{"id":256835,"date":"2024-03-11T12:00:03","date_gmt":"2024-03-11T12:00:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=256835"},"modified":"2024-03-09T04:53:19","modified_gmt":"2024-03-09T04:53:19","slug":"italiano-11-marzo-2011-incidente-di-fukushima-chi-se-lo-ricorda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2024\/03\/italiano-11-marzo-2011-incidente-di-fukushima-chi-se-lo-ricorda\/","title":{"rendered":"(Italiano) 11 marzo 2011 \u2013 Incidente di Fukushima. Chi se lo ricorda?"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_256838\" style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Fukushima-Sea-Water-3-CC-BY-SA-2.0-1030x686-1.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-256838\" class=\"wp-image-256838\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Fukushima-Sea-Water-3-CC-BY-SA-2.0-1030x686-1-1024x682.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" srcset=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Fukushima-Sea-Water-3-CC-BY-SA-2.0-1030x686-1-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Fukushima-Sea-Water-3-CC-BY-SA-2.0-1030x686-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Fukushima-Sea-Water-3-CC-BY-SA-2.0-1030x686-1-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Fukushima-Sea-Water-3-CC-BY-SA-2.0-1030x686-1.jpg 1030w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-256838\" class=\"wp-caption-text\">3-CC-BY-SA-2.0 &#8211; Elena Camino<\/p><\/div>\n<h3>\u2018Incidenti\u2019 da dimenticare<\/h3>\n<p><span class=\"post-meta-infos\"><time class=\"date-container minor-meta updated\" datetime=\"2024-03-06T18:13:03+01:00\">6 Marzo 2024<\/time><\/span> &#8211; Tra pochi giorni ricorrer\u00e0 l\u2019anniversario dell\u2019incidente di Fukushima. Sono gi\u00e0 passati 13 anni, e probabilmente non ci saranno grandi manifestazioni di ricordo\u2026 la tecnologia ha fatto grandi passi avanti, e la possibilit\u00e0 di sfruttare in piena sicurezza le potenzialit\u00e0 dell\u2019energia nucleare \u00e8 ormai alle porte. Questo \u2013 almeno \u2013 \u00e8 il messaggio trasmesso dal recente film di Oliver Stone, <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.ansa.it\/sito\/notizie\/cultura\/2023\/12\/01\/oliver-stone-con-il-nucleare-salviamo-il-pianeta_bd1eb9f5-bf81-49f1-8017-d87a6ee00047.html\" >Nuclear Now<\/a>:<\/p>\n<blockquote><p>\u201c<em>Ho imparato che l\u2019energia nucleare non \u00e8 un nemico dell\u2019uomo, ma un alleato, e dovrebbe essere usata senza riserve<\/em>\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>Nei grandi consessi internazionali <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.open.online\/2024\/01\/07\/ritorno-nucleare-europa-italia-2024-pro-contro\/\" >si esprime fiducia<\/a>:<\/p>\n<blockquote><p>\u201c<em>Lo scorso dicembre, il nucleare \u00e8 stato <\/em><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.open.online\/2023\/12\/14\/accordo-dubai-cop28-cosa-dice-nucleare-gas\/\" ><em>menzionato<\/em><\/a><em> per la prima volta in modo esplicito nel documento finale della Cop28 di Dubai, e un gruppo di 20 paesi ha firmato un <\/em><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.open.online\/2023\/12\/02\/cop28-appello-nucleare-usa-francia-arabia-saudita\/\" ><em>patto<\/em><\/a><em> per \u00abtriplicare le capacit\u00e0 energetiche nucleari nel mondo entro il 2050\u201d. Poche settimane pi\u00f9 tardi, l\u2019Unione Europea ha inserito l\u2019energia atomica tra le tecnologie considerate \u00ab<\/em><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.euractiv.com\/section\/energy-environment\/news\/eu-countries-reinstate-nuclear-among-strategic-net-zero-technologies\/?cx_testId=4&amp;cx_testVariant=cx_1&amp;cx_artPos=1&amp;cx_experienceId=EXLQ9EV18G4H#cxrecs_s\" ><em>strategiche<\/em><\/a><em>\u00bb per raggiungere l\u2019obiettivo delle zero emissioni nette entro il 2050. Non solo: la Commissione ha annunciato che proprio nei primi mesi del 2024 nascer\u00e0 \u00abun\u2019alleanza industriale per i piccoli reattori modulari\u00bb.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<div id=\"attachment_46754\" class=\"wp-caption aligncenter\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-46754 size-full\" src=\"https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/1623px-Third_IAEA_Mission_Team_02110061.