{"id":249026,"date":"2023-11-27T12:00:04","date_gmt":"2023-11-27T12:00:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=249026"},"modified":"2023-11-25T04:51:39","modified_gmt":"2023-11-25T04:51:39","slug":"italiano-come-finiscono-le-guerre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2023\/11\/italiano-come-finiscono-le-guerre\/","title":{"rendered":"(Italiano) Come finiscono le guerre?"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_249027\" style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Washington_Crossing_the_Delaware.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-249027\" class=\"wp-image-249027\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Washington_Crossing_the_Delaware-1024x587.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"286\" srcset=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Washington_Crossing_the_Delaware-1024x587.jpg 1024w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Washington_Crossing_the_Delaware-300x172.jpg 300w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Washington_Crossing_the_Delaware-768x440.jpg 768w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Washington_Crossing_the_Delaware.jpg 1030w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-249027\" class=\"wp-caption-text\">Di Emanuel Leutze &#8211; The Metropolitan Museum of Art, Pubblico dominio, Collegamento<\/p><\/div>\n<blockquote><p><em>\u201cC\u2019erano stati solo circa 400 ribelli nel combattimento al ponte, ma coll\u2019avanzare della giornata aumentarono a varie migliaia. Sparavano sulla Colonna nemica da dietro steccati, alberi, granai, muri, da dentro le case, poi ricaricavano, avanzavano in fretta e sparavano di nuovo. Uno strano tipo nuovo di guerreggiare per i britannici senza esperienza n\u00e9 addestramento in merito. A loro pareva disonorevole, nascondersi e sparare a uomini allo scoperto che non potevano neppure vedere i propri nemici. Come scrisse una Giubba Rossa alla famiglia: Non ci combattevano da esercito regolare, solo come selvaggi\u201d.<a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2023\/11\/how-do-wars-end-2\/#_edn1\" > [i]<\/a><br \/>\n<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p><em><span class=\"post-meta-infos\"><time class=\"date-container minor-meta updated\" datetime=\"2023-11-22T17:32:50+01:00\">22 Novembre 2023<\/time><\/span><\/em> &#8211; Suona familiare, oggi. Come del resto la Rivoluzione Americana, la guerra d\u2019indipendenza che inizi\u00f2 il 19 aprile 1775, sulla strada Boston-Lexington-Concord in Massachusetts.I selvaggi vinsero. 235 anni dopo stanno coi britannici contro i \u201cselvaggi\u201d in Iraq, in Afghanistan e contro il <em>terrore<\/em>. la vittoria \u00e8 pronosticata? No, il futuro non ha in serbo solo vittoria e sconfitta per queste tre guerre.<\/p>\n<p>Possiamo fare ricerche sull\u2019origine dell\u2019organizzazione bellica in Grecia, come raccontato dal citatissimo Tucidide o il pi\u00f9 negletto Xenofonte. O nei tornei feudali, uomini corazzati con lance e a cavallo a disarcionarsi e in definitive uccidersi l\u2019un l\u2019altro, con arbitri, pi\u00f9 tardi cerimonieri di campo che aggiudicavano la vittoria e la resa dello sconfitto. Lo sport si volse in guerra , con inizio e fine.<\/p>\n<p>E questo fu trasposto nella modernit\u00e0 e nel sistema statuale della \u201cPace\u201d di Westfalia del 24 ottobre 1648 per dichiarazione e tanto di capitolato, classificando la guerra come una successione di battaglie. Il diritto d\u2019uccidere era condizionato al dovere di rischiare di essere uccisi, con onore e coraggio e l\u2019onore estremo al pi\u00f9 coraggioso di essere un <em>eroe<\/em>.