{"id":24793,"date":"2013-01-21T12:00:56","date_gmt":"2013-01-21T12:00:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=24793"},"modified":"2013-01-21T12:03:36","modified_gmt":"2013-01-21T12:03:36","slug":"italiano-il-pragmatismo-della-politica-estera-e-il-moralismo-del-movimento-per-la-pace-il-divario-puo-essere-colmato-oppure-tertium-non-datur","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2013\/01\/italiano-il-pragmatismo-della-politica-estera-e-il-moralismo-del-movimento-per-la-pace-il-divario-puo-essere-colmato-oppure-tertium-non-datur\/","title":{"rendered":"(Italiano) Il Pragmatismo della Politica Estera e il Moralismo del Movimento per la Pace: Il Divario Pu\u00f2 Essere Colmato \u2013 Oppure Tertium Non Datur?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left\">I AFFIANCARE GOVERNO E NON-GOVERNO, IL MOVIMENTO PER LA PACE<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Per comprendere meglio dove la <i>peace research\u00a0<\/i>pu\u00f2 essere diretta, lasciatemi giustapporre l\u2019azione degli organi governativi a quella di una particolare organizzazione non-governativa, il movimento per la pace. I governi del sistema di stati risultanti dalla Pace di Westphalia del 1648, inseriti all\u2019interno di una visione eurocentrica della storia, succedettero a signori feudali, re e imperatori. Questi governi s\u2019inserirono nel ciclo di violenza-guerra-pace attraverso l\u2019<i>ultima ratio regis <\/i>\u2013 l\u2019ultima parola del re, la pistola. A chi possiede un martello il mondo ha l\u2019apparenza di un chiodo in attesa. Ma ci\u00f2 vale anche per il movimento per la pace, la negazione del governo: a chi possiede una bocca il mondo assume le sembianze di un orecchio attento.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Il <i>realismo<\/i> in quanto dottrina si basa sulla <i>ultima <\/i>sopra menzionata; \u00e8, cio\u00e8, una dottrina basata sulla forza, non sulla persuasione a partire da principi basilari, che negozia utilizzando incentivi o attraverso processi decisionali da parte di organi autoritari. Un derivato di questa tesi consiste nel fatto che l\u2019ultima parola spetta a chiunque possegga una forza maggiore, quindi, alle minacce delle grandi potenze. Nel mondo attuale ci\u00f2 significa Anglo-America: una proposta di pace che paia inaccettabile alla Gran Bretagna e all\u2019America non \u00e8 \u201crealista\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Lo scopo supremo del realista \u00e8 la sicurezza, vale a dire una bassa probabilit\u00e0 di essere ferito\/danneggiato dalla violenza di chiunque altro. La filosofia sottostante in questo caso \u00e8 che il diavolo esiste, pronto a tramutarsi in violento per amor della propria violenza, e che l\u2019unica contromisura a questa minaccia consiste nel mantenere una forza sufficiente a dissuadere e\/o a schiacciare il diavolo \u2013 cos\u00ec da produrre sicurezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">L\u2019<i>idealismo come dottrina<\/i> si basa sulla persuasione da principi basilari, in particolare da quei valori ritenuti universalmente validi e addirittura evidenti. Tali principi tendono ad appartenere alla categoria del dovrebbe essere invece che dell\u2019essere, come la sacralit\u00e0 della vita (umana), con ci\u00f2 intendendo che la vita (umana) dovrebbe essere considerata come sacra. Ma cosa succederebbe se gli altri non condividessero tale nobile visione? O se l\u2019altro crede che \u201cin una guerra ci possano essere solo sconfitti\u201d? Inoltre, cosa succederebbe se la vittoria potesse essere definita a dir poco come sconfitta? Si tratta di un interminabile dibattito, il cui fulcro s\u2019impernia fortemente sulla concezione che ognuno ha della natura umana. Parole, parole, parole.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Cerchiamo di introdurre queste due posizioni all\u2019interno di qualche dimensione, in nessun modo pretendendo che la giustapposizione risulti completa o che non ci sia un ampio spazio di oscillazione. Ci\u00f2 che stiamo cercando \u00e8 sicuramente un modo per creare un ponte tra gli attori, anche nel caso di una contraddizione che sia sostenuta da un profondo odio da entrambe le parti, che influenza l\u2019uso della violenza, o della nonviolenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><i>Tabella 1 Il movimento governativo e il movimento per la pace<\/i><\/p>\n<table class=\"alignleft\" width=\"777\" border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"150\"><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"266\">Movimento