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 1623px) 100vw, 1623px\" srcset=\"https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/1623px-Third_IAEA_Mission_Team_02110061.jpg 1623w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/1623px-Third_IAEA_Mission_Team_02110061-300x200.jpg 300w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/1623px-Third_IAEA_Mission_Team_02110061-1030x685.jpg 1030w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/1623px-Third_IAEA_Mission_Team_02110061-768x511.jpg 768w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/1623px-Third_IAEA_Mission_Team_02110061-1536x1022.jpg 1536w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/1623px-Third_IAEA_Mission_Team_02110061-1500x998.jpg 1500w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/1623px-Third_IAEA_Mission_Team_02110061-705x469.jpg 705w\" alt=\"Incidente di Fukushima\" width=\"1623\" height=\"1080\" aria-describedby=\"caption-attachment-46754\" \/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-46754\" class=\"wp-caption-text\">Foto di IAEA Imagebank, <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by\/2.0\" title=\"Creative Commons Attribution 2.0\" >CC BY 2.0<\/a>, <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/w\/index.php?curid=104049218\" >Collegamento<\/a><\/p>\n<\/div>\n<hr \/>\n<p>I due grandi incidenti nucleari, Chernobyl 1986 e Fukushima 2011, non compaiono pi\u00f9 nelle cronache: sono diventati storia, e non si nominano nell\u2019odierno dibattito.<\/p>\n<p>Per quel che riguarda Chernobyl, dopo quasi 40 anni l\u2019opinione pubblica \u00e8 stata tranquillizzata, tanto che addirittura \u00e8 possibile organizzare <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.tripadvisor.it\/Attractions-g298058-Activities-c42-Chernobyl_Kiev_Oblast.html\" >viaggi turistici<\/a> di uno o pi\u00f9 giorni, con bus privati e accompagnatori, per visitare la zona contaminata e le citt\u00e0 vicine. Solo il conflitto tra Ucraina e Russia ha costretto gli operatori turistici a limitare questi viaggi. All\u2019inizio della guerra qualche giornale ha riferito che alcuni soldati russi erano entrati nel territorio intorno alla centrale nucleare, sollevando polveri radioattive e rischiando la loro stessa salute. Poi i russi se ne sono andati, e la notizia \u00e8 stata rapidamente dimenticata.<\/p>\n<p>Quello di Chernobyl, dunque, viene considerato un incidente ormai chiuso. Lo stesso sta avvenendo per Fukushima: dopo il grande sforzo messo in atto dal Giappone per decontaminare le aree colpite dalle radiazioni, nel 2021 \u00e8 stato possibile svolgere le Olimpiadi, con un anno di ritardo per il COVID. Ed \u00e8 stato ormai ritirato il divieto di abitare in varie municipalit\u00e0 nei pressi della centrale nucleare. Per ora solo una parte della popolazione \u00e8 rientrata, perch\u00e9 mancano i servizi di base e non \u00e8 pi\u00f9 possibile coltivare i campi, che ormai sono tappezzati di impianti fotovoltaici.\u00a0 Il governo \u00e8 impegnato a ridare fiducia alla gente, e punta a riprendere il programma di sviluppo basato sull\u2019energia nucleare. Dopo anni di blocco, le centrali nucleari del Giappone stanno gradualmente riprendendo l\u2019attivit\u00e0, avendo apportato le modifiche rese necessarie per garantire una maggiore sicurezza.<\/p>\n<h3>Non \u2018eventi\u2019, ma \u2018processi\u2019 in atto<\/h3>\n<p>Nei 35 anni dopo la nascita pubblica dell\u2019era nucleare, annunciata dalla devastazione delle citt\u00e0 di Hiroshima e Nagasaki nel 1945, gli Stati Uniti, l\u2019Unione Sovietica, la Gran Bretagna, la Francia e la Cina hanno condotto oltre 2.000 test nucleari, 543 dei quali in atmosfera. Pi\u00f9 recentemente, incidenti ai reattori nucleari, compresi quelli di Chernobyl nel 1986 e Fukushima nel 2011, hanno contaminato vaste aree per un tempo di durata non prevedibile. Gli scienziati sono ormai consapevoli che anche i siti di produzione di attivit\u00e0 nucleari, come Hanford negli Stati Uniti e Mayak in Russia, sono altamente contaminati e rimarranno pericolosi da migliaia di anni, cos\u00ec come il lungo elenco di siti utilizzati per immagazzinare scorie nucleari in tutto il mondo.<\/p>\n<p>Lo sforzo per minimizzare l\u2019impatto della tecnologia nucleare ha caratterizzato la storia di questa tecnologia fin dall\u2019inizio.