{"id":254321,"date":"2024-02-12T12:00:14","date_gmt":"2024-02-12T12:00:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=254321"},"modified":"2024-02-10T07:25:05","modified_gmt":"2024-02-10T07:25:05","slug":"italiano-donne-scienza-e-visioni-del-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2024\/02\/italiano-donne-scienza-e-visioni-del-mondo\/","title":{"rendered":"(Italiano) Donne, scienza e visioni del mondo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/jane-goodall-elena-camino-.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-254322\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/jane-goodall-elena-camino--1024x496.jpg\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"266\" srcset=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/jane-goodall-elena-camino--1024x496.jpg 1024w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/jane-goodall-elena-camino--300x145.jpg 300w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/jane-goodall-elena-camino--768x372.jpg 768w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/jane-goodall-elena-camino-.jpg 1030w\" sizes=\"auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Un libro stimolante<\/strong><\/p>\n<blockquote><p><span class=\"post-meta-infos\">9 Febbraio 2024<\/span><span class=\"post-meta-infos\"> &#8211;<\/span> <strong>\u201c<\/strong><em>Le affermazioni scientifiche descrivono il mondo. E nel mondo l\u00e0 fuori ci sono i fatti, fenomeni che esistono indipendentemente da noi che decidiamo di studiarli. Lo scopo della scienza \u00e8 di conoscere queste cose in s\u00e9, cercando di rendersi indipendenti da chi le studia e garantire cos\u00ec l\u2019obiettivit\u00e0 dell\u2019impresa scientifica\u201d. [pag. 120]<\/em><\/p>\n<p><em>Le domande che le scienziate e gli scienziati trovano interessanti e quelle che decidono di trascurare, il modo in cui queste domande sono formulate ma anche le osservazioni, i metodi e gli strumenti utilizzati, cos\u00ec come i dati che vengono assunti come rilevanti e il contesto nel quale si sceglie di raccoglierli: tutti questi aspetti della pratica scientifica possono davvero essere isolati dall\u2019ambiente in cui l\u2019indagine e la ricerca su muovono?\u201d [pag. 121]<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-46081 alignleft\" src=\"https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/cop-Oltre-Marie.-Prospettive-di-genere-nella-scienza.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 359px) 100vw, 359px\" srcset=\"https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/cop-Oltre-Marie.-Prospettive-di-genere-nella-scienza.jpg 650w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/cop-Oltre-Marie.-Prospettive-di-genere-nella-scienza-195x300.jpg 195w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/cop-Oltre-Marie.-Prospettive-di-genere-nella-scienza-458x705.jpg 458w\" alt=\"\" width=\"359\" height=\"552\" \/>Le due citazioni sono tratte dal libro <strong><em>Oltre Marie. Prospettive di genere nella scienza<\/em>,<\/strong> scritto da Nastassja Cipriani e Edwige Pezzulli (Ed. <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.lafeltrinelli.it\/libri\/editori\/le-plurali\" >le plurali<\/a>, 2023).<\/p>\n<p>Ringrazio Malvina, libraia attenta e intraprendente, per avermi segnalato questo libro, che con un linguaggio rigoroso ma scorrevole propone alla riflessione di lettrici e lettori due temi strettamente interconnessi: lo sguardo femminile e la conoscenza scientifica.\u00a0 In realt\u00e0 sono due temi di rilevanza cruciale in questo tempo malato: anche se la componente femminile dell\u2019umanit\u00e0 \u00e8 del 49,7 %, la visione dominante nel mondo \u00e8 ancora maschile\/patriarcale, bellicosa, e il \u2018potere\u2019 si esprime prevalentemente con la violenza delle parole e delle armi nelle ricorrenti guerre tra \u2018nemici\u2019.<\/p>\n<p>\u201c<em>dobbiamo riflettere su cosa il potere \u00e8, a cosa serve, e come viene misurato, [\u2026] se le donne non sono percepite pienamente all\u2019interno delle strutture di potere, non sar\u00e0 forse il concetto di potere che dobbiamo ridefinire piuttosto che le donne?\u201d <\/em>[Mary Beard, Women in power, 2017].