<\/p>\n<p>Il diciannovesimo secolo ha visto l\u2019erodersi della cavalleria e dello sport in guerra totale, \u201cfino al limite estremo\u201d, \u201ccontinuazione della politica con tutti i mezzi necessari\u201d (Clausewitz, anche pi\u00f9 brutale del francese Jomini nello staff di Napoleone e dell\u2019<em>americano<\/em> Dennis Hart Mahan). Non ristretta al campo di battaglia: mobilit\u00e0, colpire le line d\u2019approvvigionamento, attacchi massicci a una parte dopo l\u2019altra per la totale distruzione delle forze nemiche, e la violenza come forza demoralizzatrice, attaccando donne, bambini, vecchi.<\/p>\n<p>Storicamente percepiamo tre conseguenze, <em>non esclusive:<\/em><\/p>\n<ul>\n<li><strong>Prima,<\/strong> essendo l\u2019apparato militare cos\u00ec brutale ed efficiente, perch\u00e9 non usare invece il terrorismo (di stato) per combatter i civili, non in grado di ribattere?<\/li>\n<li><strong>Seconda,<\/strong> <em>guerriglia<\/em>, di civili come quel 19 aprile 1775, pionieri rispetto agli spagnoli contro Napoleone il 2 maggio 1808, il VietNam contro gli USA e l\u2019Afghanistan contro i sovietici: vincendo nessuna battaglia aperta ma la guerra.<\/li>\n<li><strong>Terza,<\/strong> <em>nonviolenza<\/em>, come inventata da Gandhi, l\u2019eroico guerriero nonviolento, che ha posto fine al colonialismo e alla guerra fredda, forse ispirata alla brutalit\u00e0 della vendetta britannica per l\u2019ammutinamento dei <em>sepoy<\/em>; non notata da Obama nel suo bellicoso discorso sulla guerra giusta alla cerimonia per il Nobel nel 2009.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Clausewitz prepar\u00f2 la propria disfatta, ed effettivamente la sent\u00ec arrivare.<a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2023\/11\/how-do-wars-end-2\/#_edn2\" >[ii]<\/a> La predizione \u00e8 che l\u2019Occidente non sconfigger\u00e0 mai questa tripletta, o un Islam che non capitoler\u00e0<em> mai <\/em>agli infedeli, forte del quintuplo degli <em>americani<\/em>. Ma il nostro cervello rettiliano ha un\u2019alternativa a <em>combattere<\/em>: <em>fuggire<\/em>. L\u2019esito in Vietnam: rendersi indisponibili alla sconfitta ultimativa.<\/p>\n<p>Non sono pi\u00f9 i giorni in cui potere era diritto e la resa incondizionata \u00e8 stata la fine di una catena ininterrotta di 141 anni di guerre USA, dal 1812 \u2013 la battaglia finale della guerra d\u2019Indipendenza \u2013 al 1953, l\u2019armistizio della guerra di Corea. E non sono pi\u00f9 i giorni in cui il potere era segno di un \u00a0mandato divino, Dio \u00e8 indietro. Fra i cristiani pu\u00f2 darsi che Dio favorisca il pi\u00f9 potente, Fra i musulmani, forse. Ma certo non oltre quello spartiacque.<\/p>\n<p>Sono andati anche i giorni dell\u2019eroismo diretto in battaglia. Seduti a un computer al Pentagono a dirigere droni, o in una carlinga d\u2019aereo a oltre 13mila metri d\u2019altezza a colpire \u201ccoordinate\u201d, a favore della pura vigliaccheria.<\/p>\n<p>O piuttosto: i rischi cambiano con la guerra. Quando sono pi\u00f9 i suicidati che gli uccisi in campo, la realt\u00e0 \u00e8 cambiata.<\/p>\n<p>Di fronte a una scelta fra una vittoria molto elusiva, la sconfitta, e la sconfitta, la risoluzione del conflitto potrebbe crescere in attrattiva. La questione \u00e8 che cosa ci vuole. Potrebbe essere altrettanto elusiva.<\/p>\n<p>Gradualmente il discorso dominante costi-benefici di guerra, cos\u00ec naturale in un paese capitalista-militarista come gli USA, con i favorevoli che concludono che valga ben i costi e i contrari che non ne valga i benefici deve cedere il passo a un discorso di risoluzione del conflitto riguardo ai veri temi. Ma pu\u00f2 risultare anch\u2019esso elusivo, date due premesse basilari.<\/p>\n<p>L\u2019intro incontro dv\u2019essere visto dall\u2019alto, tutti i contendenti, i loro obiettivi, valori, gli interessi, e i punti ove collidono, le incompatibilit\u00e0. Il percorso passa per la comprensione; delle mire degli altri e le proprie. Di solito ci sono obiettivi legittimi da rispettarsi su ogni versante.