Governativo<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"361\">Movimento per la pace<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"150\">1 Attori<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"266\">Ministero Esteri-Esercito<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"361\">Permanente, congiunturale<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"150\">2 Modalit\u00e0 d\u2019azione<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"266\">Realismo basato sull\u2019<i>ultima ratio<\/i><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"361\">Idealismo basato sulla <i>ratio<\/i><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"150\">3 Epistemologia<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"266\">Empirismo, pragmatismo basato sui fatti<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"361\">Criticismo, moralismo basato sui valori<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"150\">4 Teoria<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"266\"><i>Paradigma della sicurezza <\/i>basato sulla forzaEsseri umani propendono verso il male<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"361\"><i>Paradigma della persuasione<\/i> basato sulla forza moraleEsseri umani propendono verso il bene<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"150\">5 Metodo I<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"266\">Convegni tra \u00e9lite<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"361\">Incontri tra persone<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"150\">6 Metodo II<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"266\">Trattative su interessi nazionali armonizzati<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"361\">Risoluzioni, patrocinio<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"150\">7 Metodo III<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"266\">Dimostrazioni di:<\/p>\n<ul>\n<li>potere dell\u2019incentivo<\/li>\n<li>minaccia della forza<\/li>\n<\/ul>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"361\">Dimostrazioni di<\/p>\n<ul>\n<li>potere morale<\/li>\n<li>potere della gente<\/li>\n<\/ul>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"150\">8 Metodo IV<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"266\">Azioni violente, a esempio bombardamenti<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"361\">Azioni nonviolente, a esempio boicottaggi economici<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: left\">Per esempio, un boicottaggio gandhiano degli Stati Uniti potrebbe funzionare, ma dimostrazioni di massa invece no. Questo \u00e8 un chiaro caso di una tesi verso la sua antitesi, almeno in accordo con quanto \u00e8 presentato nella tabella 1, bench\u00e9 non si neghi che la realt\u00e0 sia molto pi\u00f9 complessa. A ci\u00f2 non consegue che l\u2019alternativa, un <i>tertium, <\/i>debba essere una sintesi. La dialettica offre tre possibilit\u00e0 non-esclusive: una trascendenza positiva (una sintesi che accetti le caratteristiche di entrambe le posizioni); una trascendenza negativa (la negazione della validit\u00e0 di entrambe); un compromesso (la raccolta di aspetti un po\u2019 dall\u2019una, un po\u2019 dall\u2019altra posizione).<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Stiamo parlando di due visioni del mondo, che si riscontrano entrambe all\u2019interno della medesima societ\u00e0 e non soltanto in Occidente, bench\u00e9 nel mondo si continui a percepire la contraddizione esistente tra i seguaci della fede feudale nell\u2019uso della forza da una parte e della fede illuminata nell\u2019umana <i>ratio,<\/i> che si richiama alla ragione dall\u2019altra.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Il realismo, come \u00e8 stato precedentemente menzionato, tenderebbe a rendere alleati coloro che supportano i principi del dominio anglo-americano nel mondo odierno \u2013 gli Stati Uniti d\u2019America \u2013 e tende a rispondere Si-Si-Si a Washington, DC. L\u2019idealismo tenderebbe, invece, a far rispondere i movimenti per la pace del Regno Unito e degli Stati Uniti No-No-No a qualunque affermazione provenga dai loro Ministeri degli Esteri. Le visioni del mondo sono talmente contraddittorie tra loro che sono diventate l\u2019una l\u2019antitesi dell\u2019altra.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Cos\u00ec si nota nel caso dell\u2019attuale coalizione guidata dagli Stati Uniti nella guerra all\u2019interno (e all\u2019esterno) dell\u2019Iraq: un governo dopo l\u2019altro ha disertato tale coalizione. Senza necessariamente averlo dichiarato, questi governi stanno facendo ci\u00f2 che \u00e8 stato loro chiesto dai movimenti per la pace: si sono ritirati dall\u2019Iraq. Ma questo ha pi\u00f9 le sembianze di una protesta che di una vera e propria alternativa politica di pace.