{"id":281636,"date":"2024-12-02T12:02:10","date_gmt":"2024-12-02T12:02:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=281636"},"modified":"2024-11-30T06:40:59","modified_gmt":"2024-11-30T06:40:59","slug":"italiano-riscaldamento-globale-12-approcci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2024\/12\/italiano-riscaldamento-globale-12-approcci\/","title":{"rendered":"(Italiano) Riscaldamento globale: 12 approcci"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/cop29-azerbaijan.jpeg\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-280249\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/cop29-azerbaijan.jpeg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"267\" srcset=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/cop29-azerbaijan.jpeg 768w, https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/cop29-azerbaijan-300x200.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a><\/p>\n<p><em><span class=\"post-meta-infos\">23 Novembre 2024<\/span> <\/em>&#8211; Si fa un gran parlare di riscaldamento globale, giustamente. Ma servono idee concrete per passare dalle parole ai fatti, magari con preoccupazioni che fan capolino in fondo alla mente:<\/p>\n<ul>\n<li>Qual \u00e8 la percentuale generate dagli umani, rispetto agli immensi processi cosmici; e dov\u2019\u00e8 la valida simulazione di laboratorio??<\/li>\n<li>Quanto di ci\u00f2 \u00e8 promozione dell\u2019energia nucleare rispetto a quella basata sul carbonio (in Giappone ora si collega Al Gore alle lobby nucleari)?<\/li>\n<\/ul>\n<p>Comunque, anche con basse percentuali di generazione umana, e ulteriori motivazioni, c\u2019\u00e8 urgente bisogno di agire. Ce n\u2019\u00e8 stata consapevolezza fin dai tempi di Rachel Carson, <em>Limiti alla Crescita<\/em> e Stoccolma 1972, e fra i poveri ovunque da generazioni. Scendendo di corsa, dobbiamo invertire e risolvere, altro che \u201csostenere\u201d e \u201cmitigare\u201d. Con tecnologie termicamente non-inquinanti, che abbiamo da lungo tempo, non \u201cemergnti\u201d. Usando cascate d\u2019acqua e maree, energia solare ed eolica, idro- e geo-termica, da biomassa e nucleare. Oggi \u00e8 a portata una gran variet\u00e0 di profili di conversione energetica, a misura delle dotazioni naturali locali.<\/p>\n<p>Ovviamente, c\u2019\u00e8 sempre bisogno di ricerca, ma la priorit\u00e0 attuale non \u00e8 riscoprire tecnologie alternative, che come tutto il resto saranno soggette a rinnovata ricerca e affinamenti; bens\u00ec ricercare che cosa le intoppa. con l\u2019ovvia ipotesi dell\u2019interesse acquisito e investito nel petrolio e nella sua enorme infrastruttura di produzione, trasporto e consumo finale. Ma come agiscono esattamente tali forze? C\u2019\u00e8 un ricavo massimo dopodich\u00e9 saranno meno avverse al cambiamento? E\u2019 la condizione per cui cooptino le nuove tecnologie? Quando la BP \u00e8 cambiata da British a <em>Beyond<\/em> (<em>Oltre il<\/em>) Petroleum, questo vuol solo dire che essa, nessun altro, sarebbe al commando per l\u2019energia, contro la Exxon, vivendo nenna negazione del riscaldamento globale? Due modi di soffocare il cambiamento?<\/p>\n<h3>Guardiamo dodici approcci per idee costruttive:<\/h3>\n<p>[1] Come per altre droghe intossicanti, produttore, trasportatore, e consumatore di petrolio sono tutti responsabili di ogni effetto negativo. In un ciclo economico natura-estrazione-produzione tutti i segmenti della filiera contribuiscono e, secondo il principio \u201cchi inquina paga\u201d, dovranno tutti pagare i danni.<\/p>\n<p>[2] Come esempio, la Norvegia ha valori alti in tutt\u2019e tre le fasi economiche, che la rendono il peggior paese al mondo a livello pro-capite. Nel consumo la Norvegia produce 11 ton. di CO2 annue pro-capite \u2013 rispetto a USA-20, Cina-4, India-2 e Africa ancor meno. Ma il ruolo della Norvegia nel ciclo del petrolio la pone a 130 ton. annue di CO2 pro-capite (norvegese [a parte coinvolgimenti stranieri]), pur con un\u2019estrazione men inquinante. Ma, come per altre <em>droghe<\/em>, il problema sta nel prodotto, non nel processo produttivo.<\/p>\n<p>[3] Quanto pi\u00f9 s\u2019inquina, tanto pi\u00f9 si ha da pagare; per esempio, per compensare i grossi atimenti subiti da paesi a pelo d\u2019acqua e isole del Pacifico, il BanglaDesh e aree costiere, comprendendovi un\u2019accettabile risistemazione dei colpiti. Per fortuna la Norvegia ha un fondo petroliero, ormao detto Fondo (all\u2019estero) Fondo Pensioni Norvegese, che potrebbe servire per contribuire alle compensazioni insieme a quelli di altri grossi inquinatori; non trascurando fondi solidali locali, statali, regionali e globali.<\/p>\n<p>[4] Non c\u2019\u00e8 modo di ridurre l\u2019inquinamento, \u00e8 la riduzione [del consumo] il modo. Piantare foreste per convertire la CO2 in ossigeno reduce l\u2019inquinamento, non le emissioni. L\u2019approccio generale dev\u2019essere ridurre le emissioni, usando una conversione energetica non basata sul carbonio.