<\/p>\n<h3>Le autrici<\/h3>\n<p>Natassja Cipriani ed Edvige Pezzulli sono due \u2018assegniste di ricerca\u2019 presso istituzioni universitarie \u2013 una matematica e l\u2019altra astrofisica \u2013 che alcuni mesi fa (settembre 2023) hanno pubblicato un libro dal titolo \u201cOltre Marie\u201d. Il significato del titolo non \u00e8 immediatamente comprensibile: incuriosisce, e stimola a saperne di pi\u00f9 sul contenuto. Il sottotitolo (Prospettive di genere nella scienza) aiuta a focalizzare il tema: \u2018Marie\u2019 \u00e8 il nome di una delle scienziate pi\u00f9 famose della seconda met\u00e0 dell\u2019800: si tratta di Maria Curie, celebrata per le sue straordinarie ricerche, che la portarono a scoprire il mondo della radioattivit\u00e0, quel mondo che diede origine agli studi e alle applicazioni di una nuova forma di energia, l\u2019energia nucleare.<\/p>\n<p>Maria Curie viene ricordata oggi non solo per il suo lavoro scientifico, ma anche per essere stata insignita due volte del Premio Nobel: per la fisica nel 1903, per la Chimica nel 1911. Fu anche la prima donna ad ottenere una cattedra alla Sorbona, aprendo cos\u00ec simbolicamente la strada al progressivo, faticoso, ma alla fine vittorioso accesso delle donne nel mondo \u2013 fino ad allora rigorosamente chiuso \u2013 della produzione di conoscenza scientifica.\u00a0 Natassja ed Edvige, con il loro titolo un po\u2019 ambiguo, introducono una molteplicit\u00e0 di temi nel loro saggio, e accompagnano lettori e lettrici a riflettere sulle interconnessioni tra le condizioni socio-culturali femminili nel periodo in cui si \u00e8 sviluppata la scienza del \u2018900, e il pensiero via via elaborato dalle donne nel mondo STEAM (l\u2019acronimo con il quale si indicano scienziate (S), tecnologhe (T), ingegnere (E, dall\u2019inglese), artiste (A) e matematiche (M)).<\/p>\n<p>Le due autrici hanno dato vita, insieme ad altre giovani studiose, <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/westeamitalia.com\/\" >ad una rete<\/a> in cui si intrecciano e si confrontano discipline diverse creando dialogo e sostegno reciproco, generando uno spazio per la riflessione ma anche per l\u2019azione. \u00a0Riflessione e azione che sono ormai elementi inseparabili e parte integrante della produzione di nuovi modi scientifici di descrivere e interpretare il mondo.<\/p>\n<h3>Una presentazione non convenzionale<\/h3>\n<p>Nella rete STEAM non c\u2019\u00e8 un centro ma tante periferie che interagiscono tra loro: le partecipanti sono convinte che la produzione del sapere scientifico debba essere un processo collettivo, inclusivo e sostenibile, e che la conoscenza scientifica rappresenti un bene comune da redistribuire. Questa convinzione \u00e8 alla base del modo di organizzare il libro (scritto a 4 mani), che utilizza un linguaggio scorrevole, curando gli aspetti grafici (per esempio, non ci sono note nel testo) ed espone i concetti in forma semplice e divulgativa.<\/p>\n<p>La lettura \u00e8 gradevole, ma il testo \u00e8 tutt\u2019altro che banale! Via via che procedevo nelle pagine, ho segnato i nomi di numerose studiose citate nel testo: una successiva ricerca che ho poi svolto per conto mio, per approfondire gli argomenti, mi ha aperto un mondo in parte sconosciuto, e mi ha consentito di immergermi a mia volta nella rete di conoscenze, di riflessioni, di dialoghi che sono attualmente parte viva della costruzione di una nuova scienza. Le donne citate nel libro provengono da percorsi formativi molto diversi: ci sono antropologhe, zoologhe, fisiche, matematiche, biologhe, storiche, filosofe ed epistemologhe.<\/p>\n<p>Tutte per\u00f2 \u2013 presto o tardi nel loro percorso professionale \u2013 hanno incontrato (spesso in modo doloroso e sofferto) il nodo del \u2018genere\u2019: essere donne, svolgere vite di donne, pensare al femminile ha comportato \u2013 soprattutto fino a tutto il secolo scorso \u2013 fatiche, ostacoli, incomprensioni, mortificazioni\u2026. Riuscire a farsi \u2018vedere\u2019, a farsi riconoscere, come persone e come pensatrici, ottenere di potersi esprimere e, talvolta, di farsi ascoltare \u00e8 stata il pi\u00f9 delle volte un\u2019ardua impresa!<\/p>\n<h3>Femminismo e visioni del mondo<\/h3>\n<p>La prima parte del libro riprende soprattutto qualche aspetto della difficile battaglia delle donne scienziate. Il racconto delle consuetudini consolidate di un mondo tutto al maschile; delle ostilit\u00e0, gli stereotipi, i \u2018bias\u2019 (cio\u00e8 le assunzioni implicite, spesso inconsapevoli) che hanno accompagnato il percorso di emancipazione femminile, aiutano soprattutto le giovani ricercatrici delle ultime generazioni a capire e ad apprezzare il lungo percorso di molte donne coraggiose nell\u2019aprire la strada verso la parit\u00e0 di genere nell\u2019impresa scientifica.