{"id":24622,"date":"2013-01-14T12:00:43","date_gmt":"2013-01-14T12:00:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=24622"},"modified":"2013-01-21T06:48:37","modified_gmt":"2013-01-21T06:48:37","slug":"italiano-40-anni-fa-la-legge-che-riconobbe-lobiezione-di-coscienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2013\/01\/italiano-40-anni-fa-la-legge-che-riconobbe-lobiezione-di-coscienza\/","title":{"rendered":"(Italiano) 40 Anni Fa la Legge Che Riconobbe l\u2019Obiezione di Coscienza"},"content":{"rendered":"<p>Il problema dell\u2019obiezione di coscienza mi si present\u00f2 nel 1955, parecchio tempo prima che venisse approvata la legge 772\/1972 sull\u2019obiezione di coscienza.<\/p>\n<p>Per me era un duplice problema: godendo, si fa per dire, di doppia nazionalit\u00e0 avrei dovuto svolgere il servizio di leva sia in Francia che in Italia. In Italia all\u2019epoca gli obiettori di coscienza venivano condannati inizialmente a pene detentive relativamente miti (alcuni mesi) che per\u00f2 erano seguite da ulteriori chiamate alle armi, il cui rifiuto era sanzionato da condanne sempre crescenti. In teoria il ciclo perverso di richiami e condanne avrebbero dovuto continuare sino ai 45 anni d\u2019et\u00e0, un mezzo ergastolo insomma. La Francia, impegnata allora nelle guerre coloniali, applicava condanne che erano molto pi\u00f9 pesanti ma non reiterate.<\/p>\n<p>Io scelsi di affrontare il problema in Italia, dove mi ero stabilito. Prima di me si era gi\u00e0 presentato il caso di obiezione di Pietro Pinna. E prima di noi, ai tempi della prima guerra mondiale c\u2019erano gi\u00e0 stati alcuni rari obiettori.<\/p>\n<p>Molto singolare \u00e8 il caso del pinerolese Remigio Cuminetti, obiettore per motivi religiosi (faceva parte degli \u201cstudenti della Bibbia\u201d, in seguito denominati \u201ctestimoni di Geova\u201d). Era scoppiata la prima guerra mondiale e Cuminetti venne processato e condannato dal tribunale militare di Alessandria. Ma le autorit\u00e0 militari decisero di mandarlo al fronte, vestendolo a forza della divisa e facendolo portare di peso in trincea. Si racconta che mentre ci\u00f2 avveniva Cuminetti sbott\u00f2: \u201cPovera Italia, se ci vogliono due soldati per portarne uno al fronte, come far\u00e0 a vincere la guerra?\u201d<\/p>\n<p>Tale singolare obiettore si toglieva continuamente le stellette, che lo identificavano come militare, e alla fine i suoi superiori lasciarono perdere. Probabilmente \u00e8 stato il solo \u201csoldato\u201d senza stellette. Durante la sua permanenza al fronte un ufficiale italiano era rimasto ferito, steso e abbandonato nella cosiddetta \u201cterra di nessuno\u201d. Cuminetti fu il solo che and\u00f2 a soccorrerlo, a rischio della propria vita e lo port\u00f2 in salvo. Per tale atto di coraggio venne insignito della medaglia d\u2019argento, della quale peraltro non si fregi\u00f2 mai. Spiegava che il suo gesto era stato compiuto per salvare un uomo e non per guadagnarsi un medaglia da appuntare sul petto.<\/p>\n<p>Dalla \u201cgrande guerra\u201d al 1972 passarono 54 anni senza che il problema degli obiettori venisse affrontato. Nel secondo dopoguerra per\u00f2 i casi di obiezione di coscienza aumentarono e le autorit\u00e0 militari adottarono una procedura per risolverli: dopo una prima o pi\u00f9 condanne l\u2019obiettore veniva sottoposto a visita psichiatrica militare e si proponeva l\u2019esonero per pazzia. Non mi risulta che nessun obiettore abbia mai accettato tale soluzione di compromesso. Allora il caso veniva sottoposto al cardiologo militare che diagnosticava una qualche deficienza cardiaca che consentiva di ritenere il richiamato di \u201cridotta attitudine militare\u201d, ponendolo in congedo. Ovviamente non si poteva contestare il referto medico.<\/p>\n<p>Ci furono comunque negli anni sessanta condanne pesantissime. Ginestra, testimone di Geova, scont\u00f2 complessivamente tre anni e tre mesi; Tosetti, altro testimone di Geova, venne condannato a oltre quattro anni di durissima reclusione militare.<\/p>\n<p>La legge 772\/1972, riconoscendo l\u2019obiezione di coscienza in luogo del reato di disubbidienza, rappresent\u00f2 certamente un passo avanti. Tuttavia conteneva ambiguit\u00e0 inaccettabili. Si tent\u00f2 di porvi rimedio con la successiva legge 230\/1998, ma ancora una volta con scarsi risultati. La maggioranza degli obiettori non era infatti disposta a svolgere un servizio civile che rimaneva comunque sottoposto alla giurisdizione militare. Per i testimoni di Geova la motivazione del rifiuto era la \u201cneutralit\u00e0 cristiana\u201d, non il pacifismo. Cos\u00ec le carceri militari continuavano a essere affollate di obiettori.