{"id":28261,"date":"2013-05-06T12:00:25","date_gmt":"2013-05-06T11:00:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.transcend.org\/tms\/?p=28261"},"modified":"2015-05-06T12:53:08","modified_gmt":"2015-05-06T11:53:08","slug":"italiano-droni-frontiere-tecnologiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.transcend.org\/tms\/2013\/05\/italiano-droni-frontiere-tecnologiche\/","title":{"rendered":"(Italiano) Droni: Frontiere Tecnologiche"},"content":{"rendered":"<p><i>L\u2019uso indiscriminato dei droni rende le guerre sempre pi\u00f9 violente e illegittime. Da radar a spie, un utilizzo spietato che vuol coinvolgere anche l\u2019Italia, ponendo una base di controllo del programma Nato a Sigonella. <\/i><\/p>\n<p>Il loro uso indiscriminato in Afghanistan, Pakistan e Yemen ha determinato un\u2019inattesa crisi politico-istituzionale a Washington. Da una parte l\u2019amministrazione Obama che li difende, dall\u2019altra numerosi congressisti bipartisan e le organizzazioni non governative di difesa dei diritti umani che ne denunciano le operazioni di guerra sempre pi\u00f9 illegittime e sanguinarie. I droni, l\u2019ultima frontiera delle tecnologie di morte e business plurimiliardario per i contractor del Pentagono. Velivoli senza pilota guidati da operatori davanti a un terminale a migliaia di chilometri di distanza, macchine infernali programmate alcune per spiare e coordinare gli attacchi aerei e missilistici, altre per inseguire, colpire e uccidere autonomamente. Le forze armate statunitensi li utilizzano ormai comunque, dovunque e contro chiunque. Un\u2019escalation di omicidi selettivi di presunti guerriglieri e \u201cterroristi\u201d e di stragi \u201cper errore\u201d di civili, donne e bambini. Tra i maggiori strateghi delle guerre dei droni, il neodirettore della Cia John Brennan, benvoluto e corteggiato dal Presidente, poco stimato dalla societ\u00e0 civile democratica Usa che ne chiede la rimozione dalla guida dell\u2019onnipotente centrale d\u2019intelligence.<\/p>\n<p>\u201cCon l\u2019uso dei droni vengono messi a rischio cinquant\u2019anni di diritto internazionale\u201d, ha dichiarato l\u2019avvocato sudafricano Christof Heyns, relatore speciale Onu sui temi del controterrorismo e delle esecuzioni extragiudiziali. Le Nazioni Unite hanno dato vita ad una commissione d\u2019inchiesta per documentare come i velivoli teleguidati siano stati realmente utilizzati nelle <i>guerre globali e permanenti<\/i> degli Stati Uniti d\u2019America, dai militari britannici in Afghanistan e dagli israeliani a Gaza. \u201cIl danno collaterale pu\u00f2 essere minore rispetto a un bombardamento aereo, ma poich\u00e9 si elimina il rischio di perdite militari, l\u2019utilizzo dei droni pu\u00f2 diventare smodato\u201d, ha aggiunto Philip Alston, altro relatore speciale delle Nazioni Unite.<\/p>\n<p>Nei mesi scorsi anche <i>Pax Christi International<\/i> si \u00e8 espressa per la proibizione dell\u2019utilizzo dei velivoli senza pilota come armi belliche. \u201cIl loro uso crescente ha inaugurato una nuova fase nelle guerre moderne e sta ponendo pesanti questioni morali e legali che richiedono un\u2019attenzione immediata a livello generale\u201d, scrive l\u2019organizzazione con sede a Bruxelles. \u201cGli attacchi dei droni Usa hanno assassinato centinaia di civili e feriti molti altri. Inoltre, i le loro operazioni di volo 24 ore al giorno sulla testa di intere comunit\u00e0 non ne hanno assicurato la protezione ma hanno soprattutto terrorizzato uomini, donne e bambini. Esse hanno causato tremendi traumi psicologici e gravi stati d\u2019ansiet\u00e0 tra la popolazione civile; hanno frantumato le attivit\u00e0 comunitarie essenziali come quelle scolastiche, pregiudicando gli sforzi di risoluzione delle dispute tribali\u201d. <i>Pax Christi<\/i> rileva poi come l\u2019utilizzo dei droni si sia dimostrato tutt\u2019altro che utile anche sul fronte prettamente militare. In Pakistan, in particolare, i bombardamenti sempre pi\u00f9 massicci contro i villaggi hanno reso assai critiche le relazioni di Washington con le autorit\u00e0 politico-militari locali, mentre la rabbia e il dolore delle vittime hanno accresciuto il consenso popolare verso le azioni dei gruppi armati anti-governativi.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019oggettivazione degli esseri umani colpiti e la loro distanza riduce probabilmente la soglia entro cui si sceglie di utilizzare la violenza armata per risolvere i conflitti\u201d, aggiunge l\u2019organizzazione internazionale. \u201cNel prossimo futuro, nei campi di battaglia si punter\u00e0 all\u2019opzione di rendere pienamente autonomi i droni, trasformandoli in veri e propri <i>killer robot<\/i>, capaci di prendere loro stessi la decisione di uccidere, senza che ci sia un operatore umano in rete\u201d.