<\/p>\n<p>La partecipazione femminile allo studio delle discipline scientifiche, praticamente inesistente alla fine dell\u2019800, \u00e8 lentamente aumentata nel corso del \u2018900, e dall\u2019inizio degli anni 2000 viene monitorata dalla Commissione Europea: dal 2003 al 2021 sono stati pubblicati sei Rapporti (<em>She Figures<\/em>) che misurano e confrontano le differenze di genere nell\u2019UE nel settore R&amp;I (Ricerca e innovazione). Attualmente i dati relativi alla presenza di laureate in questo settore \u00e8 di circa il 40%, tuttavia\u2026nelle posizioni pi\u00f9 prestigiose se ne trova solo pi\u00f9 il 20%.<\/p>\n<p>Cos\u2019\u00e8 successo? Le autrici utilizzano a questo proposito un paio di \u00a0metafore. Una \u00e8 quella del \u2018soffitto di cristallo\u2019: mentre i maschi salgono indisturbati lungo la scala della carriera, le donne si trovano a un certo punto di fronte a un ostacolo invisibile e invalicabile: un soffitto, appunto, di cristallo, che impedisce loro di proseguire. L\u2019altra metafora \u00e8 quella del \u2018tubo che perde\u2019: nel gocciolamento (gli ostacoli lungo il cammino) sono le donne ad essere pi\u00f9 penalizzate, e ad abbandonare l\u2019impresa.<\/p>\n<p>La progressiva conquista di una parit\u00e0 di genere nel campo scientifico non \u00e8 solo una rivendicazione sindacale, ma significa che a costruire scienza, e a riflettere sulla natura della conoscenza scientifica, arrivano voci nuove, che per secoli erano state zittite. E\u2019 un soffio di novit\u00e0, e un contributo a una variet\u00e0 di ripensamenti sui modi umani di interpretare il mondo e soprattutto di interagire con ci\u00f2 che \u00e8 \u2018fuori da noi\u2019.<\/p>\n<p>La seconda parte del libro riguarda maggiormente lo straordinario cambiamento di prospettiva (ancor oggi poco conosciuto e molto ostacolato) sulla natura della relazione tra l\u2019umanit\u00e0 e il mondo \u2018esterno\u2019, cio\u00e8 la \u2018natura\u2019. L\u2019idea della separazione tra soggetto e oggetto, e l\u2019illusione della possibilit\u00e0 umana di raccontare il mondo cos\u00ec com\u2019\u00e8, oggettivamente, \u00e8 naufragata definitivamente grazie a un insieme di elementi che \u2013 in ambiti e in tempi diversi \u2013 hanno messo in discussione tale possibilit\u00e0.\u00a0 In questa trasformazione le donne hanno avuto \u2013 e hanno tuttora \u2013 un ruolo importante.<\/p>\n<h3>Uno sguardo situato<\/h3>\n<p>Nel capitolo del libro che porta questo titolo (Uno sguardo situato) le autrici richiamano l\u2019attenzione di lettrici e lettori su un aspetto dell\u2019impresa scientifica che in generale \u00e8 poco conosciuto dal pubblico: per ogni mente \u2018eccezionale\u2019, per ogni ricercatrice o ricercatore \u2018geniale\u2019, vi sono centinaia e migliaia di professionist* meno famos*, ma la cui attivit\u00e0 \u00e8 indispensabile allo sviluppo di nuove conoscenze. L\u2019attivit\u00e0 scientifica \u00e8 infatti un\u2019opera collettiva, nella quale i singoli soggetti, spesso partendo da una formazione specialistica su una singola disciplina (fisica, geologia, biologia, ma anche sociologia, veterinaria ecc.) e attingendo alle conoscenze consolidate del proprio campo di studio intervengono con nuove ipotesi, con collegamenti interdisciplinari e trans-disciplinari, con testimonianze di esperienze sul campo\u2026<\/p>\n<p>Il risultato di questo lavoro non \u00e8, come si pensava fino a pochi decenni fa, il montaggio di un puzzle, nel quale ciascun* inserisce il pezzetto relativo alla propria disciplina, ma assomiglia di pi\u00f9 alla produzione, dinamica e mutevole, di un tessuto \u2013 un sapere scientifico interdisciplinare e dinamico \u2013 che si modifica con disegni sempre nuovi, con rammendi e ricami, con strappi e toppe, smentendo sia la visione del mondo come \u2018oggetto\u2019, sia il ruolo delle\/degli scienziat* come portatori di singoli sguardi obiettivi e giustapposti.<\/p>\n<p>A trasformare radicalmente l\u2019idea di scienza e del sapere scientifico hanno contribuito numerose correnti di pensiero, di cui almeno alcune possiamo ricordare qui: una \u00e8 la rivoluzione della Fisica, con l\u2019introduzione del dualismo onda- particella nella descrizione del mondo subatomico.\u00a0 Un\u2019altra riguarda il riconoscimento della impossibilit\u00e0 di sviluppare un pensiero, una visione che sia totalmente libero da vincoli: ogni sguardo, ogni descrizione o interpretazione o misura del mondo \u00e8 sempre\u00a0 \u2018situato\u2019, dipende cio\u00e8 dal contesto storico e geografico, dal linguaggio (e dalle sue metafore), \u00a0dalla storia e dal genere dei singoli soggetti. In particolare, l\u2019affacciarsi del genere femminile al lavoro scientifico ha permesso di verificare quanto\u00a0 \u00a0possano essere diverse \u2013 talvolta complementari, talaltra contrastanti \u2013 le interpretazioni maschili e femminili di uno stesso processo o evento.