<\/p>\n<p>[5] Azzerare gradualmente l\u2019approccio con le quote. Non riducono l\u2019inquinamento termico \u2013 tanto quanto si possa salvare da morte un fumatore con quote di non-fumatori, o le vittime di un paese in qui vige la tortura che compri \u201cquote\u201d da paesi dove non vige. L\u2019approccio a quote \u00e8 nel complesso un errore intellettuale e un disastro politico.<\/p>\n<p>[6] La riduzione dell\u2019inquinamento da trasporti \u00e8 di massima priorit\u00e0. Oltre a minimizzare le distanze di trasporto mediante opportuna localizzazione (v. qui sotto), ci\u00f2 comprende:<\/p>\n<ul>\n<li>massiccio cambiamento da trasporti a comunicazioni (IT, SKYPE, SMS), per riunioni, conferenze etc. aziendali, governative; pi\u00f9 veloce che trasporto, gi\u00e0 in corso;<\/li>\n<li>fitte reti di mezzi di trasporto collettivi, in corso;<\/li>\n<li>per il trasporto terrestre: treni, non autocarri salvo se a energia solare;<\/li>\n<li>per il trasporto marittimo: a minor velocit\u00e0, eventualmente mediante sottomarini per [evitare&gt;&gt;] <em>ridurre<\/em> la resistenza aero- e idrodinamica, con propulsione a gas, eventualmente nucleare;<\/li>\n<li>per il trasporto aereo: dirigibili, con nuovi approcci all\u2019elio.<\/li>\n<\/ul>\n<p>[7] Di norma i paesi o le comunit\u00e0 dei vari paesi devono diventare autosufficienti energeticamente per ridurre interventi e guerre motivati dal petrolio, fattore presente in molti fra i 243 interventi militari USA, e manipolazioni politiche, un fattore nella politica energetica russa.<\/p>\n<p>[8] Progetti congiunti [contro il] riscaldamento globale, come USA e Iran per la riduzione dell\u2019import-export di petrolio con sostituzione <em>carbon-free<\/em>, potrebbero essere una via maestra per la trasformazione del conflitto e la riconciliazione.<\/p>\n<p>[9] Altri importanti mali sociali, come schiavit\u00f9 e colonialismo, non furono ridotti da accordi multi-laterali o quote, bens\u00ec da pasi che si addossarono una <em>leadership<\/em>, mostrando la via ad altri. E\u2019 interessante Singapore; possono diventarlo la Cina e parti dell\u2019Africa.<\/p>\n<p>[10] Per la riduzione del riscaldamento globale \u00e8 indispensabile l\u2019uguaglianza energetica; i paesi con cercheranno di pareggiare con qualunque mezzo; il che comporta un\u2019alta diversit\u00e0 nei profili energetici.<\/p>\n<p>[11] Da sempre c\u2019\u00e8 una <em>leadership<\/em> nella societ\u00e0 civile, con innumerevoli persone comuni a risparmiare e trattare lo spreco; il problema sono gli attori statuali e megaziendali. Parti chiave della politica future saranno massicci boicottaggi e simili per governare i profili energetici.<\/p>\n<p>[12] In tutto questo processo si devono trovare alternative (pi\u00f9 che altro basate sul <em>web<\/em>) ai media megaziendali, generalmente pi\u00f9 parti del problema che della soluzione.<\/p>\n<p><em>__________________________________________<\/em><\/p>\n<p><em>Originariamente <\/em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2008\/09\/12-approaches-to-global-warming\/\" ><em>postato <\/em><\/a><em>il 1\u00b0 settembre 2008 \u2013 #22<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/pic-johan-galtung-smile-e1727415803823.png\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-274645\" src=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/pic-johan-galtung-smile-e1727415803823.png\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"93\" \/><\/a>Johan Galtung (24 ottobre 1930-17 febbraio 2024), era professore di studi sulla pace, Dr. hc mult, e \u00e8 stato il fondatore della Rete TRANSCEND per la Pace, Sviluppo e Ambiente e rettore della <\/em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tpu\/\" ><em>TRANSCEND Peace University-TPU<\/em><\/a><em>. Prof. Galtung ha pubblicato 1.670 articoli e capitoli di libri, pi\u00f9 di 500 editoriali per <\/em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/\" ><em>TRANSCEND Media Service-TMS<\/em><\/a><em>, e 170 libri su temi della pace e correlate, di cui 41 sono stati tradotti in 35 lingue, per un totale di 135 traduzioni di libri, tra cui <\/em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tup\/index.php?book=1\" ><em>50 Years-100 Peace and Conflict Perspectives<\/em><\/a><em>, &#8216;pubblicati dalla <\/em><a href=\"http:\/\/www.transcend.org\/tup\/\" ><em>TRANSCEND University Press-TUP<\/em><\/a><em>.<\/em><\/p>\n<p><em>Original in English: <\/em><a href=\"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2024\/11\/global-warming-12-approaches\/\"  target=\"_top\">Global Warming: 12 Approaches<\/a><em> &#8211; TRANSCEND Media Service<\/em><\/p>\n<p><em>Traduzione di Miki Lanza per il Centro Studi Sereno Regis<\/em><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2024\/11\/23\/riscaldamento-globale-12-approcci\/\" >Go to Original \u2013 serenoregis.org<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si fa un gran parlare di riscaldamento globale, giustamente. 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