{"id":253844,"date":"2024-02-05T12:00:40","date_gmt":"2024-02-05T12:00:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=253844"},"modified":"2024-02-04T03:12:02","modified_gmt":"2024-02-04T03:12:02","slug":"italiano-conflitti-armati-e-catastrofe-climatica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2024\/02\/italiano-conflitti-armati-e-catastrofe-climatica\/","title":{"rendered":"(Italiano) Conflitti armati e catastrofe climatica"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_253845\" style=\"width: 560px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/gaza-israel-genocide-palestine-4.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-253845\" class=\"wp-image-253845\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/gaza-israel-genocide-palestine-4-1024x577.jpg\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"310\" srcset=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/gaza-israel-genocide-palestine-4-1024x577.jpg 1024w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/gaza-israel-genocide-palestine-4-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/gaza-israel-genocide-palestine-4-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/gaza-israel-genocide-palestine-4.jpg 1030w\" sizes=\"auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-253845\" class=\"wp-caption-text\">Foto Felton Davis | Smoke Over Gaza (CC BY 2.0)<\/p><\/div>\n<p><em><span class=\"post-meta-infos\">29 Gennaio 2024<\/span><\/em><span class=\"post-meta-infos\"> &#8211; <\/span>Due pubblicazioni recenti documentano \u2013 o almeno cercano, in parte, di farlo \u00a0\u2013 i danni ambientali provocati da due conflitti armati che in questo periodo richiamano pi\u00f9 di altri l\u2019attenzione pubblica.<\/p>\n<p>Uno degli articoli, pubblicato dal giornale \u2018The Guardian\u2019, riguarda l\u2019area di Gaza, in Palestina: il titolo \u00e8 <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/world\/2024\/jan\/09\/emissions-gaza-israel-hamas-war-climate-change?CMP=share_btn_link\" >Emissions from Israel\u2019s war in Gaza have \u2018immense\u2019 effect on climate catastrophe<\/a> (Le emissioni prodotte dalla guerra di Israele a Gaza hanno un effetto immenso sulla catastrofe climatica) e fornisce alcune misure sulle emissioni di gas con effetto serra (in particolare la CO<sub>2<\/sub>) prodotte nella preparazione e realizzazione degli attacchi armati compiuti da Israele nel corso di due mesi.<\/p>\n<p>L\u2019altro articolo \u00e8 frutto di una serie di ricerche svolte dall\u2019Osservatorio su Conflitti e Ambiente (<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/ceobs.org\/\" >CEOBS<\/a>), e si intitola <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/ceobs.org\/ukraine-conflict-environmental-briefing-nature\/\" >A war in nature, and a war on nature <\/a>\u00a0(Una guerra in natura, e una guerra sulla natura), e fa parte di una serie di approfondimenti tematici (finanziati dal Programma ambientale delle Nazioni Unite) sulle conseguenze ambientali dell\u2019invasione russa all\u2019Ucraina.<\/p>\n<h3>L\u2019impronta militare della guerra a Gaza<\/h3>\n<p>L\u2019autrice del primo articolo, \u00a0<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/profile\/nina-lakhani\" >Nina Lakhani<\/a>, sintetizza cos\u00ec la situazione: \u201c<em>i primi mesi di conflitto hanno prodotto una quantit\u00e0 di gas con effetto serra maggiore di quella prodotta in un anno dai 20 Paesi pi\u00f9 vulnerabili agli effetti del cambiamento climatico\u201d<\/em>.\u00a0 Pi\u00f9 del 99% della CO<sub>2\u00a0 <\/sub>prodotta nei primi due mesi dopo l\u2019attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 (281.000 t di CO<sub>2<\/sub> equivalente), secondo misure preliminari svolte da ricercatori USA e UK, \u00a0viene attribuita ai bombardamenti e all\u2019invasione a terra da parte di Israele.