<\/p>\n<p>Le autrici riportano alcuni esempi interessanti di questa differenza di sguardi. Uno riguarda l\u2019incontro tra spermatozoi e ovuli, a lungo descritta come una conquista maschile, esito di una competizione vigorosa ed energica nei confronti di un unico ovulo, bersaglio passivo e inerte del processo di fecondazione. In realt\u00e0 questa \u2018gara\u2019 tra baldanzosi soggetti in corsa per raggiungere il bersaglio si \u00e8 rivelata poi una interazione tra soggetti (maschile e femminile) che intrecciano un dialogo assai pi\u00f9 paritario. Altri esempi della diversit\u00e0 di sguardi (e quindi di risultati sperimentali e interpretazioni) in altri ambiti riguardano l\u2019antropologia, la zoologia, persino lo studio delle cellule in vitro.<\/p>\n<p>Molto conosciuto \u00e8 l\u2019esempio dello sguardo \u2018femminile\u2019 di Barbara McClintock, studiosa della genetica del mais. Scostandosi dalla visione dominante della biologia molecolare, che assegnava alla molecola di DNA una completa autonomia e considerava unidirezionale il flusso dell\u2019informazione genetica (dal \u2018centro di comando\u2019 alla periferia), la McClintock \u2018ascoltava\u2019 i suoi preparati, \u201c<em>mettendosi in sintonia con l\u2019organismo<\/em>\u201d: ne osservava cio\u00e8 gli aspetti dinamici e le relazioni impreviste. Fu grazie a questo modo non gerarchico di analizzare il processo biologico che la studiosa propose nuove interpretazioni, per le quali le fu (tardivamente) assegnato nel 1983 il Premio Nobel per la Medicina <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2024\/02\/09\/donne-scienza-e-visioni-del-mondo\/#_edn1\"  name=\"_ednref1\">[i]<\/a>.<\/p>\n<h3>Il contributo del femminismo<\/h3>\n<p>Un aspetto del libro di Nastassja Cipriani e Edwige Pezzulli che mi \u00e8 sembrato particolarmente interessante \u00e8 la carrellata di idee e riflessioni sul tema della conoscenza scientifica espressa da numerose autrici femministe, che in ambiti di ricerca assai disparati \u2013 e spesso senza diretti collegamenti tra loro \u2013 hanno contribuito a trasformare non solo i <strong>contenuti<\/strong> del sapere scientifico ma anche l\u2019<u>idea<\/u> stessa di scienza. Di alcune di loro ho selezionato qualche frase, qualche pensiero citati nel libro: piccoli indizi di una elaborazione femminile.<\/p>\n<p><strong>Marta Gonzales Garcia\u00a0 (<\/strong>filosofa). \u201c<em>Quando ci limitiamo a osservare solamente ci\u00f2 che ci salta agli occhi, spesso finiamo per perderci la parte pi\u00f9 interessante<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><strong>\u00a0Londa Schiebinger <\/strong>(storica della scienza). \u00a0\u00a0<em>\u201cL\u2019integrazione dell\u2019analisi di sesso e genere nella progettazione sperimentale ha consentito progressi in molte discipline, come il miglioramento del trattamento delle malattie cardiache e approfondimenti sull\u2019impatto sociale dei pregiudizi (bias) nascosti negli algoritmi.\u201d<\/em><\/p>\n<p><strong>Emily Martin<\/strong> (antropologa). \u201c<em>Da una prospettiva femminista spiegazioni scientifiche come &lt;lo sperma penetra con forza nell\u2019ovulo&gt; vengono presentate in modo sessista, a svantaggio delle donne\u201d.<\/em><\/p>\n<p><strong>Jane Goodall <\/strong>(primatologa) \u201c<em>not\u00f2 aspetti della vita degli scimpanz\u00e9 che altri prima di lei non avevano visto [\u2026]; \u00a0si rese conto che le femmine non sono semplicemente uno strumento o una risorsa passiva all\u2019interno di una comunit\u00e0 diretta esclusivamente dai maschi\u201d.<\/em><\/p>\n<p><strong>Thelma Rowell<\/strong> (zoologa) \u201c<em>quando inizi\u00f2 a studiare i babbuini, descritti fino a quel momento principalmente attraverso i combattimenti tra maschi, colse una realt\u00e0 molto diversa<\/em>\u201d e document\u00f2 che sono le babbuine a fornire la struttura basilare della comunit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Sandra Harding <\/strong>(filosofa e teorica femminista), propone una modalit\u00e0 per massimizzare il grado di oggettivit\u00e0 della ricerca scientifica \u2013 la <em>standpoint theory<\/em> \u2013 che consiste nello spostare consapevolmente il punto di partenza della produzione del sapere dalla prospettiva della comunit\u00e0 scientifica tradizionale a quella delle categorie sociali marginalizzate, discriminate, periferiche.