\u00a0 Manipolare l\u2019energia nucleare d\u00e0 luogo non solo a \u2018eventi\u2019 (la costruzione di una bomba, o di un impianto per la produzione di energia, o un incidente) ma avvia \u2018processi\u2019, che si sviluppano poi indipendentemente dal controllo e dalla volont\u00e0 umana, e trasformano in modo irreversibile il pianeta, le nostre vite, gli ecosistemi, su scale temporali che vanno dall\u2019immediato all\u2019inimmaginabile.<\/p>\n<h3>Vivere in un mondo nucleare<\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-46751 alignleft\" src=\"https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/cop-Living-in-a-Nuclear-World.-From-Fukushima-to-Hiroshima.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 265px) 100vw, 265px\" srcset=\"https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/cop-Living-in-a-Nuclear-World.-From-Fukushima-to-Hiroshima.jpg 265w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/cop-Living-in-a-Nuclear-World.-From-Fukushima-to-Hiroshima-199x300.jpg 199w\" alt=\"\" width=\"265\" height=\"400\" \/>Nel 2022 \u00e8 stato pubblicato un libro in cui diversi autori e autrici esplorano il tema del nucleare da numerosi punti di vista, favorendo l\u2019acquisizione di una nuova e ampia consapevolezza delle conseguenze che sono derivate da questa nuova capacit\u00e0 umana, di penetrare all\u2019interno della struttura degli atomi e di manipolarne le qualit\u00e0. Il libro ha per titolo <strong><em>Living in a Nuclear World. From Fukushima to Hiroshima. <\/em><\/strong><em>\u00c8 edito da\u00a0 <\/em><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.routledge.com\/search?author=Bernadette%20Bensaude-Vincent\" ><em>Bernadette Bensaude-Vincent<\/em><\/a><em>, <\/em><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.routledge.com\/search?author=Soraya%20Boudia\" ><em>Soraya Boudia<\/em><\/a><em>, <\/em><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.routledge.com\/search?author=Kyoko%20Sato\" ><em>Kyoko Sato<\/em><\/a> per la Casa Editrice<em> Routledge nel 2022. <\/em>\u00c8\u00a0possibile scaricare gratuitamente i singoli capitoli dal sito: <em>\u00a0<\/em><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.routledge.com\/Living-in-a-Nuclear-World-From-Fukushima-to-Hiroshima\/Bensaude-Vincent-Boudia-Sato\/p\/book\/9781032130668\" ><em>https:\/\/www.routledge.com\/Living-in-a-Nuclear-World-From-Fukushima-to-Hiroshima\/Bensaude-Vincent-Boudia-Sato\/p\/book\/9781032130668<\/em><\/a><\/p>\n<p>La vastit\u00e0 di aspetti che autori e autrici esplorano, le informazioni che forniscono, le implicazioni che mettono in evidenza per tutti\/e noi, per la vita di tutti i giorni, per le dinamiche sociali e politiche che emergono ne fanno un testo di interessantissima lettura, ma difficile da riassumere. In attesa che qualche editore italiano meritoriamente ne curi la traduzione, mi limiter\u00f2 a tradurne alcuni brani, sperando di invogliare molte persone ad approfondire la lettura.<\/p>\n<p><strong>Introduction: shaping the nuclear order <\/strong><em>Bernadette Bensaude-Vincent, Soraya Boudia,<\/em> <em>and Kyoko Sato.<\/em><\/p>\n<p><em>La tecnologia nucleare \u00e8 una tecnologia mondiale per eccellenza. Dopo i bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki nel 1945, questo ramo dell\u2019innovazione scientifica ha cambiato profondamente la storia, la geopolitica, il mondo naturale e la vita umana quotidiana. Il settore nucleare emergente \u00e8 stato salutato come uno strumento di sicurezza nazionale, un focolaio di innovazione tecnologica e garante di energia abbondante. Ha anche minacciato la salute umana, avvelenato risorse idriche e alimentari e ha degradato il nostro ambiente. La contaminazione radioattiva da test atomici atmosferici \u00e8 stata la prima questione ambientale riconosciuta su scala planetaria, fin dagli anni \u201950. Nell\u2019attuale dibattito sull\u2019Antropocene, le tracce radioattive vengono addirittura considerate come indicatori per eccellenza dell\u2019impatto dell\u2019umanit\u00e0 sulla Terra. <\/em><\/p>\n<p>Kate Brown<strong>. \u00a0The dystopic Pieta: Chernobyl survivors and neoliberalism\u2019s lasting judgments <\/strong><em>(Piet\u00e0 distopica. <\/em><em>I sopravvissuti di Chernobyl e le sentenze finali del neoliberalismo).