<\/p>\n<p>Mentre a livello internazionale, tra differenti settori sociali, culturali, religiosi, politici e giuridici si \u00e8 aperto un dibattito serrato sulla legittimit\u00e0 dei droni come arma d\u2019eccellenza per i conflitti del XXI secolo, in Italia il tema \u00e8 quasi del tutto ignoto. Eppure le nostre forze armate usano da tempo i droni-spia nel conflitto afgano e attendono dal Congresso Usa l\u2019autorizzazione ad armare i <i>Predator<\/i> con sofisticati missili e bombe teleguidate. Nel corso della recente guerra in Libia, il governo italiano ha autorizzato la coalizione a guida Nato a utilizzare lo scalo siciliano di Sigonella come avamposto per i droni-killer anti-Gheddafi. Inoltre da quattro anni sempre a Sigonella l\u2019Us Air Force ha schierato tre velivoli senza pilota \u201cGlobal Hawk\u201d per le operazioni di sorveglianza in una vasta area geografica che dal Mediterraneo si estende sino all\u2019intero continente africano. Nell\u2019assoluto disinteresse dei media e delle forze politiche e sociali, il Dipartimento della difesa ha dichiarato la grande base siciliana <i>capitale mondiale dei droni<\/i>: entro il 2015 buona parte dei velivoli in dotazione ad aeronautica e marina militare operer\u00e0 da Sigonella. Nella base funzioner\u00e0 inoltre un grande centro di manutenzione e riparazione dei \u201cGlobal Hawk\u201d e dei droni killer tipo \u201cPredator\u201d e \u201cReaper\u201d.<\/p>\n<p>Entro il 2017 diventer\u00e0 pienamente operativo in Sicilia pure il programma Nato denominato <i>Alliance Ground Surveillance (AGS)<\/i> che punta a potenziare le capacit\u00e0 d\u2019intelligence, sorveglianza e riconoscimento dei paesi dell\u2019Alleanza atlantica. L\u2019AGS fornir\u00e0 informazioni in tempo reale per compiti di vigilanza aria-terra a supporto dell\u2019intero spettro delle operazioni alleate nel Mediterraneo, Balcani, Africa e Medio oriente. Al programma, il pi\u00f9 costoso della storia dell\u2019Alleanza, hanno aderito in verit\u00e0 solo 13 paesi: Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Germania, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Norvegia, Romania, Slovacchia, Slovenia e Stati Uniti. Il sistema AGS si articoler\u00e0 in stazioni di terra fisse, mobili e trasportabili per la pianificazione e il supporto operativo alle missioni e da una componente aerea basata su cinque velivoli a controllo remoto RQ-4 \u201cGlobal Hawk\u201d <i>Block 40<\/i> (una versione modificata del <i>Block 30<\/i> gi\u00e0 operativo a Sigonella). Lunghi 14,5 metri e un\u2019apertura alare di 40, i velivoli voleranno in qualsiasi condizione meteorologica per 32 ore sino a 18,3 km d\u2019altezza. \u201cI potentissimi sistemi radar a bordo dei droni saranno in grado di scansionare ampie porzioni di terreno fissando i potenziali bersagli con un\u2019affidabilit\u00e0 inferiore al metro\u201d, annunciano gli alti comandi Nato di Bruxelles. I radar saranno anche capaci di fornire una \u201ccapacit\u00e0 aeroportata di indicazione del bersaglio per missili da crociera\u201d.<\/p>\n<p>A Sigonella, dove giungeranno nei prossimi mesi 800 militari dei paesi dell\u2019Alleanza, operer\u00e0 il centro di coordinamento e controllo del sistema AGS in cooperazione con i \u201cGlobal Hawk\u201d Usa e potr\u00e0 contare pure sul supporto dei velivoli senza pilota \u201cSentinel\u201d in dotazione alle forze armate britanniche ed \u201cHeron R1\u201d che la Francia ha prodotto congiuntamente ad Israele. Successivamente l\u2019AGS s\u2019interfaccer\u00e0 con il programma di ricognizione marittima su larga scala <i>Bams<\/i> (<i>Broad Maritime Area Surveillance<\/i>) che la Marina militare Usa attiver\u00e0 grazie ad una generazione di droni-spia ancora pi\u00f9 sofisticata e ai costruendi pattugliatori P-8 \u201cPoseidon\u201d.<\/p>\n<p>Il consenso del governo italiano alla iperdronizzazione della base di Sigonella \u00e8 stato dato in cambio dell\u2019impegno Usa e Nato ad affidare un paio di modeste commesse alle aziende leader del complesso militare industriale nazionale. Nello specifico, Selex Galileo (una controllata Finmeccanica confluita qualche mese fa in Selex Es) ha sottoscritto un contratto del valore di 140 milioni di euro con la Northrop Grumman Corporation &#8211; capocommessa del programma AGS &#8211; per predisporre la componente fissa e mobile del segmento di terra del nuovo sistema di sorveglianza. L\u2019azienda italiana dovr\u00e0 poi fornire il proprio contributo alla \u201csuite\u201d di telecomunicazioni, assicurando il collegamento dati su banda larga (prodotto da Selex Elsag, altra societ\u00e0 Finmeccanica) con le piattaforme aeree.<\/p>\n<p>L\u2019importo della commessa AGS di Selex Galileo \u00e8 poco superiore al 10% del valore complessivo del contratto (1,2 miliardi di euro) che la Northrop Grumman ha sottoscritto con la Nato il 20 maggio 2012. Le logiche di guerra sono inique e spietate: in cambio di pochi spiccioli nelle tasche dei manager e degli azionisti del gruppo Finmeccanica, l\u2019asse Washington-Bruxelles-Roma ordina l\u2019invasione dei cieli siciliani da parte di stormi di droni-avvoltoi, imponendo pesanti limitazioni al traffico aereo civile e al diritto alla mobilit\u00e0 di milioni di abitanti.<\/p>\n<p>_____________________<\/p>\n<p><i>Articolo pubblicato in <\/i>Mosaico di pace<i>, n. 4-5, aprile-maggio 2013.<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019uso indiscriminato dei droni rende le guerre sempre pi\u00f9 violente e illegittime. 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