<\/p>\n<p><strong>Donna Haraway <\/strong>(filosofa): il suo pensiero \u00e8 fondato sulla critica alla cultura occidentale, basata da coppie di categorie come uomo\/donna, naturale\/artificiale, corpo\/mente. Questo dualismo concettuale non \u00e8 simmetrico, ma \u00e8 \u00a0<em>funzionale alla pratica del dominio di un elemento sull\u2019altro: \u00a0sulle donne, sulla gente di colore, sulla natura, sui lavoratori, sugli animali. \u00a0<\/em><\/p>\n<p>E\u2019 stata una donna,<strong> Karen Barad<\/strong> (fisica e filosofa) a rifarsi alla prospettiva della fisica quantistica elaborata da Niels Bohr, secondo il quale le pratiche scientifiche dovrebbero essere intese come interazioni tra parti della natura, per proporre un quadro in cui<em> \u201cl\u2019universo \u00e8 visto come un insieme di fenomeni interdipendenti, dove l\u2019osservazione non \u00e8 mai neutrale e partecipa attivamente alla formazione della realt\u00e0\u201d.\u00a0 <\/em><\/p>\n<h3>La nostalgia per \u201cmetodo scientifico\u201d e \u201cscientificamente provato\u201d<\/h3>\n<p>Il variegato contributo delle scienziate nella riflessione e nella pratica della scienza mette in evidenza la pluralit\u00e0 di sguardi \u2018situati\u2019 che caratterizza il dibattito moderno: questi potrebbero \u2013 secondo i nostalgici della visione tradizionale della scienza \u2013 confluire in un\u2019unica versione finale. Per secoli ha dominato l\u2019idea che \u201c<em>lo scopo della scienza<\/em>\u201d sia quello di \u201c<em>conoscere le cose in s\u00e9<\/em>\u201d cercando di rendersi indipendenti da chi le studia e garantire cos\u00ec l\u2019obiettivit\u00e0 dell\u2019impresa scientifica, grazie alla cosiddetta \u201c<em>view from nowhere<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Raccogliendo prove e costruendo teorie senza formulare giudizi personali n\u00e9 lasciarsi influenzare dai propri valori, esercitando distacco emotivo e controllo delle situazioni sperimentali, il fine \u00e8 quello di conseguire una conoscenza obiettiva, imparziale e impersonale \u2013 quella alla quale la societ\u00e0 si appella per prendere le decisioni collettive. In questa prospettiva, sono molt* a sostenere come valida l\u2019asserzione \u201c<em>La scienza dice il vero al potere<\/em>\u201d (Wildavsky 1979). \u00a0Questa posizione \u00e8 ancora dominante nell\u2019opinione pubblica, nel mondo politico e negli organi decisionali, e continua a suscitare polemiche, controversie e aspettative destinate a fallire.<\/p>\n<p>Cipriani e Pezzulli, a pag. 109 del libro, ci ricordano episodi di confusione e incertezza durante la recente pandemia da COVID. Cos\u00ec si esprimeva uno dei tanti decisori pubblici: \u201c<em>Chiedo alla comunit\u00e0 scientifica, senza polemiche, di darci certezze inconfutabili e non tre o quattro opinioni per ogni tema [\u2026] pretendiamo chiarezza altrimenti non c\u2019\u00e8 scienza\u201d.<\/em><\/p>\n<h3>Una pluralit\u00e0 di legittime prospettive<\/h3>\n<p>Molt* scienziat* <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2023\/02\/10\/gli-scienziati-sono-in-affanno-ai-confini-tra-scienza-politica-e-societa\/\" >sono in affanno<\/a> perch\u00e9 sempre pi\u00f9 spesso alla scienza viene chiesto di fornire risposte chiare e univoche su questioni sanitarie o socio-ambientali, in contesti di per s\u00e9 ad elevata complessit\u00e0 e incertezza, e in cui \u00e8 urgente prendere decisioni o predisporre politiche regolatorie. Il coinvolgimento in processi decisionali su tali temi, che riguardano la vita di molte persone o delicati processi ambientali, pone a chi fa ricerca scientifica una sfida particolarmente difficile, per le implicazioni che tali tematiche hanno in termini di rischio, sicurezza e precauzione.<\/p>\n<p>Da \u00a0qui \u00e8 emersa l\u2019idea che sia necessario prendere atto della pluralit\u00e0 di legittime prospettive in gioco nelle questioni in esame \u2013 sempre pi\u00f9 complesse \u2013 e coinvolgere una cerchia pi\u00f9 ampia di soggetti, anche esterni alla comunit\u00e0 scientifica: infatti in tutte le circostanze in cui i valori degli interventi sul piano sociale sono in discussione, la posta in gioco \u00e8 alta e le decisioni urgenti, l\u2019approccio scientifico tradizionale risulta inadeguato a fornire una conoscenza affidabile e condivisa di supporto alle decisioni politiche.