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Probabilmente, il miglior modo di esaminare maggiormente queste due visioni di pace non consiste nella loro ulteriore elaborazione, ma, semmai, nel porsi la questione: come pu\u00f2 essere trascesa la contraddizione tra essi esistente? Secondo la tabella esistono otto azioni diverse. Guardiamole. Ma prima, permettetemi un piccolo cenno alla mia vita. Ho rifiutato il servizio militare e sono divenuto obiettore di coscienza nel 1951 in quanto ritenevo inaccettabile le modalit\u00e0 messe in atto dal governo. Nel 1954 ho rifiutato di effettuare, come alternativa, il \u201cservizio civile\u201d perch\u00e9 era per me solo una delle tante maniere di dire \u201cNo\u201d, non consistendo in un\u2019iniziativa vera e propria per servire la pace. Il risultato fu che trascorsi 6 mesi in prigione durante l\u2019inverno 1954-55, un modo per esprimere un \u201cNo\u201d ancora pi\u00f9 estremo. Ho vissuto all\u2019interno di una contraddizione: nei primi anni 1960 ero allo stesso tempo una sorta di consulente del Ministero degli Esteri norvegese, un membro del Comitato Direttivo della War Resisters\u2019 International (a Londra) e il presidente di una sezione di tale organizzazione in Norvegia. Ci\u00f2 nonostante ero infelice: in un caso ci si basava sull\u2019uso dei proiettili e delle bombe, sull\u2019altro delle parole.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Quindi cercher\u00f2 di guidare il lettore verso una professione per la pace come un qualcosa che emerge da tale contraddizione, perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec che ha funzionato nel mio caso: come un tentativo di colmarne la distanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Evidentemente siamo alla ricerca di una figura, il professionista per la pace, che possa trascendere la dicotomia governo-movimento per la pace. L\u2019idea che i governi siano inseriti sul binario 1 e gli altri sul binario 2 rappresenta tale dicotomia nel suo stato attuale. Non si tratta neanche di stabilire come mai i governi non viaggino sul binario 1 con la speranza che i non-governi possano attuare una compensazione e consentire un binario 0 come risultato. Visti i danni di cui la diplomazia governativa \u00e8 capace, questa \u00e8 una visione pi\u00f9 che ottimista. Abbiamo bisogno di una soluzione migliore.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">II L\u2019EMERGENTE PROFESSIONE PER LA PACE<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Alcune caratteristiche richieste per svolgere tale professione sono chiare. Primo, un professionista per la pace avr\u00e0 come clienti sia governi che non governi e prester\u00e0 consulenza a entrambi. Come nella sanit\u00e0, le capacit\u00e0 del professionista per la pace saranno messe egualmente a disposizione non solo ad amici e rivali, ma anche ad autorit\u00e0 ufficiali (i governi) e a civili (non-governi). Tale professionista non dovr\u00e0 pensare in termini di amico-rivale o autorit\u00e0-civili, ma in termini di attori con un disperato bisogno di ricevere qualunque consiglio utile a muovere l\u2019intero <i>sistema di attori <\/i>pi\u00f9 vicino alla pace. La pace \u00e8 una relazione tra attori, un sistema, cio\u00e8, e non una propriet\u00e0 di uno soltanto di loro. Il professionista per la pace intratterr\u00e0 dialoghi individuali con ciascun attore, ma avr\u00e0 come scopo ultimo, nella suo piano complessivo, il sistema di attori.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Secondo, il professionista per la pace respinge l\u2019uso della violenza in quanto il movimento per la pace \u00e8 basato sull\u2019idealismo del cuore. Ma, inoltre, dovr\u00e0 combinare l\u2019idealismo del cuore con il realismo del cervello. Questo conduce a una concreta <i>pace attraverso mezzi pacifici<\/i>: un rifiuto della violenza fondato meno sul piano del moralismo e pi\u00f9 su quello del pragmatismo. La violenza non \u00e8 efficace. Lo spargimento di sangue sul campo di battaglia \u00e8 come una sanguisuga che succhia sangue. Non \u00e8 solo inefficace, ma pu\u00f2 anche rendere le cose peggiori. Bench\u00e9 non si neghi qualche preventivo e curativo effetto di un minimo di (o minaccia di) violenza, l\u2019approccio del professionista per la pace consentirebbe di escludere l\u2019uso della violenza dal repertorio della creazione di pace e di attingere di pi\u00f9 dalla <i>ratio <\/i>e meno dagli <i>ultima.