<\/p>\n<p>Il presidente Pertini si dimostr\u00f2 molto sensibile al problema, concedendo la grazia a molti obiettori. Inoltre interess\u00f2 l\u2019allora capo di Stato Maggiore generale Viglione di studiare una soluzione. Quest\u2019ultimo incaric\u00f2 dell\u2019incombenza il generale Dalla Chiesa che in tale circostanza ebbi modo di conoscere. Era un uomo di grande correttezza e dotato di spirito pratico. Temeva tuttavia che l\u2019esonero degli obiettori dal servizio di leva avrebbe portato a un eccessivo aumento dei casi di obiezione. Dovetti fornirgli dei dati statistici dettagliati su quanto era avvenuto nei numerosi stati europei, che avevano gi\u00e0 riconosciuto l\u2019obiezione di coscienza, senza che si fosse prodotta alcuna proliferazione dei casi. Credo che tali passi risolutivi abbiano contribuito ad attenuare le conseguenze per gli obiettori. Del resto pi\u00f9 che i politici furono talvolta i militari a sciogliere il nodo dell\u2019obiezione. Nella stessa Francia fu un intervento diretto del generale De Gaulle, divenuto presidente della repubblica, ad aprire le porte del carcere agli obiettori.<\/p>\n<p>Mi sono chiesto come mai l\u2019Italia sia stata tra gli ultimi stati Europei a riconoscere l\u2019obiezione di coscienza. Penso che l\u2019atteggiamento della Chiesa Cattolica abbia la sua parte in tale ritardo. Dopo il fallimento dell\u2019opposizione della Chiesa ai moti e alle guerre risorgimentali, le occorreva riguadagnare prestigio agli occhi dello Stato. Ci\u00f2 avvenne con l\u2019appoggio ecclesiastico nella prima guerra mondiale e nelle nostre guerre coloniali. I reduci della prima guerra mondiale ancora ricordavano le infiammate omelie del cappellano Giovanni Semeria, che prometteva il paradiso a chi si sacrificava per la Patria. Una ricca documentazione sull\u2019opera dei cappellani militari pu\u00f2 essere reperita nel libro \u201cSacerdoti in grigioverde\u201d di Emilio Cavaterra, edito da Mursia. Conservo una tavola fuori testo dell\u2019Almanacco della Santa Lega Eucaristica del 1917 dove si vede Ges\u00f9 Cristo che prende per mano un fante armato di fucile e lo aiuta a inerpicarsi per una montagna sassosa. La sottostante didascalia recita: \u201cGes\u00f9 guida e consolatore. Chi non porta la sua croce e mi segue non pu\u00f2 essere mio discepolo. Aspra \u00e8 la via, tutta sassi e tronchi e spine, ma voi la salite con me, da me guidati e sorretti. E in alto, dal cielo, a voi sfavilla la luce dell\u2019immortalit\u00e0.\u201d<\/p>\n<p>Ancora negli anni settanta, sotto il pontificato di Paolo VI, si leggevano su Civilt\u00e0 Cattolica, per la penna di padre Messineo, o sull\u2019Osservatore Romano, argomentazioni contro l\u2019obiezione di coscienza. Senza tale atteggiamento della Chiesa, una prima seppure imperfetta legge sull\u2019obiezione di coscienza avrebbe probabilmente visto la luce molto prima.<\/p>\n<p><i>27 DICEMBRE 2012, Circolo della Stampa \u2013 corso Stati Uniti 27, Torino<\/i><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2013\/01\/09\/40-anni-fa-la-legge-che-riconobbe-lobiezione-di-coscienza-franco-rizzo\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il problema dell\u2019obiezione di coscienza mi si present\u00f2 nel 1955, parecchio tempo prima che venisse approvata la legge 772\/1972 sull\u2019obiezione di coscienza. Per me era un duplice problema: godendo, si fa per dire, di doppia nazionalit\u00e0 avrei dovuto svolgere il servizio di leva sia in Francia che in Italia.<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[59,57,51,46],"tags":[],"class_list":["post-24622","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-nonviolence","category-militarism","category-europe","category-original-languages"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24622","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=24622"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24622\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=24622"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=24622"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=24622"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}