\u00a0 Da questa consapevolezza emerge la proposta dell\u2019approccio della <strong>scienza post-normale (PNS<\/strong>)<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2024\/02\/09\/donne-scienza-e-visioni-del-mondo\/#_edn2\"  name=\"_ednref2\">[ii]<\/a>, che \u00e8 oggetto di un <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.cnr.it\/it\/scienziati-in-affanno#1PNS\" >recente volume<\/a><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2024\/02\/09\/donne-scienza-e-visioni-del-mondo\/#_edn3\"  name=\"_ednref3\">[iii]<\/a>, presentato alcuni mesi fa anche al CSSR.<\/p>\n<p>Il Centro Studi Sereno Regis ha condiviso fin dalla sua prima elaborazione l\u2019idea di scienza \u2018post-normale\u2019 proposta da due studiosi, Jerry Ravetz e Silvio Funtowicz, che negli anni \u201980 del 900 si chiedevano \u201c<em>se, e in quali modi, non sia la scienza a dover essere trasformata, se deve aiutarci nella ricerca della sostenibilit\u00e0 e sopravvivenza\u201d. <\/em>\u00a0Lo sviluppo del pensiero femminile (cui ho accennato nelle pagine precedenti), con lo sguardo volto sia a superare gli squilibri prodotti dal dominio maschile, sia a conquistare spazi di dialogo e di inclusione non solo per le donne, ma per tutte le categorie emarginate e discriminate, si integra efficacemente con l\u2019idea di scienza post-normale.<\/p>\n<p>Non solo: la riflessione di Jerry Ravetz, in particolare, va a toccare nodi cruciali dell\u2019impresa scientifica, che riguardano la responsabilit\u00e0 e l\u2019etica. In un suo contributo, all\u2019interno del volume sopra citato<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2024\/02\/09\/donne-scienza-e-visioni-del-mondo\/#_edn4\"  name=\"_ednref4\">[iv]<\/a> , egli propone una progressiva trasformazione della coscienza tra scienziat*, basata sui principi della nonviolenza e della compassione.<\/p>\n<h3>Verso la scienza relazionale<\/h3>\n<p>La progressiva estensione del concetto di \u2018soggetto\u2019 nella riflessione scientifica si \u00e8 modificata da scoperta individuale e maschile a impresa collettiva di tant* studios*, fino a esplorazione compiuta da gruppi misti \u2013 scienziat* e \u2018stakeholders\u2019 (aventi diritto). Il passaggio successivo \u2013 radicalmente diverso ed epistemologicamente emozionante \u2013 \u00e8 stato quello di superare il dualismo soggetto\/oggetto, e di includere i \u2018non-umani\u2019 \u2013 gli altri viventi \u2013 tra i protagonisti della costruzione della conoscenza. A partire dall\u2019attenzione, finalmente incuriosita e rispettosa, nei confronti dei viventi a noi pi\u00f9 simili, gli altri mammiferi, lo sguardo \u00a0si \u00e8 esteso agli animali invertebrati, ai vegetali, fino ai batteri.<\/p>\n<p>Aprire la mente, l\u2019intelligenza, le emozioni per entrare in comunicazione con altri e altre da noi sta aprendo spazi inaspettati di sorprendenti opportunit\u00e0. Come Jerry Ravetz, con la scienza post-normale, aveva introdotto la prospettiva della nonviolenza, cos\u00ec l\u2019avvio delle ricerche, in fase di tumultuosa crescita, sulle possibilit\u00e0 di comunicazione paritaria con le innumerevoli altre creature con le quali co-abitiamo, \u00a0sta delineando un mondo nuovo, basato sulla cooperazione, sul dia-logo, sull\u2019azione sinergica\u2026<\/p>\n<p>Si moltiplicano le pubblicazioni i cui protagonisti sono soggetti non-umani: ricercatrici e ricercatori umani si sono mess* finalmente in ascolto, e cercano poi di raccontare \u2013 con tutte le imperfezioni della loro limitata e ancora impacciata comprensione \u2013 l\u2019esito dei loro dialoghi con tordi, polpi, tartarughe, orsi\u2026 ma anche con betulle, pini, mimose, muschi, fino ai batteri e ai virus: tutti in grado \u2013 per il fatto stesso di essere vivi \u2013 di avere sviluppato efficaci e sofisticate abilit\u00e0 comunicative<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2024\/02\/09\/donne-scienza-e-visioni-del-mondo\/#_edn5\"  name=\"_ednref5\">[v]<\/a>.<\/p>\n<h3>Pratiche di cura<\/h3>\n<p>E\u2019 ormai noto anche al grande pubblico che tutte le creature viventi sono in grado di tessere una ricca rete di comunicazioni tra loro e con altre specie: si tratta di una competenza indispensabile alla sopravvivenza. Noi stess* siamo creature complesse e composite, ciascuna definibile come \u201cnicchia abitata da altr*\u201d o come \u201cintero composito ed eterogeneo\u201d (<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.researchgate.net\/publication\/283199090_Individuals_as_ecosystems_an_essential_tension\" >Gagliasso,<\/a> 2015), e il nostro stato di salute dipende in ogni istante dal buon funzionamento dei molteplici dialoghi tra gli innumerevoli \u2018soggetti\u2019 che ci compongono. Assai pi\u00f9 inconsueto \u00e8 immaginare uno scenario in cui sia possibile per noi umani accedere ai linguaggi altrui, metterci in ascolto, e imparare da altre creature (ben pi\u00f9 esperte e anziane di noi!) ad assumere modi di essere e di agire meno distruttivi di quelli che abbiamo praticato finora in questa rete di interdipendenze nella casa planetaria comune.