<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Una terza caratteristica del professionista per la pace marca ulteriormente una differenza di base con il passato. Senza rifiutare l\u2019empirismo (legare teoria e dati) e il criticismo (legare dati e valori come metodo di base dell\u2019attivit\u00e0 intellettuale), il professionista per la pace sar\u00e0 portato a concentrarsi su una terza possibilit\u00e0, il <i>costruttivismo<\/i>, che prevede il legame tra valori e teoria. I valori sono estraibili dagli obiettivi legittimi delle parti coinvolte in un conflitto, e la teoria \u00e8 estrapolabile dalle varie realt\u00e0 attuabili. L\u2019ideale consiste nel creare una realt\u00e0 dove le parti si sentono a proprio agio e i cui obiettivi possano essere sufficientemente soddisfatti.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Immaginiamo che un bambino, alle prese con sottrazione e addizione di numeri interi, stabilisca che 5+7=7+5=12, che 7-5=2 e che giunga a un ostacolo nel momento di risolvere il problema 5-7. La contraddizione tra l\u2019essere matematicamente corretti e il fatto di gestire il problema relativo a 5-7 si dissolve nel momento in cui i numeri negativi, una <i>nuova realt\u00e0 matematica<\/i>, \u00e8 stata introdotta. E il bambino non sar\u00e0 pi\u00f9 bloccato.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">La sfida consiste nel trovare una via che consenta di <i>non <\/i>sentirsi inceppati tra il pragmatismo che porta, per definizione, a legare i dati alle teorie e il moralismo che conduce a legare i dati ai valori. Il professionista per la pace cercher\u00e0 qualcosa di diverso, cos\u00ec come farebbe un medico che abbia realizzato che se il sistema corporeo avesse una sufficiente capacit\u00e0 di autoriscaldarsi avrebbe, al tempo stesso, la capacit\u00e0 di produrre buona salute. N\u00e9 soltanto l\u2019empirismo, n\u00e9 soltanto il moralismo aiuta, anche se la loro esistenza non deve essere ignorata. \u00c8 necessario un intervento che apporti qualcosa di nuovo, sia nel campo della pace che in quello della salute.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">La quarta questione da affrontare \u00e8 che i paradigmi tanto della sicurezza quanto della persuasione mancano di essere opzioni appetibili. La prima fallisce perch\u00e9 tutti gli sforzi tesi alla dissuasione attraverso l\u2019uso della violenza possono generare come conseguenza una corsa agli armamenti. Inoltre, le azioni per sconfiggere l\u2019altro attraverso l\u2019uso della violenza possono causare traumi e stimolare anch\u2019essi a una rincorsa alla violenza e l\u2019innesco di un ciclo vizioso di ritorsioni. Il paradigma della persuasione fallisce anch\u2019esso in quanto non \u00e8 basato n\u00e9 su idee, n\u00e9 su incentivi, n\u00e9 sulle minacce. N\u00e9 fatti n\u00e9 valori sono, da soli, guide sufficienti per l\u2019azione. Le parti giungeranno a un punto morto.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Un governo messo di fronte a uno stato di insicurezza \u2013 un rischio di subire violenza \u2013 decider\u00e0 le azioni da intraprendere sulla base del paradigma della sicurezza. N\u00e9 la pi\u00f9 brillante analisi alla Noam Chomsky, n\u00e9 la pi\u00f9 pungente ammonizione morale alla Papa Giovanni Paolo II possono procurare una guida per l\u2019azione che conduca al di l\u00e0 dello status quo improntato al \u201cNo, No, No\u201d. Qui \u00e8 dove il professionista per la pace \u00e8 chiamato in causa, focalizzandosi innanzitutto sui conflitti presenti da risolvere, poi sui traumi \u201cinconciliati\u201d provenienti dalle violenze passate e sui conflitti passati rimasti irrisolti, e, in ultimo, trovando alternative costruttive. Un\u2019agenda molto ricca di azioni da compiere.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Tutto ci\u00f2 richiama alla <i>mediazione <\/i>dei conflitti del presente e alla <i>conciliazione<\/i> dei conflitti del passato (scartando il \u201cri\u201d di <i>riconciliazione<\/i>, in quanto essa \u00e8 preposta al risanamento di un passato dal ricordo non necessariamente piacevole). Questa \u00e8 l\u2019essenza del <i>paradigma di pace.