<br \/>\n<\/em>(L\u2019autrice \u00e8 professoressa di Scienza, Tecnologia e Societ\u00e0 al Massachusetts Institute of Technology. \u00c8 autrice di Manual for Survival: A Chernobyl Guide to the Future, Dispatches from Dystopia, Plutopia e A Biography of No Place.)<\/p>\n<p>Kate Brown, nel ricostruire gli eventi che seguirono al disastro di Chernobyl, osserva che nei primi mesi i media riferirono che le iniziative messe in atto dai medici e tecnici sovietici furono assolutamente inadeguate. La superiorit\u00e0 tecnologica e culturale dell\u2019occidente, di fronte al degrado e all\u2019umiliazione delle popolazioni locali, sollecitava i paesi ricchi a donare fondi ai bambini colpiti, bisognosi e indifesi. Con i leader sovietici riluttanti a condividere informazioni sull\u2019incidente, gli scienziati americani utilizzarono il proprio sistema di monitoraggio per fornire una valutazione iniziale secondo cui Chernobyl aveva emesso pi\u00f9 radioattivit\u00e0 di centinaia di test atmosferici. Un paio di consulenti delle Nazioni Unite previde che 24mila persone sarebbero morte di cancro in seguito all\u2019esposizione alle emissioni della centrale.<\/p>\n<p>L\u2019autrice racconta che ben presto il messaggio che arrivava da Chernobyl cambi\u00f2 radicalmente. Non era vero che c\u2019erano stati migliaia di morti, e che tanti bambini erano colpiti da malattie destinate a peggiorare. Rendendosi conto che queste informazioni stavano generando inquietudine nel pubblico occidentale, che cominciava a porsi domande sul grado di sicurezza nucleare dell\u2019occidente, la narrazione dell\u2019incidente fu rapidamente riformulata.<\/p>\n<p><em>Poche settimane dopo l\u2019incidente, il direttore dell\u2019AIEA (Agenzia internazionale per l\u2019energia atomica) Hans Blix rifer\u00ec al suo consiglio di amministrazione che se si fosse verificato un altro incidente, \u201cil grande pubblico non crederebbe pi\u00f9 all\u2019idea che il rischio di un incidente grave sarebbe quasi trascurabile\u201d. Riconoscendo la posta in gioco politica dopo questi terribili avvertimenti, i funzionari occidentali ridimensionarono radicalmente le loro previsioni. Ci sarebbero stati circa 5.100 tumori, afferm\u00f2 il direttore dell\u2019UNSCEAR (United Nations Scientific Committee on the Effects of Atomic Radiation), e poi si corresse: troppo pochi, in realt\u00e0, per essere rilevabili.<\/em><\/p>\n<p>Come mai si arriv\u00f2 cos\u00ec velocemente a un ridimensionamento tanto vistoso delle previsioni di danno?\u00a0 Kate Brown prende in esame sia i dati globali di radiazioni prodotte in conseguenza ai test nucleari eseguiti dalle potenze coinvolte, sia in particolare la situazione degli USA.<\/p>\n<div id=\"attachment_46752\" class=\"wp-caption aligncenter\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-46752\" src=\"https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Exercise_Desert_Rock_I_Buster-Jangle_Dog_002.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 740px) 100vw, 740px\" srcset=\"https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Exercise_Desert_Rock_I_Buster-Jangle_Dog_002.jpg 716w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Exercise_Desert_Rock_I_Buster-Jangle_Dog_002-300x241.jpg 300w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Exercise_Desert_Rock_I_Buster-Jangle_Dog_002-705x566.jpg 705w\" alt=\"\" width=\"740\" height=\"594\" aria-describedby=\"caption-attachment-46752\" \/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-46752\" class=\"wp-caption-text\">Foto Federal Government of the United States, Pubblico dominio, <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/w\/index.php?curid=1353706\" >Collegamento<\/a><\/p>\n<\/div>\n<hr \/>\n<p><em>Solo i sovietici rivaleggiavano con gli americani nel volume di armi prodotte e testate durante la Guerra Fredda; fecero esplodere alcune bombe negli Urali e in Siberia, ma sperimentarono la maggior parte delle bombe nucleari nelle loro periferie polari e kazake. I leader dei militari britannici e francesi scelsero siti remoti nei possedimenti coloniali: Australia, Algeria e il Sud Pacifico, per i loro test. Ma gli americani, oltre a usare il loro banco di prova nel Pacifico, avevano compiuto il passo insolito di creare un sito di test nucleari nel cuore americano del Nevada. E fecero anche esplodere bombe sotterranee, che rilasciavano radioattivit\u00e0 dalle fessure del Mississippi e in Alaska. <\/em><\/p>\n<p>Gli esperimenti nucleari realizzati sul territorio degli Stati Uniti provocarono ripetute emissioni di radiazioni che si diffusero ampiamente su vasti territori del Paese, e i dati raccolti in queste circostanze furono secretati.