{"id":27705,"date":"2013-04-15T12:00:46","date_gmt":"2013-04-15T11:00:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=27705"},"modified":"2015-05-06T12:53:15","modified_gmt":"2015-05-06T11:53:15","slug":"italiano-lumanita-e-degna-della-pace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2013\/04\/italiano-lumanita-e-degna-della-pace\/","title":{"rendered":"(Italiano) L\u2019Umanit\u00e0 \u00e8 Degna della Pace"},"content":{"rendered":"<p>La <i>Pacem in terris<\/i> \u00e8 nel contempo un testo laico, razionale, ed \u00e8 una voce di fede universalista. Questa \u00e8 la mia sintesi essenziale, che ricavo dalla partecipazione all\u2019assemblea nazionale di Roma del 6 aprile [2013]. (Vedi testi e documenti nel sito www.chiesadituttichiesadeipoveri.it)<\/p>\n<p>Sotto il primo aspetto, l\u2019enciclica di Giovanni XXIII, nel 1963, dice che la pace non \u00e8 impossibile agli uomini, alla ragione umana, alla storia umana nel tempo. Ci sono nella nostra storia esigenze assolute di pace e anche segni di pace. L\u2019istinto vitale e la riflessione intelligente convincono e conducono a costruire, difendere, assicurare relazioni di pace, cio\u00e8 rispondenti alla vita. La pace non \u00e8 facile, ma \u00e8 possibile. \u00c8 necessaria all\u2019umanizzazione dell\u2019umano. \u00c8 richiesta dalla dignit\u00e0 umana. L\u2019umanit\u00e0 \u00e8 degna della pace, deve diventarne degna, sta diventandone degna. La pace non \u00e8 un regalo della fortuna, ma una costruzione della ragione, della morale, della politica.<\/p>\n<p>Sotto il secondo aspetto, la Pacem in terris si rivolge agli \u201cuomini di buona volont\u00e0\u201d e ne interpreta le attese. La buona volont\u00e0 \u00e8 la volont\u00e0 del Bene. Attraverso le diverse concezioni culturali e morali del Bene, conta riconoscere che nella storia umana \u00e8 presente e agisce un Bene: \u00e8 vivente secondo alcune religioni, \u00e8 idea regolatrice secondo alcuni pensieri, \u00e8 un valore che cammina con gli uomini e le donne, e li accompagna intimamente, nonostante forze e strutture avverse, ad una positiva soluzione dell\u2019esistenza, salutare e pi\u00f9 felice, o meno infelice.<\/p>\n<p>La riflessione di Giovanni XXIII raccoglie un sentire che si pu\u00f2 riscontrare universalmente: il Bene \u00e8 presente negli esseri umani in quanto amati dal Bene reale e vivente, e quindi capaci di volere il Bene. Questo non \u00e8 ottimismo dipendente da momenti fortunati, ma riconoscimento, con intelligenza di fede, di quella Realt\u00e0 viva, variamente nominata nelle culture umane, spesso col nome comune \u201cdio\u201d, scritto con la maiuscola e fatto nome personale del Vivente interamente vivo e buono.<\/p>\n<p>In termini cristiani, nel pensiero derivato e ispirato dalla rivelazione avvenuta nella persona di Ges\u00f9 di Nazareth, si parla di storia umana come \u201cluogo teologico\u201d. Cio\u00e8, gli eventi umani contengono appelli e luci, da discernere tra le ombre avverse, che lo Spirito santo e buono rivolge e dona alle persone umane. Sono i \u201csegni dei tempi\u201d registrati nell\u2019enciclica di papa Roncalli. Ad essi possiamo noi aggiungere le varie efficaci lotte nonviolente per la liberazione e la giustizia avvenute in questo cinquantennio successivo all\u2019enciclica. Riconoscere questi segni e doni nei fatti ispira speranza attiva, impegno illuminato, coraggio contro i fattori di disperazione, volont\u00e0 buona, amore per la vita, per i viventi, per il cosmo e per l\u2019intera realt\u00e0, nota e ignota.<\/p>\n<p>La Pacem in terris ha compiuto in modo mirabile questo riconoscimento profetico. Su questa base consistente di vita, il testo di Papa Giovanni, nello stesso spirito del Concilio da lui promosso, \u00e8 un riascolto e un riesame del cristianesimo, della chiesa, dell\u2019umanit\u00e0 stessa secondo il criterio della pace nonviolenta. La quale \u00e8 compimento e dunque regola della convivenza, del vivere plurale e cooperante.<\/p>\n<p>Oggi, nonostante immani mezzi, strutture, progetti di violenza fisica ed economica, che impone agli esseri umani e ai popoli diseguaglianze e sofferenze estremamente offensive, quel fermento di pace \u00e8 presente e operante, perci\u00f2 va riconosciuto e coltivato. La rassegnazione fatalistica alla guerra, alle diseguaglianze stabilite, che in altri tempi piegava le persone a subire le violenze come inevitabili, \u00e8 fortemente diminuita e si avvia ad essere ripudiata. Culture costruttive di pace nonviolenta e relativi movimenti sociali e popolari sono presenti, non sono vincenti, ma fermentano nel profondo la storia umana.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 basta per volere strenuamente e fiduciosamente pensare, lavorare, tessere relazioni e metodi nonviolenti nelle nostre vite e nella intera famiglia umana.<\/p>\n<p>Nella <i>Pacem in terris<\/i> vedo dunque una ispirazione e la opportunit\u00e0 di una sua lettura \u201creligiosa\u201d, in termini non esclusivamente cristiani, ma plausibilmente universali. Eppure, essa si pu\u00f2 leggere autenticamente anche come appello e messaggio semplicemente umanistico: il concetto in essa fondamentale, il filo conduttore, che \u00e8 la \u201cdignit\u00e0 umana\u201d, \u00e8 criterio di comunicazione tra tutti gli esseri umani consapevoli e attivi nell\u2019opera aperta e continua della nostra umanizzazione.<\/p>\n<p>Dall\u2019assemblea sulla Pacem in terris, Roma 6 aprile 2013.<\/p>\n<p>________________________<\/p>\n<p><i>Enrico Peyretti<\/i><i> <\/i><i>\u00e8 membro della rete TRANSCEND per la Pace, Sviluppo e Ambiente.<\/i><i><\/i><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/serenoregis.org\/2013\/04\/08\/lumanita-e-degna-della-pace-enrico-peyretti\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Pacem in terris \u00e8 nel contempo un testo laico, razionale, ed \u00e8 una voce di fede universalista. 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