<\/p>\n<p>L\u2019analisi comprende la CO<sub>2<\/sub> emessa dalle missioni degli aerei e dal carburante di altri veicoli, nonch\u00e9 dalle emissioni generate dalla fabbricazione e dall\u2019esplosione di bombe, artiglieria e razzi.\u00a0 Met\u00e0 delle emissioni di CO<sub>2<\/sub> \u00e8 stata prodotta dagli aerei-cargo che dagli USA portavano rifornimenti militari a Israele. I razzi sparati da Hamas nello stesso periodo hanno generato 713 tonnellate di CO<sub>2<\/sub>, rendendo evidente l\u2019asimmetria tra i due apparati militari.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 avviene nel contesto di crescenti richieste di maggiore assunzioni di responsabilit\u00e0 riguardo alle emissioni di gas serra da parte delle forze armate, che svolgono un ruolo enorme nella crisi climatica, ma sono in gran parte tenute segrete e non sono finora prese in considerazione nei negoziati annuali delle Nazioni Unite sull\u2019azione per il clima.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 della tragica conta delle vittime umane, e delle enormi sofferenze causate dal conflitto in atto, della distruzione dei territori destinati all\u2019alimentazione quotidiana, \u00a0non bisogna dimenticare il contributo del conflitto all\u2019emergenza climatica: oltre alla produzione attuale di Co<sub>2<\/sub> , lo scenario futuro prevede la ricostruzione di almeno 100.000 edifici distrutti nella guerra, che con le tecniche attuali provocher\u00e0 l\u2019emissione di 30.000 t di gas serra, pari alle emissioni totali annuali della Nuova Zelanda, e maggiori di quelle prodotte <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.worldometers.info\/co2-emissions\/co2-emissions-by-country\/\" >da altri 135 paesi e territori, <\/a>\u00a0inclusi Sri Lanka, Libano e Uruguay.\u00a0 Le trasformazioni in atto sul nostro pianeta stanno ormai causando sofferenze e morti su scale spaziali e temporali ormai pi\u00f9 estese dei singoli conflitti armati\u2026<\/p>\n<h3>I militari e il cambiamento climatico<\/h3>\n<p>Lo studio sopra riportato \u00e8 solo un\u2019istantanea dell\u2019<strong>impronta militare <\/strong>della guerra\u2026 un quadro parziale delle massicce emissioni di carbonio e dei vari inquinanti tossici che rimarranno a lungo dopo la fine dei combattimenti. Altri studi suggeriscono che le emissioni climalteranti dei militari potrebbero risultare da 5 a 8 volte superiori, se si includessero le emissioni dell\u2019intera catena di approvvigionamento bellico.<\/p>\n<p>Secondo David Boyd, special rapporteur delle NU per i diritti umani e l\u2019ambiente, \u201c<em>Questa ricerca contribuisce a far capire l\u2019enorme peso delle emissioni militari \u2013 dalla preparazione, allo svolgimento, alla ricostruzione. I conflitti armati spingono sempre pi\u00f9 l\u2019umanit\u00e0 verso il precipizio della catastrofe ambientale<\/em>.\u201d<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/ceobs.org\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/SGR-CEOBS_Estimating_Global_MIlitary_GHG_Emissions.pdf\" >Uno studio recente del CEOBS <\/a><strong>\u00a0<\/strong>segnala che quasi il 5.5% delle emissioni annuali di gas-serra nel mondo sono da attribuire al comparto militare, in quarta posizione nel mondo dopo tre Paesi:\u00a0 USA, Cina e India.<\/p>\n<h3>In guerra nella natura e contro la natura<\/h3>\n<p>L\u2019Osservatorio internazionale su Conflitti e Ambiente (gi\u00e0 sopra citato) dall\u2019inizio della guerra tra Ucraina e Russia ha pubblicato diversi rapporti sui danni ambientali causati dalla guerra in varie aree del territorio ucraino. Il pi\u00f9 recente, il settimo, riguarda il <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/ceobs.org\/ukraine-conflict-environmental-briefing-nature\/#8\" >Parco Naturale Nazionale di Dzharylhach<\/a>, del quale \u00e8 possibile vedere qui un breve \u00a0<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/ceobs.us16.list-manage.com\/track\/click?u=b513e5247d867bc12bcc8f8f2&amp;id=83f8a21c01&amp;e=7b48c4633c\" >video<\/a><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"National Nature Park \u201cDzharylgatskii\u201d: Dzharylgach island\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/g-FgwMc0WFo?start=2&#038;feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>Gli altri rapporti della serie sono disponibili ai seguenti link: 1. <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/ceobs.us16.list-manage.com\/track\/click?u=b513e5247d867bc12bcc8f8f2&amp;id=1fc8c0a458&amp;e=7b48c4633c\" >Nuclear sites<\/a>; 2. <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/ceobs.us16.list-manage.com\/track\/click?u=b513e5247d867bc12bcc8f8f2&amp;id=2d82d824e3&amp;e=7b48c4633c\" >Water<\/a>; 3. <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/ceobs.us16.list-manage.com\/track\/click?u=b513e5247d867bc12bcc8f8f2&amp;id=a4617e12c1&amp;e=7b48c4633c\" >Industry<\/a>; 4. <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/ceobs.us16.list-manage.com\/track\/click?u=b513e5247d867bc12bcc8f8f2&amp;id=bacadc5f61&amp;e=7b48c4633c\" >Fossil fuel facilities<\/a>; 5. <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/ceobs.us16.list-manage.com\/track\/click?u=b513e5247d867bc12bcc8f8f2&amp;id=1bfa599945&amp;e=7b48c4633c\" >The coastal and marine environment<\/a>; 6. <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/ceobs.us16.list-manage.com\/track\/click?u=b513e5247d867bc12bcc8f8f2&amp;id=b3be978a80&amp;e=7b48c4633c\" >The climate crisis<\/a>.<\/p>\n<p>L\u2019Ucraina occupa meno del 6% del territorio europeo, ma a causa della sua importanza per le specie migratorie e la diversit\u00e0 geografica, possiede il 35% della sua biodiversit\u00e0. Ci\u00f2 equivale a pi\u00f9 di 70.000 specie, comprese molte rare, o endemiche. \u00a0La portata e l\u2019intensit\u00e0 del conflitto in Ucraina hanno provocato danni diffusi e localmente gravi ad alcune delle aree pi\u00f9 importanti dal punto di vista ecologico, mentre molte altre rimangono occupate da postazioni militari. Il conflitto sta incidendo sulla biodiversit\u00e0 dell\u2019Ucraina in modo diretto e indiretto: dai bombardamenti aerei alla collocazione di mine terrestri, che creano rischi che dureranno decenni.<\/p>\n<p>L\u2019Ucraina ha 50 zone umide di importanza internazionale e otto riserve della biosfera dell\u2019UNESCO. I ricercatori hanno identificato 142 aree chiave per la biodiversit\u00e0. Ci sono anche aree transfrontaliere di importanza ecologica che attraversano i confini dell\u2019Ucraina, compreso il delta del Danubio, il bacino del Dneister, e i Carpazi. A livello nazionale, circa 2.000 aree protette sono state temporaneamente occupate o sono rimaste occupate alla fine del 2023. Ci\u00f2 riflette la portata geografica del conflitto armato, e in particolare le sue lunghe linee del fronte. Trattandosi di un conflitto ad alta intensit\u00e0, che ha visto l\u2019uso intensivo della forza esplosiva, i danni ai paesaggi e agli habitat sono stati diffusi e localmente intensi. Gli ecosistemi steppici dell\u2019Ucraina nel sud e nell\u2019est hanno sopportato il peso maggiore dei danni, mettendo a rischio le loro specie animali e vegetali.<\/p>\n<h3>La crisi climatica<\/h3>\n<p>Il conflitto armato che ormai dura da due anni ha causato non solo danni locali, ma ha contribuito a un importante aumento della produzione di gas climalteranti, con effetti che vanno ben al di l\u00e0 dei confini nazionali. \u00a0Non esiste ancora una metodologia consolidata per calcolare le emissioni in tempo di guerra, n\u00e9 vi \u00e8 consenso su come dovrebbero essere condivise e comunicate. A livello nazionale, i fattori che influenzano le emissioni dei conflitti includono quelli generati direttamente dall\u2019attivit\u00e0 militare (compresi i combustibili per gli spostamenti terrestri, marini e aeronautici) cui si aggiungono gli incendi urbani e nelle campagne, e gli incendi causati da infrastrutture energetiche danneggiate.