<\/i> Esistono conflitti profondi. E possono condurre alla violenza. Non c\u2019\u00e8 un\u2019altra via d\u2019uscita: <i>risolvere i conflitti,<\/i> presenti e passati. Se ci\u00f2 \u00e8 ben fatto, otterremo pace, non solo sicurezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">A ogni modo queste sono solo due delle opzioni di cui il professionista per la pace pu\u00f2 avvalersi. Di seguito c\u2019\u00e8 un lista pi\u00f9 lunga di rimedi:<\/p>\n<ol style=\"text-align: left\" start=\"1\">\n<li>ricerca per la pace e studi per la pace;<\/li>\n<li>soddisfazioni dei bisogni fondamentali, cultura di pace, struttura di pace;<\/li>\n<li>moderazione degli obiettivi e analisi delle conseguenze;<\/li>\n<li>mediazione per la trasformazione dei conflitti attraverso mezzi pacifici;<\/li>\n<li>controllo della rabbia;<\/li>\n<li>peace-building intriso di un\u2019educazione alla pace e di nozioni del giornalismo di pace;<\/li>\n<li>nonviolenza e peace-keeping moderato;<\/li>\n<li>conciliazione volta alla rimozione dei traumi passati;<\/li>\n<li>creazione di circoli di pace virtuosi.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: left\">Non \u00e8 questa la sede per spiegare nei minimi dettagli il significato di questi punti. Per il professionista per la pace l\u2019impresa consiste nell\u2019aderire a un programma di \u201cpace attraverso mezzi pacifici\u201d, senza soccombere n\u00e9 al pragmatismo violento dei governi n\u00e9 allo status quo moralista del \u201cnon in mio nome\u201d tipico dei movimenti per la pace. Il bacino degli strumenti disponibili sopra menzionati ai numeri da 1 a 4 rientra nell\u2019ambito della terapia preventiva, quelli da 5 a 8 rappresentano la terapia curativa, e al numero 9 \u00e8 menzionato ci\u00f2 che consentirebbe di costruire una pace positiva all\u2019interno del sistema, traendo dai conflitti il loro creativo e costruttivo potenziale, invece che soltanto quello violento e distruttivo. Ognuno di questi strumenti a disposizione del professionista per la pace si basa su una diagnosi e una prognosi delle malattie sociali. C\u2019\u00e8 cos\u00ec tanto da fare.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Quali strumenti, quindi, corrispondono ai metodi utilizzati dai governi e quali ai movimenti di pace (metodi I, II, III e IV nella tabella)? Come rispondiamo all\u2019opinione generale che la violenza diretta rappresenta il fumo che proviene dal fuoco dei conflitti non risolti o dalla violenza passata rispetto a cui non vi \u00e8 stata conciliazione? In via generale, il problema viene affrontato attraverso il potere della parola, <i>dia logos<\/i>, aiutando, cio\u00e8, le parti a raggiungere una visione pi\u00f9 profonda e non corrompendole, minacciandole o rimarcando quanto sono cattive. Questo \u00e8 ovviamente molto simile alla pratica su cui si fonda la psicoterapia: il metodo dialogico. Per questo tipo di socioterapia, la violenza, cos\u00ec come il conflitto e la pace, \u00e8 una relazione. In tal caso un sistema di attori, e non solo di attori individualmente considerati, \u00e8 ci\u00f2 che si deve modificare. Il professionista per la pace deve dialogare con ciascun attore; <i>come <\/i>egli o ella parler\u00e0 con loro pu\u00f2 essere oggetto di discussione. Ci sono scuole di pensiero ovunque, ciascuno con i propri punti di forza.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Come da tabella, l\u2019approccio TRANSCEND (Rete per la Pace e lo Sviluppo) consiste di quattro fasi:<\/p>\n<ul style=\"text-align: left\">\n<li>Metodo I: Incontrare tutte le parti, una a una.<\/li>\n<li>Metodo II: Conduzione di dialoghi empatici per far emergere la creativit\u00e0.<\/li>\n<li>Metodo III: Dimostrazioni di:<\/li>\n<\/ul>\n<ul style=\"text-align: left\">\n<li>trascendenza degli obiettivi, positivamente e negativamente<\/li>\n<li>creazione di un nuovo sistema di realt\u00e0, idoneo a conciliare gli obiettivi legittimi di tutte le parti;<\/li>\n<\/ul>\n<ul style=\"text-align: left\">\n<li>Metodo IV: Azione congiunta per trasformare il conflitto verificandone costantemente l\u2019efficacia. In caso negativo, si applicano nuovamente i Metodi I-II-III-IV.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: left\">Tale approccio differisce sostanzialmente dagli approcci convenzionali, sia tipici dei governi che dei movimenti per la pace. L\u2019impulso morale, il (pressappoco assoluto) \u201cNo\u201d alla violenza \u00e8 condiviso con i movimenti per la pace, ma il pragmatismo del Metodo IV (azione congiunta) \u00e8 condiviso con i governi. Non esiste una posizione apodittica, n\u00e9 una verit\u00e0 a priori. Tutto viene testato per valutarne la validit\u00e0 e tutto deve passare tale test.