<\/p>\n<p><em>Chernobyl arriv\u00f2 in un momento particolarmente difficile per l\u2019\u00e9lite politica e tecnocratica che promuoveva gli impianti nucleari come modelli di potere e sicurezza nucleare negli Stati Uniti e in Europa. Erano in corso alcune cause legali che sfidavano il governo americano a dimostrare che la sperimentazione e la produzione di armi nucleari sul suolo americano non aveva causato alcun danno n\u00e9 ai militari n\u00e9 al pubblico.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma se qualcuno avesse potuto dimostrare che Chernobyl, considerata \u201cil pi\u00f9 grande disastro nucleare dell\u2019umanit\u00e0 \u201c, aveva causato solo la morte di una ventina di vigili del fuoco e di operatori degli impianti \u2013 senza altri effetti sanitari pi\u00f9 ampi \u2013 si sarebbe potuto scongiurare il rischio di tante cause legali, scomode indagini e recriminazioni.<\/em><\/p>\n<div id=\"attachment_46753\" class=\"wp-caption aligncenter\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-46753 size-full\" src=\"https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/1280px-Chornobyl_reactor4_geiger.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" srcset=\"https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/1280px-Chornobyl_reactor4_geiger.jpg 1280w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/1280px-Chornobyl_reactor4_geiger-300x169.jpg 300w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/1280px-Chornobyl_reactor4_geiger-1030x579.jpg 1030w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/1280px-Chornobyl_reactor4_geiger-768x432.jpg 768w, https:\/\/serenoregis.org\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/1280px-Chornobyl_reactor4_geiger-705x397.jpg 705w\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"720\" aria-describedby=\"caption-attachment-46753\" \/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-46753\" class=\"wp-caption-text\">Foto di Hienstorfer, <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by-sa\/4.0\" title=\"Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0\" >CC BY-SA 4.0<\/a>, <a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/w\/index.php?curid=116304654\" >Collegamento<\/a><\/p>\n<\/div>\n<hr \/>\n<p>\u00c8 interessante rileggere alcune pubblicazioni che ancora nel 2005 \u2013 2006 comunicavano informazioni in aperta contraddizione tra loro.<\/p>\n<p><em>Elisabeth Rosenthal, <\/em><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2005\/09\/06\/international\/europe\/06chernobyl.html?pagewanted=print\" ><em>Experts find reduced effects of Chernobyl<\/em><\/a><em>, in <\/em><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/The_New_York_Times\" ><em>The New York Times<\/em><\/a><em>, 6 settembre 2005<\/em><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/wayback.archive-it.org\/9650\/20200404124036\/http:\/p3-raw.greenpeace.org\/italy\/Global\/italy\/report\/2006\/9\/Sintesi-Cernobyl-2006.pdf\" ><em>Cernobyl, il costo umano di una catastrofe<\/em><\/a><em> Un rapporto di Greenpeace \u2013 18 aprile 2006<\/em><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.unscear.org\/unscear\/en\/chernobyl.html#Health\" ><em>The Chernobyl accident\u00a0\u2014 health effects<\/em><\/a><em>, unscear.org, <\/em><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Comitato_scientifico_delle_Nazioni_Unite_per_lo_studio_degli_effetti_delle_radiazioni_ionizzanti\" ><em>United Nations Scientific Committee on the Effects of Atomic Radiation<\/em><\/a><em>, 16 luglio 2006.<\/em><\/p>\n<p>Kate Brown torn\u00f2 pi\u00f9 volte a Chernobyl, e pot\u00e8 verificare alcuni degli effetti a lungo termine dell\u2019incidente.