<\/p>\n<p>Anche i cambiamenti nella produzione di energia possono influenzare le emissioni, sia attraverso il maggiore utilizzo di generatori domestici, sia attraverso cambiamenti nei tipi di carburante utilizzati. \u00c8 necessario anche considerare le dinamiche di spostamento interno degli abitanti, cos\u00ec come gli effetti negativi della riduzione dell\u2019attivit\u00e0 industriale o economica in alcuni settori. Si prevede che una delle maggiori fonti di emissioni per l\u2019Ucraina saranno le emissioni di carbonio nella fase della ricostruzione.<\/p>\n<h3>Danni globali e locali: inseparabili e difficilmente misurabili<\/h3>\n<p>Istituzioni incaricate di monitorare gli incendi hanno rilevato circa 20.000 incendi nel territorio Ucraino nel 2022, con un\u2019area bruciata totale di circa 750.000 ettari. I terreni agricoli rappresentavano il 55% di quest\u2019area, con il 36% di altra vegetazione naturale; le foreste costituivano il 7,5%. Pi\u00f9 di due terzi di tutti gli incendi e pi\u00f9 dell\u201980% di tutti gli incendi boschivi si sono verificati all\u2019interno della fascia di 60 km lungo la linea del fronte. Si stima che le foreste ucraine in condizioni normali fossero in grado di immagazzinare 50 milioni di tonnellate di CO<sub>2 <\/sub>equivalenti all\u2019anno.<\/p>\n<p>La perdita della capacit\u00e0 di cattura e stoccaggio del carbonio dovuta agli incendi boschivi attribuibili alla guerra \u00e8 di circa 100.000 tonnellate di CO<sub>2<\/sub> equivalenti all\u2019anno. Gli attacchi al gasdotto Nord Stream hanno rilasciato grandi quantit\u00e0 di metano, il cui contributo alla crisi climatica \u00e8 stato maggiore che se fosse stato utilizzato, rilasciando CO<sub>2<\/sub>. I consumi dell\u2019aviazione civile interna si sono ridotti durante la guerra, cos\u00ec come molte attivit\u00e0 produttive, ma si sono allungate le rotte, che hanno utilizzato molti aeroporti dell\u2019area asiatica, con corrispondente aumento \u00a0dei consumi di carburante.\u00a0 Sono aumentate le esercitazioni militari dei paesi limitrofi. La distruzione di impianti di produzione di energie rinnovabili (dighe, impianti eolici e solari) ha ridotto le capacit\u00e0 del paese di proseguire nei progetti di conversione energetica.<\/p>\n<h3>Una sola conclusione<\/h3>\n<p>Neta Crawford, attualmente professoressa di relazioni internazionali a Oxford, ha progettato e realizzato, con altri colleghi, un progetto di ricerca pluriennale dal titolo <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/watson.brown.edu\/costsofwar\/about\" >The costs of war<\/a>.<\/p>\n<p>Creato nel 2010 e ospitato presso il Watson Institute for International and Public Affairs della Brown University (USA), il progetto Costs of War si basa sul lavoro di oltre 60 studiosi, esperti, difensori dei diritti umani e medici di tutto il mondo. La finalit\u00e0 della ricerca era aumentare la consapevolezza delle istituzioni e del pubblico, e promuovere la discussione fornendo il resoconto pi\u00f9 completo possibile dei costi umani, economici, politici e ambientali del militarismo statunitense, ponendo le basi per politiche estere e interne degli Stati Uniti meglio informate. Alcuni degli obiettivi dichiarati dallo staff erano:<\/p>\n<ul>\n<li>Tener conto dei costi delle guerre in vite umane e delle conseguenze sulla salute pubblica e sul benessere immediato e a lungo termine, sia negli Stati Uniti che nelle zone di guerra<\/li>\n<li>Descrivere la portata dell\u2019impronta militare globale degli Stati Uniti e il suo impatto politico e sociale negli Stati Uniti e nel mondo<\/li>\n<li>Esaminare l\u2019impatto ambientale ed ecologico della presenza militare globale degli Stati Uniti, comprese le emissioni militari di carbonio<\/li>\n<li>Valutare strategie alternative a quelle attuali, in grado di fornire sicurezza umana significativa, giusta e inclusiva.