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Il centro dell\u2019attenzione non \u00e8 pi\u00f9 su una parte vincente, come, ad esempio, l\u2019ETA o Madrid, e neanche su entrambe le parti vincenti, la famosa vittoria-vittoria. L\u2019attenzione verr\u00e0 posta sulla relazione, sul sistema, sulla Spagna che avanza verso una nuova e migliore realt\u00e0. <i>Coloro che poggiano su tappeti d\u2019oro, tappeti di bombe, o volano sul tappeto della morale sono spesso a corto d\u2019idee. <\/i>I professionisti per la pace hanno caratteristiche diverse. <i>Tertium datur.<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: left\">III DATA LA DISPONIBILIT\u00c0 DI UN LAVORO PER LA PACE, ESISTE ANCHE UNA<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">DOMANDA DI LAVORATORI PER LA PACE?<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Mezzo secolo dopo il modesto esordio della <i>peace research<\/i> in seguito alla seconda guerra mondiale \u2013 inclusa la fondazione dell\u2019Associazione Internazionale per la Ricerca per la Pace (<i>International Peace Research Association<\/i> \u2013 IPRA -) 42 anni fa, durante quei nebbiosi giorni a Londra \u2013 si ritiene vi sia una forte disponibilit\u00e0 da offrire in merito. Tuttavia, la domanda pi\u00f9 assillante \u00e8: vi \u00e8, l\u00e0 fuori, una richiesta di professionisti per la pace?<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Esiste, e il lettore mi perdoner\u00e0 se fornisco come esempio quanto conosco meglio: ci\u00f2 che mi \u00e8 stato chiesto di dire o fare durante la primavera del 2006 \u2013 da met\u00e0 febbraio a met\u00e0 giugno per essere precisi. Mi sono occupato di dodici casi (o 12 processi nello specifico), alcuni dei quali hanno avuto pi\u00f9 successo, altri meno, ma tutti comunque con una certa promessa. L\u2019iniziativa provenne da un intermediario che fu in grado di organizzare un incontro diretto con una o pi\u00f9 parti coinvolte nel conflitto. In nessun caso nessuna delle part\u00ec copr\u00ec le spese di viaggio. Non se ne trasse alcun onorario. Ma il viaggio fu inserito nel contesto di seminari sulla mediazione, sulla conciliazione e cos\u00ec via e questo consent\u00ec di bilanciare le spese. Una formula tra le tante?<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Prima di addentrarci nell\u2019analisi dei singoli casi: da quale fonte <i>non <\/i>ci aspetteremmo una richiesta di questo tipo (direttamente o indirettamente) attraverso l\u2019ausilio di un intermediario? Ovviamente da coloro per cui \u201cVincere non \u00e8 tutto, ma \u00e8 l\u2019unica cosa.\u201d Gli egemoni, forse, e i loro sfidanti? O coloro che ritengono gi\u00e0 di padroneggiare tutte le abilit\u00e0 necessarie \u2013 coloro che pensano di non avere bisogno di un ausilio proveniente dall\u2019esterno, neanche dell\u2019ausilio candidamente offerto dallo sguardo di quattro occhi (o di otto, se tutte le parti arrivano con un collega nella formula dell\u2019uno-a-uno)? Qualunque sia la ragione, il sottoscritto Autore non \u00e8 stato avvicinato, direttamente o indirettamente, dagli Stati Uniti o dalla Norvegia; \u00e8 stato avvicinato, per contro, da molti altri paesi, incluso il Regno Unito.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">La descrizione dei casi \u00e8 stata fornita attraverso minimi e sufficienti elementi necessari a identificare il problema e la tipologia di domanda di professionisti per la pace (per ulteriori dettagli il lettore pu\u00f2 consultare il sito <a href=\"http:\/\/www.transcend.org\/\" >www.transcend.org<\/a>):<\/p>\n<ol style=\"text-align: left\" start=\"1\">\n<li><i>Danimarca vs. Islam, <\/i>a Ginevra. Oltre alla controversia riguardante la pubblicazione di vignette, vi fu il rifiuto da parte della Danimarca di impegnarsi in un dialogo e il precedente rifiuto del giornale di pubblicare fumetti sull\u2019ascesa di Ges\u00f9 in Paradiso (perch\u00e9 avrebbe potuto urtare la sensibilit\u00e0 dei cristiani), <i>in aggiunta <\/i>all\u2019incendio di bandiere danesi e ambasciate e la minaccia di boicottaggio economico. Ci fu la richiesta di una mediazione.<\/li>\n<li><i>Germania vs. popolo Herero<\/i>, a Windhoek. Il caso, che aveva come oggetto la richiesta di scuse (\u201cla richiesta di scuse equivale alla richiesta di ammissione di responsabilit\u00e0\u201d) e di risarcimento per il massacro del 1904 fu imbastito contro la Germania e gli altri paesi europei temevano le conseguenze dell\u2019ammissione e del risarcimento e, inoltre, la natura di ciascuna forma risarcitoria. La richiesta fu di conciliazione.<\/li>\n<li><i>Sri Lanka<\/i>, a Vienna. La questione riguard\u00f2 la rottura di un accordo di cessate il fuoco con i belligeranti che ancora speravano di imporre la loro soluzione al conflitto. Delle cinque prospettive offerte \u2013 stato unitario, decentramento dei poteri, federazione, confederazione, indipendenza \u2013 una federazione bicamerale asimmetrica sembra ancora quella migliore. La domanda fu di mediazione.