<\/p>\n<p>Sono in corso da ormai da anni alcune ricerche che potremmo definire esempi di un nuovo approccio alla\u00a0 conoscenza scientifica: dopo la ricerca oggettiva, quella \u2018situata\u2019, quella post-normale\u2026 quella che propone <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/ojs.unito.it\/index.php\/animot\/article\/view\/7474\" >David Walter Toews<\/a> \u00e8 <strong>relazionale e immaginativa<\/strong>: essa si pone in alternativa alla visione meccanicistica e frammentata dell\u2019approccio riduzionista, utilizzando una variet\u00e0 di metodi per integrare la salute di persone, altri viventi, e interi ecosistemi.<\/p>\n<p>In un luogo che si chiama <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/fabrikmedia.blob.core.windows.net\/t4k\/files\/abitare-il-selvatico-web.pdf\" >Pianpicollo Selvatico<\/a>, nell\u2019Alta Langa \u2013 \u00e8 in corso un esperimento in cui protagonisti e protagoniste stanno imparando a conoscersi e a comunicare, costruendo una nuova interpretazione del mondo attraverso la riflessione condivisa e attraverso l\u2019esperienza personale diretta. \u00a0\u00a0Alice, che partecipa a questa \u00a0sperimentazione, scrive occasionalmente qualche appunto \u00a0per farne memoria. Ne trascrivo alcuni stralci .<\/p>\n<p><em>Insieme a me, sono residenti stanziali a Pianpicollo alcuni animali tradizionalmente di cascina. In questo momento, 4 galline e due galli, due maiali, due asine e tre cavalli. Sono arrivati qui in dono, qualche volta in emergenza, attraverso incontri e storie diverse, spesso difficili\u2026..<\/em><\/p>\n<p><em>A Pianpicollo non hanno pi\u00f9 una vita funzionale, non vengono mangiati e messi al lavoro. Sono liberi di muoversi nella vallata durante il giorno e rientrano, in orari diversi, nei rifugi di varie forme e misure che li ospitano per la notte. <\/em><\/p>\n<p><em>Conduco con loro una sorta di esperimento, di reciproca cura e trasformazione. <\/em><\/p>\n<p><em>Tendo a osservarli, a stare con loro senza uno scopo particolare, al di l\u00e0 delle mansioni di pulizia quotidiana. Sento la loro presenza <strong>come vita<\/strong> in una forma, in qualche modo accessibile, eppure altra da me. La sera prendo nota di alcuni dei pensieri e degli eventi del giorno.<\/em><\/p>\n<div id=\"attachment_46085\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-46085\" src=\"https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/pianpicollo-02.jpeg\" sizes=\"auto, (max-width: 1512px) 100vw, 1512px\" srcset=\"https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/pianpicollo-02.jpeg 1512w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/pianpicollo-02-300x225.jpeg 300w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/pianpicollo-02-1030x773.jpeg 1030w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/pianpicollo-02-768x576.jpeg 768w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/pianpicollo-02-1500x1125.jpeg 1500w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/pianpicollo-02-705x529.jpeg 705w\" alt=\"\" width=\"1512\" height=\"1134\" aria-describedby=\"caption-attachment-46085\" \/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-46085\" class=\"wp-caption-text\">Foto: pianpicollo.org<\/p>\n<\/div>\n<p><em>[\u2026] <\/em>13 marzo 2021 (Baldo e Poldo sono due maiali).<em> Attraversano la legnaia coperta e si avvicinano al confine con la strada. Baldo si ferma e annusa la situazione. Sente l\u2019odore del ghiaccio, vedo che lo sta mappando per capire se e dove pu\u00f2 passare. Lo osserva col naso. Ho letto che i maiali hanno il senso dell\u2019olfatto 20 volte pi\u00f9 sviluppato di quello dei cani. Annusano gli imprevisti, gli eventi, il passare del tempo. Torna indietro. Poldo lo osserva. Nella legnaia trova della paglia, la mette in bocca. Penso che se la mangi e invece no. Torna al confine e la sparge sul ghiaccio, dove \u00e8 pi\u00f9 sottile. E ci cammina sopra.<\/em><\/p>\n<p>Trasformare la propria relazione con l\u2019ambiente e con gli altri viventi sostituendo alle usuali dinamiche di controllo un atteggiamento creativo e dialogico \u2013 sostiene <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.nctmelarte.it\/en\/alice-benessia-andrea-caretto-e-raffaella-spagna-webinar\/\" >Alice <\/a>\u00a0\u2013 non solo \u00e8 un modo per opporsi ai processi distruttivi che stanno minando il mondo, ma innesca un processo di trasformazione reciproca che favorisce il proprio benessere, oltre all\u2019altrui.