<\/p>\n<p><em>Rivedendo dopo decenni persone e animali che erano stati presenti durante l\u2019incidente di Chernobyl si pot\u00e9 constatare che molti cambiamenti erano avvenuti. Per esempio, le persone mostravano un livello di invecchiamento di loro organi interni doppio rispetto alla loro et\u00e0 reale. La loro vita sembrava avesse assunto un ritmo accelerato. Molti pini mostravano disposizioni degli aghi \u2018disordinate\u2019, diverse da quelle solite. Intere pinete erano diventare rosse, e poi gli alberi erano morti. Tuttavia dopo trent\u2019anni i loro tronchi erano ancora l\u00ec, a terra. Insetti e organismi decompositori erano morti tutti, e il legno era ancora l\u00ec, intatto. Il tempo si era fermato, il ciclo di vita ritardato. \u00a0Per questo \u00e8 difficile parlare di \u2018evento nucleare\u2019: in realt\u00e0 \u00e8 un processo che si manifesta su diverse scale spazio-temporali, che vanno al di l\u00e0 della memoria sociale e dell\u2019intenzione umana.<\/em><\/p>\n<p>L\u2019approccio storico dell\u2019autrice permette di esprimere una valutazione degli eventi (e delle loro conseguenze) a lungo termine. Non solo, ma la sua ricerca, condotta non solo sugli archivi ma anche in campo, l\u2019ha portata a ricostruire lo scenario di Cernobyl svelandone una drammatica e insospettata complessit\u00e0. Kate Brown la racconta in una recente conferenza, tenuta in USA il 1 nov 2023: \u00a0<strong>The interminable cycles of Chernobyl\u2019s catastrophe<\/strong>.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Kate Brown: The Interminable Cycles of Chernobyl\u2019s Catastrophes: War, Accident, and War Again\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/kmB9zPEOlnw?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Harry Bernas<\/em> <strong>Unfolding time at Fukushima\u00a0 <\/strong>(L\u2019autore \u00e8 un fisico nato a Vienna nel 1936, specialista nel campo delle nanoscienze e della storia nucleare.)<\/p>\n<p>In questa riflessione sull\u2019origine del disastro nucleare di Fukushima, l\u2019autore dimostra che non si \u00e8 trattato di una \u201ccatastrofe inaspettata\u201d ma del risultato di un lungo processo storico. L\u2019evento era stato ampiamente previsto. Il pericolo, segnalato per anni, \u00e8 stato ignorato o smentito dalle autorit\u00e0 e dagli operatori. Perch\u00e9 si \u00e8 permesso che accadesse? L\u2019attenzione si concentra su ragioni umane, piuttosto che tecniche.<\/p>\n<p><em>L\u2019incidente della centrale nucleare di Fukushima Daiichi fu dapprima etichettato dalle autorit\u00e0 nucleari giapponesi e straniere come imprevedibile, inaspettato risultato di una \u201ccatastrofe naturale\u201d. Lo scopo principale di questo capitolo \u00e8 quello di dimostrare che l\u2019incidente non \u00e8 stato un evento isolato ma il risultato di un processo sociale, economico e politico di lungo termine.<\/em><\/p>\n<p><em>Questa prospettiva storica sul disastro nucleare di Fukushima Daiichi sottolinea una caratteristica specifica dell\u2019\u201cAntropocene\u201d. Rischi tecnologici sono sempre pi\u00f9 prodotti attraverso una evoluzione storica e sociale; e quando il loro impatto raggiunge la scala planetaria, essi sfidano la struttura sociale che li ha prodotti.<\/em><\/p>\n<p>L\u2019autore ricostruisce gli studi e le ricerche svolte da Koji Minoura, professore dell\u2019Istituto di Geologia e Paleontologia presso la Tohoku University di Sendai, a nord di Fukushima. Negli anni \u201990 del 1900 Minoura, colpito dalla lettura di una poesia risalente al X secolo, che citava l\u2019infrangersi di grandi onde contro un tempio situato su una collina a 4 km dalla costa, decise con di indagare con colleghi e studenti la struttura geologica del luogo.<\/p>\n<p><em>Sepolto sotto depositi recenti, trovarono uno strato di sabbia oceanica molto all\u2019interno della costa e lo datarono al IX secolo: questa era la prova fisica dell\u2019evento Jogan. Scavando ulteriormente, trovarono altri due strati di sabbia, anch\u2019essi separati temporalmente tra loro di circa mille anni. Avevano quindi scoperto l\u2019esistenza e la periodicit\u00e0 di un enorme tsunami: gli intervalli di tempo tra gli eventi antichi suggerivano che un altro un grande terremoto e un mega-tsunami erano ormai attesi. Per un decennio, Minoura e i suoi studenti hanno accumulato dati, richiamando l\u2019attenzione dei colleghi sismologi e dei funzionari governativi sui ritrovamenti effettuati e sul pericolo imminente. I colleghi si sono mostrati interessati, ma i funzionari non ne volevano sentir parlare. Minora pubblic\u00f2 allora un articolo nel Journal of Natural Disaster (11 marzo 2002) in cui scrisse:<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cGiganteschi tsunami si sono verificati tre volte negli ultimi 3.000 anni.