<\/li>\n<li><i>Israele \u2013 Palestina<\/i>, a Berlino. La questione fu relativa alla costruzione di una struttura per la pace scaturente dall\u2019istituzione di una Comunit\u00e0 del Medio Oriente formata da Israele e dai suoi Stati arabi confinanti (con la previsione del totale riconoscimento della Palestina come previsto dalla risoluzione delle Nazioni Unite), come era avvenuto per l\u2019Unione Europea dopo la fine della Seconda Guerra mondiale. Venne richiesta la ricerca di ulteriori soluzioni.<\/li>\n<li><i>Turchia-Armenia,<\/i> a Istanbul. \u201cSuccesse qualcosa\u201d di grande complessit\u00e0 nel 1915 e che coinvolse pi\u00f9 parti e non solo queste due. Si ricercava anche una spiegazione di quanto successe quell\u2019anno in maniera tale che tale questione potesse essere rimossa dall\u2019agenda politica e che la Regione potesse andare oltre. La richiesta fu di conciliazione.<\/li>\n<li><i>La questione del Kashmir, <\/i>a New Delhi. L\u2019iniziativa fu assunta da TRANSCEND, assieme a un ex Ministro degli Esteri pachistano, un membro della Commissione Indiana per la Sicurezza Nazionale e me che proposi una \u201cnuova realt\u00e0\u201d volta a soddisfare l\u2019India, il Pakistan e il Kashmir. L\u2019iniziativa fu ben accolta e venne discussa ai pi\u00f9 alti livelli. La richiesta fu di mediazione.<\/li>\n<li><i>Myanmar<\/i>, a Yangon. Una dittatura militare sostiene l\u2019autonomia del Myanmar con la volont\u00e0 di evitare le secessione del paese; l\u2019opposizione \u00e8 sostenuta da attori esterni e propone la democrazia e l\u2019affermazione dei diritti umani. L\u2019assolvimento di tutti e quattro gli obiettivi (rimuovere i traumi passati in favore di accordi di cooperazione) pu\u00f2 essere la prospettiva migliore. La richiesta fu di mediazione e conciliazione.<\/li>\n<li><i>Cambogia<\/i>, a Phnom Penh. \u201cSuccesse qualcosa\u201d, in effetti, dal 1975 al 1979: i Khmer Rossi contro Phnom Penh. Ma nel pi\u00f9 lungo periodo che and\u00f2 dal 1961 al 1989 (e ancor prima) \u201caccadde\u201d molto altro. L\u2019individuazione di atrocit\u00e0 da giudicare dinnanzi a un tribunale assolve il fine della giustizia punitiva. Ma permane il problema della conciliazione. La richiesta fu per una conciliazione olistica.<\/li>\n<li><i>Corea<\/i>, a Seoul. La guerra di Corea (1950-53) svolse un ruolo importante per la guerra fredda e cominci\u00f2 nel 1948 con la rivolta di Cheju contro l\u2019occupazione americana. Le ragioni della Corea del Nord di sostenere la Corea del Sud contro l\u2019invasione americana non erano prive di fondamento. La richiesta fu di conciliazione attraverso l\u2019ausilio di una commissione storica per verificare quanto avvenne in passato.<\/li>\n<li><i>Giappone-Cina\/Corea<\/i>, a Tokyo. Le visite del Primo Ministro giapponese al santuario Yasukuni (che divinizza gli ufficiali giapponesi deceduti) acuivano il trauma derivante dalla guerra. La richiesta di erigere un ulteriore memoriale dedicato agli ufficiali e ai civili deceduti di tutti i paesi fu sollecitata e presentata a gran parte del Partito Liberale Democratico giapponese. La richiesta fu di conciliazione.<\/li>\n<li><i>USA<\/i>, a Washington. L\u2019impero americano \u00e8 in decadenza e la politica estera americana deve essere cambiata, ma in che modo? Sono stati organizzati dei seminari, ma il movimento per la pace \u00e8 impreparato, cos\u00ec come lo \u00e8 l\u2019opposizione dei Democratici. La richiesta \u00e8 di <i>peace reasearch<\/i> e di affermazione di modelli per la pace.<\/li>\n<li><i>Messico<\/i>, a Puebla. L\u2019integrazione dell\u2019America Latina sta procedendo a grandi passi e uno dei problemi maggiori a cui far fronte \u00e8 il coordinamento della politica estera in generale e delle politiche nei confronti degli Stati Uniti in particolare. Sono stati organizzati seminari, ma la maggior parte delle persone sembra impreparata. La richiesta \u00e8 di<i> peace research<\/i> e di affermazione di modelli per la pace.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: left\">Il lettore avr\u00e0 notato che la richiesta di professionisti per la pace pu\u00f2, in gran parte, essere formulata in termini di mediazione e\/o conciliazione. Ma vi \u00e8 altres\u00ec la richiesta di svolgimento di servizi pi\u00f9 elementari, come la costruzione di strutture pacifiche e di <i>peace research<\/i> per esplorare i bisogni. A ogni modo quanto i professionisti per la pace possono offrire, compresi i nove rimedi enunciati, rimane a disposizione e sar\u00e0, prima o poi, sicuramente riproposto da chi svolge questo tipo di professione.