<\/p>\n<h3>La trasformazione della scienza e la nonviolenza<\/h3>\n<p>La lettura del libro citato all\u2019inizio \u2013 sulle prospettive di genere nella scienza \u2013 mi ha appassionata e mi ha stimolata ad approfondire i temi e a cercare collegamenti, fino a trovare un filo conduttore comune e qualche suggerimento per questi tempi difficili.\u00a0 La scienza tradizionale, maschilista e oggettivante, orientata a esercitare il potere per dominare e sopraffare, dovrebbe\/potrebbe lasciare spazio a nuovi modi di conoscere il mondo. La condivisione dell\u2019impresa scientifica con le donne, e con le componenti minoritarie e sfruttate della societ\u00e0, ha effetti equilibratori sul piano dell\u2019equit\u00e0. L\u2019inclusione degli\/delle stakeholder nell\u2019affrontare questioni controverse, in cui vengono espressi interessi e valori in conflitto, favorisce l\u2019esercizio della democrazia.<\/p>\n<p>Porsi in ascolto delle altre creature con le quali condividiamo la biosfera \u00e8 un atteggiamento nonviolento che promuove relazioni di cooperazione e di cura. Infine, per intrecciare in modo armonioso le nostre vite nell\u2019estrema complessit\u00e0 delle interdipendenze spazio-temporali la creativit\u00e0 e l\u2019immaginazione sono componenti indispensabili per contrastare la deriva violenta di questo triste periodo storico.<\/p>\n<p>Nella produzione di conoscenza scientifica, nell\u2019insegnamento a scuola e all\u2019universit\u00e0, nelle applicazioni tecnologiche si aprono affascinanti opportunit\u00e0 di resistenza nonviolenta e di costruzione della pace.<\/p>\n<h3>Note:<\/h3>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2024\/02\/09\/donne-scienza-e-visioni-del-mondo\/#_ednref1\"  name=\"_edn1\">[i]<\/a> Citata da Elisabetta Donini<strong>.<\/strong> Prospettive di critica femminista della scienza e di ecologia radicale<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2024\/02\/09\/donne-scienza-e-visioni-del-mondo\/#_ednref2\"  name=\"_edn2\">[ii]<\/a> Funtowicz S. &amp; Ravetz J. Uncertainty, complexity and post-normal science, Environmental Toxicology and Chemistry, Vol. 13, No. 12, pp. 1881-1885, 1994.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2024\/02\/09\/donne-scienza-e-visioni-del-mondo\/#_ednref3\"  name=\"_edn3\">[iii]<\/a> Alba L\u2019Astorina, Cristina Mangia e Alessandra Pugnetti (a cura di) Scienza, politica e societ\u00e0: l\u2019approccio post-normale in teoria e nelle pratiche. Collana SCIENZIATI IN AFFANNO? \u2013 I, 2022, CNR.<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2024\/02\/09\/donne-scienza-e-visioni-del-mondo\/#_ednref4\"  name=\"_edn4\">[iv]<\/a> Scienza post-normale: il nostro futuro. La scienza post-normale tra intuizioni originarie e prospettive future. In \u201cAlba L\u2019Astorina et al.\u201d<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2024\/02\/09\/donne-scienza-e-visioni-del-mondo\/#_ednref5\"  name=\"_edn5\">[v]<\/a> \u00a0<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.adelphi.it\/catalogo\/collana\/40\" >Animalia<\/a> (una collana dell\u2019Editore Adelphi), e <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/animotmagazine.it\/\" >Animot<\/a>, una rivista semestrale che esplora il tema dell\u2019animalit\u00e0 alla luce degli\u00a0<em>Animal Studies, <\/em>sono due delle numerose opportunit\u00e0 offerte a lettori e lettrici per entrare in relazione con altr* protagonist* della rete della vita.<\/p>\n<p><em>_______________________________________________<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/elena_camino_95-180x167-e1588393371480.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-66008\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/elena_camino_95-180x167-e1588393371480.jpg\" alt=\"\" width=\"100\" height=\"93\" \/><\/a> <em>Elena Camino <\/em><em>\u00e8 membro della rete <\/em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/\" ><em>TRANSCEND per la Pace, Sviluppo e Ambiente<\/em><\/a><em> e <\/em><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.assefatorino.org\/\" ><em>Gruppo ASSEFA Torino<\/em><\/a><em>.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2024\/02\/09\/donne-scienza-e-visioni-del-mondo\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>9 Febbraio 2024 &#8211; \u201cLe affermazioni scientifiche descrivono il mondo. 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