\u2026 L\u2019intervallo di ricorrenza per uno tsunami su larga scala \u00e8 di 800-1.100 anni. Sono passati pi\u00f9 di 1.100 anni dallo tsunami di Jogan\u2026 La possibilit\u00e0 che un grande tsunami colpisca la pianura di Sendai \u00e8 alta\u2026 Uno tsunami simile a quello di Jogan inonderebbe l\u2019attuale pianura costiera penetrando per circa 2,5-3 km nell\u2019entroterra.\u201d<\/em><\/p>\n<p>L\u2019autore procede nel racconto:<\/p>\n<p><em>La storia gioc\u00f2 due scherzi crudeli al Giappone a met\u00e0 del XX secolo, quando le autorit\u00e0, che avevano bisogno di energia per ricostruire un paese privo di combustibili fossili, \u201cscelsero\u201d il nucleare. Quando vennero costruite le prime centrali nucleari, all\u2019inizio degli anni \u201960, la tettonica a placche non era ancora una teoria riconosciuta. La sismologia era agli inizi, ignorata dai decisori e dalla maggior parte degli ingegneri; le linee di faglia geologiche erano state appena esplorate. Le valutazioni del rischio sismico si basavano su dati storici equivoci. I siti delle centrali nucleari sono stati scelti per la vicinanza a grandi siti industriali e la disponibilit\u00e0 di acqua di raffreddamento. Il secondo gioco del destino peggior\u00f2 il primo: tra gli anni Quaranta e Novanta si \u00e8 verificata una pausa di pi\u00f9 di 50 anni nell\u2019attivit\u00e0 tettonica, appena un respiro nella storia della Terra, ma un\u2019eternit\u00e0 per politici e manager industriali.<\/em><\/p>\n<p>Quando, nel 1995, l\u2019attivit\u00e0 sismica riprese con il terremoto di Kobe, era tardi. Cinquantaquattro reattori nucleari, che fornivano il 30% dell\u2019elettricit\u00e0 del Giappone punteggiavano ormai \u2013 non sufficientemente protetti \u2013 le coste del mondo pi\u00f9 colpite da faglie. Eppure fin dal 1971, quando entr\u00f2 in funzione l\u2019Unit\u00e0 1 del reattore di Fukushima, e l\u2019Unit\u00e0 2 ottenne l\u2019autorizzazione, il Professor Kiyoo Mogi, sismologo dell\u2019Universit\u00e0 di Tokyo, aveva gi\u00e0 pubblicato le sue obiezioni contro la costruzione di reattori nucleari in un paese che era soggetto al 10% dei terremoti del pianeta.<\/p>\n<p>L\u2019autore di questo saggio prosegue implacabilmente a documentare \u2013 da un lato \u2013 le allerte lanciate per i successivi decenni dagli studiosi sui rischi di terremoti e tsunami, e dall\u2019altro i sistematici rifiuti ad ascoltare da parte delle autorit\u00e0 responsabili della gestione e della sicurezza degli impianti nucleari.<\/p>\n<div class=\"getty embed image\">\n<div><\/div>\n<div><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/embed.gettyimages.com\/embed\/513177394?et=MMY-zlSWRWJ_9iaL8WRCdQ&amp;tld=com&amp;sig=2-5krVSYzErCFbCgabMe58O3MUps4tttrPy87vMpqzg=&amp;caption=true&amp;ver=2\" width=\"594px\" height=\"396px\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\" data-mce-fragment=\"1\"><\/iframe><\/div>\n<\/div>\n<h3>Disastri \u2018lenti\u2019<\/h3>\n<p>Oltre ai due saggi da cui ho tratto alcuni estratti, il libro <strong><em>Living in a Nuclear World <\/em><\/strong>contiene altri preziosi contributi, che sarebbe interessante esplorare in futuro. Vorrei concludere questo articolo riportando alcune riflessioni di un altro degli autori, Scott Gabriel Knowles, che ha contribuito con il saggio <strong>Slow disaster and the challenge<\/strong> <strong>of nuclear memory <\/strong>(Disastro lento e la sfida della memoria nucleare).<\/p>\n<p>(Scott Gabriel Knowles \u00e8 uno storico dei disastri a livello globale. Si concentra sui processi storici che rendono possibili i disastri e sull\u2019applicazione della storia per ridurre i disastri futuri.)<\/p>\n<p>Il suo contributo inizia con la citazione di una definizione di disastro che i sociologi utilizzavano negli anni \u201960 del secolo scorso:<\/p>\n<p><em>\u201cun evento\u2026 concentrato nel tempo e lo spazio, in cui una societ\u00e0\u2026 subisce un grave pericolo e incorre in tali perdite\u2026 che la struttura sociale viene sconvolta e il soddisfacimento di tutte o alcune delle funzioni essenziali della societ\u00e0 \u00e8 impedita<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019Autore suggerisce di utilizzare un concetto diverso, quello di \u2018disastro lento\u2019.