono mature, un civile pu\u00f2 da solo disarmare una divisione intera.<\/p>\n<p>Riflettendo sulla sua esperienza, Havel sostiene inoltre che: \u00abIl principio della trasformazione violenta del sistema deve essere totalmente estraneo [ai movimenti dissidenti] proprio in quanto tale, perch\u00e9 punta sulla violenza\u00bb. Invece, i movimenti dissidenti si caratterizzano per l\u2019opinione contraria: il puro cambiamento del sistema \u00e8 qualcosa di esteriore, di secondario, che di per s\u00e9 non garantisce niente.<\/p>\n<p>Una visione politica del futuro verso l\u2019uomo concreto e la sua difesa reale, qui ed ora, si accompagna quindi all\u2019opposizione decisa contro ogni violenza in nome di un futuro migliore. Ha una profonda sfiducia che un futuro costruito con la violenza possa essere realmente migliore e non contrassegnato dagli stessi mezzi con cui \u00e8 stato raggiunto. Non si tratta di conservatorismo o di moderazione politica: \u00abI movimenti dissidenti non puntano alla trasformazione politica violenta, non perch\u00e9 considerino questa soluzione troppo radicale ma, al contrario, perch\u00e9 \u00e8 poco radicale\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<ol start=\"9\">\n<li>\n<h3>Per chiudere la pagina<\/h3>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p>Non si tratta solo di vedere che un qualche residuo o germinale potere \u00e8 in tutti, e che \u00e8 la dignit\u00e0 inviolabile, il \u201cdiritto sussistente\u201d (Rosmini). Si tratta anche di fare che chi \u00e8 privato del potere-possibilit\u00e0 di far fiorire la propria vita, abbia, riceva, gli sia restituita questa possibilit\u00e0-potere. Alla Repubblica italiana, a noi cittadini italiani, \u00e8 comandato questo impegno-dovere, scritto nell\u2019art. 3. Abbiamo il dovere di dare potere. A tutti. Il diritto di voto e di parola \u00e8 solo l\u2019inizio, la forma, che ha lo scopo sostanziale di dare potere di vita. A tutti.<\/p>\n<p>Ma oggi dobbiamo assolutamente chiederci: quale potere hanno le donne dell\u2019Iran in rivolta che costa atroci dolori e vite umane? E quale potere hanno tutte le realt\u00e0 umane schiacciate, vicine a noi o lontane, sepolte nel silenzio da poteri opprimenti? Il potere \u00e8 reale solo quando vince? Un grido di giustizia forse non opera pi\u00f9 se viene soffocato? Vale per il rumore e l\u2019effetto, o per la giustizia che contiene e semina nella storia? Il potere dei senza potere, nell\u2019eco pi\u00f9 grande che risuona da queste parole, significa: \u00abBeati i poveri\u2026 perch\u00e9 di essi\u2026\u00bb.\u00a0 Allora: beati i senza potere, perch\u00e9 di essi \u00e8 il potere di vita nella verit\u00e0, se l\u2019annuncio li raggiunge e d\u00e0 forza alla loro coscienza.<\/p>\n<h3>Note:<\/h3>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2023\/03\/27\/il-potere-dei-senza-potere\/#_ftnref1\"  name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Su Bobbio e la nonviolenza rinvio al mio <em>Dialoghi con Norberto Bobbio su politica, fede, nonviolenza<\/em>, (con trentanove lettere inedite del filosofo), pp. 256, Claudiana 2011, spec. pp. 10-11 tra molte altre.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2023\/03\/27\/il-potere-dei-senza-potere\/#_ftnref2\"  name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Aldo Capitini, <em>Religione aperta<\/em>, Prefazione di Goffredo Fofi, Introduzione e cura di Mario Martini, Laterza 2011 (Prima edizione 1995).<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2023\/03\/27\/il-potere-dei-senza-potere\/#_ftnref3\"  name=\"_ftn3\">[3]<\/a><em>\u00a0<\/em>Aldo Capitini, <em>Elementi di un\u2019esperienza religiosa<\/em>, ristampa anastatica Cappelli 1990, pp. 115-116.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2023\/03\/27\/il-potere-dei-senza-potere\/#_ftnref4\"  name=\"_ftn4\">[4]<\/a> M. K. Gandhi, <em>Teoria e pratica della non-violenza<\/em>, Einaudi 1996, p. 206.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2023\/03\/27\/il-potere-dei-senza-potere\/#_ftnref5\"  name=\"_ftn5\">[5]<\/a> Gene Sharp, <em>Politica dell\u2019azione nonviolenta<\/em>, vol. 1, <em>Potere e lotta<\/em>, Edizioni Gruppo Abele 1985. Capitolo secondo, <em>La base strutturale per il controllo dei governanti.<\/em><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2023\/03\/27\/il-potere-dei-senza-potere\/#_ftnref6\"  name=\"_ftn6\">[6]<\/a> Sharp ha risposto a questa obiezione in una intervista che gli feci nel Centro Studi Piero Gobetti, a Torino, pubblicata in <em>Rocca <\/em>(rocca,cittadella.org), 1 agosto 1987, pp. 42-44, col titolo <em>Il controllo nonviolento del potere<\/em>.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2023\/03\/27\/il-potere-dei-senza-potere\/#_ftnref7\"  name=\"_ftn7\">[7]<\/a> Da Francesco Occhetta, in <em>Civilt\u00e0 Cattolica<\/em>, Quaderno 4068, anno 2019, pag.\u00a0592\u2013601. Su Havel ha <a href=\"https:\/\/www.peacelink.it\/tools\/author.php?u=437\"  target=\"_blank\" rel=\"noopener\">scritto<\/a> di recente Stefano Cazzato in <em>Rocca<\/em>, 15 dicembre 2022 pp. 52-53. Sulla spiritualit\u00e0 di V\u00e1clav Havel, segnalo la <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.avvenire.it\/agora\/pagine\/havel-luomo-crocifisso_201001260841409170000\" >recensione<\/a> di Nello Scavo, 26 gennaio 2010, al libro <em>Lettere a Olga<\/em> , la moglie<em>:<\/em> <strong>\u00abCara Olga, siamo inchiodati al paradosso fra il mondo disperato e l\u2019Essere pieno di senso\u00bb (4 settembre 1982). Il documento mostra come Olga fu forte sostegno spirituale di<\/strong><strong> V<\/strong><strong>\u00e1<\/strong><strong>clav<\/strong><strong>.<\/strong><\/p>\n<p><em>__________________________________________<\/em><\/p>\n<p><em>Pubblicato in forma abbreviata su <\/em>Servitium<em>, Quaderni di ricerca spirituale, n. 259, gennaio-marzo 2023<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/enrico-peyretti.jpeg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-92303\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/enrico-peyretti.jpeg\" alt=\"\" width=\"64\" height=\"64\" \/><\/a> <em>Enrico Peyretti<\/em> <em>\u00e8 membro della <\/em><em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/\" >Rete TRANSCEND per la Pace, Sviluppo e Ambiente<\/a><\/em><em>.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2023\/03\/27\/il-potere-dei-senza-potere\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>27 Marzo 2023 &#8211; 1. 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