<\/p>\n<p>E poi la risoluzione: n\u00e9 per, n\u00e9 contro s\u00e9 stessi, idealmente qualcosa di nuovo che fa spazio adeguato a tutti, accettabile e sostenibile. \u00a0con minacce, n\u00e9 con bustarelle; bens\u00ec col peso di una visione convincente sostenuta da un incubo convincente se si ascia tutto irrisolto.<\/p>\n<p>Razionalit\u00e0, buon senso; che sono per\u00f2 sovente merce rara. E non lo si pu\u00f2 fare da parte di un solo contendente, bens\u00ec da tutti in concertazione, preferibilmente col dialogo, sotto la guida di un\u2019 autorit\u00e0 imparziale, magari una conferenza ONU specifica.<\/p>\n<p>Per degli USA adusi a dettare composizioni dopo una vittoria, si tratta davvero di un bel salto. E per giunta con la riluttanza, forse l\u2019incapacit\u00e0.<\/p>\n<p>Che succede allora? Con n\u00e9 vittoria, n\u00e9 sconfitta, n\u00e9 fuga, n\u00e9 risoluzione accettabile? Insisterci, si capisce, cercare di guadagnar tempo. Con soldi per le forze armate e per gli appalti, ancora per un po\u2019. Eventuali promozioni, pensioni pi\u00f9 alte; e altro del genere.<\/p>\n<p>E che cosa, intendo: (per) adesso, che cosa? Nessuna delle situazioni suddette, ma una quinta: il rendersi irrilevanti degli USA. Altri \u2013 Turchia? Iran? Cina? Russia? \u2013 abbozzeranno una risoluzione al conflitto. E gli USA si ritireranno, modus Vietnam, magari da tutt\u2019e tre le guerre. Nella Fine dell\u2019 <em>Affare<\/em>.<\/p>\n<h3>Note:<\/h3>\n<p><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2023\/11\/how-do-wars-end-2\/#_ednref1\" >[i]<\/a>. Joseph P. Cullen,<em> History of the American Revolution<\/em>, Harrisburg PA: The National Historical society, 1972.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2023\/11\/how-do-wars-end-2\/#_ednref2\" >[ii]<\/a>. Dale O. Smith, <em>U.S. Military Doctrine<\/em>, New York NY: Little, Brown and Company, 1955, p. 54.<\/p>\n<p><em>______________________________________________<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/johan-galtung.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-149008\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/johan-galtung-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Johan Galtung, professore di studi sulla pace, Dr. hc mult, \u00e8 il fondatore della <\/em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/\" ><em>Rete TRANSCEND per la Pace, Sviluppo e Ambiente<\/em><\/a><em> e rettore della <\/em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tpu\/\" ><em>TRANSCEND Peace University-TPU<\/em><\/a><em>. Prof. Galtung ha pubblicato 1.670 articoli e capitoli di libri, pi\u00f9 di 500 editoriali per <\/em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/\" ><em>TRANSCEND Media Service-TMS<\/em><\/a><em>, e 167 libri su temi della pace e correlate, di cui 41 sono stati tradotti in 35 lingue, per un totale di 135 traduzioni di libri, tra cui <\/em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tup\/index.php?book=1\" ><em>50 Years-100 Peace and Conflict Perspectives<\/em><\/a><em>, &#8216;pubblicati dalla <\/em><a href=\"http:\/\/www.transcend.org\/tup\/\" ><em>TRANSCEND University Press-TUP<\/em><\/a><em>.<\/em><\/p>\n<p><em>Original in English: <\/em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2023\/11\/how-do-wars-end-2\/\"  target=\"_top\" rel=\"noopener\">How Do Wars End? <\/a><em>&#8211; TRANSCEND Media Service<\/em><\/p>\n<p><em>Traduzione di Miki Lanza per il Centro Studi Sereno Regis<\/em><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2023\/11\/22\/come-finiscono-le-guerre\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sparavano sulla Colonna nemica da dietro steccati, alberi, granai, muri, da dentro le case, poi ricaricavano, avanzavano in fretta e sparavano di nuovo. 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