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Questa metodologia funziona? Riprendiamo i casi prospettati. Nel primo caso (Danimarca e Islam) funzion\u00f2. Sono intercorsi dialoghi tra le parti e l\u2019incendio delle bandiere danesi \u00e8 cessato. Ma una richiesta di scuse, un\u2019esplorazione del confine tra libert\u00e0 di espressione e rispetto di quanto \u00e8 considerato sacro da altri e la cessazione del boicottaggio ancora non sono volti al termine.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">I casi numero 2 (Germania\/popolo Herero), 5 (Turchia\/Armenia) e 8 (Cambogia) sono complicati ed \u00e8 necessario pi\u00f9 lavoro in proposito. Il caso numero 3 (Sri Lanka) \u00e8 piuttosto grave attualmente (ricordiamo la primavera\/estate 2006), ma il prospettarsi di una situazione pericolosa potrebbe, la prossima volta, condurre alla pace e non solo a un cessate il fuoco e a ulteriori chiacchiere. Per il numero 4 (Israele-Palestina), la Comunit\u00e0 del Medio Oriente \u00e8 forse l\u2019unica soluzione per la pace in Medio Oriente, ma \u00e8 un progetto a lungo termine, bench\u00e9 pi\u00f9 necessario che mai. Nel caso numero 6 (Kashmir) vi sono buone probabilit\u00e0 di successo fintanto che quei due leader sono in carica, ma questo non potr\u00e0 essere per sempre. Il Myanmar (caso numero 7), da parte sua, ha rallentato il proprio dinamismo e tale situazione risulta compatibile con l\u2019idea di un Myanmar tenuto sotto controllo, e non parte di una \u201ccomunit\u00e0 internazionale\u201d. Il caso numero 9 (Corea) pu\u00f2 svolgere una parte importante nel processo di avvicinamento tra Corea del Nord e del Sud. Quanto richiesto nel caso numero 10 (Giappone-Cina\/Corea) \u00e8, in un modo o nell\u2019altro, gi\u00e0 inserito in agenda. Quel che risulta necessario fare nei casi numero 11 (modificare la politica americana) e 12 (procedere all\u2019integrazione dell\u2019America Latina) sar\u00e0 fattibile in un prossimo futuro, pi\u00f9 consapevole.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Abbiamo a che fare con dei sistemi, non con singoli attori. I lavoratori per la pace devono divenire degli specialisti delle relazioni \u2013 specialisti con la pi\u00f9 elevata consapevolezza circa le capacit\u00e0 di <i>peace-making<\/i>, <i>peace-keeping <\/i>e <i>peace-building<\/i> di tutti gli attori in gioco. Ovviamente, la maggior parte di questi processi richiede tempo, cos\u00ec come per un essere umano il guarire da una grave malattia. Inoltre, nessun rimedio si offre con la garanzia che funzioner\u00e0 sempre. A volte, l\u2019applicazione di un rimedio pu\u00f2 anche rivelarsi controproducente, quindi \u00e8 necessario prestare molta attenzione. A ogni modo, la richiesta di professionisti per la pace \u00e8 enorme. E noi abbiamo molto da offrire.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">_________________________<\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><i>Titolo originale: \u201cForeign policy pragmatism and peace movement moralism: can the gap be bridged \u2013 or <\/i>tertium non datur?\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><i>in: Shin Chiba,Thomas John Schoenbaum, editors, Peace Movements and Pacifism After September 11, Edward Elgar, 2008, pp. 173-182.<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><i>Traduzione di Silvia De Michelis pe il Centro Studi Sereno Regis.<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2013\/01\/17\/il-pragmatismo-della-politica-estera-e-il-moralismo-del-movimento-per-la-pace-il-divario-puo-essere-colmato-oppure-tertium-non-datur-johan-galtung\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per comprendere meglio dove la peace research pu\u00f2 essere diretta, lasciatemi giustapporre l\u2019azione degli organi governativi a quella di una particolare organizzazione non-governativa, il movimento per la pace.<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46],"tags":[],"class_list":["post-24793","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-original-languages"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24793","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=24793"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24793\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=24793"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=24793"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=24793"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}