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Neta Crawford ha pubblicato nel 2022 un libro, dal titolo <em>The Pentagon, Climate Change and War: Charting the Rise and Fall of Military Emissions<\/em> (MIT Press), in cui riassume i risultati della lunga e approfondita ricerca svolta con il progetto \u2018<em>Cost of war\u2019<\/em>, e dimostra, dati alla mano,\u00a0 che il Pentagono \u00e8 il pi\u00f9 grande produttore istituzionale di emissioni al mondo.\u00a0 Sostiene inoltre che \u2013 se si vuole passare dai combustibili fossili alle rinnovabili \u2013 \u00e8 necessario un approccio diverso alla sicurezza nazionale.<\/p>\n<p>In un post pubblicato ad aprile 2023 la Crawford afferma: \u201c<em>In risposta all\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina nel febbraio 2022, gli Stati Uniti hanno aumentato la spesa militare, la NATO si \u00e8 espansa e l\u2019Occidente ha intrapreso un rafforzamento militare. Sebbene l\u2019invasione della Russia sia stata provocatoria e ingiustificata, molti di questi passi non sono necessari e alcuni sono addirittura imprudenti.\u201d<\/em><\/p>\n<p>Al di l\u00e0 delle responsabilit\u00e0 dei singoli stati e coalizioni, <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.technologyreview.com\/2024\/01\/04\/1084001\/calculating-the-costs-of-war\/\" >cosa si pu\u00f2 fare per prevenire la guerra?<\/a> Questa \u00e8 la domanda che ha spinto Neta Crawford e i suoi colleghi a intraprendere questa impegnativa e approfondita ricerca. La risposta, secondo lei, sta nell\u2019impegno che le persone \u2013 in ogni parte del pianeta \u2013 devono dedicare <strong>per respingere il conflitto armato come un modo accettabile per risolvere le controversie.<\/strong><\/p>\n<p><em>_______________________________________________<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/elena_camino_95-180x167-e1588393371480.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-66008\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/elena_camino_95-180x167-e1588393371480.jpg\" alt=\"\" width=\"100\" height=\"93\" \/><\/a> <em>Elena Camino <\/em><em>\u00e8 membro della rete <\/em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/\" ><em>TRANSCEND per la Pace, Sviluppo e Ambiente<\/em><\/a><em> e <\/em><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.assefatorino.org\/\" ><em>Gruppo ASSEFA Torino<\/em><\/a><em>.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2024\/01\/29\/conflitti-armati-e-catastrofe-climatica\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>29 Gennaio 2024 &#8211; Due pubblicazioni recenti documentano \u2013 o almeno cercano, in parte, di farlo \u00a0\u2013 i danni ambientali provocati da due conflitti armati che in questo periodo richiamano pi\u00f9 di altri l\u2019attenzione pubblica.<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":66008,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46],"tags":[1264,88,427,278,961],"class_list":["post-253844","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-original-languages","tag-carbon-footprint","tag-israel","tag-palestine","tag-russia","tag-ukraine"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/253844","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=253844"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/253844\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":253848,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/253844\/revisions\/253848"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media\/66008"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=253844"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=253844"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=253844"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}