<\/p>\n<p><em>Il disastro lento \u00e8 un rifiuto intenzionale dell\u2019idea che il disastro possa essere articolato come un \u2018evento-nel-tempo\u2019. Mentre la gestione del rischio si concentra su decenni, i disastri lenti si estendono nei secoli, entro una cornice temporale che va al di l\u00e0 della scala temporale presa in esame dalla maggior parte dei professionisti della gestione del rischio. Pensare in termini di disastro lento invita i ricercatori a rimanere aperti alla possibilit\u00e0 di intermittenti visite di violenza, distribuite nel tempo e nello spazio ma ancora connesse a un antenato comune. <\/em><\/p>\n<p>Verso la conclusione del suo saggio, l\u2019autore osserva che \u201c<em>Dimenticare fa comodo ai politici e agli interessi dell\u2019industria, che possono cos\u00ec tracciare una linea netta tra la fine di un disastro e l\u2019inizio di una nuova era. Per loro, la chiusura \u00e8 essenziale<\/em>\u201d. Ma per le vittime, il disastro evolve lentamente.<\/p>\n<p><em>Ricordare \u00e8 spesso doloroso, ma la memoria storica, che tiene insieme un intervallo di tempo pi\u00f9 lungo, \u00e8 necessaria. Guardare al passato significa assumere la responsabilit\u00e0 per il futuro.<\/em><\/p>\n<div class=\"getty embed image\">\n<div><\/div>\n<div><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/embed.gettyimages.com\/embed\/1241168092?et=Z7xl-LnbSzVdF4ckUF8Xqw&amp;tld=com&amp;sig=TvFVu9MMogKuHU9wyO4_rXOLyluNW3yvDqWdzc7F15I=&amp;caption=true&amp;ver=2\" width=\"594px\" height=\"381px\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\" data-mce-fragment=\"1\"><\/iframe><\/div>\n<div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>_______________________________________________<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/elena_camino_95-180x167-e1588393371480.jpg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-66008\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/elena_camino_95-180x167-e1588393371480.jpg\" alt=\"\" width=\"100\" height=\"93\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>Elena Camino \u00e8 membro della rete <\/em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/\" ><em>TRANSCEND per la Pace, Sviluppo e Ambiente<\/em><\/a><em> e <\/em><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.assefatorino.org\/\" ><em>Gruppo ASSEFA Torino<\/em><\/a><em>.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2024\/03\/06\/11-marzo-2011-incidente-di-fukushima-chi-se-lo-ricorda\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>6 Marzo 2024 &#8211; Tra pochi giorni ricorrer\u00e0 l\u2019anniversario dell\u2019incidente di Fukushima. Sono gi\u00e0 passati 13 anni, e probabilmente non ci saranno grandi manifestazioni di ricordo\u2026 la tecnologia ha fatto grandi passi avanti, e la possibilit\u00e0 di sfruttare in piena sicurezza le potenzialit\u00e0 dell\u2019energia nucleare \u00e8 ormai alle porte. Questo \u2013 almeno \u2013 \u00e8 il messaggio trasmesso dal recente film di Oliver Stone, Nuclear Now:<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":256838,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[46],"tags":[1207,179,1361,1360,1362,1129],"class_list":["post-256835","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-original-languages","tag-fukushima","tag-japan","tag-nuclear-disaster","tag-nuclear-energy","tag-nuclear-meltdown","tag-nuclear-waste"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/256835","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=256835"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/256835\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":256840,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/256835\/revisions\/256840"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media\/256838"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=256835"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=256835"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=256835"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}